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Natale è tradizione, luci scintillanti e atmosfera da favola. Quale migliore occasione per rivivere la magia che solo un balletto può regalarci?
Il Teatro Carcano regala ai suoi spettatori un appuntamento con le fiabesche atmosfere dello Schiaccianoci, il classico di Natale per eccellenza, protagonista di film e cartoni animati, che non smette di affascinare grandi e piccini.
I cultori della tradizione saranno accontentati: la compagnia di ballo è infatti quella delle grandi occasioni, il Balletto di Mosca “Le Classique”.
La musica è quella immortale del Maestro Ciaikovskij, mentre il cast, di prim’ordine, è costituito da Nadejda Ivanova e Ekaterina Shalyapina nel ruolo di Clara, Alexandr Tarasov in quello del Principe, Andrey Shalin in quello del misterioso Drosselmayered infine Dmitri Smirnov in quello del Re dei Topi.
Non perdete l’occasione di regalare e regalarvi una serata incantata, fatta di saloni illuminati a festa, splendidi costumi, alberi di Natale scintillanti e una stori d’amore che ha saputo sfidare le leggi del tempo e che, unita alla musica immortale del maestro Ciaikovskij, è in grado di trasportarci in un’altra dimensione.
Lo Schiaccianoci
Teatro Carcano
Corso di Porta Romana 63, Milano
Tel. 02. 55181377
Per maggiori informazioni:
Biglietti su www.ticketone.it e sul sito del teatro
“Cosa si fa a capodanno?“ è una delle domande più frequenti in questo periodo. La maggioranza, sicuramente, annaspa nell’incertezza più assoluta. Per tutti gli incerti e i pigri ecco qualche buona notizia per festeggiare con la musica la notte di Capodanno.
A Milano a riscaldare gli animi di piazza Duomo ci proverà Elio e le Storie tese, nome di richiamo della musica leggera italiana, supergruppo che ormai ha una carriera tale da fare impallidire perfino Albano. Prima di loro il gruppo dance torinese dei Motel Connection, sul palco alle 21.15 per un’ora e mezzo circa. Dopo il cambio palco andranno in scena Elio e le Storie tese, che suoneranno fino a mezzanotte e mezza.
A Roma hanno fatto le cose in grande stile: sarà la storica band reggae Radici nel Cemento a dare il via al Concertone di Capodanno in piazza a Roma. L’evento, condotto da Gaia Mazzocchi, quest’anno si terrà al Circo Massimo a partire dalle ore 21.30 e sarà trasmesso in diretta da Radio2 (il collegamento inizierà già alle ore 19). Nel corso della serata-nottata saliranno sul palco di 40 metri quadrati allestito all’ombra della Roma millenaria dei Fori, anche Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Malika Ayane e Nina Zilli. A mezzanotte il brindisi con gli artisti e il sindaco Ignazio Marino. Poi spazio a fuochi d’artificio e al Dj set.
A Rimini grande concerto live di piazzale Fellini con Marco Mengoni, che interpreterà i suo successi dalle ore 22. A mezzanotte tutti con il naso all’insù per brindare al Nuovo Anno sotto il cielo illuminato dallo spettacolo di fuochi d’artificio sul mare d’inverno.
Una buona notizia per gli amanti della musica italiana indipendente.
Pentadrammi, il nuovo lavoro di Soulcè & Teddy Nuvolari, è infatti disponibile in free download, anticipato dal singolo “Ricami e Rum”, sul sito del gruppo: http://www.soulceteddynuvolari.com/album/pentadrammi .
“Pentadrammi”, uscito su etichetta “Soulville”, chiude la trilogia iniziata nel 2010 con “Cromosuoni”e proseguita nel 2012 con l’album d’esordio del duo ragusano, “Sinfobie”, ben accolto da critica e pubblico.
“Ricami e rum” vede la partecipazione di un altro gruppo ragusano, “Enzo e il cattivo tempo”, i cui componenti nel brano suonano ukulele e basso. Enzo Azzara è anche autore e interprete dell'inciso del brano. Per il resto, Soulcè ci mette parole e voce a ritmo e Teddy Nuvolari la produzione musicale, per l'occasione coadiuvati da Orazio Magrì, che contribuisce alla direzione artistica dell’Ep. Antonio Sortino, collaboratore di fiducia del duo, cura le grafiche, che si ritrovano anche su t-shirt, shopping bag e poster illustrati (uno diverso per ogni brano).
