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MusicEmotion: il concerto sinfonico diventa uno spettacolo musicale cinematografico

MusicEmotion - l’iniziativache dal 5 febbraio 2014 porta la Filarmonica della Scala al cinema e che permette agli spettatori di immergersi nella musica trovandosi avvolti da un’esperienza emozionante e di altissima qualità -per la sua terza edizione ha affidato in esclusiva al fotografo Oliviero Toscani l’originale concept fotografico del progetto. L’operazione nasce fra Trento e Milano, da un’intuizione dell’agenzia Plus e di Musicom.it, e dall’esigenza di dotare MusicEmotion di un immaginario e quindi di una comunicazione “forte”, capace di divulgare con efficacia e innovazione la Filarmonica della Scala al Cinema. Si è scelto di ritrarre tutti i protagonisti della Filarmonica attraverso lo sguardo di un grande interprete italiano della fotografia e della comunicazione, un modo diverso di comunicare un’orchestra, il suo lavoro e la sua “umanità”.

MusicEmotion è distribuito nelle sale cinematografiche italiane da Parthénos, è realizzato dal produttore Musicom.it - che effettua tutte le riprese in HD della Filarmonica della Scala - ed è sostenuto fin dalla prima edizione da UniCredit, Main Partner della Filarmonica dal 2003. Si avvale inoltre della collaborazione del Touring Club Italiano.

per info: www.musicemotion.filarmonica.tv

A questo link il video-backstage dello shooting di Oliviero Toscani con i musicisti de La Filarmonica della Scala.

IN ALLEGATO L’IMMAGINE DELLA CAMPAGNA A FIRMA DI OLIVIERO TOSCANI

 

Anno nuovo, tema diverso.

Questo sembra annunciare tra le righe il teatro Franco Parenti il quale, dal 14 al 19 gennaio, ospiterà uno spettacolo che si articolerà, con estrema chiarezza espressiva, attraverso i temi portanti della compagnia Anagoor.

Filologia, storia dell’arte, architettura, arti visive, danza, musica: utilizzando video, parola, gesto e musica, la compagnia si è impegnata nello sviluppare una complessa ed interessante ricerca a partire dalle prime pagine del libro “I Sommersi e i Salvati”, di Primo Levi. L’epicentro di questo spettacolo? La memoria umana, una memoria incancellabile, un orrore che, a distanza generazione, fa rabbrividire: l’olocausto.

Si tratterà di un percorso teatrale in grado di stimolare una riattivazione della memoria su un piano diverso da quello dell'informazione o della narrazione attraverso i documenti; la compagnia si propone di dissotterrare quei fatti, quei dettagli, che il “processo di oblio” del mondo occidentale ha applicato su questa tragedia.

Quasi una storia del potere della lingua nel mondo occidentale, ripercorsa attraverso frammenti di autori apparentemente distanti (tra i quali W.G. Sebald, Jonathan Littell, Eschilo, René Girard, Tzvetan Todorov, Bruno Bettlheim, August Sander, Victor Klemperer):  dalla follia nazionalsocialista, il discorso andrà ad incontrare il penoso mutismo di Ifigenia e ritrovare quel silenzio in altre prede, altre caccie, altri genocidi.

Lingua Imperii è la lingua dell’impero inteso come dominio coercitivo: è la lingua povera, bruta ma melliflua delle propagande fasciste e nazionalsocialiste.

Si scaverà sotto alfabeti e nozioni imparate a forza, cantilene da urlare a gran voce in modo acefalo e automatico.

Ma non è solo questo, è una lingua fatta di silenzi innocenti, regalati dai dominatori in cambio della libertà.

Questo dimostrerà ancora una volta la supremazia della lingua, strumento nato dall’uomo ma che oltre l’uomo si articola, in un escalation di violenze che hanno tutti i nomi, ma mai una fine.

 

 

Dal 15 al 29 gennaio 2014 presso la Sala Alda Merini - Spazio Oberdan della Provincia di Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenta in anteprima italiana Je m’appelle Hmmm…, l’emozionante, limpida e pura storia di amicizia fra una dodicenne in fuga dalla famiglia e un camionista quarantenne che una famiglia non ce l’ha più. In concorso nella sezione “Orizzonti” all’ultima mostra del cinema di Venezia, il film rappresenta l'esordio alla regia della stilista e redattrice di moda Agnès Troublé.

