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E’ disponibile dal 6 febbraio su tutti i maggiori store digitali Voglio della cantautrice Marian Trapassi. Il singolo è accompagnato dal videoclip ufficiale, per la regia di Vincenzo Ricchiuto e Francesco Collinelli, disponibile per tutti dal 30 gennaio sul canale YouTube dell’artista, dopo l’anteprima su Tgcom24.

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Il trio acustico e elettrico, con il quale si esibirà il 5 ottobre sul palco di mare culturale urbano per l’apertura della 7^ stagione di Because the Night- La notte delle cantautrici; una vena da cantastorie militante, con la proposizione di racconti e canzoni in chiave acustica; la “musica in pronta consegna”-dediche, serenate, musica originale, direttamente nei salotti privati, “delivery”- gli eventi musicali interattivi, il musical d’autore, il mestiere e l’anima dell’interprete, con la riproposizione dei grandi classici della musica Italiana dagli anni ’30 agli anni ’80 e, dulcis in fundo, tre album di composizioni originali all’attivo. Tutto questo (e molto altro) popola il variegato universo artistico di Ilaria Pastore, non solo autrice di testi, musiche e progetti didattici, ma anche attrice (oltre che cantante, chitarrista e curatrice degli arrangiamenti vocali presenti nell’omonimo disco e portati poi dal vivo in teatro) in MODì - MUSICAL PER ANIME A COLORI (2012): Musical d’autore scritto da Gipo Gurrado.

Sul palco di mare culturale urbano presenterà, in trio, il suo ultimo album in studio, “Stato di grazia” (Maieutica Dischi, 2025), con incursioni nei due album precedenti, “Il faro, la tempesta, la quiete” (Tiktalik/ Rollover Production, 2016) e “Nel mio disordine” (TOTALLY UNNECESSARY RECORDS, 2010).

 

Laureata al Conservatorio di Milano in Composizione ed Arrangiamento nel dipartimento di Popular Music, Ilaria Pastore si esibisce nel territorio nazionale e in Europa, toccando il Messico. Negli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti, nell’ambito di concorsi dedicati alla musica d’autore: Nuova Musica Italiana (premiata da Mogol),Premio Poggio Bustone, Liberi Gruppi di Radio Popolare.

Vince il Premio "Testi Opera Prima”, assegnato dal MEI di Faenza e dal Festival Internazionale della Poesia di Genova. Il brano “Ora”, singolo estratto dal

primo album, si è aggiudicato la Targa “Un Certain Regard”come migliore esibizione all’Edizione 2013 di Musicultura.

L’ultimo lavoro in studio, “Stato di Grazia”- un universo sonoro che viaggia tra elettronica, rock e ambienti acustici, sorretto da una forte cifra autoriale- regala anche una insolita e suggestiva rilettura di “Fotoromanza” di Gianna Nannini.

 

Non poteva esserci inizio migliore per la settima stagione di Because the Night. La notte delle cantautrici.

Dal 2019 ad oggi- spiega Marian Trapassi, ideatrice e Direttrice della rassegna- -l’intento è stato quello di porre l’attenzione su una proposta musicale di qualità, grazie al coinvolgimento di cantautrici spesso poco presenti nelle scene musicali ufficiali e che, complice il fatto di muoversi in circuiti indipendenti, mantengono la libertà creativa che permette loro di avventurarsi su sentieri artistici originali e poco battuti.

 

Siamo felici che il nostro format, con la sua peculiare identità, da quest’anno sia inserito nel fitto palinsesto di attività culturali e sociali di mare culturale urbano, con il quale condividiamo lo spirito di sperimentazione artistica  e di rigenerazione culturale.

 

In questa direzione si muove anche la scelta, per l’avvio della settima stagione della rassegna, della ricercata eleganza di Ilaria Pastore, sperimentatrice inesausta della voce e frequentatrice- in punta di piedi- di diverse forme d’arte. Il suo nome si unisce a quello di alcune tra le “voci” (in senso lato) contemporanee più apprezzate dagli addetti ai lavori(tra le quali Cristina Donà, Giulia Mei, Patrizia Cirulli, Erica Boschiero, Beatrice Campisi, Francesca Incudine, Roberta Usardi,  Marta De Lluvia, Claudia Cantisani), che hanno contribuito alla longevità e alla forza della rassegna.

 

Appuntamento domenica 5 ottobre, alle ore 19.00, sul palco del mare culturale urbano (via Quinto Cenni 11, Milano) con “Ilaria Pastore acoustic § Electric trio”.

 

 

 

Ilaria, lei ha ben tre album di brani originali all’attivo. Come descriverebbe il suo percorso? Quanto è cambiata, artisticamente, dall’esordio con“Nel mio disordine” (TOTALLY UNNECESSARY RECORDS, 2010)?


Descrivere il mio percorso significa parlare dell’intreccio tra canzoni e vita, mestiere e passione. Pur rimanendo in ambito narrativo d’autore, sento di essere cambiata molto, soprattutto nel modo di vivere la mia musica: oggi ho un rapporto sano col fare canzoni, non più legato all’approvazione esterna, ma piuttosto ad un rapporto vivo con me stessa. Scrivere per se stessi o per altri, collaborare, mettere in discussione un’idea, è un procedimento che costa moltissimo ad ogni autore: scaviamo nel contenuto musicale, letterario ed emotivo e ogni volta che pensiamo di aver trovato qualcosa nel sottosuolo o ci accorgiamo che è un falso oppure sappiamo di aver trovato un pezzo unico.

Vuole parlarci della gestazione del suo ultimo album in studio, “Stato di grazia” (Maieutica Dischi, 2025)?


E’ stata una gestazione lunga, partita nel periodo del Covid, dove mi sono ritrovata a gestire, come molti, una situazione di vita difficilissima. Le canzoni erano per me un appiglio concreto in un frangente dove ogni cosa sembrava sfuggire dalle mani, soprattutto il senso del domani. In quegli anni ero nel bel mezzo del mio percorso di studi in Conservatorio e ho utilizzato la necessità di portare a termine degli obiettivi come studentessa per potermi esprimere artisticamente. 

