Ho visto il futuro dell'agricoltura a Host, si chiama CULTEVO
Tra tecnologia, design e natura, Cultifutura ridisegna il modo di coltivare — e di pensare — il cibo.
Host Milano è sempre un mondo a parte: una città dentro la città, dove l’innovazione incontra il gusto e il futuro si lascia toccare con mano.
Quest’anno, tra robot baristi, macchine per il gelato e progetti visionari, c’era qualcosa che attirava lo sguardo e, soprattutto, risvegliava un senso di calma e meraviglia: un piccolo giardino luminoso, pulsante di vita.
Si chiama CultEvo, e nasce dall’idea geniale di Cultifutura, start-up milanese che unisce la scienza e la poesia del verde.
Fondata nel 2020 da Emilia Konert, Samuel Peabody e Markus Venzin, Cultifutura ha un obiettivo preciso e bellissimo: portare la natura dove non c’è.
E lo fa con un’idea che sembra uscita da un romanzo di fantascienza gentile — o da una cucina stellata: un orto digitale da interni, compatto e sostenibile, capace di far crescere piante, erbe e ortaggi tutto l’anno, ovunque.
Un orto da cucina (e da design)

Il design è essenziale, elegante, italiano fino al midollo.
Vetro e acciaio riciclati, linee pulite e una luce che ricorda quella del sole del mattino. Dentro, un concentrato di tecnologia che lascia senza parole: LED che riproducono lo spettro solare, un sistema d’irrigazione a marea a ciclo chiuso che riduce del 97% il consumo d’acqua, sensori IoT che controllano temperatura, umidità e illuminazione per far crescere ogni pianta nelle condizioni perfette.
Non serve il pollice verde, solo la voglia di sperimentare: con l’app dedicata si controlla tutto dal telefono, dai cicli di crescita ai consigli di cura.
È il vertical farming alla portata di tutti: bello da vedere, semplice da usare, rivoluzionario da vivere.
Verde che connette
Passeggiando tra gli stand di HostMilano, CultEvo si vedeva (e si sentiva) dappertutto:
al Mozzarella Bar di Compass Group, dove il basilico diventava protagonista di una degustazione multisensoriale;
nel padiglione Costa Group, trasformato in una vetrina viva di piante aromatiche;
e da Ceado, dove le erbe fresche coltivate in CultEvo davano profumo a cocktail preparati sul momento.

Ma oltre alla tecnologia, quello che colpisce di Cultifutura è il messaggio: coltivare non è solo produrre, è un atto di cura, di educazione, di benessere.
È un modo per riportare equilibrio negli spazi urbani e nelle nostre giornate digitali.
Un piccolo ecosistema domestico che parla di sostenibilità reale, di nuovi rituali quotidiani, di una connessione fisica con la natura che si era persa.
Il futuro cresce in cucina
Che si tratti di una scuola, di un ristorante o di un ufficio, CultEvo non è solo un oggetto: è un’esperienza, un manifesto verde.
Porta il profumo del basilico in una mensa aziendale, trasforma un angolo di casa in un giardino, riporta le persone a toccare la terra — anche in città.
A vederlo da vicino, tra le luci di Host, mi è sembrato uno di quei progetti che fanno bene solo a guardarli: belli, sensati, pieni di futuro.
E mi sono detta che sì, forse l’agricoltura del domani non sarà più solo nei campi.
Sarà nei nostri gesti quotidiani, dentro le nostre cucine.
E avrà, sicuramente, un cuore verde che batte a Milano.
Giorgia Brandolese
Da The Wire ai Pearl Jam, passando per Grant Achatz. Musicista, Giornalista, laureata in Comunicazione pubblicitaria, nel corso degli anni si specializza in Cinema, Serie Tv, Alta Cucina.
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