Protagonista della storia è Céline, una ragazzina che dice di chiamarsi Hmmm, rinnegando il suo nome e la sua vita, profondamente segnata dagli abusi continui da parte del padre e dall'indifferenza della madre. Il desiderio di evasione la porterà a fuggire e a incontrare Peter, un camionista scozzese distrutto dalla scomparsa della moglie e della figlia. Il loro viaggio senza meta a bordo di un camion rosso li unirà in un'amicizia particolare e unica, grazie alla quale ritroveranno una serenità che pensavano di aver perduto per sempre. Il film affronta con delicatezza e originalità un tema difficile come la violenza sui minori, senza azzardare risposte o giudizi, ma lasciando aperta una porta alla fiducia e alla speranza.

Alla proiezione di venerdì 24 gennaio ore 21 sarà presente in sala la regista Agnès Troublé.

Scheda del film

Je m’appelle Hmmm… R.: agnès b (Agnès Troublé). Sc.: agnes b., Jean-Pol Fargeau. Int.: Douglas Gordon, Lou-Lélia Demerliac, Sylvie Testud, Jacques Bonnaffé, Marie-Christine Barrault. Francia, 2013, col., 120’, v.o. sott. it. Céline è una dodicenne che durante una gita al mare con la scuola decide di fuggire. In un parcheggio trova un autotreno rosso, la portiera è aperta, Céline sale e si nasconde. Il camionista Peter, scozzese sulla quarantina, quando torna a bordo non vede la ragazzina e parte. Accortosi della sua presenza, l’uomo non fa una piega, non le chiede spiegazioni e continua a guidare. Durante il loro viaggio on the road nel nord della Francia, Céline vive per la prima volta, con leggerezza e fiducia, i veri momenti dell’infanzia e con Peter, lentamente, nasce una bellissima amicizia. Quel viaggio si trasforma per lei in una nuova speranza di futuro, per lui in un nobile congedo dalla sofferenza.

Calendario

MERCOLEDÌ 15 GENNAIO h 21.00 GIOVEDì 16 GENNAIO h 17.00 VENERDÌ 17 GENNAIO h 21.15 SABATO 18 GENNAIO h 19.00 DOMENICA 19 GENNAIO h 16.00 MERCOLEDÌ 22 GENNAIO h 17.0 GIOVEDì 23 GENNAIO h 18.45 VENERDÌ 24 GENNAIO h 21.00 SABATO 25 GENNAIO h 15.00 h 19.00 DOMENICA 26 GENNAIO h 21.00 MERCOLEDÌ 29 GENNAIO h 16.15

Sala Alda Merini Spazio Oberdan Viale Vittorio Veneto 2, Milano

MODALITÀ D’INGRESSO Biglietto d’ingresso: intero € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50 Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50

