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Dal 24 gennaio al 2 febbraio non perdetevi LA COSCIENZA DI ZENO al Teatro Carcano di Milano.
Dopo l’enorme successo di critica e di pubblico ottenuto in occasione debutto nazionale a gennaio 2013 e della successiva tournée, nella ripresa della stagione 2013/14 la produzione del Teatro Carcano LA COSCIENZA DI ZENO torna in sede dal 24 gennaio al 2 febbraio per nove recite straordinarie. Nel corso della tournée lo spettacolo toccherà, tra le altre, le piazze di Trento (6-10 febbraio), Trieste (12-16 febbraio), Cagliari (19-23 febbraio), Napoli (18-23 marzo), Monza (27-30 marzo), Bergamo (1-6 aprile), Bologna (11-13 aprile).
Due le variazioni di distribuzione rispetto alla scorsa stagione: nei ruoli del dott. S./Giovanni Malfenti reciterà Nino Bignamini, mentre il ruolo di Alberta Malfenti verrà sostenuto da Margherita Mannino.
Protagonista nel ruolo di Zeno Cosini Giuseppe Pambieri, attore tra i più versatili del nostro teatro, che tratteggia il suo personaggio con tocchi insieme ironici e meditativi. La regia, nitida e elegante, è firmata da uno dei maestri del teatro italiano e internazionale, Maurizio Scaparro, che vince in scioltezza la non facile scommessa di portare sulla scena il capolavoro sveviano, non catalogabile come romanzo d’azione o d’intreccio, bensì libro d’iniziazione e introspezione. Scaparro fa proprio lo storico adattamento che Tullio Kezich realizzò per il teatro nel 1964, primo interprete, nello stesso anno, Alberto Lionello, seguito nel 1987 da Giulio Bosetti con la regia di Egisto Marcucci e nel 2002 da Massimo Dapporto con la regia di Piero Maccarinelli.
La coscienza di Zeno e Maurizio Scaparro sono entrati nella terna dei finalisti del Premio Le Maschere del Teatro 2013 per il migliore spettacolo e la migliore regia.
La coscienza di Zeno altro non è che la storia di un piccolo e insignificante uomo dell'inizio del XX secolo, che incarna l'arte di sopravvivere e lo spirito di adattamento dell'uomo contemporaneo, afflitto dai mille mali della vita moderna. Alla banalità di quest'uomo si sommano: la nascita della psicoanalisi, lo scoppio di una guerra mondiale e la visione dell'olocausto nucleare. Per il nostro teatro questo spettacolo è il tentativo di proseguire nella rappresentazione dei grandi temi della drammaturgia contemporanea. Un grande testo per un grande Giuseppe Pambieri.
Sullo sfondo di una Trieste cosmopolita e mercantile ma anche crogiolo culturale della mitteleuropa tra la fine della Belle Epoque e la Prima Guerra Mondiale, si svolge la vicenda di Zeno Cosini, che, partendo da una seduta psicanalitica, evoca i momenti salienti della sua vita (la morte del padre, l’amore non ricambiato per una fanciulla, il matrimonio di ripiego con una sorella di lei, la rivalità con il cognato Guido - che muore suicida - la relazione extraconiugale con Carla).
Fragile e inadeguato di fronte ai cambiamenti della società, pieno di tic e di nevrosi, si dichiara “malato”, ma la sua malattia è tutta di origine psicologica. Di fronte alla vita Zeno riesce però sempre a mantenere un atteggiamento ironico e distaccato (“La vita non è né brutta né bella, ma è originale”) che gli permetterà di capirla meglio e , quindi, di crescere; uomo nuovo in cerca di un modo di essere plausibile in un mondo che sembra sfuggirgli. Sarà lui a dire il bellissimo, inquietante monologo finale sulla ferocia e l’inutilità di quella guerra che di lì a poco avrebbe rivoluzionato tutto.
