Cerchi di Pace: il Totem Olimpico di Franco Albini a Milano per le Olimpiadi 2026
“Cerchi di Pace” e il progetto di Franco Albini progettato per le Olimpiadi del 1956
Per settant’anni è rimasto un disegno, ora occupa uno spazio. Il Totem Olimpico progettato nel 1956 da Franco Albini, Franca Helg e Albe Steiner per le Olimpiadi Invernali di Cortina era rimasto un modellino d’archivio. Oggi rinasce in scala reale, cinque metri di altezza, con il nome di “Cerchi di Pace”.
Alla Fabbrica del Vapore di Milano, con il patrocinio del Comune di Milano, la struttura si presenta come una sequenza verticale di cerchi metallici sovrapposti. È leggera, attraversabile, più tensione che massa. Non occupa lo spazio: lo articola.
“Occorre usare la matita come una spada”, diceva l'architetto e designer Franco Albini. Per lui il progetto non era decorazione, ma responsabilità. “Cerchi di Pace” si colloca in quella tradizione: non un ornamento olimpico ma una forma che ambisce a prendere posizione.
Nel 1956 le Olimpiadi conservavano ancora un legame simbolico con la tregua dell’antica Grecia. Durante i Giochi, le guerre si interrompevano, il totem nasce dentro quell’orizzonte: non celebra la competizione ma l’idea di una sospensione.

I cerchi non hanno vertice né gerarchie: nessuno domina. Richiamano gli anelli olimpici ma anche una figura primaria di continuità e relazione. Non tracciano confini. La verticalità, però, introduce una tensione: dall’uguaglianza verso l’elevazione. L’opera tiene insieme questi movimenti senza scioglierli.
La versione attuale è fedele al progetto originario ed è realizzata da Barone Italia. A essa si aggiunge il contributo artistico dell’artista Marco Gallotta che interviene. con un gesto dichiaratamente rispettoso e poetico, ispirato alla fiamma olimpica. Non una riscrittura bensì un innesto contemporaneo su una struttura del 1956.
La domanda allora diventa inevitabile: di chi è quest’opera? Degli autori che l’hanno immaginata o dell’epoca che la costruisce? E un progetto nato in un’altra stagione storica può conservare intatta la propria intenzione civile?
Nella stagione del Razionalismo italiano il design era pensato come atto etico. La forma implicava una scelta. Riprendere oggi quel totem significa verificare se questa idea sia ancora praticabile.
L'inaugurazione è prevista giovedì 12 marzo 2026, alle ore 18.30 presso la Sala Messina della Fabbrica del Vapore di Milano con cerimonia simbolica e partecipata di inaugurazione dell'installazione "Cerchi di Pace".

Durante l’esposizione i visitatori sono invitati a lasciare messaggi di pace. Il gesto è semplice ed è rivolto alla costruzione di pace attraverso la tolleranza e l’inclusione. Ma lo scarto con il contesto è evidente. Oggi le Olimpiadi non sospendono i conflitti: convivono con essi. Le immagini dei Giochi Olimpici scorrono nelle notizie accanto a quelle delle guerre.
In questo scenario “Cerchi di Pace” non appare celebrativo. Funziona come una verifica. Regge ancora l’idea che una forma possa contenere un’etica? Che un simbolo possa aprire una pausa, anche minima?
Dopo Milano, l’opera intraprenderà un tour internazionale che toccherà città simboliche del design e della diplomazia, tra cui New York, Parigi, Londra, Tokyo, Sydney, Rio de Janeiro e Ginevra. Il viaggio sarà una prova di traducibilità: il messaggio resiste quando cambia contesto?

Nel 1956 la tregua era un ideale condiviso. Oggi è una domanda aperta.
Il totem resta lì, verticale, attraversabile. Non impone silenzi e non sospende conflitti. Non cambia il corso degli eventi. Rende visibile una possibilità.
Sta a noi decidere se considerarla ancora praticabile o archiviarla insieme al modellino da cui è nata.
Cerimonia d'apertura del 12 Marzo alle 18:00
Lunedì - Domenica | 8:00 - 22:00
Fabbrica del Vapore Milano
ingresso libero
Fondazione Franco Albini
Via A. Saffi, 27 – 20145 Milano
+39.3475832114
www.fondazionefrancoalbini.com
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