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Milano, il ristorante Identità Golose ci ha ospitati per un pranzo-degustazione degli chef Andrea Ribaldone e Peter Gordon con materie prime provenienti dalla Nuova Zelanda.
Da mercoledì 15 a domenica 26 aprile al Teatro Carcano di Milano andrà in scena Una Pura Formalità, uno spettacolo per la regia di Glauco Mauri, tratto dall'omonimo film d Giuseppe Tornatore.
Il film uscì nel 1994, interpretato da Gerard Depardieu, Roman Polansky e un giovanissimo Sergio Rubini. La pellicola fu accolta con una certa difficoltà da parte della critica, a causa della sua inquietante novità.
Una Pura Formalità oggi è considerato uno dei migliori lungometraggi di Tornatore, e anche per questo Glauco Mauri ha deciso di farne una trasposizione teatrale in accordo col regista. Una Pura Formalità sul palcoscenico cerca di mantenere l'intensità del racconto del film, i suoi colpi di scena emozionanti e la sua razionale e commossa visione della vita. Una forza drammatica mantenuta vivida grazie ad opportune modifiche della sceneggiatura, lo spettacolo è, infatti, pervaso per tutta la sua durata da un intensità avvolgente, dall'inizio alla fine. Il racconto rimane oscuro, fino al capovolgimento sconvolgente dell'epilogo.
Al centro di Una Pura Formalità vi è un delitto, per cui è accusato il celebre scrittore Onoff, che al commissariato cerca disperatamente di ricordare il passato, aiutato da un inquietante commissario di polizia implacabile e duro.
Una Pura Formalità ha debuttato alla Pergola di Firenze nel gennaio 2014, e la critica ha accolto lo spettacolo come una "bellissima parabola scenica (molto contemporanea)", "qualcosa di ben riuscito fin dalla nascita", "la prova giovane e spigliatissima di un maestro del teatro". Mauri e Sturno offrono un'interpretazione di altissima scuola, attraverso una tensione continua molto avvincente, che tiene lo spettatore incollato alla poltrona fino all'ultimo secondo.
Teatro Carcano
corso di Porta Romana 63, Milano
Una Pura Formalità
Compagnia Mauri Sturno
Glauco Mauri, Roberto Sturno
dal film di Giuseppe Tornatore
Versione teatrale e regia Glauco Mauri
con Giuseppe Nitti, Amedeo D'Amico, Paolo Benvenuto Vezzoso, Marco Fiore
Scene Giuliano Spinelli,
Costumi Irene Monti
Musiche Germano Mazzocchetti
Personaggi e Interpreti:
Commissario/ Glauco Mauri;
Onoff/ Roberto Sturno
Andrès/ Giuseppe Nitti
Dario/ Amedeo D'Amico
Paulus/ Paolo Benvenuto Vezzoso
Giovane/ Marco Fiore
Durata: 1h30 senza intervallo
Orari feriali: 20.30 - domenica: 15.30 - lunedì riposo
Prezzi: poltronissima 34,00€ - balconata 25,00€
Info e Prenotazioni:
tel: 0255181377
per gruppi e scuole: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sito: www.teatrocarcano.com
prevendite online: www.vivaticket.it ; www.ticketone.it ; www.happyticket.it
[gallery type="rectangular" ids="40825,40824,40827,40822,40823"]Dal 27 al 29 marzo torna per la terza volta a grande richiesta Ferite a Morte, lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Serenda Dandini. Tre sole repliche per riproporre ancora una volta testimonianze e denunce della realtà purtroppo ancora troppo presente del femminicidio.
Ferite a Morte è un progetto strutturato a mo' di antologia di monologhi (prendendo spunto dall'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters) che derivano dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche. Fondamentale per la realizzazione dello spettacolo è stata, infatti, la collaborazione di Maura Misiti, ricercatrice del CNR. Ferite a Morte vuol dar voce a tutte le donne a cui è stato sottratto il diritto alla vita da un marito, un compagno, un amico, un amante.
Lo spettacolo si articola attraverso un racconto immaginario e postumo delle vittime, rappresentate con l'alternarsi sul palcoscenico di donne illustri e note al grande pubblico: al Carcano tornerà il quartetto di attrici capitanato da Lella Costa, con Orsetta de' Rossi, Giorgia Cardaci e Rita Pelusio. Ferite a Morte è senza dubbio una rappresentazione drammatica, ma giocata anche su un linguaggio che riesce ad essere leggero ed ironico.
