CHIAMACI +39 333 8864490
Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.
I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.
I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.
Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".
Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.
Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.
Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884
Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •
Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •
Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.
Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.
Il 10 Maggio un grande evento, un opera lirica al Teatro Arcimboldi: Aida. Amore è coraggio.
Un nuovo allestimento per Opera Domani, il più antico e il più diffuso tra i progetti di Opera Education, che si occupa da diciassette anni della produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici.
In occasione dell’edizione dedicata a Verdi, per festeggiarne il bicentenario della nascita, As.Li.Co. ha pensato alla riduzione, ad opera del compositore Alberto Cara, di Aida, una delle più famose opere del maestro di Busseto.
Lo spettacolo, preceduto come di consueto da un importante percorso didattico svolto durante l’anno nelle scuole, sarà in scena il 10 maggio al Teatro degli Arcimboldi di Milano con una replica aperta al pubblico.
Libretto è a cura di Antonio Ghislanzoni. Musica di Giuseppe Verdi, l’adattamento musicale è di Alberto Cara, il direttore dell’opera è Pietro Billi, la regia è di Stefano Simone Pintor. Le scene sono realizzate da Gregorio Zurla, i costumi di Stefania Barreca.
“Più di tremila anni fa l'Egitto era una potenza mondiale in grado di sovrastare il mondo con il proprio esercito.
Ci vuole coraggio per fare una guerra, per difendere la propria terra dall'attacco del nemico. Anche nella storia di Aida c'è una guerra combattuta con coraggio contro il nemico. Eppure il tema principale di quest'opera non sembra essere davvero la guerra. L'argomento che interessava raccontare al nostro Verdi, di cui quest'anno festeggiamo i 200 anni dalla nascita, sembra essere un altro... E cioè l'amore! L'amore che scocca fra Aida e Radamés, i protagonisti di questa storia, ma anche l'amore che prova Amneris per lo stesso Radamés (un amore difficile perché non ricambiato).
A ben guardare, ci sembra che in questa storia il vero coraggio risieda proprio nella capacità di amare qualcuno. Infatti, il coraggio di amare è molto più importante in un mondo dove tutti quanti son solo capaci di combattere e lottare. Aida e Radamés sono i più coraggiosi di tutti in questa storia, perché non sono amanti normali, ma speciali. Aida, infatti, è figlia del Re d'Etiopia ed è ridotta schiava al cospetto della figlia del Faraone d'Egitto, Amneris. Eppure nessuno sa chi sia lei veramente, tutti pensano che sia una normale ragazza etiope, di umili origini. Radamès, invece, è un giovane guerriero e il futuro capo dell'esercito egizio, ed è colui che vincerà in battaglia proprio l'Etiopia, riducendo schiavo anche il padre di Aida, Amonasro. Questi ragazzi, dunque, non solo sono di due stati sociali diversi, ma sono anche figli di due popoli diversi, con diverse culture e, per di più, in lotta fra loro. Sono due nemici, insomma. Allora ci sembra che sia questo il vero coraggio: il coraggio di amare il diverso!
È questa la lezione di vita più grande che quest'opera ci dà e quella che dobbiamo raccontare noi: l'accettazione del diverso, il coraggio di amare qualcuno a dispetto di quello che ci dice il mondo intorno a noi, anche se questo ci viene dipinto come uno straniero e quindi come un nemico da combattere. Perché tutti questi sono pregiudizi che ci impediscono di conoscere davvero una persona e ci nascondono invece la vera bellezza che sta dietro ogni incontro e che è in ognuno di noi.” Afferma Stefano Simone Pintor il regista dell’opera.
Un vero spettacolo di opera lirica, con cantanti professionisti, adatto ad un pubblico di bambini e adulti, un racconto avvincente e commovente, una storia d’amore e guerra.
INFO
Biglietti: 15.00 euro cad (+ pv)
LE DATE
SABATO 10 MAGGIO 2014 ORE 16:00
SABATO 10 MAGGIO 2014 ORE 20:30
Teatro Arcimboldi Viale dell'Innovazione 20 - 20126 Milano
Centralino: attivo dal lunedì al venerdì ore 10 - 18 Telefono: + (39) 02.64.11.42.200
Biglietteria: dal lunedì al venerdì ore 14 - 18 Telefono: + (39) 02.64.11.42.212/214 In occasione di concerti e spettacoli la biglietteria è aperta a partire da un'ora prima dell'orario d'inizio recita in cartellone.
Il 6-7-8 Giugno ritorna il MI AMI, con un’edizione più bella e ricca che mai presso il Circolo Magnolia.
Quest’anno tre giorni di musica live, fumetti e molto altro, per festeggiare un compleanno importante. Per il decimo anno consecutivo il MI AMI c’è e dal 6 all’8 giugno porterà sui suoi tre palchi tutti i nomi più importanti della nuova musica italiana: un festival bello e irrinunciabile.