"Ambiziosi, sexy, inquieti, cosmopoliti e discreti", le caratteristiche dei membri della community - a cui si accede solo per invito - che sta conquistando l’Europa (e non solo) si ritrovano per il launch party italiano, il prossimo giovedì 16 gennaio,  nel celebre locale modaiolo di zona Corso Como.     Dopo il suo successo in città come Amsterdam, Londra, Parigi e Barcellona, The Inner Circle  arriva anche a Milano e si presenta alla città con un party esclusivo in un locale simbolo della movida di corso Como, tra le aree più dinamiche e cosmopolite della metropoli lombarda che con il suo nuovo look fatto di grattacieli tutti specchi e vetri offre uno skyline degno delle grandi capitali nel mondo.   La conquista italiana di The Inner Circle inizia con l’evento di lancio giovedì 16 gennaio alle 20.30 nella scenografica cornice dell’11 Clubroom di via A. de Toqueville 11, dove tutti gli ospiti saranno accolti, tra free drink, finger food e djset a cura di dj Message, dai fondatori e dagli ambassador italiani del social network. Per l’occasione i bravi barman del locale hanno ideato uno speciale cocktail azzurro (colore ufficiale di The Inner Circle) tutto da gustare. La serata, a cui non mancare, è solo un assaggio di quanto accadrà nel prossimo futuro in occasione di svariati eventi sempre e solo dedicati ai membri di The Inner Circle.   L'ingresso con selezione alla serata è gratuito per tutti coloro che si iscriveranno a The Inner Circle attraverso il link www.theinnercircle.co/rsvp/milan/vanessari o dall'evento Facebook www.facebook.com/events/189388127923794. Il party all’11 Clubroom prosegue poi dalle 23.30 con la consueta programmazione del locale dove ballare sino a notte fonda.   Un primo appuntamento esclusivo a cui non mancare per scoprire The Inner Circle, il social network di life&style internazionale che raccoglie giovani e professionisti single con interessi e bisogni in comune, spingendoli a creare rapporti e relazioni con persone affini in termini di gusti, preferenze e cultura, sia nella vita quotidiana che attraverso internet.     The Inner Circle è un nuovo concetto di social network, dove l'iscrizione è possibile solo su invito e offre l'opportunità ai suoi membri di incontrarsi in eventi esclusivi che si svolgono nelle sedi più alla moda delle città in cui è presente. La comunità di The Inner Circle, incoraggia i suoi membri a staccare dal lavoro, spegnere il computer e uscire per incontrare persone stimolanti. "Crediamo che incontrare persone con gli stessi gusti e interessi, debba essere semplice, divertente e stimolante.", sottolinea David Vermeulen, giovane imprenditore britannico fondatore di The Inner Circle, che spiega come l’idea nasca da una necessità propria dei suoi creatori (dopo una rottura sentimentale) di realizzare una piattaforma online che aiutasse chi è troppo impegnato con il proprio lavoro nell’organizzare al meglio il tempo libero agevolando incontri con altre persone. The Inner Circle nasce così ad Amsterdam nel primi mesi del 2012, seguita poco dopo da Londra e Parigi. Dopo la sua creazione e in soli sei mesi, aveva già 10.000 membri. Oggi, con oltre 15.000 utenti, è diventata una comunità con tante storie da raccontare.   The Inner Circle è il primo sito di incontri in cui l’iscrizione è esclusivamente su invito. I membri invitano i loro amici, che a loro volta invitano i loro amici, creando una comunità sicura e protetta, e si differenzia da altri social network per il suo modo semplice, veloce e soprattutto "indipendente" che ti permette di incontrare nuove persone. Il rapporto dei suoi utenti non è solo virtuale, poichè The Inner Circle organizza e permette loro di partecipare agli eventi più esclusivi della propria città. La filosofia di The Inner Circle è di incoraggiare i suoi membri a staccare dal lavoro, spegnere il computer e uscire per incontrare persone stimolanti.   The Inner Circle:   è una comunità che si rivolge professionisti over 25, con poco tempo libero per incontrare nuove persone che condividono uno stesso stile di vita. Nata ad Amsterdam all'inizio del 2013 creata da David Vermeulen, un giovane imprenditore britannico, si è diffusa in breve tempo ad altre città europee come Londra o Parigi raggiungendo in soli sei mesi10.000 membri. Dal suo lancio, è diventata una comunità con tante storie da raccontare e a cui ispirarsi.   Web: www.theinnercircle.co Facebook: www.facebook.com/theinnercircle

  Dopo il successo dell'anteprima nazionale nella scorsa stagione, dal 18 gennaio "Io e Julia" torna a Teatro Libero per raccontare una storia vera, la profonda amicizia tra due donne in un periodo storico controverso, dominato dalla violenza nazista.

Lo spettacolo è liberamente ispirato a Pentimento della scrittrice e drammaturga statunitense Lillian Hellman (1905-1984). Autrice impegnata, ha sempre fatto del suo teatro e dei suoi scritti un atto di denuncia sociale e politica nonostante le persecuzioni e la censura della politica statunitense degli anni del maccartismo. Sullo sfondo della Berlino di fine anni '30, Lillian (Monica Faggiani) e Julia (Cinzia Spanò) si rincontrano dopo tredici anni: sarà l'ultima volta, prima che le loro strade si dividano e siano oscurate dall'ombra della guerra. Le due giovani sono amiche da sempre. Julia si oppone strenuamente alla dittatura nazista, mettendo al servizio della causa tutta se stessa e il suo ingente patrimonio; Lillian, ritrovata la sua compagna, desidera solo portarla via con sé e riprendersi tutto ciò a cui entrambe hanno dovuto rinunciare. Sullo sfondo, un pericoloso viaggio in treno per trafugare 50.000 dollari, destinati ad acquistare la merce più cara: la vita umana. Un confine da attraversare. Perquisizioni naziste. Un visto di solo transito per un breve incontro dopo il quale niente sarà più come prima. Una storia vera, che Lillian Hellman dedica all'amica ritrovata e, di nuovo, perduta; un legame intenso (la Hellman non svelerà mai l'identità dell'amica) che si intreccia carnalmente con la vita e con l'arte dell'autrice americana. Questa vicenda ha ispirato il film Julia del 1977 di Fred Zinnemann, con Jane Fonda e Vanessa Redgrave, che si è aggiudicato molteplici Premi Oscar.

