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In occasione di Expo 2015, il 19 e 20 Settembre Milano rende omaggio alla migliore pasticceria italiana con “Sweety of Milano”, uno dei più importanti eventi gourmet dell’anno. Ideato e organizzato da Italian Gourmet, con la sua rivista “Il Pasticcere” e il patrocinio di Accademia Maestri Pasticceri Italiani, Expo, Apci e Viaggiatore Gourmet, l’evento è pensato per tutti, a partire dai bambini, che fino ai 12 anni entrano gratuitamente.
Oltre venti tra i migliori pasticceri italiani sono pronti a conquistarvi con le loro specialità presso il Palazzo delle Stelline, l’edificio quattrocentesco di Corso Magenta, che per l’occasione si trasforma nella pasticceria più grande del mondo.
Quattro le aree principali della manifestazione: la presentazione e la vendita dei dolci a prezzi calmierati, gli showcooking, le masterclass e la parte espositiva degli sponsor.
Le masterclass, accessibili fino a esaurimento posti e solo previo acquisto del ticket di ingresso tramite il sito della manifestazione, sono rivolte a chi ama mettersi alla prova: i maestri pasticceri presenti, infatti, coordinati da Maurizio Santine dalla blogger Pinella Orgiana, vi aspettano per condurvi nel mondo dell’alta pasticceria svelandovi i segreti e le tecniche della loro arte.
Sono presenti anche Iginio Massari, Gino Fabbri, Gianluca Fausto, Diego Crosarae Gabriele Bozzio. Sabato 19, inoltre, Sweety of Milano ospita la finale del Panettone Day, concorso esclusivo, promosso da Braims in partnership con Novacart, nato per premiare i migliori panettoni e dolci lievitati artigianali e promuovere l’eccellenza della pasticceria.
Settembre 19 - opening SOUL CLAP allnight long
Grazie agli ultimi progetti dedicati alla street art, Milano si colora e diventa sempre più allettante.
Per il progetto di street art "Energy box", promosso dal Comune di Milano, A2A e Fondazione Aem, 50 artisti decoreranno 150 centraline semaforiche per trasformare la città nella prima galleria metropolitana a cielo aperto in Europa. Fino al 20 settembre gli artisti, con la supervisione del critico d’arte ordinario di Storia dell’arte moderna al Politecnico di Milano Flavio Caroli, eseguiranno dal vivo le loro opere sulle centraline semaforiche in centro come nelle zone periferiche della città. I lavori diventeranno così opere d’arte permanenti di Milano. Il 23 settembre, infine, alcuni artisti si esibiranno in performance live aperte a tutti presso la Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4.
L’intero progetto gode di una media partnership d’eccezione: Rolling Stone Italia, magazine sempre attento alle nuove forme d’espressione artistica.
Questa iniziativa ci consente di donare bellezza a semplici elementi di arredo pubblico - spiega l'Assessore alla Cultura Filippo Del Corno - che sono fondamentali per il corretto funzionamento di una grande città. Grazie all'intervento di questi artisti straordinari riusciremo a conciliare efficienza ed estetica, trasformando Milano in una vera e propria galleria a cielo aperto.”
La street art è protagonista anche del progetto "Urban art museum": in zona Niguarda gli artisti hanno adornato 30 nuovi tombini, che verranno collocati nel quartiere, e le vasche di contenimento del Seveso nei pressi della piscina Scarioni, dando vita ad un originale percorso artistico. Urban art museum è promosso dall’assessorato ai Lavori pubblici e Arredo urbano, dall'Associazione dei commercianti della zona Pratocentenaro-Confcommercio Milano e dal Consiglio di Zona 9.
“Il quartiere Niguarda si arricchisce di un’arte moderna e vivace come la street art grazie anche ai 30 tombini messi a disposizione dal Comune – è il commento dell’assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza -E’ significativa la scelta di questa zona della città, che ha sofferto in modo particolare le esondazioni del Seveso: il bello deve arrivare sotto le case di tutti i cittadini“
Infine, il Comune di Milano ha messo a disposizione 100 muri in tutta la città dove gli street artists possono esprimersi liberamente. "Muri liberi" è un progetto che intende conciliare arte, libertà e decoro urbano. Per individuare i muri messi a disposizione è stata creata una mappa georeferenziata con le schede descrittive degli stessi. E' possibile visualizzare la mappa anche da tablet e smartphone.
Chiara Zanetti
[gallery ids="46627,46628"]Martedì 22 settembre Milano ospita la tanto attesa "Vogue Fashion's Night Out", preceduta da quella di Firenze del 17 settembre. La manifestazione serale dedicata allo shopping, alla sua settima edizione, si prefigge l'obiettivo di festeggiare la moda e di dare impulso all'economia del settore, avvicinando il mondo del fashion al grande pubblico.
