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Per la prima volta in Italia l’opera del più famoso autore contemporaneo australiano Andrew Bovell! Dal 4 al 14 Marzo vi attende al Teatro Libero di Milano Speaking in tongues.

 

Dalla traduzione di Giovanni Mannarà e dalla regia di Michael Rodgers nasce uno spettacolo innovativo e unico con produzione Merenda. In scena attori talentuosi come Laura Anzani, Nicola Caruso, Margherita Remotti e Giacomo Rabbi.

La rappresentazione narra di due coppie che si accingono a tradire i rispettivi partner, in due stanze diverse d’hotel. La situazione è così simile che a volte entrambe le coppie pronunciano le stesse frasi.

Un sentimento che riemerge dal passato e un marito che non risponde al telefono, una donna che scompare, lasciando l’auto in panne su una strada deserta e un vicino di casa che è il primo sospettato: questi sono alcuni elementi della storia.

Mentre procede la polifonia, magistralmente composta da Andrew Bovell, e mano a mano che si accumulano gli indizi, queste storie apparentemente diverse si incrociano tra loro in una catena di coincidenze che conducono ad un finale totalmente inaspettato.

 

Il regista Rodgers, famoso per il suo ruolo di Rodolfo nell’acclamato “Sguardo dal ponte” di Arthur Miller, afferma: “Sfortunatamente viviamo nell'era del "non ne ho mai abbastanza". In un momento storico in cui non c'è nulla di stabile e in cui corriamo per ottenere sempre di più, i livelli d'ansia hanno raggiunto un punto di non ritorno. Tutto questo mi viene in mente mentre cammino per Milano e mi sento turbato da un mondo che si muove a questa velocità: sms, Facebook, Instagram, WhatsApp, Twitter, e-mail, telefoni, traffico caotico... eppure, da artista, cerco di coglierne il lato positivo. Quanto meno, mi domando il perché, mi chiedo quale sia il senso. Perché guardiamo costantemente il telefono per vedere se qualcuno ci ha mandato un messaggio? Perché vedo per strada persone con la faccia incollata al cellulare? Perché ci affrettiamo a pubblicare foto delle nostre ultime vacanze, del week end, del nostro ultimo amore, foto dei nostri nuovi cani o gatti, del cielo, di una nuvola, di un filo d'erba...? Ci deve pur essere qualcosa di buono in questo, no? Quando ho letto Speaking in Tongues per la prima volta ho avuto l'inquietante sensazione che raccontasse qualcosa di cui non mi ero reso conto, perché sono troppo naive o inconsapevole. Uno stato d'animo che permea questo testo dall'inizio alla fine. Un'onda di qualcosa che ho disperatamente cercato di non sentire perché non volevo vedere l'abisso che avevo dentro. Isolamento. Persone che non sono in grado di conformarsi alla velocità di un mondo in cambiamento e che quindi cominciano a sgretolarsi. Persone che si sono smarrite nella corsa per arrivare prime. Persone che hanno perso la capacità di comunicare con i più intimi. Persone che strisciano nel buio, faticando a dare un senso al tutto. In poche parole, ho visto me stesso. Mentre camminavo per tornare a casa, ha squillato il telefono e ho notato che avevo cinque messaggi su WhatsApp. Così ho inserito il mio codice e ho guardato insaziabile le foto del mio bimbo appena nato, che mia moglie mi aveva mandato. Allora ho capito perché facciamo tutto questo. Ci fa sentire parte di qualcosa, ci fa sentire uniti gli uni agli altri. Tutte le volte in cui abbiamo la sensazione di parlare una lingua sconosciuta, questo ammorbidisce il dolore causato dalla solitudine, dall'isolamento. Questi momenti critici fanno si che ne valga la pena.”

 

The New York Times definisce il testo di Bovell, per il quale ha vinto un Awgie, intelligente e provocatorio mentre The Observer scrive “Bovell esplora l’amore, il matrimonio, l’estraneità, l’intimità, la fiducia, il tradimento, l’ossessione, l’autopunizione ed il distacco con una generosa intelligenza emotiva.

Il trailer dello spettacolo è visibile su http://www.merenda.tv/theatre/speaking-in-tongues/.

