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Torna anche quest’anno l’imperdibile appuntamento con la Festa del Cinema dall’8 al 15 maggio, che porterà nelle sale cinematografiche “spazioCinema” di tutta Italia un calendario ricco di eventi per un pubblico di ogni età.
Un’iniziativa promossa e sostenuta dai distributori e produttori dell’ANICA e dalle associazioni dell’esercizio ANEC, ANEM, ACEC e FICE, con l’organizzazione di QMI.
Oltre alla normale programmazione, nella settimana della Festa del Cinema saranno molte le iniziative collaterali proposte per adulti, ragazzi e bambini: incontri, proiezioni speciali, concerti e altro ancora! Per questa importante occasione inoltre, all’Anteo e all’Apollo spazioCinema di Milano, al Capitol, al Metropol e al Teodolinda di Monza, e a Spaziocinema CremonaPo, il biglietto di ingresso avrà un prezzo ridotto di 3 euro, un prezzo simbolico, che ha lo scopo di rilanciare l’importanza culturale e sociale del cinema.
La grande “Festa” sarà inaugurata alle ore 19.30 all’Apollo di Milano dall’ opera in quattro atti più risorgimentale di Verdi, il Nabucco, diretto da Daniele Abbado e interpretato da Leo Nucci, Aleksandrs Antonenko, Liudmyla Monastyrska. Un’opera che verrà riproposta al Capitol di Monza lunedì 12 maggio.
All’Apollo, inoltre, martedì 13 alle ore 19.30 si potrà assistere alla Cenerentola di Gioachino Rossini dal Metropolitan Opera di New York per la regia di Cesare Lievi e l’interpretazione di Joyce DiDonato, Juan Diego Flòrez, Pietro Spagnoli, Luca Pisaroni, mentre mercoledì 14 maggio alle ore 21.30, immancabile proiezione del film, Per altri occhi, Nastro d’argento come miglior documentario del 2014.
Venerdì 9 all’Anteo di Milano alle ore 20.30 appuntamento con “cinema&musica”, durante il quale la proiezione del film Alabama Monroe di Felix Van Groeningen verrà accompagnata da un concerto di musica bluegrass realizzato dalla band 0039 – Bluegrass made in Italy. Il bluegrass è ció che unisce Elise e Didier, la splendida coppia protagonista del film, e diventa il filo che lega tutte le questioni chiavi: la vita, la morte, la nascita, l’America, la maternità, la paternità, il trovare consolazione, la vita dopo la morte.
Continuando sul filone musicale, imperdibili i Grandi concerti al cinema: Queen - Hungaruan rapsody: Live in Budapest ‘86 venerdì 9 maggio alle 22.30 a Cremona e sabato 10 alle 22.30 al Metropol di Monza.
Durante quest’importante esperienza cinematografica, non mancheranno i classici de “Il cinema ritrovato” che negli scorsi mesi hanno riscosso un grande successo di pubblico: all’Apollo lunedì 12 Dial M for Murder di Alfred Hitchkock e mercoledì 14 Hiroshima Mon Amour; all’Anteo martedì 13 Roma città aperta di Roberto Rossellini e Ninotchka di Ernst Lubitsch giovedì 15; sabato 10 al Teodolinda di Monza Il gattopardo di Luchino Visconti.
Spazio poi ai documentari, tra cui ricordiamo, lunedì 12 maggio alle ore 20.45 all’Apollo, un affettuoso e divertente docufilm dedicato a Raimondo Vianello nelle vesti meno note al grande pubblico di attore cinematografico, basato su un'accurata antologia delle sue più significative partecipazioni sul grande schermo, ricca di inediti e curiosità. Tutto questo per iniziativa, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, dell'associazione culturale cinematografica first national, il mondo dei doppiatori di Antonio Gemma, in collaborazione con Agis Lombardia.
Saranno inoltre moltissime le proiezione e le iniziative dedicate ai ragazzi e ai bambini.
