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Il celebre scrittore e poeta tedesco Herman Hesse è ospite con un’eccezionale mostra d’arte nella cornice della Torre delle Arti del Borgo di Bellagio, la “perla del Lago di Como”.

Herman Hesse, autore di testi di grande successo come Siddartha, Narciso e Boccadoro, nonché vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1946, arriva sul Lago di Como con i suoi acquarelli.

Fino al 2 giugno si potrà visitare la mostra “HERMAN HESSE IN VISITA A BELLAGIO”, una ricca esposizione di acquarelli realizzati dallo scrittore.

Sono ben 35 le opere presentate, tutte parte dell’eredità che Hermann Hesse lasciò al figlio Heiner, a sua volta da lui oggetto di lascito alla figlia Eva. Lo scrittore, oltre agli acquerelli mette a disposizione dei visitatori alcuni documenti ed oggetti appartenenti al nonno.

“HERMAN HESSE IN VISITA A BELLAGIO “ esprime il profondo amore che il poeta tedesco ha sempre manifestato per l’Italia ed in particolare per lo splendido Lago di Como con i suoi giardini e ville storiche, piccoli borghi e paesaggi mozzafiato.

Tuffatevi indietro nel tempo e immergetevi in un viaggio alla scoperta dell’arte di Herman Hesse tra esistenzialismo, spiritualismo e misticismo.

Il 27 agosto Rho Fiera si prepara ad accogliere migliaia di fan per il concerto dei System Of A Down che chiuderà il tour 2013.

 

Dopo il grande successo della data italiana del 2 giugno 2011, in occasione della quale 40.000 persone si erano radunate nell'ampio cortile esterno del polo fieristico, la band armena raddoppia scegliendo Milano come città in cui salutare il proprio pubblico, in attesa di uno sperato nuovo appuntamento.

 

Le voci che parlavano di un nuovo cd, alimentate anche dai membri del gruppo in seguito al successo inaspettato ottenuto nello scorso tour, non trovano per il momento un riscontro nella realtà.

Per quanto una ritrovata armonia abbia caratterizzato i rapporti nell'ultimo periodo, Serj Tankian (voce), Daron Malakian (chitarra e seconda voce) e Shavo Odadjian (basso) portano avanti i propri progetti in autonomia e non danno segni di volersi cimentare in nuove sperimentazioni di carattere collettivo.

 

Il concerto, che verrà aperto da due band di spessore nel panorama alternative quali Deftones e  Lacuna Coil, si configura come un espediente per ripercorrere le tappe salienti del percorso della band, riproporre i brani più famosi e rivivere con il pubblico le emozioni che solo il contatto diretto di un live può dare.

 

Con 5 album all'attivo, tutti piazzatisi ai primi posti delle classifiche statunitensi, il gruppo è apprezzato sia per le sperimentazioni sonore (che per molto tempo hanno reso difficile darne una definizione classificatoria), le quali spaziano dalla musica popolare armena, all'heavy metal, al folk statunitense, all'alternative rock; sia per l'impegno politico e sociale profuso nei testi.

Se infatti alcuni brani lasciano libero sfogo alle prodezze vocali del cantante, se non al puro non sense, altri si configurano come seriamente impegnati in un'opera di denuncia delle tematiche più scottanti del panorama attuale: le guerre e le motivazioni che portano alla violenza tra gli uomini (War, Boom!, B.Y.O.B.), il valore della vita e la problematica della disabilità (Question!, Aerials), le responsabilità e la scorrettezza dell'agire di governo negli USA (Spiders, Prison Song), il genocidio armeno e soprusi su altre minoranze (Chop suey, Hypnotize).

 

Il live di agosto sarà un'occasione unica per godersi ancora una volta un'esibizione carica di energia, caratterizzata da riff di chitarra sempre più complessi e ritmi a tratti giocosi, improvvisi cambi di tempo e sonorità che alternano melodie malinconiche ed urla graffianti.

Il tutto condotto magistralmente dalla calda e potente voce di Serj che tra acuti, falsetti, profondi growl e un cantato più pulito, eseguirà i brani più famosi e b-sides immancabili.