Al Teatro Carcano di Milano da venerdì 24 gennaio a domenica 2 febbraio 2014
Giuseppe Pambieri
LA COSCIENZA DI ZENO
di Tullio Kezich dal romanzo di Italo Svevo
con Nino Bignamini, Giancarlo Condé
e con (in ordine alfabetico)
Silvia Altrui, Guenda Goria, Margherita Mannino, Marta Ossoli, Antonia Renzella, Raffaele Sincovich, Anna Paola Vellaccio, Francesco Wolf
Scene di Lorenzo Cutùli - Costumi di Carla Ricotti - Musiche di Giancarlo Chiaramello
Regia di Maurizio Scaparro – Produzione Teatro Carcano
Personaggi e interpreti
Zeno Cosini - Giuseppe Pambieri;
Il dott. S./Giovanni Malfenti - Nino Bignamini;
Il dott. Coprosich/Enrico Copler - Giancarlo Condé;
Guido Speier - Francesco Wolf;
Luciano - Raffaele Sinkovic;
La signora Malfenti - Anna Paola Vellaccio;
Augusta Malfenti - Antonia Renzella;
Ada Malfenti - Guenda Goria;
Alberta Malfenti - Margherita Mannino;
Anna Malfenti - Silvia Altrui;
Carla Gerco - Marta Ossoli
ORARI
feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo (28 e 29 gennaio solo diurne per le scuole)
PREZZI
€ 34,00/25,00 (studenti € 15,00/13,50) – Durata: 2 ore + intervallo
E’ valido l’abbonamento “Invito a Teatro”
Per informazioni e prenotazioni: 02 55181377 – 02 55181362
Per scuole e gruppi organizzati: Progetto Teatro 02 5466367 – 02 55187234
Prevendite on-line: www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it
Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano – www.teatrocarcano.com
Al Teatro Franco Parenti l’anno ricomincia all’insegna del grande spettacolo!
Ecco a voi i debutti per il mese di Gennaio 2014: tanti appuntamenti da non perdere!
Dal 7 all’ 11 gennaio 2014
Sala Grande
L’ORIGINE DEL MONDO spettacolo in 3 quadri con Daria Deflorian, Federica Santoro e Daniela Piperno scritto e diretto da Lucia Calamaro
Dal 7 al 19 gennaio 2014
Sala 3
DUE PASSI SONO regia, testi ed interpretazione Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi scene e costumi Cinzia Muscolino
luci Roberto Bonaventura
dall’ 8 al 19 gennaio 2014
Sala AcomeA
Roberto Herlitzka
IL SOCCOMBENTE
ovvero il mistero Glenn Gould
di Thomas Bernhard
riduzione dall’omonimo romanzo di Ruggero Cappuccio
con Roberto Herlitzka e con Marina Sorrenti
regia Nadia Baldi
traduzione Renata Colorni
dal 14 al 19 gennaio 2014
Sala Grande
TRE ATTI UNICI DA ANTON CECHOV
ideazione e regia di Roberto Rustioni
drammaturgia Chiara Boscaro
coreografie Olimpia Fortuni
con Antonio Gargiulo, Valentina Picello, Roberta Rovelli, Roberto Rustioni
dal 22 gennaio al 2 febbraio 2014
Sala Grande
Leo Gullotta
PRIMA DEL SILENZIO di Giuseppe Patroni Griffi con Leo Gullotta e con Eugenio Franceschini con le apparizioni di Sergio Mascherpa, Andrea Giuliano e con l’apparizione speciale di Paola Gassman regia Fabio Grossi
Dal 23 gennaio al 2 febbraio 2014
Sala AcomeA
IL TORMENTO E L’ESTASI DI STEVE JOBS tratto da “The Agony and Ecstasy of Steve Jobs”
di Mike Daisey
traduzione e adattamento di Enrico Luttmann
con Fulvio Falzarano
video di Cristina Redini
luci di Paolo Giovanazzi
regia Giampiero Solari
Per info:
Dal 7 al 12 gennaio SHITZ – PANE, AMORE E... SALAME nella sala Bausch del Teatro Elfo Puccini
SHITZ – PANE, AMORE E... SALAME
liberamente tratto da Hanock Levin
regia e drammaturgia Filippo Renda
con Mauro Lamantia, Valentina Picello, Matthieu Pastore, Mattia Sartoni, Simone Tangolo
musiche originali Filippo Renda, Simone Tangolo
traduzione Matthieu Pastore
Idiot Savant/Ludwig
Premio speciale della giuria critica al Festival Scintille di Asti
Premio per il miglior spettacolo di prosa al Festival Spoletopen
Shitz racconta la storia di una famiglia ebrea di epoca contemporanea; Shitz, il padre, e Setcha, la madre, non desiderano altro, per la propria realizzazione, che far sposare la figlia Shpratzi.