L'edizione 2015 "Vogue Fashion’s Night Out", inserita nel calendario di Expoincittà, vede coinvolte anche questa volta centinaia di negozi del centro milanese intorno al quadrilatero della moda, da via Montenapoleone a via Manzoni, da Corso Vittorio Emanuele a Corso Genova, da via della Spiga a corso Venezia, all'intero quartiere di Brera e Corso Como. Si include Piazza Gae Aulenti e il quartiere di Porta Nuova. Fino alle 23.00 avranno dunque luogo centinaia di eventi cui aderiscono le più note griffe internazionali, negozi storici cittadini e gli store dei giovani brand, tra cocktail, live, celebrity e dj set.
«Un appuntamento che celebra il profondo legame tra Milano e la Moda facendo partecipe di questa festa tutta la città e i suoi abitanti» spiega l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Moda e Design Cristina Tajani, la quale seguita «La 'Vogue Fashion’s Night Out', è insieme l’occasione per valorizzare un settore produttivo trainante per il nostro territorio e per connettere il mondo della moda con la città senza dimenticare l'importanza della ricerca.». In alcuni negozi infatti, sarà possibile acquistare le limited edition, Il cui ricavato sarà devoluto alla ricerca dell'Istituto Monzino sulla malattie cardiovascolari, prima causa di infermità per le donne dopo il tumore al seno.
Parte a Milano il primo servizio di raccolta a domicilio di latte materno. Si chiama "Human Milk Link" e sarà attivo da Ottobre.
Un "Ape Millk", veicolo allestito con cella frigorifera e guidato da ostetrici, ritirerà latte materno dalle case delle mamme che ne hanno fatto richiesta e, tramite le Banche del Latte, lo distribuirà negli ospedali più vicini per donarlo ai neonati prematuri che ne hanno bisogno.
Donare il latte non è solo un gesto di generosità (oggi in Italia se ne raccolgono meno di 10mila litri all'anno, mentre sarebbero necessari quantitativi tre volte superiori) ma conviene: svuotare completamente, con regolarità, il seno dopo ogni poppata stimola una produzione maggiore di latte e previene fastidiosi ingorghi mammari e dolorose mastiti.
Inoltre l’ostetrica potrà offrire anche consulenza gratuita alle mamme donatrici, per favorire il processo di allattamento ed estrazione del latte.
Sono previsti anche altri vantaggi per le mamme che donano, come esami ematochimici gratuiti e kit di raccolta del latte con un tiralatte manuale e contenitori per la raccolta del latte.
L'iniziativa, gratuita per chi dona e per chi riceve, è promossa dall’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato – A.I.B.L.U.D. Onlus - ed è patrocinata dal Comune.
Il progetto "Human Milk Link" mira ad espandersi anche in altre grandi città italiane come Roma, Torino, Firenze, Bari e Palermo. Chiunque può contribuire alla sua diffusione in tutta Italia: il modo più veloce è effettuare una donazione on-line direttamente dal sito. Basta un piccolo contributo per sostenere la raccolta del latte materno, alimento salvavita per i neonati prematuri.
"Human Milk Link" di A.I.B.L.U.D. ONLUS - Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato Serivizio attivo a partire da Ottobre Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sabato 19 settembre, in occasione di MITO, il Festival Internazionale della Musica di Milano e Torino, al Teatro Elfo Puccini di Milano terranno insieme un concerto Idan Raichel, l’artista israeliano tra i più grandi esponenti della world music e la grandissima interprete della musica italiana Ornella Vanoni. A unire questi due artisti, appartenenti a generazioni e culture differenti, un ideale comune di “musica” in cui tutti, senza distinzione di lingua, età e religione, possano raccontare e amalgamare le proprie tradizioni e le proprie radici. Ad accompagnarli sul palco ci saranno anche nove rappresentanti di The Idan Raichel Project: Cabra Casay, Maya Avraham e Avi Wogderess Vasa (voci), Gilad Shmueli (batteria), Joca Perpignan, (percussioni e voci), Yogev Glusman (basso e violino), Marc Kakon (chitarre), Yankele Segal (tar, bouzouki, baglama e oud) ed Eyal Sela (flauti e clarinetti).
Il progetto, nato nel 2003 allo scopo di costruire un ponte immaginario in grado di superare qualsiasi tipo di barriera etnica e culturale, ha visto la collaborazione di più di 100 artisti provenienti da culture musicali differenti, unificando in tal modo le sonorità mediorientali con quelle slave, africane e sudamericane. Grazie ad esso, Idan Raichel si è affermato come il più potente ambasciatore della sua cultura nel mondo.
Info:
Il concerto si terrà nella sala Shakespeare di Corso Buenos Aires 33 alle ore 22.00. Il prezzo del biglietto è di 15 euro.
[gallery ids="46601,46602"]E se fosse possibile pagare il tempo di permanenza in un locale anziché la consumazione?