Uno spettacolo unico, un testo per la prima volta in scena in Italia, un regista d’eccezione famoso in tutto il mondo: questi sono gli ingredienti per un appuntamento da segnare in agenda!

 

 

 

Teatro Libero

Via Savona 10 - Milano

 

BIGLIETTERIA

PREZZI BIGLIETTI

Intero: €  19,00

Under 26: € 15,00

Over 60: € 11,00

Allievi Teatri Possibili con carta TP CARD: € 6,00 (prima rappresentazione € 3,00)

 

ORARIO SPETTACOLI

dal lunedì al sabato ore 21.00

domenica ore 16.00

 

ORARI BIGLIETTERIA da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00

Nei giorni di spettacolo: da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 21.30 sabato dalle 19.00 alle 21.30

domenica dalle 14.00 alle 16.30

 

INFO E PRENOTAZIONI 02 832312602 8323126 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ACQUISTI ONLINE

www.teatrolibero.it

 

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«Siamo stelle filanti. Un soffio d’amore ci dà l’abbrivio di pochi metri di vita; un volo patetico fra ridolini e trombette e poi si cade a terra pronti per essere calpestati e scolorire nella memoria di un carnevale che se ne va» F.T.

Debutterà il 5 marzo  2014 il nuovo spettacolo teatrale scritto, diretto ed interpretato da Filippo Timi. Palcoscenico preferenziale sarà ancora una volta quello del Franco Parenti di Milano che con l’attore vanta ormai un intenso sodalizio nato nel 2011, anno dell’indimenticato Favola. C’era una volta una bambina, e dico c’era perché ora non c’è più.  Il titolo, Skianto, scritto con il glitter sulla locandina che vede un Filippo adolescente degli anni ottanta, vestito da cerimonia, lascia presagire qualcosa di forte, di sorprendente. Sorprendente come quella deflagrazione di sincerità che contraddistinse il suo  esordio letterario nel 2006 con Tuttalpiù muoio, divenuto nel tempo un piccolo fenomeno di culto. Quello stesso livello di sincerità, tormentata e coraggiosa, ritorna in questo spettacolo che intende frugare l’animo di un ragazzino chiuso al mondo, dimostrandosi per questo da subito autobiografico. Così come Antonin Artaud  affermava – Io scrivo per gli analfabeti – beffandosi dei critici che non capivano il senso delle sue parole, incapaci di leggervi un complemento di vantaggio, Filippo Timi prova a dare voce a quelle persone isolate, patologicamente introverse, che non possono esprimersi. Lo schianto non è quindi metafora d’incanto per l’indecifrabile bellezza dell’attore perugino («sei uno schianto», ndr), ma rappresenta  la rottura di un codice anomalo, effrazione liberatoria per quei sentimenti ostaggio di un’oppressiva corazza emotiva. Non a caso il contenitore della scena sarà una palestra vuota, sprovvista di porte per uscire. In scena fino al 6 aprile, Skianto fa il punto sul cammino di un’artista amatissimo dal pubblico,  che brilla per talento, capacità empatiche ed interpretative come solo i grandi del teatro hanno saputo fare.

http://www.teatrofrancoparenti.it/

Dopo il grande successo avuto a Seriate questo inizio settimana, lo spettacolo LORCAbaret si ripropone a Milano, al Teatro Linguaggi Creativi in Via Eugenio Villoresi, 26 con una serata a Doppia Replica: ore 20 e ore 21.30.

Che cos'è LORCAbaret? Difficile dirlo; questa particolare performance ha l'intento di mostrare il bestiario umano, il primato e vissuto del grande poeta andaluso F.G. Lorca.

Spagnolo di nascita, Lorca ha la possibilità di conoscere e avvicinarsi a personaggi appartenenti al mondo dell'arte, come Dalì, Bunuel, Jimenez, e successivamente a Pablo Neruda, formando così la sua figura, sia come autore teatrale che come poeta.

Durante gli ultimi anni '20, anche se per un breve periodo, si trasferisce negli Stati Uniti per una serie di conferenze, e soggiorna a New York per un anno in qualità di studente presso la Columbia University. Ha qui inizio un periodo estremamente fecondo per Lorca: "..ove la bellezza e l’orrore e l’ineffabile e il ripugnante vivano e si scontrino in mezzo alla più incandescente allegria".

