Olio Officina Festival 2026: a Rho dal 22 al 24 gennaio, l’olio si racconta attraverso i sensi
C’è un legame profondo, quasi ancestrale, che unisce terra, cultura e sensi. È lungo questo legame che prende forma la 15ª edizione di Olio Officina Festival, presentata a Milano il 14 gennaio 2026 dal presidente di Olio Officina, Luigi Caricato. Con parole lucide, appassionate e mai accomodanti, più che una conferenza stampa, un manifesto culturale che invita a ripensare l’olio per quello che è davvero: un alimento vivo, complesso, carico di storia e futuro.

Il tema scelto per il 2026 è la sensorialità. Una parola che qui smette di essere astratta e diventa esperienza concreta. L’olio non è solo gusto, ma anche profumo, consistenza, memoria, relazione. È un prodotto millenario, addomesticato dall’uomo migliaia di anni fa, che accompagna i gesti quotidiani della cucina e della cura e che oggi chiede di essere ascoltato con maggiore attenzione, oltre le semplificazioni e le categorie rigide.
Durante la presentazione è emersa con forza una delle battaglie storiche di Olio Officina: restituire dignità narrativa e libertà espressiva all’olio extra vergine di oliva. Un comparto che ha visto crescere in modo significativo la qualità media, ma che continua a essere frenato da una burocrazia miope e da una comunicazione obsoleta. L’olio resta l’unico alimento sottoposto a un panel test obbligatorio con valore sanzionatorio, uno strumento che rischia di diventare punitivo invece che conoscitivo, soprattutto per i produttori medio-piccoli. Il tema dell’etichetta è centrale: ridurre la complessità sensoriale di oltre cinquecento varietà di olivo a tre sole parole: fruttato, amaro, piccante, significa impoverire il racconto e disorientare il consumatore. Come ha sottolineato Caricato, descrivere un olio non è ingannare, ma rispettare chi lo acquista. Ogni bottiglia racchiude un territorio, una scelta agronomica, una raccolta, un clima; oggi, tra cambiamenti climatici e raccolte anticipate, gli oli sono sempre più diversi anche sul piano organolettico.
Accanto alla riflessione critica, Olio Officina Festival conferma la sua vocazione di laboratorio culturale multidisciplinare. Qui il pensiero dialoga con l’arte, la scienza incontra il design, la sensorialità si fa esperienza condivisa, racconto e consapevolezza. La parola scritta si intreccia con il teatro. Interviene anche il dott. Antonello Maietta illustrando il concorso dedicato al design dell’olio promosso in collaborazione con Olio Officina, un progetto pensato per valorizzare il packaging come strumento culturale e comunicativo, capace di fare da ponte tra il mondo oleario e altri settori creativi e produttivi.

