CHIAMACI +39 333 8864490

Questo sito utilizza solo cookies tecnici e di sessione. Non profiliamo in alcun modo i nostri utenti e non installiamo cookies di terze parti.

Accetto. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa estesa Cookie Policy

Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.

Cosa sono i cookie?

I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.

Tipologia dei cookie

I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.

Natura dei cookie

Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:

Cookie tecnici (quelli che usiamo noi).

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.

Cookie di profilazione (noi non li usiamo)

I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".

Cookie installati su questo sito

Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.

Elenco dei cookie presenti sul sito NEROSPINTO

Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.

Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

Come disabilitare/cancellare i cookie mediante configurazione del browser

Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •

Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •

Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.

Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.

|||

Domenica 28 settembre NAMA ospita la presentazione del Vademecum per le Prestazioni Artistiche e di Intrattenimento, il libro di Flavor Chris: un manuale nato dall’esperienza diretta come artista di strada, performer e consulente. Una guida operativa per trasformare la creatività in professione, raccontata durante un pomeriggio di workshop, talk e show gratuiti.

Il workshop, dedicato ad artisti (e a chi vorrebbe diventarlo a livello professionale), tratterà praticamente i temi del libro, con diversi relatori tra cui il producer Absynapse, la cantautrice Merysse, Gabriele CEO di Live Nation Community e la graphic designer Valentina Pilloni. Per accedere al workshop è necessaria l'iscrizione, da formalizzare a questo link.

Dalle 18 alle 22, poi, un ricco programma di musica e spettacoli, tutto gratuito e aperto al pubblico. Il programma completo è sul sito di Nuovo Anfiteatro Martesana

Abbiamo colto l'occasione per fare due chiacchiere con l'autore, artista poliedrico e imprenditore dalle idee chiare.

Christian, sei partito da Saronno e oggi vivi a Ischia: quanto hanno influito i luoghi che hai attraversato sul tuo modo di vivere l’arte?
Molto. Non parliamo solo di spazi fisici, ma di ecosistemi culturali e tecnologici che ci modellano. Viviamo in piena quarta rivoluzione industriale: energia, trasporti e comunicazione stanno cambiando radicalmente, e questo incide anche sull’arte. Oggi posso vivere a Ischia e allo stesso tempo seguire progetti a Milano, collaborando con team senza essere fisicamente presente se non quando serve. È un approccio che si collega anche al concetto di “costo marginale zero” di Rifkin: grazie alle reti possiamo condividere risorse, conoscenze e creatività con maggiore efficienza.

Performer, musicista, consulente e ora autore: come convivono queste anime diverse dentro di te?
Non sono frutto del caso. Sono risposte al cambiamento epocale che stiamo vivendo. L’automazione e l’IA stanno liberando spazio dal lavoro tecnico e ripetitivo: a noi resta la parte creativa, relazionale, umana. Bill Gates immagina settimane lavorative più corte grazie a questo scenario, e io lo vedo già: non ha più senso limitarsi a un’unica specializzazione. Nell’era industriale servivano figure definite; oggi, invece, possiamo coniugare discipline e muoverci tra ambiti diversi. Le mie “anime multiple” sono questo: un modo per stare nel presente e innovare.

Ricordi la tua prima esibizione da artista di strada? Cosa ti ha insegnato?
Sì, ero a Parigi dopo il liceo, senza soldi e senza cittadinanza italiana, quindi impossibilitato a lavorare. Spesso raccoglievo verdura dai mercati per sopravvivere. Un giorno mi ritrovai a Montmartre a ballare per strada: ricordo ancora i 5 euro e qualche spicciolo che mi permisero di comprare una baguette con mozzarella e prosciutto. È lì che ho imparato una lezione che porto sempre con me, presa da un gosho buddista: “quando insorge un ostacolo, il saggio si rallegrerà, mentre lo stolto indietreggerà”. Trasformare la mancanza in possibilità è stato il mio primo banco di prova.

Cosa ti ha spinto a scrivere il Vademecum?
La voglia di rendere possibile ciò che sembrava impossibile. Quando ho iniziato, molti dicevano che “l’arte non può essere codificata” o che “non si può stabilire una tariffa base valida per tutti”. Io invece vedevo uno spazio: difficile, sì, ma necessario. Il Vademecum nasce da lì, dalla testardaggine di offrire uno strumento concreto agli artisti, pur lasciando intatta la libertà creativa. Non è una verità assoluta, ma un testo aperto, da aggiornare e rimettere in discussione.

