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Una grande inaugurazione l’8 Maggio 2014 alle ore 18.30: GHORAMARA… sulle rive di un’isola che svanisce.
La galleria AMY D Arte_Spazio in occasione del Photofestival di Milano espone dal 29 aprile al 25 maggio 2014 le opere di Daesung Lee dal titolo “GHORAMARA… sulla riva di un’isola che svanisce”, progetto economART sui profughi ambientali dell’effetto serra.
La mostra Personale di Daesung Lee è curata di Anna d’Ambrosio e inaugurerà l’8 Maggio alle ore 18.30.
Il direttore della Scuola di Studi Oceanografici ha affermato all’Indipendent Sugata Hazra: “È solo questione di tempo, qualche anno e sarà anche lei inghiottita del tutto dalle acque marine che sono in costante aumento”.
Queste parole si riferiscono a Ghoramara, un’isola del delta del Gange i cui abitanti, come guerrieri, resistono a quello che per loro è il peggior nemico: l’effetto serra.
Dal 2007, anno in cui anche la vicina isola di Lohachara è scomparsa sotto il livello del mare, 10mila persone insieme ai profughi di Ghoramara hanno trovato rifugio sull’isola di Sagar, che ha già perso a sua volta oltre 3.000 ettari di superficie.
Sono dozzine di isole, con oltre 70mila abitanti, che rischiano di ingrossare l’esercito di profughi climatici.
Dopo l’isola polinesiana di Tuvalu anche le isole Maldive, Marshall, così come le zone costiere dell’India, Egitto, Bangladesh sono a rischio con tutto il loro delicato ecosistema.
L’artista coreano Daesung Lee ha ripreso uomini, donne, bambini, animali nella loro bellezza fiera. Sono ritratti di destini intrecciati ed ineluttabili; come guerrieri solitari che resistono ancorati a pochi lembi di terra.
L’intento della fotografia di Lee è La bellezza della costa erosa che scompare con immagini surreali e fiabesche simbolo di un fato impossibile da evitare.
“Gran parte degli oggetti che usiamo nella vita quotidiana sono prodotti da persone che non conosceremo mai… questo “effetto farfalla”, eco dello sfrenato consumismo occidentale, crea seri danni altrove, il mondo è più connesso dalla globalizzazione di quello che immaginiamo”. …Tutto è connesso, nulla vive nell’isolamento. Afferma Daesung Lee.
Daesung Lee è un fotoreporter internazionale e con il suo talento ha deciso di ritrarre queste persone, la gente di Ghoramara Island (West Bengal, India). Le sue immagini, che raccontano la vita di un’isola colpita dal cambiamento climatico e la storia di una popolazione che ha dovuto lasciare i luoghi d’origine, hanno vinto il Sony World Photography Awards 2013.
Una mostra emozionate e forte vi aspetta all’AMY D Arte_Spazio!
INFO
In mostra dal 29 aprile al 25 maggio 2014
Lunedì - venerdì 09.00 - 12.00 / 15.00 -19.00
Sabato e festivi su appuntamento
Con la partecipazione di: The Secret Gardens
AMY D Arte_Spazio
Via Lovanio 6, 20121 Milano (Italy)
Tel. +39.02.654872
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.amyd.it
MM2 Moscova / bus 43-94 Via Statuto
Dal 5 al 7 Maggio un grande spettacolo, un balletto da non perdere, un appuntamento da segnare in agenda: Le Quattro Stagioni.
Le Quattro Stagioni sono una produzione Spellbound Contemporary Ballet con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività culturali. Lo spettacolo ha debutta il 6 Marzo 2010 al Teatro Verdi di Pisa. La coreografia e set concept è a cura di Mauro Astolfi, gli interpreti sono Maria Cossu, Marianna Ombrosi, Alessandra Chirulli, Giuliana Mele, Gaia Mattioli, Sofia Barbiero, Mario Laterza, Giacomo Todeschi, Michelangelo Puglisi. Le musiche originali sono di Luca Salvadori
e le musiche sono a cura di Antonio Vivaldi, il disegno luci di Marco Policastro, l’elaborazioni video di Enzo Aronica e le scene di Esse a Sistemi.
