Intervista con Marian Trapassi, anima della rassegna milanese "Because The Night- La notte delle cantautrici"
Dopo l'evento di novembre, inserito nella MMW2023, nuovo atteso appuntamento il prossimo 17 dicembre, ore 21.00, sul palco del MOU (Milano, Via Pacinotti, 4), con la rassegna "Because The night- La notte delle cantautrici”, orgogliosamente arrivata alla quinta stagione.
La rassegna, ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi- siciliana d’origine dalla vocazione cosmopolita, che negli anni si è saputa ritagliare un posto di tutto rispetto nella scena musicale italiana- accende i riflettori sul cantautorato indipendente al femminile, troppo spesso ancora sommerso nonostante la rose vague che sta beneficamente travolgendo lo stivale (si pensi al Lilith Festival dedicato alla musica d’autrice, al contest Dinamica, cantautrici in movimento, al Lady Pink Festival di Laura Pescatori.)
La terza serata della rassegna sarà un viaggio a cavallo tra folk e jazz nei repertori originali di Beatrice Campisi e Francesca Incudine, con incursioni- in duetto- nella musica popolare siciliana.
Le cantautrici presenteranno inoltre dal vivo l’intenso adattamento in lingua siciliana di Sidun di Fabrizio De André e Mauro Pagani. La rilettura è contenuta nel triplo album a progetto “Shaida – Tracce di libertà”(Appaloosa/Ird), realizzato a favore delle donne rifugiate.
Ho fortemente voluto sul palco Beatrice Campisi e Francesca Incudine- spiega Marian Trapassi- due autentiche “pasionarie”, strenuamente impegnate sul fronte della difesa dei diritti civili, nell’arte come nella vita.
Abbiamo incontrato Marian Trapassi- cinque album all’attivo, una serie di importanti riconoscimenti tra i quali il Premio Ciampi nel 2004 e frequenti incursioni/contaminazioni in territori non solo musicali- per parlare di disparità di genere nella musica e della necessità di raddrizzare, in generale, un sistema-quello musicale- che appare in sofferenza.

Quali sono secondo lei le soluzioni concrete per risolvere il problema di gender gap che affligge il settore musicale?
Ci vorranno ancora molti anni per risolvere questo divario, nella musica come in altri ambiti.
Stiamo assistendo ad un periodo storico pieno di contraddizioni. E questo del gap di genere è l’esempio più eclatante, ma anche il più preoccupante per la nostra società. E’ un problema di mentalità, di educazione, di cultura.
Ci sarebbe tanto da parlare, mi limito a dire che c’è ancora tanto lavoro da fare.
Ripeto, il settore musicale non è diverso da altri contesti. Valgono le stesse riflessioni che stiamo facendo soprattutto in questi giorni, in cui i fatti di cronaca ci costringono a farci tante domande che esigono a questo punto risposte concrete da parte di tutti. Non ho soluzioni immediate, vedo solo una strada ancora lunga da percorrere per uomini e donne, insieme.
Because the night è volto alla promozione del cantautorato indipendente al femminile. A noi sembra però che la canzone d’autore indipendente conosca un momento di crisi, a prescindere dal “genere”. Lei che ne pensa?
Con questa rassegna spero di contribuire e fare la mia parte per mettere in luce delle artiste che altrimenti avrebbero poco spazio. L’ industria discografica di oggi riflette un cambiamento generazionale e storico, è cambiato quello che è il concetto stesso della musica.
La musica è sempre più intrattenimento o un sottofondo, spesso decontestualizzato dai luoghi deputati all’ascolto.
La musica è ovunque, e sebbene così presente, vicina e a portata di mano, si sta allontanando dal suo significato di oggetto culturale perdendo molto valore.
