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Mi chiamo Beniamino Strani, ho 24 anni e sono laureato in ‘Scienze dell’Informazione: Comunicazione Pubblica e Tecniche Giornalistiche’. Ho poi ottenuto un Master in ‘Critica Musicale’. Amo ogni forma di comunicazione e tra un articolo e un altro, pubblico delle poesie su un blog.
Cosa succede quando un cervello “alieno” viene addestrato a disimparare Bach nelle sue intime regole?
Lo abbiamo chiesto al primo compositore italiano che ha utilizzato in modo estensivo tecniche di composizione generativa basata su IA, Francesco Bardozzo, in arte Francis Oberlunar.
Una laurea con lode in intelligenza artificiale e computazionale presso la Facoltà di Informatica dell’Università di Salerno e un dottorato di ricerca (PhD summa cum laude) in intelligenza artificiale applicata alla chirurgia micro-robotica, Oberlunar ci ha raccontato il suo album esperimento,
Destructured Bach.
“Le grandi opere d’arte durano per sempre. Il mio sogno è quello di creare un caffè fatto ad arte.” Le parole di Guido Musetti, presidente del celebre Caffè Musetti, riflettono la passione e la determinazione del marchio, che con costanza e dedizione è riuscito a ottenere una rinomata credibilità nel settore Made In Italy. La qualità del pregiato caffè sarà protagonista di un evento artistico: dal 12 al 16 marzo al Sigep di Rimini si terrà la prima Immersive Art Experience HeART MATTERS - THE INFINITY EXPERIENCE di Anderson Tegon, Art Director del suo collettivo Pepper’s Ghost.
“In questo momento drammatico, segnato da una grave crisi politica ed economica, il Gruppo Musetti Caffè vuole trasmettere un messaggio di speranza e di solidarietà al proprio settore, lanciando un appello alla tenacia e alla intraprendenza per ritrovare l’energia di ripartire. Così invitiamo tutti gli amici e i colleghi a visitare l’opera di arte digitale. 8 minuti di arte, di energia pura, di magia. Un’esperienza intensa e di condivisione per ritrovare, uniti, il gusto del coraggio di fare insieme.”
L’installazione immerge lo spettatore in una dimensione digitale e sensoriale catartica, con un titolo che presenta diversi livelli di lettura. La parola stessa [HEART] illustra e lega i due termini fondamentali: He – lui, il gruppo Musetti – e ART: l’arte intesa come espressione e linguaggio. HeArt Matters, letteralmente “Il Cuore Conta”, infine si lega idealmente con uno dei leit-motiv di Musetti “L’esperienza conta” spostando così il centro del racconto artistico sul prodotto primo, la passione, la cura, la perseveranza.
“Le persone affrontano con coraggio dei momenti importanti e in un momento così importante significa anche dare forza all’idea della ripartenza: tutti si focalizzano sull’idea della ripartenza, senza focalizzarsi su come ripartire. Il modo in cui noi lo vogliamo fare è con l’arte, e con il cuore in generale, quindi farlo nella maniera migliore.” commenta Anderson Tegon, Direttore Artistico e Fondatore di Pepper’s Ghost.
I contenuti dell’opera sono figure particellari che si susseguono e si rigenerano all’infinito, in una trasformazione simile alla storia delle famiglie Musetti e Bonomi, che trasmettono la loro sapienza di generazione in generazione. All’esterno dello stand, un monolite montato a specchio invita alla riflessione: la ripartenza è possibile soltanto dopo una presa di coscienza della propria responsabilità. La seconda esperienza è il caffè, da incontrare nella prima parte dello stand, degustando Musetti e Bonomi. Poi, uno spazio di specchi e video, moltiplica esponenzialmente l’ambiente visuale, sonoro e olfattivo, amplificando l’eco dei sensi. All’uscita della room, i visitatori sono accolti dal team per condividere i momenti salienti, in un prezioso momento di scambio e dialogo.
L’Azienda Musetti, nata a Piacenza oltre ottantacinque anni fa, è oggi presente in 60 Paesi dei cinque continenti, grazia alla qualità del prodotto e alla bontà delle miscele, nate da un duro e metodico lavoro e dall’utilizzo delle tecnologie più innovative, per offrire ai consumatori un prodotto eccezionale che conquista i sensi, proprio come accadrà agli spettatori del padiglione!