Qui Lorca ha la possibilità di conoscere ed esprimere in libertà le proprie pulsioni amorose e scoprire la propria sessualità.

Una volta arrivato a Cuba, Lorca, trascorre le sue serate al 'Alhamabra', un teatro per soli uomini dove la satira politica e le allusioni sessuali erano alla portata di tutte le bocche.

 

E' proprio da queste esperienze di vita che nasce il progetto LORCAbaret, un surreale e visionario susseguirsi di scene che s'ispirano alla sua vita, ai suoi trascorsi e alle sue magnifiche opere. LORCAbaret si propone "come varietée, tutt'altro che scanzonato, fatto numeri o quadri, per Lorca e su Lorca".

 

Ma lasciando da parte le parole, l'unico modo per assicurarsi una serata intelligente, all'insegna dell'arte è prenotare un biglietto:

2 repliche, ore 20.00 - 21.30 intero: 15.00€; ridotto 10.00€

per informazioni: 331.79 02 040331.79 02 040 / 349.28  23 689349.28  23 689

 

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www.fabbricaspettacolo.it

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Un’iniziativa contro la violenza sulle donne, una collaborazione tra il Teatro della Cooperativa e Quelli di Grock/Teatro Leonardo, un doppio appuntamento a teatro. È quello che vi aspetta al Teatro Leonardo da Vinci e al Teatro Cooperativa.

 

Il primo spettacolo è Otello spritz, in scena dal 25 febbraio al 9 marzo, una produzione del Teatro della Cooperativa, il testo e la regia sono di Renato Sarti, in collaborazione con Bebo Storti, con Renato Sarti, Bebo Storti e Elena Novoselova.

La scoppiettante coppia Storti e Sarti rileggono la tragedia di Shakespeare, rendendola più attuale con una satira irresistibile e ponendo al centro la violenza contro le donne.

La violenza contro le donne è uno degli argomenti, tristemente, più attuali nella nostra Italia, un’Italia che vede morire una donna ogni tre giorni, nei modi più feroci, e sono molte ad essere picchiate e maltrattate. Oggetti d’uso quotidiano si trasformano in armi micidiali nelle mani di compagni, fidanzati e amanti ma anche padri e mariti.

È necessario lanciare un urlo potente che infranga le pareti del teatro, riecheggi nelle strade, nelle piazze ma che riesca anche a penetrare all’interno delle mura amiche, troppo spesso scenario di questi orrendi delitti.

L’uomo, da troppo, percepisce la donna come una sua proprietà, ora però questa percezione deve finire.

 

“Da quattro secoli mi danno della puttana e mi uccidono. È ora di piantarla!” è il grido disperato di Desdemona, prima di impugnare una calibro 8 e crivellare di proiettili Otello e Iago, due mostri. Un personaggio femminile che dà voce al silenzio a cui spesso sono costrette le vittime di femminicidio.

Lo spettacolo vede in scena un Otello che oltre a un ruolo di grande prestigio è riuscito a conquistare anche il cuore della giovane e bella Desdemona, figlia di un oligarca russo padrone di mezza Venezia. Ex calciatore famoso convertito alla politica, il Moro, milita in un partito vagamente xenofobo ed è diventato Presidente della Regione Veneto.

La storia d’amore tra i due innamorati si svolge fra macchine di lusso, yacht, viaggi e party. Ma quella che sembrava essere una fiaba veramente spritz, a un certo punto si trasforma nella tragedia più cupa, perché la violenza maschile è sempre pronta a esplodere.

Il confine che separa la realtà dalla finzione è molto labile infatti alle donne in sale alla fine dello spettacolo viene chiesto di partecipare e prendere parte al gioco del massacro in atto, di mettersi dalla parte di Desdemona.

 

Il secondo spettacolo che segue è al Teatro Cooperativa dal 18 al 23 Marzo e si intitola Home Sweet Home, una produzione di Quelli di Grock.

 

 

Una rilettura legata ai fatti di cronaca dei giorni d'oggi da non perdere!