Il manifesto del decennale del Mi Ami Festival è firmato da Alessandro Baronciani, autore della grafica della prima edizione del 2005. Come allora, protagonista del poster 2014 è un bacio, che quest’anno si moltiplica in tre manifesti differenti senza distinzione di genere.
Venerdì 6 Giugno i cancelli apriranno alle 18.00. Grandi ospiti come: Tre Allegri Ragazzi Morti, Diaframma, Aucan, Yakamoto Kotzuga e molti altri.
Sabato 7 Giugno l’apertura dei cancelli sarà alle 16.30 e il Mi Ami ospiterà grandi band e incredibili cantanti come Mellow Mood, Foxhound, The Remington, Ghemon, Nitro e non solo.
Domenica 8 Giugno alle 16.00 i cancelli saranno già aperti e i palchi di Magnolia avranno l’onore di ospitare Le luci della centrale elettrica, Marta sui tubi, Pocket Chestnut, Rockit All Starz e altri grandi nomi.
Il Mi Ami non è solo musica, undici grandi nomi della scena contemporanea dell’arte/fumetto/illustrazione: Gianluca Folì, Jacopo Rosati, Virginia Mori, Anna Deflorian, Roberta Zeta, Roberto La Forgia, Alessandro Baronciani, Davide Toffolo, Francesca Capellini e Marco Mazzone. Reporter a fumetti del festival sarà Lucia Whena Biagi.
Un grande ospite del festival sarà Il Collettivo Mammaiuto (Claudia Nuke Razzoli e Francesco Guarnaccia).
Ogni giorno in AREA MI FAI (all’entrata del Circolo a destra) disegneranno dal vivo con proiezioni giganti, come fosse l'ultima volta che MI AMI così.
Davide Toffolo, creatore del MI FAI, tornerà re di quest'edizione nella veste di Ritrattista 4 stelle, dipingendo su carta i profili dei festivalieri assolati e contenti che si metteranno in fila per ottenerlo!
Non perdetevi le altre esclusività del MI FAI come i visual dei concerti principali realizzati dal vivo dai disegnatori e la passeggiata #backintime lungo i dieci anni del MI AMI disegnati su grandi pannelli tutti i pomeriggi. I festivalieri potranno partecipare al contest SZIGET Festival: vieni a disegnare in Area MI FAI su tema #valetutto e vinci un biglietto SZIGET FESTIVAL (viaggio incluso)!
Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.rockit.it/miami/2014/index.php o l’evento facebook https://www.facebook.com/events/630764087012524/?ref=3&ref_newsfeed_story_type=regular
Un festival imperdibile, una contaminazione di musica e arte, nel favoloso Magnolia immerso nel verde! Nerospinto consiglia di non mancare e segnarsi in agenda l’evento.
MI AMI 2014
via Circonvallazione Idroscalo 41, 20090 Segrate
Inizia alle ore 16.00 · Termina alle ore 4.00
A volte succede che la fama e il successo non interessano, che non essere riconosciuti per strada quando si crea e si fa arte risulta più proficuo, interessante e affascinante di una copertina su una rivista o un articolo sul giornale.
Perché a volte fare arte implica mistero, trasformismo, segreti e anche bugie.
Vivian Maier aveva deciso di fare della sua vita un palcoscenico nascosto dove la sua arte sarebbe stata celata attraverso i suoi innumerevoli travestimenti, il suo lavoro da baby sitter in casa di famiglie agiate, il suo falso accento francese e la sua noncuranza nell’interpretare ruoli e personaggi. Solo così Vivian sapeva di poter sperimentare tutte le mille sfaccettature delle forme artistiche in cui amava cimentarsi. Prima di tutto la fotografia. Intensa, realistica, cruda eppure modificata dal suo genio, dalla sua percezione sconfinata della realtà circostante.
Raccontare per immagini è qualcosa di estremamente suggestivo e affascinante. Lo sanno tutti i maggiori fotografi ma lo sanno anche i più grandi registi. E dalla fotografia al cinema il passo è quasi inesistente. Così Vivian Maier sperimenta anche forme di cinema personali, scrivendo sceneggiature e storie e dando vita a particolari documentari di cronaca, anche questi smitizzati nella loro durezza e modificati come reportage ironici.
In poche parole tutto un mondo creativo che fa di Vivian Maier una delle artiste più complete della sua epoca.
Ma chi è Vivian Maier e come mai nessuno o quasi ne ha mai sentito parlare fino a ora?
Sicuramente Vivian non voleva che si parlasse di lei e non voleva essere famosa per cui aveva inventato un escamotage dietro l’altro per rendersi invisibile e per celare a tutti la propria arte.
