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Stasera in Piazza del Duomo a Milano ore 21.00 si svolgerà la grande ed attesissima cerimonia di apertura di Expo 2015.
In diretta su Rai Uno, un evento imperdibile presentato da Antonella Clerici e Paolo Bonolis in cui l'ospite d'onore sarà lo stimatissimo tenore italiano Andrea Bocelli, accompagnato dal compositore Andrea Morricone, figlio del Premio Oscar Ennio Morricone e dalla grande Orchestra Rai composta da 71 musicisti e 50 coriste. L'artista presenterà in anteprima mondiale il brano inedito "la forza del sorriso", colonna sonora di questa immensa manifestazione.
Un meraviglioso inno all'amore e alla felicità che ricorda come, spesso, un semplice ed inaspettato sorriso può regalare gioia alle persone e donare un prezioso nutrimento per l'umanità. Un appello dell'artista ad usare sempre il cuore in tutte le situazioni della vita, questa sarà la chiave del successo.
Il brano sarà accompagnato da un video in cui Bocelli interpreta il pezzo al pianoforte al 39° piano del Palazzo della Regione con immagini spettacolari di Milano, a partire dai luoghi storici della città fino ad arrivare alle ultime e più innovative costruzioni che hanno ultimamente contribuito ad abbellirla, come Piazza Gae Aulenti. Le riprese sono state girate da una troupe internazionale guidata dal regista Gaetano Morbioli.
Nella clip inoltre si vedranno alcuni momenti del tenore passati insieme all'amministratore delegato di Expo Giuseppe Sala e alla sua amatissima famiglia.
INFO:
Piazza del Duomo Milano
ore 21.00
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Per visitare Expo 2015 TIM2go, il nuovo servizio di tablet sharing di TIM realizzato in collaborazione con Samsung, mette a vostra disposizione tablet e noleggio del modello Samsung Galaxy Tab S 8.4.
Questo servizio permette di prenotare il vostro tablet direttamente dal sito www.tim2go.tim.it, mentre l'applicazione consente di creare e di condividere il ricordo digitale della vostra esperienza all'Esposizione Universale. Il tablet può essere "affittato" per un massimo di sette giorni a un prezzo che parte dai 10€ fino ai 15€ giornalieri a seconda se la prenotazione viene fatta tramite web o presso i punti di ritiro. La prenotazione online offre il vantaggio economico, ma anche la possibilità di scegliere dove ritirare il tablet e dove riconsegnarlo.
Dimenticatevi a casa mappe, guide turistiche, macchine fotografiche e videocamere. Tramite l'applicazione TIM2go, le vostre foto, i video e gli itinerari percorsi vengono inseriti in uno spazio cloud di 5 GB chiamato My Visit. Qui ritroverete tutti i media e i dati raccolti durante l'utilizzo del vostro tablet. I contenuti della vostra esperienza digitale sono condivisibili con i propri contatti in tempo reale, ma anche successivamente alla visita.
Una fantastica occasione e un'ottima soluzione per vivere al meglio la vostra esperienza ad Expo, senza intralci cartacei, pesi eccessivi negli zaini o spazio occupato nelle borse...sarà tutto nel leggero, comodo, portatile e sempre disponibile con il tablet di Samsung.
