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Mi chiamo Beniamino Strani, ho 24 anni e sono laureato in ‘Scienze dell’Informazione: Comunicazione Pubblica e Tecniche Giornalistiche’. Ho poi ottenuto un Master in ‘Critica Musicale’. Amo ogni forma di comunicazione e tra un articolo e un altro, pubblico delle poesie su un blog.
Da William Shakespeare a Woody Allen, da Thomas Mann a Italo Calvino. Venezia, la città romantica per eccellenza, affascina da sempre gli artisti di ogni epoca e attrae ogni anno turisti da tutto il mondo, immergendoli in un’atmosfera romantica e sospesa. Con le sue plurime attrazioni culturali, la Serenissima è in grado di garantire un’accoglienza ricca di stimoli e di bellezza. Il pluripremiato Hotel Excelsior Venice Lido Resort, vera e propria eccellenza dell’hotellerie italiana, ha riaperto per la stagione il 14 aprile proponendo agli ospiti una fervida sinergia tra le varie forme artistiche della città, così da viverla a pieno nella sua totale potenzialità.
Dopo la stagione della ripartenza, il 2022 parte all’insegna dell’arte: il resort ospita una mostra fotografica intitolata “Three Minutes at the Excelsior” di Riccardo Ghilardi, noto fotografo di fama mondiale per Contour by Getty. Tre minuti come il tempo che hanno a disposizione i fotografi ritrattisti con una celebrità nel mezzo di un festival cinematografico come Venezia e in occasione di cerimonie di premiazione come gli Oscar.
Spazio anche al preziosissimo artigianato tradizionale veneziano dalla tradizione secolare, grazie alla collaborazione tra l’Hotel e gli artigiani locali, affinché gli ospiti possano sperimentare le tecniche e i processi utilizzati per realizzare gli eccellenti prodotti veneziani.
Non manca il legame con la Venice Fashion Week, grazie a una serie di eventi programmati nei mesi di giugno e luglio, tra i quali sfilate e incontri con stilisti affermati ed emergenti, come Martina Vidal e Luigi Bevilacqua.
È Alessandro Ramella il nuovo Executive Chef, Protégé del maestro dei maestri Gualtiero Marchesi, ampiamente considerato il fondatore della nuova gastronomia italiana. Ramella propone la cucina locale veneziana nei suoi menù, utilizzando i migliori ingredienti di provenienza locale.
La proposta gastronomica dell’Hotel a 5 stelle prosegue il suo impegno nella qualità grazie al cibo stellato Michelin dell’acclamato Chef Nino Di Costanzo, con un menù degustazione diversificato, combinando i sapori unici della Campania con i prodotti locali e il pescato del giorno.
La posizione strategica dell’hotel sull’isola lo rende il luogo perfetto per una vasta gamma di servizi e attività dedicati al benessere, tra i quali campi da tennis, una spaziosa palestra all’avanguardia, piscina, golf, un maneggio e piste ciclabili per andare in giro al Lido. E per gli ospiti che vorranno perfezionare le proprie abilità sono previsti incontri con celebri personalità dello sport come Lorenzo Minola per lo yoga, Karel Nováček per il tennis e Jury Chechi per il calisthenics.
Costruito nel 1907, l’Hotel Excelsior del Lido di Venezia è uno dei simboli della città, che racchiude in sé l’evoluzione storica e la dinamicità di uno dei luoghi più belli del mondo, dove il confine tra sogno e realtà diventa si assottiglia in un’atmosfera suggestiva e incantata.
Lungomare Guglielmo Marconi, 41, 30126 Lido VE
041 526 0201
“Il Covid19 ha sconvolto le nostre esistenze. Non si può pensare che torneremo al mondo com’era. Bisogna pensare il nuovo, vanno pensate e testate soluzioni che siano delle novità, va data ai giovani la possibilità di mettersi alla prova” dichiara Paolo Marchi di Identità Golose, che inaugura la 17esima edizione del congresso “Identità Milano”, dal 21 al 23 Aprile nella cornice di MiCo (Milano, via Gattamelata 13).