La domenica in tutte le sale del circuito film, i più piccoli e non solo, potranno ridere e divertirsi, con i più recenti film d’animazione: Nut job accompagnato da una merenda da veri scoiattoli al bar del cinema e un simpatico omaggio per tutti i bimbi, Rio 2, Belle & Sebastien, The Lego Movie. Inoltre bambini e ragazzi saranno invitati a costruire alcune delle macchine del cinema delle origini e a dar vita, in breve tempo, a piccole storie animate, durante i laboratori per bambini, sabato 10 alle 15.30 al Capitol di Monza e domenica 11 alle ore 11.00 all’Anteo di Milano.
E se qualcuno volesse scoprire futuri talenti del cinema, giovedì 15 alle ore 14.45 all’Apollo verrano presentati i cortometraggi realizzati nelle scuole secondarie di II grado di Milano e provincia nell’ambito del progetto ABCinema. E chi lo dice, forse tra di loro il nuovo Woody Allen?
Queste, e molte altre iniziative, da non perdere in questo ricco e variegato programma, che vi farà apprezzare la bellezza e il fascino che il grande schermo ha da offrirci.
La Festa del Cinema
Dal 8 al 15 Maggio 2014
Il programma completo della rassegna sul sito www.spaziocinema.info
Per info: tel. 02.43912769 - www.spaziocinema.info
Inizia la stagione dei matrimoni. Infatti, i mesi più gettonati per dire sì sono proprio maggio e giugno. Conclusasi White Gallery London, una delle più importanti e prestigiose fiere di bridal fashion, abbiamo cercato di capire le nuove tendenze in fatto di abiti da sposa.
Vintage: uno stile che ricorda lo scorso successo del film The Great Gatsby, ritorna lo stile vintage anni ’20 (e non solo) di tessuti leggeri e corpetti morbidi, che non fasciano la vita. Perline scintillanti e ricami cadono su gonne poco vaporose e senza strascico. Una sposa bohemién, naturale ed eterea.
Bon ton: scollo a cuore, corpetto stretto a bottoncini e gonna a ruota. In contrapposizione con la semplice sposa vintage, resiste l’eleganza e raffinatezza della sposa principessa, romantica e impeccabile.
Corto: nonostante l’abito corto non sia ben visto da tutte, è sempre più richiesto dalle spose che vogliono stupire con gusto ed eleganze. Tubini, gonne vaporose a ruota o asimmetrici, l’importante è abbinare un bel paio di scarpe.. e di gambe.
Rosa: che sia il nuovo bianco? Femminile, discreto e romantico. Il colore rosa è sempre più utilizzato, sia per l’intero abito, sia per accessori e dettagli.
Di tendenza o no, poco importa alla fine. Ogni sposa riconosce il proprio abito e lo indossa con una luce negli occhi che illumina ogni gesto e ogni sorriso. Una luce che parla e promette progetti d’amore.
Fino al 16 Giugno è aperta l’ottava edizione di Photofestival, un appuntamento tutto dedicato alla fotografia d’autore, presente nelle gallerie, nei musei e nei palazzi storici di Milano.
Un Festival sempre più caratterizzato, nella qualità e nella quantità della propria offerta, che ribadisce il ruolo di Milano, quale città-capitale della fotografia italiana. L’edizione 2014 propone appuntamenti di grande qualità ed estrema varietà, con la presenza di moltissimi professionisti ma anche di giovani autori di valore e talento.
La fotografia raggiungerà capillarmente tutta la città e l’hinterland, offrendo un ventaglio di proposte per indagare ed ammirare le diverse modalità della fotografia, contemporanea o storica. Ritratti, immagini composte, réportage, scatti d'archivio, c'è di tutto sotto il cielo di Photofestival.
