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Mi chiamo Beniamino Strani, ho 24 anni e sono laureato in ‘Scienze dell’Informazione: Comunicazione Pubblica e Tecniche Giornalistiche’. Ho poi ottenuto un Master in ‘Critica Musicale’. Amo ogni forma di comunicazione e tra un articolo e un altro, pubblico delle poesie su un blog.
E’ illy il brand italiano più amato nel mondo nel 2022 secondo l’annuale classifica ‘Love Brands 2022 di Talkwalker’, la piattaforma di Consumer Intelligence numero uno al mondo.
L’azienda, fondata a Trieste nel 1933 da Francesco Illy, si è piazzata al secondo posto nel Love Brands mondiale (il miglior risultato di sempre per un marchio tricolore) raggiungendo un ottimo risultato replicato anche nella Top10 italiana dove occupa il terzo posto.
La ricerca, elaborata utilizzando la Piattaforma di Accelerazione di Consumer Intelligence™ di Talkwalker, insieme a Hootsuite, ha analizzato 1.500 brand nei differenti paesi del mondo, per un totale di 2,6 miliardi di conversazioni (nel periodo luglio 2021 - marzo 2022) su social media, news, blog, forum e altri canali d’interazione. Love Brands misura la capacità e la dedizione dei marchi nello stabilire una vera e propria relazione emotiva con i propri consumatori e, a valle del processo, ha generato la classifica mondiale Top50 e le Top10 dei paesi, Italia inclusa, in cui è stata condotta la rilevazione.
“Misurare il concetto di amore attraverso l’ascolto social è comprensibilmente quasi impossibile trattandosi di metriche intangibili – spiega Francesco Turco Marketing Manager Talkwalker per l’Italia - Tuttavia, è possibile osservare i sintomi che dimostrano la passione per il brand, come sentimento positivo, parole incentrate sul tema dell’amore, emozione, gioia; engagement, cioè la capacità di mantenere vivo e sempre rinnovato il rapporto e, nella classifica di quest’anno, – sottolinea Turco - anche una rilevante e concreta coscienza sociale, ambientale ed economica”.
Eccellenza dell’hotellerie italiana sin dal 1897, Grand Hotel Alassio è il fiore all’occhiello della riviera ligure, grazie al suo charme d’altri tempi alleggeriti da una ospitalità familiare. Dopo il grande successo della riapertura della nuova stagione, il GH torna a stupire i suoi clienti con un intenso programma per la giornata di Ferragosto. Il 15 agosto sarà sinonimo di un richiamo alle suadenti e raffinate atmosfere dei favolosi anni della Dolce Vita italiana grazie all’esposizione di autentiche Fiat 500 e Vespe d’epoca. Ad arricchire la giornata più attesa dell’estate ci sarà musica dal vivo e un suntuoso Grand Buffet in spiaggia accompagnato dal beat del DJ e da sorprendenti giochi di fuoco e burlesque. A fare da sfondo all’evento ci saranno i favolosi manifesti d’epoca raffiguranti gli anni d’oro italiani e per i più piccini una serata a tema gangster e animazione durante tutta la serata.
Programma della serata:
19:45 Welcome drink di bollicine e cocktail classici
20:30 Cena in spiaggia con Grand Buffet a base di delizie del mare e performance pin up con Laura Jane Ivory
22:30 DJ set con Dj Daniel Noir
23:59 Spaghettata di mezzanotte con fuochi d'artificio del comune di Alassio.
Il 5 stelle più iconico della costa è pronto a far vivere una giornata indimenticabile ai suoi clienti, che da anni scelgono Alassio come meta di stile e relax. L’Hotel, che per la stagione 2022 ha completato il restilyng degli interni impreziosendoli di mostre d’arte, ha sfruttato i mesi invernali per migliorare e ammodernare ulteriormente i già ottimi spazi dando vita a nuove suite, veri e propri templi di tranquillità e della privacy.
Anche quest’anno dietro ai fornelli del Grand Hotel troveremo Roberto Balgisi, Executive Chef, il cui stile risulta sempre molto apprezzato dagli ospiti, che propone una cucina creativa e raffinata, figlia di una sperimentazione tra tradizione e contemporaneità.
Per un Ferragosto all’insegna del relax la Thalassio Medical SPA offre una piscina interna di acqua di mare riscaldata a trentaquattro gradi con idromassaggio, un percorso di acque talassoterapiche e una ricca proposta di trattamenti, sia medici sia estetici tra cui si annoverano i Rituali Marini al Calcio o al Magnesio e i Rituali Aufguss e le famose campane tibetane.
E visto che il benessere passa anche dallo sport Grand Hotel Alassio propone ai suoi ospiti numerose attività tra cui tennis, e-bike e golf, con esclusive agevolazioni, e attività dedicate nei vicini campi di Alassio e Garlenda, ma anche un efficiente servizio di biciclette e, in spiaggia, stand up paddle e canoe, per chi vuol vivere la vacanza all’insegna dell’attività sportiva. La Sport Experience Manager della struttura organizza anche corsi quotidiani gratuiti di yoga, pilates, aquagym e escursioni di trekking.