Grazie alla collaborazione di Valrhona nel pomeriggio di giovedì 21 aprile, in sala Auditorium, va in scena Dossier Dessert, dove saranno presenti otto super-professionisti del mondo della pasticceria e cioccolateria con lo scopo di sviluppare il tema cardine della nuova edizione: “Il futuro è oggi”.
“Il mondo del cioccolato e in generale della pasticceria di qualità, mai come in questo momento, ha bisogno di raccontarsi attraverso nuovi volti. La gioventù è una sorta di età dell’oro. Si posseggono, forza, sogni ed entusiasmo. Valrhona dedica sempre molta attenzione a scoprire e valorizzare nuovi talenti. Li supporta quotidianamente nel loro lavoro e fa tesoro dei loro input”, aggiunge Igor Maiellano, Business Unit Manager Valrhona Italia, sottolineando la necessità di garantire certezze alle nuove risorse, così che il settore possa ravvivarsi di nuova linfa ed evolversi grazie alla loro passione.
Conosciamo più da vicino i protagonisti dell’evento:
ore 15.00 “Omaggio all’Italia Campione del Mondo di Pasticceria 2021”
Alessandro Dalmasso e Massimo Pica
Meneghino d’adozione, Massimo Pica a soli 21 anni il giovane campano, ha aperto i battenti del primo locale mostrando sin da subito il suo talento. Per condividere il proprio sapere, il pasticcere salernitano fonda la Pica Pastry School.
ore 15.10 “Pasticceria ludica”
Titti Traina e Paolo Griffa del Petit Royal del Grand Hotel Royal
Paolo Griffa è il giovane executive chef dell'Hotel Royal & Golf di Courmayeur. Da quando lavora in Valle d’Aosta ha iniziato uno studio approfondito sugli ingredienti locali, sempre con attenzione al contatto diretto con i piccoli produttori e all'approvvigionamento etico.
ore 15.55 “Il senso di un luogo”
Paula Stakelum dell’Ashford Castle (Red Carnation Hotels)
Dopo aver conseguito una laurea in arti culinarie, la pasticcera irlandese Paula Stakelum ha trascorso i successivi cinque anni come pasticcera presso The Ardilaun Hotel a Galway.
ore 16.40 “In(ter)ferenze sensoriali”
Roberta Merolli e Giovanni Solofra del Tre Olivi al Savoy Beach Hotel
Reduce da un percorso di formazione nel fine dining che la porta ad entrare nella brigata di Heinz Beck, Roberta Merolli viene scelta dallo stesso Chef nel ristorante La Pergola a Roma. È qui che incontra Giovanni Solofra, compagno di vita, oltre che di lavoro. Insieme accettano la grande opportunità di prendere in mano la cucina del St George Restaurant di Taormina, culminata con il prestigioso riconoscimento della stella Michelin.
ore 17.25 “Il Giandujotto nel futuro”
Guido Castagna di Guido Castagna Cioccolato
La storia di Guido Castagna inizia nel 2002 con il laboratorio e negozio di Giaveno (TO), che applica da sempre una rigorosa filosofia di selezione di materie prime pregiate, unita a una lavorazione lenta e meticolosa.
Pioniere e punto di riferimento per il mondo del cioccolato, l’azienda Valrhona si impone una missione partecipativa, con dedizione e passione per il lavoro: "Insieme, facciamo del bene con del buono".
Legata da sempre al tema della sostenibilità, propone una visione di consumo etico che la porta a conseguire nel 2020 la certificazione B Corporation, un riconoscimento che premia le aziende più impegnate al mondo che investono allo stesso modo nelle proprie performance economiche, sociali e ambientali. Scegliere Valrhona significa impegnarsi per un cioccolato responsabile e tracciato al 100% sin dal produttore, fornendo una garanzia sulla sua provenienza e su tutte le fasi di produzione.
Oltre a scegliere un cioccolato che rispetta l’uomo e il pianeta!