 

 

APPUNTAMENTI

 

MERCOLEDì 22 GENNAIO – ORE 21.00 Incontro con gli studenti

Mercoledì 22 gennaio la replica di Io e Julia sarà dedicata agli studenti delle Scuole di Teatro di Milano. Dopo lo spettacolo Monica Faggiani e Cinzia Spanò si confronteranno con Massimo Navone e Patricia Conti per parlare di regia, drammaturgia e arte attoriale, partendo dal percorso svolto per la messa in scena dello spettacolo e aprendosi alle domande e alle curiosità dei giovani addetti ai lavori. In occasione della serata a loro dedicata, gli studenti avranno il biglietto scontato a soli 6 euro per sé e per i propri accompagnatori.

 

SABATO 25 GENNAIO – ORE 16.30 Proiezione del film Julia con introduzione critica di Mino Manni

In occasione dello spettacolo, sabato 25 gennaio alle ore 16.30 a Teatro Libero verrà proiettato il film Julia, pellicola del 1977 diretta da Fred Zinnemann e ispirata all'opera di  Lillian Hellman. L’attore Mino Manni, laureato in Storia del Teatro e dello Spettacolo e curatore di diverse rassegne cinematografiche (dal 31 marzo a Lecco terrà una rassegna dal titolo “Grandi registi italiani incontrano grandi attori americani”), accoglierà il pubblico con unintroduzione critica alla visione del film. L’appuntamento è a ingresso libero.

 

Dal 18 al 25 gennaio 2014

IO E JULIA di Patricia Conti liberamente ispirato a "Pentimento" di Lillian Hellman regia Massimo Navone con Monica Faggiani e Cinzia Spanò

produzione Teatro Libero

 

Via Savona 10

Milano

 

BIGLIETTERIA

PREZZI BIGLIETTI

Intero: € 19,00

Under 26: € 15,00

Over 60: € 11,00

Allievi Teatri Possibili con carta TP CARD: € 6,00 (prima rappresentazione € 3,00)

ORARIO SPETTACOLI

dal lunedì al sabato ore 21.00

domenica ore 16.00

ORARI BIGLIETTERIA da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00

Nei giorni di spettacolo: da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 21.30 sabato dalle 19.00 alle 21.30

domenica dalle 14.00 alle 16.30

INFO E PRENOTAZIONI 02 8323126 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La ragazza della porta accanto, quella che ha una laurea in tasca ed è costretta a vendere le diavolerie più improbabili per sbarcare il lunario trasformandosi in imbonitrice telefonica nel variopinto e spesso squallido universo dei call center: ecco come si è fatta conoscere dal vasto pubblico l’attrice palermitana Isabella Ragonese, scelta da quasi esordiente per interpretare “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì, che coglie nel segno affidandole il ruolo di protagonista. La bellezza poco urlata, incastonata nei tratti delle ragazze comuni della sua generazione ma capace anche di attrarre magneticamente chi guarda, si nutre profondamente dell’espressività di un corpo, di un volto soprattutto, plasmato dalla formazione teatrale e riversato al cinema nell’empatia con lo spettatore.

Arriva con volitiva emozione questa carica umana già a partire dai primi ruoli che in punta di piedi introducono la giovanissima Isabella nel sogno di celluloide, divenuto in un batter d’occhio realtà: brilla la nuova piccola stella sotto il cielo di Venezia, madrina nel 2009 del glorioso Festival del Cinema, mentre regala al pubblico forti prove drammatiche in “Viola di mare” e accanto ad Elio Germano ne “La nostra vita”, dimostrando una straordinaria versatilità dopo l’esilarante accoppiata di “Oggi sposi”, commedia degli equivoci diretta da Luca Lucini.