Il coreografo Mauro Astolfi spiega così le sue quattro stagioni: “Dietro l’apparente quadro iconografico rappresentato dal susseguirsi delle ”stagioni” con tutta la simbologia annessa, i suoi simboli atmosferici…si percepisce un significato molto profondo, meno visibile, ma che arriva a toccare piani molto vasti e meno soggettivi. Le “mie “ Quattro Stagioni abitano fuori e dentro una piccolo spazio, che si innalza, trascina e soffoca a momenti..ma che ripara, unisce, protegge…sembra una casetta, ma è una nave, un albero…un posto misterioso da cui osservare le stagioni che mutano, un posto da dove partecipare in prima persona al ciclo della natura che si rinnova…e l’autunno, non solo foglie che cadono, la primavera, non solo fiori che spuntano…ma una natura dentro di noi, un rituale magico primordiale…un evento che si immagina, poi si cerca di imitare, poi si cerca di impossessarsi dello spirito stesso dell’evento. Gli eventi si evocano per diventarne parte integrante, partecipando al dramma della natura che muore..ma vedere un po’ più in là il seme della futura rinascita. Spellbound Contemporary Ballet vive questa avventura sprofondata nella terra e sul ramo più alto degli alberi…quando è sera si torna a casa.”
Luca Salvadori, che si è occupato delle musiche dello spettacolo, commenta e descrive i suoni che vengono evocati dalle diverse stagioni: “L’alternarsi delle stagioni è come un cerchio che si chiude e ricomincia, una spirale continua, senza interruzioni, sempre diversa e sempre uguale; la musica sarebbe una materia ideale per raccontare questo ciclo di perenni ripetizioni variate, ma è inadeguata a renderne la concretezza, quella solida realtà che regola la vita sulla terra. Per questo ho deciso di usare frammenti musicali eterogenei che di volta in volta accendessero un piccolo riflettore su un dettaglio significativo: i suoni della natura, le voci degli uccelli, un ritmo di danza, una melodia modale dal sapore arcaico, sonorità elettroniche astratte, il suono di uno strumento insolito come la glassharmonica o il flauto basso, ad esempio. Come dire, un caleidoscopio di situazioni che si riunissero, di volta in volta, sotto l’etichetta di una “stagione” per offrire una chiave di lettura parziale, evocativa più che esplicativa: suggestioni in luogo di spiegazioni. Il confronto con il capolavoro di Vivaldi ho cercato di virarlo in positivo (la sfida sarebbe stata persa in partenza, ovviamente) provando a considerarlo una risorsa dialettica: complementarietà nelle differenze, ricchezza raggiunta dall’avere più punti di osservazione per mettere a fuoco un oggetto sfuggente. Di conseguenza vi ho accostato materiali e stili eterogenei, come immaginando la complessità di un paesaggio sonoro che nelle mutazioni cerca una delle ragioni di esistere. Queste musiche sono state pensate per la danza, per le coreografie di Mauro Astolfi, e quindi sono nate col desiderio di volersi completare altrove, fuori dalla dimensione del puro suono, e consapevoli che, una volta entrate nel cerchio magico dei corpi in movimento, avrebbero ricevuto in cambio qualcosa. Forse la misteriosa spirale di intersezioni e reciproche influenze tra musica e danza è un altro modo per rappresentare la mutevolezza inafferrabile delle stagioni.”
Lasciatevi trasportare in un favoloso viaggio tra le stagioni, immergetevi nelle sonorità musicali diverse che ogni stagione evoca e lasciatevi affascinare dalle coreografie.
AL TEATRO MANZONI
Via Manzoni 42, Milano
T. 02 7636901
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DAL 5 al 7 MAGGIO 2014
ORARIO: ore 20,45
BIGLIETTO:
- poltronissima € 25,00
- poltrona € 16,00
Da 2 Maggio al 4 Giugno una rassegna dedicata al grande regista e fondatore, insieme a Luigi Comencini, della Cineteca di Milano: Un secolo di Alberto Lattuada.
Presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta Un secolo di Alberto Lattuada, rassegna in 10 film, dedicati al regista e fondatore della Cineteca di Milano, in occasione del centenario della nascita.
Alberto Lattuada, estremamente erudito e grande amante della cultura, è uno degli artigiani del cinema italiano di maggior valore nel periodo della grande commedia italiana.