Trialogo, uscito lo scorso 8 aprile su tutti i digital stores, è l'album del trio "Cantautrici", ovvero Rossana Casale, Grazia Di Michele e Mariella Nava.
Grand Hotel Alassio è pronto a far trascorrere agli ospiti delle indimenticabili vacanze di Pasqua all’insegna del gusto e del benessere. Il Week End parte già dal venerdì presso il 18.97 bistrot, dove oltre al menù à la carte sarà possibile avere il primo assaggio di mare della bella stagione grazie ad con un’imperdibile plateau royale (ostriche, scampo, capasanta, gamberi, fasolari, cannolicchi, vongole veraci bulot, tartufi di mare).
Punto fermo della rinomata struttura, il resident Chef Roberto Balgisi delizierà i commensali con il pranzo di Pasqua presso il Gazebo Restaurant, dove a pochi passi dalle onde sarà possibile assaggiare il prelibato menù di 3 portate più il dessert, con la possibilità abbinare dei vini (4 calici). Si comincia con lo sgombro (filetto affumicato con Pomodori canditi, Olive Taggiasche e Misticanza) per poi continuare con gli Strozzapreti fatti in casa serviti con Calamari, Gamberi e Bisque di Crostacei per poi gustare la scaloppa di rombo preparata con una Panure di Erbe, crema di Zucchine Trombetta e Rapanelli all’Aceto di Lamponi. Non sarebbe il Pranzo di Pasqua se mancassero la Colomba (servita con Zabaione Classico) e ovviamente l’uovo di cioccolato in chiusura.
Una delle grandi novità del 2022 proposta da GH Alassio è lo Chic-Nic, l’elegante pic-nic da gustare direttamente in spiaggia. Il cestino comprende un antipasto a base di Culatello & Melone, fritto di Ciliegine e Olive Ascolane, per poi proseguire con il “il panino fuori porta” ripieno con Coppa di Maiale, Carpaccio di Pomodori, Indivia Belga, Salsa Rubra e per concludere la deliziosa tarte tatin di Arance Caramellate.
L’hotel 5 stelle ha pensato anche ai più piccoli, che troveranno il vivace intrattenimento del Kids Club: tra giochi di squadra e balli di gruppo avranno modo non solo di divertirsi e socializzare, ma anche di apprendere il valore del rispetto per l’ambiente grazie ad attività formative volte a sensibilizzare sul tema ecologico. E vista la ricorrenza, ci sarà modo per loro di cimentarsi anche nel Laboratorio di Pasqua/ Easter lab (laboratorio di pittura ovetti di Pasqua).
La splendida cornice della cittadina ligure ospiti una delle strutture più prestigiose dell’hotellerie italiana, dove anche le vacanze di Pasqua diventeranno per tutti un momento di totale relax, accolti dalla splendida riviera e dalle onde del Mar Ligure.
Grand Hotel Alassio Beach & Spa Resort
Via A. Gramsci, 2 17021 Alassio (SV)
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Costa Paradiso- Il ristorante di carne Il Calice D’Oro inaugura nei suoi spazi espositivi la Prima Rassegna D’Arte Il Calice D’Oro.
Nella convinzione che la forza precognitiva e irradiante dell’arte faccia degli artisti gli attori privilegiati del cambiamento sociale- spiega Claudia Erba, curatrice della rassegna- Il Calice d’Oro vuole restituire loro parola e spazio, per riappropriarci tutti insieme della dimensione irrinunciabile della progettualità esistenziale.
'Per fare tutto ci vuole un fiore' cantava Sergio Endrigo in una sua famosa canzone, che celebrava ante-litteram il rispetto per le piccole cose e per la Natura, dove ogni essere vivente è collegato in un equilibrio sottile che ci fa sopravvivere. È con questa filosofia che torna nella splendida cornice di Alassio la terza edizione del Festival Nazionale ‘Cucina coi fiori’, L’appuntamento, che si terrà dall’8 all’11 Aprile 2022, è dedicato all’utilizzo in cucina dei fiori eduli e comprende numerosi eventi non solo del settore food.
