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‘Come un tuono’ è un film che ha fatto molto parlare di sé, per l’importanza dei contenuti trattati e la storia che lascia gli spettatori un po’ spiazzati, ma decisamente coinvolti, permettendo anche un margine di riflessione.
Il titolo originale della pellicola di Derek Cianfrance è ‘The place beyond the pines’, epopea familiare che mischia noir, poliziesco e melodramma con delle contaminazioni documentaristiche, caratteristiche che qualificano questo film come un futuro cult.
Luke (Ryan Gosling) è un talentuoso motociclista che si esibisce come stuntman in uno spettacolo itinerante chiamato globo della morte. Un giorno scopre di avere un figlio di un anno, Jason, nato dalla breve relazione avuta con Romina (Eva Mendez). Il protagonista decide quindi di non partire per essere il padre che lui non ha mai avuto. La donna però convive con un altro uomo, oltre al fatto che Luke non ha molti soldi. Su consiglio di un amico decide quindi di rapinare una banca ma viene tragicamente fermato dall’agente di polizia Avery (Bradley Cooper), diventato padre da poco di un bimbo di nome Aj. Quindici anni dopo Jason e Aj diventano amici, ma scopriranno il passato delle loro famiglie, che stravolgerà le loro vite.
Il magnifico cast interpreta benissimo i sentimenti dei diversi personaggi che si trovano di fronte a delle scelte che riguardano la replica o il rifiuto dell’eredità paterna. Nella trama ricorrono elementi narrativi che si rifanno alla tragedia greca, quali l’ineluttabilità del destino, l’idea della successione, le colpe dei padri che ricadono sui figli, la vendetta.
Il dramma familiare è decritto con grande realismo, infatti il regista predilige l’utilizzo di piani sequenza.
Anche la musica composta da Mike Patton va menzionata, che permette un totale coinvolgimento, restituendo intatte e immutate le atmosfere della cittadine di Schenectady, provincia di New York, riprodotte realisticamente dalla fotografia di Sean Bobbitt.
Nel complesso rapporto tra padre e figlio il bene e il male si confondono, vita e morte si intrecciano, attraverso due generazioni che sembrano portare ferite che non possono rimarginarsi ma solo tornare a sanguinare.
Un film romantico, disperato, commuovente ma magnificamente raccontato, già uscito da qualche settimana, ma per chi non volesse perderselo, è ancora nelle sale cinematografiche, pronto a regalare emozioni e anche qualche lacrima. Un film decisamente da non dimenticare.
La Pasqua si avvicina e per chi non abbia ancora programmi particolari o pranzi in famiglia, ecco alcune idee per passare una domenica piacevole per il corpo e per la mente tra cibi prelibati.
Al ristornate ‘Acanto’ dell’Hotel Principe di Savoia dal 5 al 31 marzo si festeggia non solo la Pasqua ma anche la primavera con un menù inedito che ha come protagonista il carciofo bianco di Petrosa, tra i più piccoli e ricercati al mondo.
Viene proposta quindi una degustazione che si tinge di verde e richiama il gusto fresco e pungente di questo ortaggio grazie alle creazioni dello chef esecutivo Fabrizio Cadei, il cui menù prevede carpaccio di branzino con cruditè di carciofo, astice scozzese e carciofi spinosi, petto d’anatra con crema di carciofo e morbido di vaniglia e cioccolato con carciofi disidratati.
Il ristorante è in Piazza della Repubblica 17 (zona stazione centrale), ed è aperto dalle 20.00.
(www.hotelprincipedisavoia.com/IT/hotel-m)
Per chi ama il sushi in qualunque occasione, il ristornate Wu Taiyo in Viale Monza 23 è aperto anche domenica con la sua varietà di cucina cinese e giapponese, tradizione e modernità e il suo stile inconfondibile. I piatti sono sapientemente combinati in un equilibrio di sapori, dalla cucina classica orientale ai gamberi rossi di Sicilia, e per il pranzo di Pasqua uno speciale menù a 38 euro: insalata di mare con gamberi, salmone, polpo e polpa di granchio, Gunkan all’uova di quaglia avvolto da salmone e pasta Udon saltata con seppia, zucchine e uova.
O ancora Tamago Roll, avocado surimi maionese avvolto nell’omelette, tempura, sushi, sashimi e maki.
L’ambiente è arredato con uno stile che gioca sui toni del metallo, del legno e del tortora, e crea un’atmosfera intima e confortevole, ma allo stesso tempo ricercata.