Dopo l’esordio alla regia all’inizio degli anni ’40, Lattuada si impegna nella trasposizione sullo schermo di celebri opere letterarie: nel 1947 si ispira al romanzo di Gabriele D’Annunzio per la realizzazione del film Il delitto di Giovanni Episcopo, che mostra un uomo umiliato e offeso, interpretato da Aldo Fabrizi, alle prese con una società inerte e indifferente. L’anno successivo gira nella Pineta del Tombolo insieme a Tullio Pinelli e Federico Fellini Senza pietà, descrizione di un paese in rovina dove, insieme agli aiuti degli americani, sbarcano violenza, contrabbando e malavita. Del 1949 è Il mulino del Po, tratto dal romanzo di Riccardo Bacchelli, un affresco sulle lotte sociali dei contadini delle campagne padane alla fine dell’Ottocento. Alberto Lattuada realizza poi Anna, che introduce il genere del melodramma contemporaneo nel cinema italiano.
Uno dei film più particolari del regista è Il cappotto, dal racconto di Gogol, girato a Pavia con protagonista Renato Rascel. La pellicola si svincola definitivamente dal neorealismo, guardando amaramente l’ipocrisia di una società perbenista che isola le persone nella loro solitudine.
Negli anni ’60 il regista si dedica a film con tematiche differenti: I dolci inganni analizza la trasformazione sentimentale e sessuale di un’adolescente innamorata di un uomo molto più grande di lei; Mafioso si incentra sulla mafia siciliana, osservata con fredda e asciutta eleganza; Don Giovanni in Sicilia, ispirato al romanzo di Vitaliano Brancati, segue le vicende di un avvocato diviso tra l’amore e il lavoro tra il nord e il sud d’Italia.
Negli anni ’70 Lattuada tratta la tematica dell’erotismo con film come Oh Serafina, tratto dall’opera di Giuseppe Berto, ma gira anche un film fantascientifico, Cuore di cane, ispirato al romanzo breve omonimo scritto nel 1928 dal russo Michail Bulgakov.
Per reperire maggiori informazioni e visionare il programma completo della rassegna visitare il sito www.cinetecamilano.it.
Una rassegna, dedicata ad un grande regista italiano, da non perdere vi aspetta dal 2 Maggio al 4 Giugno al MIC!!
INFO
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T 02 87242114
MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI
Biglietto d’ingresso intero: € 5,50
Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00
Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,o0
Imperdibile inaugurazione sabato 10 maggio alla Galleria Carla Sozzani di Milano, della mostra World Press Photo 2014, che presenta i migliori scatti fotogiornalistici dell’anno, dall’11 maggio all’8 giugno 2014.
Dal 1955 una giuria di esperti, scelti tra i personaggi più accreditati della fotografia internazionale, si riunisce per valutare i migliaia di scatti provenienti da ogni parte del mondo, immagini inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste.
Il Premio World Press Photo, sponsorizzato da Canon, è uno dei più importanti riconoscimenti nell'ambito del fotogiornalismo in cui le immagini più forti e significative di un intero anno vengono esaminate e le vincitrici saranno pubblicate nel prestigioso catalogo e verranno esposte in tutte le più importanti gallerie del mondo. Un tour sempre più in espansione, che quest'anno prevede mostre in circa 100 città in 45 diversi paesi.
Un’occasione unica per vedere raccolte le immagini più belle e rappresentative che hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti di questo ultimo anno sui giornali di tutto il mondo.
La mostra World Press Photo è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali dell’anno. Il suo carattere internazionale, le migliaia di visitatori e l’interesse suscitato dall’evento nel pubblico specialistico e non, sono la dimostrazione del potere che le immagini hanno di trascendere le differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.
Il premio per la Press Photo of the Year è di 10.000 euro, mentre i premi di categoria sono di 1.500 euro per ciascuna foto o serie di foto. In mostra infatti accanto alla foto dell’anno, sono presenti anche le fotografie premiate nelle 9 categorie tematiche: Arte e intrattenimento, Natura, Spot News, Attualità, Persone nelle News, Vita quotidiana, Ritratti, News, Sport, scelte dalla giuria internazionale che, tra l’altro, cambia ogni anno.