Ad aprire le danze saranno gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Giancardi Galilei Aicardi”; a seguire l’incontro con gli Chef Federico Scardina dell’Hosteria del Viale di Albenga, Cinzia Chiappori dell’Osteria del tempo stretto di Albenga e Rosa D’Agostino del Ristorante Da Gin di Castelbianco, con un’interessante lezione che si svolgerà in cucina.
Verranno esaminati questi splendidi regali della Natura anche attraverso il loro aspetto nutrizionale con la Dott.ssa. Laura Pistelli dell’Università di Pisa, che presenterà il libro “I fiori dalla terra al piatto”.
Dalla teoria alla pratica: attraverso una passeggiata dai sentieri al mare, in compagnia della cuoca selvatica Eleonora Matarrese, la giornata di sabato sarà dedicata alla scoperta delle erbe e dei fiori eduli. La giornata proseguirà con numerosi incontri presso l’Auditorium “Roberto Baldassarre” della Biblioteca Civica e con show cooking, per approfondire l’utilizzo dei fiori nella gastronomia, ponendo l’attenzione sulla salute dei consumatori e sulla sostenibilità a tavola. Per finire l’immancabile cena di Gala, con un menù esclusivo riservato alla valorizzazione dell’uso di questo straordinario elemento.
Dal dessert ai cocktail: ‘Cucina coi fiori’ è un’occasione unica nel panorama italiano per riflettere sull’utilizzo di questa particolare e delicata materia prima sulle nostre tavole, celebrando così la Primavera appena iniziata e sentirsi così immersi nel contesto colorato e vivido della splendida riviera ligure, tanto da sentire quasi nell’aria le note della composizione di Vivaldi dedicata a questa stagione.
“Il mio film è un inno al desiderio fisico, un elogio e un invito a lasciarsi andare all’amore” afferma la regista Leyla Bouzida proposito di Una storia d’amore e di desiderio, uscito nelle sale italiane il 25 marzo. Il protagonista è il diciottenneAhmed, di origine algerina, cresciuto in una banlieue di Parigi, e narra l’incontro avvenuto tra le aule dell’università con Farah, giovane tunisina vitale e appassionata, appena trasferitasi in Francia. Centrale nella loro relazione è la scoperta di un corpus di letteratura araba erotica, che evidenzia le differenze culturali e caratteriali dei due giovani. Lei, più consapevole delle sue origini e più spigliata, lui più conservatore e ignaro dei costumi algerini. I suoi genitori sono sfuggiti agli Annés Noires, la guerra civile durata dal 1991 al 2002, che oppose in Algeria il governo ufficiale e vari gruppi islamisti, senza più fare ritorno. Questo differenzia la comunità magheribina presente in Francia, in cui i tunisini e i marocchini conservano con maggiore autenticità il legame con le loro origini, a differenza degli algerini, che spesso sono stati costretti a tagliare i ponti con il loro passato. Questa rimozione porta Ahmed a rispettare inconsciamente gli stereotipi esterni, deformando la vera identità del suo popolo.
Il film approfondisce con uno stile originale un tema poco narrato al cinema, ovvero la fragilità maschile e la fatica di esprimere il proprio eros. Dinanzi a Farah, che si dimostra più consapevole della propria fisicità, Ahmed risponde con un approccio talvolta repressivo, imparando pian piano a lasciarsi andare alla passione e ai sentimenti. Cruciale per la riuscita del film è stata la scelta degli attori: Sami Outbali (Ahmed), è reduce dalla serie tv di successo Sex Education, dove interpreta un personaggio sicuro della propria sessualità, in antitesi con il personaggio del film. L’attore incarna l’intento della narrazione, rappresentando una commistione tra fragilità e carnalità, tra timidezza ed erotismo. Zbeida Belhajmor (Farah) simboleggia la sicurezza di sé e il desiderio di esplorarsi attraverso il contatto con l’altro. Entrambi candidati come migliori rivelazioni ai Premi Lumière, i giovani attori “sono quanto di meglio il cinema degli ultimi anni ci abbia posto all’attenzione” sostiene Paolo Minuto, distributore di Cineclub Internazionale, che commenta la pellicola aggiungendo: “in questo film si mette in scena la carnalità della poesia e la poeticità della carne.”
