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Fondato nel 2021, in piena pandemia, Avavav, brand guidato da Beate Skonare Karlsson, nasce in un momento di sospensione globale e sceglie da subito di non aderire ai codici dominanti. Radicata nelle arti visive, nella scultura e in un umorismo quasi infantile ma chirurgico, Avavav traduce un universo di figurine scolpite e proporzioni alterate in abiti, accessori, calzature e oggetti.

Alla Milano Fashion Week, il brand ha più volte sabotato il rituale della passerella. Modelle che inciampano volontariamente, che sembrano ribellarsi al copione, che trasformano la sfilata in performance. La caduta diventa linguaggio, trasformandosi in critica all’ossessione per la perfezione.

Per l’Autunno Inverno 2026, con The Female Gaze, Avavav compie un’ulteriore inversione. La passerella viene letteralmente ribaltata, con gli ospiti che entrano uno alla volta e vengono condotti non ai propri posti, ma direttamente nello spazio scenico, per una sfilata inaspettata. In una stanza essenziale, le modelle sono disposte in due file parallele, formando una passerella umana. Non c’è front row, non c’è pubblico per cui performare, solo lo sguardo delle modelle. Un monitor all’uscita mostra in tempo reale i nuovi ingressi, amplificando il senso di esposizione, mentre in sottofondo voci maschili descrivono la propria “musa femminile”, evocando il filtro attraverso cui, storicamente, la donna è stata narrata e costruita.

Il meccanismo è semplice e destabilizzante: lo spettatore diventa oggetto osservato. Il potere dello sguardo cambia direzione.

La collezione nasce come un progetto di ricerca in cui Karlsson si chiede cosa accada quando le donne si vestono per altre donne, quali codici emergano quando l’abito non è più un dispositivo di approvazione, ma un mezzo di espressione interna, in un gioco tra femminile e maschile che rifiuta l’idea di perfezione.

Pantaloni sartoriali si fondono con gonne a matita, facendo collassare gli archetipi dei guardaroba tradizionali. Quelli che sembrano shorts oversize da basket rivelano pannelli centrali che li trasformano in gonne A-line. Le T-shirt mantengono il volume ma sono pensate per valorizzare il corpo, invece di occultarlo. Shorts diventano gonne, pantaloni si trasformano in abiti, la sartoria si ammorbidisce in fluidità.

Gli elementi tradizionalmente codificati come femminili vengono ricomposti, in perfetto stile Avavav: un reggiseno imbottito con carta velina richiama l’imbarazzo adolescenziale del “performare” la femminilità prima ancora di comprenderla, perle, calze, dettagli reggicalze evocano un'eredità ingombrante, ma di cui sembra essersi riappropriati in un codice nuovo. Dolcezza e severità convivono nella stessa silhouette.

Parallelamente, Avavav prosegue la collaborazione con adidas Originals, giunta alla quarta stagione. L’heritage sportivo viene riletto attraverso la lente scultorea del brand: track jacket sartoriali, mini shorts trompe-l’oeil, e una nuova sneaker che reinterpreta la Megaride anni Novanta con un upper anatomico e tagliato, a metà strada tra performance e avanguardia.

La collezione FW26 conferma che Avavav non cerca risposte definitive: The Female Gaze è un’indagine su chi definisce l’immagine della donna e per chi quell’immagine viene costruita. Un racconto di stratificazione di convenzioni, ideali impossibili, corpi femminili e maschili, che persegue l'imperfezione e la libertà di espressione del sé come forma di potere. E in un calendario di sfilate spesso prevedibile, riesce ancora a trasformare la passerella in uno spazio di tensione reale.

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Il Concept Store art&design24 di 24 ORE Cultura, nel cuore pulsante della Stazione Centrale di Milano (livello binari), continua anche nel 2025 il suo viaggio tra cultura, creatività e design.

Ogni mese, lo spazio si trasforma in un luogo da vivere: libri che prendono voce attraverso i loro autori, laboratori che danno nuova vita agli oggetti, fiori che diventano arte, esperienze fashion riservate e momenti di lettura animata che accendono la fantasia dei più piccoli. Da luglio, ogni mese, fino a dicembre, art&designd24 ospiterà artigiani della ceramica, flower designers, presentazioni di libri per adulti e bambini.

Non solo uno store, ma un punto d’incontro dove la curiosità incontra l’ispirazione.

