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Tre irrinunciabili appuntamenti per oggi, domenica 11 maggio, nella storica e affascinante città di Firenze all'interno della rassegna di teatro e danza contemporanea "Fabbrica Europa".
Alle ore 16 allo spazio Stazione Leopolda, in via Fratelli Rosselli 5, Il Teatro Nazionale Serbo di Novi Sad porta in scena per la prima volta in Italia il Gabbiano di Checov con la regia di Tomi Janežič.
Uno spettacolo straordinario con un cast formato da trenta persone che anima il palco per più di sei ore, un progetto partorito dopo sedici mesi di lavoro il cui intento è quello di fare domande che toccano il mondo del teatro, della creatività, delle arti in senso generale e che, ovviamente, non risparmiano la vita.
L'obiettivo è quello di rallentare il passo della voracità del nostro quotidiano che ci porta a rimandare di continuo la necessità di raccoglierci intorno ad una più profonda riflessione sulla vita e su tutto ciò che le gravita intorno con un alienante risultato in cui confronto e condivisione vengono inevitabilmente a mancare.
Quattro atti che risultano essere quattro spettacoli fatti e finiti non isolati ma legati tra loro, in cui gli attori vengono percipiti come persone e non come personaggi poiché in questo viaggio teatrale lo spettatore vede l'interprete alle prese con la vita, le relazioni, gli errori e i tentativi, passaggi che riguardano ognuno di noi e che non spersonalizzano gli artisti ma restituiscono loro un'identita tanto che il pubblico può ritrovare se stesso in ciò che guarda e ascolta.
Uno spettacolo che cresce davanti al pubblico e con il pubblico in un vortice di emozioni e sentimenti che presto o tardi toccano ognuno di noi.
Biglietti: euro 20 / 15
Durata 6 ore e 30 minuti, con tre intervalli.
IN LINGUA ORIGINALE CON TRADUZIONE SIMULTANEA IN CUFFIA.
Mentre alle ore 21 nella cornice del Teatro Cantiere Florida in via Pisana 111, la compagnia Slovensko Mladinsko Gledališče di Lubiana porta in scena Maledetto sia il traditore della sua patria! da un progetto di uno dei più notevoli drammaturgo/regista della scena balcanica: Oliver Frljić. Lo spettacolo indaga il rapporto di amore/odio con il teatro e gli attori si esibiscono in un'atmosfera amara, seria, arrivando a sfiorare la tragicità attraverso l'uso di traumi bellici e politici che offrono lo spunto per domande che potremmo definire globali ovvero di tutti poiché toccano temi come i confini della libertà sociale e artistica, la responsabilità individuale e collettiva, la tolleranza e gli stereotipi.
E' uno spettacolo quello di Frljić in cui la morte ha un ruolo fondamentale e, attraverso la ripetizione della morte degli attori ed il “ritorno alla vita” di questi stessi, il regista intende dimostrare l'immobilità degli automatismi su cui si adagia oggi la rappresentazione teatrale.
La morte, inevitabilmente, attraversa lo spazio scenico per prendere possesso dello spazio che le spetta nella vita, ed è proprio attraverso l'analisi dello svilimento della morte all'interno della rappresentazione teatrale che siamo portati a chiederci quale peso viene dato alla morte vera oggi.
Per capirlo basta guardare un telegiornale che dia notizia di quelle terre insaguinate da anni da guerre sporche o di quei luoghi colpiti mortalmente da catastrofi naturali.
Sono morti che non ci toccano quasi più.
Biglietti: euro 15 / 12
Durata 75 minuti.
IN LINGUA ORIGINALE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO.
Ed infine alle ore 22 nella ExChiesa San Carlo dei Barnabiti in Via Sant’Agostino 23, Samuele Cardini e Monica Baroni, della compagnia L'O.fficina, presentano A+E un lavoro che trae ispirazione dal progetto fotografico di Duane Michals: «Il Paradiso Perduto».
In questo lavoro la rotazione di sei fotogrammi proietta due figure, Adamo ed Eva, in un tempo indefinito in cui i due sono stati esiliati dalla terra dell' Eden e, spogliati delle loro «Vesti di Luce», si scoprono fragili e consapevoli.
Si assiste ad un continuo gioco di coppia, uomo-donna, bene-male, moto-stasi, ascesa-declino, in cui queste antitesi cercano una stabilità intrecciandosi, mescolandosi uno dentro l'altro, con il conseguente risultato di lasciare un segno nella memoria e di ritrovare solo nel ricordo quell'unità a cui aspirano.