Tra i libri citati spiccano “L’olio che parla ai sensi”, di Adele Bonaro, esperta di marketing e neuroscienze applicate, che esplora il valore della percezione sensoriale e del neuromarketing nel racconto digitale dell’olio, e “Breve storia dell’assaggio dell’olio” di Lorenzo Cerretani, oleologo e tecnologo alimentare, che ripercorre in modo rigoroso l’evoluzione dell’analisi sensoriale, mettendone in luce limiti, potenzialità e la necessità di un cambio di paradigma. Marisa Fumagalli con: “Te lo do io il design” un libro che smonta luoghi comuni e rigidità del progetto, riportando il design alla sua funzione più autentica: dare forma alle idee, migliorare l’esperienza delle persone e dialogare con l’uso quotidiano degli oggetti, olio compreso. “Io sono naso” di Ilaria Legato, consulente specializzata in hospitality, food e lifestyle. Infine, Guido Novaro porta il pubblico dentro una storia familiare e industriale che attraversa generazioni, presentando il suo libro “Liscio come l’olio”; un racconto che intreccia memoria privata e storia collettiva, ripercorrendo le vicende della famiglia Sasso, nome simbolo dell’olio italiano, tra intuizioni imprenditoriali, trasformazioni del mercato e passaggi chiave della cultura alimentare del Novecento. Un contributo che restituisce all’olio anche la sua dimensione narrativa, fatta di persone, scelte e visione nel tempo.
Il festival è anche emozione. Lo spettacolo Boccascena. Nel piccolo teatro del sapore, ispirato al pensiero di Rosalia Cavalieri, restituisce al gusto una dimensione poetica e corporea, ricordando che la bocca può essere considerata un teatro, in cui tutti i sensi collaborano alla percezione. Il design diventa strumento di racconto con un progetto triennale dedicato alle bottiglie d’autore: si parte nel 2026 dalla ceramica, per poi esplorare nel 2027 il vetro e chiudere nel 2028 con il metallo.
Fotografia, cinema, contributi scientifici e storici ampliano ulteriormente lo sguardo sull’universo dell’olio e dell’olivo nel Mediterraneo.
Grande attenzione sarà riservata alla formazione sensoriale, che qui cambia prospettiva. Non solo professionisti e appassionati, ma anche bambini e operatori sanitari saranno coinvolti in percorsi che utilizzano l’olio come strumento di stimolazione sensoriale, relazione e benessere. Si parlerà delle scuole di assaggio nate negli anni Ottanta, ma anche della necessità di superare un approccio basato esclusivamente sulla ricerca del difetto, per tornare a educare al riconoscimento del pregio e della qualità.
Ampio spazio sarà dedicato anche al rilancio dell’olio tra le nuove generazioni, una sfida culturale prima ancora che commerciale. Olio Officina Festival lavora per avvicinare i giovani a un linguaggio meno didascalico e più esperienziale, capace di parlare di gusto, identità e creatività. Laboratori, connessioni con il design, il digitale e il neuromarketing diventano quindi strumenti per trasformare l’olio da prodotto percepito come scontato a ingrediente contemporaneo, da scegliere con consapevolezza e curiosità.

Il Festival si svolgerà dal 22 al 24 gennaio presso il Centro Congressi Mantovani Furioli, in Corso Europa 228, a Rho, alle porte di Milano. Un contesto architettonico ampio e luminoso, capace di accogliere incontri, degustazioni, mostre e momenti performativi, favorendo un dialogo naturale tra pubblico, relatori e contenuti. In questo ambiente pensato per la condivisione e la riflessione, Olio Officina Festival propone un percorso articolato che intreccia cultura, esperienza sensoriale e visione, invitando il visitatore a esplorare l’olio non solo come alimento, ma come linguaggio, patrimonio e strumento di relazione contemporanea. che comprende:
- Incontri e dibattiti sul presente e sul futuro del comparto oleario
- Degustazioni guidate e laboratori sensoriali dedicati a oli, cibi e condimenti
- Masterclass e workshop tematici, anche sperimentali
- Presentazioni di libri e progetti editoriali
- Mostre di design, fotografia e iniziative culturali
- Workshop, spettacoli e momenti performativi legati ai sensi
Partecipare a Olio Officina Festival significa entrare in un luogo di pensiero e di esperienza, dove l’olio torna a essere cultura viva, racconto, identità. Un viaggio che invita a rallentare, ad ascoltare, a sentire di più e che lascia il segno ben oltre il momento della degustazione.
Sito ufficiale: https://www.olioofficina.it
Programma: https://www.olioofficina.it/olio-officina-festival/15a-edizione-2026/programma.htm
Masterclass: https://www.olioofficina.it/festival-degustazioni.htm
Luigi Caricato, scrittore, giornalista e oleologo, ha pubblicato per Mondadori Oli d’Italia (2001), Olio di lago (2010) e Atlante degli oli italiani (2015) e, presso altri editori specializzati, una nutrita serie di manuali e saggi. Per le edizioni Olio Officina ha dato alle stampe, in edizione bilingue italiano/inglese, Il grande libro dell’olio. Guida ragionevole ai migliori extra vergini del mondo in commercio, il primo volume nel 2021, il secondo nel 2024, pubblicazione altamente innovativa, con un taglio decisamente visual, interamente dedicata alla cultura olearia.