Portare alla luce questi brani è stato un lavoro lungo, fatto di istinto ed enormi ripensamenti, elucubrazioni e momenti di improvvisazione. “Stato di grazia” si è rivelato un lungo viaggio che mi ha permesso di mettere in campo nuovi punti di vista e abbracciare con decisione il desiderio di raccontare e creare connessione con gli stati d’animo di chi ascolta, elemento che è alla base di tutto ciò che faccio. Brano dopo brano ho cercato di lavorare al mondo sonoro e ai testi e in un modo nuovo, più sincero e ragionato rispetto alle opportunità narrative incredibili che ci dona la nostra lingua e alla volontà di suscitare immagini concrete nella mente. 

C’è stata prima una corposa fase di scrittura degli arrangiamenti che ho curato personalmente, dalla prima all’ultima nota. Un momento dedicato alla pre-produzione e un ricercato lavoro di indagine sonora attraverso l’utilizzo dell’elettronica e dei synth con Niccolò Ferrari, fonico, musicista e sound designer incredibile che ha inoltre registrato, mixato e masterizzato l’intero album.

I musicisti con cui ho avuto l’onore di condividere questo importante lavoro sono: Fabio Gianni al pianoforte, Eusebio Getulio al basso e contrabbasso, Antonio Fusco alla batteria e Mattia Boschi al Violoncello. Io e Niccolò ci siamo occupati di chitarre acustiche ed elettriche. Un gruppo di lavoro pazzesco che mi ha supportata instancabilmente nelle varie fasi, insieme a Maieutica Dischi.

Come mai ha scelto di inserire nell’album una rilettura di “Fotoromanza” di Gianna Nannini?


Uno degli elementi di ispirazione per andare verso il nuovo album è stata la stesura della tesi per la mia laurea in Composizione ed Arrangiamento Pop Rock al Conservatorio Verdi di Milano. La mia tesi si è basata proprio sulla musica d’autore e sulla possibilità di rendere potente e chiaro un testo letterario, attraverso una determinata scelta di arrangiamento. Ovviamente ho composto brani originali, tramite i quali ho tentato di rendere di tutti qualcosa di mio. Diverso è stato invece tentare di rendere personale qualcosa che appartiene già a tutti come “Fotoromanza” che, essendo davvero un must italiano degli anni 80, è radicato in noi così come è stato concepito. A mio parere la potenza di questo testo incredibile scritto a regola d’arte, veniva in qualche modo attutita dall’arrangiamento assolutamente coerente con il Sound di quegli anni: il mio desiderio è stato quello di lavorare sul mondo sonoro e interpretativo cercando una strada nuova che potesse dare nuove possibilità alle parole. Un omaggio agli anni '80, anni in cui sono nata, e alla grande Gianna, unica nel suo genere, in ambito autorale, in Italia. 


A proposito di “Nel mio disordine”, Fabrizio Zampighi scrisse, per Sentireascoltare:

Una Cristina Donà jazz, la Consoli più elegante, il folk bucolico dell’ultimo Moltheni. Ilaria Pastore sta esattamente in mezzo(…) Cosa pensa di questi accostamenti?


Rileggere questo commento adesso, dopo tanti anni, mi restituisce un brivido enorme! Un onore per me essere accostata a questi nomi, tutti e tre importantissimi nella mia vita. Perché, ci tengo a sottolinearlo, le canzoni (le loro poi in modo particolare) hanno avuto ed hanno un grande impatto nella mia esistenza al di là dell’essere musicista. Anche quando non immaginavo minimamente che avrei fatto questo lavoro, le canzoni hanno sempre accompagnato tutte le mie giornate e in alcuni casi mi hanno addirittura suggerito quale strada prendere. Leggere il mio nome accanto a quello di tre tra gli artisti così peculiari mi emoziona moltissimo, mi lusinga e riempie di gratitudine. 


Un certo minimalismo sembra essere una delle sue cifre peculiari…come si impara a lavorare per sottrazione?


Non posso dire di averlo imparato. Posso dire di aver cercato, nel tempo, di passare dal voler dire tutto, all’ascoltare meglio. Io credo profondamente nella necessità di dare spazio alle parole come se le lettere stesse venissero trapassate dalla musica. Questo modo di vedere, probabilmente, mi restituisce una modalità “minimal” o comunque il desiderio di rendere visibile ogni strato del brano, quasi a non avere segreti con chi ascolta.


All’attività di cantautrice affianca la dimensione didattica… qual è l’insegnamento più bello che i suoi allievi le hanno regalato?


L’insegnamento più grande è legato al privilegio di poter interagire con neonati e bambini attraverso la voce cantata, potendo assistere a reazioni ed interazioni incredibili. Quello che ho capito attraverso i miei percorsi didattici e le persone che li frequentano è sicuramente questo: il canto ha una forte valenza sociale. Cantare insieme è un modalità di condivisione unica al mondo che sprigiona, a qualunque età, una vitalità, un’ampiezza interiore, una forma di reciproco nutrimento, che possono diventare strumenti per stare bene. 


Vuole parlarci della sua collaborazione con Luca Chieregato, regista, cantastorie e scrittore per Mondadori?


Con Luca collaboro con enorme gioia da tanti anni: uno scrittore, cantastorie, unico nel suo genere. Ho scritto diverse musiche originali per le sue fiabe e ci siamo esibiti in tantissimi contesti attraverso progetti di racconto in musica. Da poco abbiamo dato vita ad un mini - musical dal titolo “Da dove arriva la musica?” dove, attraverso cinque leggende scritte da Luca e musicate da me, raccontiamo la nostra versione dei fatti rispetto all’arrivo della musica nel mondo. In tutto questo voglio raccontare che Luca, tra l’altro, è un cantante incredibile!

Prossimamente sarà ospite della rassegna “Because the night”, ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi, con la finalità di accendere un faro sul cantautorato indipendente al femminile. Ritiene che ci sia ancora bisogno di queste manifestazioni per colmare il gender gap nella musica?