Adamo ed Eva sono persi in uno spazio e in un tempo di cui non si sentono figli e per questo lo spettacolo è un costante richiamo al passato, un perpetuarsi di flashback che riallacciano lo spettatore all'origine restituendogli il senso profondo di quell'Eden dove concetti come uguale e diverso vengono svestiti del loro significato e la nudità diventa simbolo di una condizione di neutralità.
Posti limitati, prenotazione obbligatoria, Info: 055 2638480
Durata: 45 minuti
Jean-Paul Sartre diceva: “Ciò che non è assolutamente possibile è non scegliere”.
In questa domenica pomeriggio Firenze vi offre non una possibilità di scelta, ma ben tre!
Da Lunedì 5 a Sabato 17 Maggio 2014 al Teatro della Cooperativa di Milano un grande spettacolo: The Great Disaster.
Il teatro milanese ospiterà la prima nazionale di The Great Disaster di Patrick Kermann, con Matthieu Pastore, le scene e la regia saranno curate da Renato Sarti, la traduzione sarà di Matthieu Pastore e le musiche di Carlo Boccadoro.
Il disegno, le luci e l’allestimento scenico sono opera di Luca Grimaldi e Marco Mosca.
L’assistente alla regia è Benedetta Monzeglio e la fotografia è di Wanda Perrone Capano.
Lo spettacolo è inserito in Invito a Teatro.
“E hop
vent’anni nelle montagne
quindici anni ad imparare il francese e il tedesco
cinque giorni a lavare cucchiaini
e l’eternità a raccontare sempre la stessa storia
questa è la vita di Giovanni Pastore
che non avrebbe mai dovuto lasciare la mamma”
Matthieu Pastore e Renato Sarti descrivono così la loro opera.
“A vent’anni Giovanni Pastore lascia la sua montagna, in Friuli, per lanciarsi in un giro dell’Europa che lo porta, di appuntamenti in casualità, a imbarcarsi sul Titanic come lavapiatti del ristorante à la carte, addetto ai cucchiaini.
Morto nell’affondamento del transatlantico, Giovanni racconta la sua storia, e poco importa che questa sia vera o solo un sogno a occhi aperti, perché la sua è una storia violentemente banale, la comune parabola di un sogno annegato tra le onde del destino.
“The Great Disaster”, il grande disastro, è il galleggiamento nel limbo della Storia di un uomo ingenuo e sognatore ma è anche la metafora della nostra condizione di migranti, sempre in bilico tra la vita e la morte, fra il qui e l’altrove, di chi si interroga su cosa rimarrà del proprio io alla fine del grande viaggio.
Nella sua ultima intervista, cinque giorni prima di suicidarsi, Patrick Kermann dichiarava: “Dagli antichi greci fino ai giorni nostri, passando da Shakespeare, dove gli spettri non sono da meno, il teatro è per essenza un’arte della morte, l’arte di far parlare i nostri morti”.
“The Great Disaster” è un singolare memento mori “ad uso di fari, capitanerie, stazioni marittime ed altri ventri della balena”, che dal profondo degli abissi fa emergere, come bolle d’aria, ricordi, episodi, ossessioni: la prepotenza dei datori di lavoro, la futilità dei nababbi, la perfidia degli amici d’infanzia, la mano di Cecilia, unico tenero amore infantile, e la nonna annegata senza mutande nella fontana della piazza.”
Uno spettacolo da non perdere! Nerospinto consiglia di segnarsi in agenda la rappresentazione del Teatro della Cooperativa.
Teatro della Cooperativa
5/17 maggio 2014
ORARI: da lunedì al sabato h. 20.45 – domenica 11 riposo
PREZZI: intero 18 € - ridotti 13/9 €
Via Hermada 8, Milano – tel. 02.64749997
Un grande spettacolo dal 6 al 18 Maggio all’Elfo Puccini: La ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde.
La Sala Fassbinder ospita La Ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde, con la regia di Elio De Capitani. In scena Umberto Orsini e Giovanna Marini. Lo spettacolo è una produzione della Compagnia Umberto Orsini srl. La traduzione e l’adattamento è a cura di Elio De Capitani e Umberto Orsini.