Finalmente, ad una festa, l'emarginata Spratzi incontra Tcharkés, un giovane arrivista dalle velleità imprenditoriali. I due subiscono uno strano e poco credibile colpo di fulmine e decidono, la sera stessa, di sposarsi.
Rielaborando il testo di Hanock Levin, il maggiore, anche se controverso, drammaturgo israeliano, noto per le sue lucide e irridenti indagini sui grandi personaggi biblici, Filippo Renda tenta di cogliere i lati più grotteschi ed estremi della vicenda familiare volendo esaltare l’umorismo della cultura Yiddish e la profondità della riflessione sociale che esce dalla narrazione di una realtà apparentemente limitata, ma capace di rompere i suoi confini per farsi universale.
Una satira che condanna l'inanità di ogni voracità umana: la sete del palato, quella di potere, quella di affermazione del proprio Io (non insieme agli altri, ma attraverso gli altri). Un cabaret spietato, recitato senza vittimismo: ciò che fa tanta pena è la grande convinzione di poter realizzare i propri intenti/istinti, riempirsi di desideri fino a scoppiarne.
Gli attori aderiscono persino fisicamente ai personaggi e manifestano attitudini canore nei tanti siparietti dal contenuto assai prosastico, nei quali si possono declamare la passione per le patatine o il triste destino dei testicoli, dai venti anni all’età senile. Tra rancori, vecchi e nuovi, che sconfinano nell’odio senza ombra di tensione, l’esibizione gratuita del più rancido cinismo scava nell’ossessione della carne – da offrire in pasto al proprio stomaco o da offrire agli appetiti sessuali del marito – e in quella del tempo che passa, troppo in fretta o troppo lentamente a seconda degli scopi da raggiungere.
Tutto avviene sotto lo sguardo sconcertato e poi indifferente del musicista (Simone Tangolo, autore delle musiche con il regista), parte integrante di una storia in cui il marito stritolatore viene a sua volta stritolato dal sistema che ha contribuito a sostenere.
Idiot Savant La compagnia nasce nel 2010 dall’incontro di alcuni allievi della scuola del Piccolo Teatro di Milano e dall’esigenza di mettere in rete idee, necessità e risorse legate alla messa in scena. Nel 2010 lavora attorno alla drammaturgia di Filippo Renda, Rat boo – Esorcismo di uno Stabat Mater e nel 2011 alla creazione del primo spettacolo: Shitz – pane, amore e... salame. Per questo lavoro viene coinvolta l’attrice Valentina Picello, che entra a far parte della compagnia. Lo spettacolo viene presentato all’interno di numerosi Festival, rassegne e stagioni. Altri riconoscimenti individuali della compagnia sono i premi Hystrio alla vocazione 2012 a Matthieu Pastore e Mauro Lamantia.
Filippo Renda è tra i fondatori di Idiot Savant. Nel 2009 dirige per il teatro Gebel Hamed di Trapani, Il Grigio di G. Gaber. Lavora come assistente alla regia al fianco di Luca Ronconi (La Modestia, Santa Giovanna dei Macelli), Renzo Martinelli, Roberto Rustioni, Bruno Fornasari (Push-up 1-3) e più di recente Ferdinando Bruni (Romeo e Giulietta) e Francesco Frongia (Alice Underground). Conosce il regista Benedetto Sicca, con cui avvia una collaborazione stabile. Entra a far parte della associazione culturale Ludwig – officina di linguaggi contemporanei, di cui Sicca è presidente.