Però la vita è strana, piena di coincidenze inspiegabile e forse meno prevedibile di quanto si pensi.
Così succede che un giovane filmaker con la passione per la fotografia, John Maloof, trova in un mercato delle pulci di Chicago una scatola piena di negativi non ancora sviluppati. La compra, sviluppa le foto e si imbatte nella vita e nell’arte di Vivian Maier. Donna poliedrica e artista nascosta. Persona dura e riservata ma anche ironica e visionaria.
Ne nascono una mostra di grande successo e ora un documentario in proiezione nella sale italiane.
Alla ricerca di Vivian Maier così diventa l’unico modo per avvicinarsi a questa artista, morta nel 2009, e che ha desiderato rimanere nascosta per tutta la sua vita.
Ma soprattutto vuol dire avvicinarsi alla sua arte e al suo mondo onirico e fisico insieme.
Non sapremo mai cosa penserebbe Vivian di tutto questo tardivo successo e di questa fama postuma e questa in realtà è la domanda primaria che ci si dovrebbe fare scoprendo Vivian Maier.
Lunedi 5 Maggio alle 17.15 Marte Milano Arte presenta la sua nuova app interattiva allo Spazio Oberdan di Milano.
UFO#Landingon è un’app interattiva che permette, ai curiosi di ogni età, di esplorare Milano da una prospettiva alternativa. Sulle mappe è possibile trovare descrizioni agili e complete dei luoghi e delle maggiori opere di pregio scelte tra i quartieri di Milano tramite un nuovo modo di scoprire la città. L’app si propone di creare, attraverso itinerari classici e sperimentali, un’esperienza basata su interazione, gioco e prospettive originali, i percorsi seguono i fili tematici che si intrecciano nella città, collegando edifici e presenze artistiche dentro e fuori dai circuiti tradizionali.
Grazie a check-in ed alle domande questo progetto permette di giocare con le opere e costruire una nuova didattica che riesca a coinvolgere anche I più giovani: cercare con attenzione gli indizi nascosti nella città diventa l’occasione per conoscere divertendosi, sfidandosi con punti, classifiche e premi.
Vedi gli itinerari storici, culturali e tematici di Milano. Condividi la tua esperienza sui social network e costruisci il tuo itinerario personale.
Scopri con la nostra mappa e il cellulare i monumenti e le opere più vicine a te: luoghi della tua città che non immaginavi.
Gioca e trova indizi, guarda con attenzione i luoghi, le opere e i quartieri della città e poi rispondi alle domande, sali ai primi posti della classifica, aggiungi nuovi piccoli marziani alla tua collezione.
Vinci. Guadagna punti, supera i livelli, acquisisci achievements, effettua i check-in e ricevi in premio Milano interpretata dai suoi fumettisti in versione UFO.
Non perdetevi l’occasione di vivervi la presentazione di un’app che cambierà il vostro modo di guardare Milano.
Un progetto di:
Marte Milano Arte
Andrea Canevazzi - ideatore e coordinatore del progetto
Vera Canevazzi - coordinamento e revisione dei contenuti
Paolo Rizzi - programmazione software
Tommaso Belletti - progetto grafico
Gaia Greco - traduzioni
Matteo Cremona e Paolo di Clemente - illustrazioni a fumetti
Con il patrocinio di:
Regione Lombardia
Provincia di Milano
Comune di Milano
Collaborazioni istituzionali:
Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Pinacoteca e Biblioteca Ambrosiana, Museo della Scala, Hangar Bicocca, Museo Popoli e Culture, Pinacoteca del Castello Sforzesco, Museo d’Arte Antica, Museo degli Strumenti Musicali, Raccolte d’Arte Applicata, Biblioteca Trivulziana, Casa Museo Poldi Pezzoli, Casa Museo Bagatti Valsecchi, FAI - Villa Necchi, Casa Museo Boschi di Stefano, Studio Museo Vico Magistretti, Studio Museo Francesco Messina, Fondazione Corrente - Studio Ernesto Treccani, Archivio Consagra, Studio Garutti, Shht Magazine, Edizioni Jonglez, Portale del Turismo del Comune di Milano.
Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ufficio stampa: Gaia Greco Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Da Lunedì 5 a Sabato 17 Maggio 2014 al Teatro della Cooperativa di Milano un grande spettacolo: The Great Disaster.
Il teatro milanese ospiterà la prima nazionale di The Great Disaster di Patrick Kermann, con Matthieu Pastore, le scene e la regia saranno curate da Renato Sarti, la traduzione sarà di Matthieu Pastore e le musiche di Carlo Boccadoro.
Il disegno, le luci e l’allestimento scenico sono opera di Luca Grimaldi e Marco Mosca.
L’assistente alla regia è Benedetta Monzeglio e la fotografia è di Wanda Perrone Capano.