La bella fanciulla siciliana non si ferma però a coltivare il mestiere di attrice, scrive di teatro e continua a studiare e sperimentare nuovi linguaggi scenici per nutrire e riempire di senso il percorso artistico intrapreso, perché la popolarità raggiunta con i successi al botteghino non fermi la crescita professionale, non interrompa la fertile ricerca della bellezza che si infrange tra parola e gesto. Continua a muoversi con grazia e senza troppa fretta Isabella, dipingendo sui personaggi interpretati un sorriso leggero e aperto riempito da due occhi che parlano spesso di sentimenti.

La vedremo in veste comica nell’ultimo film di Carlo Mazzacurati “La sedia della felicità”, presentato al Festival del cinema di Torino, nei panni di un’estetista che tira a campare fino alla scoperta inaspettata di un tesoro nascosto. Un traguardo importante per la nostra eroina della nuova generazione del cinema italiano, spinta verso l’alto da un regista come Mazzacurati che fa solo ben sperare per i prossimi passi sulla strada verso la piena maturità artistica.

 

 

La televisione lo ha introdotto con discrezione al grande pubblico ma è in teatro che si è sudato il mestiere di attore, professato più che svolto sul fronte del puro utilitarismo. Michele Riondino parte da Taranto non con una valigia piena di sogni e in cerca di fortuna nella capitale, ma arriva a Roma deciso a rimanerci per studiare recitazione, e per ottenere un posto alla prestigiosa Accademia Silvio D’Amico si prepara con quella dedizione che gli permette di superare le selezioni e respirare finalmente l’odore del palcoscenico.

L’impegno nei primi ruoli teatrali diventa fertile terreno per coltivare il talento, per curare dettagli e sfumature esplorando con curiosità artistica diverse strade, tra laboratori e training per educare corpo e voce alle più svariate tradizioni espressive. Oltre a fondare una propria compagnia, l’inarrestabile Michele intraprende collaborazioni con registi d’impatto come Emma Dante e Marco Baliani mentre si affaccia alla televisione tra fiction come Incantesimo e Distretto di Polizia, dove la carica di pathos profusa a teatro deve essere contenuta nei ranghi di personaggi di ben altro spessore.

Ma è un passaggio quasi obbligato per arrivare con maggiore consapevolezza al cinema, scegliendo di stare davanti la macchina da presa solo per interpretare ruoli di estrema qualità, anche subendo una maggiore “invisibilità” rispetto ad altri colleghi impegnati in pellicole di più largo consumo. Una scelta o un modo di fare necessità virtù? Il crescendo anche cinematografico del giovane Riondino dimostrerebbe la prima ipotesi, perché partendo da film come “Il passato è una terra straniera”, diretto da Daniele Vicari, passando per la regia di Mario Martone in “Noi credevamo” sino agli ultimi “Bella addormentata” e “Acciaio”, con un ventaglio interpretativo quasi sempre tendente all’inquieto – declinato verso il rabbioso, lo sfuggente, il cupo e l’irrisolto – non ci sono sbavature né scivoloni ma un climax direttamente proporzionale alla maturità raggiunta dopo un decennio di gavetta soprattutto teatrale.

Come un fulmine a ciel sereno, eccolo tornare in tv e sfoderare un’inedita veste ironica come protagonista del prequel della storica e seguitissima serie dedicata al Commissario Montalbano: sfida difficile quella di conquistare milioni di telespettatori abituati ad identificare il rude paladino della giustizia uscito dalla penna di Andrea Camilleri con il volto di Luca Zingaretti. Una grande iniezione di fiducia ripagata brillantemente dal nostro Michele, arrivato con convinzione al mestiere di attore e arrivato in alto pur rimanendo ancorato a terra, quasi a non voler staccare i piedi dalle tavole polverose e affascinanti del palcoscenico che ha dato forza e spina dorsale ai personaggi arrivati dopo sul piccolo e sul grande schermo.

 

Per chi era bambino qualche decennio fa rivedere le gesta e le battaglie del pirata spaziale più dark e affascinante di tutti i tempi è un tuffo emotivo e piacevole nel proprio passato, per le nuove generazioni è un modo per conoscere e apprezzare una storia e un personaggio che era moderno già quando venne creato da Matsumoto nel 1976.

Il pirata tutto nero, che comanda una nave spaziale indistruttibile e che ha come equipaggio uomini e donne cittadini delle galassie e pronti a seguirlo in ogni battaglia, anche la più dura e pericolosa.