Musica intensa e travolgente, gioco di luci che riflette il magnetico gioco di sguardi tra gli attori, valorizzando la sensualità dei loro corpi: ogni dettaglio nella produzione del film è stato pensato per manifestare l’eros e la paura della giovinezza, contestualizzata entro uno schema culturale che arricchisce la trama di un significato introspettivo e profondo. Attraverso la letteratura erotica, Ahmed avrà modo di recuperare parte delle sue tradizioni perdute, riconsiderandole con una visione meno chiusa e conformista, ottenendo un’idea più cosciente idea della sua identità.
Clicca qui per vedere il trailer:
Luogo, posizione, stazione, scala. Sono tanti i significati della parola araba maqam, usata maggiormente in riferimento al sistema di organizzazione melodica della musica araba tradizionale, una tecnica di improvvisazione musicale largamente praticata in tutto il Medio Oriente. La compagnia di danza mk, fondata nel 2000 da Michele Di Stefano, parte proprio da questo concetto per lo spettacolo in scena alla Triennale di Milano il 30 e 31 marzo.
Un intreccio tra i corpi coreografati e la musica dal vivo orchestrata dal compositore di sonorità elettroniche Lorenzo Bianchi Hoesch e il canto di Amir ElSaffar, protagonista del jazz contemporaneo e profondo conoscitore della tradizione del maqam iracheno. Una performance di matrice cross-culturale, tra concerto e spettacolo di danza, che la compagnia di Di Stefano, artista associato di Triennale Milano Teatro per il triennio 2022-2024 e vincitore del Leone d’Argento per la Danza alla Biennale di Venezia, descrive così: “La relazione compositiva tra ambiente sonoro e coreografico è fatta di eventi elementari, discontinui e puntiformi, costruiti su un avvenire immediato, come il manifestarsi di una transitorietà che trasformi via via il concerto in una coreografia. È questa la posizione che stiamo cercando.”
La ricerca coreografica del gruppo, reduce da tournée mondiali (Indonesia, USA, Giappone, Perù, Germania, Francia, Ungheria, Spagna, Portogallo) indaga l’ambiguità degli stati corporei e le loro alterazioni, caricando di raffinata poesia l’arte della danza, intesa come nobile forma di espressione dei sentimenti e come linguaggio umano per comprendersi e comprendere il prossimo.

L’Uovo di cioccolato, atteso da grandi e bambini, torna con l’arrivo della Pasqua 2022 sulle tavole degli italiani, e con esso anche la creatività dei più grandi cioccolatieri, che si cimentano nella realizzazione di prodotti sempre più originali e sostenibili. È il caso di Grezzo Raw Chocolate, la cioccolateria crudista di Roma che punta su due materie prime di qualità: il cioccolato crudo e lo zucchero di cocco.
“Il cioccolato, prodotto a partire da fave di cacao biologiche non tostate, viene lavorato nel nostro laboratorio con un processo inedito che ne esalta sia il gusto sia le proprietà nutrizionali - afferma il CEO Nicola Salvi, che spiega il minuzioso processo di lavorazione, degno della cura del personaggio di Willy Wonka ne ‘La Fabbrica di Cioccolato’ - Abbiamo battezzato questo processo con il nome di “SPA del cioccolato” e consiste in tre trattamenti: frictio, frigidarium e tiepidarium. Otteniamo, così, un cioccolato dalla personalità distinta che contiene fino a 5 volte gli antiossidanti rispetto al cioccolato tradizionale.”
Particolarmente indicato per gli amanti del fondente, il cioccolato è ideale per coloro che vogliono tenere sotto controllo la quantità di zuccheri, così come lo zucchero di cocco integrale, in grado di mantenere un indice glicemico molto basso. “La più recente letteratura scientifica ha dimostrato che un consumo giornaliero tra 10 e 20 g di cioccolato fondente con una percentuale di cacao almeno del 70% ha evidenti benefici sulla riduzione del rischio cardiovascolare grazie alla presenza di polifenoli” ha spiegato il Dott. Loreto Nemi, Dietista Nutrizionista Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Con le loro proprietà anti-ossidanti e anti-infiammatorie, i polifenoli sono utili per combattere lo stress ossidativo e l’infiammazione, diventando dei veri e propri alleati del nostro cuore.