Fra le novità, ci sono i Palazzi della Fotografia ovvero Palazzo Bovara, Palazzo Castiglioni, Palazzo Giureconsulti e Palazzo Turati, edifici storici, che ospiteranno diverse esposizioni, ideate ad hoc per quest’occasione.
Ma a scorrere il calendario, sono tante le proposte interessanti, come la mostra World Press Photo 2014 alla Galleria Carla Sozzani, il réportage di Chiara Luxardo che si fa osservatrice dell'umanità di un treno speciale in mostra a Palazzo Bovara e molte altre, tutte da scoprire.
Un’altra importante novità è costituita dai Photographers Days by Photofestival, con seminari, workshop, letture portfolio, incontri con autori e lectio magistralis che renderanno il percorso espositivo ancora più attraente, avvicinando il folto pubblico di appassionati.
In un mese e mezzo il festival - diretto da Roberto Mutti, Giovanni Pelloso e Riccardo Costantini - intende dimostrare che sotto la Madonnina batte un cuore che ama gli scatti. E, a guardare il corposo programma, c'è da crederlo. Sono circa 150 le mostre in calendario, sparse su tutto il territorio cittadino e gratuite (unica eccezione la personale di Carmen Mitrotta allestita al Museo Bagatti Valsecchi).
Un appuntamento da non perdere, per chi vuole scoprire i mille volti della fotografia.
Photofestival Milano 2014
Dal 29 Aprile al 16 Giugno
COOL KIDS CAN'T DIE presenta:
*CHI NON LAVORA... NON TROMBA*
Questo è il weekend dedicato alla Festa dei Lavoratori. Ai disoccupati invece dedichiamo solo una canzone: come faceva quella di Celentano e la Mori?
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► Dj Show JAPI & LaEMI ► SEM & STENNO in Castigo
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COCKTAILS a soli 5.00€ entro le 00:30 !!!
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*COOL KIDS CAN’T DIE è il primo “Queer Party” di Milano in attività da 9 anni. Nato nei pressi di Milano, dopo varie collaborazioni con diversi locali milanesi e non, è approdato il venerdì notte al Toilet Club al momento della fondazione del locale. Il dj show di JAPI & LaEMI non è solo un set ma un vero e proprio spettacolo, dove la musica, il travestimento e l’interazione con il pubblico ne hanno decretato il successo. Il pubblico di COOL KIDS CAN’T DIE (misto gay friendly), party dopo party, è sempre in crescita e in movimento; si ritrova come una grande famiglia e si scatena in pista e nella testa con pezzi Pop, 70s 80s 90s, Electro, Trash, Punk Rock, col tempo fusi con sonorità che vanno dagli anni ‘60 ad oggi, dando vita a mix inconfondibili e ad atmosfere uniche. Gli stessi djs definiscono infatti la loro selezione come "Lovely Trash, Fag Noises, 60s Kisses, 70s Make Up, 80s Italian Spaghetti, 90s Dance Under the Bridge, Funkabilly, Rhythm ‘n’ Rock, Punk ‘n’ Blues, Drum ‘n’ Revival e Indie ‘n’ Bass". Ormai non più solo una semplice “serata”, il CKCD è diventato uno stile di vita notturno vissuto in modo disinvolto e colorato, nonché riflesso di chi questa serata l'ha sognata e l'ha pensata da prima che esistesse. Infatti Japi e LaEmi prima di essere i due conquilini della consolle, sono gli organizzatori ed ideatori di questo evento, cominciato dove tutte le cose più belle cominciano e cioè da una grande amicizia. Grazie alle importanti ospitate, il loro curriculum vanta di varie collaborazioni con grandi artisti della scena italiana ed internazionale, passata e attuale.