Lo spettacolo è inserito in Invito a Teatro.
“E hop
vent’anni nelle montagne
quindici anni ad imparare il francese e il tedesco
cinque giorni a lavare cucchiaini
e l’eternità a raccontare sempre la stessa storia
questa è la vita di Giovanni Pastore
che non avrebbe mai dovuto lasciare la mamma”
Matthieu Pastore e Renato Sarti descrivono così la loro opera.
“A vent’anni Giovanni Pastore lascia la sua montagna, in Friuli, per lanciarsi in un giro dell’Europa che lo porta, di appuntamenti in casualità, a imbarcarsi sul Titanic come lavapiatti del ristorante à la carte, addetto ai cucchiaini.
Morto nell’affondamento del transatlantico, Giovanni racconta la sua storia, e poco importa che questa sia vera o solo un sogno a occhi aperti, perché la sua è una storia violentemente banale, la comune parabola di un sogno annegato tra le onde del destino.
“The Great Disaster”, il grande disastro, è il galleggiamento nel limbo della Storia di un uomo ingenuo e sognatore ma è anche la metafora della nostra condizione di migranti, sempre in bilico tra la vita e la morte, fra il qui e l’altrove, di chi si interroga su cosa rimarrà del proprio io alla fine del grande viaggio.
Nella sua ultima intervista, cinque giorni prima di suicidarsi, Patrick Kermann dichiarava: “Dagli antichi greci fino ai giorni nostri, passando da Shakespeare, dove gli spettri non sono da meno, il teatro è per essenza un’arte della morte, l’arte di far parlare i nostri morti”.
“The Great Disaster” è un singolare memento mori “ad uso di fari, capitanerie, stazioni marittime ed altri ventri della balena”, che dal profondo degli abissi fa emergere, come bolle d’aria, ricordi, episodi, ossessioni: la prepotenza dei datori di lavoro, la futilità dei nababbi, la perfidia degli amici d’infanzia, la mano di Cecilia, unico tenero amore infantile, e la nonna annegata senza mutande nella fontana della piazza.”
Uno spettacolo da non perdere! Nerospinto consiglia di segnarsi in agenda la rappresentazione del Teatro della Cooperativa.
Teatro della Cooperativa
5/17 maggio 2014
ORARI: da lunedì al sabato h. 20.45 – domenica 11 riposo
PREZZI: intero 18 € - ridotti 13/9 €
Via Hermada 8, Milano – tel. 02.64749997
Imperdibile appuntamento allo Spazio Tertulliano di Milano, dal 30 Aprile al 4 Maggio, con “Neighbors”, una commedia anti-romantica ambientata nella Grande Mela.
Uno spettacolo costruito a colpi di battute taglienti, sketch comici frizzanti e ritmo serrato, figli della stand up comedy americana e del nonsense europeo, che permettono agli attori di passare da una battuta all'altra con scambi bruciapelo sull'amore e il sesso.
Neighbors è un progetto di Irene Turri e Francesco Meola, autori ed interpreti che vivono entrambi a New York dal 2012, ed è proprio questa esperienza newyorchese e l'incontro con la regista Ilaria Ambrogi, che permette la nascita di questa frizzante pièce semi-autobiografica.
Tutto ha inizio con la fuga dei cervelli. Giovani che vanno all'estero per dare una possibilità al proprio talento. Leonardo (Francesco Meola) e Petra (Irene Turri) sono artisti immigrati a New York in cerca di fortuna e si scoprono vicini di casa. I due creano un legame di amicizia che si salda sempre più e diventa linfa vitale per superare la difficoltà quotidiana di vivere in una città che non è la propria, una città metropolitana come NY.
E’ il racconto di una generazione senza grandi punti di riferimento, quella degli anni Ottanta, costretta da sola a costruirsi il cammino e a reinventare il mondo alla ricerca di lavori e valori sicuri, in balia di rapporti sentimentali fragili, complicati e il più delle volte assurdi. Ragazzi che non hanno perso la bussola di orientamento ma che l'hanno presa in una mano e si è accorta che non funziona più.
Un appuntamento da segnare in agenda!
Neighbors dal 30 aprile al 4 maggio 2014
Da mercoledì a sabato ore 21.00
Domenica ore 20.30
BIGLIETTI: 16 € intero/10 € over 60, under 26, convenzioni/ 7 € Scuole di teatro
Spazio Tertulliano
Via Tertulliano, 10, 20137 Milano
02 4947 2369
Stefano Salvadori incontra Danilo Di Pasquale, casting director per alcune delle più importanti maison e case editrici di moda, per un’intervista a tutto tondo sulla moda.
Ciao Danilo, iniziamo con una domanda “rompighiaccio”: dieci parole per definirti
Mi definisco puntuale,ostinato,preciso, sognatore, entusiasta, propositivo, immarcescibile, simpatico, intelligente, collaborativo e (posso aggiungere?) anche modesto.