Martina Destro
Dal 9 al 31 maggio 2015, presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, nell’ambito di EXPO in città, Fondazione Cineteca Italiana presenta Belle speranze, serie di appuntamenti per gli amanti della musica jazz, eseguita dalle migliori band esordienti, e grandi film. Dopo il successo dell’anno scorso, la Cineteca ripropone il ciclo di quattro appuntamenti con altrettanti concerti di giovani jazz-band internazionali. Ad ogni concerto seguirà la proiezione di un film ispirato ai temi della cucina e del cibo. Si esibiranno i Lorenzo Blardone Quartetto, i Quintetto Plank, l'Instablemates Quintet. Son previsti in proiezione Big Night (1996) di Stanley Tucci, storia di due fratelli italoamericani alle prese con la difficile gestione di un ristorante, Soul Kitchen (2009) di Fatih Akin, frizzante commedia su un ristoratore alle prese con problemi sia sentimentali che professionali, Lunchbox, commedia romantica indiana su due persone che si innamorano scambiandosi biglietti nei rispettivi cestini del pranzo. Chiude il ciclo Wenn Aus Dem Himme... (Quando dal cielo...), incredibile documentario musicale diretto da Fabrizio Ferraro, un viaggio nei meandri della creatività musicale in cui il regista riprende dal vivo il trombettista Paolo Fresu e il bandoneonista Daniele Di Bonaventura per ricostruire attraverso le immagini, la fotografia, il montaggio cosa si cela dietro al miracolo della creazione artistica. Prima di ogni concerto sarà offerto al pubblico un rinfresco
. Sabato 9 maggio h 19.00 Lorenzo Blardone Quartetto (Lorenzo Blardone – Pianoforte; Marco Rottoli - Contrabbasso, Riccardo Chiaberta – Batteria; Gianluca Elia – Sax) Il progetto nasce dalla necessità dei tre di comprendere le varie sfumature del jazz e di avere un laboratorio di studio dove poter scrivere musica ispirata prevalentemente ai jazzisti contemporanei, quali Brad Mehldau, Brian Blade, Craig Taborn,Kurt Rosenwinkel e altri, una musica caratterizzata da forme più elaborate rispetto al repertorio jazzistico tradizionale e orientata verso il jazz Newyorkese. A seguire Big Night (Stanley Tucci, USA, 1966, 107’) Primo e Secondo Pilaggi, fratelli italiani emigrati sulla costa del New Jersey, gestiscono un ristorante sull'orlo del fallimento. I due, per risollevare la situazione, decidono di organizzare una sontuosa cena nel loro locale, alla quale invitare il famoso musicista Luis Prime. Gustosa commedia “gastronomica” ambientata negli anni Cinquanta.
Sabato 16 maggio h 19.00 Quintetto Plank (Marco Scipione – Saxofono; Massimiliano Ferri – Chitarra; Filippo Rinaldo – Pianoforte; Marco Rottoli – Contrabbasso; Francesco Ghirlanda – Batteria) Il QUINTETTO PLANK nasce all’interno dei Corsi Jazz del conservatorio G. Verdi di Milano per iniziativa di Marco Scipione. Il repertorio del gruppo spazia da classici della tradizione jazz ad autori moderni a composizioni originali contando sulla straordinaria affinità musicale e sulla naturale curiosità dei componenti verso molteplici linguaggi e stili musicali. Il nome del gruppo fa riferimento al grande fisico tedesco Max Plank, il creatore della teoria dei quanti, ed in definitiva sono proprio lo spirito di ricerca ed il desiderio di sperimentare i tratti distintivi della proposta musicale di questo gruppo tutto formato da giovanissimi musicisti. A seguire Soul Kitchen (Faith Akin, 2009, 99’) Zinos è il proprietario di origine greca di un ristorante di Amburgo che sta attraversando un periodo di notevoli difficoltà: la sua fidanzata Nadine si è trasferita a Shanghai e ai suoi clienti il nuovo chef che ha assunto non va affatto a genio. Per Zinos si tratterà così di intraprendere una lotta su due fronti: riconquistare la fiducia della clientela e il cuore di Nadine.
Sabato 23 maggio Instablemates Quintet (Gen Cotena – Chitarra; Giovanni Digiacomo - Sax alto; Federico Calcagno – Clarinetto; Victoria Dodova – Contrabbasso; Francesco Ghirlanda - Batteria) Il gruppo è formato da cinque giovani musicisti che hanno già avuto diverse esperienze musicali sia in ambito locale che internazionale. Il quintetto propone un repertorio composto da brani originali e rivisitazioni di standards della tradizione americana. Forte è il lavoro sull’interplay e l’arrangiamento. La ricerca di momenti di improvvisazione collettiva, e l’utilizzo di partiture grafiche, sono le caratteristiche del loro “sound”. Si cerca di rispettare il background dei singoli musicisti, tipicamente europeo, senza mai perdere l’intenzione ritmica, base della musica afroamericana, e matrice comune del gruppo. A seguire Lunchbox (Ritesh Batra, India, 2013, 105’) Ogni mattina a Mumbai 5 mila fattorini consegnano i cestini del pranzo che le mogli preparano per i mariti al lavoro. Un giorno però una consegna sbagliata porta la casalinga Ila Singh, abitante del quartiere borghese indù di Dadar, in contatto con Saajan Thomas, un uomo solitario nel crepuscolo della sua vita. Senza conoscersi, i due cominciano a scambiare messaggi attraverso i cestini, rischiando di perdere di vista le loro realtà.
