CHIAMACI +39 333 8864490
Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.
I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.
I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.
Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".
Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.
Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.
Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884
Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •
Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •
Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.
Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.
Un brindisi prezioso quello che è stato fatto ieri sera al Santa Cocktail Club durante la Florence Cocktail Week 2023, kermesse dedicata al bere consapevole e di qualità, organizzata e diretta da Paola Mencarelli. È stato presentato in anteprima “Camillo Il Magnifico”, un cocktail a base dell'olio vincitore del premio il Magnifico 2023.

L'olio Delicate Maurino del Frantoio Franci è l’ingrediente caratterizzante di questo signature cocktail realizzato daSimone Covan, Bar Manager di Santa Cocktail Club e Santa Villa Cora. Un drink originale che interpreta la storia e la cultura di un territorio, a partire dal nome, un omaggio al conte Camillo Negroni, padre dello storico cocktail Negroni.
Simone Covan ha mixato gli ingredienti come i colori su una tela: il miglior olio d'Europa che cresce su una montagna misteriosa come l'Amiata, unico vulcano spento della regione, un pizzico di Dante, padre della nostra cultura, un gin prodotto ad arte con le bacche di ginepro raccolte esclusivamente in particolari aree appenniniche della Toscana, un liquore che racchiude l'antica saggezza dei Monaci della Certosa di Firenze, un tocco di bitter amaro speziato e infine una delle nostre erbe aromatiche: la nepitella selvatica, per un profumo di Toscana. L'olio rende la bevanda più cremosa e vellutata al palato e contribuisce a rendere la sensazione più persistente.

Olio Evo Delicate Maurino Frantoio Franci: prodotto sulla collina di Montenero d’Orcia, piccolo borgo alle pendici dell’Amiata, è un olio elegante ed avvolgente, profumato ed intenso con un finale pulito e persistente.
Ginarte Dry Gin: un’anima artistica che utilizza fra le botaniche alcune piante che con l‘arte hanno un legame particolare. Le bacche di ginepro sono raccolte esclusivamente in particolari aree appenniniche della Toscana.
Gran Liquore della Certosa di Firenze: un distillato di erbe e fiori che riprende la tradizione certosina e che si produce dal 1835. Una scelta che trova le sue radici nel tempo nell'antica sapienza farmaceutica dei monaci certosini (la prima ricetta del famoso Chartreuse è datata 1605)
9diDante Inferno Vermouth: Ispirato alla Divina Commedia di Dante Alighieri e al suo viaggio all'Inferno, dal colore rubino intenso e dal profumo fruttato con note di frutti rossi, ciliegie e arancia.
Bitter Fusetti: varie spezie amaricanti creano il suo mix botanico dai classici genziana, rabarbaro e china all'inconsueto quassio, con la giusta punta di acidità conferita da arancia amara e chinotto.
Nepitella Selvatica

Ph: Niccolo Leone
Sedendosi sui morbidi cuscinetti dell’Atrium Bar è facile far volare l’immaginazione. Così com’è facile fantasticare sui tempi che furono passeggiando per i corridoi dello storico palazzo o tra le aiuole del Giardino della Gherardesca. Chi abitava questi luoghi nei secoli scorsi, e soprattutto, cosa amava bere?
La squadra dell’Atrium Bar si è divertita a immaginare quali gusti potessero avere i personaggi illustri che hanno animato nei secoli il Palazzo della Gherardesca, casa di Four Seasons Hotel Firenze, e quali fossero i loro miscelati preferiti. Nasce così il nuovo menù di miscelati, La Cocktail Commedia. La nuova drink list presenta da un lato i dieci cocktail (suddivisi per gradazione alcolica), dall’altro una raffigurazione dell’Atrium Bar popolato dai personaggi che hanno ispirato i cocktail, dalla gatta nera al Garden Lover, con uno speciale cammeo.