Con il cioccolato crudo, cinque volte più ricco di proprietà nutritive rispetto a quello tradizionale, Grezzo Raw Chocolate si afferma come luogo unico ed esclusivo, in grado di presentare ai clienti numerosi prodotti dolciari d’eccellenza, come il Krumorino, dolce iconico delle festività e la Torta Fedora, di tradizione siciliana. Con il suo approccio crudista alla pasticceria, il laboratorio capitolino trasmette lo straordinario messaggio di riflettere suglie effetti a lungo termine della salute dei suoi consumatori, senza però rinunciare al piacere dei dolci. Anzi, il gusto dei prodotti viene ancora più esaltato grazie a delle tecniche sopraffine e ingegnose, frutto di un lavoro certosino e di una passione incontenibile per il cioccolato.

«Anche se la tragedia ci arriva da un mondo lontano, è difficile immaginare qualcosa di più adatto alla nostra epoca di questa forma d’arte che descrive la transizione tra un vecchio mondo che sta scomparendo e un nuovo mondo di cui ancora sappiamo molto poco». Così i registi Ferdinando Bruni e Francesco Frongiaspiegano la volontà di riadattare Edipo Re, la celebre tragedia di Sofocle, che andrà in scena al Teatro Elfo Puccini dal 15 marzo al 14 aprile. Dopo il successo di Verso Tebe, andato in scena nel febbraio 2020, prosegue lo studio delle tragiche tragedie come formula comunicativa ingegnosa per comprendere il nostro tempo, riadattandole in una veste psicoanalitica contemporanea e innovativa.
Ferdinando Bruni e tre attori ‘under 35’ di grande talento trasformano e moltiplicano le loro sembianze grazie alle preziose maschere di Elena Rossi e ai costumi di Antonio Marras, che diventano essi stessi presenze scenografiche ora mostruose, ora splendenti. Personaggi, oggetti e segni “allontanano il racconto da ogni realismo per avvicinarlo a una dimensione sciamanica e onirica, capace di emozionare e di parlare all’inconscio”.
«La tragedia dà voce ai complessi rapporti che intercorrono fra libertà e necessità, che sono tra i valori fondativi del nostro essere uomini e rappresenta per noi, creature del ventunesimo secolo, una sfida che ci mette di fronte a tutto quello che non riusciamo a controllare con le armi della ragione, grande mito della modernità – affermano i registi, che continuano - Nella tragedia la concezione del tempo come flusso lineare viene rovesciata. Il passato non è passato, il futuro si ripiega su stesso e il presente è attraversato da riverberi di passato e futuro che lo destabilizzano.
Un’opera che fin dal suo esordio, risalente al 420 a.C., risultò moderna per le tematiche trattate, come l’ambivalenza tra destino e responsabilità individuale, la vulnerabilità dell’uomo e la sua fragile condizione sociale. Edipo, acclamato prima come re di Tebe amato dal suo popolo, finisce per essere considerato un assassino incestuoso. Da eroe a maledetto, il protagonista dell’opera vive la contraddizione di subire un destino tragico a causa non della sua pigrizia o stupidità, ma per il coraggio e il senso di giustizia che lo animano.
«È da questa contraddizione che inevitabilmente scaturisce l’ironia urticante di questa storia, uno dei tanti motivi per cui questa vicenda continua ad affascinarci e a creare cortocircuiti di senso con il nostro presente. È per la sua straordinaria potenza metaforica. Ogni cosa nel mondo è metafora. Attraverso questo dispositivo chiamato metafora, diventiamo partecipi dell’ironia della sorte e, grazie a questo, la nostra comprensione del tragico si fa più profonda e più grande».
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