Intervista con la cantautrice Marian Trapassi, domenica 26 gennaio in concerto allo Spirit de Milan
Domenica 26 gennaio 2025, con inizio alle ore 21.00, si terrà allo Spirit de Milan (via Bovisasca 59, Milano) il concerto della cantautrice Marian Trapassi.
L’entrata è libera.
Marian Trapassi, cantautrice siciliana d’origine e cittadina del mondo per scelta, nel 2004 vince il Premio Ciampi con il lavoro Marian Trapassi. Ha all’attivo cinque album che hanno ricevuto l’apprezzamento della critica specializzata; in particolare Bellavita (l’arancia e altri viaggi) è stato anche candidato al Premio Tenco 2015.
Quello di Marian Trapassi è un raffinato pop d’autrice in bilico tra tentazioni swing e ruvidità elettrica, tradizione e contaminazione, nel segno di una leggerezza pensosa.
In trio con Antonio Magrini alla chitarra e Raffaele Kohler alla tromba, Marian Trapassi presenterà brani del suo repertorio alternando momenti coinvolgenti ad altri più riflessivi e intimi, nel segno di una scrittura sempre autentica e riconoscibile.
All’attività di cantautrice Marian Trapassi affianca benefici (ed ibridanti) sconfinamenti in altri “territori estetici”, dal teatro all’arte multimediale, passando per collaborazioni illustri (una su tutte quella con Ashley Hutchings, autentica icona del folk rock inglese) e per l’impegno costante nella fattiva valorizzazione della scena cantautorale femminile indipendente, ancora troppo spesso “oscurata”. Marian Trapassi, è infatti ideatrice e direttrice della rassegna “Because the night”, che da anni porta sul palco le protgoniste della scena più interessante del cantautorato femminile indipendente.
Come e quanto ha influito il suo essere “cittadina del mondo” sulle sue scelte stilistiche?
Questa sensazione e il desiderio di libertà mi hanno accompagnato per tanto tempo, soprattutto agli inizi, quando associavo la musica al viaggio, al vagare e conoscere nuovi luoghi, al non volersi fermare, in una sorta di frenetica esigenza di cambiamento continuo, di sempre nuovi inizi …poi arrivano gli addii e il non sentirsi mai a casa da nessuna parte. Così pian piano mi sono sfidata a costruire, più che a smontare, la mia vita ogni volta. Adesso vivo a Milano da molti anni, ma la voglia di scappare c’è sempre, e chissà che non lo faccia ancora …
Quali erano le sue aspettative agli esordi, all’epoca dell’album “Sogno verde”?
Sono arrivata a pubblicare il mio primo album da cantautrice, “Sogno verde”, dopo tanti anni di musica… ero già consapevole di tante cose di questo lavoro ed appartenere ad un circuito indipendente- e se vogliamo di “nicchia”, come lo chiamerebbe qualcuno- non mi spaventava, ho sempre avuto chiaro che in Italia per chi vuole fare musica fuori dagli schemi, la strada è più impervia, lontana dal “successo” come lo intendono tutti. Il mio intento era più che altro essere riconosciuta come una cantautrice con delle cose da raccontare.
Cosa ricorda maggiormente del soggiorno a Siviglia?
La musica in ogni angolo. In Andalusia, e in particolare a Siviglia, la patria del flamenco, c’è un grande rispetto per le tradizioni e per la loro cultura e la musica ha un grande spazio nella vita e nel cuore degli spagnoli. La musica si suona per strada, nelle case, la gente canta e balla in ogni occasione. Ho assorbito molto in quel periodo di quei suoni e di quelle atmosfere, e le ho riportate nella mia musica, il mio album “Bellavita e altri viaggi” è nato lì, e si sente!
Il suo percorso artistico si caratterizza anche per la contaminazione di territori non solo musicali. L’ecletticità si ha o si “apprende”?
Bella domanda! Tutto sta nella curiosità, e nella voglia di sperimentare. Da bambina amavo tutto quello che per me era espressione artistica, sono cresciuta in un ambiente dove si dava molto valore all’arte in qualsiasi forma. Amavo disegnare e amavo la musica, è stata sempre una lotta capire a cosa dovevo dare più spazio. In seguito la musica ha preso il sopravvento ed è diventata la mia scelta principale, ma appena ho potuto ho cercato di legare insieme tutto quello che mi da l’opportunità di esprimermi. Così è arrivata anche la curiosità di recitare per sperimentare ancora, un’esperienza che è stata molto importante per me. In fondo ogni forma d’arte che si sperimenta è un modo per conoscere se stessi.
Tra le sue collaborazioni artistiche quale ricorda con maggiore emozione?
Ogni artista con cui ho collaborato mi ha lasciato qualcosa, e conservo per tutti dei bei ricordi.
Forse, pensandoci, la collaborazione con Ashley Hutchings mi ha reso particolarmente orgogliosa. Anche perché mi è sembrato di lavorare con un “pezzo di storia”!
Un brano che, a posteriori, non reinciderebbe?
I ripensamenti ci sono sempre, e in ogni album c’è quel brano che poi dal vivo non canti quasi mai. Però, se esiste, vuol dire che in quel momento ha avuto un senso all’interno dell’album, per me che ragiono ancora in termini di album come opera completa, piuttosto che come assemblaggio di singoli. Le canzoni alla fine si fanno spazio da sole, si affermano a volte nel tempo, hanno vita propria. Certo, è vero, alcune canzoni riescono meglio e continuano ad emozionare; altre meno.
Siamo quasi in clima festivaliero, lei guarderà Sanremo? Cosa le piacerebbe ascoltare sul palco?
Guardo sempre Sanremo, mi piace, non tanto la gara, ma fare questa full immersion di musica.
E’ bello sapere che le canzoni possono avere un grande peso nella vita della gente.
Sanremo mi fa riflettere e pensare alla musica in tutte le sue forme e sfaccettature, e a volte mi fa conoscere artisti nuovi. E’un grande spettacolo, che con tutte le solite critiche e le polemiche, continua ad appassionare tutti. Quest’anno vorrei sorprendermi ed emozionarmi, vorrei che la musica tornasse a parlare al cuore in modo semplice e autentico, ma questo non solo sul palco di Sanremo…
Mi piacerebbe che ci fossero anche altre manifestazioni altrettanto seguite e importanti che mettano in luce altre scene musicali e- soprattutto- senza per forza una competizione che, per me, nell’arte non dovrebbe esistere. Ma questo lo lasciamo al “mondo perfetto”.
5 brani che sceglierebbe per una playlist “invernale”?
Ho scelto 5 brani fra quelli che ascolterei ancora ed ancora.
Un omaggio ad artisti che amo e brani che hanno un senso per me.
Michael Kiwanuka: Cold Little Heart
Paolo Benvegnù: Cerchi nell’acqua.
The Beatles: She loves You
Cristina Donà: Stelle buone
Patti Smith: Because the Night
Vuole darci qualche anticipazione del repertorio che proporrà allo Spirit de Milan ?
Lo Spirit de Milan è un luogo che amo molto e dove torno con particolare gioia. Insieme ad Antonio Magrini alla chitarra e a Raffaele Kohler alla tromba, saliremo sul palco con la voglia di divertirci. La scaletta prevede brani dai miei album più recenti, lasciando anche spazio all’improvvisazione che è una delle cose che amo di più del fare musica dal vivo, perché la musica ti sorprende sempre, ogni volta. Ci vediamo domenica?