La struttura offre la possibilità di trascorrere le giornate estive in una formula alternativa, grazie al servizio esclusivo di yacht privato con skipper, per piacevoli escursioni in mare o per raggiungere in modo insolito la Costa Azzurra o The Mall Sanremo e dedicarsi allo shopping. Altra novità della nuova stagione, durante gli esclusivi beach-nic, i pin-nic sulla spiaggia organizzati settimanalmente, si potrà godere dell’atmosfera ascoltando musica dal vivo (lounge e deep house).
Ma visto che in vacanza è importante che si divertano tutti, anche per il giorno di Ferragosto l’Hotel offre un nuovo concept di intrattenimento dedicato ai più piccoli (attivo da giugno a settembre 2022) con tante attività stimolanti all’insegna del divertimento. Un modo educativo per imparare divertendosi, con ad esempio giornate dedicate al recupero di materiali da poter riciclare (’’Save the planet’’) per creare una coscienza etica nei giovanissimi, fino alle cooking class passando per le attività sportive all’aperto sino all’immancabile cinema sotto le stelle.
Un lusso a piedi nudi, situato in una posizione suggestiva e accarezzato dal dolce suono del Mar Ligure, il GH è a pochi passi dall’antico Budello, uno dei caruggi più noti della regione , e dal celebre storico Muretto che porta orgogliosamente impresse le firme, tra i tanti, di Ernest Hemingway, Luis Armstrong, Fausto Coppi, Vittorio De Sica e altri illustri personaggi. Poi, l’esclusivo Grand Beach Club privato regala una vera esperienza con “les pieds dans l’eau” e una magica vista sulla suggestiva Isola Gallinara.

Costa Paradiso (SS)- Il primo agosto, ore 20.30, appuntamento presso il ristorante Il Calice d’Oro con la presentazione dell’installazione artistica di Cenzo Cocca, Passaggi, sospesa tra moda e arti figurative, tradizione e modernità.
Gioco con il tempo, con la memoria, col passato ma soprattutto col futuro, con le mie sensazioni, le cucio e le lascio a disposizione di chiunque vorrà esplorarle- racconta il giovane artista di Ghilarza, che presenzierà al vernissage.
E’ suo quel filo invisibile che cuce l’isola sarda al continente; scrive così la giornalista di Tgcom24 Indira Fassioni, nel contributo critico contenuto nel catalogo d’arte della rassegna.
L’installazione Passaggi, nono appuntamento della Prima Rassegna D’Arte Il Calice D’oro, sarà visitabile fino al 14 agosto.
Con “Passaggi”- spiega Cocca- ho voluto indagare le ragioni dell’attaccamento all’abito tradizionale sardo. Il tempo passa e cambia il modo di guardare, di osservare l’abito, che ormai viene indossato quasi unicamente in occasione di sfilate e processioni. Perché siamo ancora tanto legati a questa tradizione e ad un abito che si utilizzava ormai più di 50 anni fa? Cos’è che ci tiene saldamente ancorati ad esso? È davvero un simbolo?”
Cenzo Cocca- tra i protagonisti della recente Sul filo del tempo, collettiva sul costume sardo nell’arte di oggi, ospitata dal Museo MEOC di Aggius- torna a interrogarsi, anche in Passaggi, sulle molteplici valenze semantiche dell’abito tradizionale isolano, tra radicata coscienza di appartenenza, eterogeneità del repertorio formale, longevità e fitta interazione con il linguaggio della moda contemporanea.
Davvero siamo così tanto legati all’abito- prosegue l’artista- oppure siamo solo affezionati ad una immagine e ad una moda?- prosegue Cenzo Cocca.
Un filo che rappresenta questo legame è presente nelle mani di ogni Donnina, che trasporta un cuore di carta da gioco. Forse il legame è tutto lì, in questo filo sottile, e continua a rimanere forte nonostante il tempo passi.
L’installazione “Passaggi” fa parte della “Prima Rassegna d’arte Il Calice d’oro”, nata- come spiega la curatrice Claudia Erba- per dilatare gli orizzonti dell’atto creativo; per accogliere e vivificare-in un gioco moltiplicatorio ed effusivo-quella forza marziana e umanissima che chiamiamo ispirazione.
Manca, volontariamente, nella rassegna, una tematica comune: non abbiamo voluto nessun filo rosso-prosegue la curatrice- a districare le gomene aggrovigliate della nostra nave, che muove nella direzione dell’incontro semantico di differenti forme d’arte, talvolta contaminate.
La rassegna è corredata da un catalogo d’arte, a cura di Irene Franchi con note biografiche degli artisti e contributi critici illustri, disponibile gratuitamente nei locali espositivi de Il Calice d’Oro.
Il logo della rassegna è stato realizzato dallo scultore e pittore Franco Mauro Franchi.
