10 anni di MUDEC: due mostre per celebrare il museo che ha cambiato Milano
C’è un museo che ha cambiato il quartiere in cui si trova. Non solo per il suo imponente edificio, ma per l’energia culturale che ha portato con sé. Il MUDEC, nel cuore dell’ex zona industriale di via Tortona, è più di un semplice museo: è un organismo vivo, alimentato da chi lo anima e lo trasforma continuamente.
Dal 2015 ad oggi, il Museo delle Culture ha saputo evolversi, trasformandosi in un punto di riferimento per l’arte e la ricerca culturale, grazie a chi lo guida e a chi ne cura i progetti. La sua direttrice, Marina Pugliese, i curatori, i responsabili delle mostre: sono loro il motore di un’istituzione che non ha paura di sperimentare.
Un esempio? Nel 2018, il MUDEC è stato il primo grande museo italiano a dedicare una mostra a Banksy. Una mossa coraggiosa, in perfetto stile Tortona: irriverente, audace, capace di scompaginare gli schemi e portare la street art nei musei pubblici italiani.
E oggi, a un decennio dalla sua apertura, rilancia con due grandi mostre che ne confermano la vocazione innovativa: Dal muralismo alla street art. MUDEC Invasion e Travelogue. Storie di viaggi, migrazioni e diaspore.
Dietro questi progetti c’è una visione che unisce istituzioni e privati. 24 ORE Cultura, il braccio culturale del Gruppo 24 ORE, è tra gli artefici di questa svolta. Da anni promuove mostre che vanno oltre l’ordinario, spingendo il pubblico a esplorare nuovi territori artistici. Federico Silvestri, Direttore Generale di 24 ORE Cultura, ha saputo tracciare una rotta innovativa per il settore, investendo in progetti che trasformano l’esperienza museale in qualcosa di più di una semplice visita: un’immersione culturale, visiva ed emotiva. Quest'anno saranno affiancati dal gruppo Alpitour World.
Le curatrici Alice Cosmai, Katya Inozemtseva e Sara Rizzo sono le menti dietro le mostre del decennale del MUDEC, entrambe costruite attorno a un concetto chiave: il viaggio, fisico e mentale.

Le farfalle di Hitnes: la migrazione come legge naturale
Entrando nella mostra, colpisce subito un’immagine potente: un murales in cui creature alate emergono da crisalidi, alcune completamente formate, altre ancora in trasformazione. È l’opera di Hitnes, artista italiano che fonde illustrazione naturalistica e street art, portando nel museo il tema del viaggio come istinto primordiale.
Nella sua visione, il movimento non è solo una necessità umana, ma una regola universale: proprio come milioni di persone attraversano il mondo in cerca di un futuro migliore, anche le farfalle monarca compiono migrazioni epiche, seguendo traiettorie invisibili ma inscritte nella loro natura.
L’opera di Hitnes si inserisce perfettamente nello spirito di MUDEC Invasion, portando dentro il museo non solo l’estetica della strada, ma anche l’idea del viaggio come processo di trasformazione.

Dal muralismo alla street art: MUDEC Invasion
Se Travelogue esplora il viaggio attraverso la storia e la cultura, MUDEC Invasion trasforma il museo in una tela urbana. Dieci artisti internazionali, tra cui Luca Barcellona, Zoer, Hitnes e Cinta Vidal, hanno creato opere site-specific ispirate al tema del viaggio.
Luca Barcellona, con il suo background nella calligrafia e nella street art, ha lavorato sulle lettere come elementi dinamici, capaci di trasportare significati oltre i confini linguistici. Zoer ha esplorato il concetto di viaggio nel tempo, con immagini che richiamano un futuro sospeso tra memoria e immaginazione. Cinta Vidal, invece, ha ribaltato le prospettive urbane, mostrando una città capovolta in cui le regole della gravità sembrano scomparire.
Più che una mostra, è un esperimento di contaminazione tra il museo e l’energia della strada. I murales temporanei, destinati a scomparire al termine dell’esposizione, creano un senso di urgenza e di mutevolezza che è il cuore della street art. Il muralismo è infatti un linguaggio effimero come ricorda la curatrice della mostra Alice Cosmai.

Travelogue: un viaggio tra realtà e immaginazione
Accanto alle opere contemporanee, Travelogue. Storie di viaggi, migrazioni e diaspore si sviluppa come un percorso attraverso il tempo e lo spazio. Dai miti delle antiche civiltà alle rotte migratorie contemporanee, il viaggio viene esplorato in tutte le sue dimensioni: fisico, mentale, storico e simbolico.
Uno dei momenti più toccanti della mostra è Il vostro cielo fu mare, il vostro mare fu cielo di Adrian Paci, una monumentale installazione che riflette sulla condizione del migrante. Un’opera che, come le farfalle di Hitnes, parla di transizione, ma con un tono più drammatico: il passaggio da un mondo all’altro può essere una rinascita, ma anche una lacerazione.
L’esposizione si chiude con una riflessione sulle “cose che viaggiano”: valigie, oggetti-souvenir, manufatti provenienti da culture diverse, accumulati e reinterpretati nel tempo, ricordandoci che viaggiare significa anche raccogliere frammenti del mondo, come promemoria della nostra complessa identità nomade.

Il MUDEC, dieci anni dopo, continua a sperimentare
E così, a dieci anni dall'apertura, il MUDEC continua a evolvere, a sperimentare. Non un museo statico, ma un organismo che respira con la città. E forse proprio in questo risiede il segreto del suo successo: nella capacità di non fermarsi mai.
Dal 20 marzo al 29 giugno 2025, Dal muralismo alla street art. MUDEC Invasion”
Dal 20 marzo al 21 settembre 2025, "Travelogue. Storie di viaggi, migrazioni e diaspore"
ingresso gratuito
