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I migliori panettoni artigianali di Natale|||

Maestri pasticceri e panificatori, pastry chef, lievitisti: anche quest'anno è iniziata la ricerca (e l'assaggio) dei 21 migliori panettoni artigianali da regalare e mangiare a Natale (ma anche durante il resto dell'anno). Dai panettoni Tradizionali Milanesi a quelli glassati, ripieni, al cioccolato o al pistacchio, ecco le nostre scelte, sempre attente ai prodotti dalla miglior alveolatura e fragranza, per questo Natale che, come ogni anno, profuma di burro, lievito, uvetta e canditi.

P.S. La nostra non è una classifica.

1. Ascolese - San Valentino Torio (Sa)

Panettone Classico Milanese Ascolese

Il panettone tradizionale di Fiorenzo Ascolese, Maestro lievitista, è il Miglior Panettone Artigianale d'Italia. Quest'anno, infatti, ha fatto incetta di premi: primo posto a Re Panettone (Milano) e Mastro Panettone (Bari), secondo a Una Mole di Panettoni (Torino) e terzo a Mister Alberto Awards (Varese). Il suo Panettone Classico Milanese è una sorta di pane dolce lievitato arricchito di canditi e uvette. È ottenuto da un impasto lievitato a base di acqua, farina, burro, uova, al quale si aggiungono frutta candita, scorzette di arancio e cedro in parti uguali, e uvetta. www.panificioascolese.it

2. Giancarlo De Rosa - Borgo Carso (Lt)

Panettone ai tre cioccolati-Giancarlo De Rosa

Ricerca, studio, qualità per il dolce di Natale di Giancarlo De Rosa, Maestro lievitista con un'esperienza trentennale nel settore dell'Arte Bianca. Lunga e lenta lievitazione, puro lievito madre e cinque proposte: il panettone tradizionale Milano o glassato dedicato a chi vuole riassaporare il sapore di una volta, il panettone Haiku profumi d’inverno, dedicato agli amanti del Giappone, il panettone ai tre cioccolati e quello gianduia e cioccolato, dedicati a chi proprio non può fare a meno del cioccolato, il panettone mele noci e zenzero dal sapore autunnale, con frutti di bosco e cioccolato bianco per i più golosi che hanno voglia di sperimentare, quello al pistacchio, per i palati più esigenti e infine, al limoncello, per chi ricerca sapori estivi e freschi. www.giancarloderosa.com

3. Panettone al Bitter Fusetti

Fusetti è il bitter creato nel 2020 da Flavio Angiolillo e dai fratelli Mattia e Luca Vita (Fundeghera 1939). In collaborazione con “Cinquanta Spirito Italiano” (cocktail bar di Alfonso Califano e Natale Palmieri), il panettone al Bitter Fusetti rende il periodo delle feste ancora più rosso.

Panettone al Bitter Fusetti

Un impasto soffice, che si arricchisce con il gusto sorprendente del Bitter Fusetti, oltre al pompelmo rosa siciliano candito, caffè macinato fresco, vaniglia del Madagascar. Non contiene nessun grasso vegetale idrogenato, aromi chimici, né alcun tipo di conservante. Il panettone artigianale al Bitter Fusetti è realizzato a regola d’arte da Livio Dolgetta, il Pastry Chef della pasticceria Maison Dolgetta (medaglia di bronzo al campionato mondiale della FIPGC) con una lavorazione di 36 ore e lievito madre vivo. Lo trovate presso i locali del gruppo Farmily (Mag La Pusterla, Mag Navigli, Iter, 1930 Cocktail Bar, Backdoor 43) nelle versioni Cinquanta e 1 Kg. farmilygroup.com

4. Matteo Cunsolo - Parabiago (Mi)

Un panettone solidale per Matteo Cunsolo, panificatore de La Panetteria di Parabiago (Milano), presidente dell’Associazione Panificatori Confcommercio di Milano e Province e presidente Richemont Club Italia. Metà del ricavato delle vendite del suo panettone ai 4 cioccolati, infatti, andrà alla cooperativa La Ruota di Parabiago, impegnata nell’assistenza delle persone più fragili, come minori in difficoltà, disabili, prima infanzia.

Panettone solidale 4 cioccolati-Matteo Cunsolo

Fondente, bianco, al latte e ruby, dai sentori fruttati: ogni tipologia di cioccolato corrisponde ad una caratteristica specifica e particolare delle persone che prestano servizio e usufruiscono delle attività della cooperativa. Cioccolato al latte come l’infanzia che ciascuno di noi porta nel cuore e di cui non dobbiamo mai perdere la memoria; cioccolato rosa come la dolcezza degli organizzatori; cioccolato fondente come la determinazione dei volontari; cioccolato bianco come la purezza delle persone con fragilità. www.la-panetteria.it

5. Bonfissuto - Canicattì (Ag)

Giulio e Vincenzo Bonfissuto della pasticceria omonima propongono l'immancabile panettone dedicato all'Arte: quest'anno il packaging del Panettone Street Art “Le tre Grazie” è realizzato dallo Street Artist Mart Signed, artista impegnato nella lotta ambientale e nella politica internazionale.

