Perché partecipiamo al Lady Day? Perché siamo arrabbiate. Anzi, perché siamo isteriche- Intervista al trio Hey Darling
Venerdì 16 gennaio 2026, con inizio alle ore 22.00, riparte, al centro culturale Base di Palazzolo sull’Oglio (Via Costa 5, BS), Lady Day Live Club, il tour di musica e testimonianze contro la violenza di genere legato al progetto Lady Day.
Le Hey Darling, “your friendly neighborhood girl power trio”- il vostro simpatico trio di ragazze di quartiere, come si definiscono sulla loro pagina Ig- prende parte al tour di musica e testimonianze contro la violenza di genere legato al progetto Lady Day: appuntamenti con cadenza mensile ospitati da piccoli Club, che si distinguono nel panorama musicale per la sensibilità al sociale e la vivacità della programmazione artistica.
Direttamente dal forlivese, le Hey Darling portano una ventata di energia femminile nella scena punk locale.
Nate nel 2018, durante le scuole superiori, per sfogare la propria frustrazione da teenager su cover punk e nu metal, riprendono il loro percorso anni dopo, in seguito a un’interruzione causata dal Covid e dagli studi.
La nostra formazione iniziale- ci raccontano- comprendeva una seconda chitarra, Chiara, a cui rimaniamo molto affezionate e a cui dedichiamo sempre una canzone durante i nostri concerti.
All’epoca ognuna di noi era impegnata con gli studi e non avevamo grandi pretese musicali, se non quelle di suonare ai contest locali e farci conoscere. Non avevamo nemmeno la patente, quindi non potevamo spostarci troppo. Adesso, invece, più lontano è, meglio è.
Per quanto riguarda la nostra musica, all’inizio volevamo semplicemente suonare ciò che ci piaceva: infatti spaziavamo molto tra i generi nelle cover. Questo è sempre stato un po’ il bello, ma anche il limite che ci impediva di prendere una direzione precisa e capire cosa volessimo davvero suonare.
Da quando abbiamo ricominciato, capire il nostro genere è stato il “compito a casa” che ci siamo date. Tutto è diventato più naturale, anche scrivere pezzi nostri. Una cosa è rimasta la stessa: suoniamo quello che sentiamo, senza filtri e senza muri. Non è un caso se molti pezzi, soprattutto gli inediti, trasmettono tanta rabbia.
Il nome originario del trio sarebbe dovuto essere Screw the Damsels, Al diavolo le damigelle, con tutta la sua carica di irriverenza e di feminine rage.
Eravamo molto fiere della nostra trovata, non vedevamo l’ora di essere presentate.
Poi, però, abbiamo capito di aver toppato: all’inizio nessuno pronunciava il nome correttamente e, alla fine, nessuno ci pronunciava più e basta.
Nel 2024 il trio trova finalmente la sua identità musicale, ispirandosi fortemente al punk rock made in Australia degli Amyl and the Sniffers e all’estetica post-punk degli Idles.
E’ vero, ci piace giocare con gli Amyl and the Sniffers, gli Idles e i Turnstile. La nostra nascita però è stata segnata soprattutto dai Rage Against the Machine. Abbiamo smesso di suonare “Killing in the Name” live da poco, un po' a malincuore ma anche un po' sollevate. Ormai è un pezzo simbolo per noi.
Spesso, ridendo, ci chiediamo se la nostra musica possa essere incasella in un genere: finora non siamo mai state brave a darci un’etichetta. I nostri pezzi spaziano parecchio, vanno da brani più melodici e “d’amore” ad altri, passateci il termine, decisamente più incazzati, dove sfoghiamo tutta la nostra frustrazione di donnine arrabbiate. Punk? Alternative rock? Alternative punk? Se esiste, allora siamo noi!
Sulle ragioni per le quali hanno abbracciato, con entusiasmo, il progetto Lady Day, le ragazze sono un fiume in piena.
Perché partecipiamo al Lady Day? Perché siamo arrabbiate. Anzi, perché siamo isteriche.
Purtroppo viviamo ancora in una società patriarcale che ogni giorno è sovrastata da notizie di violenza contro le donne, le donne trans e i membri della comunità LGBTQ+, la maggior parte delle quali passa in sordina, ad eccezione di sporadici eventi in cui il femminicidio diventa, per pochi giorni, una piaga nazionale, per poi tornare a essere la normalità.
Quando suoniamo parliamo di noi e delle nostre emozioni. Nei nostri pezzi c’è tanta rabbia-lo ribadiamo- che deriva da ciò che proviamo e viviamo come donne ogni giorno. Nella nostra musica cerchiamo di esorcizzare il dolore per tutte le nostre compagne e la furia contro un sistema che si rifiuta di cambiare per convenienza.
Enzo (Onorato, N.d.R., ideatore, direttore artistico e organizzatore di Lady Day e responsabile di Lilium Produzioni e Lady Day Records) è stato davvero una manna dal cielo: stavamo proprio cercando nuove date per questo 2026 appena cominciato e si è presentato con la proposta migliore che potesse capitarci, ovvero far parte di un progetto che punta i riflettori sulla violenza di genere, un tema per noi fondamentale.
Siamo state contattate da Enzo tramite una conoscenza in comune, Fabio dei Boogie Spiders, band incredibile con cui abbiamo avuto il piacere di condividere il palco la scorsa estate nella nostra Romagna.
Presto la musica delle Hey Darling sarà distribuita sulle piattaforme digitali.
Finalmente lo possiamo dire, c’è qualcosa che Bolle in pentola!
Siamo molto emozionate perché, come forse avrete notato, la nostra musica non esiste ancora ufficialmente. Ma è arrivato anche il nostro momento: molto presto, davvero molto presto, potrete finalmente ascoltarci quando e dove vorrete.
Per ingannare l’attesa, le Hey Darling ci consigliano una playlist di cinque canzoni per loro irrinunciabili:
- Hertz – Amyl and the Sniffers
- Mother – Idles
- Blackout – Turnstile
- Killing in the Name – Rage Against the Machine
- Bathroom Bitch – HOLYCHILD
"Punk's Not Dead”, è proprio il caso di dirlo.
Claudia Erba