♥ EVERY FRIDAY COOL KIDS CAN'T DIE ♥
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• Solo per gli amici del venerdì UN PASSAGGIO CON UNA BERLINA NERA GRATIS! Cool Kids Can't Die vi offre una corsa di 20€ che potete utilizzare per venire o tornare a casa dal Toilet! Dovete soltanto scaricare l'app UBER (che nome carino!), registrarvi e inserire il codice "coolkids" per usufruire dell'offerta! La corsa è completamente gratuita e utilizzabile solo il venerdì con partenza o destinazione il Toilet! ♥
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► FREE ENTRY - FREE LOVE
( con tessera ARCI, ARCIGAY, ARCILESBICA, UISP)
NON HAI ANCORA LA TESSERA ARCI? Richiedila almeno 24h prima di venire al Toilet compilando il form all’indirizzo www.circolotoilet.it/
► TOILET CLUB via Lodovico il Moro 171, Milano Aperto dalle 23:30 alle 4:00
► Info: www.circolotoilet.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Wes Anderson prova l’impossibile. Prova a far sorridere e divertire lo spettatore con una commedia che parla in realtà di razzismo, di sospetto per il diverso e di intransigenza contro tutto ciò che non si conosce e che non si desidera approfondire.
Il regista è bravo a richiamarsi alla commedia corale, alla struttura narrativa classica e alla creazione di tanti personaggi quante sono le storie e gli ambienti raccontati o solo presentati nella pellicola.
È onestamente un azzardo quello di Anderson perché lo spettatore moderno se non è un appassionato del cinema classico dei pionieri hollywoodiani rischia di perdersi e di non carpire fino in fondo lo scopo reale della narrazione filmica.
Scopo che è invece importante da cogliere e da assaporare perché Grand Budapest Hotel è la commedia dove più ci si può indignare per quei comportamenti, quelle azioni e quelle scelte che ancora persistono nell’Europa attuale e che tanto strazio e dolore hanno portato nei secoli più bui del nostro continente. E pensare con forza e coraggio: mai più.
La trama del film è complicata e semplice allo stesso tempo, il direttore dell’hotel è un uomo affabile e servizievole e per questo gode delle simpatie e delle confidenze di molte delle clienti più mature del Grand Budapest, tanto che una di loro gli lascia in affidamento un prezioso quadro.
Quando la donna muore, però, il figlio della stessa accusa il direttore di furto e lo fa imprigionare.
Ad aiutarlo e assisterlo in questo difficile momento è un suo dipendente straniero e immigrato, Zero, che pur neoassunto e poco pratico delle questioni che si svolgono nell’hotel farà qualsiasi cosa per salvare il suo datore di lavoro, dimostrando un attaccamento e una riconoscenza davvero esemplari. Wes Anderson oltre a costruire la pellicola in questione richiamandosi alle commedie più classiche del cinema internazionale fa della stessa anche un omaggio importante e significativo a uno dei pacifisti più convinti e attivi degli anni Venti e Trenta del secolo scorso, lo scrittore Stefan Sweig, ebreo austriaco a cui i nazisti hanno bruciato tutte le opere nel 1933.
Per questo Grand Budapest Hotel diventa un modo per riflettere ancora su a che punto siamo. Quanti passi avanti abbiamo fatto come società e come individui dal 1933, dall’orrore delle leggi razziali, dalla paura dello straniero e dall’accettazione del diverso?
L’Europa è cambiata, è più pronta, è più matura?
Quando la commedia corale, divertente e un po’ irreale diventa un momento e una occasione per parlare e riflettere sulle frontiere geografiche, mentali e culturali allora il cinema diventa arte educativa e vale sempre la pena di essere visto.
Indira Fassioni
Il 10 Maggio un grande evento, un opera lirica al Teatro Arcimboldi: Aida. Amore è coraggio.
Un nuovo allestimento per Opera Domani, il più antico e il più diffuso tra i progetti di Opera Education, che si occupa da diciassette anni della produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici.
In occasione dell’edizione dedicata a Verdi, per festeggiarne il bicentenario della nascita, As.Li.Co. ha pensato alla riduzione, ad opera del compositore Alberto Cara, di Aida, una delle più famose opere del maestro di Busseto.