Panettone Street Art-Bonfissuto

Le Tre Grazie rappresentano le figlie del dio Zeus e della ninfa Eurinome: Aglaia (splendente), Eufrosine (gioia e letizia) e Talia (portatrice di fiori). Erano considerate le dee della gioia, del fascino e della bellezza, che dispensavano, nelle grandi occasioni, felicità e amicizia tra dei e mortali. L’opera, una tecnica mista con spray, stencil e vernice su carta telata, avvolge un dolce da forno a lievitazione naturale con un impasto al gianduia, gocce di cioccolato fondente e crema allo zabaione e marsala. Accanto a questa proposta, inoltre, è disponibile il Panettone all'olio d'oliva, a base di olio extravergine di oliva delle terre siciliane e limoni di Sicilia, privo di lattosio.

Panettone Bonfissuto per il Papa

Per questo Natale, inoltre, Bonfissuto ha pensato di compiere un gesto solidale realizzando un panettone da 5 kg che è stato consegnato al Papa con il significato di “primo panettone per la pace”. Un dono che propone un importante messaggio positivo di pace e solidarietà e che vuole fare del bene al prossimo. Bonfissuto ha proposto, infatti, di donare questo panettone alle famiglie che si trovano in difficoltà. Il panettone è classico e ricoperto di pasta di zucchero come decorazione. I soggetti sono due soldati, uno russo e uno ucraino, che richiamano il suo significato più profondo di celebrazione della pace e dello spirito di unione nel contesto attuale. www.bonfissuto.com

6. Pistì - Bronte (Ct)

Panettone ciliegia e pistacchio-Pistì

Siamo a Bronte, ai piedi dell'Etna nel regno del Pistacchio DOP. Nino Marino e Vincenzo Longhitano sono un punto di riferimento per il territorio di Bronte e quest'anno propongono cinque varianti: Panettone con ciliegia candita, glassa al cioccolato e guarnizione di pistacchi Siciliani, il Panettone con Ciliegia Candita e scaglie "Cioccolato di Modica IGP” ricoperto di scaglie di "Cioccolato di Modica IGP”, il Panettone ai ai 3 cioccolati farcito da gustose gocce di Cioccolato Extra Fondente, Cioccolato al Latte e Cioccolato Bianco ricoperto da finissimo Cioccolato Bianco e guarnito da sfere di Cioccolato, il Panettone con fragola candita ricoperto da Cioccolato Extra Fondente 70% e da Pistacchi di Sicilia interi, ed il Panettone farcito di crema al Mandarino di Ciaculli ricoperto di Cioccolato Bianco. www.pisti.it

7. Peck - Milano

Panettone Peck SpecialEdition-Marron Glace e Cioccolato

Caratteristiche tipiche del Panettone Peck sono la morbidezza, la lievitazione di 72 ore e l’attenta selezione di materie prime. Così, per raccontare questo Natale, il Pastry Chef di Peck Galileo Reposo propone un panettone gustoso, elegante ma soprattutto buono: una Special Edition con marron glacé e cioccolato accompagnato da una crema ai marroni e whisky e da una spatola ad hoc per applicarla. Un’inedita versione del dolce di Natale realizzata in soli 200 pezzi, che unisce alcuni tra i classici sapori delle feste. La nuova Special Edition va ad arricchire le altre 5 varianti, proposte da Peck: Gusto Classico, per i puristi della tradizione; Pere e Cioccolato, per chi cerca il connubio perfetto; Arancia, Ananas e Zenzero, per dare un tocco esotico al Natale; Pistacchio, Caffè e Cioccolato Bianco, per i più golosi. www.peck.it

8. Roberto Rinaldini ed Enrico Bartolini
Il dolce stellato diventa panettone: “PanVita” è il panettone di Natale firmato da Roberto Rinaldini ed Enrico Bartolini, ispirato al celebre signature dessert di quest'ultimo, grande protagonista del suo ristorante al MUDEC di Milano (tre Stelle Michelin). Il dolce-firma di chef Bartolini (sette ristoranti, nove stelle Michelin) è un insieme calibrato e sapiente di ingredienti, sapori e sfumature al palato che si trasla, nelle mani di Roberto Rinaldini, pluricampione del mondo di pasticceria, in “PanVita”.
 
PanVita-Roberto Rinaldini ed Enrico Bartolini
 
Il dolce è composto da panettone al profumo di arancia e fiori di sambuco con cubetti di pistacchio e scorze di arance candite, accompagnato da una salsa delicata in vasetto di zabaione al Marsala. Una farcitura da apporre al momento della degustazione sulla fetta, per un gusto pieno e vellutato, creando un'esperienza di gusto sontuosa ed equilibrata, sorprendente e inattesa: trionfo di sapori, sofficità e aromi delicati. www.rinaldinipastry.com
9. Pasticceria La Primula di Mattia Premoli - Treviglio (Bg)

Da alcuni anni il nome Mattia Premoli è diventato un riferimento nel panorama internazionale dei grandi lievitati. Terzo classificato ad Artisti Del Panettone 2021, medaglia d’oro FIPGC come Miglior Panettone del Mondo 2021 e finalista al Panettone World Championship 2021, il giovane pasticcere ha ideato la linea MADRE: una firma di autenticità e qualità che include non solo la linea di panettoni artigianali, ma anche i Best Sellers come il Pancettone (panettone salato da aperitivo), il Vavà (babà al rhum in vasocottura) ed i Cantucci.