 

 

Settembre: il ritmo della moda

 

Dal 23 al 29 settembre, in piena Settimana della Moda di Milano, art&design24 accoglie un evento che celebra colore, leggerezza e innovazione:

 

COLORFUL SHOES – Le scarpe di Melissa in esclusiva per a&d24

Melissa, brand brasiliano amato in tutto il mondo per le sue calzature in plastica riciclabile al 100%, porta a Milano un’anteprima assoluta: il nuovo colore delle iconiche ballerine Campana, create dai visionari Fratelli Campana. Un modello che non è solo scarpa, ma manifesto di design e stile, capace di unire comfort, estetica e responsabilità ambientale.

 

 

I Fratelli Campana

Humberto e Fernando Campana hanno portato il cuore del Brasile nel mondo del design. Con il loro Studio Campana hanno trasformato materiali poveri in oggetti poetici e sorprendenti, capaci di emozionare e ispirare. Le loro creazioni, come le sedie Favela e Vermelha, oggi vivono nei musei più importanti del mondo.

La collaborazione con Melissa ha dato vita alle celebri ballerine Campana, un incontro tra arte, moda e sostenibilità. Dopo la scomparsa di Fernando nel 2022, Humberto continua a custodire e far crescere quella visione fatta di coraggio creativo e bellezza senza tempo.

 

La vetrina

Solo due luoghi fisici in Italia ospiteranno questa esclusiva: art&design24 e laRinascente. Una doppia vetrina che rende ancora più speciale la presentazione, trasformandola in una celebrazione del legame tra moda e design.

All’interno dello store, le ballerine dialogheranno con altri oggetti di design, in un allestimento pensato per creare emozione e sorpresa. E non finisce qui: durante tutta la settimana saranno presentate altre esclusive firmate Melissa, in un percorso che invita a scoprire, provare e lasciarsi ispirare.

 

Chi è Melissa

Fondata in Brasile nel 1979, Melissa rappresenta l’incontro tra moda, arte e design. Il brand è conosciuto in tutto il mondo per le sue calzature in PVC riciclabile al 100% e sostenibile, le celebri “jelly shoes”, comode, eco-friendly e cruelty-free. Icona di stile innovativo, Melissa continua a distinguersi per il suo design unico e responsabile.

Per approfondire il brand > https://melissashoeseurope.com/en

 

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Moda e arte si incontrano e danno vita a Escape, la collezione firmata ECLèCKTICA by Roberta Redaelli che si ispira alle opere dell’artista italo-tedesca Maria Misselbrook. Un inno all’autodeterminazione di chi sceglie ogni giorno di andare contro ogni tendenza e corrente.

Per la sua collezione autunno/inverno 2023-24, il brand comasco si pone al di fuori degli schemi, proprio come fa l’esuberante arte della pittrice. Le opere di Misselbrook sono caratterizzate da un forte equilibrio tra rigore ed emozione, ragione e passione, dolce vita esistenziale e desiderio di standard rigorosi. Allo stesso modo, i capi firmati Roberta Redaelli combinano linee contemporanee e pulite e rouges leggere ed eteree. Questo contrasto rende la collezione un gioco di elementi forti e inaspettati, ulteriormente esaltato dal contrasto tra colori caldi, come il granato, l’eliodoro e il calcedonio, e colori freddi, come l’ematite e il perla.

I capi sono quindi raffinati e preziosi, ma anche sensuali e setosi. Esempi sono il jacquard, davvero particolare e giocoso, e il vinile che, insieme ad interessanti applicazioni, forma un prodotto inedito dell’azienda: il tessuto maglia DINAMI-TECS. Giocose anche le stampe, che rappresentano un vero e proprio gioco di Dama e un flusso di omini, che vanno nella direzione opposta rispetto a quella imposta dalla società.

Escape” di Roberta Redaelli: la location

Il carattere dei capi, che è al tempo stesso forte e moderno ma delicato e particolare, viene ulteriormente esaltato dalla location scelta per le foto di campagna. Il luogo che ha accolto con grande piacere lo shooting fotografico è Fransima Srl di San Fermo della Battaglia, una location davvero insolita, ma che rappresenta a pieno il cuore pulsante di “Escape”.

L’azienda si dedica alla tutela dell’ambiente da oltre 45 anni e i suoi servizi si evolvono costantemente, proprio come il nostro mondo: dal commercio dei rottami alla gestione di rifiuti speciali industriali, aziendali e urbani, dall’autodemolizione alla consulenza. Il tutto in un’ottica volta al riciclo, al riuso e alla trasformazione dei rifiuti in nuove materie prime e prodotti per combattere gli sprechi.