Il gender gap esiste, è un fatto, non è un capriccio. Esiste nella musica, esiste in tantissimi ambiti. La parità dei diritti è ancora lontana e io credo che sia davvero importante, più che parlarne, esserci. Esserci in termini pratici, s’intende, e indipendentemente dal genere al quale ci sentiamo di appartenere. Ogni tentativo di divulgazione culturale, soprattutto in questo momento storico, merita attenzione, merita l’uscire di casa e andare a vedere, a sentire, capire. 


Quale tra i riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera la rende più orgogliosa?


Questa è una domanda difficile. Ho ricevuto tanti riconoscimenti e non ne ho ricevuto nessuno: questa è la bilancia che oscilla dentro il petto di chi vive da artista. (Sorride, N.d.R.)

 

Il tratto prevalente del suo carattere?


Il…Capricorno!  (Ride, N.d.R.)

Non saprei…forse una spiccata sensibilità. Non ho ancora capito se è un pregio o un difetto, ma sicuramente mi accompagna costantemente. 


Il suo preferito tra i grandi classici della musica Italiana dagli anni ’30 agli anni ’80, che ha riproposto con il TUDìP ENSEMBLE ?


“L’Illogica Allegria” di Giorgio Gaber. Quella canzone, quelle parole, la musica che suscita il profumo di quella giornata.



Nella sua musica ci sono anche suggestioni letterarie e/o filmiche?

Diciamo che amo lavorare alla creazione di veri e propri personaggi. Me li immagino proprio fisicamente, nei movimenti e nelle espressioni, vestiti compresi.

In ogni mio album è presente un/una protagonista con nome proprio di cui racconto la storia. Nel primo album “Nel mio Disordine” c’è Céu l’equilibrista. Nel secondo “Il faro, la tempesta, la quiete” c’è Jole, personaggio femminile che dialoga allo specchio. E nell’ultimo c’è “Renè” con la sua voglia di vivere, che troviamo nel brano “Via Verdi”.

Vale come film?

Il libro che ha sul comodino?

“L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza. Sto cercando il coraggio di lasciarlo entrare.

 

 

 

 

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Per la quarta volta inserita nel calendario di eventi della MMW la rassegna canora “Because the Night- La notte delle cantautrici”, ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi e giunta alla sua

sesta stagione, continua a tenere alta la bandiera della canzone d'autrice e propone un appuntamento raffinatissimo, quello di mercoledì 20 novembre, ore 21.00, al Mou Lounge, con il concerto

della cantautrice veneta Erica Boschiero.  La sua produzione discografica, affiancata da una intensa attività live (in Italia e all'estero) e dalla collaborazione con attori, poeti e divulgatori in

diversi spettacoli teatrali, si distingue per profondità e classe

Cantautrice, autrice, chitarrista, è stata vincitrice del Premio d’Aponte 2008, del Premio Botteghe d’Autore 2009, del Premio Lunezia – Future Stelle 2015, del Premio per il Miglior Testo a

Musicultura e al Premio Parodi nel 2012. 

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Musicoterapeuta, insegnante e cantautrice, Cinzia Azzurra Reghenzani, in arte solo Cinzia Azzurra, aprirà, mercoledì 16 ottobre, ore 21.00, al Mou, il concerto della cantautrice italo messicana Lupita, nell’ambito della rassegna Because the Night- La notte delle cantautrici, ideata e diretta da Marian Trapassi.

 

Saper convincermi a lasciarti andare/ offrirò melodie per non impazzire/ stringerò forte la tua mano senza voltarmi- canta Cinzia Azzurra in Noli respicere, title-track dell’album del 2023, nella quale rilegge in musica il mito di Orfeo ed Euridice. Prima di lei lo avevano fatto Roberto Vecchioni, con “Euridice”, nell’album Blumùn del 1993 e Carmen Consoli, con Orfeo, nell’album Stato di necessità del 1999. “Ho voluto porre l’accento sulla capacità di fidarsi e affidarsi, senza paura. Nella scrittura mi muove una impellente urgenza comunicativa personale”- racconta Cinzia Azzurra.

Al ripiegamento intimistico, alla coscienza individuale, si accompagna  sempre la tensione verso l’universale, la ricerca di una comunione con l’assoluto che sembra passare anche attraverso il mistero dell’atto creativo (si ascolti a tal proposito il singolo Universo, uscito nel maggio scorso).

 

Cinzia, lei è musicoterapeuta. In quali condizioni patologiche o parafisiologiche viene impiegata la musicoterapia?

 

La musicoterapia è una disciplina terapeutica che utilizza la musica come strumento relazionale volta a raggiungere obbiettivi specifici in differenti campi d’applicazione.

La musica (qualsiasi forma abbia) è un linguaggio che nasce dal profondo e per questo il suo utilizzo è sempre valido in presenza o meno di condizioni patologiche o parafisiologiche.

 

E’ impiegata con le disabilità motorie e deficit cognitivi, in case di cura, ospedali, nelle scuole di vario ordine e grado. Qualsiasi età e condizione fisica può giovare della bellezza della Musica!

Non esistono controindicazioni alla musicoterapia!

 

E’ un modo diverso di approcciarsi al mondo, quasi avesse regole universali differenti.

La musicoterapia prevede l’utilizzo di strumenti musicali come “attrezzi” di comunicazione e relazione. Il mio lavoro e la mia specializzazione negli ultimi si stanno focalizzando sull’utilizzo esclusivo della Voce come strumento di lavoro. La Voce è ciò che abbiamo di più intimo, permette quindi una relazione più immediata senza intermediari esterni.

 

Il suo nuovo singolo è Universo, uscito a maggio. Sul suo profilo fb ha dichiarato: <<Quando ho scritto “Universo” era questo. Mettere in circolo. Sentirsi aggrappati.>> Vuole spiegarci più diffusamente?

 

Universo, Universus tutto intero. Il brano nasce da questa urgenza di totalità. Sentirsi parte di qualcosa di più grande di noi e in un certo senso sentirsi aggrappati a ciò che può salvarci dal buio, dal vuoto emotivo o da qualsiasi altra forma di solitudine.