The Black Cat - Poppy è una gatta nera, sofisticata ed elegante. Nonostante il piccolo collare nessuno conosce i suoi padroni, ed è più volte stata vista passeggiare nel Giardino della Gherardesca indisturbata, dal 2022. Qualcuno dice addirittura di averla vista sgattaiolare tra i tavoli di Atrium Bar. Tanqueray 0.0, apple maple, pecan, cannella.
The Regular - Neri Cicciaporci è il classico fiorentino nobile decaduto, i vestiti leggermente sdruciti, appartenuti al prozio Lapo, ancora gli donano quel nonsoché di charme. È arrivato a piedi da Santa Maria Novella perchè ci tiene alla salute, ha il vizio del bere ma senza una goccia d'alcol. Martini Floreale, lamponi, menta, Ginger Beer San Pellegrino.

The Piano Man - Maurizio Tomberli è l'unico in grado di far cantare Atrium Bar. Quando c’è lui ogni serata ha un altro colore e gli ospiti che arrivano all'aperitivo spesso vanno da Tommaso e chiedono “Quando arriva Maurizio?”. Disaronno, Tia Maria, mango, latte di cocco, Perrier.
The Self-Made Man - Bartolomeo Scala era semplicemente il figlio di un mugnaio prima di diventare Cancellerie della Repubblica fiorentina per Lorenzo il Magnifico. La sua ascesa lo ha portato a voler scegliere per la sua famiglia una dimora adeguata: è così che venne costruito il Palazzo che oggi è Four Seasons Hotel Firenze. Italicus, mela, Silvery Pekoe White Tea.

Il Papa - Già nel XVI secolo questo Palazzo era talmente suggestivo da destare gelosie. È così che la proprietà passa nelle mani di Alessandro de’ Medici, poi Papa Leone XI. Alessandro ebbe l'occasione di vivere queste mura molto poco, ma ordinò comunque ai migliori pittori dell’epoca di abbellire le aree comuni con gioiosi putti e grottesche che ancora oggi colorano la Lobby. Altos Plata, mostarda di fichi, more.
Il Volterrano - Al piano nobile del Palazzo si nasconde una delle opere più belle del Volterrano: “La cecità della mente umana illuminata dalla verità”. Chissà se tra una pausa e l’altra Baldassarre veniva già in questo cortile a prendere sollievo con una versione seicentesca di Ketel One, Savoia Aperitivo, strawberry gum, Verjus, smoky water e vanilla brew foam.
The Garden Lover - Guido della Gherardesca passava la maggior parte del suo tempo nel giardino inglese che oggi porta il nome della sua famiglia. Passeggiando tra colline, fontane e alberi secolari, ancora oggi si respira lo spirito romantico che lo ha sempre contraddistinto. Bareksten Aquavit, Leblon Cachaca, Pineapple Sage e zucchero di cocco.

The Merry Widow - Costanza era in realtà una Medici ed è proprio grazie a lei se la famiglia della Gherardesca si è potuta insediare in questo Palazzo, vivendoci per oltre trecento anni. Nonostante il marito Ugolino non le abbia potuto fare compagnia a lungo, la sua vita fu estremamente ricca di impegni, suddivisa tra due delle famiglie più potenti di Firenze. Bacardi Carta Blanca, Plantation 3 Stars, Mancino Vermouth Sakura, Chartreuse Verte, aceto di ananas.
The Humanist - Alessandra Scala è figlia di Bartolomeo, conosciuta in tutta Firenze per la sua raffinata intelligenza e cultura, ma soprattutto per l'eccellente interpretazione dell'Elettra di Sofocle, che amava recitare davanti ai suoi ospiti proprio qui, tra i cortili del Palazzo. Quando tutto tace, a volte sentiamo ancora la sua voce. Tanqueray Ten, Acqua Bianca “The Maestro”, alghe.
The Bartender - infine un cammeo, Edoardo Sandri interpreta sè stesso per allietare gli ospiti di un tempo ma soprattutto quelli d'oggi. Michter’s Rye, Siete Misterios Doba Yej, Amaro Lucano Essentia, Vetz Aperitivo e Tropical Air.