Elfo Puccini, sala Bausch, corso Buenos Aires 33, Milano
Da martedì 7 a domenica 12 gennaio, ore 19.30
Posto unico € 15
Informazioni e prenotazioni 02.0066.06.06
Da martedì 7 a domenica 12 gennaio non perdetevi “Il vecchio principe e le sue avventure nei corridoi di un ospizio – primo studio sulla terza età” al teatro Elfo Puccini
Il vecchio principe e le sue avventure nei corridoi di un ospizio – primo studio sulla terza età
di Manuela De Meo, Vincenzo Occhionero, Pietro Traldi
regia Cèsar Brie
scene Daniele Cavone Felicioni, Giacomo Ferraù, Catia Caramia
costumi Anna Cavaliere
musiche Chango Spasiuk
con Manuela De Meo, Vincenzo Occhionero, Pietro Traldi
produzione Teatro Presente
I vecchi sono come i bambini:
vogliono che ci si occupi di loro ma ai vecchi nessuno ci fa caso.
Anton Cechov (Zio Vanja)
In un ospedale geriatrico Vecchio, un paziente anziano, dice di venire da una stella dove ha lasciato un fiore. Antoine, l'infermiere che si prende cura di lui, lo ascolta e a volte si spazientisce perché Vecchio si alza di notte, parla con persone che non ci sono ed è preoccupato per il fiore che ha abbandonato.
Il giorno delle visite arrivano il primario, un nipote ubriacone, una nipote manager sempre attaccata al cellulare e un altro visitatore che accende e spegne le luci di continuo. Vecchio si sente solo nell'ospedale, cerca gli uomini nei corridoi deserti, confonde i lampioni con le stelle e sogna il suo fiore col quale contemplava l'alba.
Antoine resterà sempre più affascinato da questo vecchio folle e fragile che, apparentemente senza logica, rimane profondamente coerente con sé stesso e con il suo amore. Quando Antoine capisce che Vecchio gli sta insegnando un altro modo di vivere, Vecchio si accorge che è ora di tornare al suo pianeta.
Ho 60 anni, l'età in cui si comincia a pensare di essere vecchi e a desiderare tanto che qualcuno si occupi di noi. Ho così immaginato insieme al gruppo un Vecchio Principe al qualel'Alzheimer apparentemente fa perdere la memoria (o forse recuperarla). Ho lavorato con gli attori creando immagini e metafore sul tema dell'abbandono, dell'essere inermi, dell'amicizia e del prendersi cura.
César Brie
Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33
Milano
Martedì/sabato ore 21:00
Domenica ore 16:00
Prezzi: intero € 30.50
Ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20
Durata: 50 minuti
Indira Fassioni
Questa volta Nerospinto suggerisce un evento molto in linea con lo spirito delle festività che stiamo vivendo, Il Consiglio di Zona 1 di Milano ritiene significativo presentare proprio durante il periodo natalizio la proposta teatrale di Teatro Officina, sulla figura di Papa Roncalli. Si tratta di un lavoro teatrale che potrà interessare ed intrattenere non solamente le persone che hanno interessi di natura spirituale ma anche tutti coloro che semplicemente rimangono affascinati dal carisma della figura religiosa o sono impressionati dall'aspetto umano della persona, stiamo parlando di "IL SUO NOME ERA GIOVANNI Storia di un Papa nato e morto povero".
Ricordato per la bontà e la sensibilità profonde, manifestate nelle parole come nelle opere, questo Papa e' divenuto nell'immaginario collettivo una figura estremamente popolare.
Lo spettacolo che ha aperto la stagione 2013/2014 del Teatro Offcina registrando il tutto esaurito viene replicato domenica 22 dicembre 2013, alle ore 16, presso il Teatro alle Colonne (Corso di Porta Ticinese, 45).
Un evento a ingresso gratuito che racconta, attraverso la presenza di quattro attori (un uomo, un giovane, una donna e una giovane) la vita del Papa Buono che nel volgere di nemmeno cinque anni di pontificato impresse alla Chiesa svolte decisive – fra cui il Concilio Vaticano II di cui ricorre quest’anno il cinquantennale.
Lo spettacolo "IL SUO NOME ERA GIOVANNI" rappresenta per il Teatro Officina una responsabilità intellettuale, un rinnovato impegno civile e morale, la testimonianza verso gli ultimi che abitano quel luogo teologico che solo oggi, agli occhi di molti, sono le cosiddette periferie.
Stagione 2013-2014
Domenica 22 dicembre - 16.00
Teatro alle Colonne, Corso di Porta Ticinese 45, Milano
“IL SUO NOME ERA GIOVANNI _ Storia di un Papa nato e morto povero”
Produzione Teatro Officina.