 

I cancelli dell'evento si apriranno alle 15.00

L'inizio dei concerti è fissato per le 18.00

 

Costo del biglietto: 69€

 

Amore per la bellezza, forza evocativa, sensazioni voyeuristiche e conturbanti, queste sono le parole che meglio descrivono l’arte di Paul Kooiker, un nome che in Italia per i più è sconosciuto, ma che in Olanda, il suo paese d’origine, è già una leggenda: l’artista viene annoverato tra le voci più originali del panorama fiammingo contemporaneo.

 

La vita di Paul Kooiker è fortemente legata e connessa al suo territorio d’origine e in particolar modo a due città: Rotterdam, in cui è nato e Amsterdam, luogo in cui attualmente vive e lavora.

Proprio nella capitale olandese è sbocciata la sua arte per poi diffondersi in tutto il mondo.

Dopo aver frequentato la Royal Academy of Arts dell’Aia, Paul Kooiker si trasferisce ad Amsterdam ed entra alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten. Le capacità e abilità dell’artista non passano inosservate, tanto che, concluso il suo periodo formativo, gli viene affidata una cattedra alla Gerrit Rietveld Academy che tuttora occupa.

 

Da quel momento in poi è un exhalation di riconoscimenti e successi: nel 1996 vince il Prix de Rome e nel 2009 il A. Roland Holst Prize. I suoi lavori hanno fatto il giro del mondo.

Tra le mostre collettive ricordiamo quelle presso: Maison Européene de la photographie, Parigi; Fotohof, Salisburgo; Kumho Art Museum, Seoul; Zabludowicz Collection, Londra.

Tra le personali, dal 1996: Kunsthal, Rotterdam James Cohan Gallery, New York; Fries Museum, Leeuwarden, Foam Fotografiemuseum, Amsterdam; Gemeentemuseum, L’Aia.

L’artista ha pubblicato molti libri, tra cui: Utrecht Goitre  (1999),  Hunting  and Fishing  (1999), Showground  (2004),  Hooked (2005), Seminar  (2006),  Room Service  (2008),   Crush  (2009), Tondeuse (2011), Sunday (2011), Heaven (2012), Rick Owens & Paul Kooiker (2013). Tra il 2007 e il 2009 ha pubblicato quattordici uscite di Archivo, una rivista bimestrale di fotografia curata insieme al gallerista Willem van Zoetendaal.

 

L’attenzione che l'artista ha saputo create attorno a sé nasce dalla sua riconoscibilità: le fotografie di Paul Kooiker sono inconfondibili e non passano mai inosservate.

In ogni immagine domina il corpo femminile, sia quando viene pennellato con luci cangianti e circondato da colori saturi, sia quando le atmosfere più fosche suggeriscono equivoche sensazioni voyeuristiche e conturbanti. Il volto delle modelle è sempre volutamente celato, viene lasciata la libertà ad ogni persona di immaginare la loro personalità e storia. Kooiker introduce nella propria opera numerosi elementi che ricorrono frequentemente nella storia dell’arte, come il tema dell’artista e della modella, di chi osserva e di chi é osservato, della forma e della bellezza.

 

Le immagini di Paul Kooiker possono essere contemporaneamente affascinanti, offensive, disturbanti o misteriose, dipende da come si guardano e in che misura si é disposti a rivelare il proprio sé. Nulla lascia indifferenti.

 

Finalmente gli scatti conturbanti del fotografo sono in Italia.

 

Fino al primo giugno  presso la galleria Micamera sono in mostra alcune opere del fotografo tratte da tre diversi lavori, Hunting and Fishing (1999), Sunday (2011) e Heaven (2012).

 

Fatevi affascinare e scandalizzare dall’arte di Paul Kooiker, non rimarrete delusi.

 

 

Micamera, Via Medardo Rosso 19, Milano

Mercoledì-sabato, dalle 10 alle 19

entrata gratuita

http://www.micamera.it/

 

Alzi la mano chi non ha mai ascoltato, anche per una millesima frazione di secondo, l’inquietante ed ossessivo giro di note che accompagna, come un’ombra, le gesta del pianista Marc Daly e della giornalista Gianna Brezzi, protagonisti di Profondo Rosso, thriller a tinte horror italiano del 1975.