A coloro che amano dormire anche la domenica di Pasqua non può sfuggire l’originale brunch al ventesimo piano del World Join Center organizzato dal ristorante ‘Unico’.
Uno spazio sospeso nell’azzurro, capace di annullare i confini tra dentro e fuori, tra arredi moderni e ricercati proponendo un breakfast – lunch curato dallo chef stellato Fabio Baldassarre, che spazia dalla colazione alle insalate, dai primi ai secondi, fino ad arrivare al pesce.
Il ristornate si trova in Via Achille Papa, 30 (zona fiera) ed è aperto tutte le domenica dalle 12.00 alle 15.30.
Allo Spazio Oberdan, per coloro che voglio passare una Pasqua dedicata all’arte, dal 20 febbraio al 5 marzo è possibile ammirare 200 scatti originali del celebre fotografo francese Robert Doisneau. I protagonisti sono Parigi, i suoi abitanti e la sua innegabile magia. L’esposizione condurrà il visitatore in un emozionante passeggiata tra le vie parigine, attraverso fotografie in bianco e nero che ritraggono donne, uomini, bambini, innamorati, animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo.
Il fotografo è diventato il più illustre rappresentate della fotografia umanistica in Francia, le sue immagini sono esposte in tutto il mondo, come il celebre ‘Bacio dell’Hotel de Ville’ con una coppia colta in un appassionato abbraccio di fronte al municipio cittadino.
La mostra è in Viale Vittorio Veneto 2 (zona Porta Venezia) ed è aperta mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.30 e l’ingresso è di 9 euro.
Altra tappa per gli amanti dell’arte è la mostra ‘Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter’, presso il Palazzo Reale, che presenta oltre 120 opere per ricostruire il percorso degli artisti che vissero a Parigi nel quartiere Montparnasse agli inizi del ‘900: Modigliani, Soutine, Utrillo, Suzanne, Valadon, Kisling e altri ancora.
Questi capolavori provengono dalla collezione del mecenate francese Jonas Netter, e mettono in risalto un periodo affascinante e fondamentale della storia dell’arte, che verrà definito bhoemien, simboleggiando una pittura che si nutre di disperazione.
La mostra è in Piazza del Duomo 12 (zona centro) ed è aperta dal 21 febbraio all’8 settembre.
Gli orari domenicali sono dalle 9.30 alle 19.30 e l’ingresso è di 11 euro.
Laura Girola
Ci sono artisti che si fossilizzano e altri che hanno improntato la loro crescita sulla continua ricerca, Luca Kronos Cassarà ha scelto questa via. Il corpo è per lui lo strumento sul quale sperimentare, tramite il quale provare a raccontare il suo mondo e la sua fotografia.
MAB: Il corpo è al centro della tua ricerca fotografica, l’interpretazione del corpo come figura statuaria è parte di un tuo progetto di ricerca, da dove sei partito e chi ti ha ispirato se sei stato ispirato in qualche modo?
LC: Ciao Marco e innanzitutto grazie per questa inaspettata intervista che senz'altro mi lusinga. Potrei facilmente darmi un tono rispondendoti di esser stato influenzato dalla ricerca fotografica di Robert Mapplethorpe (di lui stimo più il famoso "The X Portfolio" ), in realtà non è cosi. L'idea di "Absolute" è nata osservando le modelle durante gli istanti in cui stavano cercando una posa: il loro corpo era in continuo movimento e dava vita a delle forme astratte, a volte sembrava scomparire la testa, a volte un braccio...così una notte pensai l'idea di un progetto in cui il corpo venisse snaturato per creare forme diverse, per andare oltre la visione di un bel corpo nudo. Dopo tanti progetti più estremi e complessi era nata l'esigenza in me di un attimo di puro minimalismo, quasi fosse una tisana depurante. Proposi la mia idea a una modella amica, provammo, realizzai il primo scatto e il primo pensiero fu "Sembra una scultura astratta di marmo bianco"...qualcosa di incorruttibile, puro, solido, perfetto...Assoluto.
MAB: Quanto è importante la luce nei tuoi progetti e in questo specificatamente?
LC: La luce è uno degli elementi fondamentali dei miei progetti. A volte in modo ossessivo. Non è solo l'elemento fotograficamente utile a illuminare bene un soggetto, ma spesso il catalizzatore dell'emozione stessa impressa in quella foto. In Absolute, paradossalmente, la luce non è co-protagonista, non crea giochi particolari, tende a volte ad appiattire ombre e volumi che in altri progetti sono fondamentali. La luce qui ha la funzione di rendere tutto ancora più asettico e a-temporale perchè è il corpo-forma il protagonista. È lui che deve solleticare l'immaginazione di chi lo guarda.