In questa cornice dove la musica è concepita spesso come “usa e getta” va da sé che le classificazioni e i generi musicali che esistevano fino a qualche anno fa risultano obsoleti, e ricevono una scarsa attenzione. Il mercato musicale di massa, che c’è sempre stato, sta aumentando il divario fra la musica commerciale e tutta l’altra musica che fatica sempre di più ad avere spazio. I locali che resistono a proporre musica dal vivo di qualità sono sempre meno, e questo complica molto le cose.
Come e quando è nato il progetto “Because the night- La notte delle cantautrici”?
Because the Night è nata poco prima del periodo del “covid” alla fine del 2019, in un periodo di manifestazioni che segnalavano e denunciavano con grande attenzione, anche da parte della stampa, la difficoltà delle donne di emergere nel mondo musicale, soprattutto nel panorama della musica d’autore. Come artista, (sono una cantautrice anche io), e come donna, impegnata già da tempo su queste tematiche, mi sono chiesta cosa potessi fare di concreto per far conoscere la musica di tante artiste che come me fanno parte del mondo del cantautorato e che negli anni ho incontrato e apprezzato.
Grazie al gestore dell’ex Garage Moulinski di Milano (adesso MOU), un locale molto attivo per la musica, è nata questa rassegna che ha visto in questi anni centinaia di artiste salire su quel palco e ha dato modo di presentare, per quel che possibile, il variegato e interessante mondo della musica d’autore femminile per lo più della scena indipendente nazionale. Ora, per il quinto anno, la rassegna continua, grazie alla nuova gestione del locale che ha ritenuto di dare continuità a questo progetto, nel tempo diventato un punto di riferimento per la città di Milano e non solo.
Qual è la soddisfazione più bella che le abbia mai regalato questa rassegna?
Con B.t.N. ho avuto sicuramente tante soddisfazioni soprattutto nel periodo del covid in cui si è fermato il mondo. Io invece sono andata avanti perché volevo che la musica non si fermasse, prima spostando la rassegna sui social e dopo anche attraverso concerti registrati a porte chiuse nel locale. Ho sentito in quel periodo tanta energia e partecipazione, con le interviste e i live online, sono riuscita anche a contattare artiste che difficilmente sarei riuscita a fare salire sul palco- cito una fra tante, Cristina Donà- ed è stata una bella soddisfazione. Altra soddisfazione è stata far partecipare artiste che si sono collegate da lontano come Maria De Vigili dagli Stati Uniti o Marta De Lluvia da Bruxelles. In ogni caso la gratificazione è sempre quella di vedere il pubblico che incredulo mi dice :” Non sapevo ci fossero tante brave cantautrici, veniamo qua per scoprire musica nuova e artiste nuove”. Mi sembra di fare qualcosa che abbia un senso, un valore.
Quanto è difficile, da ideatrice e direttrice artistica, scegliere i nomi delle artiste da includere nella rassegna?
Per la programmazione della rassegna scelgo personalmente le artiste o che conosco o che si propongono, o che mi vengono consigliate e che ho il piacere di ascoltare e vedere dal vivo.
Poi le sottopongo anche alla direzione artistica del locale e si decide insieme.
Cerco di presentare un panorama molto eterogeneo, cercando anche di differenziare sempre le proposte proprio per non dare una sola interpretazione della musica femminile, anzi per sottolineare quanto sia variegato e diverso il panorama del cantautorato femminile, che-attenzione!- non è un genere musicale! Sarebbe come dire che i cantautori uomini fanno tutti la stessa musica!
Le uniche difficoltà che incontro sono di tipo organizzativo per far quadrare tutto quanto, ma quello penso sia comune a chiunque organizzi eventi. Il mio rammarico è non poter fare ancora di più.
Mi piacerebbe far crescere la rassegna e farla diventare qualcosa, per esempio, di itinerante o, perché no, farle assumere la dimensione di festival.
Agli spazi dedicati alla musica scritta e suonata da donne è, da più parti, mossa un’accusa di autoghettizzazione. Cosa risponde a questa critica?