“Pentadrammi”, il neologismo scelto per il titolo, oltre a richiamare i cinque brani da cui è composto l’Ep, vuole aiutare lo spettatore a riflettere sulla parola “dramma”, intesa sia nell'accezione teatrale (i brani possono essere intesi come monologhi o dialoghi narrativi), sia come situazione che presenta delle difficoltà, che pone dinnanzi a un conflitto. Un approccio musicale e interpretativo che coinvolge anche l’altra occupazione di Soulcè, ossia quella di attore per teatro e tv.
Il videoclip, diretto da Francesco Maria Attardi e interpretato dall'attrice catanese Francesca Ferro, da oggi è su youtube: http://youtu.be/43vGlPoJ3iE
Buon ascolto!
Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/soulceteddynuvolari/photos_stream#!/soulceteddynuvolari
Passato il Natale, torna la voglia di scatenarsi!
Dopo il panettone, i pranzi in famiglia, i regali da scartare, torna un nuovo Venerdì, e l'atmosfera si riscalda al Rocket Club!
Siamo pronti ad accogliervi anche questa settimana, per regalarvi una serata che vi faccia dimenticare del clima natalizio: lasciate a casa i cappellini colorati, i maglioni all'uncinetto e buttatevi in pista!
ALPHABET, Friday December 27th. THE ADMISSION IS STRICTLY ON GUEST LIST
MUSIC BY Enza Van De Kamp Djette Barbarella (Indierock, Elettropop, Nu-disco, Electrodance, Big Beat, Dirty Disco and world's top-charted tracks).
★ Week's Emoticon: pleasuredome ★ Alphabet Skaters will welcome you on the dancefloor!
At the door: Superhot Edoardo Velicskov. No dress codes: we always want stylish and open-minded people.
€ 13 till 1:00am GUEST ADMISSION w DRINK € 15 from 1:00 till 2:00am GUEST ADMISSION w DRINK
Free Parking Area.
Get your name on a guest list and feel free to ask for further infos:
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Rocket Club, Alzaia Naviglio Grande 98, Porta Genova, Milan. From 11:30 PM till late.
La Biennale di Venezia si prepara per regalarvi un 2014 pieno di emozioni!
Ecco a voi il calendario con tutte le manifestazioni in programma per il prossimo anno!
Carnevale Internazionale dei Ragazzi La casina dei biscotti dal 22 febbraio al 4 marzo 2014 Mostra Internazionale di Architettura Fundamentals curata da Rem Koolhaas dal 7 giugno al 23 novembre 2014 Festival Internazionale di Danza Contemporanea Abitare il mondo – trasmissione e pratiche diretto da Virgilio Sieni dal 19 al 29 giugno 2014
Biennale College – Teatro diretta da Àlex Rigola dal 26 luglio al 9 agosto 2014 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera dal 27 agosto al 6 settembre 2014 Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Ivan Fedele dal 3 al 12 ottobre 2014
Marilyn Monroe diceva che i diamanti sono i migliori amici di una donna. Avete mai provato a pensare che in realtà siano le borse? Nella borsa di una donna è contenuta tutta la sua vita, se non addirittura l’universo intero. Provate a pensare a quella di Mary Poppins: all’esterno appariva come una semplice valigia di tela ma all’interno si poteva trovare di tutto, dall’attaccapanni alla lampada. Oppure la borsa di Sarah Jessica Parker in “Ma come fa a far tutto?” in cui c’erano vestiti per bambini, giocattoli e l’agenda del lavoro. Tra tutti gli accessori ed i capi d’abbigliamenti che una donna può indossare nulla la rappresenta di più della sua borsa. Dalle maxi bag per il giorno, in cui trasportiamo i libri per la scuola o i documenti per il lavoro, alle pochette per la sera in cui viene messo il minimo indispensabile. All’interno vengono raccontate le nostre storie e i nostri desideri, le ambizioni ed i fallimenti. Una borsa può contenere di tutto: un computer, un libro, le sigarette, le chiavi e il cellulare. Puntualmente in qualsiasi borsa voi abbiate, anche in quella più piccola, non troverete mai quello che state cercando. Gli uomini ci definiscono come donne complicate ed indecifrabili, ma evidentemente non hanno mai guardato dentro le nostre borse. Anche se siamo in un periodo di crisi nulla ci vieta di sognare davanti ad un bella borsa e immaginarci di camminare con lei per le strade della città. Ogni donna ha la borsa del cuore, quella che sogna da una vita, e ci sono borse che pur costando un capitale vale la pena avere, bisogna prenderle come un investimento, non andranno mai fuori moda ma col passare del tempo diventeranno sempre più belle. Se siete pronte e disposte a spendere molti soldi, ce ne sono alcune per cui vale la pena di fare una pazzia e che non possono assolutamente mancare nel vostro armadio.