Nel 1895 Oscar Wilde, in seguito a una causa per diffamazione da lui intentata al Duca di Queesberry, fu a sua volta accusato di comportamento contrario alla morale pubblica e condannato a due anni di carcere, che scontò nella prigione di Reading.
Ballata del carcere di Reading nasce da questa terribile esperienza ed è una delle sue opere più autentiche e scopertamente sincere. La ballata è un lamento poetico in due momenti: l'impiccagione di un giovane detenuto, il rituale assurdo e feroce dell'esecuzione, e la meditazione, profondamente religiosa, sul male e la redenzione.
Dall'incontro di Umberto Orsini e Giovanna Marini in un altro spettacolo, Urlo di Pippo Delbono, dove Orsini aveva portato la sapienza dei suoi frammenti di Wilde e Shakespeare e Giovanna la sua antica esperienza del canto degli umili, nasce l'idea di portare in scena questo testo di Wilde.
Elio De Capitani è stato coinvolto nel progetto, che aspettava solo un’ultima spinta per affrontare qualcosa a cui pensava da tempo, “"il dilemma, o meglio il paradosso di Wilde”. Così nel 2005 lo spettacolo ha preso corpo, andando in scena nel mese di giugno al Festival AstiTeatro (co-prodotto allora Emilia Romagna Teatro Fondazione e dal teatro Eliseo).
Come entrarci in questo gioco, tragico e leggero? Come reggere il metro popolare della ballata e il lirismo spietatamente wildiano?
"Giovanna Marini ha scritto cinque ballate, ha preso in parola Wilde, componendo una musica che sta tra la ballata irlandese e l'elisabettiano John Dowland, arrivando e fino a Schubert, per passare anche per i Beatles.
Umberto Orsini interpreta Wilde con una leggerissima distanza, giocando con la vertigine sapiente dell'emozione e cogliendo il frutto più piacevole e più difficile al tempo stesso: il lato artistico-estetico, la bellezza dei versi, per lasciare allo spettatore di fare i conti con il resto".
De Capitani immagina e studia una scrittura che sia "strategia di dislocazione sapiente delle forme e dei materiali da combinare con le parole cantate di Giovanna, con la sua musica altrettanto ostinata e precisa".
Magda Poli sul Corriere della Sera definisce lo spettacolo: “La traduzione, curata come l'adattamento da De Capitani e Orsini, è in prosa con poche rime e restituisce un senso di ragionata semplicità. Ed è la ragione che domina l'interpretazione di Orsini: una esposizione pacata dei sentimenti che un carcerato, la voce narrante, prova spiando gli ultimi giorni di vita del giovane assassino, il suo bere l'aria del mattino, il suo rubare con lo sguardo quel pezzo d'azzurro che in carcere è chiamato cielo. Dall'annullamento di ogni enfasi, dal lucido controllo ricercato dall'ottimo Orsini, si esalta l'orrore per la crudeltà della vita in prigione, la pietà e la simpatia, in senso etimologico di sofferenza partecipata e schierata, per il mondo dei reietti. La voce di Giovanna Marini cesella in cinque ballate le suggestioni del poema, con la sua musica colta e popolare che unisce evocazioni di antichi temi irlandesi a Lieder schubertiani. L'allestimento scarno e la bravura degli interpreti esaltano la voce di Oscar Wilde che chiede rispetto per ogni essere umano, anche se assassino.”
Uno spettacolo imperdibile dal 6 Maggio aspetta tutti gli appassionati di teatro! Nerospinto consiglia di segnarlo in agenda.
Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33
Martedì/sabato ore 21.00, Domenica ore 16
Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20
Info e prenotazioni: 02/0066.06.06 - www.elfo.org
Una conferenza-spettacolo, ma anche mostra, vi attente al Teatro Libero dal 9 al 13 Aprile 2014. Un appuntamento insolito e da non perdere per tutti gli appassionati di teatro e d’arte.
Lo spettacolo su Nicolas De Staël si intitola “La causa delle cose - lo specialista della vertigine”, con il critico d’arte e di teatro Roberto Borghi e l’attore Mino Manni, a cura di Alberto Oliva, la scenografia e l’esposizione sono dell’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” - IED Como e la produzione è di I Demoni. In mostra, nei vari spazi del teatro, opere di Pablo Bermudez, Roberto Biondi, Alessio Bonifacio, Enrico Bosco, Stefania Bruno, Luca Gandola, Gianni Lucini, Dario Luzzani, Caterina Ruggeri, coordinati da Patrizia Cassina.
