SACRO E PROFANO il ristorante contemporaneo a San Giovanni
In zona Appio Latino, cuore di San Giovanni, il panorama gourmet romano si anima di un nuovo locale dalla doppia anima, tradizionale e innovativa.
Passione viscerale per la cucina, rispetto per la tradizione e amore per l'innovazione. Questi gli ingredienti di Sacro e Profano, un locale che ha visto la luce a novembre 2019 e che da quella data non ha mai smesso di crescere. Un progetto ambizioso quello di Nicola e Francesco, che inizia nel lontano 2017, ben due anni prima dell'apertura. Per due anni (da luglio 2017 al 2019), Nicola e Francesco hanno girato le cantine di tutta Italia alla ricerca del vino migliore per il locale e con l'occasione, hanno avuto modo di degustare i piatti tipici in tutta la loro strabiliante naturalezza. Un'esperienza indimenticabile che li ha portati a una scelta innovativa: un ristorante che celebrasse il bello e il buono della vera cucina italiana, sia quella tradizionale che quella sperimentale, rivisitata e moderna, nel rispetto della territorialità e dell’eccellenza. A finire sui piatti di Sacro e Profano sono, infatti, sempre i piccoli produttori locali che garantiscono un livello di qualità insuperabile.
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Un ristorante, anzi due
Il concept del locale è molto intrigante e coniuga due modi diversi (ma non opposti) di fare ristorazione. Il Sacro è il regno della memoria e della tradizione, il luogo in cui si fonda l'identità di un popolo e di ogni famiglia che ne fa parte. Il Profano è invece è il luogo della rivisitazione e della rielaborazione, lo spazio in cui il profano si "umanizza" e diventa azzardo, scommessa, rischio, sfida e impresa. La divisione non è solo ideale ma anche fisica. Il locale infatti è diviso in due parti: una sacra dominata da un arredamento classico e più affine alla tradizione, una profana che si discosta dalla classicità e presenta elementi di design più moderni. Nel complesso, è un locale che cerca di far convivere le due anime: il sacro non avrebbe senso di esistere se non ci fosse il profano (e viceversa). Queste due visioni sono il diritto e il rovescio della medaglia e mettono alla prova il palato del cliente. Nicolas Gòmez Dàvila diceva: "La ritualità è veicolo del sacro. Ogni innovazione profana".
Attraverso il "gioco" del Sacro e Profano, è possibile degustare un piatto nella versione sacra (ovvero più fedele alla tradizione) o nella versione profana (rivisitato in una chiave di lettura più moderna e innovativa). Sia chiaro: da Sacro e Profano nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma. Le rivisitazioni dei piatti sacri non vanno a distruggere il passato, ma lo recuperano in modo innovativo e il risultato che si ottiene è il compimento perfetto e completo di un percorso storico e umano della cucina.
I piatti
I piatti del Sacro sono quelli della grande tradizione italiana, con uno spazio importante dedicato alle regioni. Taglieri, supplì, carbonara, la base è senza dubbio quella laziale e romana, poi si spazia da regione a regione, con menu temporanei dedicati alle singole regioni che cambiano durante l’anno composti dai piatti simbolo. Il menu Profano propone, invece, ricette rivisitate in chiave fantasiosa e moderna. Un esempio è la Carbonara di Gasperino –cavallo da battaglia del locale-, una riproposizione decisamente “dadaista” del grande classico romano.

Come vivere il locale
Non pensare che le due identità vivano completamente separate l’una dall’altra. Il bello di Sacro e Profano è proprio la convivenza tra le due facce. Il consiglio per godersi appieno il locale è quindi quello di mescolare tutto, vivere un po’ di sacro e un po’ di profano, ordinando piatti spaziando tra i due menu. Certo, ognuno di noi può preferire una sponda o l’altra, ma è proprio questo il bello, chi vive di Sacro non può vivere senza il Profano, e viceversa.
Una cantina importante
Nicola e Francesco hanno pensato e studiato ogni minimo dettaglio dell’offerta del loro locale compresa la loro carta dei vini. La scelta è stata quella di appoggiarsi e di affiancare la FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. La loro carta dei vini, dunque, è interamente composta da realtà totalmente indipendenti e di piccola produzione, frutto di un ampio e minuzioso lavoro di ricerca sul territorio. Si può bere una bottiglia grandiosa senza spendere un occhio della testa, perché giustamente una gran bella esperienza a tavola non deve essere per forza direttamente proporzionale al portafogli. Sono oltre 180 al momento le etichette disponibili.
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Sacro e Profano, via Siria, 16 Roma
Tel. 0655136181
Aperto da lunedì a sabato a pranzo e a cena. Domenica chiuso
Tiziana Latorre
Appassionata di moda, arte e bellezza, mondi che mi permettono di esprimere la mia creatività attraverso prospettive poliedriche ed eclettiche. Amo esplorare le tendenze più attuali e tradurle in narrazioni che catturano l'essenza di uno stile unico e personale. Mi piace sperimentare ed analizzare ogni sfaccettatura di questi settori cercando di raccontare non solo ciò che è visibile ma anche le storie le culture e le innovazioni che le rendono così affascinanti.
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