Domenica 31 maggio H 19 Wenn Aus Dem Himme... (Quando dal cielo...) (Fabrizio Ferraro, Italia, 2015, 93’ con Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura) Il trombettista Paolo Fresu e il bandoneonista Daniele Di Bonaventura registrano insieme un disco in un grande auditorium senza pubblico ma attrezzato di microfoni e alla sola presenza di un fonico e del produttore Manfred Eicher. I due musicisti provano, riascoltano, sperimentano, discutono, immaginano e insieme cercano di dare forma ad una musica sperimentale, diversa anche dal jazz per il quale sono noti.
INFO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it T 02 87242114
MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI
Biglietto d’ingresso intero: € 5,50
Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00
Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00
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Anche quest'anno la Galleria Sozzani ospita le foto premiate al World Press Photo 2015. La selezione preparata per Amsterdam, inizia il suo viaggio proprio a Milano dal 2 al 31 maggio 2015 per poi spostarsi a Roma, Lucca, Bari e oltre 100 città sparse in tutto il mondo.
L'1 maggio è prevista l'inaugurazione dalle 15.00 alle 20.00, mentre il 14 maggio alle 18.30 è in programma un incontro con Mads Nissen, vincitore della 58^ edizione del concorso. Il fotografo del quotidiano svedese Politiken è stato premiato per lo scatto che raffigura Jon e Alex, una coppia gay in un momento intimo proprio a San Pietroburgo. L'immagine, pronta a diventare una icona, vuole essere una denuncia contro le condizioni di vita per la comunità LGBT, diventate ormai insostenibili in Russia.
I vincitori delle 8 categorie sono stati selezionati tra 5.692 fotografi e i loro quasi 100.000 scatti! Gli ambiti premiati sono spot news, notizie generali, storie d'attualità, vita quotidiana, ritratti, natura, sport e lavori a lungo termine. La premiazione si è svolta nella capitale dei Paesi Bassi il 24 e 25 aprile, e tutte le fotografie vincitrici (oltre 40), le potete trovare qui ma il nostro invito è quello di approfittare di questa occasione ed emozionarvi dal vivo alla Galleria Sozzani.
INFO e CONTATTI World Press Photo 2015 Dal 1 maggio al 2 giugno 2015 tutti i giorni dalle ore 10.30 alle 19.30; mercoledì e giovedì, dalle ore 10.30 alle 21.00
Galleria Carla Sozzani Corso Como 10 – Milano Tel. 02.653531 – Fax 02.29004080
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Mario Martone e Mario Tronco rivisitano la Carmen e la portano al Piccolo Teatro Strehler di Milano dal 5 al 17 Maggio. Finalmente lavorano fianco a fianco e si fanno accompagnare da una figura femminile incredibile, Iaia Forte.
L'attrice napoletana interpreta una Carmen capace di stare al centro di tante situazioni, accompagnata sul palcoscenico da Roberto De Francesco e l'Orchestra di Piazza Vittorio, band internazionale e multietnica diretta da Mario Tronco.
Enzo Moscato riscrive l'opera di Bizet in chiave contemporanea, ruotando attorno a temi caldi come quello del femminicidio. La poliedria di talenti di questi eterogenei artisti riporta in vita questa poesia malinconica con un risultato armonioso ed equilibrato.