Tra il 2013 e il 2013 Ferite a Morte ha realizzato un tour internazionale, facendo tappa a Washington D.C, New York, Bruxelles, Londra, Lussemburgo, Ginevra, Strasburgo e Parigi. In ogni paese la Dandini è stata affiancata da celebri esponenti femminili locali, in qualità di lettrici di monologhi.
Ferite a Morte è anche un libro, edito da Rizzoli nel 2013, composta da una raccolta di testi portati in scena, col fine di diffondere la tematica della violenza sulle donne. Al libro e allo spettacolo sono associati una pagina facebook (https://www.facebook.com/FeriteAMorte?fref=ts) e un profilo twitter.
Così parla Serenda Dandini di Ferite a Morte: "“Tutti i monologhi di Ferite a morte ci parlano di delitti annunciati, degli omicidi di donne da parte degli uomini che avrebbero dovuto amarle e proteggerle. Una strage familiare che, con un’impressionante cadenza continua tristemente a riempire le pagine della nostra cronaca quotidiana. Dietro le persiane chiuse delle case italiane si nasconde una sofferenza silenziosa e l’omicidio è solo la punta dell’iceberg di un percorso di soprusi e dolore che risponde al nome di violenza domestica. Per questo pensiamo che non bisogna smettere di parlarne e cercare, anche attraverso il teatro, di sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica, i media e le istituzioni”.
Teatro Carcano
Corso di Porta Romana 63, Milano
da venerdì 27 a domenica 29 marzo 2015
FERITE A MORTE
di Serena Dandini
Collaborazione ai testi di Maura Misiti
Con Lella Costa Orsetta de’ Rossi, Giorgia Cardaci, Rita Pelusio
Messinscena a cura di Serena Dandini
Durata 1 ora e 40 minuti
Orari 27 e 28 marzo ore 20,30 – 29 marzo ore 15,30
Prezzi poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
sito web: www.teatrocarcano.com
Per scuole e gruppi organizzati Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prevendite on-line www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it
[gallery type="rectangular" ids="39396,39399,39398,39397,39401"]Dal 29 ottobre al 9 novembre, Il Teatro Carcano di Milano ospiterà lo spettacolo Eva contro Eva, basato sul racconto di Mary Orr, "The Wisdom of Eve" e tratto dal film del 1950, diretto da L. Mankiewicz con Bette Davis e Anne Baxter.
Una storia di una piccola comunità diventata specchio della società, con le sue piccolezza, le sue ossessioni, il desiderio di arrivare a conquistare una posizione sociale riconosciuta e rispettata.
Margo Channing, famosa stella di Broadway, prende sotto la sua ala la giovane Eva Harrington, astuta arrampicatrice e attrice ambiziosa, che a poco a poco la scalzerà dal trono: questa in poche parole la trama di Eva contro Eva. Tra gli attori segnaliamo Pamela Villoresi, Romina Mondello e Luigi Diberti.
Regia di Maurizio Panici.
INFO:
Teatro Carcano
Corso di Porta Romana, 63, 20122 Milano Tel. 02 55181377
Eva contro Eva Da Martedì e Sabato ore 20.30 Domenica ore 15.30
Non mancate all’ ultimo appuntamento di TeatroinMatematica con la novità APPUNTAMENTO AL LIMITE – il calcolo sublime, lunedì 27 gennaio al Teatro Carcano di Milano.
Il calcolo infinitesimale è una delle teorie che più ha arricchito la matematica moderna e determinato il progresso scientifico, in quanto è in grado di interpretare il continuo e il movimento. Newton e Leibnitz ne sono indiscutibilmente riconosciuti come gli scopritori, ma per rintracciarne le origini bisogna risalire fino ai geometri greci dell’antichità, inoltrarsi nel progredire del concetto di numero sino ad arrivare alla sintesi tra geometria e algebra di Cartesio.