Qual è l’errore più comune per chi inizia a lavorare professionalmente?
Credere che non sia un lavoro. L’arte richiede disciplina, organizzazione e strategia, esattamente come qualunque altra professione.

Nel manuale affronti temi come cachet, contratti, SIAE. Qual è il punto più urgente da chiarire?
Non ce n’è uno solo. Servirebbe un confronto più ampio per capire perché spesso manca fiducia nelle istituzioni e perché tanti preferiscono l’evasione. È un problema culturale prima ancora che normativo.

L’arte di strada è sinonimo di libertà. Come si concilia con regole e contratti?
È una tensione inevitabile. Libertà e improvvisazione da una parte, regole e disciplina dall’altra. Forse la chiave è sperimentare entrambe le dimensioni e trovare un equilibrio personale.

C’è poca consapevolezza del valore del lavoro artistico in Italia?
Sì, ma ancora prima manca consapevolezza di cosa sia davvero l’arte. Spesso quando dici che sei attore o musicista ti chiedono “ok, ma di lavoro cosa fai?”. Finché non cambiamo questa mentalità sarà difficile riconoscerne il valore economico e sociale.

Come vedi il futuro dell’arte di strada nei prossimi dieci anni?
Sempre più tecnologico.

Che consiglio daresti a un giovane artista?
Di non fermarsi al talento. Studiare, leggere il libro, seguire i laboratori, confrontarsi con i casi studio: sono strumenti pratici per affrontare le sfide del mestiere e costruire una carriera sostenibile.

La performance più imprevedibile che ti sia capitata?
A Forio d’Ischia, estate 2024. Suonavo per strada quando un uomo mi invitò a esibirmi nel suo attico. Era l’editore Graus, che poi ha deciso di pubblicare il mio libro. Una casualità trasformata in una svolta.

Se potessi invitare tre artisti sul palco del NAMA, chi sceglieresti?
Quincy Jones, Michael Jackson e Jean-Jacques Rousseau. Non tutti sanno che Rousseau era anche musicista, e mi piacerebbe ascoltarlo parlare delle origini della disuguaglianza.

N.A.MA., Nuovo Anfiteatro Martesana

Parco della Martesana, Milano 

|||

Immaginate di chiudere gli occhi e di lasciarvi trasportare dalla voce calda e avvolgente di Luca Ward, mentre le note di una colonna sonora iconica si intrecciano ai ricordi dei vostri film preferiti. Riuscite a sentire il battito di un cuore che accelera al ritmo della “Marcia Imperiale” di Star Wars? Oppure il brivido di una lacrima che scende ascoltando le note di La Vita è Bella?

|||

Un viaggio tra mito e fiaba che accarezza l’anima, scuote il cuore e lascia negli occhi il desiderio di volare oltre i limiti

A Orbetello torna Gustatus: quattro giorni di cultura, eventi e food immersi nella Maremma Toscana|||

Orbetello si prepara ad ospitare Gustatus 2024, dal 31 ottobre al 3 novembre 2024: quattro giorni di degustazioni enogastronomiche, cultura, eventi, spettacoli dal vivo e divertimento per tutte le età, nel cuore della Maremma Toscana

||||||
Dal 30 novembre due spettacoli in scena al Teatro Elfo Puccini.
 
In Sala Shakespeare dal 30 novembre al 31 dicembreMiracoli Metropolitani di Carrozzeria Orfeo, drammaturgia Gabriele Di Luca, regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi, una coproduzione Marche Teatro, Teatro dell'Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Bellini di Napoli. 
 
Dopo Thanks for Vaselina e Animali da Bar, testi più esistenzialisti, e Cous Cous Klan, il più distopico, Miracoli metropolitani è quello più politico, in cui il calco umano e drammatico risulta essere più profondo. L’alimentazione, il rapporto con il cibo come forma di compensazione del dolore, come alienazione di un Occidente in decandenza e sovralimentato, sempre meno attento e incastrato dai suoi passatempi superflui, la questione ambientale, la solitudine e la responsabilità: sono i seguenti temi quelli su cui si sviluppa Miracoli metropolitani.
Uno spettacolo in cui si ride tanto, ma dove non si sta ridendo affatto.
Il Teatro dell’Elfo sostiene Carrozzeria Orfeo, com’era accaduto con il loro precedente lavoro, unendosi in una rete di produttori che comprende due teatri nazionali e due TRIC (Teatri di rilevante interesse culturale). Lo spettacolo torna in scena nella stagione 2021/22 in oltre venti piazze italiane.

