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Venerdì 15 maggio al Teatro Nuovo di Milano THE BALLROOM KINGS infiammeranno il palcoscenico con il loro spettacolare sound.

La loro musica spazia dal rhythm’ blues al boogie al rock’n’ roll, la stessa che si suonava all'interno delle sale da ballo negli anni ‘50 (le Ballrooms appunto) che, come tempo fa, riesce sempre a trasportare il pubblico in un'altra dimensione dove il ballo è il miglior modo per esprimersi, diventando così parte integrante dello spettacolo.

THE BALLROOM KINGS, seppur nati da poco, nel gennaio 2009, sono una tra le band più seguite ed importanti nel panorama europeo. Riproducono il sound tipico delle combo band americane che negli anni '50 facevano scatenare i teenagers d’oltre oceano a ritmo di rock’n’roll. Molti dei musicisti che suonano nel gruppo sono stati tra i padri fondatori della nascita del r’n’r in Sicilia 20 anni fa.

Dopo il sold out al teatro Metropolitan di Palermo nel 2009, la band ha partecipato a numerosi Festival europei e italiani, portando la sua musica anche in numerosi teatri con gli spettacoli The Ballroom Kings Show, Crazy Crazy Party e Le Regine del Rhythm’Blues. Inoltre, nel 2012, sono stati pubblicati un cd, “Angela”, e un vinile, entrambi inediti.

Oltre che dal ritmo coinvolgente, la serata sarà accompagnata da una special guest d'eccezione, Mademoiselle Loison, una tra le più apprezzate ballerine di burlesque in circolazione che delizierà il pubblico con una meravigliosa performance, immancabile in questo tipo di show.

PROGRAMMA SERATA: 

Cena ore 20.15

Inizio spettacolo ore 21.15

BIGLIETTI:       

Settore                               Intero

I SETTORE           € 79.00  cena +spettacolo

II SETTORE         € 49.00 spettacolo + bollicine

III SETTORE       € 39.00 solo spettacolo

Biglietteria (per informazioni e prenotazioni): Piazza San Babila - Milano

Dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 19:00 / domenica dalle 14.00 alle 17.00

infoline: 02.794026

prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Rivendite on-line:  www.teatronuovo.it

 

Lunedì 25 maggio 2015 alle 17,30: Aborigeni d’Australia poesia + arte + musica per il ciclo EVENTI SPAZIO POLIVALENTE MUDEC a cura del Tavolo Museo delle Culture del Forum Città Mondo.

 

Un close-up sulla cultura indigena d'Australia attraverso diverse modalità espressive quali la poesia, le arti visive e la musica. Con l’intervento degli autori saranno presentati come introduzione storica e letteraria sulla cultura indigena d'Australia i libri “Oodgeroo Noonuccal. Con 'We are Going' ” di Francesca Di Blasio e Margherita Zanoletti (Università degli studi di Trento, 2013) e “Inside Black Australia” a cura di Pericle Camuffo e Nicoletta Buttignon (Bologna: QuDu, 2013), incentrati su due pietre miliari della poesia aborigena del XX secolo, rispettivamente del 1964 e del 1988.

Interverrà poi Alberto Bolzani, esperto di arte aborigena australiana, che illustrerà tre quadri provenienti dalla collezione dell'Aboriginal Art Museum di Utrecht e prodotti presso il Papunya Tula Artists Centre, nel deserto centrale australiano. Il dott. Bolzani spiegherà il significato di ciascun dipinto, illustrando la tecnica, i contenuti, la storia e gli artisti coinvolti. Come conclusione è proposto l’ascolto di alcuni brani eseguiti live da Ilario Vannucchi al didgeridoo, strumento tradizionale e di grande suggestione scenografica e acustica.

 

Evento a cura di Università degli studi di Trento, QuDu Libri, in collaborazione con Galleria Bolzani e con la partecipazione di Survival International Italia. Con il patrocinio dell’Ambasciata d’Australia.

