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ILIOKATAKINIOMUMASTILOPSARODIMAKOPIOTITA: una mostra completamente interattiva quella che ci viene proposta da Micol Assaël: una delle figure più originali nel contesto artistico europeo. Artista nata in Italia, ma vissuta sempre all'estero.
La mostra si prende i suoi spazi: 1800 mq dello Shed 'occupati' dalle quattro installazioni più importanti dell'artista e un'opera inedita.
Il progetto comprende il coinvolgimento del pubblico che dovrà mettersi 'in gioco' e partecipare attivamente, sia dal punto di vista fisico che mentale, con le opere e lo spazio che lo circondano.
La ricerca artistica di Micol Assaël si è sempre concentrata sull'interazione con il corpo umano, la percezione sensoriale, in particolare quella dello spettatore stesso: quasi tutte le sue opere, infatti, hanno l'obiettivo di avvicinarsi, toccare, scuotere letteralmente il corpo e la mente dello spettatore, mettendolo in una posizione di pericolo reale o supposto.
Un'arte avvincente e che incuriosisce, l'Hangar Bicocca si riconferma uno spazio attento all'arte contemporanea, all'esposizione e promozione dell'arte che lascia il segno.
La mostra è a cura di Andrea Lissoni, verrà inaugurata giovedì 30 gennaio 2014 alle 19 e rimarrà all'Hangar Bicocca dal 31 gennaio al 4 maggio 2014.
Fondazione HangerBicocca
Via Chiese 2, Milano
L'HangarBicocca sarà aperta ill giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 11.00 alle 23.00
Per ulteriori informazioni potete visitare il sito: www.hangarbicocca.org , nella sezione 'Mostre'.
Oppure potete telefonare a: 02 66 11 15 73
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Quarantanni d'artecontemporanea, Massimo Minini 1973 - 2013 è il titolo della mostra ospitata alla Triennale di Milano dal 19 novembre al 2 febbraio 2014 che racconta un importante spaccato dell'arte contemporanea da un punto di vista decisamente poliedrico. Massimo Minini tenta di mostrare, anche attraverso all'utilizzo di molti flash back, diversi momenti e passaggi vissuti con gli artisti incontrati in questi anni quarant'anni.
Quadri, dipinti, installazioni, fotografie e sculture, questo e altro nei quarant'anni di Massimo Minini.
L'arte povera e Minimal sono le due correnti artistiche che si sono avviate e caratterizzate verso la fine degli anni Settanta, inizi Ottanta: qui la creatività di giovani talenti italiani e stranieri, come Jan Fabre, Lavier, Luigi Ontani, Ettore Spalletti, Icaro hanno avuto la possibilità di esprimersi nella loro forma. Successivamente, negli anni Novanta, son stati artisti come Cattelan, Arienti, Eva Marisaldi, Sabrina Mezzaqui, Simeti, ad aver affiancato l'arte di artisti storici già affermati, come Paolini, Buren, Accardi, Boetti, Graham e LeWitt. Più recentemente, invece, la galleria ha dedicato le grandi mostre a grandi autori come Luigi Ghirri, Monica Bonvicini, Sean Snyder, Peter Halley, Jan de Cock, Dara Friedman, Peter Halley e tanti altri ancora a cui ha dedicato meravigliose personali.
All'interno dell'esposizione è possibile visitare una sezione interamente dedicata alla fotografia italiana; una particolare attenzione ai ritratti degli artisti italiani realizzati dai nostri più grandi autori, come Catalano, Gorgoni, Mulas, Cresci e Giacomelli.