Sarà Catania la nuova meta dell’ospitalità, grazie a GTO Conference 2022, la prima conferenza nel mondo del turismo dedicata al futuro dei giovani, che si terrà Venerdì 8 Aprile presso la splendida location del Grand Hotel Villa Itria. Le nuove promesse del settore potranno contare su leader della ristorazione, General Manager dei più importanti Hotel 5*/L, rappresentanti politici e professori universitari durante i meetings e gli incontri del’evento.
L’evento, organizzato da Kledis Brahimi, Micol Zarfati e Asia Troisio e disponibile anche online registrandosi gratuitamente attraverso il portale www.gtoconference.com, nasce con lo scopo di garantire delle basi più solide per il futuro dell’ospitalità attraverso l'educazione innovativa, la valorizzazione delle nuove generazioni e la loro inclusione nelle decisioni chiave per lo sviluppo del settore.
Esperti e personalità autorevoli si alterneranno durante la manifestazione, come Andrea Ronchetti (General Manager Cristallo, Luxury Collection Resort & Spa); Sara Abdel Masih (President Associazione Direttori D'Albergo Lombardia); Peter Ricci (Director Hospitaliy & Tourism Management Florida Atlantic University); Francesco Mongiello (Founder FormazioneTurismo.com); Santi Roggio (President The Golden Keys Sicily, Head Concierge Grand Hotel Timeo by Belmond); Marco Misischia (Presidente Nazionale CNA Turismo e Commercio); Beatrice Carlorosi (Talent Learning and Development Director NH Hotel Group Southern Europe & Usa); Simone Terreni (Forbes Top 100 Manager, Owner VoipVoice); Luigi Napoli (Dirigente IISS S.Pugliatti di Taormina); Antonio Barreca (Direttore Generale Federturismo Confindustria); Flavia Mazzarini (Guest Relations Manager Verdura Resort Rocco Forte Hotels), Diego Di Gaetano (General Manager The Hoxton Rome) e Gianluca Borgna (General Manager Grand Hotel Alassio).
“Noi giovani siamo sempre stati abituati ad ascoltare la voce dei nostri Leader, ma questa volta saremo noi a dare loro l'opportunità di ascoltare e guardare il mondo attraverso i nostri occhi -afferma il fondatore ed ideatore del progetto Kledis Brahimi, che aggiunge - i giovani possono portare prospettive diverse, abilità ed esperienze, ma soprattutto possono sfruttare il potenziale del nostro mondo sempre più iperconnesso e l’ascolto da parte di istituzioni e persone influenti può dimostrare apprezzamento, ma soprattutto una mindset che spinga menti fresche ed innovative ad assumere ruoli guida.”
Ospitando l’evento, la splendida città etnea diventerà una meta importante per comprendere le esigenze dei giovani e aiutarli nel loro cammino, così da incentivare lo scambio reciproco con il settore dell’ospitalità, che potrà così giovare di nuove risorse determinate e capaci. Dopo due difficili anni di pandemia, il mondo del turismo ha subito una grave perdita in termini economici, registrando tassi di presenza minimi e potendo contare su un sistema altalenante di ristori. Per questo GTO mira a trovare gli strumenti più idonei per incrementare e valorizzare le potenzialità turistiche dei luoghi, grazie alla competenza e alla dedizione dei professionisti e alla passione dei nuovi talenti, che potranno così usufruire dell’evento per acquisire abilità e conoscenze utili per la loro carriera.
Il suggestivo Oceano Indiano diventa luogo di cultura gastronomica grazie al Constance Festival Culinaire, che proprio quest’anno spegne 15 candeline. Nato nel 2006, il prestigioso evento gastronomico attira Chef stellati Michelin e pastry chef da tutto il mondo, come Bernard Loiseau e Pierre Hermé, presenti ancora una volta nella nuova edizione del festival che si terrà al Constance Belle Mare Plage dal 12 al 19 marzo 2022. Il programma prevede un'entusiasmante serie di contest ed eventi, in nome della condivisione e dell’amicizia, con uno spirito di convivialità e arricchimento personale oltre che professionale, sotto un unico comune denominatore: l’amore per la cucina raffinata e la squisita pasticceria.
