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Domenica 3 maggio, si esibirà sul palco del Circolo Magnolia, Nils Frahm, che torna a Milano dopo il sold out di settembre al Teatro Studio Piccolo per MITO Festival.
Il musicista tedesco, pianista e compositore contemporaneo di Berlino, si è valso un posto d'onore tra i migliori artisti europei degli ultimi anni grazie alle intense registrazioni al pianoforte e alla capacità di sperimentazione, in grado di combinare perfettamente musica da camera con l'elettronica analogica, tra sperimentazione ed improvvisazione. Nils Frahm ha la capacità di trasformare i suoi live in qualcosa di speciale, tanto da essere inserito dal magazine online Resident Advisor, specializzato in elettronica, tra i 20 spettacoli dal vivo più belli del 2014.
La forza di Nils Frahm sta nel riuscire ad abbattere le barriere musicali, esibendosi, come lui fa, ad eventi elettronici come Mutek, Boiler Room, Primavera and Decibel ma anche in posti da concerti tradizionali come l'Hackney Empire e la Royal Opera House. Nils Frahm è conosciuto inoltre, per le sue collaborazioni con artisti del calibro di Ólafur Arnalds, Peter Broderick e più recentemente Sarah Neufel degli Arcade Fire.
Ma la vera caratteristica che contraddistingue l'artista, è la capacità creativa che esprime nell'improvvisazione, nella magia di un momento in cui, ispirato dallo spazio e dal pubblico, le sue dita creano nuove composizioni. Come descritto nelle sue stesse parole, gli spettatori sono parte integrante di ogni performance: «Quello che amo di più del suonare davanti alle persone ha a che fare con una sorta di scambio di energia. L'attenzione e l'apprezzamento del mio pubblico alimenta la mia performance. È come se ci fosse un dare e ricevere reale e alla pari tra musicista e ascoltatore e mi fa rendere conto di quanto io dipenda dal mio pubblico. E dato che le persone sono diverse ogni sera anche la musica che viene suonata è differente. Ogni posto in cui ho suonato ha la propria magia e il proprio spirito» .
L'ultimo toccante album "Spaces", è un "inno alla gioia" delle esibizioni live ed esprime l'amore dell'artista per la sperimentazione e la libera improvvisazione. Il disco include momenti di sorpresa come quello in cui batte sulle corde del piano con un scopino da bagno per dare a un brano un suono doppiato, e pezzi in cui si ascolta il pubblico tossire o il suono di cellulari.
Domenica 3 maggio
Nils Frahm
Circolo Magnolia Via Circonvallazione Idroscalo, 41 - 20090 - Segrate (MI) www.circolomagnolia.it
Apertura cancelli: 21:00 Inizio spettacoli: 22:00 Ingresso: 20,00 euro + Tessera ARCI
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Questa settimana vi propone una ricetta originale per preparare delle ottime crespelle vegane!
Ingredienti per le crespelle: 150 gr di farina 00 220 ml di latte di soia 2 cucchiai di olio di semi di girasole 80 ml di acqua
Ingredienti per la besciamella vegana: 1 litro di latte di soia 80 ml di olio di girasole 80 gr di farina
Funghi Carciofi Olio Aglio Prezzemolo
Pulite i funghi e i carciofi dalle foglie più esterne. Mettete l'olio e l'aglio in padella, aggiungete i funghi e carciofi tagliati finemente, fateli saltare e poi sfumare con vino bianco. Cuocere quindi la quantità di impasto delle crespelle pari a mezzo mestolo in una piccola padella, e cuocete 2/3 minuti a lato. Mettete olio e farina in pentola e mescolateli con una frusta, aggiungete il latte e continuate a mescolare fino a che non si rapprenderà il tutto. Unire parte di funghi e carciofi con la besciamella, inserite il composto nelle crespelle e chiudetele a metà. I restanti funghi e carciofi, spargeteli sopra le crespelle chiuse con una spolverata di prezzemolo fresco.