Dalla tua bio: ti sei diplomato all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, per poi trasferirti a New York dove hai lavorato come assistant producer e casting director. Seguono John Casablancas Modeling, ITACA, fino alla decisione di metterti in proprio e concentrarti sui castings. Il casting è una sorta un palcoscenico su cui la modella mette a nudo sé stessa, esponendosi agli occhi dei selezionatori?
Io credo che i casting siano una vetrina per le modelle/i di fronte ai clienti ma, a volte, bisogna tener conto del fattore umano: un po’ di nervosismo e i tempi brevissimi di durata di un casting non permettono ai modelli di mostrare il meglio e/o a noi di capirlo e afferrarlo.
Talvolta, anche se non dovrebbe accadere, i casting sono un palcoscenico per designer, stylist e casting director. Non dobbiamo infatti dimenticare che la moda è un concentrato di personalità ed ego, difficili da contenere!
Quali sono le regole d’oro di un selezionatore?
Questa è la domanda più difficile. Bisogna sempre pensare che il casting non deve raccontare il casting director ma deve bensì interpretare l’idea dello stilista/cliente/fotografo. Spesso devo scegliere una modella che non rientrerebbe nel mio gusto personale ma che identifico come “perfetta” per il cliente che mi ha commissionato il lavoro. Si tratta di mettere da parte il proprio ego per concentrarsi su quello di chi mi paga. E’ una questione di rispetto e di professionalità.
Devo dire che con molti clienti si crea uno scambio di idee creative, molto proficuo: io contamino loro e loro contaminano me. In questi casi si crea una sinergia meravigliosa.
“È piccola, ma con quel viso e quella grinta cercheranno di imitarla tutti a New York” disse Sarah Doukas dell’Agenzia Storm di Kate Moss, allora poco più che quattordicenne. Ora a quarant’anni è ancora fra le Top Model più richieste, nonostante gli scandali di cui è stata protagonista. Cosa la rende cosi speciale agli occhi, non solo del pubblico, ma soprattutto degli addetti ai lavori?
Mi piace Kate Moss ma non è la mia modella preferita. Credo che una parte del suo successo sia legata al “personaggio” Kate Moss. Le aziende che la scelgono come testimonial sanno molto bene quanto lei abbia una grande presa sul pubblico. Un po’ maledetta, stizzosissima, imitata e copiata dalle donne di tutto il mondo.
E’ un personaggio, e come tale, rende e vale i soldi che le danno.
Bellezza? Stile? Fascino? Personalità? Cosa è necessario oggi per essere “Model”?
Fotogenia. E’ l’unica cosa veramente fondamentale per fare la modella. Il resto, dallo stile al fascino (di cui molte,anche famose, sono sprovviste dal vero) lo si apprende lavorando e costruendo la propria carriera. A contatto con i “miti” della moda, si può difatti imparare di tutto.
Quali sono oggi le regole dettate dalla moda?
Oggi, forse per fortuna, la regola è non avere regole! Chanel fa sfilare le snickers; Louis Vuitton manda in passerella uno stile da teenager. Credo che l’evoluzione dei tempi e dei costumi sociali abbia sdoganato tutto e tutti. La democrazia esiste anche nella moda!
Un tempo le modelle erano indossatrici, ossia si limitavano ad indossare un capo durante una sfilata o uno shooting fotografico. Con il passare del tempo, la modella è diventata parte integrante del sistema moda, volto noto quanto il brand che rappresenta, icona di stile e bersaglio dei paparazzi. Puoi spiegarci il perché di questa evoluzione?
Le modelle hanno colmato un vuoto: quanti stilisti celebri ci sono? Quanti sono famosi come lo erano i designer negli anni ’50/’60/’70/'80? Pochi e di questi pochi la maggior parte sono gli stessi dagli anni ’70. Le modelle hanno portato celebrità e riflettori sulla moda. Oggi i social networks ne hanno fatto delle celebrities 2.0
Esempio: pochissimi sanno chi sia Alexander Wang (nuovo idolo del popolo della moda) ma tantissimi sanno che alcune super top sfilano per lui.
Gli anni Novanta sono stati gli anni delle storiche Top Model, come Naomi, Christy, Linda, Cindy, donne che hanno incarnato in pieno lo spirito della moda del tempo, diventando delle vere stelle, paragonabili alle più famose rockstars. Oggi abbiamo Bianca Balti, Cara Delevigne, Maria Carla Boscono, altrettanto famose ed adorate dagli stilisti di riferimento. Quali sono le maggiori differenze tra queste due generazioni di modelle?