Questo concept nasce alcuni anni fa in Russia, dalla mente di Ivan Meetin, l’attuale CEO di Ziferblat (“orologio”, in russo), la prima catena di bar pensati per consumare il tempo e farselo pagare.
Il format è stato poi esportato a Londra, dove gli avventori all’ingresso nel locale prendono con loro una sveglia per contare gli effettivi minuti di permanenza. Da qui il grande successo in molti altri Paesi europei sicuramente per la praticità della formula adottata: un vero e proprio caffè-ufficio in cui lavorare connessi alla rete wi-fi, studiare, organizzare una presentazione. Non si spende nulla per il cibo e le bevande consumate al tavolo, ma si paga solo il tempo trascorso nel locale.
E’ una evoluzione del tradizionale caffè letterario con uno sguardo realistico verso le esigenze dei lavoratori più giovani, che spesso non hanno un ufficio di proprietà.
Il concept store è finalmente approdato anche a Milano e si chiama “Coffice”. Nato dall’idea di Irene Maestri e Alberto Barazzetti, vuole divenire una vera community di persone con interessi e bisogni in comune.
Il consumo è appunto orario, si paga un forfait per la prima ora (4 Euro) e in seguito uno "scatto" ogni mezz'ora. In cambio, oltre al wi-fi, si hanno prodotti di caffetteria illimitati e un buffet dolce e salato con pasticceria secca, pizzette, cereali, piccoli croissant e altre stuzzicherie. Inoltre, è previsto un menù per il pranzo che è al di fuori della tariffa oraria.
Sembra il locale perfetto per chi ha una partita Iva: qui può incontrare i clienti e lavorare secondo la logica del coworking che mette a disposizione, oltre a delle postazioni fisiche e alla rete con fibra ottica, una stampante con scanner e uno schermo sul quale trasmettere presentazioni e slides in caso di riunioni.
“Coffice” è una valida alternativa anche per studenti universitari che vogliano incontrarsi e studiare in un ambiente più confortevole rispetto alle tradizionali biblioteche.
Non si sentano esclusi tutti gli altri: “Coffice” può divenire una seconda casa per tutti coloro che vogliano rilassarsi leggendo un libro e bevendo un tè coi biscotti o partecipare a workshop di fotografia, presentazioni di libri ed esposizioni d'arte.
"Coffice Milano" Angolo Porta Romana, Viale Emilio Caldara, 1 - 20122 Milano Telefono: 0249538268 - 32826927 www.cofficemilano.it/
Indira Fassioni
Un viaggio nel cuore della Sardegna, un viaggio che è, alla fine di tutto, una grande storia d’amore
Dalla Porto Torres del Petrolchimico alla Cagliari dei Bastioni, lungo la statale 131, passando magari per Macomer, quella delle caserme e di alcune piccole star televisive. Sassari tra segreti e clamori. L’incredibile Parco delle Prigionette. Le dolcezze di Bosa e di Stintino. Arsura di Gallura. I Collage che sono di Olbia. Le isole dell’isola: dall’Asinara del carcere speciale e degli asinelli albini alla Caprera di Garibaldi. Oristano la città-salotto e Nuoro, più Giacometti che Deledda, che dell’isola è la piccola Atene. La Barbagia e il mito identitario. La Siligo di Gavino Ledda, la Ghilarza di Gramsci e la Villacidro di Dessì. E Alghero forever. La Sardegna che questo viaggio ci restituisce non l’aveva raccontata mai nessuno, tra grand tour e autoironica autobiografia, nei modi d’una scrittura disinvolta e camaleontica, tra il comico e il lirico. Anche perché Massimo Onofri ha letto tutti i libri, e non solo di viaggio: sottoponendo al vaglio di una critica spietata e allegra tutti i luoghi comuni che hanno poi prodotto tanta cattiva letteratura, autoctona e no, a uso e consumo d’un turista in cerca di brividi esotici e primitivi. Ma la Sardegna, osservata con occhi veri e onesti, è anche la grande occasione per una resa dei conti, commossa e ilare, col proprio stilnovismo patologico.
Un viaggio unico, durato cinque mesi, nel cuore dell’Africa; un reportage sulle tracce di un continente operoso, vitale e in costante evoluzione, capace di guardare al futuro; un fotografo dallo sguardo acuto che ha catturato l’essenza degli uomini, delle donne e dei bambini di quelle terre e ripropone nei loro volti l’orgoglio e il desiderio di essere protagonisti di un domani libero e indipendente.