Panettone Madre di Mattia Premoli

Nella proposta di panettoni dolci di quest’anno si potranno gustare il panettone Tradizionale, Cioccolato Ruby con Amarene e Bacche di Goji, Cioccolato e Olive Taggiasche candite, Pesca e Albicocca e le due novità: Pistacchio e Limone IGP della Costa d'Amalfi e Fragoline e Pepe Sichuan, nate dalla ricerca delle migliori materie prime, secondo la filosofia di Mattia che predilige un panettone mai sovraccarico, ma sempre equilibrato. Niente glasse e grasse creme, ma tocchi di sapore e aromi che si schiudono nel momento in cui si tiene tra le mani una fetta del suo Panettone. www.laprimula.biz

10. Pasticceria Moschella - Cornaredo (Mi)

Panettone COQUADAR-Moschella
Un impasto morbidissimo, scioglievole, dagli aromi inconfondibili: è il tocco di Nicolò Moschella che utilizza lievito naturale e miele d’acacia per ottenere freschezza e profumo, insieme a un burro di centrifuga a bassa concentrazione di acqua per un gusto più deciso e la morbidezza tipica dei suoi lievitati. Accanto ai grandi classici come la Veneziana, il panettone alla Milanese ed il PanMoschella, quest’anno troviamo: CoQuadar, panettone fuori dagli schemi per la sua forma quadrata, con amarene candite e pepite di cioccolato fondente. Poi il Panettone con Pere Williams IGP dell’Emilia-Romagna e Cioccolato.

Panettone GIANDUIA VASO-Moschella

E ancora il Panettone con dolci cubotti di Melannurca Campana IGP profumato alla cannella. Da segnalare anche il panettone in vasocottura, in cui l’impasto viene fatto lievitare e successivamente cuocere in vaso. La conservazione sottovuoto ne trattiene sapori e fragranze. C’è il Panettone in Vaso Classico, alle Albicocche di Costigliola, al Gianduia, poi ancora con Melannurca e Cannella e Pere Williams e Cioccolato. moschella.shop

11. Olivieri 1882 - Arzignano (Vi)

Pandoro Grappa Nardini-Olivieri 1882

Miglior Panettone Artigianale d’Italia per Gambero Rosso, 3 Pani sulla Guida Pane e Panettieri d'Italia di Gambero Rosso dal 2019 al 2023, 3 Chicchi e 3 Tazzine sulla Guida Bar d'Italia di Gambero Rosso dal 2018 al 2021 sono solo alcuni dei premi vinti da Olivieri 1882, pasticceria e bakery contemporanea dal successo e dal talento esplosivi. Dopo aver celebrato il traguardo dei 140 anni, la pluripremiata pasticceria del titolare e Pastry Chef Nicola Olivieri ora arriva con i suoi lievitati all’interno de La Rinascente Milano e del Fondaco dei Tedeschi a Venezia.

Panettone Cioccolato bianco, olive candite e rosmarino-Olivieri 1882

Novità di quest'anno sono i tre pandori del 2022: Classico, al Cioccolato o alla Grappa Nardini, accanto ai panettoni best seller Classico, Ai tre Cioccolati, Albicocca e Caramello Salato. Chi desidera spaziare tra gusti più creativi, può invece assaggiare i panettoni Pere e cioccolato fondente, Gianduja, Cioccolato bianco e frutti di bosco, Caffè e Cioccolato, Pesca amaretto e cioccolato fondente, Amarena limone e pistacchi, Zucca e cioccolato fondente, Mela uvetta e cannella, Rum e cioccolato fondente, Classico alla Grappa Nardini, Superclassico con ricetta antica e la special edition Nicola Olivieri x Lorenzo Cogo - Cioccolato bianco, olive candite e rosmarino. www.olivieri1882.com

12. Di Stefano - Raffadali (Ag)

 

Panettone Di Stefano-UVA PASSA DI PANTELLERIAI fratelli Settimio, Benvenuto ed Enzo, hanno scelto di dare valore alle loro radici esaltandole nei sapori della tradizione. Quest’anno ci portano a Pantelleria, l'isola che ha ispirato il nuovo gusto del Natale 2022, con il panettone all’Uva passa Zibibbo di Pantelleria: vellutata e fragrante al palato, questa particolare tipologia d’uva, avvolta dal soffice impasto esprime la sua naturale dolcezza e la sua distinta nota croccante dei semi all’interno. Anche il suo pack riprende nella forma l’idea della busta del pane chiusa a mano con un cordoncino e per i colori si rifà a quello dell’ingrediente principale del panettone, in questo caso, al rosso mattone dell’uva passa di Pantelleria.

