Claudio Bandi, il microbiologo che con il suo noir ha stregato Il Giallo Mondadori
La città e l’abisso è il primo romanzo di Claudio Bandi, biologo e docente universitario: una sorprendente indagine noir che unisce rigore scientifico e profondità narrativa.
Un noir d’atmosfera che affonda le radici nella tradizione americana di Chandler ed Ellroy, e trascina il lettore in una Los Angeles cupa e tesa, tra nebbie, conflitti razziali e il lento disfacimento del sogno americano. È qui che si muove William Slaytor, detective privato dal passato ambiguo e dallo sguardo lucido di chi ha visto troppo. L’indagine che conduce non si limita a smascherare un colpevole, ma incide nel tessuto della società dell’epoca, restituendone tensione, ingiustizia e umanità ferita.
Classe 1962, Claudio Bandi ha dedicato la sua vita allo studio dei microrganismi, delle simbiosi evolutive e alla ricerca scientifica, con una forte impronta sociale. È membro del Comitato Scientifico del Centro Nazionale Anti-pandemico e consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Oggi esordisce nella narrativa con un romanzo che ha il passo del grande giallo americano, ma anche la profondità di chi conosce bene l’animo umano.
La città e l’abisso è il frutto di uno sguardo trasversale: quello di uno scienziato abituato a leggere l’invisibile. E proprio come nei laboratori dove si osservano i batteri più ostinati, Bandi mette a fuoco, pagina dopo pagina, le forme più complesse dell’ingiustizia sociale e della memoria collettiva.

Il romanzo sarà disponibile in edicola nei mesi di luglio e agosto 2025, al prezzo di 7,50 euro. L’uscita in libreria è prevista per il 2026, mentre la versione ebook è già scaricabile sulle principali piattaforme al costo di 5,99 euro. Ma c’è di più: i diritti d’autore sulle prime 5.000 copie vendute andranno a sostenere la Fondazione Ivo de Carneri, attiva in Africa subsahariana contro le malattie neglette.
Un gesto coerente con l’etica dell’autore e con la lunga esperienza accademica e umana che lo accompagna. E forse è proprio questo raro equilibrio tra rigore e narrazione ad aver conquistato la giuria del Premio Tedeschi, riconoscimento storico che da oltre quarant’anni promuove i migliori autori del giallo italiano.
Con la sua prima opera narrativa, Bandi si è avvicinato alla scrittura con lo stesso spirito con cui si affronta una ricerca scientifica: lavorare al meglio delle proprie possibilità, con la profonda convinzione di aver dato tutto.
Ha raccontato in un’intervista: “Sapevo di aver scritto una bella storia, ma con l’umiltà di chi sa che altri potevano avere scritto storie più belle.”
E poi, la telefonata. Quella che cambia tutto. In un primo momento, Bandi pensò a uno scherzo orchestrato da qualche amico o familiare — uno di quei tranelli affettuosi che si ricordano per anni. Ma non era uno scherzo: era davvero il direttore di Il Giallo Mondadori, Franco Forte, ad annunciargli la vittoria. L’emozione fu intensa, paragonabile a quella provata nei momenti più alti della carriera accademica: il primo concorso vinto, una scoperta importante. La sensazione che un sogno stesse prendendo forma, che una porta si fosse finalmente aperta.
La sua intervista ha un raro slancio emotivo, trattenuto eppure palpabile, che aggiunge profondità ad una figura già fuori dal comune.
Con uno stile asciutto e penetrante, Claudio Bandi racconta non solo un caso, ma un’epoca.
Website: https://claudiobandi.com/
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Ufficio Stampa: Indira Fassioni
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