MAB: Quale è il tuo modo di porti di fronte al corpo delle persone che fotografi?
LC: Questa è una domanda dalle mille sfumature che mi vien posta spesso nel quotidiano: da chi con superficialità mi chiede come faccio a fotografare i corpi nudi di donne cosi belle, a chi mi chiede cosa penso in quel momento, cosa vedono i miei occhi, quali siano le mie emozioni. Proverò a dare un'unica risposta a tutte quelle sfumature. Il corpo della persona che ho di fronte è un magnifico blocco di argilla, ogni volta con una sua specifica sostanza e consistenza. Di fronte ad esso è un continuo scavare tra le emozioni tue e della modella, i vostri pensieri, le vostre aspettative, paure e insicurezze. Questo vortice di emozioni diventano mani che modellano quell'argilla. In questo vortice, rispondendo ai curiosi che vi sono sempre, le pulsioni sessuali sono davvero l'ultima cosa a cui penseresti
MAB: In un momento storico in cui l'immagine più è urlata più è ascoltata, un progetto minimalista ed estremamente elegante, come riesce a essere "ascoltato"?
LC: Amo gli estremi e la continua ricerca, per cui quasi contemporaneamente ad "Absolute" ho portato avanti "Libero et compos mentis", progetto in cui le immagini urlano e veicolano messaggi anticlericali, provocatori, satirici, sarcastici. Probabilmente quest'ultimo ha suscitato più scandalo e fatto più "rumore", ma alla fine entrambi sono stati ascoltati e apprezzati in eguale misura, ma da pubblici diversi. È come scegliere tra la voce vivace di una ragazza e quella sensuale di una bella donna: sono diverse e, anche se si vive in una società che sbava dietro l'immagine della ragazza-velina, ci saranno sempre tantissimi ad apprezzare e preferire la sensualità e bellezza di una donna
MAB: Corpo e pubblicità sono da sempre un accoppiata vincente adatta per presentare ogni prodotto, sia sulle pagine delle riviste che attraverso gli schermi televisivi. Ma il corpo veicola ancora messaggi o è usato come "carne da macello"?
LC: E' un buon 50%, dipende anche qui dall'ambito, dall'artista, dal committente.
http://www.lucacassara.it http://www.facebook.com/luca.kronos.cassara
Forse uno degli artisti più controversi che la storia mondiale ricorda nell'ultimo secolo. Un artista che ha sconvolto molti con fotografie a dir poco provocatorie e che ha lasciato un segno indelebile, seppur breve, nelle generazioni a venire.
Robert nasce nel 1946 da una famiglia cattolica, crescendo con altri 5 fratelli; sin dall'adolescenza capisce che le sue attenzioni sessuali non sono rivolte al sesso femminile e questo lo porta, con gli anni, ad osservare e a vivere il mondo del sadomaso americano. Siamo nella metà degli anni 60, l'artista non ha nemmeno 20 anni e si rifiuta di accettare le sue inclinazioni; conosce Patti Smith e i due diventano amanti. Questo rapporto sarà forse il più importante della vita dell'artista e lo accompagnerà fino alla sua morte, nel 1989. Le conoscenze che fece negli anni delle rivoluzioni studentesche e delle lotte per liberare l'omosessualità lo portarono a produrre i suoi primi scatti; tra questi è doveroso menzionare la copertina del primo album di Patti, "Horses".
La sua fama crebbe grazie a curatori che lo finanziarono e al suo storico amante, Sam Wagstaff, che gli permise un diverso stile di vita e gli regalò la sua Hasselblad, con la quale immortalò celebrità come Arnold Schwarzenegger, Iggy Pop, Andy Warhol e molti altri e con la quale produsse la sua opera più controversa, "The X Portfolio", una serie di fotografie sadomaso tra le quali un autoritratto con una frusta tra le natiche.
La potenza comunicativa delle opere di questo artista è sconfinata; che si parli di fotografie del copro nudo, di still life, di paesaggi o di ritratti di bambini la purezza e la perfezione sono innegabili. Si può forse affermare che la perfezione sia stata una regola per ogni suo scatto; bianchi e neri quasi eterei, stampati al platino, che si spingono per cercare un punto d'incontro tra scultura e pittura.
