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Erio è tornato con un nuovo disco quest’anno: Inesse, dopo l’esordio del 2015 con Fur El. Il disco, uscito sotto l’etichetta Kowloon Records/La Tempesta con la produzione di Emanuele Tiberi e Will Rendle, si distingue molto dalle recenti uscite italiane, confermando lo straordinario talento di questo artista. Siamo, insomma, lontani dalla nuova ondata ITpop di cui tutti parlano ed è forse il musicista stesso ad aver scelto di rimanerne fuori.
Lo abbiamo incontrato per intervistarlo e questo è quello che ci siamo detti.
In collaborazione con Milano Civica Scuola di Musica, il centro San Fedele rende omaggio a Verdi e Manzoni domenica 1 dicembre 2013.
Chiesa di San Fedele (Piazza San Fedele 4) – Milano
Omaggio a Verdi e Manzoni
con Benedetto Neri
I Civici Cori - Direttore: Mario Valsecchi
Musiche per solisti, coro e organo di Giuseppe Verdi e Benedetto Neri:
INGRESSO LIBERO
Informazioni: lun-ven 10/12.30 - 14/18
tel. 0286352231
La stagione 2013/2014 di San Fedele Musica celebra con un eccezionale concerto vocale la ricorrenza del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e la recente risistemazione delle cripta della Chiesa di San Fedele. L’evento, realizzato in collaborazione con Milano Civica Scuola di Musica, propone un percorso del tutto originale nel quale si rievoca il contesto musicale milanese al tempo del giovane Verdi in relazione a Manzoni e alla Chiesa di San Fedele. Il programma propone una rara partitura verdiana il Pater Noster - volgarizzato da Dante - per concentrarsi sull’opera sacra di Benedetto Neri, musicista contemporaneo al genio di Busseto e attivo alla Scala, al Duomo e in San Fedele. Neri ebbe modo di musicare alcune strofe di Manzoni scritte su invito del preposto di San Fedele e destinate al canto dei giovani che ricevevano la prima comunione. Tutte le opere di Neri presentate nella serata sono inedite, archiviate in alcune biblioteche milanesi, ed eseguite nella Chiesa di San Fedele quando Neri ne era maestro di cappella, la loro riscoperta si deve alle ricerche del Maestro Mario Valsecchi.
Al termine del concerto, sarà possibile per il pubblico visitare in anteprima la cripta restaurata della Chiesa di San Fedele e ammirare il nuovo allestimento permanente con opere di L. Fontana, J. Kounellis e S. Shanahan.
Doveroso omaggio a Giuseppe Verdi (1813-1901), in occasione del bicentenario dalla nascita, e alla Milano della sua giovinezza. In programma un’unica opera del maestro di Busseto, il Pater Noster volgarizzato da Dante del 1879. Magnifico brano corale per 5 voci miste di toccante bellezza che, senza ricorrere a retoriche teatralità, regge musicalmente la tensione emotiva dal verso iniziale “Padre nostro che nei cieli stai” fino all’Amen finale. La storia di quest’opera ci svela un curioso falso riguardo alla pretesa paternità dantesca del testo. Il Pater Noster venne eseguito alla Scala sotto la direzione di Franco Faccio il 18 aprile 1880. Verdi ne dava notizia al pittore Morelli aggiungendo: " E sono versi (giù il cappello) di Dante!! ". Inoltre, fin dal 31 luglio 1879, al musicista tedesco Ferdinand Hiller aveva scritto: " Mi decisi poi a fare il Pater noster a cinque voci tradotto da Dante stesso, e che trovasi appunto nelle sue Opere Minori da cui voi traeste il vostro De Profundis ". Ora i testi musicati da Verdi non sono sicuramente di Dante, ma il compositore li trovò attribuiti a Dante in una delle edizioni antiche o anche ottocentesche delle Rime, che li contenevano. La musicologia non ha mai rilevato questo particolare. Del Padre nostro dei superbi nel canto XI dell’Inferno non c'è, nel testo musicato da Verdi, che il primo verso: O Padre nostro, che ne' cieli stai; in seguito le terzine procedono per conto loro, con altre rime e altri concetti, parafrasando la preghiera tradizionale.