 

Aborigeni d’Australia

poesia + arte + musica

lunedì 25 maggio 2015, ore 17,30

MUDEC - museo delle culture

 

via Tortona 56, Milano Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.mudec.it http://tavolomudec.wordpress.com

 

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Dal 19 al 25 maggio 2015: “La notte che il nulla inghiottì la terra”. La storia della ritirata dal Don rivive nel racconto di un alpino. Al Teatro Libero di Milano.

 

Un soldato, come un'apparizione, come un'anima insepolta e costretta a vagare, ritorna per raccontare una storia: la storia della ritirata dal Don, tragico epilogo della campagna di Russia, compiuta dall'esercito italiano tra la fine del 1942 e l'inizio del 1943, una tragedia lontana e vicina allo stesso tempo, nell'epoca delle "guerre umanitarie" e delle "bombe intelligenti". La narrazione prende le mosse dall'estate 1942, alla vigilia della partenza dell'Armata Italiana in Russia. L'alpino Trentini Rolando è al tempo stesso narratore e protagonista del racconto e nella sua evocazione rivivono i compagni trasportati su verso le steppe della Russia, l'entusiasmo della partenza e la fiducia nel Fascismo, il ricordo del giovane amico d'infanzia Zamboni, del tenente Benvenuti, degli affetti familiari abbandonati in un'Italia lontanissima, delle prime battaglie, della vita quasi normale nella trincea sul fiume Don, dei primi freddi e dei quaranta gradi sottozero del gelido inverno russo. Il racconto di Trentini inizia con uno stile verboso e prolisso, anche se si rifà a un linguaggio popolare, e con il procedere della vicenda diventa sempre più asciutto e preciso, mutandosi in azione. Ripercorrendo l'eroica resistenza di uomini stremati e non equipaggiati, le battaglie disperate per guadagnare la via del ritorno a casa, la bestialità delle condizioni di vita e la profonda umanità di chi, per un calcolo militare irresponsabile, si è trovato a percorrere quasi mille chilometri a piedi nella neve, riporta sulla scena la ferita aperta di un passato ingiusto e insepolto.

Marco Merlini

 

 

Testimonianza di Nelson Cenci (1919-2012), ufficiale degli alpini del Battaglione Vestone e reduce della ritirata di Russia il cui nome ricorre innumerevoli volte nel romanzo di Mario Rigoni Stern Il sergente nella neve: «Sono profondamente commosso perché nello spettacolo ho rivissuto tutta la tragedia che ho sofferto in terra di Russia e mi ha ricordato tanti compagni che abbiamo lasciato nella neve. Attraverso le parole del protagonista - l’alpino Trentini Rolando - interpretato da Michele Bottini, ho rivissuto il viaggio in tradotta, il nostro lungo camminare nella polvere che entrava dappertutto. Ho rivissuto il 1° di settembre quando della mia compagnia di 335 uomini ne sono rimasti soltanto 36, i giorni del ripiegamento quando siamo rimasti di retroguardia sul Don. Ho rivissuto i giorni del dolore quando si partiva al mattino certi che la sera sarebbe finito tutto e alla sera si ringraziava il cielo di essere sopravvissuti. Ma non c’era domani, non importava più di vincere o di perdere. Non importava nulla, importava solo di stendersi sulla neve e attendere in questo modo la morte».

 

Trailer dello spettacolo:

  • parte prima
  • parte seconda
 

SKENÉ COMPANY MILANO

Skené Company Milano, compagnia teatrale attiva a Milano dal 2006, nasce da un nucleo di professionisti che circuitavano all’interno del Piccolo Teatro e della Paolo Grassi. Rispecchiandosi nell'ideale strehleriano di teatro, la Compagnia mira a recuperare un modo di fare teatro “onesto”, vicino al sentire quotidiano del pubblico, con uno stile attuale e vivo, in un momento sia storico sia teatrale molto difficile.