INFO e CONTATTI Piccolo Teatro Strehler dal 5 al 17 maggio 2015 Carmen di Enzo Moscato
Largo Antonio Greppi 20121 Milano Tel. 848800304 www.piccoloteatro.org Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prezzi
Platea: Intero € 33,00 Ridotto card € 21,00
Balconata: Intero € 26,00 Ridotto card € 18,00
Promozione: da 15 euro e 21 euro
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Mercoledì 29 aprile alle ore 18.00 allo Spazio Seicentro di via Savona 99 a Milano la scrittrice Giulia Jurinich, autrice del libro “Alice nel paese del Pop Surrealism” (Emil editrice, 2013), incontra l’artista Silvia Viganò che con le sue ultime opere si riallaccia fortemente al movimento californiano del Pop Surrealismo. Modera l’incontro Leonardo Merlini.
Nerospinto ha fatto due chiacchiere con Giulia.

NEROSPINTO: Raccontaci un po' chi sei
GIULIA JURINICH: Chi sono? Sono una giovane storica dell'arte. Sono nata e cresciuta nella terraferma veneziana. Dopo il diploma sono andata a studiare a Roma: il periodo più bello della mia vita. Dopo la laurea sono tornata a Venezia per motivi economici. E da lì.... la ricerca di una collocazione nel mondo lavorativo e culturale. Un contest internazionale vinto, un progetto ambizioso portato a termine, l'insegnamento, i viaggi, le speranze ...
NS: Quali esponenti del mondo Pop ti hanno più ispirato?
G.J.: Sicuramente Andy Warhol ed il suo modo di reinterpretare il concetto di arte, rendendola ripetitiva e fruibile ed il suo ideale di assurgere ad opera d'arte anche ciò che è parte del quotidiano. Un artista di tale calibro ha cambiato la storia dell'arte continuando ad influenzare le nuove tendenze contemporanee, non solo i Pop-surrealisti, ma anche personaggi come Takashi Murakami, che fa suo anche il concetto di Factory.
NS: Quali invece del surrealismo?
G.J.: Surrealismo? Sicuramente Dalì. Con le sue atmosfere oniriche portate all'estremo, con il suo disegno perfetto, il suo colore iperreale, i suoi particolari minuziosi. Dalì è stato il primo a confrontarsi con la commercializzazione delle sue opere e della sua figura al punto da meritarsi il soprannome di Avida Dollars.
NS: Cos'è per te il pop surrealism?
G.J: Il Pop-Surrealim per me è un'avventura; un percorso all'interno del quale ho scoperto degli aspetti di me stessa che non conoscevo. Un modo per capire che non sempre i nostri lati oscuri sono negativi. Il Pop-surrealism è un viaggio negli USA, nella loro cultura, nei loro controsensi. E' una visione dell'arte che si riappropria di tecniche antiche mediandole col nuovo. E' un modo di dire di dire le cose con grazia, con violenza, con ironia, con provocazione.
NS: Come mai hai scelto di collaborare con silvia? È un patto tra donne o è perché ti ci rivedi nelle sue opere?
G.J.: La collaborazione con Silvia è nata spontaneamente e per questo credo che sia una collaborazione ben riuscita perchè quando nascono in maniera spontanea esaltano la parte migliore di ognuna delle parti. Non si può parlare di patto tra donne, ma siamo donne nelle arti e conseguentemente abbiamo un linguaggio comune; abbiamo delle esperienze comuni, e adesso stiamo facendo insieme un pezzo di strada.
NS: Sei nata a Venezia, un museo a cielo aperto: ci vivi o hai scelto di andartene? Come mai?
G.J.: Ho scelto di andarmene. Per questo sono andata a Roma per fare l'Università. Ci vivo. Perché per motivi economici sono dovuta tornare. Ma vorrei andarmene via. Ancora. Venezia è una città bellissima. Ma è autocelebrativa. Riflette se stessa, come nelle acque dei rii, ed io non mi ci ritrovo. Il mio rapporto con lei sarà sempre "odi et amo".
NS: Hai avuto contatti diretti con i ragazzi grazie alla tua attività di insegnamento, pensi che i giovani di oggi siano disincantati? Sono effettivamente interessati all'arte?