Gli artisti in mostra sono:
CARLA ACCARDI AURELIO AMENDOLA GIOVANNI ANSELMO STEFANO ARIENTI MARCO BAGNOLI ROGER BALLEN ROBERT BARRY OLIVO BARBIERI GABRIELE BASILICO LETIZIA BATTAGLIA SANDRO BECCHETTI VANESSA BEECROFT GIANNI BERENGO GARDIN ALIGHIERO BOETTI MONICA BONVICINI DANIEL BUREN JULIA MARGARET CAMERON LETIZIA CARIELLO GHITTA CARRELL JOTA CASTRO ELISABETTA CATALANO GIUSEPPE CHIARI PAOLO CHIASERA MARIO CRESCI JAN DE COCK MARIO DONDERO MAURIZIO DONZELLI JAN FABRE LUCIANO FABRO HANS-PETER FELDMANN IAN HAMILTON FINLAY YONA FRIEDMAN FEDERICO GAROLLA ALBERTO GARUTTI LUIGI GHIRRI PIERO GILARDI PAOLO GIOLI GIANFRANCO GORGONI DAN GRAHAM GIORGIO GRIFFA PETER HALLEY PAOLO ICARO MIMMO JODICE ANISH KAPOOR BERTRAND LAVIER SOL LEWITT RICHARD LONG ULIANO LUCAS DAVID MALJKOVIC ATTILIO MARANZANO EVA MARISALDI YAMAMOTO MASAO RYAN MENDOZA MATHIEU MERCIER SABRINA MEZZAQUI NINO MIGLIORI UGO MULAS PAOLO MUSSAT SARTOR MARIO NIGRO PAOLO NOVELLI CLAUDIO OLIVIERI LUIGI ONTANI PAUL P. GIULIO PAOLINI PINO PASCALI FRANCO PIAVOLI MICHELANGELO PISTOLETTO GERWALD ROCKENSCHAUB SALVO FERDINANDO SCIANNA FRANCESCO SIMETI NEDKO SOLAKOV ETTORE SOTTSASS ETTORE SPALLETTI PAUL THOREL GIULIO TURCATO DIDIER VERMEIREN IAN WILSON FRANCESCA WOODMAN
Inoltre, per questa occasione, è possibile vedere, su richiesta, una speciale sezione degli archivi della Triennale con l'immenso materiale della galleria. Ad accompagnare la mostra, un volume di 453 pagine che raccolgono disegni, telegrammi, cartoline, lettere, fotografie e inviti alle mostre organizzate dal 1973 a oggi. Il volume è edito da a+mbookstore
L'ingresso costa 8,00/6,50/5,50 €
gli orari di apertura sono da martedì a domenica: 10.30 - 20.30. Giovedì 10.30 - 23.00
per ulteriori informazioni potete consultare il sito ufficiale della Triennale: www.triennale.org
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Giannino Ferlin – My time
La nona edizione della Giornata del Contemporaneo, patrocinata da AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), presenta, il 5 ottobre 2013 alle h 18.00, visitabile fino al 14 ottobre, un’esposizione di alcuni quadri scelti dalla serie di Giannino Ferlin, My Time.
Con non-colori austeri e rigorosi, Ferlin traccia i segmenti e le linee di uno spazio e di un tempo che non appartiene più all’uomo, ma all’immagine che esso si configura, in perenne lotta con un “panta rei” (tutto scorre. Eraclito) vitale che lo affligge e lo ottunde.
Libertà supposte, immaginate o costrittive, tempi incalzanti, secondi in libera caduta verso una definizione del momento rielaborata dalle leggi umane attraverso immagini d’ineluttabilità e freddezza.
Con abili pennellate, Ferlin ci descrive l’uomo come rimembranza, come continuo divenire che lascia le sue orme su un tracciato sdrucciolevole ed incerto: memoria di un trascorso, affermazione del presente, speranza e attesa di ciò che verrà. Il tempo di Giannino Ferlin si plasma con le assenze dei colori, riempiendo i vuoti con ombre e luci inaspettate: attraverso solchi e rilievi, la materia pittorica si modifica e cresce. Passato in negativo, presente in positivo, futuro che emerge dalla superficie bidimensionale incidendo lo spazio.
Una scelta di forme e colori sapientemente ponderata, l’idea di tempo, tanto inconoscibile, che si fa quadro.
“GIANNINO FERLIN - MY TIME”
A cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni M4A - MADE4ART, Via Voghera 14 - ingresso da Via Cerano, 20144 Milano 5-14 ottobre 2013 Inaugurazione in occasione della Nona edizione della Giornata del Contemporaneo organizzata da AMACI sabato 5 ottobre dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16 con cocktail alle 18 Orari di apertura galleria: lunedì e sabato ore 16-19, martedì-venerdì ore 10-13 e 16-19 www.made4art.it, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., t. +39.02.39813872
L’arte a portata di mano, anzi, di pollice: è arrivata That’s App, la nuova applicazione per smartphone che fa da “Cicerone” guidandoti fra gli eventi di arte contemporanea nella città di Milano!