Mapplethorpe morì da complicazioni conseguenti all'AIDS alla giovanissima età di 43 anni. Moltissimi fotografi e artisti in genere si sono dichiaratamente ispirati al suo lavoro nel corso dei decenni successivi alla sua morte; continuano anche oggi.
La Robert Mapplethorpe Foundation gestisce le sue opere e promuove la lotta contro l'AIDS. Una famosa esposizione è stata organizzata a Firenze nel 2009; le fotografie dell'artista sono state esposte assieme ai capolavori di Michelangelo nella galleria dell'Accademia.
Noi di Nerospinto amiamo quell’arte che non solo dà piacere agli occhi, ma che nutre lo spirito con la sua capacità di creare attraverso le opere un momento di riflessione e approfondimento.
Fino al 2 giugno 2013 Palazzo Reale ospita The Desire for Freedom. Arte in Europa dal 1945, una grande mostra collettiva che affronta l’idea di Libertà in Europa dal dopoguerra in avanti, attraverso il pensiero e le opere di 94 artisti contemporanei provenienti da 27 paesi europei.
Il progetto nasce con l’obiettivo di superare la visione di un’ Europa del dopoguerra come teatro dell’ostilità tra due blocchi di potere contrapposti durante la guerra fredda, assumendo invece come punto di partenza l’idea che entrambe le parti affondino radici comuni nell’Illuminismo. Per questo Est, Ovest, Nord e Sud sono rappresentati in base a un criterio di parità che emerge nella sequenza tematica ideata per l’esposizione.
In mostra dipinti, fotografie, disegni, video e installazioni realizzati in settanta anni di produzione artistica europea da artisti affermati e di fama internazionale - tra cui Damien Hirst, Arman, Jannis Kounellis, Yves Klein, Richard Hamilton, Niki de Saint Phalle, Alberto Giacometti, Gerhard Richter, Christo, Mario Merz, Emilio Vedova, Yinka Shonibare, Lucio Fontana, Ilya Kabalov - e da altri poco noti in Italia, ma di grande interesse come Boris Mikhailov e Erik Bulatov.
Orari: lunedì 14.30 – 19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30 giovedì e sabato 9.30 – 22.30
prezzi: il costo del biglietto è di 11 euro compresa l’audioguida, ma con lo speciale ticket cumulativo di 16 euro si possono visitare sia “The Desire for Freedom” sia la mostra dedicata a “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti”.
Info e prenotazioni: www.desireforfreedom.it
ArT-Za compie un anno e lo fa concentrando in un'unica serata, sabato 16 marzo, ed un'unica location, l'art café BLAM, un mix godereccio ed esclusivo di arte e cultura..
Noi di Nerospinto amiamo assaporare le nostre serate con questo connubio perfetto e questo party ha tutti gli ingredienti in regola per crearne uno saporitissimo, che placherá, almeno per una sera e sotto un unico tetto, tutta la vostra inesauribile fame di arte e musica.
Ma non è tutto. Oltre al gustosissimo cocktail fotografia, suoni e creatività, per soddisfare il vostro languore di arte e divertimento, potrete godere del nuovo live art di Marcello Gatti, emozionarvi con il dj set di Sergione Infuso, farvi ritrarre da Roberto Finizio, scoprire il Bop che c’è in voi insieme a Luz. Special guest della serata sarà Matteo Di Pascale che vi leggerà i suoi tarocchi della creatività e ospite d’onore Glix Atelier che festeggerà il compleanno con una golosa sorpresa per tutti i presenti.
Spingiti oltre, fallo culturale qui.
Sai Farlo Culturale?
Sabato 16 Marzo
Dalle 21.00
BLAM
Via Ronzoni, 2 - Milano
L'aria primaverile fa ancora un po' fatica ad arrivare, il sole inizia a fare capolino tra una nuvola e l'altra, però non si concede del tutto, ma per chi ama la notte e i sapori che regala tutto questo interessa poco..l'importante è avere aria nei polmoni sole nella testa e tanta voglia di scatenarsi.
E proprio questi sono gli ingredienti che regala la serata Razzputin, il giovedi sera dello Zoom Bar di via Panfilo Castaldi che ti invita ad unirti alla sua crew fatta di arte, musica, street culture e urban style.
Questo giovedì le avances di Razz sono molte, diverse e tutte pronte ad incuriosirti: photo expo “Americana” by Kseniya Stasiankova, design expo “Scombinato” by Antonio Colomboni e vintage expo “Boy Soprano”- Vintage Shop.
