Manifattura a Firenze lancia una drink list amarcord ispirata alle autostrade italiane
Cocktail ispirati alle città italiane e figurine tutte da collezionare: la nuova drink list di Manifattura è un vero level-up (e da oggi arriva anche la pizza)
Hai presente quei viaggi in autostrada da bambini, quelli in cui leggevi ad alta voce tutti i cartelli, indovinavi le targhe e sognavi il prossimo autogrill? Io sì. Ricordo l’odore dei panini, il vento che ti sbatteva in faccia e la radio che saltava in galleria proprio sul più bello. Quelle ore in macchina sembravano interminabili, ma erano minuscole avventure.
Manifattura a Firenze ha preso quella sensazione e l’ha trasformata in una drink list. Ogni cocktail è una città, un piccolo racconto d’Italia, e a collegarle tutte ovviamente… l’autostrada. E, come se l’amarcord non fosse già abbastanza, ogni cocktail ti regala una figurina da collezionare per completare l’album del locale. Una sorta di raccolta punti - ma nessuno spoiler, il premio finale resta un mistero.
Viaggio nella penisola tra soda al pino, birra e acqua alle cozze
Entri a Manifattura e Francesco De Rosa, insieme all’head bartender Niccolò Desiati e i bartender Edoardo Fortini, Marco Stefanelli e Kristen Pirot, ti accolgono con tutine logate da benzinaio, perché qui si fa sul serio, sempre.

Di Manifattura infatti se ne parla tanto sia perché ha una bottigliera tutta italiana (e tutta significa tutta, dagli spirits ai liquori) sia per le loro drink list (tra le mie preferite quella dedicata a TV Sorrisi e Canzoni, e-p-i-c-a!). Ergonauth in questo caso firma il menu con colori morbidi e richiami ai Seventies.

Ma partiamo. Il viaggio inizia al Nord, in Trentino-Alto Adige: rum Walcher, sciroppo di strudel, acido tartarico e soda al pino restituiscono l’aria dei boschi, dei rifugi e delle passeggiate in quota. Scendendo verso la Liguria, Gin Gino incontra cordiale al basilico, pinoli e limone: un sorso che sa di pesto, vento salmastro e terrazze sul mare.
La Toscana si fa sentire con Trasversale gin, Baldoria rosso e dry rosso e Bitter Campari: un intreccio deciso di colline, strade bianche e bar di paese dove ti fermi per un caffè e resti mezz’ora a guardare il mondo passare.

Arrivati al Sud, il mare diventa ovviamente protagonista. In Puglia, Muma gin si mescola con pomodoro all’acqua di cozze, Bloody Mary mix, lime e un tocco di birra: un omaggio ai porti e alle estati che sembrano non finire mai. La Sicilia esplode in un bicchiere con grappa Nardini, liquore Etna al fico d’India, latte di mandorla e crema di pistacchio: contrasti, dolcezza, lava e sole.

Quanti cocktail bar a Firenze ti fanno divertire così? Pochi. Manifattura Firenze è uno dei miei preferiti proprio per questo.
Arriva anche la pizza (a domeniche alterne)
Ma il viaggio non finisce qui. A completarlo arriva José Pereira con le sue domeniche dedicate alle pizzette gourmet.

Impasti fragranti e topping che dialogano con i cocktail, creando abbinamenti inaspettati ma che funzionano. Un pomodoro all’acqua di cozze diventa complice di un gin del Sud, un pesto di basilico si armonizza con note più dolci. Il tutto a prezzi piccoli e competitivi. Promossa.
Francesca Luna Noce
Freelance under 30 con il chiodo fisso del mangiare e bere bene. Estremamente curiosa, cresce una nuova generazione di enotecnici fiorentini trasmettendo il suo entusiasmo con la penna e tra i banchi di scuola.
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