Lo spettacolo, preceduto come di consueto da un importante percorso didattico svolto durante l’anno nelle scuole, sarà in scena il 10 maggio al Teatro degli Arcimboldi di Milano con una replica aperta al pubblico.
Libretto è a cura di Antonio Ghislanzoni. Musica di Giuseppe Verdi, l’adattamento musicale è di Alberto Cara, il direttore dell’opera è Pietro Billi, la regia è di Stefano Simone Pintor. Le scene sono realizzate da Gregorio Zurla, i costumi di Stefania Barreca.
“Più di tremila anni fa l'Egitto era una potenza mondiale in grado di sovrastare il mondo con il proprio esercito.
Ci vuole coraggio per fare una guerra, per difendere la propria terra dall'attacco del nemico. Anche nella storia di Aida c'è una guerra combattuta con coraggio contro il nemico. Eppure il tema principale di quest'opera non sembra essere davvero la guerra. L'argomento che interessava raccontare al nostro Verdi, di cui quest'anno festeggiamo i 200 anni dalla nascita, sembra essere un altro... E cioè l'amore! L'amore che scocca fra Aida e Radamés, i protagonisti di questa storia, ma anche l'amore che prova Amneris per lo stesso Radamés (un amore difficile perché non ricambiato).
A ben guardare, ci sembra che in questa storia il vero coraggio risieda proprio nella capacità di amare qualcuno. Infatti, il coraggio di amare è molto più importante in un mondo dove tutti quanti son solo capaci di combattere e lottare. Aida e Radamés sono i più coraggiosi di tutti in questa storia, perché non sono amanti normali, ma speciali. Aida, infatti, è figlia del Re d'Etiopia ed è ridotta schiava al cospetto della figlia del Faraone d'Egitto, Amneris. Eppure nessuno sa chi sia lei veramente, tutti pensano che sia una normale ragazza etiope, di umili origini. Radamès, invece, è un giovane guerriero e il futuro capo dell'esercito egizio, ed è colui che vincerà in battaglia proprio l'Etiopia, riducendo schiavo anche il padre di Aida, Amonasro. Questi ragazzi, dunque, non solo sono di due stati sociali diversi, ma sono anche figli di due popoli diversi, con diverse culture e, per di più, in lotta fra loro. Sono due nemici, insomma. Allora ci sembra che sia questo il vero coraggio: il coraggio di amare il diverso!
È questa la lezione di vita più grande che quest'opera ci dà e quella che dobbiamo raccontare noi: l'accettazione del diverso, il coraggio di amare qualcuno a dispetto di quello che ci dice il mondo intorno a noi, anche se questo ci viene dipinto come uno straniero e quindi come un nemico da combattere. Perché tutti questi sono pregiudizi che ci impediscono di conoscere davvero una persona e ci nascondono invece la vera bellezza che sta dietro ogni incontro e che è in ognuno di noi.” Afferma Stefano Simone Pintor il regista dell’opera.
Un vero spettacolo di opera lirica, con cantanti professionisti, adatto ad un pubblico di bambini e adulti, un racconto avvincente e commovente, una storia d’amore e guerra.
INFO
Biglietti: 15.00 euro cad (+ pv)
LE DATE
SABATO 10 MAGGIO 2014 ORE 16:00
SABATO 10 MAGGIO 2014 ORE 20:30
Teatro Arcimboldi Viale dell'Innovazione 20 - 20126 Milano
Centralino: attivo dal lunedì al venerdì ore 10 - 18 Telefono: + (39) 02.64.11.42.200
Biglietteria: dal lunedì al venerdì ore 14 - 18 Telefono: + (39) 02.64.11.42.212/214 In occasione di concerti e spettacoli la biglietteria è aperta a partire da un'ora prima dell'orario d'inizio recita in cartellone.