Vincolo di tutte le foto è l’assenza di censura, tanto che, viene inviato un rappresentante della World Press Photo nei paesi che ospitano l’evento per assistere al montaggio della mostra e verificare che tutte le fotografie siano esposte al pubblico.
Ad aggiudicarsi il riconoscimento principale come “Foto dell’anno 2013” è stato il fotografo svedese americano Stanmeyer per un servizio per il National Geographic. La foto premiata e lodata ritrae, lungo la costa di Gibuti, alcuni migranti africani che alzano i loro telefoni cellulari al cielo per catturare il segnale della vicina Somalia e contattare così i parenti e familiari. Lo Stato di Gibuti è infatti, un trafficato punto di arrivo per i migranti in transito da Somalia, Etiopia, Eritrea che provano ad arrivare in Europa e Medio Oriente.
Tra le motivazioni della giuria, si legge che al contrario delle tante foto che: “mostrano i migranti in immagini tristi e patetiche, questa è meno romantica e dà loro dignità. La foto evoca molti temi: la globalizzazione, la tecnologia, la migrazione, la povertà, l’alienazione, l’umanità. È un’immagine potente e sofisticata, così sottile e poetica, ma intrisa di significato. Trasmette questioni di grande gravità e la preoccupazione del mondo di oggi”.
Una mostra imperdibile, che riesce a rappresentare il mondo a 360°, senza differenze.
Inaugurazione sabato 10 maggio 2014
dalle ore 15.00 alle ore 20.00
In mostra dall’11 maggio all’8 giugno 2014
tutti i giorni ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10 – Milano
Tel. 02.653531 – Fax 02.29004080
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www.galleriacarlasozzani.org
Un ponte festivo con i fiocchi, quello di Le Cannibale: mettete da parte gite fuoriporta e pranzi luculliani e preparatevi ad una serata imperdibile.
Cosa c'è di meglio che smaltire le calorie in eccesso, accumulate su tavole imbandite, con una buona dose di sana elettronica sparata alla massima potenza?
Il 24 aprile è giunto infatti in città Breach, genietto inglese esordito nel 2007, in grado di parlare, con la sua musica, a tutti gli amanti della house, da quelli amanti delle sonorità morbide sino agli adepti delle sperimentazioni.
Breach è stato anche autore di inni mainstream, come"Something for the weekend", nonchè di pietre miliari della dancefloor come "Jack".
Per il 30, invece, il Tunnel si regalerà un'atmosfera più visionaria, con il dj set di Boddika: forte del suo background drum'n'bass (poi virato su territori crudemente techno), il nostro eroe è pronto a travolgervi con deviazioni impossibili, alchimie sonore spaziali e affilate cavalcate digitali.
Le Cannibale
Tunnel Club
Via Sammartini, 30
Milano
Mercoledi 30 aprile
Boddika
13 euro in lista entro le 01.00
tavoli disponibili su entrambi i privè
Per mettersi in lista:
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Telefono: 349 8941305
Al Palazzo Reale di Milano continua la mostra dedicata all’uomo che ha rivoluzionato l’arte contemporanea del ‘900, Piero Manzoni, iniziata il 26 marzo.
Piero Manzoni è figlio di Egisto dei conti Manzoni, nasce a Soncino ma cresce a Milano, dove termina gli studi. Inizia a dipingere nel 1955 con impronte di oggetti banali come ad esempio chiodi, forbici o tenaglie ma è nel 1958 che mette a punto le "tavole di accertamento" e gli "Achromes" (in francese: incolore) per le quali viene ritenuto tutt’ora un artista rivoluzionario. Gli “Achromes” sono tele o altre superfici ricoperte di gesso grezzo, caolino, su quadrati di tessuto, feltro, fibra di cotone, peluche o altri materiali. Comincia ad esporre le sue opere alla Galleria Bergamo e tiene inoltre una personale mostra alla Galleria Pater di Milano con Enrico Baj e con l’amico di famiglia nonché personalità di spicco, Lucio Fontana.
