La Cantastorie Ilaria Pastore apre il concerto di Gnut e D'Alessandro al Q-Hub di Milano- Intervista
Il 29 gennaio la cantautrice, chitarrista, cantante, insegnante ed educatrice musicale (con felici sconfinamenti nell’universo teatrale) aprirà il concerto di Gnut (e D’Alessandro) al Q-Hub di Milano: da Libero Bovio a Murolo, da Carosone a Pino Daniele passando per i brani più significativi dei repertori di Gnut e D’Alessandro riarrangiati da questo inedito duo- si legge nella nota stampa.
Nerospinto ha incontrato Ilaria Pastore, cantastorie dei giorni nostri, alla vigilia di questo importante opening act.
Lei è un amante della canzone partenopea tradizionale o preferisce le ibridazioni con il linguaggio moderno dei due interpreti coinvolti?
Io considero le voci e la musicalità partenopee inimitabili, in Italia e nel mondo.
La Campania è parte della mia vita, la musica napoletana mi pervade e non mi annoia mai e Gnut è un grande rappresentante di questo "sentire" perché io così lo definisco: una corrente che attraversa il corpo tutto, non un semplice genere. La tradizionalità è un pozzo di sapere, va esplorata, vissuta, per poi approdare eventualmente ad una chiave più moderna: il linguaggio trovato da Gnut e D'Alessandro è frutto di una residenza, un'occasione unica per esplorare un percorso. Tutti gli artisti dovrebbero avere la possibilità di fare residenze dove indagare il progetto, vederlo nascere, conoscersi per fondersi. Loro hanno trovato una chiave stupenda dove la voce di Gnut è ancora più di velluto: non vedo l'ora di ascoltarli dal vivo.
A Parma, al Teatro al Parco (Parco Ducale, 1), è andato in scena l’undici gennaio il debutto
nazionale dello spettacolo teatraleTOMBOLA! Una questione di numeri di e con Ilaria
Pastore e Tiziana Francesca Vaccaro, per la regia di Tommaso Franchin, che la
vede autrice e attrice insieme a Tiziana Francesca Vaccaro. Lo spettacolo, che sarebbe più
corretto chiamare “varietà”, ci vede protagoniste con l’intento di non dover mai recitare- ha
dichiarato.Vuole spiegarci cosa significa non dover mai recitare?
Significa lavorare alla messa in scena togliendo tutto ciò che appare "recitato", cercando di far emergere la persona attraverso i racconti, le musiche, i personaggi che si presentano in modo naturale, quasi attraverso una graduale metamorfosi. Abbiamo lavorato per entrare ed uscire dalla vita vera al racconto inventato, senza interruzioni. La volontà è quella di lasciare che il pubblico abbia la sensazione di aver incontrato "Ilaria e Tiziana", pur esplorando un percorso di teatro-musica che conduce nel labirinto di domande, questioni, lacrime e risate, usando come pretesto per procedere il gioco della Tombola che, per antonomasia, è il gioco del raduno a tavola, dell'incontro tra persone che, perdendo, vincendo, sperando, annoiandosi, si fanno anche personaggi.
Veronica Marchi, la talentuosa cantautrice veronese, tra l’altro produttrice del suo ultimo
lavoro in studio, Stato di Grazia, è stata recentemente ospite de Gli occhi del musicista, il
programma ideato e condotto da Enrico Ruggeri. In Italia ci sono forse pochi format
dedicati alla musica, quanto è importante che gli spazi culturali in genere, e musicali in
particolare, crescano?
E' importante che crescano, certo, ma ancora più importante è che indaghino. Veronica Marchi è sulla scena da più di vent'anni e vederla ospite da Ruggeri ha fatto dire a tutti coloro che la conoscono la stessa cosa: "Finalmente!".
Che un artista del calibro di Enrico Ruggeri lavori per creare uno spazio dove condividere, esplorare e proporre è meraviglioso e dà una grande pennellata di autenticità in una fase dove, per avere un posto nel mondo, devi dimostrare più di ciò che hai già dimostrato, tante e tante volte.
Ilaria Pastore è una “cantastorie”, nel significato più poetico e visionario del termine- si
legge nel sito di Musicultura. Quanto le corrisponde questa definizione?
Si può fare letteratura con le canzoni?