La Neverfull di Louis Vuitton è una di quelle borse in cui potete metterci di tutto e portarla ovunque perchè non si romperà mai, sarà la vostra migliore amica durante la vita di tutti i giorni. E, come dice, il nome non è mai piena. Potete scegliere tra la versione Monogram o Damier.
La Miss Sicily di Dolce e Gabbana, una bella borsa Made in Italy che rappresenta la sensualità della donna italiana: in pelle o in pizzo è elegante da portare sia di giorno che di sera.
La Jackie O di Gucci. Fu proprio Jackie Onassis a lanciare la moda della hobo bag e tutte le donne all’epoca correvano nei negozi a chiedere “quella borsetta che ha sempre Jackie O”. Oggi questo modello si chiama Bouvier ma rimane sempre conosciuto come la Jackie O. Perfetta per chi non vuole una borsa troppo grande ma neanche troppo piccola, è una giusta via di mezzo.
La Chanel 2.55. La borsa di Chanel più amata dalle donne, il modello in matelassé con la doppia catenella e la chiusura con le due C intersecate tra loro, fu chiamato così perché venne lanciato nel febbraio del 1955. Nessun colore è troppo azzardato per questa borsa, potete scegliere il classico nero ma potete anche osare un colore più acceso.
Infine la borsa per eccellenza, quella a cui tutte aspiriamo e per cui bisognerebbe accedere ad un mutuo per comprarla: la Birkin di Hermes. Dedicata alla bellissima Jane Birkin questa borsa è adatta a tutte le età e può essere usata in qualsiasi occasione. Un uomo che ti regala una borsa è speciale, un uomo che ti regala una Birkin è il principe azzurro.
I cocKoo sono una band elettropop formata da Andrea Cerrato, Alberto Pozzo Tebani, Luca Genta e Silvio Colombaro che nasce tra le alcooliche colline astigiane nel freddo inverno del 2005.
Dopo un primo periodo di riscaldamento compositivo e di sempre più intensa attività live, nel 2006 esportano per la prima volta la loro musica classificandosi primi alla finale nazionale di “Emergenza Acustica” e ottenendo un secondo posto alla finale europea a Monaco, in Germania. Contemporaneamente registrano la loro prima demo distribuita a soli fini promozionali. Nella primavera del 2007 il gruppo ottiene il primo posto al concorso “Il nostro canto libero” che gli vale la produzione di un nuovo promo di 5 pezzi: nel Novembre esce dunque EP#2_SenzaFarRumore, scaricabile gratuitamente dai siti ufficiali della band, che ottiene centinaia di download in pochissime settimane e ottime recensioni dalle più famose webzine e magazine italiane. Dalla primavera 2008 riprendono quindi i live, intanto i cocKoo rientrano tra i quattro vincitori scelti tra gli oltre 300 partecipanti del concorso AREA24 promosso da Rosso Alice e si aggiudicano il primo premio decretato dalla giuria di qualità del “Concorso Internazionale per Artisti Emergenti” presso la MAD - FIERA DELLA MUSICA che, per l’edizione 2008, ospita Subsonica, Elio e le Storie Tese, James Taylor Quartet e Piero Pelù. Durante l’estate 2008 partecipano a svariati festival estivi tra cui il “Pistoia Blues” in apertura a Tommy Emmanuel, Andy Timmons e ai Deep Purple, al festival “AstiMusica” in apertura ai La Crus e al “Pop-Eye festival” in apertura ai Marlene Kuntz. Dal Settembre 2008 i cocKoo si ritirano al Vanilla Studio di Andrea Bergesio per la registrazione del debut album con la produzione artistica di Max Zanotti (Deasonika, Rezophonic), le uniche uscite valgono al gruppo il primo premio della 9° rassegna GREENAGE, il concorso organizzato dalla Maison Musique di Rivoli, con una giuria di qualità guidata da Fabio Barovero (Mau Mau), e l’apertura al progetto milanese Atleticodefina. Durante l’estate del 2009 il gruppo è tra i 3 finalisti selezionati dai new media per prima edizione del M.E.I. Web, partecipano a diversi festival, per presentare in anteprima il disco, condividendo il palco anche con Tricarico e Velvet.