Sei Chef stellati Michelin, vincitori delle passati edizioni, verranno coadiuvati da Constance Chef che lavorano nelle diverse proprietà del gruppo a Mauritius, alle Maldive e alle Seychelles, per creare insieme capolavori culinari e aggiudicarsi così la vittoria del festival. Ecco i nomi:
• Sascha Kemmerer - Una stella Michelin, vincitore 2019 del Kilian Stuba (Austria)
• Michael Reis - Una stella Michelin, vincitore 2018 di Johanns (Germania)
• Masashi Ljichi - Una stella Michelin, vincitore 2014 del Ristorante La Cachette (Francia)
• Luc Mohiban - Una stella Michelin, vincitore 2013 de Le Saint Placide (Francia)
• Serge Vieira - Due stelle Michelin, vincitore 2011 del Serge Vieira (Francia)
• Wahabi Nouri - Una stella Michelin, vincitrice 2007 de Le Piment Rouge (Germania)
Tra i giurati del concorso spiccano i nomi di Bérangère Ramé (Vice Presidente di Bernard Loiseau), Patrick Bertron (Chef del ristorante 2 stelle Relais Bernard Loiseau), Joe Warwick (Critico gastronomico, scrittore e personaggio televisivo nel Regno Unito), Orjan Johanessen (Bocuse D'or vincitore del 2015), Davy Tissot (vincitore del Bocuse D'or 2021 e l’italiano Enrico Bernardo (votato Miglior Sommelier del Mondo nel 2004).
La manifestazione vuole valorizzare al meglio anche il settore della pasticceria attraverso il concorso Constance Pastry, che negli anni ha assunto una nomea stimata quanto la principale competizione culinaria.Il contest sarà presieduto da Pierre Hermé, uno dei grandi maestri della sofisticata pasticceria francese e miglior pasticcere del mondo nel 2016 e vedrà la straordinaria collaborazione tra Constance Hotels & Resorts e il marchio francese di cioccolato più raffinato del mondoValrhona.Ecco i nomi dei sei grandi pastry chef francesi che in coppia con altrettanti pasticceri daranno vita ad innovativi capolavori di dolcezza per aggiudicarsi la vittoria:
• Sébastien Bouillet – Maison Bouillet (Francia)
• Pascal Lac – Maison Lac (Francia)
• Vincent Guerlais – Maison Guerlais (Francia)
• Eric Vergne – Maison Vergne (Francia)
• Sebastien Claverie – Pierre Hermé Parigi (Francia)
• Glenn Noel – Valrhona IMEA
Oltre al pastry chef Hermé, la giuria sarà composta da Frédéric Cassel (Presidente della prestigiosa Associazione Relais Desserts), e Mercotte (il famoso conduttore televisivo e blogger culinario).
L’evento diventa un’occasione non solo per diffondere la passione e il talento del mondo dell’alta cucina, ma anche per scoprire l’affascinante cultura dell’oceano indiano, alimentando così le influenze tra i vari costumi della Terra, che poi si ritrovano con eleganza e maestria nei piatti.
''Il Constance Festival Culinaire è diventato nel corso degli anni un punto di riferimento nell’ambito dell’alta cucina nell'Oceano Indiano con un livello che si conferma di eccellenza – afferma Jean Jacques Vallet, CEO di Constance Hotels, Resorts & Golf, che aggiunge - L'edizione 2022 promette sorprese ancora più emozionanti e occasioni di condivisione. Auguro buona fortuna a tutti i partecipanti e sono sicuro che ognuno di loro mostrerà il meglio di sé per rendere questa settimana davvero memorabile".

“Non è importante il mondo che c’è nel piatto, ma il piatto che c’è nel mondo” afferma durante la conferenza stampa di mercoledì 23 febbraio lo Chef e direttore dei corsi di Congusto Gourmet Institute Roberto Carcangiu, il primo Istituto di alta formazione professionale enogastronomica di Milano. Diretto da Federico Lorefice, Congusto è il primo ente di formazione privato a creare il Vademecum del perfetto imprenditore enogastronomico, composto da 5 valori cardine che fin dalla sua apertura all’inizio del 2000, caratterizzano il lavoro del team e che diventano ora più che mai necessari per la ripartenza della ristorazione. La pandemia ha stravolto il settore, che ha subito una lenta trasformazione ed una profonda crisi di sistema, dalla quale si potrà uscire soprattutto ridefinendo il senso di responsabilità, di visione e di impegno dei singoli operatori.