Il 6-7-8 Giugno ritorna il MI AMI, con un’edizione più bella e ricca che mai presso il Circolo Magnolia.
Quest’anno tre giorni di musica live, fumetti e molto altro, per festeggiare un compleanno importante. Per il decimo anno consecutivo il MI AMI c’è e dal 6 all’8 giugno porterà sui suoi tre palchi tutti i nomi più importanti della nuova musica italiana: un festival bello e irrinunciabile.
Il manifesto del decennale del Mi Ami Festival è firmato da Alessandro Baronciani, autore della grafica della prima edizione del 2005. Come allora, protagonista del poster 2014 è un bacio, che quest’anno si moltiplica in tre manifesti differenti senza distinzione di genere.
Venerdì 6 Giugno i cancelli apriranno alle 18.00. Grandi ospiti come: Tre Allegri Ragazzi Morti, Diaframma, Aucan, Yakamoto Kotzuga e molti altri.
Sabato 7 Giugno l’apertura dei cancelli sarà alle 16.30 e il Mi Ami ospiterà grandi band e incredibili cantanti come Mellow Mood, Foxhound, The Remington, Ghemon, Nitro e non solo.
Domenica 8 Giugno alle 16.00 i cancelli saranno già aperti e i palchi di Magnolia avranno l’onore di ospitare Le luci della centrale elettrica, Marta sui tubi, Pocket Chestnut, Rockit All Starz e altri grandi nomi.
Il Mi Ami non è solo musica, undici grandi nomi della scena contemporanea dell’arte/fumetto/illustrazione: Gianluca Folì, Jacopo Rosati, Virginia Mori, Anna Deflorian, Roberta Zeta, Roberto La Forgia, Alessandro Baronciani, Davide Toffolo, Francesca Capellini e Marco Mazzone. Reporter a fumetti del festival sarà Lucia Whena Biagi.
Un grande ospite del festival sarà Il Collettivo Mammaiuto (Claudia Nuke Razzoli e Francesco Guarnaccia).
Ogni giorno in AREA MI FAI (all’entrata del Circolo a destra) disegneranno dal vivo con proiezioni giganti, come fosse l'ultima volta che MI AMI così.
Davide Toffolo, creatore del MI FAI, tornerà re di quest'edizione nella veste di Ritrattista 4 stelle, dipingendo su carta i profili dei festivalieri assolati e contenti che si metteranno in fila per ottenerlo!
Non perdetevi le altre esclusività del MI FAI come i visual dei concerti principali realizzati dal vivo dai disegnatori e la passeggiata #backintime lungo i dieci anni del MI AMI disegnati su grandi pannelli tutti i pomeriggi. I festivalieri potranno partecipare al contest SZIGET Festival: vieni a disegnare in Area MI FAI su tema #valetutto e vinci un biglietto SZIGET FESTIVAL (viaggio incluso)!
Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.rockit.it/miami/2014/index.php o l’evento facebook https://www.facebook.com/events/630764087012524/?ref=3&ref_newsfeed_story_type=regular
Un festival imperdibile, una contaminazione di musica e arte, nel favoloso Magnolia immerso nel verde! Nerospinto consiglia di non mancare e segnarsi in agenda l’evento.
MI AMI 2014
via Circonvallazione Idroscalo 41, 20090 Segrate
Inizia alle ore 16.00 · Termina alle ore 4.00
A volte succede che la fama e il successo non interessano, che non essere riconosciuti per strada quando si crea e si fa arte risulta più proficuo, interessante e affascinante di una copertina su una rivista o un articolo sul giornale.
Perché a volte fare arte implica mistero, trasformismo, segreti e anche bugie.
Vivian Maier aveva deciso di fare della sua vita un palcoscenico nascosto dove la sua arte sarebbe stata celata attraverso i suoi innumerevoli travestimenti, il suo lavoro da baby sitter in casa di famiglie agiate, il suo falso accento francese e la sua noncuranza nell’interpretare ruoli e personaggi. Solo così Vivian sapeva di poter sperimentare tutte le mille sfaccettature delle forme artistiche in cui amava cimentarsi. Prima di tutto la fotografia. Intensa, realistica, cruda eppure modificata dal suo genio, dalla sua percezione sconfinata della realtà circostante.