Il lento circolare delle note, che abbracciano lentamente basso, chitarra, sintetizzatore ed organo, riprende la struttura stessa del capolavoro horror di Dario Argento, dove gli indizi si assommano uno dopo l’altro, fino al coup-de- théâtre finale, e si incastra perfettamente con una macabra nenia infantile (School at night), ricordo di un’infanzia cancellata dalle nebbie del tempo.

E come non citare Suspiria (1977), prima pellicola del ciclo delle Tre Madri, la cui title track e soprattutto la summa dei sospiri delle streghe (Sighs) sono pennellate di musica allucinata che ben rendono l’atmosfera gotica espressionista voluta da Argento.

I Goblin sono soprattutto questo, ma non solo: uno dei più grandi gruppi progressive della storia del rock italiano, assurti a fama internazionale grazie alle celeberrime collaborazioni con Dario Argento, sono celebrati con un cofanetto di 6 CD, The Awakening, il risveglio.

L’opera, uscita ad ottobre su etichetta Cherry Red Records (UK), compie un viaggio oscuro nella produzione dei folletti cattivi, spaziando dalle 34 tracce di Profondo Rosso (alcune delle quali arricchite da contaminazioni jazz), a Roller (1976), Suspiria, Il Fantastico viaggio del bagarozzo Mark (1978), Zombie (noto anche come L’Alba dei morti viventi, 1978) e Tenebre (1982).

La prova che i Goblin non siano stati maestri solo nella stesura di partiture “da brividi” sta nelle produzioni meno note al grande pubblico e non concepite come colonna sonora di film: Roller è un disco strumentale, votato al jazz rock, mentre Il fantastico viaggio del bagarozzo Mark è un concept album che narra di viaggi lisergici tramite metafore fiabesche (Le cascate di Viridiana, vero gioiello prog-dark italiano).

L’avvento del punk e della new wave, a metà anni Ottanta, decretò la fine dell’esperienza progressive tricolore di Claudio Simonetti e soci, da molti critici bollati come semplici hit makers, ma in realtà protagonisti e testimoni di una sperimentazione musicale rivoluzionaria che non ha eguali in Italia.

Sabato 4 maggio l'Alcatraz ospita "Queenmania & Friends" in una serata omaggio all'intramontabile band inglese e al suo inimitabile frontman.

 

La famosa tribute band, che rientra in patria trionfante dopo un tour sold-out in Olanda, torna a Milano per regalare agli appassionati una nuova entusiasmante esibizione con il contributo di un'ospite davvero speciale.

Cristina Scabbia, vocalist dei Lacuna Coil, affiancherà il gruppo nell'omaggiare i più grandi successi dei Queen.

Durante la serata interverranno anche i ragazzi del MAS (Scuola d'Arte e Spettacolo) di Milano.

L'evento è patrocinato da ANDLAIDS (Associazione Nazionale per la Lotta contro l'AIDS) che ormai da tempo ha intrapreso un percorso comune al gruppo, portando avanti le proprie iniziative in un rapporto di reciproca collaborazione. Durante la serata, infatti, affiancherà l'esibizione con la diffusione di informazioni su una corretta educazione sessuale e sulla prevenzione e la lotta contro l'AIDS.

 

Il concerto si preannuncia un'esplosione di emozioni, i ricordi prenderanno il sopravvento non solo attraverso la musica -eseguita da alcuni tra i migliori strumentisti presenti attualmente sulla scena europea come Andrea Ge, Tiziano Giampieri e Fabrizio Palermo-, ma anche grazie alla presenza scenica e vocale del cantante Sonny Ensabella, la cui somiglianza con il leader dei Queen lascia esterrefatti.

 

La serata è un'occasione imperdibile per i fans di una delle band più amate al mondo di riviverne la leggenda; un appuntamento che, come sostiene Enrico Ruggeri -spesso ospite dei Queenmania e padrino della band-, sta diventando "una piacevolissima abitudine, e non un semplice concerto".