Affinché l’approccio al mondo del lavoro per futuri Chef, pasticceri e imprenditori della gastronomia sia il più possibile concreto, sono stati individuati dei punti chiave nella formazione, volti a responsabilizzare i giovani nella conoscenza degli aspetti etici ed economici del settore. Il Vademecum si pone obiettivo di creare professionisti in grado di essere project manager abili nello stabilire un dialogo tra tutte le figure esistenti nella ristorazione e nell’accoglienza, inserendosi all’interno di un complesso sistema gerarchico e dinamico e rafforzando così il settore delle imprese ristorative, vero e proprio tessuto connettivo dell’economia italiana.
Il primo dei valori cruciali per questo lavoro è senz’altro quello etico, inteso come rispetto sia delle materie prime che dei ruoli professionali, costruendo un rapporto di collaborazione basato sulla stima reciproca e sull’ascolto, senza mai perdere un sano senso critico.
“La cucina è anche denaro”. Perciò le regole del food cost diventano decisive per comprendere il meccanismo del settore, dalla scelta dei menù da proporre al personale da assumere. La gestione dell’economia non deve essere intesa come una visione meccanicistica della propria professione, ma come una fonte per alimentare la propria creatività e garantirsi la libertà di compiere scelte innovative.
Solo attraverso questo percorso sarà possibile incontrare e sviluppare un metodo proprio, comunicando una personale interpretazione della cucina che si avvicina all’innovazione e alla sperimentazione, senza mai perdere di vista le proprie radici. “L’aquilone non vola grazie al vento, ma per mezzo del filo. E il filo in cucina è la tradizione” sostiene lo Chef Carcangiu, sottolineando il valore delle origini.
Nella filosofia di Congusto gli allievi imparano ad approcciarsi al settore gastronomico non in modo verticale ma organico, ottenendo una visione d’insieme lontana da specifiche specializzazioni che non garantiscono connessioni con l’intera struttura.
Infine, l’ingrediente principale per eccellere nel proprio lavoro è la passione: dedizione, curiosità e disciplina, la consapevolezza che l’apprendimento è un processo in divenire, la giusta motivazione. Attenzione però, dosate bene la passione, sfumatela con l’impegno e con l’etica perché non sbilanci la preparazione!

Per il famoso Chef Alain Ducasse la cucina è una storia d’amore. Una relazione profonda, emotiva, personale, che racconta le radici di un popolo e i suoi costumi. Dal 24 al 26 febbraio a Bangkok, si terrà “Dinner Incredible”, un rendez-vous culinario ideato dallo Chef italiano Giorgio Diana in collaborazione con lo Chef olandese Jacob Jan Boerma, per condividere l’amore per la cucina da diverse parti del mondo. Dodici cuochi racconteranno la cultura gastronomica mondiale, per connettere le tradizioni e le culture attraverso il medium comunicativo della cucina, grazie agli incontri tra gli Chef di fama mondiale invitati all’evento. Un modo alternativo di raccontare il fenomeno della globalizzazione partendo dalla tavola, per scambiarsi opinioni e conoscenze, migliorando così le proprie proposte e allargare i propri orizzonti culinari, ma soprattutto umani. Ogni location sarà arredata in modo da riflettere ed esaltare la cultura enogastronomica e i prodotti principali della nazione che ospita quella tappa.
Ideatore e creatore dell’evento, lo Chef cagliaritano Giorgio Diana, classe 1982, dopo una prima formazione italiana, decide di espandere i propri orizzonti in Germania, a Monaco, come sous-chef del miglior ristorante di Shane McMahon. Da lì si dedica all’esplorazione della cucina russa e turca, aprendo poi nel 2019 in Giordania il ristorante SOLAYA ad Amman. Dopo aver aperto lo scorso anno una società con Ahmed el Beltagy, figlio dell’ex Ministro al Turismo dell’Egitto, sono pronti a partire a Il Cairo con “Lucida”, il loro primo ristorante insieme, un nuovo e avanguardistico concept gastronomico. Vincitore di numerosi premi, è membro del Maître Rôtisseurs by Chaîne des Rôtisseurs ed è giudice internazionale per “WORLDCHEFS” (WACS).
Conosciamo meglio gli altri 10 Chef che parteciperanno agli incontri:
Lo chef ospitante del primo appuntamento a Bangkok è Nelson Chantrawan, Chef 1 stella Michelin nel ristorante Chim by Siam Wisdom.