 

 

 

Informazioni e prenotazioni: 

Teatro Leonardo da Vinci

Via Ampère 1, angolo piazza Leonardo da Vinci, Milano

Tel: 02 26.68.11.6602 26.68.11.66 dal lun al sab dalle 15.00 alle 19.00

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.teatroleonardo.it

Date e orari: dal martedì al sabato ore 20.45, la domenica ore 16.00, lunedì riposo

Prezzi: dai 10,00 ai 22,00 euro.

 

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Grandi debutti all’Elfo Puccini: Aldo Morto e Educazione Siberiana saranno in scena fino a domenica 2 Marzo nel teatro milanese.

 

Il primo spettacolo che debutta il 24 Febbraio nella Sala Fassbinder dell’Elfo Puccini è Aldo Morto con la regia, drammaturgia e interpretazione di Daniele TImpano, con la collaborazione artistica di Elvira Frosini. Vincitore del Premio Rete Critica 2012, segnalazione speciale Premio IN - BOX 2012 e finalista al Premio Ubu 2012 come “migliore novità italiana” si presenta come un evento imperdibile.

L’attore protagonista, giovane negli anni del tragico sequestro di Albo Moro, non ha alcun ricordo personale del periodo storico ma si confronta con l’impatto che questo evento ha avuto nell’immaginario collettivo. Una scena molto minima: il suo corpo, pochi oggetti e la volontà di affondare fino al collo in una materia spinosa e delicata senza alcuna retorica o pietismo.

«Desolato, io non c'ero quando è morto Moro» afferma Daniele Timpano. «Aldo è morto senza il mio conforto. Era il 9 maggio 1978. Non avevo ancora quattro anni. Quando Moro è morto, non me ne sono accorto. Ma dov'ero io quel 9 maggio? E cosa facevo? A che pensavo? E soprattutto a voi che ve ne importa? È una cosa importante cosa facevo e che pensavo io a tre anni e mezzo? Aldo è morto, poveraccio. Aldo Moro, lo statista. Che un certo Moro fosse morto l'ho scoperto alla televisione una decina di anni dopo, grazie a un film con Volontè. Un film con Aldo morto. Ci ho messo un po' a capire fosse tratto da una storia vera. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro? E quando? Perché? E come? Lo hanno trovato nel bagagliaio di Renault 4 rossa, undici colpi sparati a bruciapelo addosso. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro! Brutti bastardi. E vabbè, pazienza. Niente di importante. Cose che capitavano negli anni '70. Bisognava fare la rivoluzione. Chi? Brigate rosse. Era il 9 maggio del 1978. Non avevo ancora quattro anni. Brigate rosse, sì. Ma rosse in che senso?».

E così con Aldo Morto ci consegna la pièce più coraggiosa e sensazionale, ma anche più irritante, che la scena teatrale italiana ci abbia regalato negli ultimi anni.” scrive Katia Ippasso, Altri. La sinistra Quotidiana.

 

 

Il secondo spettacolo che debutta il 25 Febbraio in sala Shakespeare dell’Elfo è Educazione siberiana di Nicolai Lilin e Giuseppe Miale di Mauro, con la regia Giuseppe Miale di Mauro con Luigi Diberti e con Elsa Bossi, Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Stefano Meglio, Adriano Pantaleo, Andrea Vellotti.

Il grande successo letterario di Nicolai Lilin è stato stravolgente: venduto in 24 paesi stranieri e tradotto in 19 lingue, è diventato un film diretto da Gabriele Salvatores. Il libro è il crudo resoconto di ciò che significa per l’autore far parte degli Urka siberiani: uomini che si definiscono “criminali onesti”, gente motivata da un’etica forte e antica, capace di brutalità ma anche di esprimere un codice etico che paradossalmente si dichiara incorrotto. Educazione Siberiana si presenta come un moderno romanzo di formazione.

L’adattamento teatrale dello spettacolo si articola intorno alla storia di due fratelli, molto diversi tra loro: il primo è Boris, quello giusto, quello legato agli insegnamenti della tradizione siberiana, quello che rispetta gli anziani e che cerca di somigliare in tutto a loro. Il secondo è Yuri, quello ribelle, quello con lo sguardo proiettato al futuro, quello pronto ad infrangere ogni regola e a tradire la sua stessa famiglia per amore del Dio denaro, quello rapito dal mito americano.