 

Il live show dei Queenmania ha infatti proiettato, dal 2006 ad oggi, la storia e il percorso della leggendaria band in oltre 400 shows in tour per l'Europa (Italia, Inghilterra, Olanda, Austria, Cecoslovacchia), con innumerevoli riconoscimenti e una serie di special guests di rilievo come Enrico Ruggeri, Tullio De Piscopo, Luigi Schiavone, Maurizio Solieri (Vasco Rossi), Giusy Ferreri, Stef Burns (Huey Lewis & The News, Vasco Rossi), Mattia Bigi (Biagio Antonacci), Irene Fornaciari, Andrea Mirò, Roberto Tiranti (Labyrinth, New Trolls), Entics, Davide ‘Cesareo’ Civaschi (Elio & Le Storie Tese), la stessa Cristina Scabbia (Lacuna Coil) e altri ancora.

 

I Queen mania sono:

Sonny Ensabella – voce

Tiziano Giampieri – chitarra e voce

Andrea Ge – batteria e voce

Fabrizio Palermo – basso e voce

 

Nerospinto vi invita a non perdere l'opportunità di assistere alla loro esibizione e a lasciarvi trasportare in un'atmosfera calda e nostalgica che riaccenda in voi l'ardore del rock.

 

 

Apertura cancelli: ore 22.00

Inizio concerto: ore 22.30

 

Biglietti:

Intero 10€ con consumazione

 

 

Alcatraz Milano

via Valtellina, 25

Milano

I Ministri tornano alla ribalta con un nuovo singolo, il cui video sarà oggi in anteprima su Corriere.it.

 

Spingere, questo il titolo, è una “piccola ode alla felicità” dice la band, “al suo egoismo e a come miracolosamente riesca a farsi strada là dove non riescono neanche le erbacce.

È una felicità sostenibile quella che permea tutto il disco ed il fulcro delle riflessioni che soggiacciono ai diversi brani risiede nel fatto che miracolosamente tutti, in qualche modo, riescono a trovarla o anche solo intravederla per un attimo.

 

Il video di Spingere è la terza creatura nata dalla collaborazione tra il regista Sterven Jonger e i Ministri, dopo l’immobilità di una generazione raccontata con amarezza in Noi Fuori (ultimo singolo del precedente album) e il fortunato clip di Comunque, che fotografa in vhs la band e l’immaginario 90’s cui il nuovo album è debitore,

Spingere chiude idealmente la trilogia, con un corto che rende tributo a Trainspotting e all’estetica televisiva che ha plasmato le aspettative e le speranze di almeno due generazioni.

 

Girato con una telecamera del ’92, il video vede nuovamente Divi, voce del gruppo, dare vita e corpo alle liriche rassegnate del brano - tra colloqui di lavoro, impieghi avvilenti, cravatte, fitness retrò, esplosioni e messaggi subliminali - mentre sullo sfondo si staglia minaccioso il segnale di fine trasmissioni.

Eppure, con la stessa gioia disperata del nuovo album, l'epilogo è ancora una volta un invito a reagire, a spingere appunto.

 

Per un passato migliore, il nuovo album uscito il 12 marzo per Godzillamarket/Warner, ha debuttato al settimo posto nella top ten degli album più venduti in Italia.

Il tour che lo promuove, partito il 15 marzo, sta riscuotendo lo stesso successo, registrando una serie di sold out in tutto il Paese.

 

Di seguito le informazioni sulle prossime date:

 

18 aprile @ GALLERIA 19 - Napoli

19 aprile @ BARBARA DISCO LAB - Catania

20 aprile @ RETRONOUVEAU - Messina

26 aprile @ PHENOMENON - Novara

27 aprile @ THE CAGE - Livorno

30 aprile @ LATTE + - Brescia

03 maggio @ FUORI ORARIO - Taneto di Gattatico (RE)

04 maggio @ RIVOLTA - Marghera (VE)

17 maggio @ LIVELLO 11/8 - Trepuzzi (LE)

18 maggio @ PIN UP - Mosciano Sant'Angelo (TE)

Hidden Kitchen, la cucina nascosta, fa capolino a Como.