Ho pensato agli elementi, al fuoco, all’acqua (elemento a cui sono molto legata) ed ho voluto scrivere un mantra: l’Amore dentro, come Universo.

Alla fine forse la forza superiore, ciò a cui siamo aggrappati tutti è sempre il sentimento dell’Amore nelle sue molteplici declinazioni.

 

 

“Universo” è anche il titolo di un brano di Cristina Donà. Una semplice coincidenza o c’è un comune sentire con la cantautrice di Rho?

 

Apprezzo molto il lavoro di Cristina Donà e sono una sua fan.

Resta però solo una piacevole coincidenza del destino.

 

Qual è la filosofia  di fondo della sua produzione?

 

Le canzoni sono il mio diario sonoro. Sono il modo che ho di raccontare in qualche modo ciò che sento, quello che vivo. Sono brani estremamente autobiografici come lo sono in realtà io come persona. Difficile che mi metta a parlare di argomenti che non conosco o di sentimenti che non ho sperimentato. Volutamente mi accorgo che sono legata però all’Universale (Universo torna sempre…). I brani non hanno mai una storia ben specifica. Ciò che significa per me può essere l’opposto per chi ascolta. E ne sono felice. E’ una sorta di libertà, quella vera.

 

Quali sono i suoi riferimenti artistici?

 

Troppi da citare.

Dirò solo il nome di Tosca, perché è Musa ispiratrice in tutto ciò che fa.

 

Il 16 ottobre aprirà, al Mou, il concerto di Lupita per il secondo appuntamento di “Because the night”.Quali sono secondo lei le soluzioni concrete per risolvere il problema di gender gap che affligge il settore musicale?

 

E’ un onore poter aprire questo concerto e far parte di questo progetto che seguo da tanto.

 

Credo che la soluzione concreta sia sempre DARSI DA FARE.

 

Il gender gap purtroppo non è solo nel settore musicale. E’ un problema ideologico e storico. Ci vorranno molte generazioni per vedere risultati concreti ma credo che negli ultimi cinquant’anni tanto sia stato fatto.

Nonostante abbia una vena malinconica (che non è tristezza), sono un’inguaribile ottimista.

Credo concretamente che educare le nuove generazioni all’uguaglianza di genere posso essere l’unica strada efficace.

Lavorare quindi su ciò che esiste ma proiettarsi sempre nel futuro.

 

 

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 di Barbara Spadafora

Appuntamento mercoledì 18 settembre, ore 21.00, al Mou, per la serata di apertura della nuova stagione della rassegna canora Because the night-La notte delle cantautrici, ideata e diretta dalla cantautrice siciliana Marian Trapassi.

Dal 2019 ad oggi- racconta la direttrice artistica- la rassegna ha cercato di sopperire alla carenza, nel nostro paese, di spazi deputati alla valorizzazione della scena cantautorale femminile.

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Quinto appuntamento il prossimo 11 febbraio, ore 21.00, sul palco del MOU (Milano, Via Pacinotti, 4), con la rassegna "Because The night- La notte delle cantautrici”, giunta alla quinta stagione.

L’ impegno da me profuso nella promozione del cantautorato femminile- spiega Marian Trapassi, ideatrice e direttrice della rassegna- è massimo; se dovessi fare un bilancio di questi cinque anni direi che “Because the night” mi ha regalato tante soddisfazioni. La risposta del pubblico è sempre stata positiva, mi dispiace unicamente non poter fare di più per ampliare gli spazi di visibilità offerti alla scena cantautorale femminile, in questo caso, indipendente. Penso che la musica delle donne, e la musica in generale, debba essere il più possibile veicolata; è chiaro che, per la creazione di vetrine interessanti e funzionali, c’è bisogno di sovvenzioni economiche.

 

Siciliana d’origine e cittadina del mondo per scelta, come si legge nel suo sito ufficiale, Marian Trapassi si è ritagliata uno spazio di tutto rispetto nel panorama della musica italiana. Attualmente Marian sta lavorando al suo sesto album; l’ultimo lavoro in studio che ha pubblicato è “Bianco“con la produzione artistica di Paolo Iafelice per Adesiva Discografica/SELF.

 

Sul palco del Mou, per il quinto appuntamento della rassegna, le cantautrici Pellegatta e Candeo.

Pellegatta (Manuela Pellegatta), lombarda di nascita ma modenese di adozione, è una cantautrice e polistrumentista dagli esordi pop/folk e dalla successiva evoluzione elettronico/sperimentale, con l’ausilio di Loop Station e synth.

La musica elettronica é un mondo che ho sempre voluto esplorare- ci racconta Pellegatta- “Ableton live” mi ha dato la possibilità di creare la mia nuova realtà artistica costruendo i suoni dei brani, sperimentando i ritmi e rielaborando gli effetti. Ma dietro a tutto questo lavoro ci sono un testo scritto su carta, una chitarra ed una armonica. Nei live set mi piace presentarmi in acustica o con tutti i miei "Ciappini" elettronici . L'11 febbraio mi vedrete voce chitarra e loop station.

Sul palco milanese proporrà un excursus del suo repertorio, dall’album di esordio “Tre minuti di sbagli” (Adesiva Discografica)-prodotto da Paolo Iafelice (già al lavoro con Fabrizio De André, Ligabue, Fiorella Mannoia)- passando per i singoli successivi (Sono qui, Sono come suono, Lasciami tu, Linate) fino ad incursioni nel nuovo lavoro in studio, un concept di prossima pubblicazione, dalle tematiche ambientali e sociali.

Sono molto fortunata perché sto collaborando con due artiste molto brave: Sara Velardo, cantautrice e chitarrista che- per il nuovo disco- ha registrato le chitarre elettriche e Francesca Sabatino- in arte Laf, anche lei cantautrice- che ha registrato i cori del nuovo progetto. Ovviamente la collaborazione più importante é quella con Paolo Iafelice di Adesiva Discografica, con cui sto concludendo il nuovo album.