In mezzo ai due fratelli il vecchio Nonno Kuzja cerca di far resistere la tradizione dei criminali onesti, nonostante il devastante impatto della società con il moderno delirio del consumismo occidentale.

La storia di Boris e Yuri rappresenta metaforicamente il modello del tipico conflitto che si sviluppa nel periodo post sovietico sia dentro una singola persona che nella società intera. La fine dell’URSS e i fattori politico-sociali hanno creato il caos nel popolo stremato dalla dittatura e affamato di libertà, quella libertà che ha spinto le persone verso atti estremi fino al drammatico degrado delle anime.

 

Due spettacoli caratterizzati da storie drammatiche, profonde e coinvolgenti vi aspettano dal 24 Febbraio all’Elfo Puccini.

 

Aldo Morto 

Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33 - Martedì /sabato ore  21, domenica ore 16.30 - Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20 - Info e prenotazioni: 02/0066.06.0602/0066.06.06 - www.elfo.org

 

Educazione Siberiana

Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33 - Martedì /sabato ore  20.30, domenica ore 16.00 - Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20 - Info e prenotazioni: 02/0066.06.0602/0066.06.06 - www.elfo.org

 

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Ho avuto il piacere di poter assistere alla prima di questo spettacolo, con Filippo Nigro, Fabrizia Sacchi, Giulio Forges Davanzati e Dajana Roncione, sotto la regia di Fabrizio Arcuri su un testo di Neil LaBute, tenutosi al Teatro Ciro Menotti.

 

È una commedia, ma che il sapore completo di commedia proprio non ha.

Si nasconde, tra le pieghe delle risate un retrogusto amaro e contemplativo, una spinta verso la riflessione che non lascia superstiti tra gli spettatori, tutti feriti, immobili tra il sorriso e la lacrima, confusi.

 

Una commedia degli equivoci che si snoda tra la grande questione che, nell’età contemporanea, ha preso sempre più piede: qual è il prezzo della bellezza? E quello della bruttezza? Possiamo noi sfuggire a questo meccanismo fatto di recriminazioni per qualcosa di così poco importante?

Con una recitazione intensa, semplice ma nel contempo profonda e delle battute che hanno scosso dal riso tutti gli spettatori, gli attori rispondono e non rispondono, lasciando spazio alla cogitazione.

 

La grande eleganza e forza nei movimenti degli attori poi, mi ha lasciato piacevolmente sorpresa: salti, abbracci, spinte, urla, tutto in una perfetta armonia.

Vorrei aprire una parentesi sul personaggio interpretato da Filippo Nigro, il protagonista: un uomo come tanti ma come nessuno, ammantato della propria singolarità, timido, impegnato nel lavoro, fiero per la sua grande passione per la lettura, con l’unico difetto di non essere molto capace di comunicare pienamente quel che sente e prova, lasciandosi sfuggire parole che avrebbe potuto risparmiare.

 

È proprio da una parola che poi si scatenerà la catastrofe, il susseguirsi di equivoci: questa commedia ci pone dinnanzi anche al grande dilemma della comunicazione chiedendoci, senza troppe metafore o riserve, se siamo ancora capaci di parlare senza scatenare una guerra, senza lasciare sul nostro cammino dolore o incomprensione. Quali sono le forme del dialogo: le parole dei libri, le spinte emotive o la calma? Dove finisce la civiltà e inizia la rabbia?

 

Grandi anche le scenografie: minimali senza essere banali e soprattutto, molto azzeccate, capaci di far calare pienamente lo spettatore in uno spazio di modernità sospesa, una parentesi temporale sì tratta dal reale, ma con molti connotati dell’irrealtà.

Quindi, in conclusione, uno spettacolo da vedere assolutamente, sia per svagarsi per sentire una voce sul grande dilemma: siamo capaci di mettere la bellezza in secondo piano?

Bravissimi tutti, dagli attori, alla regia, musiche ed effetti speciali, per uno spettacolo davvero umano.