Non c’è un paragone tra Cindy, Linda e Claudia e MariaCarla, Bianca o Cara. Impossibile oggi replicare gli anni ’90. Non esiste più il benessere economico di quegli anni, tanto che, se oggi una top dichiarasse di non alzarsi dal letto per meno di € 10.000 al giorno, la prenderebbero a calci e l’opinione pubblica non ne farebbe un idolo (come fece con Linda Evangelista, artefice di questa famosa affermazione) ma anzi la massacrerebbe mediaticamente.
I ruggenti e floridi anni ’90 sono definitivamente tramontati.
La direttrice di Vogue Franca Sozzani, il fotografo fashion Giampaolo Sgura e lo stilista Andrea Incontri sono senza dubbio tre importanti e rappresentativi personaggi della moda oggi. Quale è, secondo te, il legame tra loro e il mondo delle modelle?
Premesso che Franca Sozzani è “La Moda”, sono tutti e 3 grandi professionisti con un preciso stile personale e le modelle che scelgono rappresentano alla perfezione il loro “mondo”. Ovviamente Franca Sozzani, inutile dirlo, ha la competenza e la capacità di scoprire e lanciare nuove modelle.
Da qualche anno abbiamo assistito all’ascesa delle figlie e nipoti di cantanti (Georgia May Jagger, Amber Le Bon), politici (Cara Delevigne), attrici (Elettra Rossellini Wiedemann). Pensi che il nome di famiglia le abbia, in qualche modo, facilitate, “imponendone” il volto sulle copertine delle maggiori riviste di moda, nonché delle più prestigiose campagne pubblicitarie? Georgia May sarebbe stata notata senza il suo ingombrante cognome?
Da sempre le “figlie di”, “sorelle di”, “parenti di”, beneficiano di “quel” cognome che le agevola. Non è una tendenza di oggi, esiste da sempre. Ma oggi esse hanno modo di diventare personaggi grazie allo strumento di cui parlavo prima , ossia i social networks !
Raccontaci la tua esperienza come coach e giudice di School of Glam-Questione di Stile, un nuovo format dedicato allo stile e alla moda in onda su FoxLife. Quale messaggio vuoi trasmettere agli spettatori riguardo al mondo della moda? Pensi che lo stile sia una dote innata oppure qualcosa che si possa apprendere, seguendo le dritte giuste?
Purtroppo il messaggio che passa da qualunque programma che si occupa di moda in tv è filtrato dalla penna degli autori che ne scrivono i testi. Nel mio caso, cerco di metterci la credibilità e la professionalità che mi hanno portato dove sono. Credo che i cosiddetti talents, più che insegnare qualcosa, diano allo spettatore la fiducia necessaria per fargli dire “forse potrei provarci (e talvolta riuscirci) anche io”. La famosa democratizzazione di cui ho parlato in precendenza!
Per concludere, quali sono i nomi (e i volti) sui cui ti senti di scommettere ?
Sasha Luss, Anna Ewers ed Elisabeth Erm, tenendo conto che ormai, ogni stagione, la moda ha bisogno di nuove modelle. E forse, si tornerà a parlare di vestiti e stile, anziché di top model .
Editing a cura di Letizia Carriero
Dal 7 Giugno al 3 Novembre 2014 un grande evento a Ca’ Corner della Regina a Venezia: Art or Sound.
La Fondazione Prada presenta dal 7 giugno al 3 novembre 2014 a Ca’ Corner della Regina a Venezia la mostra “Art or Sound”, a cura di Germano Celant. La mostra “Art or Sound” concepita come un’indagine attraverso il passato e il nostro presente ha l’obiettivo di analizzare lo sviluppo di un dialogo produttivo e articolato: affronta le problematiche del rapporto tra arte e suono e degli aspetti iconici dello strumento musicale, nonché del ruolo dell’artista musicista e degli ambiti in cui arti visive e musica si sono incontrate e confuse.
La mostra intende sottolineare il rapporto di simmetria e ambivalenza che esiste tra opera d’arte e oggetto sonoro, proponendo una rilettura dello strumento musicale che diventa entità plastico-visiva e viceversa, fenomeno riscontrabile nel corso della storia dal Seicento a oggi. “Art or Sound” analizza dunque lo sconfinamento tra produzioni artistiche e sonore, tra musica e arti visive, con l’idea di evidenziarne il costante scambio, senza ricercare inutili classificazioni.
Il vernice della mostra si terrà da Mercoledì 4 a Venerdì 6 Giugno.
Il percorso storico prende il via con gli strumenti musicali realizzati con materiali inusuali e preziosi da Michele Antonio Grandi e Giovanni Battista Cassarini nel Seicento e con gli automi musicali - complessi oggetti artistici che uniscono valore estetico e produzione sonora - creati, ad esempio, dall’orologiaio svizzero Pierre Jaquet-Droz nel Settecento. Prosegue con strumenti automatici e dispositivi meccanici dell’Ottocento in grado di visualizzare la musica attraverso luci e colori. Saranno presentate le ricerche nel campo della sinestesia e le sperimentazioni delle Avanguardie storiche come i celebri Intonarumori (1913) dell’artista futurista Luigi Russolo e alcuni oggetti di Giacomo Balla.