Poi ancora bisogna conquistare il concetto di funzione, superare lo scoglio dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo, entrare d’un tratto nel concetto di limite. I matematici e i filosofi che hanno portato avanti le idee di Newton e di Leibnitz sono arrivati a offrirci una teoria ben costruita, logicamente ineccepibile, ma ancora ricca di frutti da cogliere. Davvero il calcolo infinitesimale è, come si diceva ancora sino al XIX secolo, il calcolo sublime nel senso etimologico del termine e cioè ciò che arriva sino alla soglia più alta. La nascita dell’analisi matematica coincide con il definitivo stringersi del legame tra matematica e fisica, quindi tra matematica e scienza moderna; è alfabetizzazione scientifica. Ed è anche importante conoscere qualche aspetto storico del nascere e dello svilupparsi del calcolo infinitesimale, grazie al quale sono entrati a fa parte della matematica, in modo pervasivo, i procedimenti infiniti.
Appuntamento al limite esplora questi temi in chiave teatrale, partendo appunto dall’idea di limite, inteso come non-luogo estremo verso cui tendiamo senza potervi giungere, nel quale la realtà che conosciamo cambia natura, e i rapporti si trasformano: una soglia proibita che conduce ad un mondo capovolto e magico dove, come nel teatro, “tutto è finto, ma niente è falso”.
In un luogo imprecisato una coppia di attori sta provando una scena ambientata all’epoca dell’infanzia di Newton. Eppure, qualcosa non torna. Gli attori sono lì quasi loro malgrado, come fossero costretti a recitare una parte che non capiscono, guidati da un regista intransigente, che li costringe a ripetere la scena all’infinito, come se la scena nascondesse qualcosa.
C’è una società in declino, sottilmente oppressiva, che fa del controllo costante degli individui lo strumento per mantenere il consenso. Gli attori in scena si muovono tra questi due mondi in un gioco di specchi paralleli, cercando, nella dimensione teatrale, un incontro tra la visione matematica e quella psicologica di limite, relazione, infinito.
Nelle scene emergono poco a poco le relazioni che legano i personaggi, le dinamiche dei loro sentimenti, i mutamenti causati dal cambiamento di alcune condizioni. Si tratta della forma teatrale in cui si possono esprimere alcuni dei concetti fondamentali del calcolo infinitesimale quali funzione, continuità, derivata, sistemi dinamici e, sopra a tutti, il concetto di limite.
I sentimenti dei personaggi sono descritti attraverso funzioni che ne registrano i mutamenti, da un’iniziale apatia all’amore, dall’amore all’aperta avversione. Funzioni, il cui andamento si rivela poco a poco, attraverso l’analisi di alcuni elementi che via via si evidenziano in scene successive. Le dinamiche reciproche modellano i rapporti di coppia sia per gli attori che per i loro personaggi portandoli verso un destino solo accennato ma ugualmente prevedibile. Quel destino che si può interpretare come il limite cui ciascuno si sta avvicinando. L’esperienza di andare verso il proprio limite ed eventualmente raggiungerlo rappresenta per ciascuno dei personaggi il momento di non ritorno della relazione con l’altro che lo definisce.
Alle ore 19,30 Aperitivo Matematico “Anche l’infinito ha i suoi limiti”
Con Sergio Rinaldi, ingegnere, matematico applicato e Tullia Norando, matematica, del Politecnico di Milano
Un viaggio affascinante attraverso le molteplici discipline in cui entrano le idee e i metodi infinitesimali, le cui applicazioni fanno parte ormai della nostra vita quotidiana. L’invenzione del calcolo infinitesimale, accanto alla geometria euclidea, è la più grande creazione di tutta la matematica, che accoglie così i procedimenti infiniti, cui il concetto di limite dà diritto di cittadinanza, strappandoli alla vaghezza e dalla contraddittorietà, rendendoli rigorosi, praticabili. Ma … anche l’infinito ha i suoi limiti!
Lunedì 27 gennaio 2014 ore 20,30
APPUNTAMENTO AL LIMITE – Il calcolo sublime
Drammaturgia a cura di Riccardo Mini – Regia di Valentina Colorni
Consulenza matematica di Tullia Norando e Paola Magnaghi (Politecnico di Milano)
Effetti video e riprese Virginio Levrio e Davide Ganito - VAS
Progetto TeatroinMatematica a cura di Maria Eugenia D’Aquino
Produzione PACTA.dei Teatri – Scienza In Scena
Interpreti Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini, Vladimir Todisco Grande
Posto unico € 18 – Insegnanti € 15 – Studenti € 13,50
Recite per le scuole ore 11,30 e ore 15 – € 15/11,50
Per prenotazioni: 02 55181377 – 02 55181362Per scuole e gruppi organizzati: Progetto Teatro 02 5466367 – 02 55187234
Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano – www.teatrocarcano.com
Dal 24 gennaio al 2 febbraio non perdetevi LA COSCIENZA DI ZENO al Teatro Carcano di Milano.