Nell’Ottobre 2009 esce “La Teoria Degli Atomi” (EMI Music Publishing / Volume!), anticipato dal singolo “Voodootech”, che scala la Indie Music Like arrivando fino al 5° posto. Con il “Tour Degli Atomi” collezionano oltre 60 date in circa un anno, arrivando ad aggiudicarsi la “Targa Giovani 2010” al M.E.I. 2011 e il “Premio Testi Opera Prima” al Festival Internazionale della Poesia di Genova sezione Musica, intanto, mentre il video di Voodootech viene selezionato tra i 100 finalisti del “Premio Italiano Videoclip Indipendente”, esce, nell’Ottobre 2011, “Seta Porpora”, il secondo singolo estratto dal disco, che si aggiudica dopo poche settimane il terzo posto come “Brand New 2011” promosso dal M.E.I. Web e il cui videoclip porta la firma di Stefano Poletti (già con Baustelle, Tre Allegri Ragazzi Morti, Nek, Pan del Diavolo, Sick Tamburo).
Da Settembre 2011 iniziano a lavorare al loro secondo disco che li impegnerà per tutto il 2012, alla fine del quale Baby, primo estratto dal nuovo disco, viene selezionato tra i 60 finalisti per Sanremo 2013. Registrato sempre con la collaborazione di Max Zanotti, tra Varese e il loro nuovo quartier generale astigiano, “Buongiorno” vede la luce a Settembre 2013.
In un contesto socioculturale in bilico tra l’iper-saturazione di stimoli e di produzione e la chiusura di molti canali divulgativi (televisivi, cartacei, ecc…) è importante avere un proprio veicolo di comunicazione che parli un linguaggio chiaro e riconoscibile e contemporaneamente riesca a comunicare la produzione dei cocKoo a 360°, musicale e non.
Per questo è nata la cocKoo television, un portale web che raccoglie una serie di contributi audiovisivi del gruppo realizzati in maniera completamente indipendente per sfruttare a pieno le potenzialità divulgative della rete.
Il sito ha un video in primo piano e un menù cromatico che permette la scelta dei contenuti molto rapidamente, proprio come un vero e proprio palinsesto, il tutto ottimizzato anche per i Mobile device:
GIALLO
cocKoo factory sessions – live elettrici
video live elettrici registrati presso la cocKoo factory, lo studio personale della band
NERO
cocKoo factory sessions – live elettrici
video live acustici registrati presso la cocKoo factory, lo studio personale della band
GRIGIO
Backstage
video lo-fi di work in progress, scene di vita, curiosità
BIANCO
lyric video
video dei brani accompagnati dal testo della canzone
Il portale si appoggia a Youtube come gestione e caricamento dei video.
Per info e visualizzazione:
cockoo.it facebook youtube www.cocKoo.tv
Nerospinto questa volta vuole regalarvi l’emozione di un’esperienza straordinaria, e lo fa raccontandovi Van Gogh Alive, che si svolge presso la Fabbrica del Vapore di Milano, in Via Procaccini 4. I capolavori del noto pittore olandese prendono vita infatti, creando un’atmosfera unica. Si tratta di un esperimento visivo e divulgativo inedito, per avvicinare anche quel pubblico che è meno abituato ai musei, un prologo alla grande mostra che Milano dedicherà all’artista nel 2014.
Van Gogh Alive presenta oltre tremila immagini proiettate ad altissima definizione – un museo impossibile – un viaggio attraverso l’universo creativo e visionario dell’artista, dagli intensi cromatismi alla complessa e sofferta vicenda esistenziale.