 

 

 

Avete applaudito la scorsa stagione Marco Pagani sul palcoscenico del Verdi? Avete amato l’attore nei panni di un contrabbassista impegnato in uno straripante monologo? Allora non dovete perdervi il grande e atteso ritorno di Il Contrabbasso.

 

Lo spettacolo diretto da Gianluca Massiotta, vede Marco Pagani darà corpo e voce alle diverse sfumature di un poliedrico musicista. Lo spettacolo sarà dal 19 Febbraio al 2 Marzo al Teatro Verdi. Sul palco un ritratto ironico e dissacrante di un certo tipo di figura maschile contemporanea, sospesa tra arroganza e fragilità.

Viene descritto il mondo dei musicisti di professione, nelle sue diverse sfaccettature sia positive che negative che caratterizzano questo mondo.

Il testo che si presenta complesso e ricco si pone l’obiettivo di indagare l’animo umano disegnando un personaggio in bilico tra lo spettro della solitudine e il riscatto di una passione rigeneratrice. La dimensione della professione di musicista in orchestra, che all’apparenza sembra dorata, si svela invece anche nei suoi aspetti più conflittuali.

L’opera si presenta come una potente e impietosa metafora della nostra intera società.

 

Un omaggio quello di Massiotta e Pagani al grande attore polacco Jerzy Stuhr (pupillo di Wajda, Zanussi e soprattutto Kieślowski) che esattamente 29 anni fa e proprio al Teatro Verdi di Milano donò una magistrale interpretazione di questo bellissimo testo.

Il progetto mette in dialogo due linguaggi, quello del teatro e quello della musica; è anche l’incontro di due artisti che condividono la stessa formazione artistica: Pagani, attore e doppiatore e interprete di film e spettacoli teatrali, e Gianluca Massiotta che, dopo il fortunato debutto ne La stanza dei fiori di china con Angela Finocchiaro, ha continuato sulla strada della regia, sempre più orientata alla collaborazione con orchestre e musicisti classici anche contemporanei.

Il regista descrive lo stato d’animo del protagonista: “Deluso dalla propria carriera in orchestra (non è che “terzo leggio” nella fila dei contrabbassi) eppure fermamente convinto dell’assoluta centralità del proprio ruolo, il nostro protagonista è un depresso, non privo però di una sua rozza fierezza fatta di sensibilità e di un discreto talento.”

A volte esistono le seconde occasioni, non perdetevi il grande ritorno di Il Contrabbasso!

 

 

in collaborazione con Otto&Marvuglia IL CONTRABBASSO

di Patrick Suskind con Marco Pagani Scene e regia Gianluca Massiotta Disegno luci Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia Traduzione di Umberto Gandini Si ringrazia per la collaborazione Paola Ascenso

 

Spettacolo inserito in INVITO A TEATRO

Teatro Verdi  (Via Pastrengo 16, Milano – Tel. 02 688003802 6880038)

Biglietti: intero 20€ - convenzionati 14€ -ridotto over 65/under 25 10€ mercoledì posto unico 10€

Vendita on-line: www.vivaticket.it (con diritto di prevendita)

Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 16.30

 

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

02 2700247602 27002476 - www.teatrodelburatto.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Prenotazioni : orario da lunedì a venerdì 10.00/13.00 -14.00/18.00

La Biglietteria presso il Teatro Verdi  è aperta solo nei giorni di spettacolo.

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Nerospinto è lieto di annunciarvi che dal 14 al 16 febbraio al Teatro Delfino andrà in scena “Enrico IV” di Luigi Pirandello, lo spettacolo verrà rappresentato tutti i giorni alle ore 21.00, la domenica alle 16.00. Una performance da non perdere: l'amore, la solitudine, la pazzia secondo la narrazione di uno dei più grandi autori italiani del Novecento.