Dopo l’enorme successo di critica e di pubblico ottenuto in occasione debutto nazionale a gennaio 2013 e della successiva tournée, nella ripresa della stagione 2013/14 la produzione del Teatro Carcano LA COSCIENZA DI ZENO torna in sede dal 24 gennaio al 2 febbraio per nove recite straordinarie. Nel corso della tournée lo spettacolo toccherà, tra le altre, le piazze di Trento (6-10 febbraio), Trieste (12-16 febbraio), Cagliari (19-23 febbraio), Napoli (18-23 marzo), Monza (27-30 marzo), Bergamo (1-6 aprile), Bologna (11-13 aprile).
Due le variazioni di distribuzione rispetto alla scorsa stagione: nei ruoli del dott. S./Giovanni Malfenti reciterà Nino Bignamini, mentre il ruolo di Alberta Malfenti verrà sostenuto da Margherita Mannino.
Protagonista nel ruolo di Zeno Cosini Giuseppe Pambieri, attore tra i più versatili del nostro teatro, che tratteggia il suo personaggio con tocchi insieme ironici e meditativi. La regia, nitida e elegante, è firmata da uno dei maestri del teatro italiano e internazionale, Maurizio Scaparro, che vince in scioltezza la non facile scommessa di portare sulla scena il capolavoro sveviano, non catalogabile come romanzo d’azione o d’intreccio, bensì libro d’iniziazione e introspezione. Scaparro fa proprio lo storico adattamento che Tullio Kezich realizzò per il teatro nel 1964, primo interprete, nello stesso anno, Alberto Lionello, seguito nel 1987 da Giulio Bosetti con la regia di Egisto Marcucci e nel 2002 da Massimo Dapporto con la regia di Piero Maccarinelli.
La coscienza di Zeno e Maurizio Scaparro sono entrati nella terna dei finalisti del Premio Le Maschere del Teatro 2013 per il migliore spettacolo e la migliore regia.
La coscienza di Zeno altro non è che la storia di un piccolo e insignificante uomo dell'inizio del XX secolo, che incarna l'arte di sopravvivere e lo spirito di adattamento dell'uomo contemporaneo, afflitto dai mille mali della vita moderna. Alla banalità di quest'uomo si sommano: la nascita della psicoanalisi, lo scoppio di una guerra mondiale e la visione dell'olocausto nucleare. Per il nostro teatro questo spettacolo è il tentativo di proseguire nella rappresentazione dei grandi temi della drammaturgia contemporanea. Un grande testo per un grande Giuseppe Pambieri.
Sullo sfondo di una Trieste cosmopolita e mercantile ma anche crogiolo culturale della mitteleuropa tra la fine della Belle Epoque e la Prima Guerra Mondiale, si svolge la vicenda di Zeno Cosini, che, partendo da una seduta psicanalitica, evoca i momenti salienti della sua vita (la morte del padre, l’amore non ricambiato per una fanciulla, il matrimonio di ripiego con una sorella di lei, la rivalità con il cognato Guido - che muore suicida - la relazione extraconiugale con Carla).
Fragile e inadeguato di fronte ai cambiamenti della società, pieno di tic e di nevrosi, si dichiara “malato”, ma la sua malattia è tutta di origine psicologica. Di fronte alla vita Zeno riesce però sempre a mantenere un atteggiamento ironico e distaccato (“La vita non è né brutta né bella, ma è originale”) che gli permetterà di capirla meglio e , quindi, di crescere; uomo nuovo in cerca di un modo di essere plausibile in un mondo che sembra sfuggirgli. Sarà lui a dire il bellissimo, inquietante monologo finale sulla ferocia e l’inutilità di quella guerra che di lì a poco avrebbe rivoluzionato tutto.