La realizzazione e la stampa dei cataloghi sono state rese possibili anche grazie al supporto di Costa Paradiso Resort, Li padulazzi Resort, Lola comunicazione e Re/max Mistral Costa Paradiso.
La promozione della rassegna è curata da Verbatim Ufficio Stampa
Per approfondire
Andrea Cocca, in arte Cenzo, è un giovane artista sardo. Nato a Ghilarza,in provincia di Oristano, attualmente vive e lavora a Olmedo, nel nord Sardegna.
Nel 2015 inizia la sua formazione come stilista a Nuoro.
Durante gli studi di moda sperimenta e si interessa all'Arte come autodidatta e comincia cosí a congiungere la sartoria con l'arte stessa.
È da questa unione che nascono le prime opere, cucite a mano, e i primi ritratti.
Cenzo Cocca continua nel suo percorso artistico e dal 2017 si fa conoscere con le sue prime mostre.
La sua Arte è espressa attraverso tecniche e materiali semplici, come l’ago e il filo; si distinguono ritratti, momenti di quotidianità, pensieri astratti, frasi e piccole installazioni cucite.
Un altro materiale utilizzato sono le carte da gioco, con le quali letteralmente “gioca” a modo suo, creando delle piccole storie a libera interpretazione di chi le osserva.
Mostre e collaborazioni
2021 / Alghero, Spazio Arte Contemporanea Sa Mandra
Affinità abitative
Opere cucite in dialogo con le foto di Mario Saragato, a cura di Stefano Resmini.
2021 / Mostra Online
8th – Crazy Art Commune International New Contemporary Art Exhibition.
A cura di Mario Fois Carta, Dhaneshwar Shah, Yang Zhenyang
2021 / Neoneli / Casa Corrale
PHANTASMAGORIA Le meraviglie di Alice, a cura di Anna Rita Punzo
Festival Licanias.
2021 /SAMUGHEO, MURATS - Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda
Biennale Fiber Art, a cura di Baingio Cuccu e Anna Rita Punzo.
2021 / Alghero, Spazio Arte Contemporanea Sa Mandra
Installazione cucita THE SOFT WALL – TELOS a cura di Stefano Resmini
2020 / Alghero , M.A.S.E
Mostra collettiva Antoine e il sui tempo, a cura di Massimiliano Fois.
2020 / Sassari, Pinacoteca Nazionale
Mostra collettiva “La rivoluzione del filo rosso”, a cura da Giannina Granara.
2019 / Aggius, Museo MEOC
Mostra personale Eccetera Ecenzo a cura di Mario Saragato.
2019
2019 / Villagrande Strisaili, Hotel Orlando
Mostra personale Carte da decifrare a cura di Chiara Manca.
World Wellness Weekend
2019 / Oliena, Quartieri spagnoli
Mostra personale Lupihaisucaffè a cura di Stefano Resmini
2019 / Nuoro, Mancaspazio
Mostra collettiva Senza Titoli, a cura di Chiara Manca
2018 / Sassari, Piazza Tola 27
Mostra personale Appena svegli ,ma anche più tardi
A cura di Stefano Resmini.
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PROGETTO “ABITARE”
Un progetto nato nel 2019 per indagare il tema dell’abitare, un fenomeno che ci appartiene molto intimamente, essendo parte della nostra natura in quanto specie.
Abitiamo il mondo e ognuno di noi lo vede, lo sente, lo percepisce in modo differente e il mio progetto vuole essere un racconto cucito di tutto ciò che posso definire casa.
Suoni, immagini, ricordi, sensazioni, rumori e visioni, prendono forma attraverso il filo e tracciano un dialogo con l’intento di creare un racconto personale.
Link utili:
https://www.facebook.com/cenzococca/
https://www.instagram.com/cenzococca/
https://www.facebook.com/calicedorocostaparadiso
https://www.instagram.com/ilcalicedoro/
https://www.ilcalicedoro.it/
Il difficile periodo di pandemia ha messo a dura prova molti settori, tra cui quello della ristorazione, ponendo molti lavoratori davanti ad ardue sfide. Come quella di Giuseppe Scicchitano, 30 anni, figlio d’arte, terza generazione di ristoratori della famiglia proprietaria del locale, ‘A figlia d’o Marenaro, storico locale nel centro storico di Napoli, in via Foria. È stato proprio il momento d crisi generale che ha spinto Giuseppe a pensare a un format innovativo nel food: «Quando sei figlio d’arte hai vantaggi e svantaggi. Ho voluto non accontentarmi e lanciare un’idea tutta mia, rispettando le tradizioni familiari, ma andando oltre nella voglia di sperimentare nuovi piatti e formule» - racconta - «Mi sentivo pronto, maturo, l’ho fatto con i miei risparmi, sentendo la responsabilità di un nome importante alle spalle. A volte partire da zero è più facile, se sbagli puoi ripartire».