 

Dal 19 al 25 maggio 2015

 LA NOTTE CHE IL NULLA INGHIOTTĺ LA TERRA 

di Emanuele Fant e Marco Merlini 

regia Marco Merlini

      con Michele Bottini

costumi Francesca Zucchelli

fisarmonica Davide Baldi

       produzione Skenè Company Milano

 

Teatro Libero

Via Savona, 10 – Milano 02 8323126 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.teatrolibero.it

BIGLIETTI Intero € 21,00 Ridotto under26 e over60 € 15,00 Allievi Teatri Possibili con TPCard € 10,00 Allievi altre scuole di teatro € 13,00 Prevendita € 1,50

 

ORARIO SPETTACOLI Da lunedì a sabato ore 21.00 Domenica ore 16.00

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All’interno del palinsesto Expo in città 2015, il Teatro Officina presenta “A Tavola, si mangia! Ma chi mangia…?” in scena il 15 e il 16 maggio ore 21,00.

 

Attraverso un menù di grandi autori della letteratura e della poesia nazionali ed internazionali si riscoprono le tradizioni della cucina “povera”, contadina e popolana. Da Campanile a Scarpetta, da Neruda a Prevert, chiudendo con Camilleri e con un’esilarante carrellata di commenti culinari e ricette di Totò.

 

Da  tre anni il Teatro Officina porta in giro per i cortili del suo quartiere uno spettacolo che intreccia brani di letteratura colta e popolare sul tema del cibo.

Il lavoro del Teatro Officina sul cibo non è una produzione occasionale per EXPO, semmai il contrario: una pratica di Teatro Sociale che si confronta abitualmente con feste popolari di quartiere - spesso auto-organizzate dai cittadini per ridare socialità a territori cosiddetti “a rischio” – inevitabilmente intercetta il cibo come luogo della convivialità, e si pone quindi il compito di indirizzarlo in senso culturale.

 

Questo lavoro teatrale, nato sui marciapiedi di via Padova e di via Crespi, nei cortili di via Celentano e di via S. Elembardo, nel mercato comunale di Viale Monza, viene portato sul palcoscenico mantenendo intatta la relazione “corpo a corpo” con il pubblico, tipica delle feste popolari: gli attori scendono fra il pubblico e si muovono liberamente fra gli spettatori, poi risalgono sul palco e poi riscendono creando una polarità alto/basso che è la medesima su cui i contenuti testuali lavorano: un’altissima letteratura che magnifica le virtù di  cibi raffinati da un lato, una straordinaria cultura poetica e popolare che esalta la semplicità sublime della cucina povera dall’altro.

 

La tappa finale di questo percorso (a ottobre)  sarà una Cena degli ultimi, una sorta di luogo simbolico  per i poveri del mondo. Al  centro il grande tema di una più equa distribuzione delle ricchezze, e la tutela di un cibo semplice e buono, che diviene così anche nutrimento spirituale.

 

 15-16 maggio ore 21

Teatro Officina, via Sant’Elembardo 2

A TAVOLA, SI MANGIA! MA CHI MANGIA..?

Spettacolo preludio all’ Ultima Cena: La cena degli ultimi

Testi scelti da Maurizio Meschia

Regia Massimo de Vita

Con Massimo de Vita, Tano Avanzato, Lorenza Cervara, Maria Letizia Dorsi,

Anna Lisa Iodice, Stefano Grignani, Sebastian Luque Herrera, Adriano Rizzo,

Luana Spagnoli

 

INFO:

Orari spettacoli: Feriali ore 21.00 – Festivi ore 16.00 Ingresso con tessera associativa annuale €10 Prenotazione gratuita e obbligatoria sul sito www.teatroofficina.it

 

Teatro Officina via S. Erlembardo, 2 MM1 Gorla | Bus 44 e 86

Informazioni e prenotazioni: LUN-VEN: 9.30-17.30 tel: 02.2553200 | fax: 02.27000858 | cell: 3491622028 | e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | sito web: www.teatroofficina.it

 

 

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Mercoledì 13 Maggio l’associazione cramum e la Fondazione Giorgio Pardi insieme al Museo Francesco Messina presentano “SQUARTO – Carne da macello”, mostra site-specific di Daniele Salvalai, curata da Sabino Maria Frassà & Andi Kacziba.

 

La mostra completa la 3° edizione del premio cramum: ogni vincitore del premio cramum ha facoltà dopo due anni di allestire una mostra site-specific presso il Museo Francesco Messina.