“Come ogni anno, la nuova cocktail list rappresenta per noi un nuovo inizio: siamo curiosi di come la clientela locale e internazionale accoglierà questa selezione, alla quale accosteremo sempre il signature must have, il Vintage Negroni. Il nostro obiettivo è condividere una proposta di grande creatività che possa raccontare qualcosa di noi. È così che è nato questo compendio di storie di Palazzo, l'ennesima commedia fiorentina.” aggiunge Tommaso Ondeggia, Bar Manager di Atrium Bar.
Le ragioni per bere alcolici sono tante e varie, ma lo sono altrettante quelle che portano sempre più persone a scegliere di concedersi un mocktail. E se questi sono gli anni in cui iniziano a spuntare negli scaffali della GDO e dei cocktail bar sempre più distillati low e NO ABV, il gruppo scozzese William Grant & Sons sta al passo lanciando una nuova generazione di bevande analcoliche. E chi degli meglio di Lesley Gracie, Master Distiller dell’iconico Hendrick’s Gin, poteva crearle?
William Grant & Sons presenta così Atopia, la gamma di distillati premium ultra low alcol.

Atopia Spiced Citrus è un distillato di arancia, ginepro, coriandolo, radice di angelica e limone. Gli infusi vengono distillati in un Pot Still di rame con le botaniche naturali per poi essere miscelati con aromi naturali di fiori d'arancio, assenzio e spezie. È ricco di note rinfrescanti di agrumi e spezie, in un intrigante equilibrio gustativo tra la morbidezza e la percezione botanica, la nitidezza degli aromi e la profondità. La sua gradazione alcolica è dello 0,5% ABV: non può quindi essere definito un gin, quanto uno spirit.

Atopia & Tonic si prepara miscelando 50 ml di Atopia e 150 ml di acqua tonica di prima qualità. Va servito con molto ghiaccio e con una fetta d’arancia.
Atopia Spiced Citrus Spritz si prepara con 50 ml di Atopia cui vanno aggiunti 100 ml di limonata gasata. Si serve con molto ghiaccio con una rondella di limone e foglioline di menta.

Atopia Hedgerow Berry è un analcolico premium a base di bacche di siepe, creato grazie all’expertise dei pluripremiati Master Distillers a partire da ingredienti e aromi naturali. La freschezza delle bacche, arricchita da note di rosa canina e sentori speziati, lo rendono ideale per la miscelazione con acqua tonica, con lamponi e foglioline di menta come guarnizione.

Atopia Rhubarb And Ginger è un analcolico premium a base di rabarbaro e zenzero. La freschezza succosa del rabarbaro e il calore delicato dello zenzero lo rendono ideale per la miscelazione con acqua tonica, con una fetta di pompelmo rosa per guarnire.

Il fritto misto alla piemontese è diffuso su tutto il territorio regionale, bisogna però ricordare al lettore che le peculiarità specifiche di ogni area sono differenti, perché ogni zona ha sviluppato le proprie nel tempo. Troviamo così diversi ingredienti e tagli sul piatto da portata. E’ indiscutibile invece che la storia del celebre fritto derivi da una tradizione di cucina di casa essendo nato proprio dalle cuoche delle dimore popolari.

Era il piatto del recupero delle frattaglie derivanti dalla macellazione del maiale, le parti che avevano più problemi ad essere conservate. La cucina delle frattaglie è una cucina molto antica che è stata utilizzata nei secoli con la preparazione di vari piatti che ancora oggi appartengono alla più estrema tradizione culinaria del Piemonte. Basti pensare alla finanziera, nata nel 1400, e allo stesso fritto misto; ricette molto povere nobilitate poi da personaggi storici come Camillo Benso Conte di Cavour.
Non dimentichiamo che dalla macellazione del maiale e dal recupero delle parti più fresche, quelle che non possono essere conservate, deriva anche l’arte di fare i salami. Oggi vediamo tale produzione, la norcineria, con un occhio decisamente più ludico ma, ieri, era una modalità di conservazione della carne per un lungo tempo, quindi prima di tutto le frattaglie venivano cucinate immediatamente, il giorno stesso.
Nel corso degli anni e con i cambiamenti dei metodi di conservazione il fritto misto si è arricchito con altre componenti, motivo per cui oggi nel piatto troviamo anche la carne bovina, il semolino, gli amaretti, la mela in pastella, le carote, il bagnetto verde ed altri sapori in base alle zone della Regione.