Il suo “Innovative” abbraccia uno spirito evolutivo, dal menu fino al design degli spazi. Cheescake di mare con fresella sbriciolata, ricotta e tartare di gamberi, il crocchè con alici in pane panko a grana fine e provola di agerola, e lo scarpone di mare, una melanzana ripiena di calamari, gamberi, polpo, datterino e crostino di pane, sono solo alcuni dei piatti di punta.
Tutti piatti nati dalla creatività di Giuseppe, in doppia veste di manager e food creator, in concerto con lo Chef Sergio Scuotto: «Sono intuizioni che nascono di notte, dormo poco e sfrutto il tempo per sfruttare nuove cose, apprendere, leggere, e dall’osservazione e dai ricordi. La cheescake è nata, per esempio, guardando la vetrina di una pasticceria e pensando a mia nonna Maria che amava particolarmente il pane con la ricotta», continua Giuseppe, che viene spesso “instagrammato” dai suoi clienti mentre mette in scena un vero e proprio show nello scusciare crostacei e magari infiammarli come nel caso del gambero flambè.
Innovative può contare oggi su una cantina di oltre 150 etichette italiane ed estere. Un assortimento che ha permesso al locale, seppur giovane, di vincere già un premio il Cellar Door 2020, assegnato da Decanto, per essere uno dei 100 ristoranti italiani con la migliore cantina e che “riconosce al vino un ruolo centrale nel corso dell’esperienza gastronomica”.
Alla fantasia culinaria si abbina un’attenta cura per il design, pensato per garantire ai clienti diversi “percorsi” in ambienti diversi da loro, come la sala blu, o sala Napoli, con una gigantografia della città, la sala rossa, o sala Borbone, una terza sala con un parato floreale e ancora una chef room, privè con otto posti che affaccia sulla cucina con un parato pompeiano.
Oggi “Innovative” ha un team di 16 collaboratori, che Giuseppe sente come una famiglia, fiero di essere riuscito a preservarlo malgrado la pandemia, e una grande volontà nel fare un lavoro che ha imparato dalla sua famiglia: «Mio padre è il mio mito. Ricordo che ero bambino e volevo imitarlo tagliando frutti di mare. Una volta mi sono pure tagliato e lui dopo avermi soccorso, mi ha detto: “Bravo, ora sì che stai imparando”. Ho vissuto tutta la mia infanzia in cucina, soffrendo molto per la mancanza fisica dei miei genitori che malgrado tutto sono riusciti a darmi tutto l’affetto di cui avevo bisogno. Da loro ho imparato una parola chiave: la costanza. È facile aprire un format nuovo, mentre è duro mantenere lo stesso standard di qualità per 30 anni».
Un luogo che accontenta tutti i palati e tutte le tasche: «So che una formula di sperimentazione come la mia ha dei costi più alti rispetto alla media, ma la mia famiglia viene dal popolo e ho voluto creare una formula accessibile anche a un pubblico non altospendente che desidera trascorrere una serata romantica con il proprio compagno o compagna, vivendo un’esperienza “innovative”», conclude Giuseppe.

Una particolare attenzione ai temi ambientali e un’accurata sensibilità ecologista: il pizzaiolo Salvatore Palma, classe 1989, sta conquistando il palato di tanti grazie alle sue proposte nel locale “Pizz’Amore e fantasia” che ha aperto a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli.
I tovaglioli di stoffa, l’acqua spillata in bottiglia di vetro riciclato: ogni dettaglio viene pensato per ridurre gli sprechi e contribuire alla risoluzione delle problematiche più urgenti che riguardano la salute del nostro Pianeta. In bagno ad esempio si trovano le tovagliette spugnose monouso, lavabili e riutilizzabili, oltre a un kit di cortesia per le donne. La mise en place rigorosamente plastic free e zero waste rappresenta la filosofia del locale, sottolineando la necessità che il mondo della ristorazione si avvicini a tali tematiche, per garantire un servizio migliore secondo le esigenze del cliente e della natura.
Anche gli ingredienti testimoniano la cura per la sostenibilità: l’esclusivo utilizzo di prodotti freschi, stagionali e a km 0 è un altro marchio di fabbrica del posto. Pomodori, melanzane, zucchine, patate, per dirne alcuni, provengono all’Orto Conviviale a due passi dalla pizzeria, una azienda agricola biologica a conduzione familiare.
E per valorizzare il tutto ne pensa sempre una nuova, dall’abbinamento il venerdì con fritti e bollicine, al cuoppo fritto servito in un cuore per gli innamorati, fino al “doppio Natale” con sorprese per chi torna da lui nel mese di gennaio.
Nel menù troviamo abbinamenti ricercati nelle sue pizze gourmet. Ne sono un esempio la “Papaccella Vesuviana” (con vellutata di Papaccella, guanciale croccante di suino rosa campano, crema di parmigiano reggiano e fiordilatte d’Agerola), la “Fiore” (con ricotta di fuscella fresca anastasiana, fiore di zucca bio cotto a vapore e pancetta paesana croccante) e la “Borbonica” (con pomodorini del piennolo giallo e rosso e mozzarella di bufala).