L'opera è a cura del Centro polivalente di cultura Gruppo Abeliano; a interpretare Enrico IV è Antonio Salines, storico attore teatrale che ha calcato le scene italiane al fianco di grandi interpreti come Carmelo Bene, Vittorio Gassman ed Ennio Flaiano, per citarne solo alcuni,  e che con la direzione di Vito Signorile riesce, con bravura ed esperienza, a tenere in scena il doppio personaggio alienato e cosciente di questo dramma pirandelliano

La rappresentazione nasce come riduzione dell’opera, svolgendosi così in un atto unico. La tragedia inizia con il racconto dell’antefatto. Un nobile del primo ‘900, di cui non viene mai fatto il nome, partecipa ad una festa in maschera nella quale impersona Enrico IV; insieme a lui anche Matilde di Spina, donna di cui è innamorato, e il suo rivale in amore Belcredi. Quest'ultimo disarciona Enrico IV che, nella caduta, batte la testa e si convince di essere realmente il personaggio storico che stava impersonando.

Dopo 12 anni Enrico guarisce e comprende che Belcredi lo ha fatto cadere intenzionalmente per rubargli l'amore di Matilde, che poi lo ha sposato ed è fuggita con lui. Decide così di fingersi ancora pazzo, di immedesimarsi nella sua maschera per non voler vedere la realtà dolorosa.

Enrico IV appartiene a quella che viene definita la terza fase dell’opera pirandelliana: il teatro nel teatro. Ed è di fatto una messa in scena teatrale quella che Enrico opera fingendosi pazzo per smascherare l’ipocrisia e la cattiveria altrui. Ma se i suoi antichi amici non sono pronti ad accettare che la sua pazzia è finta, è solo lucida consapevolezza, a sua volta egli stesso non può più liberarsi della maschera indossata. Come in Uno, nessuno e centomila, non c’è spazio per la presa di coscienza, non c’è spazio sociale per gli individui che smascherano le mille finzioni della vita. Alla fine di ogni percorso interiore rimane solo una grandiosa solitudine. Al centro dell'opera di Pirandello lo straniamento e la rappresentazione di sé, la follia come decostruzione della realtà, che non diviene che una maschera da indossare come volto, mentre il volto è divenuto maschera, distante, sconosciuto, si trasforma e riplasma i personaggi in qualche cosa di altro da sé, eppure la finzione, dietro la follia, gli appartiene e ridefinisce l'identità come pura rappresentazione.

"Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni" 

 

 

 

“Enrico IV”  di Luigi Pirandello

Con Antonio Salines, Tina Tempesta, Mino De Cataldo, Enzo Vacca,

Roberto Corradino, Stefania Bove, Francesco La Macchia, Michele Stella.

Regia di Vito Signorile

dal  14 al 16 febbraio 2014 - ore 21.00 domenica ore 16.00

Teatro Delfino – Via Dalmazia 11, 20162 Milano

Per informazioni e biglietti: www.teatrodelfino.it

Se sei un appassionato di teatro, se vuoi assistere a qualcosa di nuovo e sorprendente non perdere i quattro spettacoli di Febbraio del teatro milanese Elfo Puccini.

 

Il 13 Febbraio alle 21 per il progetto Teatro e Carcere, Mimmo Sorrentino presenta la sua creazione Terra e Acqua. Sul palco della sala Shakespeare i detenuti della Casa Circondariale di Vigevano, Ciro, Dante, Jorge, Ilir, Rachid, Silvano, Salvatore e Angelo raccontano di come il carcere oltre a essere un luogo fisico, sia un luogo dell’anima. Secondo l’autore e regista Mimmo Sorrentino la libertà va educata a partire dal linguaggio e per questo ha chiesto ai detenuti di scrivere una preghiera, utilizzare quindi un linguaggio forse ancora più libero della poesia e del canto. A partire dalle loro preghiere nasce lo spettacolo Terra e acqua.

 

Dal 15 al 23 Febbraio torna in scena Paolo Poli con il suo Aquiloni. Gli attori in scena saranno Fabrizio Casagrande, Daniele Corsetti, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco.Paolo Poli sfoglia la letteratura tra otto e novecento per rivelare i risolti ironici e i sottintesi che si nascondono anche nelle pagine più innocenti.

Sul Corriere della Sera lo spettacolo viene descritto così da Magda Poli: “Al poeta Giovanni Pascoli, Paolo Poli dedica il suo Aquiloni applicando quella che si può definire la «formula Poli»: l'impianto scenico fisso con fondali e quinte dipinte del grande Emanuele Luzzati, le musiche birichine e colte di Jacqueline Perrotin, i costumi di Santuzza Calì, sempre colmi di fantasia e colore, le coreografie, ironiche e straniate di Claudia Lawrence, e le canzonette d'epoca che si intrecciano con alte parole coeve di poeti e scrittori. Quattro boy, sgambettano, cantano e recitano.”