«Miracoli metropolitani si svolge in una cucina di un ristorante alla deriva e prossimo alla chiusura che per non fallire ha deciso di riciclarsi in un servizio di consegna a domicilio – tramite un’applicazione online – specializzato in cibo per intolleranti alimentari. L’impresa cavalca, quindi, un fenomeno che, come ha segnalato ultimamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità, spesso nasconde delle truffe atte a creare un nuovo e potente mercato di consumo che sfrutta, per arricchirsi, le sempre più frequenti paure alimentari di un Occidente opulento e impaurito.
Partendo da un piccolo evento di giustizia quotidiana nei confronti della comunità straniera, nella città, fuori dalla cucina, imperversa l’allarme di una guerra civile. Il mondo è diventato un luogo inaffidabile, intollerante e meschino dove anche la sanità e la scuola si stanno trasformando in istituzioni ogni giorno più decadenti e incuranti del futuro. Come se non bastasse, la popolazione è terrorizzata da un pericolo imminente: le fogne della città, ormai sature di inquinamento, spazzatura e rifiuti tossici, stanno letteralmente esplodendo raccontandoci un pianeta affaticato dalla nostra presenza irresponsabile ma, al tempo stesso, metaforicamente, una società che sta per essere sepolta dai suoi stessi escrementi. Questi, infatti, prima di essere qualcosa di fisico e organico, sono il simbolo di pensieri e azioni malate, di un capitalismo culturale orribile, di un’umanità alla deriva dove la merda più che nelle fogne sembra annidarsi nei cervelli».
 
In sala Bausch dal 30 novembre al 5 dicembre Grate di Gianni Biondillo: regia di Francesco Frongia, con Chiara Stoppa, produzione Atir Teatro Ringhiera. Lo spettacolo racconta di Maria Chiara che è una suora di clausura del convento delle clarisse di Milano.
In un certo momento del suo percorso esistenziale ha capito quale fosse la sua vocazione: isolarsi dal mondo per stargli più vicino. Decide così di raccontarcelo, anche per eliminare i pregiudizi che tutti abbiamo nei confronti di chi ha fatto una scelta così radicale. Ma raccontare la sua vocazione significa inoltre scoprire le vite e le storie emblematiche di altre due sorelle che in momenti ed epoche diverse hanno fatto la stessa scelta: Chiara Daniela, che arrivò a Milano in piena seconda guerra mondiale per fondare il monastero e Maria Ida, figlia di operai socialisti che fu adolescente durante gli anni di piombo.
Racconti che sommati l'un l'altro ripercorrono la Storia di una città e di un Paese. Con questo si intende che scegliere la clausura non significa dare le spalle alla città che ti accoglie, ma vederla e
comprenderla in modo differente. E se Milano è una città con un popolo in continuo movimento, dove storie antiche e moderne collidono e s'infrangono in un turbine infinito, forse proprio da questo centro immobile la si può osservare in modo davvero nuovo. Fuori da ogni luogo comune, pieni di compassione e speranze.

Gianni Biondillo: «Il 25 novembre 2019 era una bella giornata di autunno – racconta il regista – il clima era mite e ci spostavamo in città liberamente per una riunione, un caffè, un incontro. Quel giorno ho preso la metropolitana per andare negli uffici di ATIR per discutere del nuovo progetto che Chiara Stoppa mi aveva proposto. La proposta era chiara: raccontare Milano, città dalle mille contraddizioni, e il suo sistema di mutuo soccorso. Quindi pianifichiamo l’incontro con l’autore, Gianni Biondillo. Il primo incontro con Chiara e Gianni avviene il 9 gennaio 2020. Se ripenso a quei giorni a viso
scoperto, fatti di incontri rubati ad altri incontri, di contatti liberi quasi mi commuovo. Il mondo che conoscevamo, di lì a poco, sarebbe cambiato. Abbiamo continuato a lavorare, certo, ci siamo rivisti
grazie a riunioni online, a volte ‘in presenza’, ma la distanza e la clausura ci hanno segnato profondamente.
La voglia di lavorare insieme però era, ed è, così forte che dopo tanta fatica, Gianni ci ha regalato una storia meravigliosa: un mondo affascinante e sconosciuto abitato da persone che vivono
liberamente la propria clausura. Un mondo interiore, dove le regole sono diverse dalle nostre e da cui possiamo imparare qualcosa sulla vita, sulla morte, e su una città, Milano, capace di accogliere
e di imparare dalla storia. Il viaggio verso questo nuovo spettacolo sarà più interiore, verso l’anima più profonda di noi e del nostro modo di essere».
 