Dal 5 al 18 maggio 2015 al Teatro Libero di Milano andrà in scena Ulisse, il Ritorno, uno spettacolo ideato da Corrado d'Elia che torna sul palco del Libero nei panni di Ulisse stesso. Ulisse, il Ritorno è un vero e proprio viaggio poetico nell'uomo e nella contemporaneità, in cui il poema epico omerico fa solo da punto di partenza. Una riflessione necessaria sul nostro tempo, le utopie che ci circondano, gli ideali generazionali. Tutto questo racchiuso nel fondamentale bisogno del "ritorno a casa", inteso come ritorno in se stessi, in quello che davvero si è, proprio perché a volte ce lo si dimentica. Ulisse, il Ritorno è un vero e proprio tornare all'origine, comprendendo chi eravamo e come saremmo potuti essere. Lo spettacolo è interpretato da tre personaggi, tre naufraghi in una scenografia che fa da palco, imbarcazione e sala da ballo, in cui i protagonisti raccontano la propria storia mentre presente e passato si confondono in un'atmosfera sincronica malinconica e onirica.
Ulisse, il Ritorno, è stato esplicitamente dedicato al regista greco Theo Angelopoulos, scomparso 3 anni fa. Il suo "Lo sguardo di Ulisse" è un esplicito punto di riferimento per Corrado d'Elia, che dal film si ispira soprattutto per le atmosfere profonde e poetiche.
Ulisse, il Ritorno
progetto e regia Corrado d'Elia
assistente alla regia Andrea Finizio
con Corrado d'Elia, Giulia Bacchetta, Alessandro Castellucci
scene Fabrizio Palla
costumi Stefania Di Martino
produzione Teatro Libero
Teatro Libero
Via Savona 10, Milano
Biglietti:
Intero 21€
Ridotto under26 e over60 15€
Allievi Teatri Possibili con TPCard 10€
Allievi altre scuole di teatro 13€
Prevendita 1.50€
Orari:
Da lunedì a sabato ore 21.00
[gallery type="rectangular" ids="42135,42138,42139"]Nasce a Milano, in via Panfilo Castaldi, Mantra Raw Vegan, il primo ristorante raw vegan in Italia, per un’esperienza degustativa sana, unica, curiosa, di una cucina crudista ricercata e golosa.
Oltre al ristornate, che saprà sorprendervi dal mattino, con deliziose colazioni, fino a sera, per gustose cene, all’interno del locale troverete fresh cold pressed juices e raw snacks nel corner market di Mantra.
Ma cos’ è esattamente il Raw Vegan?
Il Raw Vegan è una dieta che esclude completamente dal novero del commestibile tutti gli animali e i loro derivati. E che rifiuta la cottura e la centrifuga come metodo di preparazione di tutto quel che resta. Il principio di una dieta crudista consiste nel mantenere la temperature degli alimenti sempre al di sotto dei 45 °C, affinché gli enzimi e le proprietà nutritive non vadano persi.
Palato e stomaco non sono fatti per litigare. Il crudismo vegano appaga l’organismo senza nulla togliere al palato. I piatti crudisti riabituano il palato a gustare ogni tipo di alimento in modo più intenso. Dopo un po’ la sensibilità del palato migliora, al punto che si possono sentire i sapori come fosse la prima volta. Gli alimenti dolci sembreranno ancora più dolci, e gli alimenti che un tempo sembravano amari, come gli ortaggi verde scuro, inizieranno ad assumere un sapore intenso.
Il crudismo è una filosofia di vita che cerca di dare all’individuo, attraverso una nuova prospettiva alimentare, il benessere fisico e la gioia di vivere.
A dirigere il Raw Lab di Mantra è Alberto Minio Paluello chef “food designer”, grazie ad un bagaglio di conoscenza e competenza pressoché unico in Italia. Laureato in lettere alla Ca’ Foscari di Venezia con esperienze nel campo della fotografia e della grafica, da 14 anni rigorosamente vegano e affascinato da sempre dalla multidimensionalità del cibo si diploma Raw Vegan Chef alla Matthew Kenney Accademy di Santa Monica. Negli States matura poi significative e preziose esperienze professionali sempre nell’ emergente ambito della cucina vegana: presso il prestigioso MAKE di Santa Monica, California e il RASA Juice Bar di Santa Fe, New Mexico. Concependo il cibo come appagamento anche estetico e mentale, seleziona e tratta con estrema cura la materia prima per estrapolarne intatta l’anima nutrizionale e restituirla, componendone sapientemente i differenti valori, colori e sapori nella cornice di piatti “creazione”: belli da vedere, buoni da gustare e sani da assimilare.