G.J.: Io credo che, in linea di massima, i giovani di oggi subiscano delle problematiche che sono legate alla società nella quale vivono: una società che non si fida, che comunica esclusivamente tramite social network, perdendo il senso della parola e della vicinanza fisica. Tutti sono amici di tutti ma in realtà non sono amici di nessuno. Non è facile rapportarsi con loro., anche se il gap generazionale è basso. Se però si superano da entrambe le parti, le barriere erette dai ruoli, dalle apparenze, dal pettegolezzo, si possono instaurare dei rapporti di stima e rispetto reciproco, a prescindere dall'età. I ragazzi sono interessati all'arte nel momento in cui si rendono conto che l'arte è fatta da uomini come loro. Se l'arte rimane sui libri di testo diventa una materia come tutte le altre. Sta all'insegnante fare la differenza, ferme restando le predisposizioni naturali di ciascuno.
NS: Che musica ascolti e che film ti piacciono?
G.J.: Che domanda difficile! Io ascolto tutta la musica .... dal punk, al rock, cantautorato italiano, pop, rap ..... La musica accompagna tutti i momenti della mia vita. Quando studio, quando scrivo, quando mi riposo. Per i film vado molto ad estro anche se il mio film preferito in assoluto è "L'attimo fuggente".
NS: Quali artisti attuali secondo te sono da tenere d'occhio?
G.J.: Tra i pop-surrealisti italiani sicuramente Silvia Viganò, Natascia Raffio, Nicoletta Ceccoli, Alessia Iannetti, Niba. Al di fuori di questa corrente apprezzo molto la poetica artistica di Massimo Mion, di Alba Kia, Concetta de Pasquale, Chiara Spagnoli.
NS: Quali sono i tuoi imminenti progetti?
G.J.: Vorrei trovare un lavoro che mi permettesse di utilizzare al meglio le competenze che ha acquisito non solo con i miei studi, ma anche con le mie esperienze lavorative e di viaggio.
Lucia Lanzini
Giulia Jurinich è nata a Venezia nel 1985. Dopo aver conseguito la maturità classica presso il Liceo Ginnasio “R. Franchetti” di Mestre, si trasferisce a Roma dove, nel 2008, si laurea col massimo dei voti, in Studi Storico Artistici presso l’Università di Roma La Sapienza. Prosegue la carriera universitaria nel medesimo Ateneo, e nel 2011, consegue, sempre con il punteggio di 110 con lode/110, la laurea specialistica nella medesima disciplina. Nel 2009 pubblica il primo saggio monografico in lingua italiana sull’artista giapponese Takashi Murakami dal titolo “Takashi Murakami. La rivincita di un nerd”, frutto del suo amore per l’arte contemporanea, la moda e i fumetti, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2010, ed in vendita presso rinomate sedi museali e culturali italiane. Lo studio per l’universo underground la porta a scoprire il fenomeno artistico del Pop Surrealism, a cui dedica questo suo secondo saggio, sintesi di alcune delle sue più grandi passioni e di anni di ricerche e di viaggi. Finalista allo Spoleto Art Festival 2011 sezione Letteratura, con un estratto dal saggio inedito “Dada, Surrealismo ed Esoterismo”, attualmente, oltre a collezionare opere pop surrealiste, collabora con alcune riviste d’arte online cercando di porre l’attenzione anche sulle nuove ed emergenti voci dell’arte contemporanea.
Negli ultimi anni, oltre ad avere insegnato Storia dell’Arte in alcune scuole della provincia veneziana, ha vinto un importante contest internazionale di idee con il progetto Carpe Artem, un progetto che prevedeva l’interazione tra studenti delle superiori ed alcuni artisti contemporanei e che è culminato con la realizzazione di una mostra presso una galleria dell’interland veneziano
Dal 30 aprile al 13 settembre 2015 torna a Roma dopo oltre quindici anni il grande artista fotografo americano David LaChapelle con una delle più importanti e vaste retrospettive a lui dedicate: “Dopo il Diluvio”.