La mostra riunisce, inoltre, strumenti e opere di musicisti come Alvin Lucier e John Cage, lavori di artisti degli anni Sessanta, quali le scatole sonore di Robert Morris e Nam June Paik, sculture cinetiche realizzate da artisti come Takis e Stephan von Huene e, ancora, installazioni sonore come Oracle (1962-’65) di Robert Rauschenberg e Handphone Table (1978) di Laurie Anderson.
Saranno in mostra anche esempi di appropriazione iconica e formale dello strumento musicale, come i pianoforti di Arman, Richar senza didascalie senza didascalie d Artschwager e Joseph Beuys, assieme a strumenti ibridi, vere e proprie sculture da suonare, come le chitarre e i violini di Ken Butler e i banjo di William T. Wiley.
Questa esplorazione nel territorio ambiguo tra arte e suono si spingerà verso le ricerche più recenti di artisti come Christian Marclay, Janet Cardiff, Martin Creed e Doug Aitken, fino a documentare la produzione di una nuova generazione rappresentata, tra gli altri, da Anri Sala, Athanasios Argianas, Haroon Mirza, Ruth Ewan e Maywa Denki.
Una mostra imperdibile per tutti gli appassionati d’arte!
CA’ CORNER DELLA REGINA
Santa Croce 2215 – 30135 Venezia
Fermata San Stae, Linea 1
VERNICE: da mercoledì 4 a venerdì 6 giugno 2014
DATE E ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO: 7 giugno – 3 novembre 2014; dalle 10.00 alle 18.00 (chiuso il martedì)
INFORMAZIONI
T + 39.041.8109161, Venezia T + 39.02.54670515, Milano Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.fondazioneprada.org
Un grande spettacolo dal 6 al 18 Maggio all’Elfo Puccini: La ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde.
La Sala Fassbinder ospita La Ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde, con la regia di Elio De Capitani. In scena Umberto Orsini e Giovanna Marini. Lo spettacolo è una produzione della Compagnia Umberto Orsini srl. La traduzione e l’adattamento è a cura di Elio De Capitani e Umberto Orsini.
Nel 1895 Oscar Wilde, in seguito a una causa per diffamazione da lui intentata al Duca di Queesberry, fu a sua volta accusato di comportamento contrario alla morale pubblica e condannato a due anni di carcere, che scontò nella prigione di Reading.
Ballata del carcere di Reading nasce da questa terribile esperienza ed è una delle sue opere più autentiche e scopertamente sincere. La ballata è un lamento poetico in due momenti: l'impiccagione di un giovane detenuto, il rituale assurdo e feroce dell'esecuzione, e la meditazione, profondamente religiosa, sul male e la redenzione.
Dall'incontro di Umberto Orsini e Giovanna Marini in un altro spettacolo, Urlo di Pippo Delbono, dove Orsini aveva portato la sapienza dei suoi frammenti di Wilde e Shakespeare e Giovanna la sua antica esperienza del canto degli umili, nasce l'idea di portare in scena questo testo di Wilde.
Elio De Capitani è stato coinvolto nel progetto, che aspettava solo un’ultima spinta per affrontare qualcosa a cui pensava da tempo, “"il dilemma, o meglio il paradosso di Wilde”. Così nel 2005 lo spettacolo ha preso corpo, andando in scena nel mese di giugno al Festival AstiTeatro (co-prodotto allora Emilia Romagna Teatro Fondazione e dal teatro Eliseo).
Come entrarci in questo gioco, tragico e leggero? Come reggere il metro popolare della ballata e il lirismo spietatamente wildiano?
"Giovanna Marini ha scritto cinque ballate, ha preso in parola Wilde, componendo una musica che sta tra la ballata irlandese e l'elisabettiano John Dowland, arrivando e fino a Schubert, per passare anche per i Beatles.
Umberto Orsini interpreta Wilde con una leggerissima distanza, giocando con la vertigine sapiente dell'emozione e cogliendo il frutto più piacevole e più difficile al tempo stesso: il lato artistico-estetico, la bellezza dei versi, per lasciare allo spettatore di fare i conti con il resto".
De Capitani immagina e studia una scrittura che sia "strategia di dislocazione sapiente delle forme e dei materiali da combinare con le parole cantate di Giovanna, con la sua musica altrettanto ostinata e precisa".