Al Teatro Carcano di Milano da venerdì 24 gennaio a domenica 2 febbraio 2014
Giuseppe Pambieri
LA COSCIENZA DI ZENO
di Tullio Kezich dal romanzo di Italo Svevo
con Nino Bignamini, Giancarlo Condé
e con (in ordine alfabetico)
Silvia Altrui, Guenda Goria, Margherita Mannino, Marta Ossoli, Antonia Renzella, Raffaele Sincovich, Anna Paola Vellaccio, Francesco Wolf
Scene di Lorenzo Cutùli - Costumi di Carla Ricotti - Musiche di Giancarlo Chiaramello
Regia di Maurizio Scaparro – Produzione Teatro Carcano
Personaggi e interpreti
Zeno Cosini - Giuseppe Pambieri;
Il dott. S./Giovanni Malfenti - Nino Bignamini;
Il dott. Coprosich/Enrico Copler - Giancarlo Condé;
Guido Speier - Francesco Wolf;
Luciano - Raffaele Sinkovic;
La signora Malfenti - Anna Paola Vellaccio;
Augusta Malfenti - Antonia Renzella;
Ada Malfenti - Guenda Goria;
Alberta Malfenti - Margherita Mannino;
Anna Malfenti - Silvia Altrui;
Carla Gerco - Marta Ossoli
ORARI
feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo (28 e 29 gennaio solo diurne per le scuole)
PREZZI
€ 34,00/25,00 (studenti € 15,00/13,50) – Durata: 2 ore + intervallo
E’ valido l’abbonamento “Invito a Teatro”
Per informazioni e prenotazioni: 02 55181377 – 02 55181362
Per scuole e gruppi organizzati: Progetto Teatro 02 5466367 – 02 55187234
Prevendite on-line: www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it
Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano – www.teatrocarcano.com
Dopo lo straordinario successo ottenuto ne “La coscienza di Zeno”, Giuseppe Pambieri veste i panni di Giacomo Leopardi in L’INFINITO GIACOMO, lunedì 9 dicembre al Teatro Carcano. Uno spettacolo che ritrae un artista senza tempo, al di là di ogni regola, creatore di eterna bellezza.
La scoperta di un Giacomo Leopardi inedito, di un genio precocissimo, di un adolescente inquieto, di un amante appassionato, di un uomo che ha il coraggio di guardare la realtà e accettare la verità del dolore senza compromessi e facili giustificazioni. L’umanità irriverente del poeta e il suo spirito dissacrante sono al centro di questo viaggio attraverso le sue opere: l’Epistolario, lo Zibaldone, gli scritti filosofici e politici, le Operette Morali e i Canti.
L’imperfezione del genio, in tutta la sua irregolarità, conduce alla solitudine, a un pellegrinaggio estenuante nell'universo. Leopardi è un re senza regno, è Amleto che arriva oltre il limite del conoscibile, supera la coscienza affermando la vita nel suo groviglio inestricabile di bene e male; per il genio tutto è noia, è tedio incommensurabile. Il poeta di Recanati, con lucido disincanto, affonda a piene mani nella verità e ne trae la radice del dolore.
Leopardi, affettuosamente Giacomo, nel nostro viaggio, non appare così distaccato e lontano dai piaceri terreni, non ci sembra affatto disinteressato a ciò a cui aspira la gente comune. Giacomo è vulnerabile, ansioso, riservato, schivo, eppure è pervaso da un desiderio inesauribile di vita. Giacomo è goloso, non può fare a meno di dolci, cioccolata, paste alla crema e gelati. In questo ricorda Mozart, altra creatura divina nella sua sregolatezza.
La biografia romanzata che esce dalle pagine dell’Epistolario e dello Zibaldone ci aiuta a costruire un ritratto singolare ed inedito del nostro poeta. Leopardi, con grande sincerità, confessa le sue paure come la sua fobia per l’acqua, un fastidio che giungerà al parossismo e alla comicità, culminando nel rifiuto del bagno almeno settimanale. Non mancano gli spunti divertenti per riflettere sul suo rapporto con l’eros e la sessualità. Nelle sue stesse parole, il desiderio di una vita normale è incessante: il dono della poesia appare spesso come una maledizione divina che lo segna come diverso, lo condanna a una sofferenza eterna e lo affranca contro ogni sua volontà dal mondo che lo circonda.
Leopardi non è tutto nella sua poesia. La sua ricerca affettiva attraversa i secoli e incontra una disperata umanità che per sopravvivere alla storia che avanza, non può che stringersi in una solidarietà reale che diventa l’unica possibilità di sopravvivenza, ancora oggi per tutti noi.