Il protagonista della rappresentazione è Nicolas De Staël, uno dei più significativi esponenti della pittura francese del Novecento. Nato in Russia, cento anni fa, in una famiglia della nobiltà zarista dissolta dalla furia rivoluzionaria, il pittore si è suicidato quarantunenne nel 1955 all’apice della fame.
Le cause che hanno portato a questa triste e dolorosa scelta non sono mai state del tutto chiare, ma nelle sue numerose e bellissime lettere l’artista fa riferimento al fardello della fama, lo straordinario successo che l’ha colto alla sprovvista aumentando a dismisura le sue insicurezze umane e creative.
De Staël è stato una delle prime “vittime del sistema” dell’arte, dei suoi meccanismi e delle sue categorie, alle quali era profondamente refrattario.
“La causa delle cose” non è solo uno spettacolo ma anche una conferenza che indaga sul pittore russo naturalizzato francese e sul suo mito. Émile Cioran parla di De Staël come di «uno specialista della vertigine» che «si rifiuta di venire a patti con la mediocrità della saggezza»: quella saggezza che gli avrebbe imposto di «non chiedere troppo al suo talento», di smorzare «la febbre, l’apocalissi interiore che esigeva il coronamento della morte».
Una conferenza-spettacolo al Teatro Libero nei giorni del Fuorisalone, quando via Savona sarà completamente invasa dai visitatori delle mostre di design che si tengono in zona Tortona, è stata pensata per focalizzarsi sull’opera dell’artista che si interroga sul rapporto tra oggetto e colore. Gli spazi del Teatro Libero ospiteranno un’esposizione di arte e design realizzata da nove studenti dell’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” - IED Como, una scuola presso la quale le arti “pure”, come la pittura, e quelle “applicate”, come la moda e il design, hanno instaurato un dialogo fecondo.
Nerospinto consiglia di segnarsi in agenda questo incredibile e particolare spettacolo al Teatro Libero!
Teatro Libero
Via Savona 10 - Milano
BIGLIETTERIA
PREZZI BIGLIETTI
Intero: € 19,00
Under 26: € 15,00
Over 60: € 11,00
Allievi Teatri Possibili con carta TP CARD: € 6,00 (prima rappresentazione € 3,00)
ORARIO SPETTACOLI
dal lunedì al sabato ore 21.00
domenica ore 16.00
ORARI BIGLIETTERIA da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Nei giorni di spettacolo: da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 21.30 sabato dalle 19.00 alle 21.30
domenica dalle 14.00 alle 16.30
INFO E PRENOTAZIONI
02 8323126
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Dall’1 al 6 aprile 2014 si terrà, al Teatro Libero, lo spettacolo “Nina”, liberamente ispirato a Il gabbiano di Anton Cechov.
Vincitore del Premio Nazionale Teatrale Calandra nel 2013 e il Premio miglior spettacolo e miglior attrice, con Rossella Rapisarda, regia di Fabrizio Visconti per una produzione Eccentrici Dadarò, lo spettacolo si presta ad apporre una firma stilistica definitiva di quest’attrice e questo regista nel mondo del teatro, e non solo.
Con atmosfere oniriche e rarefatte come nembi, tra comicità e riflessione, lo spettacolo trasporta lo spettatore in un articolato viaggio che tocca temi come l’uomo e le sue scelte, il mistero di questa nostra sospensione dicotomica tra terra e cielo.
La sera del 2 aprile sarà invece dedicata ad un’analisi dell’anima radicalmente russa di questo spettacolo: a seguire le rappresentazione vi sarà un breve documentario sull’esperienza russa di Visconti e Rapisarda nel 2010, in occasione dei 150 anni dalla nascita di Cechov.
Il tutto nasce da un progetto di Jurij Alschitz, pedagogo e regista, e vede la partecipazione di sessanta artisti che hanno compiuto questo pellegrinaggio d’Arte da Mosca a Yeltes – paesino in cui Nina, protagonista della pièce di Cechov, ritorna alfine –per festeggiare con poesia, racconti e musica il grande pilastro russo.
E infine, pane e vodka per tutti!