Negli anni successive, oltre a continuare la ricerca sugli "Achrome", inizia a creare oggetti concettuali come le "Linee" e progetta di firmare corpi viventi come se fossero opere d'arte, rilasciando "certificati di autenticità", ad esempio firmando la sua scarpa destra e dichiarandola opera d'arte. Produce 45 "corpi d'aria": comuni palloncini riempiti d'aria che poi saranno chiamati "fiato d'artista". Nel 1961 l'autore sigillò le proprie feci in 90 barattoli di latta, identico a quelli per la carne in scatola, ai quali applicò un'etichetta, tradotta in varie lingue, con la scritta «merda d'artista. Contenuto netto gr. 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961». Sulla parte superiore del barattolo è apposto un numero progressivo da 1 a 90 insieme alla firma dell'artista.
L'artista mise a questi barattoli il prezzo corrispondente per 30 grammi di oro, alludendo al valore dell'artista che grazie ai meccanismi commerciali della società dei consumi poteva vendere al valore dell'oro una parte di se stesso.
Il controverso artista milanese famoso a livello internazionale per i suoi "Achrome" e "Merda d'artista", viene raccontato in un’esposizione che grazie ad un percorso che documenta con opere primarie tutti gli aspetti della sua attività artistica.
A poco più di cinquant’anni dalla morte improvvisa di Piero Manzoni, la sua opera è riconosciuta sempre più come una delle esperienze fondamentali dell’avanguardia del XX secolo.
Avete fino al 2 giugno per visitare la mostra che rende doverosamente omaggio all’ artista che ha rinnovato profondamente l'idea stessa di arte d'avanguardia, non perdetevela!
Biglietti:
INTERO: 12,50 euro
RIDOTTO: 11,00 euro valido per studenti under 26, under 18 anni, over 60, disabili, militari, forze ordine non in servizio, insegnanti
RIDOTTO SKIRA: 11,00 euro valido per possessori tessera Club Skira
Tornano gli Hippie!
Uno speciale evento che si terrà lunedì 28 e martedì 29 aprile al Teatro della Cooperativa di Milano.
Il movimento che è durato poco più di tre anni, precisamente dal 1965 al 1968, che ha rifiutato la società capitalistica, gli status symbol e immaginato un mondo fondato sull’amore; non solo “Peace&Love”, ma anche rispetto per l’ambiente, intercultura, antimilitarismo, modelli di famiglia ribaltati, sessualità allargata, cura del corpo e dell’alimentazione condizionando un’intera generazione e non solo, sarà messo in scena in un’esaltante spettacolo al Teatro della Cooperativa di Milano.
Nessuna “lezione” sugli hippie o sui movimenti degli anni Settanta, piuttosto il bisogno di capire insieme che cosa è successo e che cosa possiamo fare oggi. Un tempo che sul fronte crisi economica e disoccupazione ci riporta al 1977 e al “No Future” dei Punk, con giovani affamati dagli stessi bisogni, ma molto più soli e sotto ricatto rispetto a quegli anni.
Non sarà inscenata nessuna operazione di memoria come si potrebbe pensare, ma ci sarà un continuo rimbalzo sulle eredità culturali che il movimento ha lasciato, un dialogo tra ieri e oggi con Livia Grossi, giornalista del “Corriere della Sera”, e Luca Pollini, giornalista e scrittore, autore del libro “Amore e rivolta a tempo di rock”.
Sarà un’occasione per riflettere sui bisogni di oggi e sul passaggio di testimone più o meno mancato, grazie ad un reading che racconta, tramite letture, musica, testimonianze e video originali, i sogni e le battaglie di un’epoca in cui lo stare insieme, “il collettivo” aveva un senso politico concreto. I pensieri dei maestri di contro cultura e quelli della gente comune, testimonianze di chi ha vissuto quegli anni e la voce di chi non era nato.
Nel foyer del teatro, bancarelle autogestite con vestiti, gioielli, poster, manufatti artigianali di autoproduzione.
La prima tappa di un percorso alla ricerca di nuove parole d’ordine, nuovi totem, nuove comunità di senso vi aspetta al Teatro della Cooperativa in via Hermada 8, Milano!
Per ulteriori info: www.teatrodellacooperativa.it
tel.02.64749997
ORARI:
feriali h. 20.45
PREZZI:
intero 18 € - ridotti 13/9 €
ufficio stampa: Maurizia Leonelli – 347.5544357 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sabato 17 Maggio una grande giornata per chi desidera conoscere, imparare e crescere.