Capitan Harlock non è il solito eroe positivo e pieno di buone intenzioni. Tutt’altro.

È un pirata, pronto a scontrarsi e a soccombere per i propri ideali. Pronto a immolarsi per la sua causa. Ed qui che il personaggio fantastico e fumettistico assume contorni e aspetti originali, perché Harlock diventa un filoso politico, un rivoluzionario, quasi un terrorista se non si fa davvero attenzione a quello che dice e che comunica agli altri.

Il pirata nero che attraversa le galassie sull’indistruttibile Arcadia allora diventa molto di più di un semplice cartone animato o di un semplice fumetto. Harlock come il Che, come Evita Peron, come Nelson Mandela. Insomma, troppo complicato per lasciare un pensiero sociale e politico di importanza universale a un affascinante uomo immortale, di carta.

Eppure i suoi creatori cinematografici non si fanno scrupolo e realizzano un film animato in 3d da togliere il fiato, con battaglie nello spazio incredibili e colpi di scena da maestro, a conferma che i nipponici in questo genere di opere restano sempre i numeri uno.

Ciò che lascia perplessi è il senso della trama e del personaggio Harlock più vicini a un pensiero socialista che non gli appartiene. Eppure a guardare bene si ritrovano elementi tipici giapponesi quali il sacrificio in battaglia, il senso dell’onore e gli antichi principi samurai ma Capitan Harlock rimane unico e irripetibile nel suo genere.

Il film il 3d ora nelle sale cinematografiche fa ruotare la trama prevalentemente sul desiderio della razza umana sparsa nelle tante galassie di ritornare sulla Terra, pianeta e luogo di origine di tutti loro. Ma la Terra è troppo piccola per poter accogliere e ospitare tutti i suoi figli sparsi nell’Universo, da qui la battaglia tra le varie forze a cui Harlock apporterà come sempre il proprio contributo. Del cartone e del fumetto degli anni ’70 e ’80 i creatori del film lasciano quasi tutto aggiungendo qui e là personaggio minori o maggiori a seconda delle esigenze della storia.

Il risultato è un bel film di animazione, fatto molto bene da chi queste cose le ha praticamente inventate e una bella occasione di conoscere o ricontrare un eroe gotico e noir diverso da tutti gli altri.

 

 