Grazie al supporto di Rottapharm| Madaus, la nuova mobile app firmata Android è stata dotata di una mappa geolocalizzata, per individuare i luoghi d’arte contemporanea più vicini alla tua posizione e fornire i percorsi più rapidi per raggiungerli, di un’agenda per fissare gli appuntamenti che più ti interessano e fornire una scheda informativa con immagini, orari e date di apertura e di una sezione Special Event per restare sempre aggiornati sugli eventi in risalto e condividerli con i tuoi amici.
La soluzione perfetta per restare sempre aggornati sugli eventi che si svolgono nella tua città!
Per scaricarla:
su Google Play Store
play.google.com/store/apps/details?id=com.thatscontemporary.android.thatsapp&hl=it
e per i possessori di IPhone e IPad sull’Apple Store
itunes.apple.com/it/app/thats-app/id624341746?mt=8&ign-mpt=uo=4
Inotre, in collaborazione con il Pac Padiglione di Arte Contemporanea, That’s App organizzerà in esclusiva una sezione di approfondimento e contenuti speciali per la mostra Adrian Paci.Vite in Transito che verrà inaugurata il prossimo 5 ottobre.
L’occasione per testarla e innamorarsene!
Il 13 settembre Lodi spalanca le sue porte a Ottanta - An International Perspective. A local insight, una mostra frutto di una ricerca biennale che coinvolge artisti e figure attive nell'ambito artistico, nati tra il 1980 e il 1990 e aventi in comune un forte legame con la città ospitante l'evento.
Sono stati selezionati 16 artisti i quali, con piena libertà, hanno indicato altrettanti artisti stranieri loro coetanei, di cui solo 4 sono stati scelti per instaurare un confronto in sede espositiva.
Ottanta si prefigge in questo modo di misurare lo stato dell'arte contemporanea locale in un contesto più ampio, non auto-referenziale, avvalendosi di uno spazio espositivo istituzionale come contenitore neutrale e constatando che il rapporto tra l'artista e il territorio di provenienza è spesso controverso: operare al di fuori delle mura cittadine in spazi museali o gallerie private, non indica l'opportunità di essere decifrati
dalle persone con le quali si condividono radici, luoghi e memoria.
In questo senso per gli artisti di Ottanta i confini dell'arte non sono circoscritti alla città, ma nemmeno espansi ad una dimensione globale.
In senso più ampio, Ottanta vuole dare spazio ad una comunità variabile, alle espressioni artistiche più autentiche, originali e sotterranee, invertendo la logica della mostra pre-costituita, agendo invece su una base di ricerca e condivisione, con un approccio di sostenibilità dei costi e no-profit, in un momento delicato per la diffusione della cultura contemporanea in Italia.
L'esposizione avrà luogo presso lo spazio espositivo Bipielle Arte, situato nel polo Bipielle City progettato da Renzo Piano e parte di una zona della città destinata allo sviluppo e al rinnovamento architettonico. La Fondazione Banca Popolare di Lodi ne gestisce la programmazione dal 2011. La Direzione del Museo Civico di Lodi sostiene ed è vicina alle iniziative legate all'arte contemporanea, costruendo con Ottanta un’asse di sviluppo culturale importante per la città e per i suoi rapporti con le realtà artistiche circostanti.
80 - An International Perspective. A local insight
13 settembre - 26 ottobre 2013
Bipielle Arte - via Polenghi Lobardo (di fronte Stazione FS)
Lodi
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web http://ottanta.jimdo.com
Blog http://ottanta-80.tumblr.com
Twitter http://twitter.com/Ottanta_80
FB www.facebook.com/ottanta80
Prima nazione del Golfo a partecipare all'Esposizione Internazionale d'Arte e alla Mostra Internazionale di Architettura, agli Emirati Arabi Uniti viene assegnato un padiglione permanente presso le Sale d'Armi dell'Arsenale di Venezia.
A rappresentare lo Stato, quest'anno, è stato scelto Mohammed Kazem, pioniere dell'arte contemporanea negli Emirati che utilizza media differenti e nuove tecnologie.
