Ritratti di artisti: Will Paucar, l’angelo caduto per dare ordine al caos
Will Paucar è un artista contemporaneo, nato in Ecuador, cresciuto tra l'America Latina e l'Europa, oggi con base a Milano.

Nel 2018 Paucar abbandona il mondo della finanza e, come gli artisti del Settecento, intraprende il giro del mondo in cerca di bellezza e conoscenza.
Un viaggio iniziatico che lo conduce fino all’Amazzonia, lì si apre a visioni sciamaniche e simbologie arcaiche che diventano parte del suo immaginario creativo.
Le sue opere, esposte in Italia e all’estero, si collocano tra il figurativo e l'astratto. Raccontano ferite ma cercano guarigione.

Lo incontro nel suo studio, in un cortile silenzioso della vecchia Milano. Dopo aver attraversato un passaggio inatteso, pieno di tele voltate verso il muro, quasi fossero corpi che non vogliono farsi guardare, dietro una porta discreta si apre un universo: tele ovunque, colori che esplodono, figure che emergono e scompaiono. Caos? No. Un ordine segreto, solo suo.
“Io do ordine nel caos” mi dice, con quella voce profonda che sembra quasi un’eco uscito dal ventre della terra. “Sono un angelo caduto in questa terra, con le ali che gli pesano. L’arte è il modo per ricordarmi che un tempo ho volato”.
Le sue ferite, riflesse nell’arte, sono anche le nostre: il peso delle ali lo piega, ma insegnano che possiamo ancora volare.

Resto affascinata dalle sue tele che mi travolgono con emozioni contrastanti: masse di colore centrifughe, corpi frantumati, volti cancellati. "Siamo tutti frammenti" racconta "ma dentro c'è sempre una parte di luce. Anche nella sofferenza cerco la speranza".

Alcuni quadri sono icone moderne: figure bizantine spezzate, donne nere come maschere africane, un angelo bellissimo. In altri, invece, domina l’essenza pura: volti puliti, tratti eleganti, nessuna macchia di colore, simbolo di ciò che eravamo alla nascita e di ciò che saremo al ritorno.
Will rifiuta di definirsi artista. “In me vive un bambino” dice. “Un bambino che non ha potuto giocare e che oggi, attraverso i colori, finalmente gioca. Ogni quadro è il mio modo di guarirlo, di prenderlo per mano e portarlo fuori dall’angolo in cui era nascosto”.

La sua passione-ossessione per i numeri affiora in ogni racconto: l'amore per Leonardo da Vinci, la sezione aurea, la matematica che diventa colore.
“I colori sono frequenze” dice. “Ogni frequenza ha un numero. Io sono un 7, attratto dal 14. Nei numeri c'è la chiave di tutto”.
Un filo segreto lo lega ad Amedeo Modigliani, archetipo del vero artista che crea per necessità interiore e non per fama. Mi racconta: “Modigliani non voleva diventare famoso, amava la forma, l’eleganza dei colli femminili. Era artista. Punto.”

Come nelle opere di Modigliani, spesso i suoi volti non hanno occhi. Non per caso: “L’anima non ha occhi. Se conosci davvero una persona, puoi raccontarla anche senza. La mia pittura cerca proprio questo: andare oltre la superficie, oltre l’identità visibile.”

Nelle sue tele entra anche la vita privata: i lutti, le ferite emotive, la necessità di elaborarle e di trasformare il dolore in creazione. “Assorbo il dolore degli altri e questo è sia un dono che una condanna. Ma se nelle mie opere ritrovi una speranza, significa che anche tu sei un’anima rotta come me.”

Oggi espone serie che hanno titoli visionari come Anima Mundi e Transcendence, cicli che uniscono figurativo e astratto, passato ancestrale e presente urbano.

Lo fa con la convinzione che l’arte sia un rifugio: “Nei momenti peggiori della mia vita mi sono seduto, in un museo, davanti a un quadro per ore, senza che questi mi dicesse nulla eppure parlando continuamente. È questo che voglio per le mie opere: che diano respiro, che facciano compagnia”.
Uscendo dal suo studio, ho la sensazione che Milano sia meno grigia. Forse perché, per un attimo, ho visto anch’io quello che Will vede: un mondo capovolto, fatto di fiamme, anime, spiriti, e di un bambino che gioca ancora.

L’11.11.2025 svelerà al pubblico la prima parte delle opere della nuova serie dal titolo "Ethereal Reams". Io ci sarò. Perché certi numeri non sono solo date. Sono ritorni.
Le opere di Will Paucar si possono scoprire anche online, sul suo sito ufficiale www.willpaucar.com e sul profilo Instagram @willpaucar.