Moda, sguardi e colori urbani serviti sul dancefloor con il sottofondo di musica e passione dei dj Dave e Donut che a colpi di rock'n roll, electro funk, indie rock e molto altro sono pronti a servirti la loro anarchia sonica senza pregiudizi.
Ad accompagnarli in console “The Bad & The Ugly”, vj della serata Glam Noise.
Dalle 22:30 Razzputin ti aspetta, noi non mancheremo.
ZOOM BAR Via Panfilo Castaldi 26.
Per maggiori info http://razzputincrew.blogspot.it/
Ai piccoli fiori del male amanti della notte, delle serate dissolute, prede di fatali giochi di seduzione e provocazioni, Nerospinto propone una serata capace di evocare l’effetto dell'incantatrice Fée Verte, misterioso elisir fonte di ispirazioni artistiche, espressioni illecite e sfrenata creatività.
Mercoledì 13 Marzo dalle ore 22:30 alle 2:30 AB-SINTH dedicherà il suo nuovo appuntamento all’ insegna dell’arte scritta e parlata. Pagan Poetry si aprirà con la presentazione del libro "Equinozio degli Dei" di Dimitri Donaggio, “Un dramma fra la bestialità e la santità, fra l’istinto e la ragione, fra la sensualità e lo spirito”. A seguire una performance della poetessa e fotografa Anna Mosca, un’ installazione on site parte del nuovo progetto di video poesia e promozione dell'antologia sulla slam poetry.
1° Floor: Psichemusic selection by _Nico, music night all'insegna dell'electrosad.
2° Floor: Presentazione libro e proiezione in loop del progetto poetico di Anna Mosca.
Nel nuovo cafè de l'art, alias il vecchio Zoom, potrete infine sorseggiare il vostro verre d’ absinthe in più vesti:
Absinthe puro (assenzio, acqua, ghiaccio, zucchero)
Absinthe spuro (assenzio,zolletta di zucchero flambè, acqua, ghiaccio)
Absinthe Mohito (menta ,lime, zucchero di canna, rum, assenzio, soda)
Absinthe sucre (zolletta di zucchero imbevuta e flambè)
..e naturalmente tutti gli altri drink.
Mercoledì 13 Marzo ore 22:30 to 2:30..
@ZoOM Bar Via Panfilo Castaldi 26 Milano
Info-contacts 345/2418801
Dimitri Donaggio: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=458728507527702&set;=a.209415585792330.52212.100001716700227&type;=3&theater;-
Anna Mosca: http://annamosca.wordpress.com/about/
AB-SINTH è un momento per comunicare.
AB-SINTH propone musica che non si balla.
AB-SINTH è atipico, antipatico, intelligente.
AB-SINTH parla di arte, ma se ne frega delle mode.
AB-SINTH non raccoglie milioni di confusi, ma confonde pochi eletti.
L'absinthe
Absinthe, je t'adore, certes !
Il me semble, quand je te bois,
Humer l'âme des jeunes bois,
Pendant la belle saison verte !
Ton frais parfum me déconcerte.
Et dans ton opale je vois
Des cieux habités autrefois,
Comme par une porte ouverte.
Qu'importe, ô recours des maudits !
Que tu sois un vain paradis,
Si tu contentes mon envie;
Et si, devant que j'entre au port,
Tu me fais supporter la Vie,
En m'habituant à la Mort.
(Raoul Ponchon ; 1847 - 1937)
Tutti sanno, o comunque dovrebbero, che per la realizzazione di uno scatto concentrarsi sul soggetto è fondamentale. Ma sanno anche che l'importanza dello sfondo non deve essere mai sottovalutata. Nonostante la rilevanza cruciale del soggetto infatti, la resa finale deve il suo successo anche al background circostante. Ma cosa succederebbe se a mancare fosse proprio quello che si pensa essere l’indispensabile, ovvero il soggetto?E’ proprio in questi termini che si sviluppa la speculazione e l’interessante ricerca di Michael Somoroff.