Con lui e con gli organizzatori ci sarà Dimitris Katrivesis, vero e proprio Chef rockstar del ristorante Thama di Tinos e uomo di mondo, che fonde nella sua cucina le esperienze gastronomiche greche, giapponesi e peruviane.
Ebbe Vollmer, Chef svedese prodigio del ristorante Vollmer's, 2 stelle Michelin, la cui offerta culinaria pone le basi nella cucina intima e familiare svedese, reinterpretate però dalla conoscenza e dai metodi della cucina moderna e d’avanguardia.
Fatmata Binta, la cuoca della Sierra Leone, sostenitrice della cucina Fulani, dal nome della più grande tribù nomade africana dalla quale discende. Sostenibilità e mobilità sono due assi della sua cucina. Chef Binta si descrive come una nomade moderna e nella sua cucina si incontrano le sue radici Fulani, lo stile classico della cucina appresa al Kenyan Institute e l’amore per la natura e la vita rurale.
Manu Buffara, Chef brasiliana di Curitiba, dove possiede il ristorante omonimo Restaurant Manu, indiscussa icona della cucina sudamericana, tra api e orti urbani. Aprendo la strada per la gastronomia in Brasile, Manu celebra la cultura e prodotti unici per la regione del Paraná.
Ruben Arnanz, giovane talento che a soli 29 ha ottenuto la sua prima stella Michelin, lo scorso anno ha aperto il suo nuovo progetto nel cuore di Madrid, 19.86. Arnanz condivide la sua filosofia basata sulla sostenibilità e sulla gestione delle risorse.
Moeen Abuzaid, nato e cresciuto ad Amman, in Giordania, dove ha scoperto la sua passione per le arti culinarie in tenera età. Nel 2010 ha fatto rotta verso New York per imparare e sperimentare l'arte dell'alta gastronomia. Perseguendo il suo sogno di gastronomia raffinata attraverso la nuova cucina araba, ha concettualizzato e aperto il suo primo ristorante pop-up, "The Broken English".
Christian Herrgesell, è uno Chef di origini tedesche, direttore culinario e creatore di concept. Ha 20 anni di esperienza in gastronomia. Per 10 anni ha lavorato per il ristorante Tim Raue. Il ristorante, con 2 stelle Michelin, è classificato nella lista The World’s 50 Best ininterrottamente dal 2014.
Dieter Koshina, Chef austriaco del ristorante portoghese Vila Joya in Algarve, dove propone un nuovo menù ogni giorno, in uno stile che egli stesso definisce “alla John Wayne”, per via della spontaneità che lo guida nella creazione dei piatti.
Infine, Paolo Casagrande e la sua ossessione di lavorare da sempre con i migliori prodotti offerti dalla natura, dal mare e dalle stagioni. Lo Chef del ristorante tre stelle Michelin Lasarte di Barcellona, mescola nella sua cucina gli elementi della cultura gastronomica italiana e basca, in un mix tutto mediterraneo.
Raccontare la diversità dei luoghi del Pianeta attraverso la cucina, è il modo più efficace per evidenziare quanto i popoli siano figli delle stesse emozioni, accomunati dallo stesso amore per la bellezza e il gusto. Una fruttuosa lezione che ci ricorda quanto sia fondante il valore pedagogico delle altre culture, per arricchirsi ed esplorare il nostro Pianeta attraverso gli innumerevoli prodotti che la Natura ci offre.

Siamo nella New York degli anni ‘60. Due bande sono in guerra per il controllo del West Side. Da una parte i Jets, i 'veri' americani, figli di immigrati italiani o polacchi, dall'altra gli Sharks, portoricani, sbarcati di recente. In mezzo Tony e Maria, follemente innamorati a dispetto dell'ostilità tra le diverse gang a cui appartengono. West Side Story, il celebre musical andato in scena per la prima volta a Washington nel 1957, approda al cinema 4 anni dopo per la regia di Jerome Robbins e Robert Wise, vincendo ben 10 Oscar in una sola serata. Una sorta di Romeo e Giulietta on the road, che ha ottenuto fin da subito uno straordinario successo, tanto che Steven Spielberg ha pensato ad un nuovo e contemporaneo adattamento cinematografico, uscito nel 2021.