Il locale è uno spazio essenziale,allegro e pieno di energia progettato dai giovani architetti designer dello studio Supercake.
Mantra Raw Vegan
Via Panfilo Castaldi 21 02 8905 8575 www.mantrarawvegan.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari
lunedì dalle 9 alle 19 da martedì a sabato dalle 9 alle 24 domenica dalle 11 alle 16
Indira Fassioni
Per la Museum Week 2015 sono stati realizzati, da Bright e Variable, una serie di artwork che traducono i dati dei musei in forme colorate e dinamiche.
Queste innovative opere d’arte digitale combinano i dati inerenti al museo a quelli delle conversazioni online che li riguardano. Il movimento a cui danno vita in Rete viene rappresentato sotto forma di figure e sagome colorate.
Si rimane ipnotizzati e divertiti nell’ammirare questi artwork. L'idea è nata per celebrare i musei e per cercare di attirare un numero maggiore di visitatori in un modo rivoluzionario, coinvolgente e creativo.
La tecnologia diventa arte, l'arte diventa tecnologia e i dati dei musei non sono più pagine di noiosi e fitti dati incomprensibili, ma meravigliose e coloratissime opere digitali.
Qui di seguito la legenda per interpretare gli artwork:
Sito Web: http://museumweek2015.org/en/
Martina Destro
[gallery type="rectangular" ids="42098,42099,42100,42101"]Da mercoledì 6 a sabato 16 maggio al Teatro della Cooperativa di Milano andrà in scena Guida estrema di Puericultura - ovvero Sfasciare il bambino non vuol dire farlo a pezzi, uno spettacolo scritto da Angela Demattè e Francesca Sangalli e diretto da Renato Sarti.
La messa in scena teatrale è tratta direttamente da una pagina nata su Facebook, diventata prima un ebook e poi uno spettacolo. La Guida Estrema di Puericultura si compone di una serie di aforismi crudeli sulle gioie del puerperio, e pian piano si trasforma in un monologo folle impersonato da una puericultrice morbosa (Alex Cedron) che tiene una lezione internazionale piuttosto buffa sui temi della gravidanza e l'allevamento dei neonati. La figura ella puericultrice è incarnata da un uomo proprio per sottolineare il distacco incolmabile tra teoria e pratica, tra regola e imprevisto e per dimostrare quanto spesso ci si dimentichi di tener conto della vera essenza femminile. Guida Estrema di Puericultura è uno sproloquio estremamente divertente sulla vita, scritto a quattro mani da due mamme drammaturghe. Durante lo spettacolo verrano dispensati consigli sulla nuova vita da affrontare con un figlio, verranno mostrate situazioni e scene che dissacrano la maniacale cura e delicatezza con cui normalmente viene trattato l'argomento. Guida Estrema di Puericultura è uno spettacolo liberatorio per tutti i genitori e un'occasione, per gli altri, per ridere di tutti quei matti che si sono lanciati nell'avventura di avere un bambino.
“Immediatamente dopo la Seconda guerra mondiale l’Italia aveva il tasso di natività più alto d’Europa. Oggi siamo il fanalino di coda e il figlio unico è la regola. Questo è il fenomeno che più di ogni altro ha sconvolto la nostra vita. Nonostante sia molto comico, il testo offre una serie di riflessioni importanti sull’attesa, l’arrivo del bebè e su tutte le implicazioni familiari, affettive e anche economiche che questo comporta.” (Renato Sarti)
Guida Estrema di Puericultura
di Angela Demattè e Francesca Sangalli
con Alex Cedron
regia e scene Renato Sarti
allestimento scenico Luca Grimaldi e Marco Mosca
si ringrazia Giovio 15
Teatro della Cooperativa
Via Hermada 8, Milano
dal 6 al 16 maggio
Orari:
tutti i giorni ore 20.45 - domenica 10 maggio riposo
Prezzi: Intero 18€ - ridotto 15/9€
Info:
tel: 0264749997
Amanti delle biciclette all'ascolto!