Il concerto è centrato su alcune opere sacre eseguite nella Chiesa di San Fedele negli anni Trenta dell’Ottocento di Benedetto Neri (Rimini, 1771 – Milano, 1841), apprezzato operista e maestro di cappella del Duomo e di San Fedele. Spiccano un Magnificat e le Strofe per una prima comunione, su testi di Alessandro Manzoni. Riguardo al Magnificat, tra le opere più riuscite di Benedetto Neri, il trattamento organistico risente molto delle caratteristiche foniche e strutturali degli organi dell'inizio dell'800 e, soprattutto, dello stile "orchestrale" imperante. Non mancano, però, estesi contrappunti che denotano la scienza compositiva di Neri e la convivenza dell'antico stile ecclesiastico accanto allo stile teatrale. Le Strofe per una prima comunione sono legate ad Alessandro Manzoni che abitualmente frequentava la Chiesa di San Fedele. Nell'aprile del 1832 il preposto della Chiesa di San Fedele, Giulio Ratti, chiese a Manzoni dei versi da far cantare, musicati, ai giovani comunicandi di quell’anno. Il poeta scrisse tre strofe che saranno musicate da Benedetto Neri. Verranno eseguite l'anno dopo, nel 1833, per la Comunione di Enrico, figlio di Manzoni. Le strofe vennero pubblicate nel 1855 in Opere Varie.
Benedetto Neri fu musicista attivo prevalentemente a Milano, città in cui giunse in seguito alla nomina come professore al Conservatorio cittadino. In precedenza occupò per diversi anni il ruolo di maestro di cappella a Novara e poi a Milano. La sua produzione compositiva si intensifica in questi anni specialmente nell’ambito sacro. Tra le composizioni profane sicuramente da segnalare il dramma giocoso I Saccenti alla moda su libretto di Angelo Anelli che venne presentato nel 1806 alla Scala. Ampia la sua produzione religiosa che comprende svariate messe, inni e mottetti tra cui lo splendido Magnificat.
PROGRAMMA
Benedetto Neri (1771 - 1841)
Magnificat
per soli, coro e organo
-
Rubum quem viderat
Antifona post Magnificat a 4 soli
-
Gloria in excelsis
a 4 concertato
Giuseppe Verdi (1813 - 1901)
Pater Noster
volgarizzato da Dante
a 5 voci
Benedetto Neri
per una prima Comunione
su versi di Alessandro Manzoni:
Si, Tu scendi
Questo terror divino
Con che fidente affetto
per 2 voci femminili e organo
Dixit Dominus (Salmo 109)
per soli, coro e organo
_____________________
I CIVICI CORI
(Francesco Girardi, maestro preparatore)
Eunyoung Shin, Angela Alesci, soprani
Marta Fumagalli, mezzosoprano
Jaime Andres Navarro, tenore
Junghoon Chae, baritono
Luca Garro, organo
Tommaso Fiorini, contrabbasso
Mario Valsecchi
direttore
Mario Valsecchi ha studiato organo e composizione organistica sotto la guida di Enzo Corti, diplomandosi al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano. Ha frequentato diversi corsi di perfezionamento e di interpretazione diretti da J. Langlais, T. Koopman, H. Vogel e L. F. Tagliavini. Si è dedicato inoltre allo studio del canto, della polifonica vocale e della direzione. Svolge attività concertistica come organista (solista, in formazioni cameristiche e orchestrali) e come direttore. Alla guida della Cappella Mauriziana di Milano sin dalla sua fondazione, ha tenuto concerti in Italia e all'estero. Ha realizzato incisioni discografiche di cantate sacre e profane di G. Legrenzi; ha collaborato all'incisione del settimo libro di madrigali di C. Monteverdi, di mottetti di F. Mendelssohn e della Missa Brevis di B. Britten. È sopranista nel gruppo vocale I Divoti Falsetti di Milano e direttore artistico e musicale dell'Orchestra da Camera Nova et Vetera di Lecco con cui ha realizzato, oltre a numerosi programmi strumentali, gli Oratori Jephta di G. Händel, la Giuditta di A. Scarlatti, lo Stabat Mater e alcune messe di J. S. Bach e Mendelssohn. Dal novembre 1996 dirige la rinata Cappella Musicale del Duomo di Bergamo.