Roma omaggia David LaChapelle (Connecticut, Usa, 1963) con una mostra monumentale, allestita tra le sale del Palazzo delle Esposizioni, per celebrare un autore eclettico, che da circa vent’anni si muove sulla scena internazionale con l’agilità, la genialità e lo smalto di un eccentrico maestro dell’immagine contemporanea.
“Dopo il Diluvio”, recita il suggestivo titolo, riferendosi al corpus di opere che la mostra sceglie di evidenziare, costruendovi intorno un ritratto definito: sono tutte opere successive alla serie “The Deluge” (2006) – ispirata al grande affresco michelangiolesco della Cappella Sistina – che fu pietra miliare nel percorso di ricerca dell’artista. Da lì in poi il suo lavoro avrebbe imboccato strade meno commerciali e più autenticamente, esteticamente, concettualmente autonome. Non più produzioni pensate per pubblicità, videoclip, fashion magazine, ma opere “pure”, destinate a musei e gallerie.
Così, sul filo di metafore e citazioni, dopo il diluvio di composizioni patinate, sexy e stylish, la rigenerazione artistica è passata per l’approdo ad una terra nuova, in cui architetture, nature morte, rifacimenti di capolavori della storia dell’arte, paesaggi, scene d’interni, incontrano il suo sguardo allucinato, in cui convivono manierismi pop, atmosfere fantasy, straniamenti onirici, allucinazioni notturne e scintillanti skyline industriali.
La mostra, curata da Gianni Mercurio, ha raccolto oltre centocinquanta opere prodotte dal 2006 a oggi, accostandovi, per dovere di ricostruzione storica e per un opportuno raffronto, alcuni pezzi celebri risalenti al primo periodo (1995-2005). A completare il tutto una selezione di video di backstage in cui si svela il processo di realizzazione che sta dietro agli allestimenti dei barocchi set fotografici. E poi l’indispensabile catalogo antologico, edito da Giunti e curato da Mercurio insieme a Ida Parlavecchio. Su Artribune arriva una carrellata di immagini, a poche ore dall’opening. Un assaggio dell’allestimento, in esclusiva.
David LaChapelle, After the Deluge a cura di Gianni Mercurio dal 30 aprile al 13 settembre 2015
Palazzo delle Esposizioni Via Nazionale 194, Roma 06 39967500
Orario
Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 - 20.00 Venerdì, sabato: 10.00 - 22.30 Domenica: 10.00 - 20.00
Biglietti
Intero € 12,50 - ridotto € 10,00 ridotto 7/18 anni € 6,00 – gratuito fino a 6 anni scuole € 4,00 per studente con prenotazione obbligatoria per gruppi e scuole
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Traffic Gallery è felice di annunciare Terzo movimento in scala di Nero, doppia personale del duo Corpicrudi e dell'artista Mustafa Sabbagh, dal 15 Maggio al 30 Giugno.
Al rientro dall'importante esperienza americana a Los Angeles di Corpicrudi e al rientro dalla Masterclass presso il MAXXI di Roma da parte di Mustafa Sabbagh, gli artisti metteranno in scena negli spazi di Traffic Gallery un confronto-incontro incentrato sull'uso fotografico, installativo, performativo e musicale del concetto del Nero, vero e proprio denominatore comune tra le ricerche degli artisti. Si tratta di un viaggio simbolico tra passato e presente dove scultura, fotografia, musica e performance affrontano il perenne conflitto tra caducità e immortalità, sviluppando una dialettica ricca di citazioni, consce o inconsce, affrontate secondo i personali stili che caratterizzano la poetica e l'immaginario degli artisti.