Il fenomeno, di origine americana, muove i suoi primi passi in Italia: Nerospinto ve ne propone un esempio.

 

La Hidden Kitchen  è la cucina di una casa privata che apre le sue porte ad un numero limitato di persone. La peculiarità dell'evento che vi proponiamo risiede nel fatto che si conosce il menù della serata, ma non i commensali che siederanno allo stesso tavolo. Amici e perfetti sconosciuti condivideranno  il pasto, insieme ai proprietari-chef della Hidden Kitchen, che si configura come un nuovo modo di vivere l'uscita a cena e i valori della convivialità.

 

Nel cuore di Como, ELLE CUISINE di Elle e Luca, ogni sabato sera, apre la sua cucina a chi vuole trascorrere una serata diversa all'insegna di nuovi sapori e di una cucina etnica. In scena piatti cucinati con passione e creatività che si ispirano alla cucina del sud est asiatico. In particolare, Elle e Luca propongono piatti della cucina Thai.

 

Questo tipo di cucina offre la possibilità di fare nuove conoscenze e di assaggiare nuovi piatti in un ambiente intimo e familiare dove potersi sentire veramente a casa...come da Elle e Luca che, ogni sabato sera, accolgono amici e sconosciuti con il sorriso e una nuova filosofia del “mangiare insieme”.

 

La Hidden Kitchen non è solo un'alternativa piacevole per trascorrere una serata, ma anche l'ultima tendenza in fatto di food! Per informazioni: https://www.facebook.com/ellecuisine1

 

 

Per molti riconoscere la propria passione è difficile, un lavoro di anni; altri invece già da piccolissimi riescono a vedere oltre, trovano, tra i mille stimoli della vita, quell’attività che non li stanca mai, un mondo in cui trovare ispirazione e verso il quale saranno sempre curiosi, appunto, come bambini.

 

Per Marika Guida è stato così: fin da piccola sviluppa la passione per il disegno e per il lavoro artigiano mentre osserva il padre e la nonna alle prese con questa attività spesso dura, ma in grado di dare moltissime soddisfazioni.

Così Marika si indirizza verso gli studi creativi e, una volta laureata all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino in scenografia e costume, dirige le sue attenzioni artistiche verso il mondo del design frequentando un master presso lo IED di Torino.

 

Completata la sua formazione Marika comincia a produrre quelle che è lei stessa a definire “sculture tessili”; si tratta di capi d’abbigliamento per la vita di tutti i giorni, accessori, costumi per lo spettacolo e gioielli.

Il tratto distintivo delle sue creazioni è l’unicità, nel modello e nel materiale, in un tentativo di distacco dalla produzione in serie, noiosa agli occhi della stilista.

La sua ultima recentissima collezione è uscita a marzo 2013 e vanta dei pezzi esclusivi dal sapore primaverile e un po’ retrò: elegantissimi cappelli, orecchini grandi e colorati, pantaloni con cuciture a cannone e splendidi vestiti.

 

Dopo aver ricevuto nel 2012 l’onorificenza  “Eccellenza Artigiana” e aver poi continuato a disegnare tra l’Italia e l’America, la designer diffonde le sue creazioni grazie ad internet e ai social network: Twitter, Facebook ed Etsy sono tra i metodi più veloci per entrare in contatto con lei.

 

La possibilità di toccare con mano ed indossare un abito o un accessorio sognando di essere la donna pensata appositamente per loro tuttavia non batterà mai nessun sito di e-commerce, ed è per questo che Marika invita chiunque lo volesse a visitare il suo Atelier nel cuore di Torino e noi di Nerospinto vi suggeriamo di venire a conoscerla Sabato 13 aprile all’aperitivo organizzato allo spazio Giulio Romano 8, in occasione della Nerospinto Borderline Design Week.

Nerospinto è cultura a 360 gradi, è sguardo sul mondo e sulle tendenze, attento ad ogni cambiamento e trasformazione in atto e, nel suo spirito “cosmopolitartistico”, non poteva non raccontarvi di “God Save The Green”, film documentario prodotto dall’emiliana Mammut Film e distribuito dalla Cineteca di Bologna, con un fitto calendario di proiezioni in circuiti indipendenti.