BIGLIETTERIA
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Intero: € 19,00
Under 26: € 15,00
Over 60: € 11,00
Allievi Teatri Possibili con carta TP CARD: € 6,00 (prima rappresentazione € 3,00)
ORARIO SPETTACOLI
dal lunedì al sabato ore 21.00
domenica ore 16.00
ORARI BIGLIETTERIA da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Nei giorni di spettacolo: da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 21.30 sabato dalle 19.00 alle 21.30
domenica dalle 14.00 alle 16.30
Indira Fassioni
Da non perdere il 29 Aprile il grande spettacolo in prosa che sarà in scena al Teatro Manzoni. Una rappresentazione che canta la tradizione senza limitarsi ad essa.
Lina Sastri, decide di tornare a casa, dopo le sue famose “Cuore mio” dove comincia a raccontare la sua musica che si fa teatro, alla quale seguirono “Melos”, ”Corpo celeste”, “Mese Mariano” e poi le parole de “La casa di Ninetta”, fino a “Per la strada”, dove scelsi la musica napoletana contemporanea, mette in scena “Linapolina - Le stanze del cuore”, dove per la prima volta ogni parola e ogni verso nati di getto sono rimasti tali e sono stati collocati nello spettacolo in modo da farlo diventare una “cantata poetica in musica”.
Come si può intuire dal titolo, nel quale la regista ha fuso il suo nome con quello della sua città natale, cercando di farlo percepire come un unico suono, la rappresentazione racconta questa terra e la sua musica immortale, Napoli senza fine, Napoli, all’infinito.
Questo concerto composto da musica e parole cerca, tramite vie nuove di musica e percorsi alternativi che non hanno paura di cantare la tradizione senza limitarsi alla tradizione passando, come sempre, dalla parola alla musica, alla danza, in un flusso dell’anima che va e viene, come il mare, di far guardare ogni singola canzone come a un momento di emozione da comunicare con la voce, con il canto, con il corpo, con il cuore e con l’anima grazie alla scelta degli strumenti e dei colori della musica, con la luce, con i silenzi e all’accompagnamento di otto abilissimi musicisti.
Il sottotitolo “le stanze del cuore” è stato scelto perché, scrivendolo e provandolo, la regista si è accorta che ogni parola, verso, o nota percorreva uno spazio del palcoscenico, faceva vivere suoni e pensieri. Secondo Lina Sastri la libertà è la nota più bella, che si concede, è il regalo più grande che le fa la musica, è per questo motivo che la sceglie, oggi più che mai, come una tappa importante della sua vita dedicata al teatro e all’arte
Un appuntamento o meglio una storia da non perdersi!
“Linapolina – Le stanze del cuore” il 29 Aprile presso il Teatro Manzoni in via A. Manzoni, 42, Milano.
Per ulteriori informazioni visitare il sito:
http://www.teatromanzoni.it/manzoni%2
Arriva a Milano l'opera internazionale dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Al Teatro Menotti dal 27 al 28 Marzo 2014 sarà in scena il Flauto Magico.
Un Flauto Magico contemporaneo, riletto, smontato e reinventanto in sei lingue a ritmo di jazz, rap, mambo e pop: è il grande successo internazionale dell’Orchestra di Piazza Vittorio. L’opera in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart ha come direzione artistica Mario Tronco, l’ elaborazione musicale è curata da Mario Tronco e Leandro Piccioni. La rappresentazione è una produzione originaria di Fondazione Romaeuropa e Les Nuits de Fourvière/Department du Rhone.
Il Flauto Magico viene rappresentato e portato in scena come se fosse una favola, tramandata in forma orale e giunta in modo diverso a ciascuno dei musicisti dell’orchestra. E così, come accade ogni volta che una storia viene trasmessa di bocca in bocca, le vicende e i personaggi si sono trasformati. Anche la musica, si evolve dall’originale, rivelando ed esaltando le potenzialità dell’Orchestra e del suo bagaglio interculturale, diventando così Il flauto magico secondo l'Orchestra di Piazza Vittorio. Un Flauto contemporaneo, ambientato in una moderna società multirazziale. Tamino e Pamina, Papageno, Sarastro e gli altri personaggi cantano in wolof, spagnolo, arabo, tedesco, portoghese e inglese sottolineando il melting pot.