Con “SQUARTO – Carne da macello” Daniele Salvalai persegue un personale percorso che, partendo dalla scomposizione e riduzione ai minimi termini della materia vitale, aspira alla ricomposizione e comprensione dell'essenza dell'esistenza umana. Noi tutti - spettatori e artista - con i nostri corpi siamo la premessa di tale percorso. Il percorso si articola attraverso il sofferto abbandono della carne (nella cripta), la consapevolezza/accettazione dell'inevitabile sacrificio (sull'altare) e la finale ricongiunzione dell'anima con lo spirito (nell'abside).

 

Daniele Salvalai (1979), vive e lavora tra il Lago d’Iseo e Milano. Vince diversi premi tra cui il premio cramum (2013), il Premio di Scultura Antonio Canova (2011) e il Premio San Fedele (2011). Nel 2012 il Museo-Gipsoteca Antonio Canova a Possagno (TV) gli dedica un'ampia personale, che celebra i suoi primi dieci anni di carriera artistica. Nel 2009 realizza “Alveare - omaggio alla Ruche de Montparnasse” presso Arte Sella, Borgo Valsugana (TN).

Il Premio cramum dal 2013 sostiene i migliori giovani artisti in Italia, mettendoli in relazione con artisti di fama internazionale e professionisti del mondo dell’arte.

Partner e patrocini del 3° Premio cramum: Comune di Milano, Città Metropolitana di Milano, Edicola Italiana, Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, EXPO 2015, Padiglione Italia EXPO 2015, Ministero Armeno della Diaspora, Ambasciata di Danimarca in Italia, Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania, Consolato generale di Svizzera a Milano, Consolato generale di Ungheria a Milano, Università degli Studi di Milano, Istituto Europeo di Design, Accademia di Danimarca, British School of Rome, British Council, Goethe-Institut Mailand, amanutricresci.

 

SQUARTO – Carne da macello

Daniele Salvalai

A cura di Sabino Maria Frassà & Andi Kacziba

 

Studio Museo Francesco Messina

Via San Sisto 4/A Milano

 

Vernissage 13 Maggio - 18.00

14/5/2015 - 31/5/2015: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 17.30

 

Promotori: Fondazione Giorgio Pardi & Associazione Cramum

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Il 12 maggio 2015 l’associazione cramum e la Fondazione Giorgio Pardi, insieme a Comune di Milano, Città Metropolitana di Milano, Edicola Italiana, Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Studio Museo Francesco Messina e Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, presentano a Palazzo Isimbardi la Mostra internazionale FRANGIT NUCEM & 3° edizione del premio cramum. Le opere in mostra rispondono al tema di questa edizione è “Cos’è l’arte contemporanea?”.

 

Il progetto, ideato da Sabino Maria Frassà e Andi Kacziba, è volto a sostenere i migliori giovani artisti in Italia, mettendoli in mostra con 10 artisti di fama internazionale. Per la 3° edizione gli artisti di fama internazionale fuori concorso sono: Alberto Di FabioAndi Kacziba (Ungheria), Ingar Krauss (Germania), H.H. Lim(Cina, Biennale di Venezia 2013), Franco Mazzucchelli (Biennale di Venezia 1976), Paolo Peroni (vincitore Premio cramum 2014), Cheryl Pope (USA), Gerda Ritzmann (Svizzera),Daniele Salvalai (vincitore Premio cramum 2013), Eva Sørensen (Danimarca, Biennale di Venezia 1982). I 10 giovani (under 35) finalisti del Premio cramum, provenienti dal tutto il Mondo, che hanno vissuto o lavorato nel nostro Paese: Alessio Barchitta, Ilaria Beretta, Alex Bombardieri, Juri Ceccotti, Michele Ciardulli, Adam Nathaniel Furman (Regno Unito),Rafael Megall (Armenia), Chiara Piantoni, Francesca Piovesan, Luisa Turuani.

 

Il vincitore del Premio vince un cubo realizzato dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano con il Marmo di Candoglia e ha facoltà, a due anni dalla sua vittoria, di allestire una mostra site-specific presso lo Studio Museo Francesco Messina. Quest’anno la mostra site-specific è quindi allestita da Daniele Salvalai, vincitore del Premio Cramum 2013. La mostra, intitolata “SQUARTO – Carne da macello” verrà inaugurata mercoledì 13 maggio alle ore 18:00 (Via San Sisto 4, Milano).