E così, se un tempo il fritto era tipico prepararlo in inverno, quando si macellava il maiale, oggi è diventato un piatto per tutto l’anno, in particolare per le grandi Feste e, se pur nato come antipasto, nella tradizione piemontese dei ricchi antipasti, adesso lo si serve generalmente come secondo piatto.
Una ghiotta variante del classico fritto misto alla piemontese la si trova nel Monferrato e, se volete gustarlo al meglio, vi consiglio di andare in Provincia di Alessandria nel Comune di Serralunga di Crea. Salite al Sacro Monte di Crea dove troverete un bellissimo luogo di culto, un Santuario Mariano fondato nel 1589 su iniziativa di Costantino Massino, priore lateranense del Santuario della Madonna Assunta.
E’ sul piazzale del Santuario che è posizionato il Ristorante Osteria Crea. Di fatti siamo nel cuore del Monferrato e a pochi passi dalle Langhe. Il locale si caratterizza da un ambiente informale e sobriamente elegante. Sale ampie e luminose con capienze diverse, mentre durante la bella stagione si può mangiare all’esterno circondati da un panorama incantevole immerso in un parco secolare. Fede, natura, arte e buona tavola nella cornice di uno dei luoghi più magici del Piemonte e d′Italia, Patrimonio Unesco. Non solo il fritto misto nel menù del locale ma anche i piatti della tradizione territoriale, preparati con materie prime selezionate e cucinate rispettando una filosofia basata su concetti cardine: stagionalità, rispetto dell′ambiente, sapore e leggerezza, gusto e fantasia.

Il loro fritto misto alla monferrina si compone da 9 parti salate, cinque dolci e due di accompagnamento. La bistecca di maiale, quella della coscia del vitello, il polmone, il fegato, l'animella, il cervello, il midollo, la salsiccia e le carote saltate. Poi ci sono le parti dolci: due in pastella, ovvero la mela e l’amaretto e due versioni dei Friciulin, di semola e al cioccolato. Per finire la bignola al cioccolato e il tutto deve essere rigorosamente accompagnato dal tipico bagnetto verde. La bignola è molto particolare e viene preparata con una crema pasticcera un po' più densa del normale nella quale si inseriscono delle gocce di cioccolato; si forma una pallina e la si frigge nell’olio caldo. In realtà tutte le parti salate del fritto vengono passate prima nell'uovo, poi nel pangrattato e dopo fritte nell'olio caldo. La preparazione del piatto è lunga e complessa, occorrono molti ingredienti e tante, tante ore di lavoro.
A Serralunga di Crea è grazie alla passione dei giovani Marta e Davide, i due chef del ristorante, padroni assoluti dell′arte di cucina, che si può assaporare tutta la squisitezza del vero fritto misto alla Monferrina al quale è doveroso abbinare il grande vino del territorio: il Grignolino! Parliamo di un vitigno a bacca rossa coltivato nella zona dell'Astigiano, nel Monferrato Casalese e in alcune parcelle dell’Albese; un vino pregevole che con il fritto misto trova il suo matrimonio d'amore perfetto, sia con le parti salate che con quelle dolci.

All’interno del ristorante, a proposito di Grignolino, trovate una vera Grignolinoteca, un’esposizione di oltre 50 etichette dei migliori produttori. Per quanto riguarda il servizio un pensiero sincero va a Paola e alla sua lunga esperienza tra i tavoli di questo locale: vero riferimento enogastronomico del Monferrato.
Fabrizio Salce
Firenze a metà Ottocento è in pieno fermento. Tra la nascita di nuovi movimenti politici e culturali e gli stravolgimenti urbani dovuti al passaggio a capitale d’Italia, in città iniziano a nascere nuovi spazi d’incontro, che pian piano sostituiscono le osterie. Stiamo parlando dei Caffè Letterari. Tra i tavolini artisti, scrittori e filosofi si incontrano per scambiarsi idee e dar vita a nuove correnti artistiche e dibattici politici. È l’ascesa della borghesia.