 

Associazioni culturali, cineteche e amministrazioni pubbliche stanno ospitando in queste settimane l’ultimo lavoro dei filmakers Michele Mellara e Alessandro Rossi, attivi da un ventennio sul fronte del documentario (e non solo), che ci portano in giro per il mondo – Marocco, Brasile, Kenya, Germania e Italia – in una perfetta fusione di realtà e di estetica dell’immagine, in una dimensione insieme poetica e conoscitiva.

 

La terra, nuda e nera, pronta ad accogliere i semi per riempirsi e riempire di verde città, villaggi, persino terrazze metropolitane: da questo punto di partenza - denominatore comune di una ricerca scientifica prima che artistica, portatrice di contenuti con un linguaggio diretto e antididascalico - i personaggi incontrati rivelano come sia ancora possibile guardare in basso, uscire dalla logica dei centri commerciali, dalla povertà e dalla dittatura del cemento semplicemente coltivando la terra.

 

Un nuovo modo di stare insieme, di condividere tempo e spazi ma anche di guadagnare, inventandosi nuove tecniche di coltura a costo zero, come è successo alle donne di Teresina, in Brasile, felici di dedicarsi insieme alla produzione di nuovi ortaggi, in una valorizzazione dell’ambiente che diventa anche riqualificazione sociale.

Sulla stessa lunghezza d’onda si viaggia a Berlino, dove può succedere di trovare gruppi di cittadini chini sul terreno per curare le piante disseminate in uno spazio comune, dove tutti possono essere parte di un orto dai confini urbani, esperienza che anche in Italia si sta facendo largo negli ultimi anni da nord a sud, riscoprendo un valore in via di estinzione in contesti cittadini, laddove le nuove generazioni scoprono frutta e verdura tra le corsie dell’ipermercato perdendo sapori, odori e sensazioni di antichissima tradizione.

 

Ma in Italia, nel pieno centro di Torino, c’è chi ha sfidato qualunque legge agronomica e ci mostra in tutto il suo splendore un giardino pensile pieno di colore, invasione di campo positiva nelle strette maglie urbane. E c’è chi si spinge addirittura oltre, come Franziska, che a Berlino scatena una guerilla a suon di fiori con il pacifico obiettivo di portare il bello dove regnano sterpaglie e abbandono.

 

Il cambiamento è in atto, è possibile insomma, ad ogni latitudine, basta solo guardarsi intorno e soprattutto guardare in basso, scendere dagli ascensori e dalle scale mobili dei Supermalls per riconquistare la terra, perché “God Save The Green” è storia di tutti, o almeno aspira a diventarlo, contaminando pensiero e azione.

 

Per il calendario delle proiezioni e per altre informazioni sul film è visitabile il sito web ufficiale http://godsavethegreen.it/italiano/.

 

 

Noi di Nerospinto amiamo i sentimenti forti, l'essere esteti della parola che si trasforma in dramma, ci spingeremo al Teatro Manzoni, e voi?

Dopo il successo ottenuto dal debutto nazionale a Chieti, e dalla tappa nella splendida cornice della Capitale, il Vate arriva a Milano.

In occasione del 150° anniversario della nascita del Vate, avvenuta a Pescara nel 1863, l’Italia celebra uno dei maggiori poeti e personaggi della cultura del 900. Prendendo spunto dall’approfondita biografia del poeta abruzzese, scritta da Giordano Bruno Guerri, storico prestigioso e presidente del Vittoriale degli Italiani, Edoardo Sylos Labini interpreta e scrive insieme a Francesco Sala “Gabriele d’Annunzio, tra amori e battaglie”: una pièce assolutamente innovativa che ripercorre la vita di un artista straordinario, che ha saputo imporre i propri sogni e le proprie idee in un susseguirsi di amori, passioni, infedeltà, avventure mondane e politiche, oltre che autentiche provocazioni poetiche vissute sempre con vittorioso clamore. Lo spettacolo, prodotto da RG Produzioni, ha debuttato il 9 febbraio a Chieti al Teatro Marrucino e sarà in scena a Milano dal 20 al 24 marzo nella prestigiosa cornice del Teatro Manzoni. Lo spettacolo rientra tra le iniziative de Il Vittoriale degli Italiani in programma nel 2013 per le celebrazioni ufficiali del 150° anniversario della nascita di Gabriele d’Annunzio e intende restituire al pubblico l’affascinante figura del Vate. Diretto dal regista Francesco Sala, è un tributo ad una delle personalità più controverse della scena culturale italiana del Novecento, un artista che ha saputo imporre i propri sogni, facendo “della propria vita come si fa un’opera d’arte”.