Ha diretto I Civici Cori e l'Orchestra di Milano Civica Scuola di Musica ne l'oratorio La Creazione di F.J. Haydn, concerto celebrativo per i 150 anni di Milano Civica Scuola di Musica (1862-2012), presso il Teatro Dal Verme di Milano la sera del 17 dicembre 2012.
I Civici Cori hanno l'obiettivo di promuovere la pratica corale e lo studio di un vastissimo repertorio. La proposta si rivolge ai cantori amatoriali (Corso di Formazione al Canto Corale), a tutti gli studenti di Milano Civica Scuola di Musica e delle Scuole Superiori (Esercitazioni Corali). I Civici Cori hanno sempre costituito un sicuro riferimento nella città e sul territorio, per quanti sentissero il desiderio di vivere da esecutori l'evento musicale: oggi rappresentano una realtà ormai consolidata e in evoluzione di attività formativa e di espressione artistica offerta a tutti. In quest'ottica la partecipazione a I Civici Cori offre l'opportunità di tradurre l'amore per la musica in espressione vocale concreta arricchita da nozioni teorico-pratiche, attraverso incontri finalizzati anche alla preparazione di allestimenti aperti a pubblico. La frequenza ai Corsi consente a ogni partecipante di conoscere meglio il proprio strumento vocale, imparare a usarlo adeguatamente, acquisendo o approfondendo la preparazione tecnica e perfezionando i meccanismi della coralità.
Nel 2012 Milano Civica Scuola di Musica, fondata nel 1862, ha festeggiato il suo 150° anno di vita.
Dall’anno accademico 2013 – 2014 i suoi corsi sono riconosciuti dal MIUR: l’istituzione ha ottenuto infatti nel luglio 2013 l’autorizzazione a rilasciare i titoli di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) di primo livello, equipollenti a titoli universitari per gli istituti di Musica Antica, Musica Classica, Ricerca Musicale, Civici Corsi di Jazz.
Fondata con lo scopo di formare strumentisti per la Civica banda e coristi per il Teatro alla Scala, nata come Scuola Popolare di Musica, divenne nel 1973 Civica Scuola di Musica.
È ora articolata in cinque Istituti - Musica Antica, Classica, Ricerca Musicale, I Civici Cori e i Civici Corsi di Jazz- e comprende percorsi di studio mirati e personalizzati, dalla formazione di base fino all’alta specializzazione, nell’ambito di un’ampia scelta di approfondimenti culturali e artistici, non solo strettamente musicali, ma anche interdisciplinari, e pone accento particolare sulla dimensione delle arti performative, consentendo agli allievi di inserirsi nel mercato del lavoro della musica e dello spettacolo.
Propone inoltre per amatori corsi individuali di ogni strumento, collettivi e orchestrali, presso la sede del Centro di Educazione Musicale (CEM).
L'istituzione ha nel tempo progressivamente assunto un ruolo di prima grandezza all'interno della vita musicale e formativa milanese. La struttura è infatti oggi importante punto di riferimento nello scenario musicale nazionale e internazionale, come testimonia la provenienza di gran parte dei suoi studenti, molti dei quali hanno conseguito importanti successi professionali in tutto il mondo, nel campo della musica antica, classica, contemporanea.
San Fedele Musica
Il settore musicale della Fondazione Culturale San Fedele è nato nel 2010,e in pochi anni è diventato un punto di riferimento della città di Milano. L’unicità di San Fedele risiede nel disporre di due spazi con differenti soluzioni acustiche: la Chiesa cinquecentesca, completamente restaurata, e il nuovo Auditorium, riaperto in settembre 2010 dopo un importante intervento di riqualificazione acustica e l’installazione di un dispositivo di diffusione per la musica elettronica unico in Italia. Tuttavia, lo spazio è al servizio di un progetto umano. In questo senso le attività musicali riprendono le linee di fondo del Centro Culturale San Fedele, attento al dialogo tra fede e cultura, alla promozione della giustizia e alla formazione dei giovani con il Premio San Fedele Giovani Artisti. I concerti in Chiesa propongono soprattutto le grandi pagine del repertorio sacro dal Cinquecento all’Ottocento, concepite per uno spazio riverberante e in sintonia con la spiritualità del luogo.