Di Stefano-Latta Sdrina

Vincitori del premio One More Pack 2022 per il packaging del panettone, quest'anno è l'artista Sandra Virlinzi, in arte Sdrina, ad interpretare la Sicilia: è sua la latta da collezione che riprende l’idea dello sketchbook, del diario degli appunti dell’artista che girando per la città annota suggestioni a mo’ d’immagini. I colori rimandano alla contemporaneità rock del mondo del tattoo, delle strisce dei cartoon, del disegno come schizzo e contrastano fortemente l’opulenza dei carretti dei pack Di Stefano. Un linguaggio ironico, quello del fumetto, con personaggi semiseri e di chiaro rimando alla Sicilia: San limone e gli altri creati ad hoc per questa speciale capsule collection limited edition. distefanodolciaria.it

13. Pasticceria Martesana - Milano

Panettone Frutti rossi-Pasticceria Martesana

Immancabili ad ogni Natale i panettoni dei Maestri Vincenzo Santoro e Domenico Di Clemente, vincitori del 1° posto ai Mondiali World Chocolate 2013, Medaglia d’oro Artisti del Panettone 2020 e Tre Torte Gambero Rosso 2021. Le proposte di Pasticceria Martesana di quest'anno rispecchiano fedelmente i valori della Bottega Storica milanese: artigianalità, tradizione e buongusto italiano. Tra le novità ci sono il Panettone Cioccolato Amedei, il Panettone Cioccolato Bianco e Frutti Rossi ed il Duetto che mette assieme bollicine e Panettone Tradizionale.

Panetùn De L'Enzo-Pasticceria Martesana

Questi si affiancano ai grandi classici quali il Panettone Tradizionale, la ricetta più celebre di Pasticceria Martesana, rifinita con l’iconico taglio a croce, ed il Panetùn De L’Enzo, nato dal desiderio del Maestro Santoro di far sposare due icone della pasticceria europea, il Panettone Milanese e la Torta Sacher austriaca, con una densa glassa al cioccolato fondente che ricopre una farcitura di albicocche in confettura e semi-candite per far esplodere il gusto in bocca. Bellissimo, inoltre, il progetto di sostenibilità ambientale con le cappelliere in materiale riciclato: chiunque acquisti un panettone in cappelliera avrà un vantaggio esclusivo sull’acquisto di un secondo panettone presentando la cappelliera vuota. www.martesanamilano.com

14. Acetaia Giusti - Modena

Panettone Acetaia Giusti

La più antica acetaia del mondo propone il Panettone con Aceto Balsamico di Modena IGP, un lievitato realizzato nel rispetto della tradizionale arte pasticcera milanese, ma con l’aggiunta del prodotto principe della tradizione modenese. Il protagonista principale della ricetta è l’Aceto Balsamico di Modena IGP Giusti 3 Medaglie d’Oro aggiunto nell’impasto e utilizzato per la macerazione delle uvette, che ne risultano piacevolmente aromatizzate e profumate. L’Oro Nero di Modena aggiunge inoltre la sua piacevole nota agrodolce anche sotto forma di crema di farcitura che si abbina con grande equilibrio alla fragrante morbidezza del lievitato. L’impasto è realizzato con una lievitazione di 36 ore e l’uso di un lievito madre ultracentenario, mantenuto in vita e tramandato da generazioni di maestri panificatori. giusti.it

15. Pasticceria D'Antoni - Roma

Panettone Classico mandorlato D'Antoni

Punto di riferimento capitolino dell’arte bianca d’eccellenza, D'Antoni celebra il Natale con il Panettone prodotto con solo lievito madre del giovane Pastry Chef Andrea D’Antoni, declinato nelle versioni Classico Mandorlato, al Pistacchio, al Cioccolato con un impasto al Pistoles di Otello Barry Callebaut del fondatore della pasticceria Otello D’Antoni, "Pop" con noci pecan e albicocche candite glassato al cioccolato bianco e cocco rapè, "Nel senso" con impasto alla fragola Valrhona arricchito con pepite di Caramelia Valrhonaglassa Inspiration passion fruit Valrhona e granella crispy lampone, Passito e Veneziana. www.pasticceriadantoni.it

16. Andrea Slitti - Monsummano Terme (Pt)

Panettone al cioccolato Slitti

La proposta per il Natale 2022 del Maitre Chocolatier Andrea Slitti, tra i più importanti e riconosciuti cioccolatieri artigianali al mondo, realizzata direttamente nella Fabbrica di Cioccolato di Monsummano Terme, una delle eccellenze della cosiddetta “Chocolate Valley Toscana”, è il Panettone Artigianale ai Tre Cioccolati. Protagonisti del panettone sono il cioccolato LatteNero (premiato con più di 20 riconoscimenti ottenuti da oltre 20 anni), il cioccolato fondente 64% e la massa di cacao 100%. L’impasto, inoltre, prevede l’utilizzo di un lievito madre che da oltre 70 anni viene mantenuto in vita dalla famiglia Slitti ed è aromatizzato con pasta del profumatissimo mandarino Ciaculli. slitti.it

17. Pasticceria Chocolat - Ferrara

Panettone Chocolat

Per questo Natale la Pasticceria Chocolat di Cristiano Pirani, pasticcere con una lunga serie di esperienze e importanti riconoscimenti alle spalle, propone una vasta gamma di lievitati artigianali a lunga lievitazione (oltre 40 ore) preparati esclusivamente con Lievito Madre, burro e uova da allevamento a terra. Primo tra tutti il panettone Classico, con arancia candita artigianale ed uvette selezionate, una glassa leggera e croccante con sentori di mandorla e nocciola; il panettone ai tre Cioccolati, con cioccolato fondente al 64%, cioccolato al latte al 35% e cioccolato bianco e una glassa croccante alla nocciola con nocciole IGP del Piemonte; il panettone Alcolico con Bombardino, con gocce di cioccolato bianco caramellato che accompagnano l'inzuppatura di liquore allo zabow; il panettone con farcitura di albicocche, caramello e rum. chocolat-ferrara.it