Raccontare per immagini è qualcosa di estremamente suggestivo e affascinante. Lo sanno tutti i maggiori fotografi ma lo sanno anche i più grandi registi. E dalla fotografia al cinema il passo è quasi inesistente. Così Vivian Maier sperimenta anche forme di cinema personali, scrivendo sceneggiature e storie e dando vita a particolari documentari di cronaca, anche questi smitizzati nella loro durezza e modificati come reportage ironici.
In poche parole tutto un mondo creativo che fa di Vivian Maier una delle artiste più complete della sua epoca.
Ma chi è Vivian Maier e come mai nessuno o quasi ne ha mai sentito parlare fino a ora?
Sicuramente Vivian non voleva che si parlasse di lei e non voleva essere famosa per cui aveva inventato un escamotage dietro l’altro per rendersi invisibile e per celare a tutti la propria arte.
Però la vita è strana, piena di coincidenze inspiegabile e forse meno prevedibile di quanto si pensi.
Così succede che un giovane filmaker con la passione per la fotografia, John Maloof, trova in un mercato delle pulci di Chicago una scatola piena di negativi non ancora sviluppati. La compra, sviluppa le foto e si imbatte nella vita e nell’arte di Vivian Maier. Donna poliedrica e artista nascosta. Persona dura e riservata ma anche ironica e visionaria.
Ne nascono una mostra di grande successo e ora un documentario in proiezione nella sale italiane.
Alla ricerca di Vivian Maier così diventa l’unico modo per avvicinarsi a questa artista, morta nel 2009, e che ha desiderato rimanere nascosta per tutta la sua vita.
Ma soprattutto vuol dire avvicinarsi alla sua arte e al suo mondo onirico e fisico insieme.
Non sapremo mai cosa penserebbe Vivian di tutto questo tardivo successo e di questa fama postuma e questa in realtà è la domanda primaria che ci si dovrebbe fare scoprendo Vivian Maier.
Lunedi 5 Maggio alle 17.15 Marte Milano Arte presenta la sua nuova app interattiva allo Spazio Oberdan di Milano.
UFO#Landingon è un’app interattiva che permette, ai curiosi di ogni età, di esplorare Milano da una prospettiva alternativa. Sulle mappe è possibile trovare descrizioni agili e complete dei luoghi e delle maggiori opere di pregio scelte tra i quartieri di Milano tramite un nuovo modo di scoprire la città. L’app si propone di creare, attraverso itinerari classici e sperimentali, un’esperienza basata su interazione, gioco e prospettive originali, i percorsi seguono i fili tematici che si intrecciano nella città, collegando edifici e presenze artistiche dentro e fuori dai circuiti tradizionali.
Grazie a check-in ed alle domande questo progetto permette di giocare con le opere e costruire una nuova didattica che riesca a coinvolgere anche I più giovani: cercare con attenzione gli indizi nascosti nella città diventa l’occasione per conoscere divertendosi, sfidandosi con punti, classifiche e premi.
Vedi gli itinerari storici, culturali e tematici di Milano. Condividi la tua esperienza sui social network e costruisci il tuo itinerario personale.