Spesso, come dicevo prima, si confonde il genere musicale con il genere femminile.
Il cantautorato femminile- ripeto- non è un genere, coincide più in generale con una musica d’autrice che può avere le declinazioni più svariate, quindi è importante fare attenzione a come si propongono le rassegne o le manifestazioni o qualsiasi cosa che voglia promuovere l’arte delle donne.
In generale c'è sempre un po' di selezione da parte del pubblico: così come ad andare a sentire il jazz sono per lo più amanti del jazz è intuitivo che- proponendo cantautorato femminile- si richiama anche (ma non solo) un pubblico femminile, e penso sia normale. Fra il pubblico di Because the Night ci sono molte artiste che magari hanno partecipato e tornano curiose di vedere le altre colleghe. Dispiace che ci siano ancora uomini non interessati al cantautorato femminile- e in generale alle artiste donne- ma qui torniamo sempre a quella mentalità prevenuta e a quel pregiudizio difficile da scardinare, ma non certo amplificato da iniziative volte a promuovere l’arte delle donne.
Quanto è importante, in musica e nell’arte in genere, “fare rete”?
Fare rete è essenziale, anche per il vecchio detto che dice che “l’unione fa la forza “.
Nella musica questo principio vale, secondo me, ancora di più, perché la musica è scambio, condivisione, la musica ha bisogno di relazione con il pubblico e fra artisti e musicisti.
La musica è un linguaggio universale, arriva a tutti. Ecco che allora unire le “voci” diventa fondamentale per dire qualcosa di importante.
Per il terzo anno consecutivo “Because the night” è stata inclusa nella rosa di eventi della Milano Music Week. E’ indubbiamente un segnale importante…
Per quanto riguarda la Milano Music Week sono davvero orgogliosa di farne parte, con Because the Night, già da tre anni. Mi auguro di essere presente ancora nelle prossime edizioni per ribadire quanto questa rassegna sia un punto di riferimento ormai per Milano. Ringrazio sempre l'organizzazione della manifestazione per l'invito che mi rinnova ogni anno.
La prima serata della quinta stagione ha visto protagoniste Giulia Mei e Marta De Lluvia, la seconda Claudia Cantisani e Roberta Usardi, la terza (imminente) vedrà sul palco le siciliane Beatrice Campisi e Francesca Incudine.
Un aggettivo ( a testa) per definire i progetti di queste cantautrici?
Definire tutte queste artiste con due parole è difficile per me, perché ognuna di loro è un mondo.
Ci provo..
Giulia Mei sicuramente è un fiume in piena, Marta De Lluvia è una dolcissima poetessa,
Claudia Cantisani una raffinata cantastorie jazz, Roberta Usardi una favola nordica,
Beatrice Campisi un'anima di terra e Francesca Incudine un'anima di sole.
Qualche anticipazione sui prossimi nomi coinvolti nella rassegna?
Ci saranno sicuramente dei nomi noti al cantautorato indipendente italiano, come Sabrina Napoleone o Patrizia Cirulli, e altri meno noti che mi farà piacere svelare più avanti. Altre partecipazioni sono ancora da definire quindi ve lo dirò a tempo debito.
Anzi come si dice .. seguitemi sui social! (ride, N.d.R.)
Il nuovo Mou, ambiente dedicato all’ascolto-ha dichiarato- è il contesto ideale per far conoscere la variegata scena indipendente italiana della musica d’autore al femminile, a parer mio da incentivare, difendere e divulgare.
Che risposta sta dando il pubblico?
Il pubblico che segue di Because the Night è un pubblico attento e curioso! Adesso, con la nuova gestione del MOU, altre persone si stanno affezionando e appassionando a questa rassegna, sempre con questo spirito di ricerca e di rispetto nei confronti della musica e delle artiste che da sempre ci muove. Sono molto contenta di questo.
Quindi ….vi aspetto tutti alle prossime serate!!
CINZIA GiORDANELLI
