Sul palco del mare culturale urbano angelae- Intervista alla cantautrice padovana
Because The night- Il palco delle cantautrici ospita il progetto Lady Day, contro la violenza di genere e per la creazione di Borse Lavoro. Appuntamento il 2 novembre, ore 19.00, al mare culturale urbano (Cascina Torrette, Via Quinto Cenni, 11, Milano).
Ospite la cantautrice padovana angelae.
<<Because the Night-La notte delle cantautrici, che da quest’anno muta il sottotitolo nel più estensivo “il palco delle cantautrici”, a sottolineare la versatilità del format- racconta l’ideatrice e Direttrice artistica Marian Trapassi- è nata nel 2019 come rassegna dedicata al cantautorato femminile indipendente.
Abbiamo spesso avuto il piacere di ospitare autentiche “pasionarie”, strenuamente impegnate sul fronte della difesa dei diritti civili, nell’arte come nella vita, e perseguito l’intento di porre l’attenzione su una proposta musicale di qualità troppo spesso ancora sommersa nonostante la rose vague che sta beneficamente travolgendo lo stivale, cercando di scardinare i meccanismi incistati del gender gap, in ambito musicale e non solo.
Siamo orgogliosi di ospitare il progetto Lady Day, con il quale condividiamo la speranza di un cambiamento culturale, sociale e strutturale del modo in cui le donne sono viste, e della prospettiva in cui le donne vedono il mondo, in un’ottica di promozione attiva di una cultura delle parità e del rispetto. Una parte dei proventi della serata- com’è consuetudine di Lady Day- verrà devoluta alla creazione di Borse Lavoro, che permettono la costruzione di percorsi personalizzati e remunerati di reinserimento lavorativo per donne seguite dai servizi sociali, o costituiscono un aiuto concreto per donne in difficoltà economiche.>>
<<Le artiste che via via supportano e decidono di collaborare con Lady Day- racconta l’ideatore, direttore artistico e organizzatore Enzo Onorato- sono sempre più numerose, sintomo che, oltre ad avere artiste, musiciste e scrittrici sensibili a un tema sociale di grande attualità, si sta creando una rete mediatica molto importante. La forza culturale, creativa e musicale delle artiste che partecipano a Lady Day è il motore e punto fermo del progetto.>>
Grazie alla capacità di Lilium produzioni, che opera nel settore musicale e culturale da oltre trent’anni, di scritturare artiste amate sia delle nuove generazioni che da un pubblico più adulto e al coinvolgimento da parte di Because The night, giunta alla settima stagione, di cantautrici che si muovono su sentieri artistici originali e poco battuti si rende possibile la fruizione di una pregevole proposta musicale, oltre che l’accensione di un potente riflettore sulla discriminazione e la violenza di genere.
Nerospinto ha incontrato angelae, cantautrice padovana che accosta una vena introspettiva a sonorità che spaziano dall'alt-pop al progressive rock e che salirà sul palco del mare culturale urbano
Finalista del Premio Bianca d’Aponte 2022, angelae presenterà il nuovo album di inediti, “Organi interni”, uscito lo scorso giugno, con incursioni nei precedenti lavori: l’omonimo “angelae”(2020), l’ep “Passi piccolissimi” (2021), prodotto da Michele Guberti in collaborazione con Alka Record Label e l’album “Sassolini” (2023), dal quale sono stati estratti i singoli “La casetta in Canadà” e “Punto Gi”, che è valso alla cantautrice il premio Onda Rosa Indipendente 2023.
L’ingresso è libero.
Innanzi tutto, è tornata dalla metaforica fuga nel bosco di “Uccellini”? Quanto le sta stretto il suo quotidiano e qual è la sua “riserva indiana”, per dirla con Stefano Massini?
Se fossi veramente fuggita, allora non sarei tornata indietro, ho un fortissimo senso del dovere che mi richiama sempre, proprio quando sto per superare il limite del non ritorno. Trovo dei piccoli spazi di libertà all’interno di un’esistenza piuttosto ordinaria in cui vivo come un elefante e tutte quelle cose giuste e aggiungerei normali, che non so fare, si fanno sentire. Ultimamente la mia “riserva indiana” è il mio giardino, è un posto dove posso respirare e sporcarmi e riesco a fare più che pensare.
La sua collaborazione con il Progetto Lady Day, contro la violenza di genere e per la creazione di Borse lavoro, è continuativa. Come si sono incrociate la sua strada e quella di Enzo Onorato, ideatore e direttore del progetto?
Nel 2024 ho partecipato al premio “L’artista che non c’era” e ho conosciuto Enzo alla finale al CPM. Ci siamo scambiati i contatti e poi ci siamo rincorsi per un po’ finché non siamo riusciti a ritrovarci. Enzo mi ha invitato a partecipare ad alcune serate del Progetto Lady Day e io sono stata onorata di accettare. Lady Day porta sotto i riflettori la tematica del femminicidio e della violenza di genere e lo fa sostenendo le donne, non solo attraverso le borse lavoro ma anche sostenendo le cantautrici.
Cosa pensa della sinergia tra il Progetto Lady Day e Because the night - Il palco delle cantautrici, che la vede protagonista il prossimo 2 novembre al mare culturale urbano?