Figlio dell’eminente fotografo commerciale Ben Somoroff, nasce a New York City nel 1957 dove studia arte e fotografia alla New School for Social Research. Come studente del leggendario art director Alexey Brodovitch, si avvicina alla sua nuova filosofia rivoluzionaria che oltre a Ben è riuscita ad influenzare un’intera generazione di fotografi, artisti e designer. Queste teorie lo spingono a rendere in fotografia immagini inaspettate che vanno oltre i confini convenzionali e ad approfondire un lungo periodo di sperimentazione e di innovazione dei mezzi. Nel 1980 si trasferisce in Europa dove lavora a Londra, Parigi, Milano e Amburgo diventando un noto fotografo grazie alle sue diverse collaborazioni con alcune riviste autorevoli come Vogue, Harpers Bazaar, Stern e Life. Filosofia esistenziale, religione, teoria dei linguaggi, psicologia e decostruzione postmoderna rimangono ambiti di studio costanti del progetto Somoroff che fanno da sfondo alla sua arte fotografica che mira sempre piú a diventare un’estensione filosofica. Dedicando tutte le sue energie ad una riforma sociale attraverso la promozione dell'arte, inizia a svolgere attività didattiche e collabora regolarmente con aziende e istituzioni culturali di tutte le dimensioni per creare programmi che utilizzino l'arte come modo per migliorare la comunicazione tra le persone e le comunità in cui vivono.
Da quando la fotografia è stata inventata, il suo rapporto con il mondo reale è sempre stato sia sconcertante quanto affascinante. Molto più della pittura, la fotografia ritrae un certo livello di verità. La rivoluzione digitale le ha peró fornito un potenziale senza precedenti ovvero la sua manipolazione dando a Somoroff, , attraverso l'uso di software, la possibilità di togliere ciò che abbiamo sempre creduto essere l'"elemento essenziale": il soggetto del ritratto. Gli sfondi che una volta non erano altro che un frammento secondario, ora diventano la motivazione primaria di una nuova composizione interamente tradotta in qualcosa d’altro. Il tutto partendo dal monumentale e incompiuto lavoro fotografico “volti del tempo” del 1929 di August Sander , il celebre fotografo di Colonia. Progetto di una vita e ipotesi di classificazione sociale- antropologica meticolosa di un’intera società, tassonomia dei mestieri e delle classi, che in realtà non poteva essere all’altezza delle sue ambizioni, fu capace di influenzare il corso della fotografia del Novecento. L’assunto più o meno esplicito di quel progetto era che i volti degli uomini portano una traccia del ruolo che i loro proprietari hanno assunto, o vengono costretti ad assumere, nell’organizzazione della comunità: che i volti siano, se non determinati, almeno influenzati dalla maschera sociale e che l’identità degli individui sia ricoperta dalle connotazioni relazionali delle rispettive professioni.
Il risultato? ‘Absence of Subject.’, un percorso attraverso il XX e il XXI secolo condotto da due maestri della fotografia. Da un lato le immagini di August Sander, che ritraggono gli Uomini del XX secolo e dall’altro le stesse foto rielaborate con tecniche digitali da Michael Somoroff. La grande distanza che separa le rispettive coppie di immagini consiste nella scomparsa delle figure al centro della scena. L’attenzione passa dalle persone al contesto, dall’uomo a ciò che lo circonda, dalla presenza all’assenza. Nulla cambia o forse tutto radicalmente. L’ordine compositivo dei ritratti precedenti viene scardinato e lascia spazio al silenzio immoto di oggetti sparsi e abbandonati a se stessi. Alla Fondazione Stelline oltre che le 40 coppie di fotografie, potrete avere la possibilitá di osservare sei video, realizzati dallo stesso Somoroff a partire dagli scatti “svuotati” di Sander, che offrono allo spettatore una delicata poesia del silenzio costringendolo ad andare oltre il lavoro e a riflettere su di sé.
Grazie a queste operazioni Somoroff dimostra come il maestro tedesco non volesse limitarsi a un semplice ritrattiamo e esalta la potenza persuasiva ed estetica di Sander anche in assenza del soggetto umano. Pur facendo emergere lo sgomento di strade vacue e silenziose , di case vuote, giardini desolati con oggetti immobili, Somoroff pone l’accento sul delinearsi di tratti tipici di quella determinata società nonostante la mancanza dei personaggi riempiendo di senso quel vuoto testimone di qualcosa che c’era.
Presentata alla Biennale di Venezia nel 2011, ‘Absence of Subject’ arriva anche a Milano e Nerospinto vi consiglia di esserci..
August Sander e Michael Somoroff. Absence of subject
Fondazione Stelline corso Magenta 61, Milano
Fino al 7 aprile 2013
Martedì-Domenica dalle 10.00 alle 20.00
Intero 6 euro, ridotto 4,50 euro
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