 
Fracchiolla Martina

*Attenzione, questo articolo non contiene canzoni con ukulele e diapason*

 

Il cantautorato italiano sembra esser tornato di moda, tra gruppetti indie-rock e sottogeneri strani. La tendenza negli ultimi anni è essere più lamentosi possibili e scrivere testi che letti con calma non significano niente.

 

"

"

 

"

"

 

Ma è un poco come parlare delle nuove parole che ogni anno l'accademia della crusca aggiunge al vocabolario, nessuno vorrebbe mai leggere sado-monetarismo, eppure è lo specchio del nostro tempo e dal punto di vista filologico ha una sua valenza molto importante. Ed è un piacere del tutto scientifico ascoltare i gruppi della nuova primavera del cantautorato italiano, non saranno De Andrè, ma ce la mettono tutta e soprattutto si distaccano nettamente da artisti commerciali come... Povia? va ancora quel fesso di Povia? Forse adesso è più ascoltato Mengoni....

Per nostra fortuna, tra il delirio di gruppi più o meno famosi, ogni tanto esce qualcosa di valido. I ragazzi che vi presento oggi sono una di queste eccezioni: Il Fieno.

 

La prima volta li sentii in acustica in un piccolo locale di Milano, niente di troppo entusiasmante, tra distrazioni alcoliche e impegni istituzionali la musica era un piacevole sottofondo e niente più. La vera svolta è stato ascoltare il loro EP (Il Fieno - EP - 2012) a casa, con calma.

Il sound è pulito e ritmato, un misto tra rock, power pop e new wave, perfettamente in sintonia con i testi cinici, appartenenti a un immaginario malinconico. Storie di vita e non vita, nascoste ai più da testi a volte criptici, ma con flash che rivelano una ponderata consapevolezza dei temi trattati. Facilissimo rimanere intrappolati nelle melodie, finendo a fischiettarle senza pensarci sotto la doccia o in macchina.

Il loro primo lavoro è andato bene, ha riscosso un grande successo di pubblico e critica, pubblicato su XL di Repubblica, promosso da Mtv new generation e Rolling Stone, ma si sa

. Gabriele Bosetti (voce), Edoardo Frasso (chitarra), Alessandro V. (basso, Momo Riva (batteria), iniziano a lavorare intensamente e il risultato è I Bambini Crescono - EP, uscito qualche mese fa. Una sorta di concept album che ruota intorno all'adolescenza e tutti i drammi che comporta, ma da una prospettiva diversa dal solito. Se prima eravamo abituati ad ascoltare le lagne di  giovani musicisti senza peli sul petto, con questo disco passiamo a un punto di vista più maturo, che guarda indietro con malinconia e ironia, forse con invidia di quei piccoli drammi che nulla hanno a che fare con quelli dei "grandi", ma con la consapevolezza che tornare indietro non si può.

 

Come il precedente mantiene uno stile abbastanza classico, melodico, ma sempre con quella marcia in più nettamente rock. L'ascolto è abbastanza facile, piacevole, da viaggio in macchina o in treno con le cuffie, ma consiglio caldamente di far attenzione alle parole che forse si perdono nel ritmo, per non perdersi perle come:

 

"Bella come la rivoluzione in cui non credi più"

 

"la mia generazione è all'avanguardia e posta l'occupazione su youtube"

 

L'EP ci regala anche la collaborazione con Luca Urbani ne "Amos (togli il male come l'Oki)" e soprattutto la bellissima cover della canzone di Enzo Jannacci "Vincenzina e la fabrica".

 

Se siete così tirchi da non voler comprare il disco, allora non ve lo meritate!

Partner

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it