Art Déco: il "superfluo indispensabile che seduce" in mostra a Palazzo Reale a Milano
“Invochiamo il dono di un po’ di bellezza per addolcire, per arricchire, per nobilitare l’aspra vita quotidiana con il sorriso del divino, del solo indispensabile superfluo.”- Margherita Sarfatti.
Critica d'arte italiana, nota per la sua bravura e per essere stata l'amante di Benito Mussolini, aveva capito tutto. La bellezza non è un capriccio, è una necessità.
È quel tocco che trasforma l’ordinario in straordinario, il lusso di un mondo che non si accontenta di sopravvivere ma vuole sedurre. E proprio la seduzione è il filo conduttore della mostra "Art Déco. Il trionfo della Modernità" in mostra a Palazzo Reale a Milano.
Dimenticate la sobrietà: siamo negli anni ’20 e ’30, un’epoca in cui la bellezza è un diritto e la vita si veste di sfarzo.
Si viaggia, si scoprono culture esotiche, l’Oriente diventa un’ossessione, Parigi detta le regole dello stile. L’Art Déco è tutto questo: geometrie perfette, materiali preziosi, colori saturi, superfici laccate, riflessi dorati.

L’allestimento della mostra è un percorso studiato per conquistare lo sguardo e la mente. Un susseguirsi di arredi firmati Giò Ponti, vetri di Venini, ceramiche di Lenci, gioielli che sembrano sculture. È la quintessenza dello chic, dove la decorazione non è mai fine a se stessa, ma un linguaggio sofisticato, capace di raccontare un’epoca.
In questa mostra è impossibile non rendere omaggio a Galileo Chini, visionario dell’arte ceramica e del vetro, capace di fondere l’eleganza del Liberty con le suggestioni orientali che renderanno l’Art Déco un trionfo di esotismo e preziosità. Le sue opere, cariche di oro, smalti e motivi floreali stilizzati, raccontano di un'Italia "in smoking" come la definisce il professor Valerio Terraroli, curatore della mostra, si affaccia sul mondo con sfarzo e raffinatezza.

Accanto a lui, un altro protagonista: Guido Marangoni, intellettuale e raffinato interprete del gusto moderno, che ha definito i codici dell’Art Déco italiano. Sua è l’intuizione di un design che coniuga arte e industria, lusso e funzionalità.
E poi ci sono le donne perché l’Art Déco è anche la loro rivoluzione. I corpi si liberano da corsetti soffocanti, i capelli si accorciano, lo sguardo si allunga sotto il tratto deciso del kajal.
Il guardaroba si ispira a Tamara de Lempicka: spalle strutturate, linee sinuose, sete che sfiorano la pelle con la nonchalance di un bacio rubato. È l’epoca di donne che guidano auto decapottabili, fumano con il bocchino ostentando portacipria in madreperla, si muovono con una grazia calcolata. Donne divine, inaccessibili, moderne.

Attraversando le sale appare un'immagine che resta impressa negli occhi, più di tutte. Una donna sospesa tra mito e modernità, con il corpo scolpito nella luce e le braccia alzate in un gesto che è insieme danza e dominio. Il volto enigmatico, la bocca accennata in un sorriso indecifrabile, la faretra colma di frecce dorate. È Diana cacciatrice, di Anne Carlu, simbolo di potere e seduzione.
Attorno a lei, tutto vibra di tensione, di energia trattenuta, di quella bellezza che non si limita a decorare, ma impone la propria presenza.
La sua è una femminilità che non si lascia definire ma che affascina.

E mentre si esce dalla mostra, con gli occhi ancora pieni di luce e oro, si capisce che l’Art Déco non è solo uno stile. È un modo di guardare il mondo: con audacia, con la certezza che il bello non è mai superfluo, ma sempre indispensabile.
E allora non resta che lasciarsi sedurre. Che la mostra abbia inizio.
Palazzo Reale
Piazza del Duomo 12, Milano
Dal 27 febbraio al 29 giugno 2025
ORARI:
martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10-19:30;
giovedì 10-22:30; lunedì chiuso. Ultimo ingresso
un’ora prima della chiusura.
BIGLIETTI
Intero € 15,00 | Ridotto da € 13,00a € 10,00 |
Ridotto speciale € 6,00
INFO E PRENOTAZIONI
Tel. +39 02 54912 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:00)
Web: www.ticket24ore.it