Regia Antonio Grazioli.
Durata 70 minuti
INGRESSO LIBERO E GRATUITO FINO A ESAURIMENTO POSTI
Per informazioni:
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tel. 02 2553200
Nerospinto ha il piacere di presentarvi l'iniziativa 'VERDI A MILANO’ la città intera celebra infatti il bicentenario dalla nascita di Giuseppe Verdi, sono stati organizzati 80 tra eventi, mostre e concerti dedicati al grande compositore. Il progetto, partito il giorno della nascita di Verdi, 10 ottobre (1813), proseguirà fino al prossimo 27 gennaio (giorno della sua morte nel 1901).
Il programma prevede il coinvolgimento di diversi teatri, orchestre, cinema, associazioni e istituti culturali, anche perché Verdi, durante la sua lunga vita a Milano, la scelse come città di adozione, ha abitato e frequentato, lasciando tracce di sé in molti luoghi della città.
'VERDI A MILANO’ vuole celebrare non solo il grande musicista e compositore, ma anche l’intellettuale e l’uomo, che era profondamente inserito nel contesto culturale, sociale e anche politico della Milano dell’Ottocento, non solo concerti e rappresentazioni delle sue opere quindi, ma anche mostre, incontri pubblici che ne approfondiscano la figura, letture sceniche, film e persino due app che ci accompagnano in un viaggio,“VERDI E MILANO” alla scoperta dei luoghi verdiani di Milano, "GIUSEPPE VERDI – MASTER COMPOSERS” tra i suoi documenti, lettere e spartiti.
Oltre al Teatro della Scala, tempio della musica verdiana, che rappresenterà a fine 2013 tre grandi opere di Verdi; Aida, Don Carlo e Traviata, una giornata è stata dedicata al musicista da Radio Popolare, il 10 ottobre appunto, la sua musica sarà protagonista dal 29 al 30 ottobre al Teatro degli Arcimboldi, troviamo anche delle mostre a Palazzo Morando Costume Moda e Immagine, Palazzo Moriggia e al WOW Lo Spazio Fumetto.
Ė in quest'ottica che si colloca la mostra presso le sale della GAM - Galleria d’Arte Moderna, in via Palestro 16, dove viene rappresentato l’inedito rapporto tra “GIUSEPPE VERDI E LE ARTI”. Un percorso che documenta- attraverso una selezione di dipinti, sculture, bozzetti, costumi e fotografie - gli episodi più significativi di collaborazione degli artisti alle opere verdiane e approfondisce il tema dei rapporti di amicizia di Verdi con alcuni esponenti del mondo artistico, in particolare Domenico Morelli, Francesco Hayez, Vincenzo Gemito, Giovanni Boldini. Le opere in prestito si alternano, in un percorso articolato attraverso le sale monumentali del primo piano della Villa Reale, alle collezioni della GAM, che conservano una serie di testimonianze significative degli ambienti letterari e musicali della Milano ottocentesca e degli artisti legati da vicende anche biografiche a Giuseppe Verdi. La Galleria d’Arte Moderna di Milano, è luogo considerato “verdiano” per i legami delle sue collezioni con la vicenda artistica e biografica del maestro, la mostra è a cura di Paola Zatti con Fernando Mazzocca, Angelo Foletto e Vittoria Crespi Morbio.
L'esposizione al GAM così come gli altri eventi previsti in memoria di Verdi, sono un modo di conoscere e apprezzare il grande compositore che ha fatto la storia della musica, e che ci ha lasciato capolavori che a tutt'oggi sono famosi, amati e rappresentati in Italia e all'estero.
GIUSEPPE VERDI E LE ARTI - Dal 5 Dicembre 2013 al 23 febbraio 2014
GAM, Via Palestro 16, Milano
Da martedì a domenica dalle 9.00 alle 13, dalle 14 alle 17.30
Ingresso consentito fino a 15 minuti prima della chiusura.