Il meccanismo che ha reso possibile tutto questo è Sensory4; un sistema con 40 proiettori ad alta definizione, grafica multicanale e suono della stessa potenza di quello che si sente in una sala cinematografica. Le immagini imponenti, grandi e nitide, sono state pensate proprio nell’adattamento agli spazi del luogo, la Fabbrica del Vapore.
L’immersione nei capolavori di Van Gogh è totale, e l’esperienza multisensoriale viene suddivisa in movimenti, come fosse una partitura musicale, la mostra non tradizionale si arricchisce della proiezione dei disegni del pittore, che ne rivelano la genesi delle opere e le fonti d’ispirazione, inoltre vengono ripresi i pensieri più intimi dell'artista, raccontati anche nelle sue lettere, raccolte e pubblicate dalla cognata, Jo Van Gogh-Bonger, in un corpus di 902 missive, che Vincent indirizzava al fratello Theo e ai suoi amici, cronaca disperata e passionale del dramma vissuto dall’artista, delle sue ambizioni e della follia cui non riusciva a sottrarsi.
Le musiche meravigliose che risuonano durante l'esposizione-evento, inserite e pensate per accompagnare le immagini, ma al tempo stesso per essere fruite autonomamente, sono splendidi frammenti di musica classica, brani eseguiti al piano, al violino o al violoncello tratti, tra gli altri, da Handel, YannTiersen, Edouard Lalo, LéoDelibes, GusViseur, Franz Schubert, Kusturica, Benjamin Godard, Erik Satie, Franz Liszt.
Tutto intorno, insieme alle immagini, alle opere, alla loro intensità, ed ai sentimenti che poco a poco si compongono e rapidamente svaniscono per poi ricrearsi con la nuova proiezione, si alternano le parole, brevi frasi che esprimono pensieri e sentimenti del pittore, aspirazioni, sogni e sofferenze di un uomo le cui difficoltà e la cui vena creativa si rincorrevano e nulla riusciva a strapparlo alla sensazione di cedere alla follia ed al vuoto.
"Non vivrò senza amore" scriveva
E ancora" Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno"
Il più intimo desiderio: "Vorrei solo che mi accettassero per quel che sono"
E di nuovo: "La poesia ci circonda ovunque ma metterla su carta non è, ahimè, così semplice come osservarla"
E una descrizione di intenti: "Preferirei morire di passione che di noia"
Il percorso attraverso le opere non è inconsapevole ma si muove in maniera coerente dal periodo stilisticamente cupo legato alla terra natia, alle opere dedicate alla Francia, che hanno una nuova energia e sono vicine all'Impressionismo, i colori divengono vivaci e si illuminano, nasce lo stile dell'artista, si parte infatti con i famosi "Girasoli", per poi viaggiare nella Provenza e fino alla passione sviluppata da Van Gogh per l'arte giapponese e le famose stampe.
"La Camera di Vincent ad Arles", richiama i problemi legati al peggioramento del suo stato mentale e all'instabilità emotiva.
"Il Manicomio di Saint Rèmy", durante il suo ricovero, è un periodo che lo porta a dipingere immagini distorte e paesaggi tranquilli, in costante equilibrio precario tra crisi e autocontrollo.
"La Notte Stellata" rappresenta per Van Gogh la speranza;
Infatti scriveva: "Le lampade bruciano, il cielo stellato è sopra di tutto"
"Sii consapevole delle stelle lì in alto. Dopotutto la vita sembra quasi incantata"
"I cipressi sono sempre nei miei pensieri"
"Un giorno la morte mi porterà su un'altra stella"
"Non so nulla per certo ma la vista delle stelle mi fa sognare"
I movimenti dell'esposizione si chiudono con "Il campo di grano con corvi" che rappresenta i sentimenti di Van Gogh durante i suoi ultimi giorni di vita, gli ampi paesaggi che nascondono il senso di vuoto ineluttabile che lo attanagliava.
Infine una retrospettiva: gli intensi e spesso tetri autoritratti dell'artista.