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Un progetto di:
Marte Milano Arte
Andrea Canevazzi - ideatore e coordinatore del progetto
Vera Canevazzi - coordinamento e revisione dei contenuti
Paolo Rizzi - programmazione software
Tommaso Belletti - progetto grafico
Gaia Greco - traduzioni
Matteo Cremona e Paolo di Clemente - illustrazioni a fumetti
Con il patrocinio di:
Regione Lombardia
Provincia di Milano
Comune di Milano
Collaborazioni istituzionali:
Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Pinacoteca e Biblioteca Ambrosiana, Museo della Scala, Hangar Bicocca, Museo Popoli e Culture, Pinacoteca del Castello Sforzesco, Museo d’Arte Antica, Museo degli Strumenti Musicali, Raccolte d’Arte Applicata, Biblioteca Trivulziana, Casa Museo Poldi Pezzoli, Casa Museo Bagatti Valsecchi, FAI - Villa Necchi, Casa Museo Boschi di Stefano, Studio Museo Vico Magistretti, Studio Museo Francesco Messina, Fondazione Corrente - Studio Ernesto Treccani, Archivio Consagra, Studio Garutti, Shht Magazine, Edizioni Jonglez, Portale del Turismo del Comune di Milano.
Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ufficio stampa: Gaia Greco Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Da Lunedì 5 a Sabato 17 Maggio 2014 al Teatro della Cooperativa di Milano un grande spettacolo: The Great Disaster.
Il teatro milanese ospiterà la prima nazionale di The Great Disaster di Patrick Kermann, con Matthieu Pastore, le scene e la regia saranno curate da Renato Sarti, la traduzione sarà di Matthieu Pastore e le musiche di Carlo Boccadoro.
Il disegno, le luci e l’allestimento scenico sono opera di Luca Grimaldi e Marco Mosca.
L’assistente alla regia è Benedetta Monzeglio e la fotografia è di Wanda Perrone Capano.
Lo spettacolo è inserito in Invito a Teatro.
“E hop
vent’anni nelle montagne
quindici anni ad imparare il francese e il tedesco
cinque giorni a lavare cucchiaini
e l’eternità a raccontare sempre la stessa storia
questa è la vita di Giovanni Pastore
che non avrebbe mai dovuto lasciare la mamma”
Matthieu Pastore e Renato Sarti descrivono così la loro opera.
“A vent’anni Giovanni Pastore lascia la sua montagna, in Friuli, per lanciarsi in un giro dell’Europa che lo porta, di appuntamenti in casualità, a imbarcarsi sul Titanic come lavapiatti del ristorante à la carte, addetto ai cucchiaini.
Morto nell’affondamento del transatlantico, Giovanni racconta la sua storia, e poco importa che questa sia vera o solo un sogno a occhi aperti, perché la sua è una storia violentemente banale, la comune parabola di un sogno annegato tra le onde del destino.
“The Great Disaster”, il grande disastro, è il galleggiamento nel limbo della Storia di un uomo ingenuo e sognatore ma è anche la metafora della nostra condizione di migranti, sempre in bilico tra la vita e la morte, fra il qui e l’altrove, di chi si interroga su cosa rimarrà del proprio io alla fine del grande viaggio.
Nella sua ultima intervista, cinque giorni prima di suicidarsi, Patrick Kermann dichiarava: “Dagli antichi greci fino ai giorni nostri, passando da Shakespeare, dove gli spettri non sono da meno, il teatro è per essenza un’arte della morte, l’arte di far parlare i nostri morti”.
“The Great Disaster” è un singolare memento mori “ad uso di fari, capitanerie, stazioni marittime ed altri ventri della balena”, che dal profondo degli abissi fa emergere, come bolle d’aria, ricordi, episodi, ossessioni: la prepotenza dei datori di lavoro, la futilità dei nababbi, la perfidia degli amici d’infanzia, la mano di Cecilia, unico tenero amore infantile, e la nonna annegata senza mutande nella fontana della piazza.”
Uno spettacolo da non perdere! Nerospinto consiglia di segnarsi in agenda la rappresentazione del Teatro della Cooperativa.
Teatro della Cooperativa
5/17 maggio 2014
ORARI: da lunedì al sabato h. 20.45 – domenica 11 riposo
PREZZI: intero 18 € - ridotti 13/9 €
Via Hermada 8, Milano – tel. 02.64749997
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