18. Vincenzo Pennestrì - Reggio Calabria

La Cremeria Sottozero di Vincenzo Pennestrì presenta la nuova linea di lieviati per le feste. Il Panettone Tradizionale, con cubetti di arancia candita, uvetta cilena, vaniglia del Madagascar e pasta di mandarino; il panettone al Cioccolato, con marmellata di arance calabresi; il Tre Cioccolati, accompagnato da una crema spalmabile alle nocciole; il panettone al Pistacchio con la sua crema; ai Frutti di bosco semi canditi e ricoperto di cioccolato ai lamponi, servito con confettura di more, lamponi e mirtilli; infine, il panettone alle Albicocche semi candite e ricoperto di glassa alle mandorle, con la sua marmellata.

Panettone Pennestrì

Ma la Special edition di questo Natale è un vero proprio omaggio alla Calabria con il panettone alla Liquirizia, canditi al bergamotto, fichi secchi e ricoperto di cioccolato alla liquirizia. Altra punta di diamante dell’offerta Pennestrì è rappresentata dai panettoni ripieni di gelato, tra cui il Giada con gelato alla nocciola reale delle Langhe, l'Americano con gelato al caramello di burro salato, il Reggino con gelato alla crema reggina e bagna al rum o il Sicilia con il suo gelato di ricotta e pistacchio. sottozeropennestri.it

19. Ciacco - Parma

images/Ciacco - Panettone Amaro

Tornano i Panettoni del chimico-gelatiere Stefano Guizzetti, patron di Ciacco, che anche quest'anno pensa ad abbinamenti e sapori che possano stupire, inaspettati rispetto ai lievitati delle feste più comuni. Protagonista di questo Natale è il panettone “Amaro” che unisce l’amaro di un infuso fatto con genziana, rabarbaro e china ad un impasto morbido e profumato. A dare croccantezza e dolcezza, i mirtilli rossi e neri semicanditi nei laboratori di Ciaccom con una punta aspra di pompelmo candito.

Ciacco - Panettone Langhe

Tra le varianti disponibili, anche i panettoni "Langhe", con confettura di mele da una varietà antica, pasta di nocciola di Cravanzana, cubotti di gianduia, fondente Costa d’Avorio Marco Colzani e nocciole), Lamponi e Pistacchio, Tradizionale Milano e Albicocche e Cioccolato. www.ciaccolab.it

20. Pasticceria Gelsomina - Milano

Gelsomina - Panettone pistacchio

Gelsomina è pronta a portare sulle tavole di tutti i milanesi tre golosissimi panettoni artigianali: il Panettone Classico, impreziosito dalla migliore qualità di uvetta australiana premium 6 corone e scorze di arancia siciliana e limone di Sorrento preparati con un lento e naturale processo di canditura; c’è il Panettone Pistacchio farcito con cremino al pistacchio e limoni, glassato al pistacchio e ricoperto da una croccante granella di pistacchi di Bronte e il panettone al Cioccolato fondente extra bitter 61% Valrhona e marron glacé, farcito con pezzi di cioccolato fondente e marron glacé, ricoperto con glassa di cioccolato fondente e pezzetti di cioccolato. pasticceriagelsomina.it

21. CBM Italia Onlus - Milano

Panettone e Pandoro Vergani-CBM Italia Onlus

Chiudiamo con la solidarietà: il Natale, infatti, può diventare ancora più speciale con i regali solidali di CBM Italia Onlus, organizzazione umanitaria impegnata nella prevenzione e cura della cecità e della disabilità evitabile e nell’inclusione delle persone con disabilità nei Paesi del Sud del mondo e in Italia. I doni solidali sostengono la campagnaFuori dall’ombra, per il diritto di vedere ed essere visti che garantisce cure oculistiche a oltre 1 milione di persone ogni anno. Tra le varie proposte, immancabili sono i dolci artigianali Vergani per CBM: il Panettone, soffice e ricco di uvetta e canditi, e il Pandoro. Il catalogo completo dei regali solidali di CBM Italia è disponibile su: www.cbmitalia.org/regali-solidali

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CBM Italia Onlus propone tante idee regalo per la festa degli innamorati, con un unico gesto d'amore per un San Valentino solidale volto a salvare dalla cecità migliaia di persone in Uganda. 

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Ruben è il nome del ristorante solidale nato a Milano da un’idea della Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus.

La gente continua a morire per mano della setta del killer più persuasivo degli Stati Uniti.

Muore per caso, perché si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, muore per un disegno preciso come i coniugi fondatori della setta usurpata da Carroll, muore perché tra la redenzione o il carcere sceglie di immolarsi ancora per l’idea del mondo che il proprio mentore gli ha instillato.

Joe invece è vivo e più determinato che mai. In un video inviato ad una emittente nazionale il serial killer più famoso del momento parla addirittura di restaurazione, di una nuova era di paura e sconforto, di morte e uccisioni, di stragi e di vittime da sacrificare perché nessuno deve e può sentirsi al sicuro. Hardy è messo con le spalle al muro. La caccia spietata al suo alter ego negativo lo fa girare in tondo inutilmente, facendolo passare dall’ex professore e guida di Carroll all’università, alla sua adepta con contatti nell’FBI, dagli esecutori dell’ultima strage in libreria alle tracce di lasciate dal killer nei suoi luoghi di passaggio, ma niente. Joe Carroll è imprendibile.

