Il Piatto di Federico II: viaggio culinario attraverso i luoghi dello Stupor Mundi
Il progetto si propone di portare alla luce le tradizioni culinarie legate alla figura di Federico II, rendendo omaggio alla sua eredità storica e culturale attraverso il gusto e la tradizione
Dopo il successo delle prime due edizioni del "Piatto di Federico II" nel 2021 e 2022, promosso dall'Assessorato alla Giostra del Comune di Monselice e con la partecipazione della Giostra della Rocca, dell’Ascom Confcommercio e della Pro Loco di Monselice, il 2023 e il 2024 vedono crescere ulteriormente questa iniziativa, che si espande verso nuovi orizzonti, collegandosi a città simbolo della vita di Federico II
Il percorso dello Stupor Mundi, che prende il viaa Monselice, intende far conoscere a livello nazionale le numerose iniziative della città, come la Giostra della Rocca e le attività enogastronomiche dei ristoranti, valorizzando le tipicità locali. Grazie all'ideazione del giornalista enogastroturista Maurizio Drago, il progetto "Il Piatto di Federico II" si estende a Jesi, Altamura e Palermo, città fondamentali nella vita dell'Imperatore.

L'iniziativa coinvolge chef e ristoratori di queste località, i quali si cimenteranno nella creazione di piatti ispirati alla cucina del Medioevo, periodo in cui Federico II ha lasciato il segno. Attraverso incontri ed eventi tematici, si promuoveranno le tradizioni culinarie di ogni luogo, con particolare attenzione agli ingredienti e ai prodotti utilizzati durante il regno di Federico II. Il Sindaco del Comune di Monselice, Giorgia Bedin, sottolinea l'importanza di quest'iniziativa nel promuovere la cultura enogastronomica locale e nel valorizzare il patrimonio storico e artistico del territorio. L'assessore alla Giostra, Luca Piccolo, aggiunge che l'obiettivo è di far conoscere il territorio anche al di fuori dei confini locali, coinvolgendo altre regioni italiane dove Federico II ha lasciato il segno.

“Oggi l’enogastronomia non è più solo sinonimo di buon cibo – afferma Federica Pagliarone, giornalista food&travel e responsabile ufficio stampa Il Piatto di Federico II - ma una vera e propria esperienza emozionale, che consente di conoscere ed apprezzare le eccellenze di un territorio, non solo dal punto di vista culinario, ma anche storico, artistico e culturale. Il cibo, infatti, è un potente veicolo di marketing territoriale per promuovere e attrarre visitatori verso le destinazioni. Cibo e turismo enogastronomico possono così diventare un binomio vincente nel rilancio dell’economia locale. Quest’unione crea infatti l’occasione per raccontare il territorio stesso con le sue peculiarità, comprendendo i luoghi anche attraverso la degustazione di prodotti tipici e di ricette storiche, della tradizione o innovative. Ed è proprio partendo da queste premesse che, su indicazione dell'assessore alla Giostra della Rocca Luca Piccolo e del Comune di Monselice (PD), da qualche mese sto lavorando assiduamente per promuovere la manifestazione Il Piatto di Federico II a livello nazionale, valorizzando i piatti presentati durante le due edizioni 2021 – 2022 all’interno di prestigiose trasmissioni televisive nazionali inerenti enogastronomia, cultura e turismo, come TG2 Eat Parade RAI2, GUSTO Tg5 Mediaset, MAG Italia 1, Sì Viaggiare Rai2, TGR Rai3, Geo&Geo, etc. Il tutto con l'intento di accrescere la visibilità di Monselice e dei luoghi federiciani ad essa collegati”.

Anna Maria Pellegrino, presidente dell’Associazione Italiana Foodblogger dichiara: “L’attualità di Federico II, Stupor Mundi, a distanza di oltre settecento anni dalla sua morte, si palesa nella capacità di accostare e unificare culture diverse. Come è accaduto e ancora accade alla Dieta Mediterranea, patrimonio Unesco, erroneamente considerata una semplice lista di ingredienti, dimenticando che è la magnifica somma di identità e culture gastronomiche differenti. Ecco che l’Imperatore, avido di sapere fin da piccolo, integrò in modo sublime i saperi ed i sapori della tradizione latino-germanica con quella siculo-mussulmana-ebraica. Grazie a lui nei primi decenni del 1300 il mangiare siciliano, assieme alla poesia, costituì la prima cultura gastronomica italiana e, citando Dante, “in quegli anni tutto ciò che gli italiani mangiavano era siciliano”. L’imperatore svevo, quindi, rese possibile la felice sintesi di tradizioni gastronomiche diverse, fondendole e mettendole in pratica, rivoluzionando così non solo il “ricettario” dell’epoca ma anche quelli a venire”.
Francesca Luna Noce
Freelance under 30 con il chiodo fisso del mangiare e bere bene. Estremamente curiosa, cresce una nuova generazione di enotecnici fiorentini trasmettendo il suo entusiasmo con la penna e tra i banchi di scuola.
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