La multiculturalità è un tema caro all’orchestra formata da diciotto musicisti che provengono da dieci paesi e parlano nove lingue diverse. Insieme, trasformano le loro variegate radici e culture in una lingua singola, la musica. Partendo dalla musica tradizionale di ogni paese, mischiandola e intingendola con rock, pop, reggae, e classica, si arriva alla sonorità unica dell’OPV. Tra musicisti che partono e altri che arrivano, cambia il suono dell’orchestra senza mai tradire la vocazione iniziale a sfide nuove e orizzonti aperti al mondo intero. Una fusione di culture e tradizioni, memorie, sonorità antiche e nuove, strumenti sconosciuti, melodie universali, voci dal mondo.
La rappresentazione è caratterizzata da scenografie e costumi che richiamano l’idea della favola: un’atmosfera magica e sognante, contrapposta al lato terreno e concreto dei musicisti.
“Un esempio illuminante di multiculturalità.”
Come viene descritta sul New York Times.
“Dall’incontro multietnico che ha generato L’Orchestra di Piazza Vittorio e Mozart è nato un capolavoro.”
Afferma Gino Castaldo sulla La Repubblica. Un’opera particolare da non perdere al Teatro Menotti di Milano!
Nerospinto consiglia di segnarsi in agenda questo appuntamento!
TEATRO MENOTTI – via Ciro Menotti 11 - Milano
Orari spettacolo: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – mercoledì ore 19.30 - domenica ore 17.00 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00
BIGLIETTERIA
Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 36592544
02 36592544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.tieffeteatro.it
PREZZI
Intero: 25,00 €*
Ridotto >65 anni: 12,50 €* (residenti a Milano)
Ridotto <25 anni: 15,00 € * (residenti a Milano)
Ridotto <14 anni: 12,50 €
*prevendita 1,50 euro
ABBONAMENTO PRIME: 11 prime a 100 € con posto fisso
ABBONAMENTO POMERIGGIO: 6 spettacoli a 60 euro, vale sulle repliche di mercoledì e domenica
Un nuovo spettacolo sarà in scena dal 21 Marzo al 30 Marzo al Teatro Libero di Milano.
L’Elogio della follia da Erasmo da Rotterdam, Shakespeare, Pirandello e altri autori vi aspetta!
Uno spettacolo sorprendete, una rappresentazione ricca di citazioni, un appuntamento da segnare in agenda è L’elogio della follia con la regia di Claudia Negrin e Michele Bottini, nel cast presenta talentuosi attori come Anna Di Maio, Claudio Gherardi, Marisa Miritello, Gabriele Amietta, Chiara Salvucci. I costumi e le scene sono curate da Paola Arcuria e le luci da Alessandro Tinelli. La produzione dello spettacolo è Skenè Company Milano.
L’Elogio della follia fu redatto, compilato e completato originariamente nel giro di una settimana, mentre l’autore soggiornava con Tommaso Moro nella residenza di quest’ultimo a Bucklersbury. L’opera fu scritta per divertimento. Erasmo scrisse così una vasta parodia del mondo a lui contemporaneo. La Follia, parlando in prima persona davanti a una marea d’individui, annuncia di voler fare l’elogia a se stessa poichè nessuno la prende in considerazione. Giove, per evitare che la vita degli uomini fosse triste, mise sul mondo una dose maggiore di follia piuttosto che di ragione e, su suo suggerimento, all’uomo fu affiancata la donna, animale folle e irragionevole, ma anche divertente e amabile, che con la propria follia avrebbe fatto divertire l’uomo.
Erasmo da Rotterdam scrive: “tutta la vita umana non è se non una commedia, in cui ognuno recita con una maschera diversa, e continua nella parte, finché il gran direttore di scena gli fa lasciare il palcoscenico”.
Ma se la Follia si trovasse di fronte i folli personaggi usciti dalle pagine teatrali di Pirandello, Shakespeare e altri autori cosa potrebbe accadere?
La verità dei folli senza maschera di un mondo che esiste solo nell’illusione, in contrasto con la celebrazione sfacciata della follia stessa. Incontri caratterizzati alle risate e alla dolcezza in situazioni del tutto paradossali: è quello che si vedrà sul palcoscenico del Teatro Libero.
La compagnia Skenè Company produttrice dello spettacolo è una compagnia teatrale attiva nel capoluogo lombardo dal 2006. La direzione artistica della Compagnia è assunta da Claudia Negrin e Michele Bottini, affiancati da un nucleo stabile di artisti, tecnici ed organizzatori, e da prestigiosi collaboratori su specifici progetti. La compagnia porta in scena lo spettacolo al Teatro milanese.