E soprattutto sembra davvero immortale.

Furbo, spietato, manipolatore di menti e di personalità, dissimulatore professionista Joe si infiltra nelle vite degli altri e le fagocita. Entra come un povero rifugiato e derelitto con Emma e Mandy nella setta segreta e nascosta dei coniugi visionari e mistici e finisce con l’uccidere entrambi e prendere il comando dell’intero gruppo che lo investe come nuovo sacerdote e guida spirituale e lo loda come nuovo dio. Sia lode perciò a Joe Carroll che restaurerà il clima di terrore e morte con nuove forze e con nuovi adepti e farà in modo che nessuno si senta più al sicuro.

Intanto, mentre Hardy brancola nel buio e prosegue nella sua caccia infruttuosa gli agenti dell’FBI e i suoi ex collaboratori hanno un asso nella manica che sconvolgerà tanto le azioni future di Ryan che quelle del serial killer.

Claire è viva! L’ex moglie di Joe Carroll ferita a morte sotto gli occhi del suo amante Hardy in realtà è stata salvata in ospedale e posta nel programma di protezione dell’FBI.

Con il suo rientro nella serie si capovolgerà tutto di nuovo e tra i due protagonisti sarà guerra all’ultimo sangue. Le vittime si moltiplicheranno e il duello sarà più feroce che mai.

 

 

 

 

Ultimi due episodi della prima serie di The Following, il prodotto televisivo americano più originale degli ultimi anni.

Il successo poggia su vari fattori che vanno dalla credibilità e bravura dei protagonisti, Bacon e Purefoy, alla singolarità del soggetto, alla costruzione delle puntate che rendono la serie un poliziesco senza esserlo realmente.

 

Gli ultimi due episodi hanno basato quasi tutto sulla resa dei conti tra il serial killer Carroll e l’agente dell’FBI Hardy. Uno speculare all’altro, entrambi innamorati della stessa donna, tutti e due alla fine dei perdenti.

Gli spettatori così apprendono che l’antagonismo tra i due protagonisti della serie è stato creato ad arte dagli sceneggiatori, è finalizzato solo allo spiegamento degli eventi, all’azione cinematografica.

Carroll e Hardy in realtà non possono essere nemici veramente, né combattersi fino in fondo perché sono troppo simili e perché le loro vite, che si chiamano destini, hanno già scelto per loro nel momento stesso in cui si incontrano.

E così il serial killer si sgola con minacce e violenze per far confessare a Hardy e alla sua ex moglie Claire quando è stato il momento in cui i due si sono innamorati, e lo hanno colpito alle spalle; quando la bella moglie ha scoperto che lui era il serial killer più violento e ricercato d’America.

Claire ovviamente non lo sa. Come non sa perché e come si è innamorata dell’agente speciale Ryan Hardy. È così che doveva andare, punto.

 

Torna prepotente, allora, il vero senso e significato della serie: le miserie dell’uomo.

La volontà di emergere e sovrastare sugli altri. La ricerca vana e insulsa della felicità e dell’amore.

Senza questi sentimenti ancestrali e primordiali i follower di Carroll non potrebbero esistere.

Dare un senso all’esistenza umana diventa il “progetto” primario dei following, l’amore è morte, la morte è vita, la vita va sacrificata per il bene comune e per la rinascita.

E se questo significa far parte del libro capolavoro di Joe Carroll va bene lo stesso.

I seguaci della setta vogliono avere uno scopo ultimo. Partecipando alla stesura del libro e conquistando il mondo con il loro personale sacrificio. In mezzo a tutto questo c’è la morte di innocenti, la strage di intere comunità, la propria redenzione attraverso lo spargimento di sangue di altri, le violenze e gli omicidi a catena.

 

Un'insensata e inutile scia di morte che alla fine fa rinsavire anche il più vicino dei seguaci di Carroll. Jacob, socio della più temibile e sanguinaria dei follower, Emma.

Il ragazzo non vuole morire, non vuole sacrificarsi per contribuire alla stesura del libro di Carroll e dopo tante morti e sacrifici umani vuole lasciare la setta e vivere la sua vita da uomo libero anche se comunque da assassino. Emma così uccide anche lui. Nessuno può lasciare la setta e naturalmente nessuno può lasciare Carroll e la stesura del suo capolavoro.

Tutto inutile, perché Carroll muore. O almeno così viene detto agli spettatori. E ovviamente a ucciderlo è Ryan Hardy che salva anche Claire nell’inutile e vana speranza di poter vivere finalmente una normale vita insieme. Carroll però non è mai stato l’unico né il solo nemico.

La setta è fatta da follower, da seguaci, da tante altre mani pronte ad agire e uccidere.

Il nemico è alla porta accanto, si nasconde nella vicina di casa di Ryan, la premurosa amica di letto dell’agente dell’FBI, reclutata da Joe anni prima e pronta a “completare” il libro per lui.

Claire soccombe sotto gli occhi atterriti di Ryan che colpito a morte può fare poco.

L’ultimo fotogramma della prima serie ci consegna la vittoria di Joe Carroll.