Il 21 febbraio, al Teatro-Cinema Martinitt, il film sarà proiettato nella versione originale sottotitolata, nell’ambito di un nuovo percorso di riscoperta del musical, inaugurato con successo lo scorso novembre con la proiezione di In the Heights. Il progetto, a cura dei giornalisti Franco Dassisti, conduttore di La Rosa Purpurea, il settimanale di cinema di Radio24, e Lucio Leone, autore teatrale e storico di teatro musicale, in collaborazione con SDM–La scuola del musical di Milano, diretta artisticamente da Alice Mistroni, accompagnerà in più tappe il pubblico verso la stagione estiva, arricchendo la visione della pellicola di approfondimenti e momenti creativi, come la sorpresa musicale dei giovani talenti della SDM, coordinata e allestita dal direttore musicale Giacomo Buccheri.
Dassisti e Leone porteranno il pubblico davanti e dietro il ciak di West Side Story, dalle origini a oggi, regalando un punto di vista più vicino alla sensibilità contemporanea grazie alla maestria di Spielberg, che ha saputo rileggere la trama originale senza tradirla, ridando nuova linfa alla magia del musical.
“La fotografia è una mannaia che coglie nell'eternità l'istante che l'ha abbagliata.” Il fotografo francese Henri Cartier-Bresson, definito “l’Occhio del secolo”, è riuscito a rendere eterni degli istanti cruciali del Novecento, diventando testimone, attraverso il suo obbiettivo, dei fenomeni sociali più importanti della storia contemporanea. Per la prima volta in Italia, dal 18 febbraio al 3 luglio 2022 al Mudec di Milano, verrà allestita una mostra legata a due reportage cinesi. Prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura, la mostra “Henri Cartier-Bresson. Cina 1948-49 | 1958” è stata realizzata grazie alla collaborazione della Fondazione Henri Cartier-Bresson e riunisce un eccezionale corpus di fotografie e documenti di archivio del fotoreporter francese: oltre 100 stampe originali insieme a pubblicazioni di riviste d’epoca, documenti e lettere provenienti dalla collezione della Fondazione HCB. Un viaggio nel tempo che racconta due momenti-chiave nella storia della Cina: la caduta del Kuomintang (1948-1949) e il "Grande balzo in avanti" di Mao Zedong (1958), che Cartier-Bresson è riuscito a immortalare nei loro istanti decisivi, presentandoli al mondo occidentale, a quel tempo ancora ignaro dello sfruttamento e del militarismo, tenuti nascosti dalla propaganda di regime.
Era il 25 novembre 1948 quando la rivista Life gli commissionò un reportage sugli ultimi giorni di Pechino prima dell’arrivo delle truppe di Mao. Il soggiorno, previsto di due settimane, durerà dieci mesi, principalmente nella zona di Shanghai. Cartier-Bresson documenterà la caduta di Nanchino, retta dal Kuomintang, e si troverà poi costretto a rimanere per quattro mesi a Shanghai, controllata dal Partito Comunista, per lasciare infine il Paese pochi giorni prima della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese (1° ottobre 1949). Col passare dei mesi, il suo racconto dello stile di vita cinese riscuote grande successo sulle pagine di Life e delle maggiori altre riviste internazionali d’informazione.
Oltre cento stampe, che narrano momenti di vita, dai mercati cittadini alle proteste giovanili, dalle reazioni all’uso della propaganda, all’industrializzazione forzata delle regioni rurali. Con incredibile eleganza e puntualità, il fotografo è riuscito a cogliere la verità nell’immediatezza, “colorando” il bianco e nero delle sue opere di contemporaneità e lucido realismo.
Drammatica e ironica, leggera e autentica. La scrittura di una delle figure di primo piano della letteratura italiana del Novecento, Natalia Ginzburg, approda al Teatro Carcano di Milano. Dal 17 al 20 febbraio andrà in scena La Parrucca, tratto da due atti unici (Paese di mare e La Parrucca) della drammaturga. La protagonista dello spettacolo è Maria Amelia Monti, che con la sua interpretazione intelligente e delicata, si dimostra una perfetta attrice ginzburghiana. Al suo fianco, Roberto Turchetta, attore di lunga esperienza teatrale che ha lavorato - tra gli altri - con Emilio Solfrizzi, Silvio Orlando e Riccardo Scamarcio.