Tra gli antipasti più richiesti ci sono fritti della tradizione napoletana e mediterranea ma con un tocco di novità. Le frittatine, ad esempio, sono proposte alla carbonara con uova di gallina allevata a terra e guanciale croccante oppure con salsiccia e friarielli, la “palla di riso” è fatta con salame Napoli e zafferano, l’arancino è proposto con porcino e tartufo.
Il pasto viene degnamente concluso da un dolce, rigorosamente preparato in cucina, come cannolo scomposto con una delicata ricotta sarda e una fragrante sfoglia siciliana, oppure la millefoglie sbagliata, con sfoglia di burro fatto in casa, crema pasticciera e amarene sciroppate. Per gli appassionati di champagne poi c’è l’imbarazzo della scelta tra le migliori etichette come Armand De Brignac, Moet & Chandon, Cristal, Veuve Clicquot, Dom Perignon.

Si conferma vincente lo straordinario connubio tra profumo e cucina con Integra Frangrances, l’azienda leader nella creazione di identità olfattive per marchi del lusso, che da oggi si può anche “assaggiare”. È “Serra San Marco” il profumo realizzato ad hoc per il ristorante milanese DanielCanzian, una fragranza ricca e avvolgente, che racconta una storia di passione, creatività e determinazione. Lo chef, infatti, si è ispirato alle note del profumo per creare un piatto fresco e gustoso, che resterà in carta per tutto il periodo estivo. Perché, afferma, “per immergersi nella bellezza della cucina bisogna sentirne anche il profumo”.
Il nome rende omaggio alle origini venete dello Chef, accoglie i clienti all’ingresso del ristorante di via Castelfidardo con un aroma che ripercorre le radici di Canzian e suo estro creativo, valorizzando l’essenzialità delle materie prime e la semplicità degli ingredienti, elementi distintivi della sua filosofia. Le note di testa sono agrumate e si uniscono al verde aroma del basilico; morbide e avvolgenti sono quelle di cuore, che vanno dallo speziato pepe nero alle pungenti foglie di pomodoro alla salvia e al latte. Sul fondo emergono gli intensi profumi dei muschi bianchi, della vaniglia e del legno di sandalo. Il risultato è un profumo caldo, ricco e vellutato.
Dallo studio dei principali accordi della profumazione, lo chef Canzian ha preso ispirazione per realizzare il Carpaccio di pomodoro con bottarga di tonno, basilico e mandarino in salamoia, servito su un cuore di pesche e nettare rosso dell’emporio di DanielCanzian Ristorante. Un tuffo tra sapori e aromi che accompagna verso una nuova dimensione, dove gusto e olfatto si uniscono in una sinestesia di emozioni.
“Serra San Marco rappresenta la continuazione di un percorso intrapreso nel 2013 – racconta Canzian - e racchiude in sé tutti gli elementi tipici della mia cucina, che esalta la semplicità e il sapore degli ingredienti. Rispettare le materie prime significa renderle riconoscibili nel piatto, mantenendo tutte le loro caratteristiche, tra cui il profumo che è parte integrante dell’esperienza a tavola. L'identità olfattiva all’ingresso del ristorante accompagnerà i clienti verso la prova del piatto a essa ispirato, rendendo il tutto ancora più complesso e intenso” - conclude.
Francesca Piana, responsabile marketing e comunicazione di Integra Fragrances, che dal 2006 si occupa di sviluppare le identità olfattive dei più prestigiosi brand internazionali, aggiunge: “Un’identità olfattiva è la traduzione del DNA di un brand in una fragranza unica in grado di evocarlo attraverso il senso più fortemente connesso a emozioni e memoria."
E a proposito dello Chef veneto commenta: “Tradurre DanielCanzian in una creazione olfattiva ha voluto dire lavorare sulla sua filosofia e sui suoi ideali in cucina, passando per le sue origini e le materie prime che più adora. Un viaggio affascinante la cui impronta olfattiva vi accoglierà sulla soglia del suo ristorante”.

Nel verde delle circostanti colline del lato veneto del lago di Garda, nella prestigiosa zona vitivinicola del Bardolino, sorge la settecentesca Villa Cordevigo, Wine Relais 5 stelle di lusso, di proprietà delle famiglie Delibori e Cristoforetti. Un paradiso per chi, dopo anni di sacrifici, mesi di mascherine e green pass, vuole tornare a respirare aria di libertà. Una vacanza outdoor, tra ettari di boschi, ulivi, vigneti e giardini, con la piscina, l’Essentia Spa, 40 stanze spaziose e suite, una diversa dall’altra, che profumano di classico ma dotate dei moderni comfort, e un ristorante stellato, l’Oseleta, guidato dallo Chef Marco Marras. E poi visite guidate, passeggiate a piedi e in bicicletta (anche con pedalata assistita), degustazioni enogastronomiche, tutto ciò che serve per ritrovare se stessi, nella natura e all’insegna del relax più autentico.