Ma è solo finzione.

 

Sempre più appassionante la serie The Following in onda in Italia in contemporanea con gli Stati Uniti. Molti i punti di forza che tengono alto l’interesse e il coinvolgimento degli spettatori, dalla straordinaria bravura degli attori protagonisti, Bacon e Purefoy, alla scelta delle location e delle singole storie da raccontare in ogni episodio.

In realtà la serie è scritta in evoluzione, gli eventi e le narrazione seguono quanto già detto e fatto vedere, come se ci si trovasse ogni settimana a leggere un capitolo nuovo del medesimo romanzo, solo che, a ogni nuovo episodio, lo spettatore scopre avvenimenti e persone nuove che contribuiscono al senso della storia ma soprattutto ne diventano determinanti (come la sorella dell’agente Ryan Hardy, apparsa solo negli ultimi due episodi e immediatamente diventata fondamentale per rivelare agli spettatori qualcosa in più sul protagonista della serie e sulla sua vita privata).

The Following, infatti, segue l’indovinata scelta registica della costruzione in flash back, dove la tensione e la suspense di quello che viene narrato al momento, comprese le scene di azione e di violenza, hanno sempre un fondamento e una ragione nella vita passata dei protagonisti e dei personaggi della serie.

Gli ultimi quattro episodi sono stati fondamentali, perciò, per conoscere la vita dei protagonisti prima del loro incontro, il legame che li unisce e l’occasione in cui l’agente Hardy e il serial killer Carroll si sono guardati in faccia la prima volta.

Altrettanto importante è stato conoscere la vita e gli incontri degli altri personaggi della serie, ovvero i following, i seguaci del serial killer che continuano a operare in un clima di violenza e terrore pur con il loro leader in carcere, proprio come se fossero estensioni fisiche e mentali del killer. Quello che viene mostrato allo spettatore è un gruppo di persone che prima di diventare membri della setta criminale di Joe Carroll avevano comunque una vita, dei legami familiari e un lavoro. Gente normale, comune e anonima, proprio per questo più facile da plasmare e più propensa a divenire parte di un progetto o di un gruppo. L’intelligenza del serial killer è tutta qui: scegliere da chi farsi seguire e obbedire. La prima e più pericolosa tra i seguaci di Carroll non a caso è Emma, Ragazza anonima e timida, con una madre opprimente e molto sicura di sé che non le risparmia umiliazioni e frecciatine ironiche e mortificanti. Quando Carroll incontra Emma, egli comprende subito che la ragazza ha le potenzialità per diventare la sua maggiore sostenitrice nel progetto criminale, la sua follow più importante, praticamente il suo “braccio destro”.

La incanta, la plagia, le insegna. E quando l’agente speciale Hardy cattura il serial killer, Carroll ha già il suo gruppo di seguaci, può contare su Emma e gli altri complici.

E infatti sono loro a coordinare tutti gli altri following e a perpetrare crimini e violenze.

The Following è scritto e diretto con grande maestria, e niente è lasciato al caso. E così risulta indovinata anche la scelta di presentare agli spettatori italiani sempre due nuovi episodi, uno in lingua italiana e uno in lingua originale con i sottotitoli. Una formula moderna e vincente che fa appassionare ancora di più alla serie e che permette di ascoltare la vera voce degli attori protagonisti, registrata in presa diretta nel momento in cui sono state girate le scene. Una vera chicca per intenditori.

 

Avere l’opportunità di visitare un grande museo seduti comodamente sul divano, magari sorseggiando una bibita fresca, piacerebbe a tutti, anche a chi di arte non capisce molto o non è molto interessato. Questa è una delle possibilità che la rete offre grazie alla Galleria dell’arte perduta, ed è il caso di prenderla al volo visto che si tratta di un esperimento temporaneo.

La Galleria dell'arte perduta (Gallery of Lost Art) è una mostra on line temporanea che racconta le storie di opere d'arte che sono scomparse, sono andate distrutte, rubate, rifiutate dai committenti, respinte dai musei, cancellate, che sono state realizzate con materiali degradabili e quindi effimere: alcuni dei più importanti esempi di arte degli ultimi 100 anni non hanno avuto una lunga vita, ora è possibile ammirarli, conoscerli e studiarli sul web.

Questa galleria virtuale, visibile per un anno sul sito galleryoflostart.com, esplora alcune delle straordinarie e inconsuete circostanze che si nascondono dietro la scomparsa dei maggiori capolavori. Archivi di immagini, film, interviste, blog e saggi sono a disposizione del visitatore per esaminare e capire le opere di oltre 40  artisti del XX secolo.

Il sito è stato realizzato in formato digitale dagli studio ISO e prodotto dalla Tate Gallery in  collaborazione con Channel 4 e con il supporto dell'AHRC, The Arts and Humanities Research Council. La curatrice Jennifer Mundy afferma che la storia dell'arte tende ad essere la storia di ciò che è sopravvissuto; solitamente musei raccontano storie partendo dagli oggetti delle loro collezioni, ma questa esibizione si focalizza sul significato delle opere, sul loro valore per la storia dell'arte mondiale.