Oltre al sentirmi grata di poter partecipare, sono felice che esistano delle realtà dedicate alle donne, abbiamo bisogno di spazi e di rappresentazione. Ho trovato in Because the night una squadra di donne che lavorano insieme con grande passione e dedizione e c’è una bellissima sintonia. La collaborazione con Lady Day la trovo azzeccata, oltre al fatto che c’è chiaramente un comune campo d’interesse, credo che il dialogo tra uomini e donne sia necessario per cercare delle soluzioni.
Più ti avvicini a un individuo, più assomiglia a un quadro impressionista, o a un muro scorticato dal tempo e dalle intemperie: diventa insomma un coagulo di macchie insensate, di grumi, di tracce indecifrabili. Ti allontani, viceversa, e quello stesso individuo comincia ad assomigliare troppo agli altri. L’unica cosa importante in questo tipo di ritratti scritti è cercare la distanza giusta, che è lo stile dell’unicità. Così scrive Emanuele Trevi in “Due vite” (Neri Pozza, 2020). Qual è secondo lei la distanza giusta per raccontare una persona, una vita intera? Pensa di aver trovato questa distanza nella scrittura di Organi Interni, il suo ultimo lavoro in studio?
Sono un pessimo esempio per equilibrio e giuste distanze, di solito esagero e non ho mai avuto l’ambizione di poter raccontare una persona per intero, faccio fatica a capire come funziono un pezzo alla volta. La mia è una ricerca, prendo appunti, faccio esperimenti su me stessa e riesco comunque a restituire solo delle parti, dei brandelli, degli organi. Non voglio tracciare il contorno ma piuttosto rovistarmi tra le budella.
Quale suo pezzo, in particolare, consiglierebbe di ascoltare ad un “profano” che si volesse avvicinare alla sua produzione?
Direi Uccellini, contiene tantissime informazioni su di me e sul mio lavoro e allo stesso tempo è molto orecchiabile e ha una produzione più pop. È anche l’ultima uscita quindi racconta dove sono arrivata.
Sarà più che indecente/Se in questa pancia non cresce niente/Sarà irriverente/Rispondere alla gente con fermezza che no/Avrò un vestito aderente che non promette e non aspetta niente /Sarà un diritto apparente rispondere di nuovo con fermezza che no- canta in Punto Gi, che le è valso il premio Onda Rosa Indipendente 2023.Mi viene in mente il verso di “Caccia alle streghe” di Adel Tirant: Continuerò a cantare/ Continuerò a ballare/ E dal mio ventre libero/ Partorirò parole (…). La conosce? La sente affine?
Non la conoscevo ma l’ho ascoltata volentieri e credo ci siano molti punti in comune.
In punto Gi parlo del corpo, il mio ma anche quello di altre donne, quante cose può fare, quanto piacere e anche dolore può portarci, la difficoltà di amarlo, rispettarlo, nutrirlo con equilibrio, scoprirlo. La maternità si inserisce in questo quadro di complessità. Non sempre è una scelta e neanche sempre è una possibilità, eppure fa parte di noi donne e ci definisce, spesso ci espone al giudizio.
In tutta sincerità, quanto c’è di autentico e quanto di “studiato” in quello che sceglie di raccontare attraverso i social?
I social sono un campo di sofferenza per me, non sono capace di relazionarmi nella vita vera in cui c’è, credo, spazio per le sfumature, i fraintendimenti e il ricredersi, figuriamoci come me la posso cavare senza vedere la faccia delle persone e senza provare a capire cosa pensano e come stanno. Cerco di essere me stessa ed effettivamente faccio quello che faccio nella vita, quando non so come dire qualcosa o se è giusto dirla o se è importante dirla, semplicemente non la dico, faccio lunghi momenti di silenzio e quindi di omissioni, ma quello che dico e come lo dico è autentico. Forse, per riprendere la domanda di prima, mi manca la giusta distanza per raccontarmi attraverso questa lente, mi sembra che sia parziale ma non per un eccesso di vicinanza perché si rimane sempre in superficie.
Come si immagina tra 10 anni?
Anche se in questo periodo faccio molta fatica ad immaginarmi oltre quella che sono e a darmi degli orizzonti migliorativi, tra 10 anni vorrei vivere di concerti e musica, vorrei non aver perso la voglia di capire e magari avere deposto un po’ le armi contro me stessa. Se potessi scegliere mi vedrei in viaggio, con il mio giardino che mi aspetta per le soste.
Il libro che le ha cambiato la vita?
Il primo è stato "Oceano mare" di Alessandro Baricco, a vent’anni mi ha cambiato la vita "Una donna" di Sibilla Aleramo, l’ultimo che mi ha lasciato un segno importante è stato "Il colibrì" di Sandro Veronesi.
5 canzoni per lei irrinunciabili?
Non so se sono irrinunciabili ma sicuramente hanno marchiato una parte della mia vita:
"Cara" di Lucio Dalla, "Summertime" cantata da Billie Holiday, "Lunaspina" di Ivano Fossati, "Hurt" cantata da Johnny Cash e "Quando" di Andrea Laszlo De Simone.

Marian Trapassi, ideatrice e Direttrice Artistica di "Because The night- Il palco delle cantautrici",