Chiuso i lunedì non festivi: 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre
INGRESSO GRATUITO
Informazioni:
www.gam-milano.com
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www.facebook.com/galleriadartemodernamilano
Ha un cognome difficile da pronunciare ma che ormai non si può non ricordare, così come quell’esile figura contornata da un volto pallido e dai tratti rinascimentali, ora antico nei riccioli d’oro ora improvvisamente trasformato dalla dura intensità di uno sguardo, di un colore e un taglio di capelli dettati dal personaggio di turno. Sono tantissime le donne vissute dentro il corpo di Alba Rohrwacher, rapita subito dai migliori registi italiani dopo una prima formazione teatrale e il diploma in recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, per il quale ha lasciato la natìa Firenze forse senza sapere fin dove il suo talento l’avrebbe portata, quale impegno totalizzante sarebbe diventato il mestiere di attrice. La scelta dell’impegno è evidente nell’amore e nella dedizione al ruolo dimostrata film dopo film, senza concedere spazio alla frivola vanità e all’autocompiacimento: passa dal criptico “Io sono l’amore” di Luca Guadagnino al surreale dramma soldiniano “Il comandante e la cicogna” con la leggerezza di uno sguardo sottilmente colmo di varietà espressive, prestato a racconti mai banali e lontani dal vissuto. Partecipa alla storia con tutto il peso della sofferenza, della malattia, della mancanza di certezze quando entra nella vicenda di Eluana Englaro raccontata da Marco Bellocchio in “Bella addormentata” o nella disturbata figlia de “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati, concedendosi poca leggerezza, lasciando ancora in larga parte inesplorata la vena comica. Non è un percorso mentale ma profondamente carnale, fisico, quello che passa attraverso lo schermo dando alla finzione un carico di verità sempre più netto negli ultimi “Via Castellana Bandiera” e “Con il fiato sospeso”, presentati al Festival di Venezia, percorsi di libertà creativa di una Sicilia piena di contraddizioni, stanca dell’immobilità esistenziale. Alba si tuffa con trasporto da protagonista ancora una volta cogliendo una nuova sfida con se stessa e con il suo lavoro, continuando a costruire una dimensione interpretativa molto più ampia del legame con un set e con una sceneggiatura da eseguire: la forza della ricerca di senso, della motivazione racchiusa tra parole e gesto, penetra e rimane nello spettatore affascinato dalla verosimiglianza, perché un personaggio interiorizzato diventa con naturalezza un altro sé, un modo per parlare delle proprie emozioni senza ricorrere al gossip. Non è l’ultimo fidanzato o la vacanza a Formentera a ricordarci di questa leggiadra e potentissima attrice della nuova generazione cinematografica, è la scelta di incarnare la qualità e l’impegno artistico per crescere consapevolmente nella strada intrapresa.
Un nuovo spettacolo arricchisce la già ricca stagione del Teatro Delfino, sempre pronto a riserbarci sorprese entusiasmanti.
Dal 14 al 17 dicembre, alle ore 21.00, domenica ore 16.00 (lunedì riposo), andrà in scena lo spettacolo “Lo stesso giorno, il prossimo anno”, diretto dal regista Federico Zanandrea e liberamente tratto dalla commedia di Bernard Slade “La stessa ora, l’anno prossimo”
La commedia narra di due personaggi-persone, Doris e George, che s’incontrato in una fredda sera qualunque del febbraio 1951. Entrambi fuori casa per motivi diversi, entrambi trincerati nei loro personalissimi universi di-versi.
Una bistecca è il classico mazzo di fiori che fa scattare la scintilla, ed in men che non si dica i due si ritrovano in una camera di motel, in California. Entrambi sposati, entrambi con figli, sono stati folgorati da un amore folle ed irreale, che spazia oltre i limiti degli oneri e degli onori.
Decidono assieme di ritrovarsi un anno dopo, lo stesso giorno, alla stessa ora, nella medesima camera di motel che conobbe il loro pazzo amore. Anno dopo anno, sempre lo stesso incontro, sempre la stessa promessa per trent’anni, che li farà scoprire cambiati, come chiusi in una bolla spazio temporale mentre il mondo attorno a loro è in continuo mutamento. Dal febbraio 1951 al febbraio 1981.