Sono dieci le sezioni in cui è diviso il museo virtuale: arte attaccata, distrutta, scaricata, effimera, cancellata, perduta, respinta, rubata, fugace, non realizzata. Per ognuna sono stati selezionati degli autori la cui opera viene sezionata, commentata, analizzata e studiata; viene data la possibilità di capire il motivo che ha spinto l’autore a muoversi su un terreno tanto fragile, a spingersi a indagare in un campo tanto difficile da capire. L’arte contemporanea ha questa componente che non tutti capiscono: è arte concettuale. Può essere povera, semplice, ma nasce sempre da un’esigenza di raccontare, spiegare, esemplificare un qualche messaggio o tema che  all'autore sta a cuore. Tra gli artisti presi in considerazione ci sono alcuni dei più importanti nomi dell’arte mondiale: Bacon, Braque, Christo e Jeanne-Cloude, Otto Dix, Frida Kahlo, Mirò, Henry Moore, Schiele, e molti altri.

Si tratta di un modo nuovo e sorprendente per conoscere l’arte e la sua storia, per comprendere meglio le motivazioni che hanno mosso gli artisti nel loro lavoro, per capire il perché di certe scelte stilistiche, formali, di contenuti e di materiali. Le schede tecniche, le descrizioni accurate, la narrazione della storia delle opere ci permette di conoscere a fondo alcuni degli aspetti dell’arte perduta, di quelle opere che non possiamo vedere nei musei ma che hanno fatto comunque la storia della storia dell’arte.

 

A noi di Nerospinto la Galleria dell’arte perduta piace perché è un progetto originale, stimolante e decisamente moderno. È un’idea nuova che speriamo possa essere presa in considerazione anche da altri musei nel mondo, magari per mostrare tutte quelle opere che continuano a giacere nella polvere di bui magazzini e non vengono esposte alla visione del grande pubblico.

 

 

Avere l’opportunità di visitare un grande museo seduti comodamente sul divano, magari sorseggiando una bibita fresca, piacerebbe a tutti, anche a chi di arte non capisce molto o non è molto interessato. Questa è una delle possibilità che la rete offre grazie alla Galleria dell’arte perduta, ed è il caso di prenderla al volo visto che si tratta di un esperimento temporaneo.

 

La Galleria dell'arte perduta è una mostra on line temporanea che racconta le storie di opere d'arte che sono scomparse, sono andate distrutte, rubate, rifiutate dai committenti, respinte dai musei, cancellate, che sono state realizzate con materiali degradabili e quindi effimere: alcuni dei più importanti esempi di arte degli ultimi 100 anni non hanno avuto una lunga vita, ora è possibile ammirarli, conoscerli e studiarli sul web.

Questa galleria virtuale, visibile per un anno sul sito galleryflostart.com, esplora alcune delle straordinarie e inconsuete circostanze che si nascondono dietro la scomparsa dei maggiori capolavori. Archivi di immagini, film, interviste, blog e saggi sono a disposizione del visitatore per esaminare e capire le opere di oltre 40  artisti del XX secolo.

Il sito è stato realizzato in formato digitale dagli studio ISO e prodotto dalla Tate Gallery in  collaborazione con Channel 4 e con il supporto dell'AHRC, The Arts and Humanities Research Council. La curatrice Jennifer Mundy afferma che la storia dell'arte tende ad essere la storia di ciò che è sopravvissuto; solitamente musei raccontano storie partendo dagli oggetti delle loro collezioni, ma questa esibizione si focalizza sul significato delle opere, sul loro valore per la storia dell'arte mondiale.

 

Sono dieci le sezioni in cui è diviso il museo virtuale: arte attaccata, distrutta, scaricata, effimera, cancellata, perduta, respinta, rubata, fugace, non realizzata.

Per ogni sezione sono stati selezionati degli autori la cui opera viene sezionata, commentata, analizzata e studiata. Viene data la possibilità di capire il motivo che ha spinto l’autore a muoversi su un terreno tanto fragile, a spingersi a indagare in un campo tanto difficile da capire. L’arte contemporanea ha questa componente che non tutti capiscono: è arte concettuale. Può essere povera, semplice, ma nasce sempre da un’esigenza di raccontare, spiegare, esemplificare un qualche messaggio o tema che all’autore sta a cuore.

Tra gli artisti presi in considerazione ci sono alcuni dei più importanti nomi dell’arte mondiale: Bacon, Braque, Christo e Jeanne-Cloude, Otto Dix, Frida Kahlo, Mirò, Henry Moore, Schiele, e molti altri.

Si tratta di un modo nuovo e sorprendente per conoscere l’arte e la sua storia, per comprendere meglio le motivazioni che hanno mosso gli artisti nel loro lavoro, per capire il perché di certe scelte stilistiche, formali, di contenuti e di materiali. Le schede tecniche, le descrizioni accurate, la narrazione della storia delle opere ci permette di conoscere a fondo alcuni degli aspetti dell’arte perduta, di quelle opere che non possiamo vedere nei musei ma che hanno fatto comunque la storia della storia dell’arte.

 

A noi di Nerospinto la Galleria dell’arte perduta piace perché è un progetto originale, stimolante e decisamente moderno. È un’idea nuova che speriamo possa essere presa in considerazione anche da altri musei nel mondo, magari per mostrare tutte quelle opere che continuano a giacere nella polvere di bui magazzini e non vengono esposte alla visione del grande pubblico.

 

 

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it