 

Nel 2018 Pellegatta è tra i semifinalisti di Area Sanremo Giovani e in finale al Festival Premio Via Emilia “La strada dei cantautori” con il brano “Sulla spiaggia di Rimini”.

Sono tornata a casa, dal Premio Via Emilia, con molti CD di altri artisti da ascoltare  e ho avuto modo di conoscere Beppe Vessicchio, che era ospite. Dopo la serata si é complimentato con tutti gli artisti e si é incuriosito sul mio strano modo di suonare la chitarra,“mancina con la chitarra al contrario”.

Nel febbraio del 2020 presenta l'inedito “Compro e butto” all'Attico Monina- il format organizzato dal giornalista in contemporanea con il Festival di Sanremo- e, successivamente, al Teatro Storchi di Modena, aprendo il concerto a Francesco Baccini. I nuovi brani inediti arrivano in semifinale al Premio Pierangelo Bertoli ed in finale al Premio Autori Emergenti 2020.

 

Durante l’esperienza all’ Attico Monina- spiega Pellegatta-ho avuto modo di conoscere molte cantautrici e condividere con loro quei giorni del festival. Era il febbraio 2020, lo ricordiamo tutti quel momento prima della chiusura...Quell'incontro ci ha unite, ha rafforzato la nostra voglia di creare. A distanza, siamo riuscite a far partire dei progetti musicali tra cui Unisona Collettiva ed Unica, collettivi che hanno dato vita a  molte collaborazioni tra cantautrici italiane. 

 

Candeo (Paola Candeo), cantautrice milanese cha ama flirtare con sonorità elettropop, presenterà il recentissimo “In equilibrio”, appena uscito per la Caprioni Edizioni sotto licenza esclusiva di Egea, e alcuni brani del precedente “Candeo”, pubblicato nel 2022 su etichetta Visory Records.

 

Sul palco con Candeo (voce) Andrea Santoro alla chitarra elettrica, Emiliano Cava alla batteria elettronica e Riccardo Caprotti (tastiera e sequenze).

Candeo è finalista al Premio Bertoli (2022), al Premio Bianca D’Aponte (2022), semifinalista de L’Artista che non c’era (2022) e di Voci per la Libertà (2023), finalista di Botteghe d’Autore (2023).

"In equilibrio”- racconta Candeo- è un ep che ha preso forma lentamente come un puzzle in un tempo che mi è sembrato lunghissimo e sono davvero felicissima del risultato finale. Prodotto insieme a Riccardo Caprotti e con la mano di Andrea Santoro alle chitarre, ogni traccia racconta un pezzo diverso di me, di quella che è ed è stata la mia vita.

Mi ha permesso di girare tanto, ho avuto l’opportunità di presentare queste canzoni in anteprima su palchi e teatri bellissimi come quello del Premio Pierangelo Bertoli, del Premio Bianca D’Aponte, di Botteghe D’Autore e Voci per la libertà.

Diplomata al CPM in canto moderno, dove insegna dal 2016 (sempre dal 2016 è docente presso l’Istituto musicale Giulio Rusconi di Rho), nel 2017 Candeo apre il Bureau Studios, studio di produzione e registrazione, con Riccardo Caprotti.

È sempre stato un nostro sogno- ci racconta Candeo- aprire un posto che potesse dare vita e spazio a tutte le idee che avevamo in testa potendolo fare a qualsiasi ora in totale libertà.

È la nostra casa musicale, dove hanno preso vita tutte le mie canzoni dalla carta ad ableton. Io insegno lì anche canto moderno, mentre Riccardo lavora per concretizzare i progetti di persone che hanno la nostra stessa urgenza di scrivere.

Fare musica non è un mestiere facile o sicuro, e chi non lo fa spesso pensa che sia un bel passatempo. Probabilmente la vera criticità è forse questa, troppo facilmente non viene capito quanto lavoro ci sia dietro.

 

Corista per Susanna Parigi, Diego Maggi, Franco Mussida, Miele, Tano e l’Ora d’Aria, Dillon, Candeo ha lavorato anche per grandi marchi come Chanel, Prada e Expo.

Porta avanti, come tastierista e cantante, il progetto “Musica leggerissima” con Matteo Canali (chitarra), Manuel Puelli (voce), Linda Pinelli (basso) e Matteo Andrigo (batteria e percussioni). Nel 2023 inizia la sua collaborazione live con Giuliano Dottori, come tastierista e corista.

 

Di artisti con i quali mi piacerebbe collaborare- ci confessa- ce ne sarebbero a decine, ma penso che nella top 5 ci sarebbe sicuramente Samuele Bersani!

 

 

 

 

 

In conclusione, abbiamo chiesto a Marian Trapassi, a Pellegatta e a Candeo di definire in tre aggettivi la loro musica e di raccontarci cosa pensano del Festival di Sanremo, la cui data di inizio si avvicina inesorabile.

Sottile, colorata e istintiva è , nella sua definizione, la musica di Pellegatta. Agitata, malinconica, vera la produzione di Candeo.

Personale, emotiva e cantautorale si autodefinisce Marian Trapassi.

A proposito del vicinissimo Sanremo, Pellegatta è entusiasta: “E' sempre un piacere ascoltare i nuovi talenti e riconoscere, tra i concorrenti, quegli artisti che hai ascoltato dal vivo in qualche locale milanese e che ora vedi sul palco dell’Ariston.

 

 

Ovviamente guarderò Sanremo- racconta Candeo-

e durante la settimana del festival presenterò lì il mio ep, quindi non vedo l’ora!

Non penso che una rassegna sola possa rappresentare fedelmente tutta la musica bella che in Italia viene fatta e che lì non può trovare fisiologicamente spazio, ma sicuramente ogni anno mi innamoro di diverse canzoni; lo guardo per quelle.

Più cauta, invece, Marian Trapassi: Sanremo non è rappresentativo della realtà musicale italiana, su quel palco c’è la superficie dell’industria musicale, il mainstream. A fronte di un numero esiguo di artisti che calcano quel palco ce ne sono altrettanti, spesso di uguale o maggior talento. Ma recriminare non serve, c’è sempre chi ce la fa e chi no; è una storia antica come il mondo.