Con un grande interesse per l'arte concettuale, l'artista è riuscito a distinguersi e a portare il proprio lavoro in tutto il mondo. L'installazione site-specific Walking on Water fa parte di un progetto più ampio, Directions 2005/2013.
Il visitatore è invitato a percorrere una passerella che lo conduce al centro di uno schermo a 360° gradi, dove viene proiettato un video girato in mare aperto.
La prima sensazione, oltre a quello di un dondolio vero e proprio, è quello di isolamento, allo scopo, simbolico, di abolire le frontiere geografiche e le barriere immateriali tra la gente. Nonostante si viva in un periodo di ampia globalizzazione, l'idea di abbattimento delle barriere (sia materiali che naturali) e di apertura rimane utopica. Una riaffermazione del diritto di circolare liberamente, sia spiritualmente che concettualmente e fisicamente. Su ogni sua opera interattiva viene segnalata la posizione dell'artista tramite un Gps che porta sempre con sé.
Venezia, Arsenale
Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, Sale d'Armi
Fino al 24 novembre
Dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00
Da qualsiasi punto di vista lo si osservi, Juan Francisco Casas è un artista che stupisce.
Delle sue opere colpiscono l’irriverenza e la freschezza; il forte contrasto, voluto e ricercato, tra la banalità dei soggetti e le enormi dimensioni dei quadri, riservate al tema storico o religioso, come ci insegna il mondo accademico; stupiscono la maestria della tecnica e l’iper-realismo con cui sono realizzate.
Tuttavia sono sicura che la cosa che vi colpirà di più sarà scoprire di quale strumento si serve per realizzarle; dimenticate Photoshop e programmi di grafica, scordatevi tavolozza e pennello, carboncino e matita: nell’astuccio di Juan Francisco Casas c’è solo una penna bic, rigorosamente blu.
Avete presente quegli scarabocchi che disegnavamo durante le ore di lezione, al liceo? Le caricature della professoressa o qualche presa in giro al compagno di banco? Ecco, Casas ha a disposizione quello stesso piccolo, sottovalutato strumento.
E in fondo anche lui scarabocchia, solo che lo fa su pannelli due metri per due, solo che il risultato è del tutto identico ad una fotografia.
Juan Francisco Casas nasce nel 1976 a La Carolina, nel sud della Spagna. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Granada nel 1999 e con una borsa di studio si trasferisce a Roma. Già dal 2002 arrivano il successo e le esposizioni in siti importanti, dalla rinomata galleria Fernando Pradilla di Madrid a El Museo di Bogotà. Negli anni successivi porta la sua arte scanzonata in giro per l’Europa e per il mondo intero, attirando l’attenzione positiva della critica e di numerosi artisti, tra cui anche gli stimati Maurizio Cattelan, Damien Hirst e Neo Rauch.
La tecnica di Casas consiste nell’immortalare il suo soggetto in momenti del tutto ordinari, per poi riprodurre la fotografia con le biro blu; ne esaurisce almeno tre o quattro per ogni quadro, dichiara.
Le sue Madonne sono ragazze divertite e divertenti, belle e senza schemi, che ammiccano e provocano l'osservatore con l’affascinante freschezza della gioventù. Uomini anche, pochi c’è da dire, ma sempre leggeri e spensierati.
A guardare le opere una di seguito all’altra sembra quasi di curiosare nell’album dei ricordi di un ragazzo che ama fotografare i momenti belli della vita, nella loro semplicità. Sono attimi e situazioni che ognuno di noi potrebbe aver vissuto, nulla di straordinario; gli amici, le serate, le donne che ama, anche solo per una notte. Ciò che tuttavia le rende speciali sono la frizzante gioia di vivere e la totale libertà d'espressione che trasmettono, che insieme scacciano ogni rischio di banalità.
Ogni personaggio ritratto sprigiona un’energia e una vitalità che spiazzano e sfidano chi li osserva a lasciarsi andare, a non prendersi troppo sul serio. A chi coglie la sfida, riescono facilmente a strappare un sorriso, per gli altri..beh, è un peccato perché ridere allunga la vita e lo sguardo corrucciato fa venire le rughe!
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