CORPICRUDI Sinfonia in Nero
L’installazione Sinfonia in Nero si basa concettualmente su due citazioni e ai relativi rimandi: la scultura neoclassica di Bertel Thorvaldsen nell’eternità concessa dalla giovane dea greca Hebe che serviva il nettare dell’immortalità agli dei dell’Olimpo (1815), e la performance pianistica del 1962 di Arturo Benedetti Michelangeli che propone l’opera del noto compositore Fryderyk Chopin, con particolare omaggio alla caducità espressa nella Marcia Funebre del 1839. Le suggestioni musicali e visive si fondono negli scatti fotografici in piccole dimensioni realizzati in bianco e nero dove bianchi fiori, sebbene fotografati nel loro contesto naturale di vita, ricordano l’immaginario di una natura morta, suggestione ampliata dall’immagine capovolta proposta dagli artisti, a compiere un simbolico ribaltamento tra vita e morte. Le note della Sinfonia in Nero abitano un luogo di rimandi visivi e sonori dove eternità e caducità si incontrano quasi a compenetrarsi l’una nell’altra. I confini si fanno labili, il tempo si contrae e dilata in un unico respiro. La stessa divinità simbolo di immortalità sembra iniziare a sfaldare i suoi contorni. Il progetto comprende anche una sezione live in collaborazione con il coreografo Matteo Levaggi intitolata Preludio per una Sinfonia in Nero, dove lo stesso Levaggi, Samantha Stella e Sergio Frazzingaro di Corpicrudi sono in scena, con debutti nel 2014 al Teatro Elfo Puccini di Milano insieme alla band noise-rock The Death of Anna Karina (con estratti inseriti nel nuovo film Sexxx del regista Davide Ferrario), e all'Ace Museum di Los Angeles insieme alla band post-punk Von Haze (in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura e Concept Shows) in occasione della Los Angeles Fashion Week. Il video di Corpicrudi con l'intera pièce performata al Teatro Elfo Puccini nell'aprile 2014 viene presentato in anteprima a Bergamo in occasione di Terzo movimento in scala di Nero.
MUSTAFA SABBAGH Risen from the dead
Risen from the dead parla di morte tra passato e presente, parla di frammenti di vita bloccati in istanti dati - e come in toto la produzione dell’artista - parla e instaura automaticamente dialoghi nel tempo. Dialoghi espliciti e dialoghi accennati con i grandi pittori e scultori del Quattrocento, del Cinquecento, del Seicento, del Settecento, e dell’Ottocento. Sabbagh che viaggia e lavora in tutte le grandi capitali del mondo, geograficamente parlando, viaggia senza sosta anche nel tempo facendo risorgere in noi l’intera educazione visiva e visuale presente nei molteplici immaginari collettivi delle varie culture del globo. Dario da Pordenone, Michelangelo Buonarroti, Lorenzo Lotto, Giovanni Battista Moroni, Giuseppe Sanmartino ed infiniti ancora appaiono talvolta evidenti e al più accennati nelle elaborazioni fotografiche di Sabbagh dove l’uomo, soggetto e oggetto, viene protetto e coperto dalla testa ai piedi con neri oggetti feticcio della quotidianità, oppure lasciato quasi del tutto nudo ed inerme al suo destino di sofferenza interiore e fisica. La produzione fotografica di Risen from the dead in particolare punta al nero come metafora classicamente sensuale, e poi al bianco come momento chiarificatore e catartico; un nero contrastato, lucente, ammiccante, un nero che nasconde i corpi degli uomini ritratti creando una composizione sovrapposta e stratificata che modifica senza alterazioni di sostanza le figure e i profili umani; un bianco che avvolge e rimarca i confini tra ciò che misero perirà sotto la forza caduca del tempo e ciò che bloccato dall’istante atemporale dello scatto fotografico risorgerà per sempre negli occhi dello spettatore. Perché risorgere è un po’ come vivere in uno stato infinito di innamoramento alla vita, di innamoramento verso il prossimo, e di innamoramento verso la bellezza inanimata delle cose.
TRAFFIC GALLERY
in collaborazione con ARTDATE 2015
presenta
di
CORPICRUDI & MUSTAFA SABBAGH
a cura di
Roberto Ratti
15 Maggio – 30 Giugno 2015 Opening Venerdì 15 Maggio 2015 orario 18:00-21:30
Traffic GalleryVia S. Tomaso 92 Bergamo 035 0602882 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Giovedì 30 aprile inaugura CLASSICO RESTAURANT&BAR: una nuova sfida food dai mille volti, dal breakfast al dinner, dall’estate all’inverno.