 

 

di Cinzia Giordanelli

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Quarto appuntamento il prossimo 14 gennaio, ore 21.00, sul palco del MOU (Milano, Via Pacinotti, 4), con la rassegna "Because The night- La notte delle cantautrici”, giunta alla quinta stagione.

 

La cantautrice e produttrice genovese Sabrina Napoleone presenta il nuovo album, “Cristalli sognanti” (uscito lo scorso ottobre su etichetta Lilith Label), nell'ambito della importante rassegna ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi, con la ratio di una valorizzazione della variegata scena indipendente italiana della musica d’autore al femminile.

 

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Dopo l'evento di novembre, inserito nella MMW2023, nuovo atteso appuntamento il prossimo 17 dicembre, ore 21.00, sul palco del MOU (Milano, Via Pacinotti, 4), con la rassegna "Because The night- La notte delle cantautrici”, orgogliosamente arrivata alla quinta stagione.

La rassegna, ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi- siciliana d’origine dalla vocazione cosmopolita, che negli anni si è saputa ritagliare un posto di tutto rispetto nella scena musicale italiana- accende i riflettori sul cantautorato indipendente al femminile, troppo spesso ancora sommerso nonostante la rose vague che sta beneficamente travolgendo lo stivale (si pensi al Lilith Festival dedicato alla musica d’autrice, al contest Dinamica, cantautrici in movimento, al Lady Pink Festival di Laura Pescatori.)

La terza serata della rassegna sarà un viaggio a cavallo tra folk e jazz nei repertori originali di Beatrice Campisi e Francesca Incudine, con incursioni- in duetto- nella musica popolare siciliana.

Le cantautrici presenteranno inoltre dal vivo l’intenso adattamento in lingua siciliana di Sidun di Fabrizio De André e Mauro Pagani. La rilettura è contenuta nel triplo album a progetto “Shaida – Tracce di libertà”(Appaloosa/Ird), realizzato a favore delle donne rifugiate.

Ho fortemente voluto sul palco Beatrice Campisi e Francesca Incudine- spiega Marian Trapassi- due autentiche “pasionarie”, strenuamente impegnate sul fronte della difesa dei diritti civili, nell’arte come nella vita.

Abbiamo incontrato Marian Trapassi- cinque album all’attivo, una serie di importanti riconoscimenti tra i quali il Premio Ciampi nel 2004 e frequenti incursioni/contaminazioni in territori non solo musicali- per parlare di disparità di genere nella musica e della necessità di raddrizzare, in generale, un sistema-quello musicale- che appare in sofferenza.

 

 

 

 

 

 

Quali sono secondo lei le soluzioni concrete per risolvere il problema di gender gap che affligge il settore musicale?

 

Ci vorranno ancora molti anni per risolvere questo divario, nella musica come in altri ambiti.

Stiamo assistendo ad un periodo storico pieno di contraddizioni. E questo del gap di genere è l’esempio più eclatante, ma anche il più preoccupante per la nostra società. E’ un problema di mentalità, di educazione, di cultura.

Ci sarebbe tanto da parlare, mi limito a dire che c’è ancora tanto lavoro da fare. 

Ripeto, il settore musicale non è diverso da altri contesti. Valgono le stesse riflessioni che stiamo facendo soprattutto in questi giorni, in cui i fatti di cronaca ci costringono a farci tante domande che esigono a questo punto risposte concrete da parte di tutti. Non ho soluzioni immediate, vedo solo una strada ancora lunga da percorrere per uomini e donne, insieme.

 

 

Because the night è volto alla promozione del cantautorato indipendente al femminile. A noi sembra però che la canzone d’autore indipendente conosca un momento di crisi, a prescindere dal “genere”. Lei che ne pensa?

 

Con questa rassegna spero di contribuire e fare la mia parte per mettere in luce delle artiste che altrimenti avrebbero poco spazio. L’ industria discografica di oggi riflette un cambiamento generazionale e storico, è cambiato quello che è il concetto stesso della musica.

La musica è sempre più intrattenimento o un sottofondo, spesso decontestualizzato dai luoghi deputati all’ascolto.

La musica è ovunque, e sebbene così presente, vicina e a portata di mano, si sta allontanando dal suo significato di oggetto culturale perdendo molto valore.

In questa cornice dove la musica è concepita spesso come “usa e getta” va da sé che le classificazioni e i generi musicali che esistevano fino a qualche anno fa risultano obsoleti, e ricevono una scarsa attenzione. Il mercato musicale di massa, che c’è sempre stato, sta aumentando il divario fra la musica commerciale e tutta l’altra musica che fatica sempre di più ad avere spazio. I locali che resistono a proporre musica dal vivo di qualità sono sempre meno, e questo complica molto le cose.

 

 

Come e quando è nato il progetto “Because the night- La notte delle cantautrici”?

 

Because the Night è nata poco prima del periodo del “covid” alla fine del 2019, in un periodo di manifestazioni che segnalavano e denunciavano con grande attenzione, anche da parte della stampa, la difficoltà delle donne di emergere nel mondo musicale, soprattutto nel panorama della musica d’autore. Come artista, (sono una cantautrice anche io), e come donna, impegnata già da tempo su queste tematiche, mi sono chiesta cosa potessi fare di concreto per far conoscere la musica di tante artiste che come me fanno parte del mondo del cantautorato e che negli anni ho incontrato e apprezzato.

Grazie al gestore dell’ex Garage Moulinski di Milano (adesso MOU), un locale molto attivo per la musica, è nata questa rassegna che ha visto in questi anni centinaia di artiste salire su quel palco e ha dato modo di presentare, per quel che possibile, il variegato e interessante mondo della musica d’autore femminile per lo più della scena indipendente nazionale. Ora, per il quinto anno, la rassegna continua, grazie alla nuova gestione del locale che ha ritenuto di dare continuità a questo progetto, nel tempo diventato un punto di riferimento per la città di Milano e non solo.

 

Qual è la soddisfazione più bella che le abbia mai regalato questa rassegna?