Magda Poli sul Corriere della Sera definisce lo spettacolo: “La traduzione, curata come l'adattamento da De Capitani e Orsini, è in prosa con poche rime e restituisce un senso di ragionata semplicità. Ed è la ragione che domina l'interpretazione di Orsini: una esposizione pacata dei sentimenti che un carcerato, la voce narrante, prova spiando gli ultimi giorni di vita del giovane assassino, il suo bere l'aria del mattino, il suo rubare con lo sguardo quel pezzo d'azzurro che in carcere è chiamato cielo. Dall'annullamento di ogni enfasi, dal lucido controllo ricercato dall'ottimo Orsini, si esalta l'orrore per la crudeltà della vita in prigione, la pietà e la simpatia, in senso etimologico di sofferenza partecipata e schierata, per il mondo dei reietti. La voce di Giovanna Marini cesella in cinque ballate le suggestioni del poema, con la sua musica colta e popolare che unisce evocazioni di antichi temi irlandesi a Lieder schubertiani. L'allestimento scarno e la bravura degli interpreti esaltano la voce di Oscar Wilde che chiede rispetto per ogni essere umano, anche se assassino.”
Uno spettacolo imperdibile dal 6 Maggio aspetta tutti gli appassionati di teatro! Nerospinto consiglia di segnarlo in agenda.
Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33
Martedì/sabato ore 21.00, Domenica ore 16
Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20
Info e prenotazioni: 02/0066.06.06 - www.elfo.org
Dal 5 al 25 maggio debutta in prima nazionale, nella sala Bausch dell’Elfo Puccini, Addèla Ole, da la Storia di Elsa Morante, un progetto a due voci tra testo e canto che segue il filo di questa riflessione: la storia non rispetta la vita e la vita si rifiuta di riconoscere la necessità della storia.
Agnese Grieco, autrice, drammaturga e regista già conosciuta al Teatro dell’Elfo, ha coinvolto nel suo progetto l'attrice Ida Marinelli, chiamata a "recitare/raccontare, ricordare, né viva, né morta, figura che diviene trasparente per farsi attraversare da altre figure", e la cantante Anne Lisa Nathan, "mezzosoprano classico che ama sperimentare", che evoca in scena la memoria ebraica della protagonista, la sua genealogia attraverso la musica.
Addèla Ole! è una performance tra parole e musica, non la sceneggiatura teatrale del grande "romanzo popolare" della storia di Elsa Morante, ma un'esplorazione del cosmo morantiano, un'evocazione di alcuni frammenti seguendo il filo rosso del concepimento, della nascita e della trasfigurazione del bambino Useppe.
Frutto della violenza carnale di un soldato tedesco su una donna ebrea, Ida Ramundo, nella Roma della Seconda Guerra Mondiale, questo bambino diviene figura divina, piccolo Buddha dostoevskiano a passeggio per il quartiere Testaccio.
Il bambino Useppe, la madre Ida Ramundo, vedova Mancuso, il figlio Nino e la cagna Bella formano l’irregolare "sacra famiglia“ che è il cuore della storia narrata da Elsa Morante. Una Storia che alla sua pubblicazione negli Anni Settanta divise la critica e subito si rivelò un grande successo di pubblico.
La storia ha come sottofondo un’ambientazione cruda e dura, nella Roma della guerra e dell’immediato dopo guerra, tra l’avvento delle leggi razziali, la presenza dell’esercito del Terzo Reich, la fatica di sopravvivere e l’attesa del futuro. Ma parallelamente siamo, soprattutto, nel mondo della poesia, che secondo la scrittrice è da sempre l’unico mondo non abitato dall’irrealtà dilagante.
A questo nucleo poetico, radicale nella sua fantasia anarchica e luminosa bellezza, attinge questo incredibile e toccante spettacolo. Nella lingua di Useppe la "bandiera tricolore“ si trasforma infatti nel più musicale “addèla ole“, segnale che altre trasformazioni e ribaltamenti sono possibili e benvenuti. Chi sono i vivi e chi sono i morti, i bambini e i “grandi”, i perdenti e i vincitori? Che cosa ci ha raccontato il nostro Novecento? E come aprire lo scrigno delle memorie per riattivarle?
La Storia è anche una delle grandi narrazioni ebraiche del Novecento italiano e la cangiante lingua di Elsa Morante incontra in scena la tradizione musicale sefardita, spagnolo ladina, evoca citazioni verdiane e accoglie echi degli inni coloniali.
Un imperdibile spettacolo teatrale, da non perdersi, in cui una cantante recita quello che non può essere detto e un’attrice rivive e racconta quello che la memoria ha registrato.
Elfo Puccini
corso Buenos Aires 33, Milano
Martedì/sabato ore 19:30 (domenica 15:00)
Prezzi:
intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16
Martedì € 20
Info e prenotazioni: 02/0066.06.06 - www.elfo.org
© Copyrights by Nerospinto , Tutti i diritti riservati.