Federico Zanandrea, il regista, commenta così lo spettacolo:
“Leggendo la commedia non puoi che rimanere innamorato dalla delicatezza delle parole, dall’ironia e dalla semplicità di una storia di amore vissuta una volta l’anno, un weekend speciale, lo stesso, ogni anno, per trent’anni. Nelle parole dei due protagonisti si raccontano gli eventi mondiali, le guerre, le paure, i sogni, le ambizioni; tutto rimane fuori da quella stanza d’albergo, non si vede, ma lo leggiamo negli occhi dei due interpreti”
“Quella stanza” prosegue Zanandrea, “ è un rifugio, dove i due protagonisti sono liberi di rivelarsi, di essere se stessi, di sognare; George e Doris si sentono al sicuro in quella camera e proprio per questo riescono ad essere così vicini l’uno all’altro da parlare la stessa lingua, pur provenendo da mondi tanto distanti.”
Al di fuori del loro mondo, la sorte imperversa, ma gli amanti sono stati capaci di costruire e condividere uno spazio unico ed universale, diverso da ogni altro. Fuori dal loro amore, la guerra, caduta di idoli e dei, nascita di nuove società.
Gli dice lei:"Ci conosciamo da così tanto tempo… che se senti freddo, a me viene da starnutire!".
Le risponde lui: "Tanto tempo? Un giorno all’anno, ci conosciamo da una ventina di giorni, abbiamo si e no rotto il ghiaccio"…
“Lo stesso giorno, il prossimo anno”
Con Laura Locatelli e Diego Baldoin, regia di Federico Zanandrea
Dal 14 al 17 dicembre 2013 - ore 21.00, domenica ore16.00 – lunedì 16 riposo
Teatro Delfino – Via Dalmazia 11, 20162 Milano
Prezzo biglietto 18 euro - www.teatrodelfino.it
Il 2014 comincia in difesa delle donne. Dal 15 gennaio al Teatro Oscar di Milano “DonneTeatroDiritti”, 6 spettacoli su donne, diritti e libertà.
Cuore della stagione al Teatro Oscar di Milano, al suo quinto anno il Progetto DonneTeatroDiritti (DtD) presenta 6 spettacoli di cui una produzione in prima assoluta e cinque ospitalità: dal 15 gennaio fino al 25 maggio 2014 si darà rilievo a quelle sensibilità di donne, abili mani e menti trasgressive, che fanno dell’arte il proprio strumento di rivolta contro il Potere, o, viceversa, fanno del Potere la propria arte.
Parliamo di donne di potere come le regine Maria Stuarda di Scozia e Elisabetta d’Inghilterra (LE REGINE. ELISABETTA VERSUS MARIA STUARDA – dall’8 al 25 maggio 2014 in prima assoluta con la regia di Alberto Oliva), donne che il potere ha cercato inutilmente di distruggere e dimenticare come Hana Brady (ULTIMA CORSA – In memoria della Shoah – il 28 gennaio 2014, ideazione Monica Cagnani), e Alice Herz Sommer (ALICE: 88 TASTI NELLA STORIA – dal 30 gennaio al 2 febbraio 2014, una produzione Note di Quinta con il patrocinio della Fondazione Memoria della Deportazione), donne che sfidano la modernità con la loro arte e intelligenza come la giornalista Camilla Cederna (NOSTRA ITALIA DEL MIRACOLO – dal 15 al 19 gennaio 2014 con Maura Pettorruso e la regia di Giulio Costa) o la scienziata Rita Levi Montalcini (MeRITA – dal 27 al 29 marzo 2014 di Cristian Mascia), o ancora donne che per il loro solo esistere hanno smosso coscienze e dibattiti (UNA QUESTIONE DI VITA E DI MORTE – Veglia per E.E. – dal 19 al 23 marzo 2014, di e con Luca Radaelli).
Quest’anno, il progetto DonneTeatroDiritti (DtD) si estende e coinvolge al suo interno nuovi partner: il Teatro Verdi di Milano e la Fondazione Cineteca Italiana – Spazio Oberdan. Entrambi presenteranno, all’interno del loro calendario, spettacoli o film che proseguano e sviluppino la linea tracciata da PACTA sul tema DONNE E POTERE.