Inaugurato nel 2022, nella grande tenuta di Villa Cordevigo è stato realizzato un percorso vita ideale per chi desidera svolgere attività fisica in armonia con la natura. Il circuito di allenamento si snoda in 12 tappe con attrezzi in legno e si conclude all’Osservatorio, il punto più alto dal quale, nelle giornate limpide e soleggiate, è possibile ammirare lo specchio argenteo del lago di Garda.
Non può mancare una fresca piscina per un’estate che si preannuncia bollente: anch’essa immersa nel verde e attrezzata con lettini prendisole e ombrelloni, un’ampia zona solarium dove godere a pieno momenti dedicati al relax, alla lettura, ai bagni d’acqua e, naturalmente, di sole.
Proprio dalla piscina si dipartono i vigneti della tenuta, tra i quali si può passare una mezza giornata all’insegna del gusto, per gli occhi ed il palato. A piedi o in bicicletta, un esperto enologo accompagnerà gli ospiti svelando loro i segreti della coltivazione di vitigni che producono uve fra le migliori del Veneto e d’Italia. Sarà inoltre possibile visitare le cantine Villabella, dove avvengono i processi di vinificazione e invecchiamento in botti di rovere. Non mancheranno, certamente, le degustazioni. La produzione comprende, infatti, i grandi vini classici veronesi: dal Bardolino al Lugana, dal Custoza al Soave al Valpolicella e poi i preziosi vini appassiti sul graticcio, come il Ripasso e l’Amarone.
La villa è immersa in un paesaggio mozzafiato senza eguali, tra le montagne e il lago di Garda, artefice di un microclima unico in Italia e meta estiva fin dai tempi degli antichi Romani.
Villa Cordevigo, premiata al Tripadvisor Traveller’s Choice Award come uno dei “Top 10 hotel” in Italia, propone molte offerte di intrattenimento ai suoi clienti, come le escursioni in barca. Dal punto di partenza è possibile prendere un’imbarcazione che non necessita di patente nautica, oppure si potrà noleggiare un battello privato con conducente. Il guest relations manager della Villa farà da Cicerone, raccontando natura, storia, misteri e aneddoti sul lago di Garda e sui meravigliosi borghi che vi si affacciano. La struttura organizza anche escursioni a Valeggio e Borghetto sul Mincio, uno tra i cento più belli d’Italia, a soli 30 minuti d’auto dalla dimora. Località famose per la produzione del tortellino, che qui si chiama “nodo d’amore”, sarà possibile visitare le botteghe artigiane in cui si crea questo succulento alimento. È inoltre prevista la visita, con degustazione, in una cantina della Valpolicella e, naturalmente nella romantica città di Verona.

Obicà Mozzarella Bar inaugura il nuovo locale milanese in Via Cusani 1, nel cuore di Brera, e dà così il via al percorso di rebranding dell’insegna di ristorazione – di recente acquisita dalla Famiglia Scudieri - portavoce dell’autenticità e della genuinità dei prodotti italiani con un approccio conviviale e cosmopolita
“Con l’acquisizione di Obicà da parte della famiglia Scudieri, già attiva nel settore della ristorazione dal 2014 con il marchio Eccellenze Campane, è iniziata per noi una nuova fase di evoluzione ed espansione. Il nuovo ristorante in Via Cusani rappresenta il primo passo di questo progetto in cui l’esperienza del cliente diventa ancora più centrale. Non solo un nuovo design e un nuovo modo di comunicare, ma soprattutto la volontà di offrire un viaggio gastronomico lussuoso nel rispetto della semplicità della cucina italiana che si rispecchia nei nostri piatti”. Così Davide Di Lorenzo, CEO del Gruppo Obicà Mozzarella Bar, commenta l’inaugurazione del nuovo indirizzo milanese.
Un ristorante cosmopolita in grado di trasportare gli ospiti nell’atmosfera delle piazze italiane grazie all’utilizzo di materiali quali il mattoncino e di elementi di design come ringhiere, tubature a vista e piante. Il progetto architettonico realizzato dallo studio romano Labics ruota infatti attorno a un’idea rivoluzionaria volta a concepire gli interni come fossero degli spazi urbani pronti ad accogliere un pubblico alla ricerca di un momento di informale convivialità.
A rendere l’esperienza nel nuovo locale ancora più indimenticabile è la fragranza “O” di Obicà, realizzata su misura da Integra Fragrances e diffusa all’ingresso del ristorante. Un profumo delicato che ha in partenza una nota fresca e briosa, conferita dal thè, per poi inebriare con un finale luminoso, accogliente e familiare grazie ai fiori d'arancio. Le note verdi conferiscono alla fragranza vitalità e naturalezza, ben equilibrate da una delicata sfaccettatura floreale.