Dal 21 al 30 Marzo 2014 uno spettacolo folle dedicato a tutti gli appassionati di teatro e non solo, vi attende al Teatro Libero! Non mancate!
Teatro Libero
Via Savona 10
BIGLIETTERIA
PREZZI BIGLIETTI
Intero: € 19,00
Under 26: € 15,00
Over 60: € 11,00
Allievi Teatri Possibili con carta TP CARD: € 6,00 (prima rappresentazione € 3,00)
ORARIO SPETTACOLI
dal lunedì al sabato ore 21.00
domenica ore 16.00
ORARI BIGLIETTERIA da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Nei giorni di spettacolo: da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 21.30 sabato dalle 19.00 alle 21.30
domenica dalle 14.00 alle 16.30
INFO E PRENOTAZIONI
02 8323126
02 8323126
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Vi piace Alessandro Gassmann? Siete appassionati di Shakespeare?
Allora non potete perdervi l’anteprima di “Essere Riccardo...e gli altri” allo Spazio Oberdan e al MIC - Museo Interattivo del Cinema.
Dal 10 al 16 Marzo 2014, Fondazione Cineteca Italiana propone in anteprima Essere Riccardo...e gli altri, il documentario che descrivere ed entra nel cuore dello spettacolo teatrale Riccardo III. L’anteprima sarà accompagnata da una rassegna per celebrare il grande talento di Gassmann.
Alessandro Gassmann è regista e protagonista di questa rappresentazione teatrale e nel documentario racconta la genesi dello show, la sera della prima ma anche le prove, la messa in scena e l’attesa per il debutto. Il film sarà proiettato al pubblico di Spazio Oberdan lunedì 10 Marzo alle ore 21 mentre giovedì 13 Marzo alle ore 16.30 sarà visibile al MIC - Museo Interattivo del Cinema. Al termine delle proiezione, in questi due giorni, ci sarà un intervento in sala di Alessandro Gassmann. Il film, incontro riuscito tra il mondo teatrale e quello del cinema, rappresenta un’occasione unica per scoprire il grande talento di uno degli attori più apprezzati e ammirati del cinema italiano, a confronto con uno dei testi più interessanti di Shakespeare.
“R III - Riccardo Terzo”, lo spettacolo narrato nella sua genesi e sviluppo nel documentario, è l’ultimo lavoro per la scena di Alessandro Gassmass.
Tre pellicole completeranno i giorni dedicati all’attore e regista italiano, tre titoli che testimoniano la sua versatilità, sia come attore di commedie e di film d’autore, sia come regista.
Sarà proiettato “Il bagno turco. Hamam.” di Ferzan Özpetek. Il film narra la storia di un architetto rampante sposato a una fedifraga donna in carriera che eredita dalla zia un bagno turco a Istanbul. L’architetto parte un po’ scocciato da Roma con l’intenzione di vendere in tutta fretta la baracca ma la famiglia turca che custodisce l’hamam e una storia d’amore molto particolare fanno cambiare idea al protagonista.
Un secondo film, che ha reso famoso l’attore, sarà presente in questo rassegna: “La bomba” di Giulio Base, in cui viene per scherzo messa in piedi una falsa gang mafiosa.
L’ultima pellicola proiettata sarà “Razzabastarda” di Alessandro Gassmann, il primo film che lo vede come regista. Legato alla realtà dell’immigrazione e alle problematiche della droga, racconta la storia di Roman un immigrato rumeno che vive alla periferia romana.
Un’occasione per scoprire e apprezzare il grande talento di un artista italiano è messa a disposizione da questa rassegna e anteprima al MCI e allo Spazio Oberdan. Non perdetevela!
Alessandro Gassmann in Cineteca
10 Marzo presso Spazio Oberdan
13 Marzo presso il MIC
Rassegna dal 10 al 16 Marzo 2014
Info
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T 02 87242114
02 87242114
Modalità d’ingresso
OBERDAN: Intero € 7/ ridotto € 5,50
MIC: Intero € 5,50/ ridotto € 4
Il quartiere più hipster di Milano, la zona più dinamica della città si sta per animare e ospitare un’invasione teatrale.
Dal 4 al 9 Marzo il Teatro Verdi ospiterà le giovani e talentuose compagnie Odemà e Eco di Fondo che presenteranno ogni sera due spettacoli (uno alle 19.30 e uno alle 21.00): Sogni di Eco di Fondo, in debutto nazionale, Binario Mare, un altro debutto nazionale e Mea Culpa di Odemà.