 

Il 12 maggio viene presentata anche la pubblicazione <<FRANGIT NUCEM – Cos’è l’arte contemporanea?>> edita SKIRA, curata da Sabino Maria Frassà. La risposta è data attraverso i testi critici di Leonardo Capano, Cristiana Collu, Julia Fabényi, Sabino Maria Frassà, Angela Madesani, Demetrio Paparoni e gli estratti dal corto “Indagine sull’arte, oggi”: Michela Moro, Antonello Negri, Renato Rizzo.

 

“…l’arte contemporanea, oggi, non riesce più ad essere né promessa futurista né verità rivelata. Essa è piuttosto origine di sempre nuovi pensieri deboli, che attraverso un processo continuo di interpretazione e reinvenzione “muovono” l’uomo ad evolversi al di là del proprio tempo.” Sabino Maria Frassà

 

FRANGIT NUCEM & 3° premio cramum

COS'E' L'ARTE CONTEMPORANEA?

Palazzo Isimbardi, Corso Monforte 35, Milano

Inaugurazione e premiazione: martedì 12 maggio ore 17.30

La mostra è aperta dal 13 al 18 maggio 2015 10.00 – 18.00

Promotori: Fondazione Giorgio Pardi & Associazione Cramum

Curatore e Direttore Edizione 2015: Sabino Maria Frassà

Ideatori: Sabino Maria Frassà & Andi Kacziba

Pubblicazione: SKIRA

 

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 Il sogno di un uomo ridicolo, racconto onirico, surreale, fantascientifico di Dostoevskij, viene riarrangiato sotto forma di pièce teatrale omonima da Gabriele Lavia, in un intenso spettacolo, proposto per l'unica data dell'11 maggio al Teatro Franco Parenti di Milano

  

Difficile esprimere le emozioni suscitate dal testo di Dostoevskij, così complesso ed affascinante, eppure Lavia con la sua celebre interpretazione quel malessere esistenziale lo incarna alla perfezione, raccontando la storia di un uomo rinchiuso in un manicomio, che dopo aver desiderato il suicidio si abbandona ad un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della verità. In scena una profonda riflessione sulla condizione umana.

 

Si tratta della storia di un uomo che ripercorre la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società. Perciò corteggia l’idea del suicidio e, giunto all’età di 46 anni, decide di metterla in pratica. Invece si addormenta davanti la pistola carica e inizia un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della ‘verità’. Approda in un altro pianeta, del tutto simile alla Terra tranne che per l’animo dei suoi abitanti che sono puri e innocenti, e in quella purezza lui per la prima volta non viene additato come ridicolo. Ma il suo arrivo contamina quella gente che in poco tempo acquista tutti i difetti della società da cui lui proveniva.

 

L'uomo ridicolo è l'uomo del ‘sottosuolo’, cioè di quell’inferno sulla terra abitato da dannati che vivono in cupa solitudine, indifferenza, livore, odio nei confronti degli altri. Essi si sottomettono alle pene di questo inferno, come per una fatalità crudele e misteriosa e, a un tempo, conservano gelosamente un lucido senso della colpa che li condanna a vivere un’esperienza carica di esaltazione frenetica e sofferente.                                                                            

    Gabriele Lavia

 

 

Lunedì 11 maggio 2015

Ore 20.30

Sala Grande

Gabriele Lavia

IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO

di Fëdor Dostoevskij

 

 

Prezzo Intero 40€/32/25€ Ridotto Over60 20€/18€ (+2€ pr); Under26 18€/15€ (+2€ pr);

 

INFO via Pier Lombardo, 14 02 59995206 www.teatrofrancoparenti.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Ora che l’estate è alle porte e le giornate si allungano, la voglia di stare fuori la sera cresce.

Per un aperitivo, una cenetta o addirittura tutta la notte, ogni occasione è buona per trascorrere il proprio tempo libero all’aria aperta, sorseggiando un drink.

 

Ecco i consigli di Nerospinto sui migliori chirinquitos di Milano.