Una collezione dal carattere forte che unisce moda e arte in un messaggio forte, che stupisce per la voglia di osare e far sentire la propria voce.

 

Di Barbara Spadafora

Stories tra i protagonisti del WHITE WSM digital|||

Quest’anno il focus è sulla moda sostenibile e l’artigianalità evoluta: Stories va in scena con WSM Fashion Reboot dal 16 al 18 gennaio 2021 durante la Milano Fashion Week Men’s Collection

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La Fashion Week a Milano è moda e non solo: la mostra Artistar Jewels al Palazzo Bovara di Milano dal 19 al 24 febbraio ci mostra racconta il lato artistico del gioiello.

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Voglia d’estate” è l’aperitivo a base di gelato salato proposto da Ammu Cafè in collaborazione con Conpait Gelato.

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È iniziata ieri la fashion week milanese e con lei, l’iniziativa promossa da Depurativa: fino al 29 febbraio, con la sua delivery bike, porterà freschezza tra tutti i fashion addicted che parteciperanno alle sfilate meneghine.

Tra i luoghi prediletti, quelli scelti dagli stilisti più esclusivi, come Antonio Marras, Armani, Bottega Veneta, Dsquared2, Jil Sander, Tod’s e molti altri; location esclusive dove potrete fare il pieno di energia grazie ai succhi detox Depurativa.

Start-up innovativa, con sede a Milano, ma dall’anima internazionale come quella della sua founder Sandra Nassima. La dieta detox nasce oltreoceano e basa i suoi principi sull’assunzione di succhi biologici dalle proprietà naturalmente benefiche; una volta giunta in Italia poi, l’attenzione alla saluta ed all’equilibrio dei componenti, hanno fatto il resto.

La tendenza che propone Depurativa non è solo alimentare, ma si propone come un vero e proprio stile di vita, teso al benessere del corpo e dello spirito. In tal caso, la scelta dell’utilizzo di una delivery bike, per promuovere l’iniziativa, non è per nulla casuale: la bicicletta è l’emblema di uno stile di vita sano e olistico.

I succhi detox di Depuravita sono perciò l’ideale per rimanere sempre in forma e sentirsi rigenerati durante queste giornate dedicate alle eccellenze della moda.

INFO: Dal 24 al 29 febbraio 2016 (MFW) Depurativa – succhi detox250 ml € 5,00 a bottiglia

www.depurativa.it

DEPURATIVA - GALLERY - NEROSPINTO

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Dal 7 aprile al 7 agosto, Venezia si tinge ancor più di magico con la mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless NIghts / Big Nudes.

Il progetto La Casa dei Tre Oci nasce dalla collaborazione fra Fondazione di Venezia e Civita Tre Venezie, e, ospitando per la prima volta a Venezia i capolavori di Helmut Newton, si conferma leader nel panorama culturale e soprattutto fotografico.

Duecento sono le immagini che abbelliscono La Casa dei Tre Oci: duecento opere d'arte del fotografo più celebrato del XX secolo.

Helmut Newton, all'anagrafe Helmut Neustätder, si appassionò alla fotografia alla tenera erà di 12 anni, quando comprò il suo primo modello di macchina fotografica. Tedesco con origini ebree, lasciò la patria nel 1938 trovando rifugio in Australia, Paese di cui ottenne la cittadinanza. Proprio a Sydney convolò a nozze con l'attrice e collega June Brunnell, donna a cui rimase legato per più di mezzo secolo. A Melbourne collaborò con varie riviste fra cui Playboy. Ma è a Parigi che ottenne successo e guadagnò fama mondiale, scattando preziosi fotografie per Vogue, Elle, GQ, Vanity Fair e Marie Claire. White Women è il suo primo volume, che pubblicò nel 1976, ricco di rivoluzionario erotismo ed eccentrico gusto estetico. Fra gli anni '70 e '80 rafforzò i suoi legami col mondo della moda, vantando collaborazioni con celebri marchi, come Chanel, D&G, Versace, Blumarine, YSL e Borbonese. La sua brillante carriera si concluse nel 1984 con la realizzazione del video Surrenderer your Heart, dei Missing Person. Morì 20 anni dopo in un incidente stradale.

Venezia ha deciso di omaggiare questo stravagante genio, raccogliendo le immagini dei suo primi tre leggendari libri: il già citato White Women, Sleepless Nights e Big Nudes.