Giuseppe Argirò
Al Teatro Carcano di Milano
lunedì 9 dicembre 2013 ore 20,30
Giuseppe Pambieri
L’INFINITO GIACOMO
Vizi e virtù di Giacomo Leopardi
Ritratto inedito del poeta attraverso le sue opere
Drammaturgia e regia Giuseppe Argirò
Produzione Teatro Carcano
Posto unico € 18,00 – Insegnanti € 15,00 - Studenti € 13,50Durata 1 ora e 15 minuti - E’ valido l’abbonamento “Invito a teatro”
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Per gruppi organizzati Progetto Teatro 02 5466367 – 02 55187234
Prevendite on-line
Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano
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Da mercoledì 4 dicembre a domenica 15 dicembre: LA BROCCA ROTTA di Heinrich von Kleist al Teatro Carcano. Non perdetevi inoltre l’incontro – a ingresso libero – con la compagnia teatrale giovedì 5 dicembre.
Questa commedia nasce da una scommessa, da un gioco: e poche volte un’opera d’arte ha portato così evidenti, anche al suo interno, i segni del gioco e della scommessa. Fu in Svizzera nel 1802 che Kleist e i suoi amici Wieland e Zschokke decisero di trarre una commedia, una satira e un racconto da un’incisione di Le Veau intitolata La cruche cassée. Wieland rinunciò all’esecuzione del suo progetto, Zschokke mise insieme un mediocre racconto mentre Kleist, leggendo con acume ispirato le fisionomie e i gesti di quella piccola gente in ambiente fiammingo-olandese, ne trasse la migliore e sostanziosa commedia di tutto il teatro tedesco.
Che l’autore non ci vedesse solo un’occasione di riso disimpegnato risulta evidente a chiunque conosca la radicale tragicità e problematicità dell’opera di Kleist.
Adamo, il giudice del villaggio è parente dei vecchi semidei osceni e beffardi dal piede caprino, dalla coda villosa, dalle corna di becco, dall’appendice erotica spropositata. Così come certi servi della commedia plautina, come gli Zanni della Commedia dell’Arte, come quasi tutti i personaggi del Ruzante, il Falstaff di Shakespeare, l’Ubu Roi di Jarry. Commedia della piccineria umana, infestata da superstizione e corruzione: la si potrebbe leggere tutta come una parodia del potere, per questa volta senza niente di cruento o irrimediabile. Il nucleo della Brocca rotta è Adamo con le sue infinite risorse di mentitore e con quella fuga finale per i campi innevati, sotto gli occhi di tutti, la parrucca, antiquato simbolo di un’autorità abusiva e coperta di vergogna, che gli sbatte sulla schiena.
Dal punto di vista artistico La brocca rotta è l’opera perfetta di Kleist. Il progressivo districarsi del nodo degli equivoci, nella parte culminante e conclusiva, qui non stona e non disturba come nelle sue tragedie, ma anzi conferisce alla commedia una magnifica struttura e uno sviluppo ascendente unitario. Un esercizio perfetto, che ha illuso ed estasiato generazioni di amatori. Qui l’autore volle costruire nel suo “astratto furore” una commedia, forse per distrarsi dal troppo duro impegno tragico, e la costruì limpida e salda, a regola d’arte, esemplare. Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale a Bolzano il 7 novembre.
Adamo, giudice disonesto e un po’ infingardo di un villaggio olandese, ha tentato un’avventura notturna con una ragazza giovane e bella, Eva, la quale gli ha resistito; scoperto senza però essere riconosciuto, l’uomo le ha prese di santa ragione da Ruprecht, fidanzato di lei. Nel tafferuglio viene rotto un orcio di un certo valore, di cui la madre della ragazza chiede il risarcimento con una querela presentata davanti al giudice. La donna è convinta che il colpevole del danno materiale e dell’impresa amorosa sia il fidanzato e pertanto pretende che ripari sposando la figlia. Il processo si svolge alla presenza di un consigliere di giustizia venuto da Utrecht per un’ispezione all’ufficio del giudice; nonostante ricorra alle più sfrontate menzogne, il giudice Adamo è assediato dalla verità, fino a quando Eva lo accusa apertamente.