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11 GENNAIO 2014 - THE MAGIC OF LA VIE EN BLEAU La fashion week milanese si apre l’11 gennaio con un forte messaggio di eccellenza e tradizione, caratteristiche imprescindibili del Made in Italy: L’Uomo Vogue, in collaborazione con Bugatti (prestigioso brand automobilistico del Gruppo Volkswagen, la cui anima si identifica nella filosofia “Art, Forme, Technique”), presenta The Magic of La Vie en Bleu, dalle 19.30, presso Casa del Manzoni, dove sfileranno le collezioni Bugatti Fall/Winter 2014-15. Il blu Bugatti sarà il colore dominante della serata, come il blu carpet che si snoderà attraverso la location, creando la magia della Vie en Bleu. Nel cortile di Casa del Manzoni sarà esposta la Type35, una delle icone assolute della storia del brand, e ad accogliere gli ospiti saranno Franca Sozzani - direttore di Vogue Italia e de L’Uomo Vogue - e Wolfgang Schreiber, presidente di Bugatti Automobile. “Anche questa prima collezione Fall Winter” - conferma Massimiliano Ferrari, Managing Director di Bugatti International - “incarna al meglio la visione di Ettore Bugatti, espressa ancora una volta in due linee dal carattere forte, rigorosamente Made in Italy, sinonimo di un lusso ricercato, in cui puoi percepire la mano dell'uomo e tecnologie d'avanguardia. Proseguiamo  quindi il percorso di creatività e stile autentici, sempre in linea con i codici ed il DNA del marchio, punti di riferimento imprescindibili di tutto il progetto Lifestyle Bugatti”. 12 GENNAIO 2014 - THE LAUNCH OF “OPERA” COLLECTION Vogue Italia e Piquadro, marchio italiano di accessori tech-design per business traveller - insieme il 12 gennaio per Piquadro Creative Lab - The launch of "OPERA" Collection, un brunch che si terrà all'Accademia di Belle Arti di Brera a partire dalle 12. Verrà presentata la nuova Collezione Piquadro Opera firmata da un designer emergente, Giancarlo Petriglia, uno dei protagonisti delle passate edizioni di Who Is On Next?, l'iniziativa che Vogue Italia sostiene da dieci anni. Per questo evento dedicato alla tecnologia, alla creatività e al prodotto, verranno utilizzate le due sale dell'Accademia riservate alla Pittura e alla Scultura, che verranno allestite in modo da ricreare un'atmosfera magica di assoluto contrasto per presentare la nuova collezione Piquadro. Vogue Italia e Piquadro doneranno tre borse di studio all'Accademia di Brera al fine di sostenere concretamente i giovani e la creatività. «Con Opera, Piquadro prosegue nella sua strategia di innovazione creativa che pone per la prima volta i contenuti moda sullo stesso piano di quelli tecnici e funzionali» afferma Marco Palmieri, Presidente e AD di Piquadro. «Giancarlo Petriglia è un creativo di grande talento con una profonda esperienza nell'accessorio e un grande amore per il Made in Italy al quale abbina una straordinaria propensione verso l'innovazione e la funzionalità. Siamo certi che sarà in grado di emozionarci con accessori sorprendenti tanto dal punto di vista del design che della performance». 13 GENNAIO 2014 - A UNIQUE VISION OF PERFORMANCE AND EXPERIENCE E per concludere L’Uomo Vogue e Herno - azienda italiana di sportswear di lusso fondata su valori quali  la tradizione sartoriale e la ricerca tecnologica, l’estetica e la funzionalità - celebrano la filosofia dei due brand il 13 gennaio al Museo della Scienza e della Tecnica, a partire dalle 19.30. L’evento, A Unique Vision of Performance and Experience, prevede video-proiezioni e installazioni che renderanno la serata una vera esperienza sensoriale e un allestimento che riporta a 4 temi cardine  di Herno:  Technology, Performance, Urban e Tailoring. A interpretarli sarà il contributo di 4 studenti del Politecnico di Milano selezionati dal rettore; i 4 giovani saranno ospitati successivamente da Herno per una internship di 2 mesi: ne verrà poi selezionato uno per uno stage all’interno dell’azienda. A fare gli onori di casa Franca Sozzani e Claudio Marenzi, CEO di Herno.  “L’Uomo Vogue intercetta la modernità nella fusione di tradizione sartoriale e ricerca tecnologica, estetica e funzionalità. Herno da sempre ne è il principale interprete. La collaborazione diventa spontanea!” così Claudio Marenzi – CEO Herno.

 

 

ILIOKATAKINIOMUMASTILOPSARODIMAKOPIOTITA: una mostra completamente interattiva quella che ci viene proposta da  Micol Assaël: una delle figure più originali nel contesto artistico europeo. Artista nata in Italia, ma vissuta sempre all'estero.

La mostra si prende i suoi spazi: 1800 mq dello Shed 'occupati' dalle quattro installazioni più importanti dell'artista e un'opera inedita.

Il progetto comprende il coinvolgimento del pubblico che dovrà mettersi 'in gioco' e partecipare attivamente, sia dal punto di vista fisico che mentale, con le opere e lo spazio che lo circondano.

La ricerca artistica di Micol Assaël si è sempre concentrata sull'interazione con il corpo umano, la percezione sensoriale, in particolare quella dello spettatore stesso: quasi tutte le sue opere, infatti, hanno l'obiettivo di avvicinarsi, toccare, scuotere letteralmente il corpo e la mente dello spettatore, mettendolo in una posizione di pericolo reale o supposto.

Un'arte avvincente e che incuriosisce, l'Hangar Bicocca si riconferma uno spazio attento all'arte contemporanea, all'esposizione e promozione dell'arte che lascia il segno.

La mostra è a cura di Andrea Lissoni, verrà inaugurata giovedì 30 gennaio 2014 alle 19 e rimarrà all'Hangar Bicocca dal 31 gennaio al 4 maggio 2014.

 

Fondazione HangerBicocca

Via Chiese 2, Milano

L'HangarBicocca sarà aperta ill giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 11.00 alle 23.00

Per ulteriori informazioni potete visitare il sito: www.hangarbicocca.org , nella sezione 'Mostre'.

Oppure potete telefonare a: 02 66 11 15 73

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