Binario Mare è un racconto tra realtà, mito e fantasia per chi pensa che non sia mai troppo tardi per partire, viaggiare, realizzare un sogno. Non solo racconti ma anche canzoni spalancano le acque di quella necessità recondita e nascosta di ognuno di noi, di voler sapere cosa c’è dietro l’angolo dell’ignoto: “… fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. I testi e le canzoni sono di Enrico Ballardini, lo spettacolo è diretto e interpretato da Enrico Ballardini e Giulia d’Imperio.
Sogni da Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, altro debutto nazionale, ha come regia Giacomo Ferraù. Sul palcoscenico un cast davvero talentuoso formato da con Andrea Pinna, Valentina Scuderi, Giulia Viana. Lo spettacolo prova a leggere l’Opera in questo modo: e se invece si fosse veramente svegli, vivi soltanto quando si è innamorati? Se fosse vero invece che il resto della nostra vita la passiamo come immersi in un livello onirico inconscio di routine e quotidianità?
Il terzo spettacolo Mea Culpa è un progetto drammaturgico di Enrico Ballardini diretto e interpretato da Enrico Ballardini, Giulia D’Imperio, Davide Gorla. Nato dalle riflessioni sorte dalla lettura dell’opera di Josè Saramago.
Gli spettacoli sono proposti all’interno del più ampio e articolato progetto R–esistir, atti per una cultura comunitaria, una residenza teatrale o laboratorio permanente nel quartiere Isola con l’obiettivo di risvegliare, nel singolo cittadino e nella comunità, la necessità di chiedere al proprio quartiere “una cultura condivisa” e sperimentabile. Il progetto R-existir nasce dalla fusione di due parole esistere e resistere, per dare l’idea di un elisir di sopravvivenza per il teatro. Dopo il prologo di Novembre, in cui le realtà promotrici e i cittadini di quartiere si sono incontrati e confrontati ora prende forma il Teatro Verdi, il primo atto di questo progetto pluriennale di residenza per innalzare l’attivismo culturale e la partecipazione del quartiere Isola. Il primo passo è l’attivazione di alcune Social Street di quartiere, facendo leva sulle compagnie teatrali coinvolte.
Le due compagnie metteranno a disposizione le proprie competenze per facilitare l’attivazione delle Social Street animando gli incontri e promuovendo il Teatro Verdi come luogo aperto e disponibile al quartiere. Il gruppo di FB “R-existir / social street isola” è stato attivato per l’occasione.
Non perderti questa novità di Milano, questa invasione teatrale in Isola! Scopri anche le iniziative per “Il lilla che avanza” su www.teatrodelburatto.it.
Il Programma FUORI PROGRAMMA: in occasione dell’inaugurazione della METRO LINEA 5 e della fermata Isola sabato 1 marzo 19.00 concerto C.A.(I.)N.I. – Odemà: nella tensostruttura di piazza Gae Aulenti
martedì 4 marzo 19.30 - Odemà, Binario Mare | debutto nazionale 21.00 - Eco di fondo, Sogni | debutto nazionale mercoledì 5 marzo 19.30 - Eco di fondo, Sogni 21.00 - Odemà, Binario Mare
giovedì 6 marzo 19.30 - Odemà, Mea Culpa 21.00 - Eco di fondo, Sogni
venerdì 7 marzo 19.30 - Eco di fondo, Sogni 21.00 - Odemà, Mea Culpa
sabato 8 marzo 19.30 - Odemà, Mea Culpa 21.00 - Eco di fondo, Sogni
domenica 9 marzo 16.00 - Eco di fondo, Sogni 17.30 - Odemà, Mea Culpa
Teatro Verdi
Via Pastrengo 16, Milano – Tel. 02 6880038
02 6880038
Biglietti: intero 20€ - convenzionati 14€ ridotto over 65/under 25 10€ cumulativo (2 spettacoli) 28€ mercoledì posto unico 10€
500 biglietti a 5€ per Social Street Isola
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
02 27002476
02 27002476 - www.teatrodelburatto.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prenotazioni : orario da lunedì a venerdì 10.00/13.00 -14.00/18.00
La Biglietteria presso il Teatro Verdi è aperta solo nei giorni di spettacolo
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