Maido è il miglior ristorante al mondo secondo i 50 Best Restaurants 2025
Maido è il miglior ristorante al mondo. Lima guida la nuova geografia del gusto
Il mondo della gastronomia si è dato appuntamento a Torino per una delle serate più attese dell’anno.

Nel cuore del Lingotto Fiere, la classifica The World’s 50 Best Restaurants 2025, sponsorizzata da S.Pellegrino & Acqua Panna, ha premiato il ristorante Maido di Lima come miglior ristorante al mondo.
Nel cuore del quartiere Miraflores, Maido rappresenta da anni l’eccellenza della cucina Nikkei, una raffinata fusione tra tecniche giapponesi e ingredienti peruviani. Una contaminazione riuscitissima, dove pesce freschissimo e sentori amazzonici si fondono creando un equilibrio.
Dopo aver debuttato nella top 50 nel 2015, Maido ha scalato la classifica anno dopo anno, fino a conquistare quattro volte il titolo di miglior ristorante in Sudamerica.
“Questo premio non è solo un riconoscimento alla mia cucina, ma un messaggio al mondo: la gastronomia può unire le culture, raccontare identità e costruire ponti. La cucina Nikkei è il mio modo di onorare le mie radici giapponesi e il cuore peruviano che mi batte dentro”, ha dichiarato lo chef Mitsuharu “Micha” Tsumura visibilmente commosso.
Lo chef, alla guida del locale da oltre quindici anni, ha portato sul palco un'idea di cucina costruita con coerenza: una fusione tra tecnica giapponese e ingredienti peruviani, con un menu degustazione stagionale di oltre dieci portate, tra cui ramen ai calamari, chorizo amazzonico e sorprendenti abbinamenti che giocano con texture e umami.
Il saluto che accoglie gli ospiti all’ingresso – “Maido!”, espressione giapponese di benvenuto – è il manifesto di una filosofia che ha saputo diventare stile, senza mai perdere il senso delle origini.
L’ambiente è elegante ma informale, dove si sente il fermento continuo della cucina e del sushi bar: un “buzz” sonoro vivo che accompagna il pasto. L’estetica è studiata: lunghe corde pendono dal soffitto, riflettendosi su specchi e formando un richiamo visivo al sole giapponese o peruviano.

Nel 2024 il ristorante era quinto. Oggi è primo.
Al secondo posto si è classificato l’Asador Etxebarri di Atxondo, nei Paesi Baschi; al terzo il Quintonil di Città del Messico.
Il Disfrutar di Barcellona, vincitore della scorsa edizione, è entrato nella hall of fame Best of the Best e non era in gara.
A decretare i vincitori è stata una giuria composta da 1.120 esperti internazionali: chef, giornalisti, ristoratori e critici gastronomici provenienti da 27 aree geografiche, ciascuna rappresentata da 40 membri.
Il primo posto del Maido è frutto di un lavoro lungo e preciso. C'è strategia dietro quel risultato e, parte da lontano.
Negli ultimi vent’anni il Perù ha investito nella cucina come leva culturale ed economica: ha costruito scuole, valorizzato gli ingredienti locali, consolidato una narrazione forte e riconoscibile.
Chef come Tsumura, Virgilio Martínez e Gastón Acurio hanno formato una nuova generazione di cuochi.
Il risultato è un sistema che ha trasformato la cucina in progetto.

Durante la cerimonia sono stati assegnati anche premi speciali, che raccontano una scena gastronomica in trasformazione.
Il ristorante Potong di Bangkok ha ricevuto il riconoscimento come Highest New Entry, mentre l’Ikoyi di Londra si è aggiudicato l’Highest Climber Award per il maggior balzo in classifica rispetto all’anno precedente.
A Massimo Bottura e Lara Gilmore è stato conferito il Woodford Reserve Icon Award per l’impegno costante nella diffusione di una visione dell’ospitalità che coniuga eccellenza e responsabilità.
Albert Adrià, con il suo Enigma a Barcellona, ha ottenuto il Chefs’ Choice Award, unico riconoscimento assegnato direttamente dagli chef.
Il titolo di miglior pastry chef del mondo è andato a Maxime Frédéric, che lavora tra Cheval Blanc Paris e il ristorante Plénitude.
Mohamed Benabdallah dell’Asador Etxebarri è stato premiato come miglior sommelier.
La borsa di studio 50 Best Restaurants Scholarship, in collaborazione con Parmigiano Reggiano, è stata assegnata alla giovane chef colombiana Angélica Ortiz.
Il ristorante Celele di Cartagena ha vinto il Sustainable Restaurant Award per il lavoro svolto sul territorio con prodotti locali e comunità indigene.
L’Italia ha confermato una presenza importante all’interno della classifica.
Sono sei i ristoranti italiani entrati nella top 50: Lido 84 a Gardone Riviera (n.16), Reale a Castel di Sangro (n.18), Atelier Moessmer Norbert Niederkofler a Brunico (n.20), Le Calandre a Rubano (n.31), Piazza Duomo ad Alba (n.32) e Uliassi a Senigallia (n.43).
Una presenza stabile, che però non riesce ancora ad affacciarsi sul podio.
In questa edizione il centro del racconto gastronomico si è spostato altrove.
Parla una lingua nuova, anche se pur sempre latina.
La vittoria del Maido è quindi l’esempio di come un progetto ben costruito possa cambiare il volto di un Paese.
Con la sua cucina Nikkei, Mitsuharu Tsumura ha creato un’esperienza vincente. Chissà come sarà questo brodo di calamari tanto decantato. Magari basta un sorso per capire perché Maido è il numero uno al mondo.
Come dico sempre nulla è mai per caso.
https://www.theworlds50best.com/