 

Tropical Island  - Divertimento assicurato

 

Proprio in prossimità dei Bastioni di Porta Venezia, si trova il Tropical Island: un’oasi in perfetto stile caraibico, dove trascorrere momenti di puro divertimento, in semplicità, senza rinunciare alle comodità di un servizio ad hoc. Ideale dall’ora del tramonto fino a tarda notte. Oltre agli ottimi drink, si può cenare scegliendo tra differenti portate a menu: dal classico hamburger alla bresaola rucola e grana. Il mercoledì Arthur O’Neill organizza il Chiringay, una serata gay-friendly dove ritrovi gli amici di sempre, go go boys e performance fino a tarda notte. Aperto tutti i giorni dalle 18:00 alle 02:00. chiringuitos-nerospinto

 

Fish Point - Il buongustaio

 

Oggi completamente rinnovato, il chiosco del pesce situato in Piazza XXIV Maggio è un po’ un’istituzione per i milanesi. Al Fish Point oltre a poter comprare del pesce freschissimo, ci si può fermare a mangiare una buona fritturina con birra ghiacciata oppure un secondo sempre a base a di pesce. Da provare le fish and chips. Ideale per una pausa pranzo veloce ma anche per uno spuntino prima di cena.Il profumo mediterraneo e una giornata soleggiata faranno credere di essere in qualche località marittima. Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 00:00, escluso il lunedì. chiringuitos-nerospinto2

 

Coni Event Point - Drink Futuristici

 

Al CONI Event Point di Milano in Piazza Gae Aulenti dove, tra imponenti grattacieli, si possono gustare drink dal sapore avveniristico. E tutto in un contesto dove lo sport la fa da padrone perché, all'ombra dei 231 m della guglia Unicredit si susseguono incontri, dibattiti, presentazioni che hanno come soggetto i protagonisti di tutte le discipline sportive. Ma non solo: tutt’intorno poltroncine colorate, tavole e sedie rendono questo posto uno spazio davvero unico. Aperto tutti i giorni dalle 07:30 alle 23:00. 

 

Cubo di Corso Garibaldi 83 - Un'oasi a Milano

 

Situato nel centro della movida milanese, c’è anche il Cubo di Corso Garibaldi 83. Quando le luci che animano le attività finanziarie del giorno si spengono, ecco che esplodono quelle del divertimento notturno. E attorno al magico cubo si scopre allora una mini area in cui accogliere gli ospiti, per dibattiti e convegni.  C’è anche uno spazio speciale tra comode poltrone dove si tengono interviste TV a circuito chiuso. Al Cubo di Corso Garibaldi 83, si possono sorseggiare speciali aperitivi e degustare esclusivi hamburger. chiringuitos-nerospinto4

 

Chiosco di Pippo - Forever Young

 

All’interno del Parco Indro Montanelli in prossimità di Porta Venezia, troviamo il mitico Chiosco di Pippo, un vero e proprio must per i locali outdoor. Ogni volta, un tuffo negli anni ottanta. Una tappa fissa durante il  giorno; ideale per i pranzi in compagnia all’aperto oppure per gruppi molto numerosi. E’ una vera e propria oasi benessere nel cuore del parco: tavolini e sedie disposti tra il verde delle piante faranno dimenticare lavoro e calura. Il menu è vario e si può scegliere tra spaghetti, hamburger e gustose insalatone. Non manca l’anguria. Aperto tutti i giorni dalle 07:00 alle 19:30. chiringuitos-nerospinto5

Secondo e terzo appuntamento della rassegna Contagio: dal 9 al 14 maggio con gli spettacoli Desideranza e Chi ha paura delle badanti? al Teatro Elfo Puccini.

  

9 - 11 maggio

DESIDERANZA

di e con Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi produzione Teatrialchemici Segnalazione speciale Premio Scenario 2007

 

L’azione si svolge nella soffitta di una casa in un paese indefinito e racconta, in piano sequenza, 50 minuti della vita di Pino e Sergio, due fratelli (uno sano e uno con difficoltà psicofisiche) da sempre costretti in casa dall’infermità della loro madre, forse per vergogna, forse per necessità. Pino, privato di una vita propria, per sopravvivere a una situazione familiare insostenibile, ha elaborato col tempo un codice di comunicazione col fratello malato che prevede un continuo ricorso al gioco. Il loro rapporto simbiotico, logorato negli anni di continua solitudine e vicinanza forzata, li ha resi uno indispensabile all’altro, per questo Pino ha bisogno di Sergio anche per questo ultimo disegno che ha in mente.