Diversa è la prospettiva delle attività musicali in Auditorium, dove si cerca infatti un punto d’incontro tra il repertorio storico della musica da camera e l’attualità della creazione musicale. ovvero un approccio che presenti itinerari di ascolto ben articolati e in legame con i linguaggi musicali di altre epoche. Le opere musicali fondatrici del Novecento verranno, da una parte, confrontate con brani del passato e con opere in creazione o recentissime, e, d’altra parte, inserite in un tema programmatico. Quindi, alcuni concerti della stagione propongono delle drammatizzazioni musicali: successione di brani senza interruzione attorno a un tema, con lo scopo, appunto, di rendere più dinamico l’ascolto.
Il repertorio delle serate è ampio, dal Rinascimento all’era digitale, per seguire il cammino drammatico dell’uomo nella storia attraverso la musica. Altra caratteristica della programmazione di San Fedele Musica riguarda l’interazione con gli altri linguaggi del nostro tempo, in particolare il cinema e le artivisive. Vengono organizzati dei cicli di Cinema Muto & Live Music e Cin’acusmonium, in cui i grandi film della storia del sonoro vengono diffusi tramite una proiezione acusmatica. Nel 2011 è stato costituito il Centro di Elettroacustica e Interazioni Digitali di San Fedele (CEID) che presenta programmi con opere storiche e alcune creazioni.
CONTATTI:
Ufficio Stampa
San Fedele Musica
Antonio Pileggi s.j. 02.86352426
Stefano Sbarbaro 02.86352429/ 392.9821475
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Milano Civica Scuola di Musica – Fondazione Milano
Alessandra Arcidiaco 02.971524/ 339.8530339
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Per informazioni al pubblico:
Fondazione Culturale San Fedele
Piazza San Fedele 4, 20121 Milano
Auditorium: via Hoepli 3/b, 20121 Milano
Segreteria Centro Culturale San Fedele
Alessandra Gorla tel.0286352231 fax. 0286352803
Molte volte si crede che,per riuscire a cogliere i veri cambiamenti o benefici portati dallo Yoga, il praticante debba assolutamente assumere posizioni complicatissime piuttosto che saper toccare con le punte delle dita i propri piedi, esser snodatissimo, ecc ecc.
Ebbene. No, non è affatto così.
Sono anche i piccoli gesti, le Asana più semplici e i movimenti più lineari e naturali, a portare piacere e qualità mentale all'interno del corpo.
Si pensi al fatto che quasi nessun esser umano, tanto meno un uomo occidentale, che non è abituato fin da piccolo alla pratica dello Yoga, può svolgere tutte le Asana della tradizione e quelle di nuova concezione ideate in tempi più moderni.
Allora, domando, solo chi è più flessibile o snodato può cogliere i significati della pratica dello Yoga e capirne l'essenza?
Ennesimo no. Non è affatto così.
La straordinarietà dallo Yoga, o uno dei suoi addendi considerati tali, sta nel fatto che ogni essere umano ,a qualsiasi livello fisico si trovi, riesce ad accedere a uno stato mentale diverso, a un benessere psichico potenziato e anche a una condizione fisica che, man mano, migliora nel tempo.
Perché?
Perché la vera differenza della pratica non risiede nel riuscire ad eseguire tutte le posture bensì nell'atteggiamento con cui le si eseguono.
Alcuni atteggiamenti possono essere:
- realizzare che la dimensione in cui si pratica è il presente
- tutti e 5 i sensi sono sull'attenti e recettivi
- attenzione mentale, quasi analitica, sui movimenti e gesti che si compiono
- visualizzazione dei canali energetici che si attivano respirando
- attenzione al respiro
- vacuità della mente nel momento della pratica
Ho citato qualche caratteristica fisica per caso?