LA BROCCA ROTTA
di Heinrich von Kleist
Traduzione Cesare Lievi
Scene Gisbert Jaekel - Costumi Roberto Banci
Regia Marco Bernardi
Produzione Teatro Stabile di Bolzano
Personaggi e interpreti Walter, consigliere di giustizia Carlo Simoni; Adamo, giudice del villaggio Paolo Bonacelli; Lume, cancelliere Roberto Tesconi; Signora Marta Rull Patrizia Milani; Eva, sua figlia Irene Villa; Veit Tumpel, contadino Riccardo Zini; Ruprecht, suo figlio Riccardo Sinibaldi; Signora Brigida Giovanna Rossi; Un servitore Maurizio Ranieri; Lisa Valentina Morini; Greta Karoline Comarella
Orari feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo
Prezzi poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Per gruppi organizzati Progetto Teatro 02 5466367 – 02 55187234
Prevendite on-line
Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano
www.teatrocarcano.com
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Che cos’è un vero "affarista’’? Per Balzac un truffatore, un accanito, è un imbroglione praticante l'arte dei "crediti marci", è quell’esemplare di uomo che farebbe invidia a tutta Wall Street. Un tipo capace di agire freddamente, senza nemmeno considerare l’ipotesi del minimo scrupolo. Insomma, stiamo parlando di colui che risponde al nome di Mercadet. Per intenderci, é l’eroe spietato delle finanze. Di aspetto buffo, per antitesi sposato con una ‘donna onesta’, dalla quale ha avuto una figlia ‘bruttina’. E’ il cinico e irriverente maniaco del denaro, nella stessa misura in cui un amante ossessivo del gioco d’azzardo ama giocare.
Grande speculatore, Mercadet è anche un imbroglione nonché protagonista di ‘Le Faiseur’, opera balzachiana che si fa beffe di speculatori, usurai, creditori, e piú in generale di un sistema capitalista che qui si accende di vuoto e riecheggia al suono di una moneta che cade.
Balzac non ha che da guardarsi allo specchio per disegnare una sagoma tale. Autore dalla vita tumultuosa e sregolata, uomo d'affari spesso ubriaco, a tratti è come se avesse creato un alterego esasperato di sé stesso, un personaggio che vive di espedienti, sperperando e investendo non il proprio, ma il denaro altrui. Accanto a lui c’è un altro protagonista, che non viene nominato, ma che è onnipresente e davvero rilevante: stiamo parlando del denaro, ovviamente. Ma in fondo questi milioni, che Mercadet tanto millanta, sono solo nella sua testa, mica nelle sue povere tasche! A volte ció che piú lo interessa arriva ad essere la gestione del denaro, non il denaro stesso. Ci troviamo di fronte alla nevrosi di un fanatico, un sognatore, un sonnambulo che inconsciamente cammina sul bordo di un tetto. La signora Mercadet trema per lui: un passo falso e quest’uomo da un momento all’altro potrebbe cadere. Forse.
Scritta nel 1840, è un’opera dai toni piacevolmente grotteschi che stupisce per la sua modernità e svela tutto l’amore che Balzac aveva per il teatro. L’uomo, ancora una volta, oggetto d’analisi della Comédie Humaine: sempre alla ricerca di facili espedienti che non mancano di rivelarsi fragili e illusori, che vive d’apparenza fino ad assumere un comportamento quasi animale. Del resto, in che altro modo potremmo definire il cieco Mercadet che non fa altro che amministrare i propri affetti solamente in vista di un guadagno economico? E’ degno di commiserazione un uomo che arriva a volere che la figlia, non certo dotata di straordinaria bellezza, convoli a giuste nozze con un sedicente nobilastro, che per ironia della sorte non mancherà di rivelarsi tanto falso quanto il futuro suocero, mandando a monte il matrimonio in un primo momento?
Giudicate voi: l’affarista da palcoscenico è in arrivo al Carcano dal 3 Aprile. Noi non vediamo l’ora di conoscerlo.
Al Teatro Carcano di Milano da mercoledì 3 a domenica 14 aprile 2013
L'AFFARISTA - Mercadet di Honoré de Balzac
Regia Antonio Calenda
Produzione Teatro Stabile di Calabria Teatro Quirino Vittorio Gassman
Orari feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo
Prezzi poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00 (studenti € 15,00/€ 13,50)
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Prevendite on-line www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it
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