Ecco cinque locali a Milano dove condividere la passione per le due ruote che si ispirano ad altre città europee come Amsterdam, Berlino e Copenaghen. Questi luoghi del Nord Europa sono a misura di ciclista e negli ultimi tempi la tendenza di locali bike friendly si sta diffondendo sempre di più anche in Italia.
I cosiddetti bike café sono location dove bere qualcosa in compagnia, ma anche luoghi di ritrovo per gli appassionati delle due ruote, dove magari assistere alle grandi corse e far riparare la bicicletta.
UPCYCLE
Per stessa ammissione di chi l’ha pensato, l’Upcycle è ispirato al bike café londinese LookMumNoHands. Nato nel 2013 in un ex garage, è un ristorante, bar, spazio per coworking e anche anche ciclofficina. È dunque un punto di riparazione, formazione e informazione sulla manutenzione della bici e al tempo stesso un luogo di convivialità in cui condividere la passione per le due ruote, visto che ha una sala proiezioni dove assistere alle grandi gare di ciclismo, e riflettere su stili di vita sostenibili: non a caso, il nome del locale fa riferimento al termine upcycling, cioè al processo di conversione di materiale di scarto in qualcosa di nuovo e di utile. Il ristorante propone brunch svedese tutti i giorni e menù detox gli ultimi quattro di ogni mese.
INFO
Via Ampère 59, MI
Giorni e orari di apertura:
Lun 8.30 – 20.00
Da Mart a Ven 8.30 – 23.00
Sab 10.00 – 23.00
Dom 10.00 – 21.00
Tel: +39 02 83428268
Sito Web: http://www.upcyclecafe.it/
BIANCHI CAFÈ & CYCLES
Fondata a Milano nel 1885, la Bianchi è la fabbrica di biciclette più vecchia al mondo ancora esistente. In sella alle sue biciclette hanno corso i più grandi ciclisti italiani: dal 1997 fa parte del gruppo svedese Cycleurope AB ed è proprio in Scandinavia che è nato il primo locale della storica casa ciclistica. A fine 2014 il Bianchi Cafè & Cycles, colorato di celeste, è arrivato in Italia. È un punto di incontro per chi ama le due ruote, ma anche i sapori italiani, visto che qui si può fare colazione, pranzo, aperitivo e cena. Tra i piani c’è uno spazio dove sono esposte biciclette storiche, mentre nello showroom sono in vendita gli ultimi modelli e tutto il merchandising griffato Bianchi. Senza dimenticare il servizio di ciclofficina e di bike fitting, per garantire la migliore postura in sella.
INFO
Via Felice Cavallotti 8, MI
Giorni e orari di apertura:
Lun - Gio 6.30 - 22.00
Ven - Sab 6.30 - 0.00
Dom 6.30 - 22.00
Tel: +39 02 25061039
Sito Web: http://www.bianchicafecycles.it/
LE BICICLETTE
Dove una volta c’era un negozio di biciclette, da qualche anno c’è un locale dove rimane traccia dell’antica vocazione. Il ristorante art bar è arredato con bici, considerate veri e propri oggetti di design, appesi al soffitto e periodicamente ospita vernissage e presentazioni, anche su temi ciclistici. In zona Ticinese, è uno dei luoghi della Milano più creativa e recettiva verso mostre di arte contemporanea, esposizioni fotografiche, buon cibo e musica di qualità. Ma sempre con uno stile proprio, costruito attorno alle due ruote.
INFO
Via Torti angolo Corso Genova, MI
Sempre Aperto
Tel: +39 02 58104325
Sito Web: http://www.lebiciclette.eu/ITA/
DEUS CAFÈ
Deus ex Machina è un marchio australiano, specializzato in biciclette, motociclette e tavole da surf. Mondi apparentemente lontani in realtà accomunati dalla creatività costruttiva tipica di un laboratorio artigiano: i laboratori Deus ex Machina sono spazi espositivi con officina, ma anche store e café. Al mondo esistono quattro locali del genere: quello milanese è nel quartiere Isola, considerato «il primo motoquartiere d’Europa». Gli altri Deus Cafè sono stati aperti a Sydney, a Los Angeles e a Bali. Il menù è prevalentemente italiano, seppur con qualche incursione internazionale: si mangia in un grande open space con arredi di recupero, pezzi vintage e cucina a vista.