Al Boscolo Hotel di Milano, dal 17 settembre al 16 ottobre 2015, Davide Scalenghe, fotografo e video reporter che dal 2007 dedica la sua professione a inchieste e reportage internazionali, espone una selezione di 25 scatti realizzati durante il viaggio che lo ha portato in alcuni Presidi in Marocco, Senegal, Etiopia, Kenya e Tanzania, al fianco di Steve McCurry. L’occasione è stata data dal progetto documentaristico e fotografico da cui nasce il calendario Lavazza 2015 The Earth Defenders realizzato dal fotografo statunitense, nato dalla collaborazione tra Lavazza e Slow Food, con la direzione creativa di Armando Testa, e che Scalenghe ha raccontato nel reportage trasmesso da Discovery Channel e Real Time.
I temi portanti di Expo 2015 sono il filo conduttore della mostra “New Faces of Africa”, curata nell’allestimento da Michela Alquati: nutrizione e cibo, bisogno primario dell’uomo, ma anche simbolo di libertà per quelle terre in cui la produzione rurale rappresenta il settore che dà lavoro a interi villaggi e che mette gli uomini e le donne africani al centro del proprio destino.
Scalenghe - attraverso i volti dei popoli che ha incontrato, le straordinarie atmosfere dei territori, l’equilibrio delicato della vita che ruota attorno al cibo e a come procurarselo - racconta in questo lavoro di backstage storie esemplari dei protagonisti. Uno sguardo ulteriore che ha arricchito di contributi inediti il reportage realizzato da Steve Mc Curry per il Calendario Lavazza 2015.
A partire dal Marocco, dal laboratorio di Nadia, imprenditrice come ce ne sono tante in Africa –forti, concrete, combattive - che lavora le bacche per produrre l’olio di Argan; per proseguire esplorando i metodi di pesca in Senegal, con le caratteristiche canoe, i Cayucos, un tempo usate per cercar fortuna verso il vecchio continente; passando per il Kenya dove si estrae il sale da un’erba che cresce sulle rive fiume Nzoia; approdando in Etiopia con i suoi allevatori di cammelli; per giungere in Tanzania, all’interno di una delle comunità di produttori di caffè coinvolte nel progetto ¡Tierra! Lavazza, dove grazie alla collaborazione della Fondazione Lavazza con l’Associazione Kirua Children è stata realizzata la MaseRing Nursery School che consente ai bambini un’istruzione adeguata e una crescita consapevole.
E sono proprio gli sguardi dei bambini, catturati negli scatti di Scalenghe a rappresentare il futuro del continente africano, supportato dalla solidità dei Presidi (oltre a quelli di Lavazza e Slow Food sono oltre 450 quelli sostenuti dall’Unione Europea per 13.000 produttori) che proteggono le tradizioni locali e garantiscono, attraverso politiche più rappresentative, un modello e un futuro sostenibili.
Molte delle comunità coinvolte nei Presidi sono cresciute notevolmente in questi anni e oggi hanno raggiunto la piena autonomia: i coltivatori sono in grado di vendere il prodotto direttamente, senza l’intervento degli intermediari, aumentando il guadagno diretto da destinare al mantenimento del proprio nucleo famigliare.
“New Faces of Africa” è realizzata con il sostegno di
LAVAZZA
Titolo Davide Scalenghe. “New Faces of Africa”
Sede Boscolo Hotel | Corso Matteotti 4/6, Milano
Inaugurazione Mercoledì 16 settembre – h. 19.00 (solo su invito)
Date 17 settembre – 16 ottobre 2015
Press Office C CUBE comunicazione al cubo – Clio Arnoldi – T. 02 48193994 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.ccube.it
Informazioni al pubblico
Stefano Dalla Verde - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – T. +39 331 860 77 79
Indira Fassioni
[gallery ids="46575,46576,46577"]224 pagine per l’avvincente romanzo “Una bellissima notte senza luna”, che ritrae la coppia di Enrico e Francesca.
Si tratta di una storia d’amore, passione e amicizia che racconta uno spaccato della vita del protagonista e delle persone che incrociano i loro destini con il suo.
Lui, è un uomo “fuggendo”, che non ama far fronte ai problemi e pensa che gli equilibri della sua vita siano mantenuti in ordine se rispetta delle regole prefissate, soprattutto quella che lui chiama La Regola. La sua Lei, è una donna “affrontando”, calma ma risoluta che affronta senza indugi la vita. Lui, un giorno però, incontra un’altra, una donna “mediamente”, una fra le tante che diventa però la donna con cui decide di infrangere La Regola. A causa di questo, si scatenano una serie di eventi frutto del destino che ci conducono -come se stessimo viaggiando su una montagna russa- a un epilogo sorprendente.
Il romanzo, edito da Baldini & Castoldi, colpisce per la commistione e il sincretismo degli stili.
Camilla Costanzo (Roma, 1973) autrice, sceneggiatrice e giornalista. Per Mondadori ha pubblicato “Ero cosa loro: l’amore di una madre può sconfiggere la mafia” scritto con Giusy Vitale. Dirige a Roma una scuola di Yoga Ashtanga.

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