Siamo stati insieme a Ricomincio da Firenze (organizzazione che si occupa di insoliti tour alla scoperta del territorio) a fare un Tour dei Caffè Storici di Firenze, per scoprirne tutti i segreti. L’evento si è tenuto durante la Florence Cocktail Week 2023, manifestazione dedicata al bere miscelato di qualità organizzata da Paola Mencarelli.
È all’indomani dei moti del 1848 che nasce in via Larga n.21, oggi Via Cavour, il primo e uno dei più importanti caffè storici e artistici-letterari dell’epoca. Si tratta del Caffè Michelangiolo, vero e proprio crocevia di artisti e intellettuali. Fu qui che alla fine degli anni Cinquanta prese vita il movimento dei macchiaioli. Cruciale fu la sua posizione strategica, a due passi dalla Reale Accademia di Belle Arti e dalla Biblioteca Marucelliana.
Via larga divenne la principale direttrice di Caffè Letterari dell’800, che conobbero il boom dopo il 1865, anno in cui Firenze divenne capitale d’Italia. Seguendo le orme di Parigi, negli anni ’60 nacquero tantissimi nuovi caffè. Se prima di Firenze capitale se ne contavano 19, dopo qualche anno il numero salì a 117.

Non tutti però erano frequentati a scopo intellettuale. Il Bottegone, ad esempio, aperto qualche anno prima dell’Unità d’Italia in una delle zone nevralgiche della città (di fronte al Duomo e nelle vicinanze del Teatro Niccolini) era un luogo di svago, frequentato assiduamente da D’Annunzio e Collodi, dove giocare a dama o bere liquori e vermouth. Dall’altro lato della strada sorgeva il piccolo Caffè La Rosa, dove fermarsi per un caffè veloce prima di andare alla stazione, seguito poi dal Caffè La Rosina, aperto dall’altro lato della piazza (attuale Irish Pub) dai camerieri per fare un dispetto al proprietario. C’era poi Caffè Scudieri (ex Caffè Italia), che si trovava qualche metro più avanti, a ridosso del battistero. Con l’avvento di Firenze Capitale e le importanti trasformazioni urbanistiche, i palazzi della zona furono smantellati e traslati più addietro.
Un caffè storico frequentato dall’aristocrazia era invece Caffè Doney, chiamato anche Caffè delle Colonne. Qui cenarono Mussolini e Hitler durante il loro incontro a Firenze. Superfluo spiegare perché fu scelto come ambientazione del film Un tè con Mussolini.
Arrivando in Piazza della Repubblica troviamo Caffè Concerto Paszkowski, nato nel XIX secolo come birrificio polacco del ghetto ebraico. Nel 1903 fu poi riqualificato, affermandosi come importante Caffè Letterario. Oggi è uno dei caffè storici più famosi di Firenze insieme alle Giubbe Rosse (uno dei più famosi ritrovi letterari del ‘900 e culla dei futuristi, al momento chiuso) e a Caffè Gilli.

Non tutti sanno che Caffè Gilli venne aperto nel 1733 dallo svizzero Luigi Gilli nell’attuale sede di Victoria Secret, in via dei Calzaiuoli. È la più antica caffetteria di Firenze e d’Europa dopo Caffè Florian di Venezia. Nato come “Bottega dei Pani e dei Dolci”, Gilli si trasferisce in Piazza della Repubblica solo nel 1917, attuale sede del Caffè. Oggi, il locale è conosciuto in tutta Firenze e in tutto il Paese per un suo must: il Negroni. Luca Picchi, bar manager di Gilli, è riconosciuto infatti come l’esperto mondiale dell’amatissimo cocktail, nato proprio a Firenze a inizi Novecento. La storia del Negroni è raccontata da Luca Picchi nel libro “Sulle tracce del conte. La vera storia del cocktail Negroni”.
Ma come nasce il Negroni?
Da Caffè Casoni a Cavalli, il civico 10 rosso di Via della Spada per i fiorentini ha avuto sempre e solo un nome: Caffè Giacosa. È qui che, nel 1920, il Conte Camillo Negroni, grande amante del bere miscelato, “inventò” il celebre cocktail. Chiese al barman del locale di modificare l’Americano, aggiungendoci del gin. Il risultato fu amatissimo ed il resto è storia.
© Copyrights by Nerospinto , Tutti i diritti riservati.