 

Con B.t.N. ho avuto sicuramente tante soddisfazioni soprattutto nel periodo del covid in cui si è fermato il mondo. Io invece sono andata avanti perché volevo che la musica non si  fermasse, prima spostando la rassegna sui social e dopo anche attraverso concerti registrati a porte chiuse nel locale. Ho sentito in quel periodo tanta energia e partecipazione, con le interviste e i live online, sono riuscita anche a contattare artiste che difficilmente sarei riuscita a fare salire sul palco- cito una fra tante, Cristina Donà- ed è stata una bella soddisfazione. Altra soddisfazione è stata far partecipare artiste che si sono collegate da lontano come Maria De Vigili dagli Stati Uniti o Marta De Lluvia da Bruxelles. In ogni caso la gratificazione è sempre quella di vedere il pubblico che incredulo mi dice :” Non sapevo ci fossero tante brave cantautrici, veniamo qua per scoprire musica nuova e artiste nuove”. Mi sembra di fare qualcosa che abbia un senso, un valore.

 

 

Quanto è difficile, da ideatrice e direttrice artistica, scegliere i nomi delle artiste da includere nella rassegna?

 

Per la programmazione della rassegna scelgo personalmente le artiste o che conosco o che si propongono, o che mi vengono consigliate e che ho il piacere di ascoltare e vedere dal vivo.

Poi le sottopongo anche alla direzione artistica del locale e si decide insieme.

Cerco di presentare un panorama molto eterogeneo, cercando anche di differenziare sempre le proposte proprio per non dare una sola interpretazione della musica femminile, anzi per sottolineare quanto sia variegato e diverso il panorama del cantautorato femminile, che-attenzione!- non è un genere musicale! Sarebbe come dire che i cantautori uomini fanno tutti la stessa musica!

Le uniche difficoltà che incontro sono di tipo organizzativo per far quadrare tutto quanto, ma quello penso sia comune a chiunque organizzi eventi. Il mio rammarico è non poter fare ancora di più.

Mi piacerebbe far crescere la rassegna e farla diventare qualcosa, per esempio, di itinerante o, perché no, farle assumere la dimensione di festival.

 

 

Agli spazi dedicati alla musica scritta e suonata da donne è, da più parti, mossa un’accusa di autoghettizzazione. Cosa risponde a questa critica?

 

Spesso, come dicevo prima, si confonde il genere musicale con il genere femminile.

Il cantautorato femminile- ripeto- non è un genere, coincide più in generale con una musica d’autrice che può avere le declinazioni più svariate, quindi è importante fare attenzione a come si propongono le rassegne o le manifestazioni o qualsiasi cosa che voglia  promuovere l’arte delle donne.

In generale c'è sempre un po' di selezione da parte del pubblico: così come ad andare a sentire il jazz sono per lo più  amanti del jazz è intuitivo che- proponendo cantautorato femminile- si richiama anche (ma non solo) un pubblico femminile, e penso sia normale. Fra il pubblico di Because the Night ci sono molte artiste che magari hanno partecipato e tornano curiose di vedere le altre colleghe. Dispiace che ci siano ancora uomini non interessati al cantautorato femminile- e in generale alle artiste donne- ma qui torniamo sempre a quella mentalità prevenuta e a quel pregiudizio difficile da scardinare, ma non certo amplificato da iniziative volte a promuovere l’arte delle donne.

 

Quanto è importante, in musica e nell’arte in genere, “fare rete”?

 

Fare rete è essenziale, anche per il vecchio detto che dice che “l’unione fa la forza “.

Nella musica questo principio vale, secondo me, ancora di più, perché la musica è scambio, condivisione, la musica ha bisogno di relazione con il pubblico e fra artisti e musicisti.

La musica è un linguaggio universale, arriva a tutti. Ecco che allora unire le “voci” diventa fondamentale per dire qualcosa di importante.

 

 

Per il terzo anno consecutivo “Because the night” è stata inclusa nella rosa di eventi della Milano Music Week. E’ indubbiamente un segnale importante…

 

Per quanto riguarda la Milano Music Week sono davvero orgogliosa di farne parte, con Because the Night, già da tre anni. Mi auguro di essere presente ancora nelle prossime edizioni per ribadire quanto questa rassegna sia un punto di riferimento ormai per Milano. Ringrazio sempre l'organizzazione della manifestazione per l'invito che mi rinnova ogni anno.

 

 

La prima serata della quinta stagione ha visto protagoniste Giulia Mei e Marta De Lluvia, la seconda Claudia Cantisani e Roberta Usardi, la terza (imminente) vedrà sul palco le siciliane Beatrice Campisi e Francesca Incudine.

Un aggettivo ( a testa) per definire i progetti di queste cantautrici?

 

Definire tutte queste artiste con due parole è difficile per me, perché ognuna di loro è un mondo.

Ci provo..

Giulia Mei sicuramente è un fiume in piena, Marta De Lluvia è una dolcissima poetessa,

Claudia Cantisani una raffinata cantastorie jazz, Roberta Usardi una favola nordica,

Beatrice Campisi un'anima di terra e Francesca Incudine un'anima di sole.

 

Qualche anticipazione sui prossimi nomi coinvolti nella rassegna?

 

Ci saranno sicuramente dei nomi noti al cantautorato indipendente italiano, come Sabrina Napoleone o Patrizia Cirulli, e altri meno noti che mi farà piacere svelare più avanti. Altre partecipazioni sono ancora da definire quindi ve lo dirò a tempo debito.

Anzi come si dice .. seguitemi sui social! (ride, N.d.R.)

 

 

 

Il nuovo Mou, ambiente dedicato all’ascolto-ha dichiarato- è il contesto ideale per far conoscere la variegata scena indipendente italiana della musica d’autore al femminile, a parer mio da incentivare, difendere e divulgare.

Che risposta sta dando il pubblico?

 

Il pubblico che segue di Because the Night è un pubblico attento e curioso! Adesso, con la nuova gestione del MOU, altre persone si stanno affezionando e appassionando a questa rassegna, sempre con questo spirito di ricerca e di rispetto nei confronti della musica e delle artiste che da sempre ci muove. Sono molto contenta di questo.