Di recente è stata poi presentata “Summer Wonder”, la carta estiva capace di raccogliere l’essenzialità, l’eleganza e la semplicità dell’insegna con un twist innovativo. Tra i protagonisti spiccano ingredienti stagionali, freschi e di alta qualità che ricordano i sapori autentici dell’estate. Ed ecco che vengono serviti piatti quali il “Polpo con Maionese al Lime, Pomodori Datterini Confit, Rucola e Crumble di Pane”, il “Tonnetto Alletterato con Rucola, Carote Viola, Pomodorini Neri, Cetrioli, Olive Taggiasche, Salsa Yogurt e Lime”, gli “Spaghetti Neri alla Chitarra con Gamberi, Pomodori Datterini Gialli e Granella di Pistacchi Siciliani” e l’immancabile “Babà”. Sempre disponibili in carta i classici di Obicà tutti da condividere quali le “Degustazioni” di Mozzarelle e Salumi, gli Small Plates e i “Lievitati” quali Focacce e Crostini preparati con differenti topping.
Grande novità introdotta con l’arrivo della nuova carta è l’iconica pizza di Obicà che, nata dall’unione di lievito madre naturale e farina del Molino Paolo Mariani e frutto di una lenta lievitazione di almeno 48 ore, abbandona la forma ovale per diventare tonda. Un ritorno alle origini con un richiamo alla forma più semplice ed essenziale di tutte, in linea con l’elegante minimalismo del Gruppo. Dall’ormai iconica “Bufala DOP”, alla “’Nduja di Spilinga” con Stracciatella, Pomodoro Biologico, e Parmigiano Reggiano al Basilico, passando per la “Filetti di Alici” con Mozzarella di Bufala DOP, Pomodoro Bio, Stracciatella, Pomodori Datterini Gialli, Frutti del Cappero e Basilico Fresco, fino alla “Burrata e Zafferano”con Mozzarella di Bufala, Ricotta di Bufala, Cialde di Parmigiano Reggiano al Basilico e Pepe, tutte le pizze di Obicà – disponibili anche in altre varianti – risultano al palato leggere, soffici e fragranti.
Una proposta gastronomica fresca e di qualità, quella di Obicà Mozzarella Bar, resa ancora più completa dalla carta beverage - fruibile sia al tavolo che al bancone - con una selezione di etichette di Vini italiani e cocktail realizzati con i migliori distillati, miscelati con erbe e frutta fresca a cui si aggiungono Birre, Amari e un’ampia selezione di Distillati. Vini e cocktail possono essere apprezzati al meglio con la formula aperitivo che, dalle 18 alle 20, permette di degustare il proprio drink accompagnato dalla Pizzetta di Bufala DOP.

Quanti chilometri deve percorrere un avocado per arrivare sulle nostre tavole? Come è potuto nascere un lago naturale nel bel mezzo della iper trafficata Roma? Come sopravvive la natura in una Basilicata ferita da pozzi di petrolio dismessi, spazi industriali vuoti pieni di amianto e strutture turistiche abbandonate?
Queste sono alcune delle tante tematiche che affronta la sesta edizione di Cinema e Ambiente Avezzano, che si terrà da lunedì 13 a martedì 21 giugno, con 61 film in concorso, tra fiction, documentari e animazione, 90 registi coinvolti, 16 anteprime italiane, 3 anteprime internazionali, 15 Paesi rappresentati in quattro sezioni tematiche insieme a un concorso per sceneggiature a tematica ambientale.
Continua a crescere il festival fortemente voluto da un gruppo di professionisti decisi a riportare il cinema al centro nella regione con la più alta percentuale di parchi naturali d’Italia. La crescita è confermata dal numero di film presenti alla nuova edizione, raddoppiato rispetto alla precedente, e, soprattutto, da uno dei motivi di orgoglio del festival, il pubblico, triplicato nella sua ultima edizione. Per il 2022, si aggiunge, inoltre, anche la nuova sezione dedicata interamente ai talk e agli eventi, “Cinema e Ambiente Green Experience” per avere un importante sguardo al futuro: l’ambiente.
Organizzato da CinemAbruzzo Aps e The Factory srl, con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, Cinema e Ambiente Avezzano vanta quest’anno l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e del MITE - Ministero della Transizione ecologica, e partner istituzionali con focus legato ad ambiente, turismo e scienza, quali l’ISPRA - Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, l’INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ma anche il CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’ENEA - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. Da quest’anno il festival si arricchisce di una realizzazione in collaborazione con Greenpeace, e del patrocinio di organizzazioni attive in difesa dei diritti delle persone e dell’ambiente quali, fra le altre, Unicef, Amnesty International, LIPU e WWF. Non meno fondamentali anche i partner locali tra cui la Regione Abruzzo, Provincia dell'Aquila, e tutti i Parchi Nazionali della regione che hanno dato il loro patrocinio e che collaborano attivamente con il festival.