Vorrei aggiungere che spesso parti dei dipinti vengono messe in movimento e danno un senso incredibilmente cinematografico alla mostra, tanto che ci si siede per osservare ed ascoltare, come al cinema, le immagini ci vengono incontro, l'effetto è magnifico, il minimalismo diviene qui incantevole, e l'aspetto sinestetico della percezione mette i brividi, creando una sorta di fil rouge tra le opere e la vita dell'artista, la musica, la visione e il movimento, trasportandoci letteralmente in un altro mondo, che è quello che ci si aspetta dall'arte, ma qui si fa di più, si mettono in campo tutti gli aspetti sensoriali e i mezzi di comunicazione, sfondando le pareti del classico museo e venendo letteralmente 'incontro' al visitatore.
I bambini adoreranno questa esposizione, e non solo loro. Si tratta di certo di uno straordinario esperimento, che di sicuro, è pop, se vogliamo, moderno e lontano dalla classica esposizione di quadri, eppure nel suo distanziarsi dalle abituali tecniche espositive, riesce ad accattivarsi lo spettatore ed a farlo entrare in sintonia con il pittore raccontato.
Un nuovo modo di narrare l'arte, che si discosta ampliamente dall'antica concezione di contemplazione dell'opera, per intessere un rapporto privato e personale con il visitatore, che non è più un semplice osservatore, ma il protagonista di un'esperienza che coinvolge ed emoziona.
VAN GOGH ALIVE
Dal 6 dicembre 2013 al 9 marzo 2014
Fabbrica Del Vapore, Via Procaccini 4, Milano
APERTO TUTTI I GIORNI
Dalle 10.00 alle 20.00
Giovedì e sabato dalle 10.00 alle 23.00
(ultimo ingresso consentito fino ad un’ora prima della chiusura della mostra)
Biglietti adulti: 12 Euro
Ridotto: 10 Euro
Informazioni:
www.vangoghalive.it
Giovanna Canonico
In una decade dove tutto sembra essere più definito ed efficiente, un’epoca dove le foto sono più nitide e fedeli, senza difetti, ecco che torna la nostalgia.
Se avete facebook vi sarete resi conto che le foto che adesso vanno di moda sono le foto vintage. Per vintage non intendo il vecchio e patinato glam in bianco e nero, dobbiamo pensare alle foto che troviamo nei cassetti dei comodini di casa.
Quelle foto dal colore leggermente seppiato, rigate e con un po’ di polvere, sfocate quanto basta da renderle lontane da noi nel tempo e nello spazio.
Questo genere di foto è divenuto ormai inflazionato, il troppo stroppia e alla fine siamo stati sommersi da foto decontrastate di tazze di té, libri, Londra e a ciò che andava di moda negli anni della Beat Generation.
C’è però chi, in mezzo a queste foto fatte con il copia e incolla, riesce ad esprimersi con una creatività ed un gusto unici, tanto da essere il punto di riferimento per questa nuova moda: Théo Gosselin.
Il bello e giovane fotografo francese è conosciuto un po’ da tutti grazie ad i suoi blog quali
http://theo-gosselin.blogspot.it/
oppure
http://www.flickr.com/photos/46799990@N04/
Le sue foto sono pastose, calme, naturali, sono senza pretese. Sembrano quasi delle foto scattate da un gruppo di amici in un giorno qualsiasi di qualche anno fa.
La bellezza candida dei suoi modelli, le luci nei posti giusti e al momento giusto, i colori più belli di quelli reali le rendono uniche nel loro genere, così belle da essere degne di essere imitate.
Giacomo Leopardi sosteneva l’importanza di ciò che era lasciato all’immaginazione del lettore attraverso “l’indefinito poetico”. La stessa logica c’è nelle foto di Gosselin: un tempo sospeso, un’atmosfera eterea, uno scatto ottenuto con la stessa semplicità con cui si apre una porta o con cui ci si tocca, ma con quel quid che ci apre l’immaginazione.
Nostalgiche e non patetiche sono le sue foto, in lui la tecnica non è la prima cosa che balza all’occhio; ciò che risalta è l’assoluta nonchalance con cui scatta.
E lui fotografa in analogico, voi vi chiederete perché usare il costoso ed obsoleto analogico negli anni dei 18 megapixel e dei nuovi sensori di colore? Perché nessuna fotocamera digitale potrà restituire il calore e i naturali errori che può dare una pellicola, ed ora ciò che rende diverse le foto di Gosselin dalle altre sono proprio questi errori.
Personalmente sono un accanito sostenitore del glam e del B&W ma fotografi del genere meritano assolutamente, aldilà dei gusti personali.
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