Il progetto DtD nasce dalla speranza concreta di cambiare il futuro di bambini, donne e soggetti cosiddetti ‘altri’ di tanti Paesi, interrompendo il legame esistente tra ignoranza, ingiustizia e povertà. DtD è un progetto che unisce, che va condiviso con altre realtà. Per questa ragione, quest’anno ho chiesto a coloro che potevano essere interessati a svilupparlo di unirsi a noi. È il caso del Teatro Verdi e della Fondazione Cineteca Italiana. È soprattutto alle nuove generazioni che ci rivolgiamo, affinché tutto il materiale proposto (spettacoli, film, documentari, dibattiti) costituisca uno strumento di conoscenza. Anzi di più, un insegnamento non solo finalizzato a una sempre maggiore consapevolezza dei propri diritti, ma anche al riconoscimento che a ogni nostro diritto corrisponde il diritto dell’altro, che per noi diventa quindi dovere.
Annig Raimondi
INFO
Teatro Oscar, Via Lattanzio 58, 20137 Milano
MM3 - Staz. Lodi T.I.B.B. | Tram: linea 16 Fermata Tito Livio - Lattanzio | Filobus: linea 92 - Fermata Umbria – Comelico
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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tel: 02.36503740
Orari spettacoli:
Martedì – Sabato ore 21,00 Domenica ore 17,00
Orari biglietteria:
Lunedì – Sabato dalle 16,00 alle 19.00 e dalle 19.30 alle 21.00 Domenica dalle 15,30 a inizio spettacolo
Costo biglietti:
Intero €24 Ridotto e Convenzioni €18 Under 25/Over 60 €12 CRAL e gruppi €10 (min 10 persone) Prevendita €1,50
Costo abbonamenti:
Carta amici di Pacta 6 spettacoli* €60,00 Carta Tandem 2 ingressi a 2 spettacoli* €38,00 Carta All You Can See (carta personale) ingressi illimitati a tutti gli spettacoli* €100,00 Abbonamento DonneTeatroDiritti (carta personale) 6 spettacoli della rassegna DtD €45,00.
* esclusi MITO, Oscar per tutti e Teatro in Matematica
Mercoledì 4 dicembre debutta Niente più niente al mondo, di Massimo Carlotto, in scena fino al 15 dicembre al Teatro Franco Parenti di Milano.
Doppia rivelazione in questo potente spettacolo: quella di un giovane talento della regia, Fabio Cherstich e quella della sorprendente interpretazione di Annina Pedrini. Niente più niente al mondo di Massimo Carlotto è una storia fulminante che non concede scampo; racconto in prima persona di una madre che ha appena ucciso la figlia.
Nelle sue parole sfilano le immagini di una vita perduta, una vita come tante. Anche lei è stata ragazza, con sogni ed entusiasmi. Ha sposato un operaio metalmeccanico nella Torino degli anni Settanta, ha avuto una figlia e ha sognato un futuro diverso.
Poi la vita, o l’ingiustizia di questo nostro sistema, ha ucciso ogni speranza. Disoccupazione per il marito, servizio a ore per lei nelle case dei più fortunati, una figlia che non segue le sue aspirazioni di farla diventare una velina, anche solo una prostituta, purché di lusso, fuori dalla miseria quotidiana, dal mondo dei perdenti. Come in un delirio, a volte grottesco, a volte straziante, ma mai patetico, la donna rievoca la propria storia e quella della sua famiglia, mentre snocciola un rosario di cifre, di prezzi, di marche di prodotti, di promozioni, di trasmissioni TV: tutto il suo universo “culturale” in cui la miseria spirituale è parallela a quella economica.
4 - 15 dicembre 2013
Sala 3
NIENTE PIÙ NIENTE AL MONDO
di Massimo Carlotto
con Annina Pedrini e Annalisa Urti
regia e spazio scenico Fabio Cherstich
luci Gigi Saccomandi
costumi Sarah Grittini
Produzione Teatro Franco Parenti
BIGLIETTI
Intero €25
Over60/Under25 €12.50
Convezione €17.50
ORARI
mart - giov - ven - sab h.21.00;merc h. 20.00;dom h. 16.00
*lunedì riposo
INFO
Biglietteria 0259995206
Teatro Franco Parenti
Via Vasari,15
20135 - Milano
tel. 02 59 99 52 17
cel. 346 417 91 36 – 339 23 26 159
www.teatrofrancoparenti.it
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