 

Dal 18 al 23 Febbraio sarà in sala Fassbinder lo spettacolo di Tindaro Granata Invidiatemi come io ho invidiato voi e in Sala Bausch Peli di Carlotta Corradi, regia di Veronica Cruciani.

Invidiatemi come io ho invidiato voi, che debutterà al Festival delle Collin Torinesi 2013, è ispirato a un celebre caso di pedofilia accaduto qualche anno fa in provincia di Perugia. Granata non si limita a descrivere l’aspetto giudiziario del caso ma cerca di sottolineare, con la sensibilità che lo caratterizza come regista e interprete, i moti interiori e i sentimenti che muovono i protagonisti: vittime e carnefici.

Lo spettacolo Peli di Cruciani viene descritto da Rodolfo di Gianmarco come: "Peli gioca con originalità sul concetto di gender ponendo al centro della sua drammaturgia due donne coinvolte in una partita a carte che le spoglia lentamente dai rituali delle conversazioni borghesi, e dei loro abiti, per trascinarle in un universo di sensazioni in cui ogni singolo contatto fisico va al di là dei generi." 

 

Una rassegna eterogenea e innovativa caratterizzerà il mese di Febbraio dell’Elfo, non perdetela!

 

 

ELFO PUCCINI 

(Corso Buenos Aires 33, Milano)

- Per lo spettacolo Terra e Acqua il Posto unico €15, ridotto abbonati Elfo €10

- Sala Shakespeare -  Martedì/sabato ore 20:30, domenica ore 16:00 - Durata 120' con intervallo - Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20

- Sala Fassbinder - Feriali ore 21:00, domenica ore 16:30 - Durata: 90' senza intervallo - Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20

- Sala Bausch - Martedì/sabato ore 19.30  - Domenica ore 15.00 - Durata 60' - Posto unico € 15

Info e prenotazioni: 02.0066.06.0602.0066.06.06 - www.elfo.org

 

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Nuovi e imperdibili appuntamenti domenicali attendono gli appassionati di teatro!

 

Per celebrare i 20 anni di attività insieme al suo pubblico, il regista Charlie Owens ha curato tre nuovi e speciali appuntamenti domenicali. Il primo spettacolo “Ballata” sarà Domenica 16 Febbraio 2014 alle 16 allo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro.

La straordinaria Licia Maglietta porterà in scena in un reading elegante i versi universali ed evocativi di Wislawa Szymborska, premio Nobel 1996. Il reading sarà accompagnato dal pianoforte di Angela Annese.

Un lavoro particolare che intreccia con maestria voce, poesia e musica, toccando con i suoi toni tutte le sfumature poetiche della autrice polacca Szymborska.

Afferma l’attrice napoletana: – È da tempo che ogni tanto torno a leggere Wisława Szymborska. Avevo raccolto parte del suo lavoro e lo avevo anche letto in pubblico. Ora torno a lei con un’ ispirazione diversa, più chiara, e con un desiderio più profondo (“ogni sapere da cui non scaturiscono nuove domande / diventa in breve morto, perde la temperatura che favorisce la vita”). Ho scritto dunque un unico lungo respiro poetico, cantato all’orecchio di ogni spettatore. Le singole poesie legate insieme dalla mia memoria attraverso i suoi giochi verbali, assonanze e ritmi hanno trovato il loro nuovo spazio in questa Ballata, un lungo canto in prima persona come in prima persona è il canto di Fryderyk Chopin e Zbigniev Preisner al pianoforte, che alle parole fanno da contrappunto. -

Lo spettacolo “Ballata” da Wislawa Szymborska a cura di Charlie Owens avrà la regia di Licia Maglietta, le musiche saranno dal vivo di Angela Annese.

Un lavoro particolare da non perdere Domenica 16 Febbraio!

 

Ballata

Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro Via Andrea Orcagna 2, Milano Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti è consigliabile prenotare tramite telefono o via mail 0245485085/ 0226688369 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.nohma.it

 

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