La ricerca dello stile e la scoperta dell'eleganza sono lasciate all'interpretazione dello spettatore, i cui occhi subiranno il fascino di scatti liberi, realizzati da Newton per se stesso, e quello di altrettanto meravigliose fotografie realizzate su committenza.

 

Newton -gallery - nerospinto

 

Women in White contiene 81 immagini, di cui 42 a colori e 39 in bianco e nero. E' innovativo e accattivante; per la prima volta la fotografia di moda apre le sue porte al nudo. La maggior parte degli scatti, infatti, ritraggono donne scoperte, in un magico mix di arte e moda. Helmut Newton fu il caposcuola del nudo nella fotografia di moda, e molti colleghi e registri si accodarono: fu una provocazione radicale tanto quanto creativa.

Sleepless Nights risale al 1978 e come protagoniste ha ancora loro: le forme femminili. Le immagini diventano veri e propri ritratti, quasi come se Newton lavorasse come reporter davanti alle sue modelle. 69 sono gli scatti contenuti nel volume (31 a colori e 38 in bianco e nero). Helmut Newton era ufficialmente un fashion photographer, ma le sue modelle erano solo un pretesto che nasconde qualcosa di assai personale.

Big Nudes uscì nel 1981. Contiene 39 scatti in bianco e nero che inaugurarono una nuova dimensione: Helmut Newton portò le gigantografie nelle gallerie e nei musei.

Per non perdere questo spettacolo visivo, l'appuntamento è a Venezia presso la Casa dei Tre Oci.

 

INFO tel. +39 041 24 12 332 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.treoci.org

CASA DEI TRE OCI Fondamenta delle Zitelle, 43 30133 Giudecca - Venezia

VAPORETTO Fermata Zitelle Da piazzale Roma e dalla Ferrovia linea 4.1 - 2 Da San Zaccaria linea 2 - 4.2

ORARI Tutti i giorni 10.00 – 19.00; chiuso martedì

BIGLIETTI 12 € intero 10 € ridotto studenti under 26, over 65, titolari di apposite convenzioni 8 € ridotto speciale gruppi superiori a 15 persone 24 € ridotto famiglia (2 adulti + 2 under 14) 5 € ridotto scuole Gratuito per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, disabili e accompagnatore, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti con tessera, guide turistiche

Beatrice Bellano

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E' stata prorogata la data di chiusura della mostra che la fondazione culturale Ponti x L'Arte ha dedicato al grande fotografo inglese David McEnery (1936-2002).

Considerato il fotografo più divertente del mondo, David era famoso per la sua enorme pazienza. Era infatti capace di passare anche giornate intere in attesa del momento decisivo per lo scatto perfetto.

Il cibo è il fil rouge dell'esposizione che ha come titolo Smiling Food. Il fotografo ha saputo immortalare gli aspetti più simpatici e peculiari della routine quotidiana. La personalità eccentrica e l'umorismo di David McEnery conferiscono unicità al suo stile e grande ricercatezza alle sue fotografie.

La mostra gratuita, che ha aperto il 23 dicembre 2015, si concluderà il 29 gennaio presso la sede di Ponti x L'Arte, in Via Luigi Vitali 1 a Milano.

ORARI: Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì dalle 10:30 alle 18:30

PONTI x L'ARTE: Via Luigi Vitali 1 Milano T 02 798500

 

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“Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia” è la mostra allestita fino al 7 febbraio 2016, curata da Giovanna Calvenzi presso Palazzo della Ragione Fotografia, promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo della Ragione, con Civita, Contrasto e GAmm Giunti. La recente esposizione volge a chiudere un percorso fotografico rivolto all’Italia in occasione di EXPO 2015 e iniziato nel marzo scorso con “Italia Inside Out”, dedicata all’obiettivo dei fotografi italiani.

Un’esposizione chiara e diretta che, nonostante l’allestimento “improvvisato”, offre una panoramica completa degli sguardi di fotografi internazionali rivolti al nostro Paese, in un arco temporale di circa ottant’anni. Sette aree tematico-linguistiche accompagnano il visitatore all’interno di una retrospettiva che si sviluppa anche attraverso una storia indiretta della fotografia e dei linguaggi che le appartengono.