All’ombra dei grattacieli di Porta Nuova, nuovo volto della Milano proiettata verso il futuro, prende vita il Classico Restaurant&Bar. Nato dall’esperienza del Virgin Active Café, il locale è la naturale evoluzione di un’innovativa idea d’intrattenimento che fonde un collaudato mix di seducenti sapori e un raffinato comfort. Uno spazio elegante, accogliente e dinamico adatto a qualunque momento della giornata, perfetto per rigeneranti pause pranzo, rilassanti brunch, vivaci aperitivi e preziose cene, ma soprattutto una nuova oasi della cultura food. La nuova sfida del Classico Restaurant&Bar, nasce grazie alla scommessa di Lorenzo Murray e suo fratello Orlando titolari di LMdM – azienda legata alla gestione di alcuni dei locali simbolo della scena milanese degli ultimi anni – che negli ultimi 12 mesi hanno lavorato per trasformare quello che era il Virgin Active Cafè in un nuovo locale, con un nuovo nome - Classico Restaurant&Bar - e un’innovativa filosofia, slegato dalla nightlife e più attento a coniugare il meglio della tradizione mediterranea con le nuove eccellenze del mondo della ristorazione.
Una nuova cucina “trasparente”, arredi di design dall’accogliente modernità e piatti ispirati dall’incontro tra cucina naturale, tradizione mediterranea e lampi di modernità: il nuovo Classico Restaurant&Bar è una raffinata oasi del gusto che guarda al futuro della cultura food, esplorarando sapori ricercati e sfumature green.
Un’idea di ristorazione che affonda le proprie radici in una filosofia rigorosa basata su quelle caratteristiche che hanno trasformato la dieta mediterranea in un patrimonio dell’umanità UNESCO, grazie a gustose ricette ricche di sapore, antiossidanti naturali e infinite proprietà benefiche. Su questi pilastri il Classico Restaurant&Bar ha elaborato le proprie proposte culinarie, tante invitanti creazioni che vengono strutturate in menù stagionali, che cambiano ogni 4 mesi, legati ad alimenti freschi e alle atmosfere della stagione in corso. Tante diverse tentazioni, tutte presentate senza troppe sofisticazioni per esaltare il gusto e la genuinità dei prodotti. All’interno dei menù, un ruolo importante è riservato a frutta e verdura, trasformate in protagoniste assolute dei piatti, alle mille virtù del pesce fresco e ad alimenti futuribili come il seitan, composto in golose creazioni fatte in casa. Tra le pagine dei menù anche ricette contrassegnate dai simboli benessere, homemade e premium ideali per i palati più esigenti. Il tutto abbinato a un’eccellente lista di vini, con una decina di etichette biologiche, biodinamiche e kosher.
Dalla colazione all’aperitivo, fino alla cena, la dimensione Bar è l’immancabile coprotagonista dell’esperienza offerta da Classico, accompagnando ogni momento della proposta gastronomica con una ricercata offerta, perfetta per tutti i palati e tutte le ore. Per la colazione, ma anche per il pranzo o il brunch del fine settimana, è possibile gustare ottime centrifughe di frutta e verdura, fresche spremute, o i classici tè, caffé e cappuccini preparati con italianissima maestria. Dal momento dell’aperitivo, il locale cambia aspetto: luci più soffuse, atmosfere più intime accompagnano gli ospiti. Per staccare la spina dalla giornata appena trascorsa, una preziosa selezione di vini Made in Italy raccolta in una winelist ricca di bottiglie esclusive con una decina di etichette bio e kosher. Per i più cosmopoliti il locale propone anche un vasto numero di cocktail internazionali realizzati da barman esperti con liquori di qualità superiore. Piccoli ricercati assaggi e un saporito giro pasta con ricette d’eccellenza attendono gli ospiti che si concedono un aperitivo nel cuore della nuova Milano. Per i più esigenti, tutto lo charme delle bollicine, da quello tricolore del Franciacorta DOCG a quello salutare dei prosecchi biologici, fino a quello più sofisticato dei migliori e più blasonati champagne.
Classico Restaurant&Bar
Via Tocqueville, 9 Milano tel. 02 8492 7861 Cucina aperta fino alle ore 24
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