Claim per questa edizione è la parola Antropocene. Se, come spiega il direttore artistico del Festival Paolo Santamaria, “il termine Antropocene è stato proposto per indicare l’inizio di una nuova era geologica dove il ruolo degli esseri umani e il loro impatto sull'ambiente circostante diventano cruciali per la sopravvivenza delle specie naturali”, Cinema e Ambiente Avezzano vuole, non solo portare una riflessione sul tema, ma anche tentare di arricchirlo con una nuova accezione positiva. Centro del festival sono proprio le persone, una comunità ogni anno più grande che partecipa alla manifestazione con il desiderio di approfondire e interrogarsi su questo argomento e al tempo stesso di immaginare soluzioni alternative attraverso il cinema, i talk con professionisti del settore e i dibattiti con quei registi che da anni si battono per portare alla luce narrazioni e storie poco conosciute sulla situazione ambientale internazionale. La nuova sezione “Cinema e Ambiente Green Experience” è nata proprio con l’intento di rafforzare questa comunità e di favorire l’incontro e lo scambio di conoscenze. Ma non solo, Cinema e Ambiente Avezzano vuole anche dare un esempio concreto: ciascun partecipante riceverà in regalo un albero e, inoltre, potrà fare esperienza diretta di una diversa relazione uomo-natura, dal forte impatto sociale, partecipando all’evento dedicato “In Joëlette sul Velino”, un’occasione di turismo accessibile per immergersi nei panorami mozzafiato del Parco Naturale Regionale Sirente Velino e un’opportunità concreta di ristabilire un contatto nuovo con la natura.
Su uno spazio astratto, geometrico, privo di appigli naturalistici, dominato dal rosso intenso di un tappeto e di una parete, si agitano le vite di otto personaggi, incatenati ad un eterno ripetersi di un quotidiano sempre uguale a se stesso. È la trama di Zio Vanja, il nuovo titolo proposto da Elsinor e Teatro Metastasio di Prato, al debutto in prima nazionale il 9 giugno al Teatro Fontana.
Firmato dalla regista Simona Gonella, l’allestimento si addentra in una delle opere più celebri del maestro russo esplorando le relazioni tra personaggi e indagando i confini della loro ferocia. Un ensemble attoriale rodato e coeso lavora sui contorni e sulla contagiosa spietatezza che inquina i rapporti e incastra senza apparenti vie d’uscita, disegnando un quadro sociale bloccato da una fatale incapacità.
Il ritorno dell’anziano professore e di sua moglie nella tenuta di campagna in cui vivono stabilmente Vanja, sua nipote Sonja, Telegin e la balia, e nella quale è di casa il dottore, dà il via ad un sottile gioco al massacro in cui emergono vecchi rancori, tensioni taciute, passioni frustrate e non corrisposte.
Costretti a condividere gli stessi ambienti, i protagonisti danno sfogo ad una ferocia delle relazioni che la scena vermiglia riverbera e amplifica, delimitando i loro incontri all’interno di un claustrofobico ring.
L’arrivo della coppia disturba come un corpo estraneo gli equilibri di un microcosmo familiare già minato al suo interno da antiche ruggini.
Il ruolo di Elena, personaggio oggetto di desiderio e invidia, è affidato ad un’attrice straniera: è lei la giovane che lotta – anche linguisticamente - per capire cosa le sta succedendo intorno e che pone tutti a confronto con la sua esoticità, introducendo il tema della estraneità, di un linguaggio che diventa ostacolo.
La drammaturgia accoglie nel testo alcune delle note di regia che Stanislavskij, più di cento anni fa, scrisse a margine del suo storico allestimento dell’opera. L’astrazione dello spazio e la sottrazione di appoggi naturalistici vengono così a confronto con la minuziosità realistica delle note, nel tentativo di creare una frizione nello spettatore tra ciò che è o che potrebbe essere, tra ambiente o azioni o alcune indicazioni di azione o “sentimento”, e quello che realmente accade in scena. Un altro modo di riflettere sul linguaggio, un altro modo di giocare con i diversi piani attraverso i quali un testo può farsi “vita” o “presenza” nel qui e ora della rappresentazione.
“Nel mondo isolato e compresso in cui Zio Vanja è collocato, sembra non esserci mai spazio per respirare, per lasciare che il tempo aiuti a dipanare il groviglio di sentimenti, amori, recriminazioni, disillusioni che ciascun personaggio porta dentro di sé – commenta la regista, che aggiunge - Le attrici e gli attori hanno lavorato generosamente per esplorare il pesante carico di profonda umanità che il testo ha messo loro di fronte, trovando una logica che li legasse a ciò che loro sono oggi o a ciò che oggi, in un senso più universale, i personaggi possono svelare. Di “Zio Vanja” mi ha sempre colpito soprattutto questa spietatezza, questo spingere il dito nella piaga fino a impedirle di rimarginarsi. Mi sembra che parli così tanto di ciò che siamo noi oggi, di noi che ci parliamo addosso, di noi che, immobili, aspettiamo di “diventare” ciò che vorremmo, di noi che ferocemente anteponiamo la nostra furia egotica a tutto e a tutti.”
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