IL DISCO TEATRO

Edoardo Sylos Labini presenta lo spettacolo utilizzando un nuovo format teatrale unconventional: il “Disco Teatro”. Così ribattezzato da un critico, questo genere vede in scena una consolle dj ed è proprio sulle sonorità mixate e suonate dal vivo che gli attori interagiscono, arrampicandosi sui crepacci dei suoni e giocando con i ritmi dei piatti.

LO SPETTACOLO

Ispirato alla straordinaria biografia dell’eroe di Fiume, lo spettacolo “Gabriele d’Annunzio, tra amori e battaglie”, scritto da Edoardo Sylos Labini e Francesco Sala con la consulenza di Giordano Bruno Guerri, traccia la vita dell’artista scandita dal succedersi di amori, passioni, infedeltà, avventure politiche e mondane, autentiche provocazioni poetiche vissute sempre con vittorioso clamore. “Bisogna fare della propria vita come si fa un’opera d’arte. Bisogna che la vita d’un uomo d’intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui.”  (Gabriele d’Annunzio) D’Annunzio, amante instancabile, dalla sua stanza del Vittoriale rende omaggio alle sue donne: da Eleonora Duse alla moglie Maria Hardouin d’Altemps, dalla pianista Luisa Baccara, passando per la governante Amélie Mazoyer attraverso i versi de “Il Piacere”, de “Il Fuoco” e rivivendo un’insolita versione elettronica de “La pioggia nel pineto” mixata con le grandi arie di Wagner. In scena con Edoardo Sylos Labini, Giorgia Sinicorni nei panni della governante Amelie Mazoyer e Silvia Siravo in quelli di Luisa Baccara, mentre Alice Viglioglia interpreta la moglie Maria Hardouin e con la partecipazione di Viola Pornaro nel ruolo di Eleonora Duse. Nel cast anche l'inseparabile dj Antonello Aprea, con il quale l'attore da dieci anni sperimenta la formula del Disco Teatro. Le scene e i costumi sono affidati all'estro di Marta Crisolini Malatesta. Il maestro d’armi è Renzo Musumeci Greco. Il disegno luci è a cura di Sandro Manca. Le coreografie sono a cura di Marco Vesica mentre le fotografie sono realizzate da Pino Le Pera.

UNA MOSTRA PER ENTRARE IN “CASA D’ANNUNZIO” Dal 20 al 24 marzo 2013 presso il Teatro Manzoni di Milano In occasione dello spettacolo, RG Produzioni in collaborazione con DNArt organizzano presso il Teatro Manzoni di Milano l’omonima mostra, curata dallo storico Giordano Bruno Guerri.

IL FUMETTO DI GABRIELE D’ANNUNZIO In occasione delle celebrazioni ufficiali del 150° anniversario della nascita di Gabriele d’Annunzio, dal 7 febbraio 2013, in allegato con il quotidiano “Il Giornale”, sono disponibili 40.000 copie de il Fumetto “Gabriele d’Annunzio, tra amori e battaglie", che ricalca lo spettacolo. La prefazione, a cura di Giordano Bruno Guerri, delinea al meglio il Vate come uomo quotidiano e segreto, mentre le chine e le matite di Marco Sciame ci regalano un’insolita rappresentazione del poeta.

Al Teatro Manzoni dal 20 al 24 marzo Biglietto:  poltronissima € 30,00  -  poltrona € 20,00 Orari:  feriali ore 20,45  -  domenica ore 15,30

Uno spettacolo di Edoardo Sylos Labini In collaborazione con Giordano Bruno Guerri, Presidente del Vittoriale

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