Ennesimo no. Perché il fisico risulta esser uno strumento strettamente dipendente dalla mente e, di conseguenza, anche ai blocchi inconsci che pian piano si sviluppano nella propria vita.
Si può considerare il corpo come un giocattolo e la mente come le batterie che lo attivano: se queste sono scariche il giocattolo va a rilento o si ferma del tutto. Se le batterie non vengono inserite per un tot di tempo si corre il rischio che il gioco non riparta più.
Ovviamente non voglio nascondere il fatto che anche una determinata predisposizione fisica può aiutare nella pratica ma attenzione.
Per chi riesce ad eseguire tutte le Asana o la maggior parte di esse il quesito è un altro: quanto si eseguono con consapevolezza? Le Asana sono soggette a un certo grado di automatismo dato che si è arrivati a una certa flessibilità corporea e quindi si possono eseguire anche se si sta pensando a cosa cucinare per cena?
Quando Patanjali dice che le Asana devono esser stabili e comode di certo non diceva: si, risveglia il sistema muscolare che poi magari puoi pensare ai fatti tuoi mentre pratichi!
E' più recettivo un allievo che sembra un “insetto incriccato” all'esterno ma che lavora bene sulla propria mente che un allievo “circense” che esegue le Asana a comando.
Namaste,
Vittorio Pascale
Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano
Fondatore della pagina Fb: Yogamando_ Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano
hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
"Il piacere di essere se stessi" è il titolo di una serie di incontri-conferenze che hanno lo scopo di presentare la scuola di formazione interiore Accademia Horus. Questi incontri saranno condotti da Antonella Spotti e Teresa Sintoni, insegnanti e fondatrici dell’Accademia insieme ai Maestri Walter Ferrero e Andrea Di Terlizzi.
Bentrovati,
vorremmo invitarvi a passare qualche ora con noi per presentarci e per parlarvi della nostra scuola “Accademia Horus”, una realtà che vanta al suo attivo oltre vent’anni di esperienza nell'insegnamento e nella pratica delle cosiddette “discipline interiori”.
Vorremmo raccontarvi, attraverso la nostra esperienza, che cosa si fa in una scuola di formazione e perché si sceglie di frequentarla, e soprattutto quali sono le conquiste e i vantaggi di un lavoro su stessi che va oltre la sfera della personalità e tocca quella parte più profonda che possiamo definire “spirituale”.
Vorremmo, con umiltà e determinazione, provare a scalfire quella specie di granitico tabù che la società moderna, scientifica e tecnologica ha costruito intorno a tutto ciò che da sempre è definito “spirituale”, ma anche il pregiudizio che l'uomo possa vivere il senso profondo di religiosità solo all'interno di un dogma o di una fede.
Da sempre l’essere umano consapevole delle proprie potenzialità inespresse, dei propri limiti e del proprio disagio esistenziale ha cercato nelle Scuole e nei Maestri, sia a Oriente che a Occidente, la possibilità di conoscere se stesso come soluzione alla propria sofferenza.
Conoscere se stessi significa prima di tutto liberarsi dai propri condizio-namenti e dai propri pesi, riconoscendosi parte di una realtà più vasta e universale. Questa nuova coscienza di Sé valorizza la vita di ogni giorno e consente di agire con più libertà, saggezza e potere attraverso scelte consa-pevoli e cambiamenti positivi all’interno della nostra esistenza e della società in cui viviamo.
Vi ringraziamo per l’attenzione e saremo ben felici di poter contare sulla vostra presenza per condividere insieme esperienze, pratica, conoscenza e semplice, puro, silenzio.
Con amicizia,
Vostre Antonella e Teresa.
Un’occasione preziosa da non lasciarsi sfuggire.
Per informazioni e per partecipare, scrivere alla sede di Milano : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare 02.89423673
Namasté,
Vittorio Pascale
Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano
Fondatore della pagina Fb: Yogamando
Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano
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