È la festa di S. Antonio e i due si preparano al passaggio della processione del Santo Patrono che avverrà da lì a poco sotto la loro finestra; una preparazione giocosa, frenetica e paradossale, un pretesto per chiudere i conti col passato e per farsi trovare puliti e pronti, vuoti e leggeri, senza cibo nello stomaco e zavorre nella testa, quando il Santo, la banda e il popolo dei fedeli passeranno sotto i loro occhi, testimoni scelti della loro rivincita, della loro ultima spettacolarizzazione verso la tanto desiderata felicità.

 

 

12 - 14 maggio

CHI HA PAURA DELLE BADANTI?

testo e regia Giuseppe Massa con Emiliano Brioschi, Simona Malato, Cristiano Nocera luci Cristian Zucaro suono Vincenzo Aiello produzione A. C. Sutta Scupa

 

Un dramma sulla schiavitù moderna. In Italia la stragrande maggioranza delle migranti rumene trova occupazione come badante presso le abitazioni di anziane bisognose di cure o nelle case di giovani donne afflitte da handicap. Per i rumeni di sesso maschile trovare lavoro risulta invece assai più complicato. Questa semplice analisi occupazionale compiuta sulla comunità col maggior numero di presenze in Italia, mi ha rimandato con sorpresa alle Serve di Jean Genet, e in particolare al suo gioco delle apparenze portato alle estreme conseguenze.

Nello spettacolo dunque, Emil e George fingono di essere due donne riuscendo ad accaparrarsi i due posti di badante di cui Olga, una giovane italiana paraplegica sin dalla nascita, ha bisogno. Qui si genera un prima finzione teatrale, in verità preceduta da altre finzioni: i migranti rumeni sono interpretati da due attori italiani; Olga da una “sanissima” attrice. Questa scelta mi ha permesso di affrontare la materia da un punto di vista più prettamente politico, rifuggendo a priori tutto ciò che sarebbe potuto scadere in uno smielato buonismo. Olga controlla, spia, ruba frammenti di vita a Emil e George. L’erotica morbosità con la quale osserva i due migranti potrebbe essere la risposta al perché faccia finta di non accorgersi che in realtà di fronte a lei si trovano due uomini che, a loro volta, fingono di essere due donne. Giunti a questo punto, la domanda che ci siamo posti è stata la seguente: quali conseguenze provoca nell’animo umano vivere in un costante clima di umiliazione e alienazione? Ne è uscita fuori quasi una commedia degli equivoci che attraverso il lato grottesco della realtà prova a rendere manifesta la tragedia di tutti i popoli migranti.

 

 

CONTAGIO – Relazioni intercorse tra Milano e Palermo - è una proposta ideata da Phoebe Zeitgeist e presentata per la prima volta allo Spazio Tertulliano di Milano nel 2013. Allora gli spettacoli presentati erano stati: Preghiera - atto osceno, Desideranza e Chi ha paura delle badanti?. Nell'edizione 2015 per Nuove storie si aggiunge Paranza (Il miracolo).

CONTAGIO è l'occasione di vedere riunite in un unico contesto ricerche diverse in esiti e provenienze, accomunate da uno studio particolare della parola e dall'intento di ridiscutere la contemporaneità attraverso il lavoro della messinscena. La rassegna è caratterizzata infatti da drammaturgie originali in cui il linguaggio è indagato in molte delle sue direzioni: la poesia, il tecnicismo, il meticciato, sono alcune delle frontiere di questa escursione.

 

Dal martedì al sabato: ore 19,30 Domenica: ore 15,30 Intero 15€ Ridotto 11,50€

 

Teatro Elfo Puccini Sala Bausch Corso Buenos Aires 33 02.00660606 www.elfo.org

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Hernandez Art Gallery, in collaborazione con il Consolato Generale del Perù a Milano, presenta il progetto artistico "Il Tempio dell’Apu" dell’artista peruviano Alejandro Fernandez, una doppia mostra con due incredibili inaugurazioni.