In Paese di mare una coppia girovaga e problematica prende possesso di uno squallido appartamento in affitto. Lui, Massimo, è un uomo perennemente insoddisfatto, passa da un lavoro all’altro ma vorrebbe fare l’artista. Lei, Betta, è una donna ingenua, irrisolta, che si deprime e si annoia facilmente, e tuttavia è genuina come solo i personaggi della Ginzburg sanno essere. A Betta la nuova casa non piace, come non le piace quel piccolo paese di mare. Ma Massimo, che ha la speranza di trovare un lavoro nell’industria di famiglia di un suo vecchio amico, la convince a restare. Tranne che l’amico si rivelerà pieno di problemi e non lo riceverà nemmeno. Così la coppia dovrà ripartire proprio nel momento in cui Betta si sarà affezionata al luogo e alla casa.
Ne La parrucca ritroviamo Betta e Massimo in un piccolo albergo isolato, dove si sono rifugiati per un guasto all’automobile. Betta è a letto disperata e dolorante perché durante un litigio Massimo l’ha picchiata. Massimo, che ora è pittore ma dipinge quadri che la moglie detesta, si è chiuso in bagno a leggere. Dopo aver urlato al marito la sua rabbia e la sua frustrazione per un matrimonio che non funziona più, Betta telefona alla madre e le rivela di essere incinta di un politico con cui ha una relazione clandestina.
Due atti unici che si susseguono in unico spettacolo, per la regia di Antonio Zavatteri, per omaggiare una delle scrittrici più talentuose del nostro Paese (forse poco ricordata) e per portare sul palco, con ironica leggerezza, i drammi del nostro tempo interiore, gli interrogativi irrisolti, le crisi di coscienza che sempre più affliggono il nostro presente.
Un amore chiede fedeltà. Ma a chi? Questa è la domanda da cui sgorgano le vicende emotive dei protagonisti di Fedeltà, la nuova limited series italiana di Netflix di 6 episodi, liberamente tratta dall’omonimo romanzo del vincitore del Premio Strega Giovani Marco Missiroli. La serie, disponibile sulla piattaforma dal 14 febbraio, affronta il tema della gelosia e dell’ossessione che si insinuano all’interno di un matrimonio, e dell’insicurezza che il dubbio del tradimento può scatenare.
Prodotta da BiBi Film, la serie è diretta da Andrea Molaioli, reduce dai successi de La ragazza del lago, Suburra - la serie e da Stefano Cipani, il regista dell’apprezzato film Mio fratello rincorre i dinosauri, che con Arisa e Mario Fanizzi ha firmato anche la colonna sonora Verosimile. Ambientata tra Milano e Rimini, Fedeltà esplora il desiderio e il tradimento e le loro conseguenze, attraverso la storia di due coniugi.
Carlo (Michele Riondino), professore part-time di scrittura creativa, e Margherita (Lucrezia Guidone), architetto divenuto agente immobiliare, seppur innamorati, subiscono il fascino e provano un forte desiderio per altre persone. Carlo brama la quieta bellezza di una delle sue studentesse, Sofia (Carolina Sala); Margherita fantastica sul suo fisioterapista Andrea (Leonardo Pazzagli). Il sogno di un nuovo appartamento nel cuore di Milano potrebbe essere proprio ciò di cui Carlo e Margherita hanno bisogno per rafforzare la loro relazione che diventa simbolo ed espressione della fedeltà, non solo di coppia, ma anche verso se stessi.
“La fedeltà non è solo una scelta, un sistema culturale di riferimento, un modello, ma uno strumento per conoscere i limiti, i desideri – commenta il regista Molaioli, che aggiunge - La serie in una tensione da thriller dei sentimenti si apre su orizzonti inattesi cercando di svincolarsi dal melò per intercettare un sentimento spaventoso quanto seducente: il desiderio del caos in luogo della stasi, l’attrazione per il precipizio”.
“La serie tratta con eleganza e profondità il tema del tradimento e della fedeltà posando sotto la lente d’ingrandimento le complesse dinamiche psicologiche dei personaggi, le stesse che nel libro di Missiroli vengono delineate in maniera estremamente moderna” sostiene il regista Cipani, rendendo Fedeltà una lucida analisi sul concetto di coppia nella nostra società dinamica e piena di tentazioni.
Pensata per il pubblico italiano, la serie riesce ad attrarre anche un’audience internazionale, grazie a un lavoro di squadra (scenografia, costumi, fotografia, musiche e montaggio) che che ha saputo cogliere la profondità e la complessità dell'intreccio emotivo e dei sentimenti.
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