Quindi ….vi aspetto tutti alle prossime serate!!

 

CINZIA GiORDANELLI

 

Marta De Lluvia|||

Domenica 8 ottobre, ore 20.30, al Mou (ex Garage Moulinski, ora rinnovato ed affidato ad una diversa gestione), si accendono i riflettori sulla nuova stagione della rassegna canora Because the night-La notte delle cantautrici, ideata e diretta dalla cantautrice siciliana Marian Trapassi.

La Festa della Musica Milano si avvicina sempre di più ed è quasi pronta a festeggiare anche quest'anno la giornata europea dedicata alla musica e alle sue espressioni. Il 20, 21 e 22 giugno, nella cornice del Parco Forlanini di Milano, verranno proposti dj set a rotazione dei migliori artisti in circolazione al momento. Tre giorni di musica elettronica ad ingresso gratuito, 3 punti bar, aree ristoro, expo-market, yoga e Healing area e due attrezzatissimi stage su cui si esibiranno gli attesi ospiti di questa sesta edizione. Il tutto verrà supportato dall'eccellente qualità del sound system Funktion-One e dalle performance di laser, light show e proiezioni visual. Nuovo partner tecnico per questa edizione, Yamaha, che curerà il secondo stage della manifestazione al Chiosco Caluga. L'evento è sostenuto da FILCA e Coordinamento Giovani (CISL), partner istituzionali della manifestazione per il secondo anno. Un considerevole programma artistico è previsto per questa sesta edizione che prevede interessanti ospiti internazionali: Kaiserdisco (KD Music, Drumcode), che quest'anno promuovono l'uscita del loro “Retouch Series”, remix e re-edit di tracce che hanno caratterizzato e influenzato la carriera del duo di Amburgo; Tobi Neumann (Cocoon.net) con i suoi suoni astratti e sensuali che restano in bilico tra la House e la Techno ci farà 'volare' con un set ipnotico e profondo; Silicone Soul (Darkroom Dubs, Soma), il duo che ha occupato un posto speciale nel sovraffollato mondo della musica Dance Elettronica e che quest'anno festeggia i suoi 10 anni d'intensa attività della label Darkroom Dubs, un progetto parallelo e sotterraneo, rendendo pubblica per la prima volta la loro unica e caratteristica visione della House Music; Buzz Goree (Underground Resistance, Mixworks) che è stato uno dei dj d'assalto di Underground Resistance seguendo la tradizione della scuola di Jeff Mills, ha prodotto i famosi brani Battle Packs che saranno utilizzati dagli scratch dj di tutto il mondo. Nella competitività del "Detroit Djing", Buzz ha sempre intimidito il cosiddetto "Dj world"; Daytona Team (Mona Records), dalla Spagna, particolarmente impegnati nei maggiori festival internazionali di musica elettronica e attivi nella produzione live. Tra gli artisti italiani avremo Bigdash (Mixworks, MP, Thisiswire), con i suoi set esplosivi che non mancano mai di far letteralmente impazzire le folle; Oniks (FunkYou), dj e organizzatore delle serate milanesi più elettroniche; Vanderlik (MP, Thisiswire), duo appena nato che già in più di un'occasione ha fatto ballare e saltare il pubblico con i suoi set groovy e coinvolgenti. Dal roBOt Festival di Bologna ospiteremo Anderedo, duo amante del lato più funky della techno, nella scena elettronica e nell’organizzazione di eventi da oltre dieci anni con la loro residenza al Link di Bologna e i contributi agli eventi targati Playhouse. L'etichetta Apparel Music sarà presente anche quest'anno con le sue giovani e promettenti proposte: Jacky 0, giovanissimo dj milanese polistrumentista e creativo producer, Roy Gilles, artista eclettico toscano con un forte amore per le percussioni apprezzato dai maggiori professionisti e amanti della scena underground internazionale, Toky, ex musicista classico con una grande passione per la Dance Music e Kisk, creatore della Apparel Music e producer dallo stile inconfondibile che riesce a combinare suoni jazz ed elettronica. Max_M, dj/producer dal techno pensiero attivo nella scena techno ed elettronica sin dai primissimi anni '90 con le sue label M_Rec Ltd e Grey Series. Dalle serate più cool di Milano avremo TRIP.HOLY, progetto facente parte della neonata agenzia di booking Thisiswire. La giornata del venerdì si chiamerà BODY HEAT TURBOFUNK ALLSTARS e sarà interamente organizzata e gestita dalla crew milanese RESET! con il loro inconfondibile suono Funk esplosivo dal sapore italiano: il Turbofunk, come amano definirlo loro; mescolando Electro e House, passando per la Disco e i Party Anthems dal sapore “old school”, ospiti sul palco con loro ci saranno DiscoSocks, della label inglese Body Heat, e poi Birdee, Speaker Bomb, Fire Flowerz, etc.. Una grande novità per questa edizione è l'Area Espositiva dedicata ai Partner con dimostrazioni di vario tipo: Yamaha presenterà diversi modelli della batteria elettronica di sua più recente produzione, la DTX 502, che verrà sperimentata per noi dal batterista Daniele Chianese. La scuola per Dj Re.Creative 12.0 metterà nel suo stand una consolle per far suonare i suoi studenti, diffondendo l'audio per mezzo di cuffie wireless. L'Istituto Europeo di Design, IED Milano, è presente come Educational partner, realizzando per la manifestazione diversi progetti di comunicazione e promozione (Campagna di sensibilizzazione sulla Pulizia del Parco - Jingle Radiofonico - Action & Guerrilla Marketing).

 

Allora siete pronti a saltare e ballare al ritmo della migliore musica? Noi vi aspettiamo! INGRESSO GRATUITO Giovedi ore 18.00 - 04.00   I   Venerdì ore 18.00 - 04.00   I   Sabato ore 14.00 - 04.00 INFO: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  I  t. +39 0236682667  I  mobile +39 3924261432

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