La prima il giorno 9 maggio, alle ore 19:00, presso la Sala Nono Uno della Fabbrica del Vapore di Milano. L’artista, oltre a esporre alcune opere, eseguirà la performance “La Montagna dell’Apu”: un'installazione composta da sacchi di juta colmi di sabbia, simbolo della terra e del raccolto, che verranno sferzati con tagli dall'artista e successivamente dai visitatori, chiamati a partecipare attivamente, diventando così parte integrante della performance. Il taglio che ognuno deciderà di dare al sacco, sia esso deciso, timoroso, sfuggente, svelerà la natura del destino di ognuno di noi. L'Apu (montagna, in lingua Inca) che si formerà dalla caduta della sabbia, rappresenta tutti gli Apu a cui, ancora oggi in Perù, vengono portati doni e offerte per augurare un buon raccolto. Questa simbologia viene ripresa nelle opere di Alejandro Fernandez: il gesto del taglio, durante la performance, è analogo alle spatolate gestuali sulle tele, entrambi rimandano alle casualità del destino di ognuno di noi.

La seconda inaugurazione si terrà il 21 maggio 2015, ore 19:00, presso gli spazi dell’Hernandez Art Gallery di Milano, in via Copernico 8, dove la mostra vera e propria proseguirà sui due piani della galleria. Durante la serata, vi sarà una performance a sorpresa dell’artista e un aperitivo a base di Pisco, tipico liquore andino.

Oltre alle due esposizioni, si svolgeranno tre incontri che ruoteranno sul tema del cibo, presso la Sala Conferenze della Fabbrica del Vapore, organizzati dal Consolato Generale del Perù, in collaborazione con gli Uffici Commerciali dell'Ambasciata Peruviana in Italia. L’evento, espressamente richiesto durante il periodo Expo 2015, ha l’obiettivo di far comprendere alla città di Milano e al mondo intero la complessità e la vivacità della cultura peruviana che affonda le radici nel proprio passato, senza dimenticare la contemporaneità e il futuro. L'intero progetto si propone di far conoscere, attraverso le opere e le performance dell'artista, le tradizioni e i simboli che sono alla base della cultura Inca, ponendo l'attenzione su un tema importante come l'alimentazione. Infatti, dall’osservazione attenta dei lavori dell’artista si possono scorgere mezze lune e soli, simbologie alla base della cultura Inca, che determinano e raffigurano il passare del tempo e delle stagioni, fondamentali per i cicli dei raccolti.

 

BIOGRAFIA

Alejandro Fernández Centeno nasce nel 1969 ad Ayacucho, paese tra le montagne peruviane. Dopo gli studi di Arti Plastiche, presso la Scuola Superiore di Belle Arti del Perù, si trasferisce a Milano, dove tuttora vive e lavora. A oggi è uno dei principali artisti contemporanei della sua Nazione, protagonista di numerose Esposizioni Collettive in Italia, in Perù e in Svizzera, oltre ad essere vincitore di rinomati Premi, tra i quali “Medaglia d’oro” Banco de Crédito en la Escuela Nacional de Bellas Artes del Perù, secondo premio “Estàndar Internacional Club Peruano de Orquìdeas”, Lima Perù e terzo premio pittura alla “Primera Conferencia Internacional del Orquìdeas”, Vancouver, Canada.

 

Hernandez Art Gallery

Prima inaugurazione 9 maggio 2015 ore 19:00 presso la Sala Nono Uno della Fabbrica del Vapore In mostra fino al 21 giugno 2015 alla Fabbrica del Vapore Via Procaccini 4, MI

CONTATTI Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito Web: http://www.fabbricadelvapore.org/it/

Seconda inaugurazione 21 maggio 2015 ore 19:00 In mostra fino all’ 11 giugno alla Galleria Hernandez Via Copernico 8, MI

CONTATTI Telefono: 02.67430252 / 338.5805011 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito Web: www.galleriahernandez.com

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