Nella parola "letteratura" ci metto l'attenzione alla scelta della parola, al suono della parola stessa, la scelta delle immagini, della poetica, il collegamento col contesto sonoro, il peso e la direzione del percorso narrativo: sì, le canzoni sono letteratura e, se guardiamo al cantautorato nello specifico, ascoltare una canzone "letteraria" arricchisce come leggere un libro importante.
Quante canzoni hanno cambiato la mia giornata, il mio modo di intendere l'amore, la vita? Quanti libri hanno lasciato il segno nella mia esistenza, tanto da pensare: "C'è una me prima e una dopo quelle pagine". Ecco, se ci pensiamo, c'è anche un noi prima e dopo una canzone.
La canzone secondo lei più significativa di Gnut?
Tra quelle che più mi fanno viaggiare c'è sicuramente "L'ammore o vero": questo galleggiare mi arriva come una confessione, una preghiera, il testo che è una piccola bomboniera, forgiato con cura, smussato, levigato. Una meraviglia.
Il cantautore che ha ascoltato maggiormente in questo 2025 appena finito?
Ascolto tanta musica, ma non sempre e solo le ultime uscite: quest'anno mi sono dedicata a diverse donne: Emma Nolde, la Nina, Olga Gardland, Lola Young. Poi ho ripreso in mano i vecchi amori: Carmen Consoli, Anais Mitchell, Ani Di Franco.
Il suo sogno di felicità, prendendo in prestito una domanda dal celebre “Questionario di
Proust”?
Il mio sogno di felicità? Essere presente a me stessa.
I prossimi appuntamenti live di Ilaria Pastore:
20 /02 Electric Trio- Secret Concert (Mi)
26/02 Live Solo- Globe Cafe' (BS9
Feat Stefano Brandoni
Inizio ore 20.00
CONOSCIAMO MEGLIO ILARIA PASTORE
Ilaria Pastore è compositrice, chitarrista, cantante, insegnante ed educatrice musicale. Ha all’attivo gli album “Nel mio disordine” (TOTALLY UNNECESSARY RECORDS, 2010), “Il faro, la tempesta, la quiete” (Tiktalik/ Rollover Production, 2016), “Storie per crescere, note per sognare”(Insieme a Luca Chieregato, Teatro PAN, 2014) e “Stato di grazia” (Maieutica Dischi, 2025).
Un suo brano, “Sulle mie gambe”, è contenuto nella compilation che fa parte del progetto di Michele Monina “Anatomia femminile- 23 cantautrici e il corpo della donna”(NdA Press, 2011).
Laureata al Conservatorio di Milano in Composizione ed Arrangiamento nel dipartimento di Popular Music, Ilaria Pastore- autrice di testi, musiche e progetti didattici- si esibisce nel territorio nazionale e in Europa, toccando il Messico. Negli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti, nell’ambito di concorsi dedicati alla musica d’autore: Nuova Musica Italiana (premiata da Mogol),Premio Poggio Bustone, Liberi Gruppi di Radio Popolare.
Vince il Premio "Testi Opera Prima”, assegnato dal MEI di Faenza e dal Festival Internazionale della Poesia di Genova. Il brano “Ora”, singolo estratto dal primo album, si è aggiudicato la Targa “Un Certain Regard”come migliore esibizione all’Edizione 2013 di Musicultura.
Si specializza nella didattica musicale secondo la Metodologia americana“Music Learning Theory" di Edwin E. Gordon, attraverso un percorso di approfondimento e ricerca in materia di educazione musicale rivolta ai neonati e ai bambini in età prescolare.
Dal 2014 è Insegnante Aigam, Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento musicale, presso la quale ha svolto anche attività come Tutor di Tirocinio.
Musica Gordon 0/3 anni - 4/6 anni - 7+ - Adulti sono i suoi corsi di musica basati sulla Music Learning Theory di Edwin E. Gordon.
Io, la voce e il bambino è la formazione di 8 ore sulla consapevolezza vocale, rivolta ad insegnanti di nido, scuola dell’infanzia, primaria e secondaria.
Educare con la voce è il format didattico-riflessivo, disponibile sui social dell’artista, che descrive l’immersione nella musica cantata come mezzo di socialità e indagine interiore, offrendo anche uno sguardo attento su moltissimi aspetti connessi all’educazione musicale. I contenuti sono rivolti ad operatori del settore, insegnanti, musicisti, genitori e, più in generale, a quanti abbiano a cuore la qualità della didattica musicale e dello sguardo pedagogico.
Link utili:
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https://www.solaresdellearti.it/appuntamenti/tombola-una-questione-di-numeri/