INFO
Via Thaon di Revel 3, MI
Sempre Aperto
Tel: +39 02 8343 9230
Sito Web: http://deuscafe.it/
CASCINA CUCCAGNA
In zona Porta Romana, la Cascina Cuccagna è un piccolo mondo dove si può fare un po’ di tutto. Progetto Cuccagna ha recuperato i grandi spazi della settecentesca e omonima cascina urbana, che era in stato di abbandono, e ne ha fatto un luogo di aggregazione, un laboratorio culturale e una sorta di ponte tra la città e la campagna. Il martedì pomeriggio, nella corte c’è un mercato agricolo e oltre all’aperitivo, da poco ospita anche una foresteria. E le biciclette? Il sabato si possono andare a riparare nella Ciclofficina Cuccagna, uno spazio di valorizzazione pratica delle due ruote che incoraggia la mobilità creativa attraverso l’apprendimento condiviso alla manutenzione della bicicletta.
INFO
Via Cuccagna 2/4, MI
Sito Web: http://www.cuccagna.org/portal/IT/handle/?page=homepage
"Preistorie di tutti i giorni” è l’ultimo album di Edipo, al secolo Fausto Zanardelli, un poeta contemporaneo e romantico, un cantautore che diverte, appassiona e fa riflettere. L’album è stato presentato come apertura del concerto di Caparezza tenutosi al Mediolanum Forum di Assago.
Incuriositi dal titolo dell’album e dalla particolarità dell’artista, Nerospinto ha incontrato Edipo.
NEROSPINTO: Innanzitutto, come mai “Edipo”?
EDIPO: Ero alla ricerca di un nome d’arte, dato che Fausto Zanardelli non mi sembrava molto accattivante. “Edipo” è legato alla mia passione per Pasolini e in particolare al film “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Pasolini è riuscito a parlare del nazismo in chiave controversa e scioccante. Spesso quando dico da dove vengo (Salò, ndr), la gente non si rende conto di come gli abitanti stessi siano stati stuprati dal nazismo ed è un peccato che a Salò si associ solo quel periodo, perché io sono molto affezionato al mio luogo d’origine … Pasolini ha anche girato l’ “Edipo re” e da qui il mio nome d’arte. Mi riallaccio al mito di Edipo prevalentemente per quanto riguarda il conflitto generazionale, tema costante delle mie canzoni. L’ambiente famigliare, il rapporto coi genitori, determinano chi siamo. Una persona che ha avuto un’infanzia felice sarà diversa da chi ha vissuto in un ambiente più complesso.
NS: Qual è stata la tua formazione?
E: Ho cominciato a 12 anni con il rap. Poi a 19 anni mi son detto “basta” e mi sono fermato. A 23 anni però la passione è tornata e ho deciso di trasferirmi a Milano, dove ho studiato come tecnico del suono. La città l’ho sentita poi troppo grande per me e sono tornato a Salò, dove ho iniziato a registrare gruppi, cosa che mi ha consentito di conoscere molti artisti. A tempo perso, registravo anche brani miei, fino a quando non sono diventati un vero e proprio album. Il mio primo lavoro (“Hanno Ragione i Topi”2010, ndr) è stato accolto bene. Poco dopo è arrivato il secondo album (“Bacio Battaglia”, 2012, ndr), uscito per Foolica Records e ha avuto un maggiore successo. Questo è stato il mio trampolino di lancio, visto che poco dopo il secondo lavoro, ho incontrato Dargen D’Amico. Grazie a lui ho conosciuto la sua casa discografica, la “Giada Mesi”, che ha prodotto il terzo album.
NS: Quali sono gli artisti a cui ti ispiri? Quale musica ti piace?