Si parte dal Maestro, Henri Cartier-Bresson il quale, nel 1933, compie un viaggio in Italia, alla scoperta dei volti e delle scene che la rappresentano, creando un immaginario che, riferendosi alla cultura visiva del subitaneo dopoguerra, rimarrà a lungo identificativo del nostro Paese; a seguire Robert Capa, padre del fotogiornalismo, con il suo celeberrimo reportage a seguito dell’esercito statunitense nella Campagna d’Italia del 1943, già reso noto dalla mostra del 2013 “Robert Capa in Italia 1943 – 1944”, in occasione del settantesimo sbarco degli Alleati. Inoltre David Seymour, Cuchi White, Herbert List, William Klein e Sebastião Salgado il quale, grazie alla sua abilità di rilettura della realtà umana, racconta i volti e le gesta dei pescatori nelle tonnare siciliane, riportando immediatamente alla memoria i “Contadini del mare” (1955) di Vittorio De Seta.

Proseguendo nel percorso espositivo si approda alla seconda sezione, quella dedicata a “La poesia del bianco e nero”: il reportage sembra abbandonarci, ma non la fascinazione per la pellicola bicromatica delle macchine fotografiche di Claude Nori, George Tatge, Helmut Newton e Guy Mandery che, attraverso una visione classica, ci regalano ricordi, ricerche metafisiche e armonie visive.

“L’interpretazione diventa un atto d’amore” e la tecnologia si mette al servizio dei fotografi che, attraverso diverse tecniche, offrono una loro rielaborazione personale dell’immaginario italiano, in particolare delle città d’arte: Venezia è protagonista nei lavori di Alexey Titarenko e Hiroyuki Masuyama; Abelardo Morell, mediante il foro stenopeico, crea delle contaminazioni tra interno ed esterno che danno vita ad immagini quasi surreali. Bernard Plossu ci racconta dell’Italia attraverso il finestrino del treno per poi proporcela in stampe realizzate con tecniche ottocentesche; un ritorno alle origini, con l’utilizzo del bianco/nero, anche da parte di Gregory Crewdson, nei suoi ritratti di Cinecittà, e Sarah Moon, dedicatasi alle atmosfere da sogno di Reggio Emilia, onirismo ripreso anche da Irene Kung, a confronto con i monumenti del presente e passato di Milano.

“La nobile tradizione documentaria” non poteva non essere rappresentata dagli scatti di Paul Strand in quella sensazionale opera che fu “Un Paese”, il primo foto-libro italiano realizzato insieme a Cesare Zavattini nel 1953, dedicato alla quotidianità contadina di Luzzara, in Emilia-Romagna. Insieme, vi sono anche documentari di Thomas Struth, John Davies, Jordi Bernadó, Mark Power, Axel Hütte e Joan Fontcuberta.

L’inquietudine dello sguardo si esprime attraverso i lavori e le indagini di Art Kane, Michael Ackerman e Jay Wolke, che sin dalla fine degli anni Sessanta, raccontano del degrado crescente in alcune zone italiane, a favore della mercificazione e del disfacimento come nel caso veneziano fissato da Kane. A bilanciare questa visione disfattista vi è “lo sguardo positivo” proposto, primo tra tutti, da Steve McCurry, proprio nei confronti della stessa Venezia e dell’intesa estetica che si crea tra persone e ambiente, ma anche gli scatti di Hans van der Meer, Joel Meyerowitz, Maggie Barret, Harry Gruyaert e Martin Parr.

Per concludere, l’ultima sezione è dedicata all’autoritratto e alla narrazione autobiografica perseguita da Nobuyoshi Araki, anch’egli affascinato dalla laguna, Sophie Zénon che ripercorre la storia della sua famiglia attraverso i luoghi di provenienza dei suoi nonni, e dagli autoritratti nel paesaggio di Elina Brotherus, idealmente ricollegabili a quello celebre di Henri Cartier-Bresson, che ha dato il via a questo lungo percorso attraverso l’Italia.

Un viaggio affascinante che ci rivela “lo stupore che la nostra penisola suscita all'estero, in culture e sensibilità diverse dalla nostra, costringendoci a riflettere sul valore del nostro patrimonio naturale, artistico, storico e sociale”.

Francesca Bottin

Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l'Italia fino al 7 febbraio 2016 - Palazzo della Ragione, Milano Biglietti: € 12,00 intero, € 10,00 ridotto, € 6,00 ridotto speciale Lunedì chiuso  Mar - Mer - Ven - Dom dalle 9:30 alle 20:30 Gio - Sab dalle 9:30 alle 22:30

Festività Giovedì 31 dicembre 9.30 – 14.30 Venerdì 1 gennaio 14.30 – 20.30 Mercoledì 6 gennaio 9.30-20.30

 

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