Dal Negroni al cappuccino: come il Dry January sta cambiando la socialità urbana
Dal Dry January al soft clubbing, passando per coffee mixology e social breakfast: secondo un’analisi di SumUp cambiano le abitudini di consumo e i rituali urbani. Meno alcol, più attenzione al benessere e alla qualità del tempo condiviso
Per anni l’aperitivo è stato il rito sociale per eccellenza. Un orario preciso, un luogo condiviso, un bicchiere al centro del tavolo. Oggi qualcosa sta cambiando. Con l’inizio dell’anno – e con il ritorno del Dry January – sempre più persone stanno riscrivendo le regole dello stare insieme: meno alcol, più tempo, più consapevolezza. E nuovi rituali che si spostano dal tramonto al mattino.
A fotografare questo cambiamento è SumUp, fintech globale specializzata nei pagamenti digitali, che ha analizzato le nuove tendenze di consumo legate al periodo di inizio anno. I dati raccontano una trasformazione profonda: il 71% dei consumatori europei dichiara di aver ridotto il consumo di bevande alcoliche e il mercato delle bevande No-Low e funzionali continua a crescere, superando quello degli alcolici. Un segnale chiaro, soprattutto tra Gen Z e Millennials, per cui l’alcol non è più una necessità sociale ma un’opzione.
Colazione, non aperitivo
Il primo effetto visibile di questo cambio di rotta è lo spostamento dei momenti di incontro. L’aperitivo perde centralità, mentre colazioni, brunch e pause caffè diventano nuovi spazi di relazione. In Italia – dove la cultura del caffè è storicamente radicata – questa evoluzione trova terreno fertile.

Secondo l’analisi di SumUp, bar e caffetterie stanno adattando la propria offerta a una domanda che privilegia esperienze più lente, diurne e inclusive. I locali non sono più solo luoghi di consumo rapido, ma spazi pensati per fermarsi, incontrarsi, condividere.
Il caffè come rituale (e come esperienza)
In questo scenario cresce il ruolo dello specialty coffee, simbolo di un consumo più consapevole. Caffè tracciabili, metodi di estrazione lenti, attenzione all’origine e alla qualità trasformano una pausa quotidiana in un vero rituale. Non più un gesto automatico, ma un’esperienza da vivere.
Accanto al caffè “in purezza”, SumUp individua anche l’ascesa della coffee mixology: il caffè diventa ingrediente per drink creativi e rigorosamente analcolici. Espresso tonic, infusi ai fiori, tè fermentati, latte d’avena aromatizzato al cardamomo. Alternative che non parlano di rinuncia, ma di sperimentazione e gusto.
Energie alternative e benessere quotidiano
Non solo caffè. Mate, guaranà, estratti botanici, centrifughe di frutta e verdura, tisane fredde e latti speziati alla curcuma o alla cannella entrano sempre più spesso nei menu dei locali. Bevande pensate per offrire energia in modo graduale e naturale, in linea con una crescente attenzione al benessere.

Il Dry January diventa così l’occasione per ripensare l’offerta: non un mese “di stop”, ma un laboratorio di nuove abitudini di consumo che spesso continuano anche oltre gennaio.
Soft clubbing: quando il dj set è al mattino
Tra i trend più interessanti individuati da SumUp c’è il soft clubbing. I dj set si spostano al mattino e arrivano nei locali da colazione: musica, caffè specialty e luce naturale sostituiscono cocktail e notti insonni.
Un modo diverso di vivere la musica e la socialità, che trasforma la colazione in un momento di intrattenimento rilassato e accessibile. Si balla – o si chiacchiera – prima di iniziare la giornata, non per evaderne.
Social breakfast: la nuova socialità passa dal mattino
Durante il Dry January, ma sempre più spesso anche oltre, la colazione diventa un’esperienza condivisa. Laboratori creativi, presentazioni di libri, piccoli eventi culturali o momenti di networking trovano spazio tra brioche e cappuccini.
Secondo SumUp, questi format rispondono a una domanda crescente di socialità “gentile”: meno frenesia, meno eccessi, più qualità del tempo trascorso insieme.
Una tendenza che va oltre gennaio
Il Dry January, oggi, è soprattutto una lente attraverso cui osservare come stanno cambiando le aspettative nei confronti dei locali e delle esperienze urbane. Come sottolinea SumUp, per bar e caffetterie intercettare queste tendenze non significa inseguire una moda, ma adattarsi a un cambiamento strutturale nei consumi.
Dal Negroni al cappuccino, il cambiamento è già in atto. E racconta molto di come vogliamo vivere – e incontrarci – oggi.