E: Faccio fatica ad appassionarmi. Da tempo ormai non ascolto un artista per il quale mi dico: “Questo mi piace, me lo ascolto in macchina!”. Alla fine torno sempre alle origini, a De Andrè, De Gregori, Dalla. Sono loro che mi fanno emozionare. A volte, però, provo una sorta di “blocco” di fronte ai grandi della musica, perché loro hanno saputo raccontare in modo giusto e definitivo le emozioni e quindi da un lato c’è la consapevolezza di non poter arrivare al loro livello e dall’altra ho paura di farmi influenzare mentre scrivo. I sentimenti sono al centro dei miei testi ed è la capacità poliedrica di raccontarli che rende un cantante un vero artista.
NS: Quale canzone avresti voluto scrivere?
E: “L’avvelenata” di Guccini. Attraverso questo brano, Guccini ha saputo trasmettere esattamente quanto provava ed è una canzone in cui mi ritrovo molto.
NS: Parlaci del tuo ultimo album. Quali sono le “Preistorie di tutti i giorni”?
E: Sono le storie di tutti i giorni, che raccontano l’emotività di chiunque. L’album è una sorta di diario di una persona normale. “Preistorie” proprio in romando all’uomo preistorico, al quale importava di mangiare, avere un riparo caldo … di questo parlo, di aspetti che riguardano la quotidianità di tutti.
È molto diverso dal secondo album, “Bacio Battaglia”, in cui il messaggio era “eccomi, io sono qua”. Quello è stato un disco contro, perché ero arrabbiato, avevo voglia di sfogarmi e dunque in quelle canzoni parlavo di rabbia e insofferenza. Dopo essermi sfogato, finalmente, son ritornato coi piedi per terra e ho ripreso a parlare di cose ‘normali’.
NS: Progetti per il futuro?
E: Adesso mi aspetta il tour estivo. Dopodiché sto già lavorando a nuovi brani e dunque ci sarà un quarto album di Edipo.
Purtroppo, “Preistorie di tutti i giorni” è uscito un po’ in ritardo rispetto a quando l’avevo concluso e gli ultimi due anni sono stati piuttosto travagliati per me. Ero quindi bloccato e non sereno per scrivere di nuovo. Adesso che è finalmente uscito, però, la penna ha ricominciato a scrivere.
NS: Qual è la tua giornata tipo?
E: Al mattino faccio colazione e un po’ di ginnastica, ascoltando “Dj Chiama Italia”, mi fa molto ridere! Dopodiché magari faccio un po’ di spesa, pranzo – cerco sempre di mangiare cose fresche – e al pomeriggio lavoro: rispondo a mail, scrivo, mi organizzo coi vari appuntamenti, incontri. Diciamo che di giorno sto prevalentemente in casa, anche se cerco di camminare il più possibile. La sera, invece, vado in studio e registro.
NS: Qual è la prima cosa che fai al mattino e l’ultima prima di addormentarti?
Al mattino faccio colazione. La sera vado a letto sempre piuttosto tardi. Stando sui Navigli, c’è sempre molto rumore di notte. Tuttavia, prima di dormire è il momento migliore per concentrarsi su una canzone. Sono molto selettivo e cesellatore nel comporre e la sera spesso mi vengono le idee migliori. Raramente ho scritto canzoni intere tutte di getto, ma quelle poche mi hanno dato molta soddisfazione.
NS: Se non avessi fatto il cantante, cosa ti sarebbe piaciuto fare?
E: Il parrucchiere. In questo momento mi piacerebbe fare il parrucchiere “da grande”. Mi piace quello che sto facendo adesso, ma non so se scriverò canzoni per tutta la vita. Magari fra due o tre anni mi stufo e deciderò di fare altro.
NS: Diciamo che non ti fa paura il cambiamento …
E: Assolutamente. È il NON cambiamento che non sopporto. Mi annoio facilmente e sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli.
NS: Sei di Salò, ma vivi a Milano da anni. C’è un luogo al quale sei particolarmente affezionato?
E: È una trattoria, si chiama Albero Fiorito. Ci sono stato ad un pranzo ed è sicuramente un posto un po’ particolare. È a conduzione famigliare, con marito al bancone, moglie in cucina e figlia ai tavoli. Il menù è scritto a mano su semplici fogli bianchi, ma l’aspetto più originale è che ti siedi accanto a sconosciuti. Puoi trovare di tutto: dal manager all’insegnante, fino a persone meno abbienti. Con esisti inaspettati!
Lucia Lanzini
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