‘’Game, set, match... oliva’’, Caffè Paszkowski vince il contest Reverso Martini di Florence Cocktail Week
La miglior “Oliva sotto Martini” di Firenze è quella di Nicolas Di Maria: in coppetta la taggiasca in salamoia con Orange Bitter, Havana, Veritas ed un battuto di origano, sedano, finocchietto, peperoncino e aglio
“Mi manca il sapore dell’oliva alla fine del Martini”. Era il periodo delle restrizioni post pandemiche, quando i cocktail bar d’hotel erano tra le poche realtà a poter restare aperte. E tra i tavolini del The Gritti Palace di Venezia, il commento di Paola Mencarelli ha ispirato un’idea: mettere l’oliva sotto i riflettori. È stato questo il seme del contest Reverso Martini, che ha preso vita durante i primi giorni della Florence Cocktail Week.
L’evento, ideato da Gintastico in collaborazione con Frantoio di Sant’Agata d'Oneglia, ha messo alla prova i migliori cocktail bar della città: Bar Berni (Four Seasons Hotel Firenze), Caffè Gilli, Caffè Paszkowski, Drinx by Il Gusto di Xinge Cocktail Bar, Giacosa, Gucci Giardino, La Ménagère, Rasputin Secret Cocktail Bar e Sevi Interior.

L’obiettivo era chiaro: creare la miglior “Oliva sotto Martini”, valorizzando l’equilibrio tra gin, vermouth e l’essenza aromatica dell’oliva. La giuria, composta da Serena Mela (Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia), Chiara Beretta (Finespirits Italia), Alfredo Del Bene (FOOD CLUB) e lo chef Niccolò Palumbo (Ristorante Paca di Prato), ha valutato le proposte in gara secondo quattro criteri: bilanciamento, tecnica, creatività e presentazione.
Un goal, quello del contest, semplice solo su carta. In un cocktail che nel corso dei decenni ha visto la sua formula super codificata, come valorizzare un ingrediente spesso relegato a ruolo decorativo, facendone l’elemento centrale ma senza compromettere la struttura del drink?
The winner is "Game, Set, Match… Oliva"
La risposta è arrivata dai nove Bartender in gara ma è stata quella di Nicolas Di Maria, head bartender di Caffè Paszkowski, a convincere i giudici.
“Game, Set, Match… Oliva” ha creato nel bicchiere un colpo di scena che non ha snaturato il cocktail ma lo ha arricchito. La salamoia, con la sua sapidità, è diventata il filo conduttore, legando gin e vermouth senza sovrastare nessuno dei due. L’Orange Bitter ha aggiunto una nota citrica che ha ben bilanciato l’amaro naturale della Taggiasca. Il gioco di battuto di origano, sedano, finocchietto, peperoncino e aglio è stata poi l'ennesima dimostrazione di come, in miscelazione, ogni ingrediente possa essere dosato per creare un cocktail ben bilanciato senza mai cadere nella trappola dell’eccesso, mantenendo rispetto per il Martini e per l'oliva stessa.

“Reverso Martini non è solo un contest ma un vero e proprio manifesto. Volevamo dimostrare che l’oliva può e deve avere un ruolo centrale nella mixology contemporanea e deve averlo nella formulazione di un cocktail. Il lavoro di Nicolas è stato illuminante in questo senso: ha colto lo spirito della sfida, trasformando un ingrediente simbolico come la Taggiasca in un’esperienza sensoriale completa. È questo il tipo di creatività che vogliamo sostenere e raccontare con questa attività: quella che osa, che rispetta la materia prima e che allo stesso tempo sa emozionare. Questo è solo l’inizio, vorremmo che Reverso Martini diventasse un appuntamento fisso delle Cocktail Week” ha affermato Federico Bellanca, direttore editoriale di Gintastico.

“Siamo entusiasti del successo di questa prima edizione del Reverso Martini, e della risposta così forte dei bartender coinvolti.” ha aggiunto Serena Mela, Direttrice Marketing e Commerciale del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia. “Il livello tecnico è stato altissimo, ma ciò che ci ha colpito di più è stata la capacità del vincitore di interpretare la nostra visione: un Martini in cui l’oliva non è solo una presenza decorativa, ma l’elemento su cui ruota il drink. Da anni lavoriamo per raccontare il valore dell’oliva taggiasca e dell’olio extravergine ligure, e vedere questi prodotti entrare in modo così autorevole nel mondo del cocktail è una soddisfazione enorme.’’

La serata si è conclusa al rooftop bar di The Social Hub Firenze Lavagnini, dove Eda Akman e Niccolò Mazzucchelli, bartender del Gramm Café Milano hanno presentato cocktail sperimentali a base di olio extravergine d’oliva e olive taggiasche, omaggiando i sapori del Mediterraneo e la creatività che da sempre anima la mixology italiana. Tra le proposte della serata: il Dirty Martini, con utilizzo della salamoia delle olive taggiasche, e poi il Sant’Agata Sour a base di gin, succo di lime, olio extravergine d’oliva Cuvée e con guarnish di olive taggiasche candite, per chiudere con Peperoni a base di bitter Luxardo al peperone, olio extravergine d’oliva La Cuvèe e olive taggische essiccate.
Ph. Michele Tamasco
Francesca Luna Noce
Freelance under 30 con il chiodo fisso del mangiare e bere bene. Estremamente curiosa, cresce una nuova generazione di enotecnici fiorentini trasmettendo il suo entusiasmo con la penna e tra i banchi di scuola.
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