Un giorno dedicato ai musei: la giornata internazionale dei Musei 2014.
Per l’occasione, per il secondo anno il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia da Vinci, in collaborazione con ICOM-Italia, organizza sabato 17 Maggio una serie di incontri dedicati ai professionisti dei Musei.
L’appuntamento vuole offrire un momento di confronto e dialogo in cui condividere e presentare best practices attorno al tema di quest’anno: “Museum collections make connections - Creare connessioni con le collezioni”.
Il tema di quest’anno vuole ricordare che i musei sono istituzioni vive, al centro dei grandi cambiamenti della società contemporanea, che aiutano a creare legami, tra generazioni e culture del mondo, e dare una possibile risposta alle domande che la società contemporanea si pone.
La giornata inizierà alle 14.30 con una sessione plenaria per iniziare ad approfondire il tema della prossima Conferenza Generale di ICOM che si terrà a Milano nel 2016 e prosegue con una serie di workshop in parallelo che intendono porsi come una piattaforma collaborativa per uno scambio di conoscenza ed esperienza.
La giornata è parte di una tradizione che, dal 1977, celebra i musei e le istituzioni culturali con lo scopo di sensibilizzare il pubblico sulla funzione di queste istituzioni nello sviluppo della società. Ogni anno oltre 35.000 musei in tutto il mondo, da 143 paesi diversi, sparsi sui 5 continenti, partecipano a questa giornata.
Il programma del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia da Vinci è il seguente:
Sessione Plenaria Sala Cenacolo 14.30 - 15.10
Introduce i lavori Federica Manoli Coordinatore regionale Lombardia, ICOM-Italia, Museo Poldi Pezzoli
Saluti di
Fiorenzo Galli Direttore Generale, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
Alberto Garlandini Presidente ICOM-Italia, Membro del Board ICOM-Internazionale
Musei e paesaggi culturali Daniele Jalla ICOM-Italia, Comitato per il programma della Conferenza Generale Milano 2016
I Sessione – 3 workshop Sala Cenacolo - Sala Conte Biancamano - Sala Bifora 15.20 -16.30
Temi
1. Curatori e conservatori
Supereroi nel museo contemporaneo?
2. Digitale museale
L’evoluzione dei linguaggi a servizio di una strategia integrata
3. Musei | Pubblici | Risonanze
Biografie culturali e autobiografie in dialogo
II Sessione – 3 workshop Sala Cenacolo - Sala Conte Biancamano - Sala Bifora 16.40 - 17.50
Temi
4. Da locale a connesso
I musei lombardi si mettono in rete
5. Dalla complessità alla sostenibilità
Evoluzione, usi e tendenze degli spazi non espositivi dei musei
6. Il Museo di tutti
Esperienze di inclusione e accessibilità
Un’occasione da non perdere! Nerospinto consiglia di segnare in agenda questa giornata particolare e culturale!
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Via S. Vittore 21 - 20123 Milano T 02 48 555 1 F 02 48 0100 16
Per maggiori informazioni e iscrizioni alla giornata visitare il sito http://www.museoscienza.org.
Dopo il successo dei primi appuntamenti, il 25/26 aprile 2014 prosegue l’attività di “Kilowatt tutto l’anno” nei nuovi spazi teatrali della ex Misericordia, a Sansepolcro.
Il progetto “Kilowatt tutto l’anno” è un’innovativa attività di programmazione all’insegna del teatro, della danza e della riflessione sul contemporaneo, con la direzione artistica del regista Luca Ricci, fondatore della compagnia CapoTrave.
Venerdì 25 aprile Francesca Foscarini e Sara Wiktorowicz presentano “Once upon a time” co-prodotto da Kilowatt, esito di un periodo di residenza creativa della compagnia, a Sansepolcro. Protagonisti: i ricordi di un passato lontano, tratti da interviste a “nonne” provenienti da culture diverse, che giungono a prendere vita attraverso l’utilizzo di costumi, musica, voce e silenzio, azione e reazione, alla strenua ricerca di un vissuto comune.
Sabato 26 aprile i Vanaclù portano in scena “GabbiaNO”, spettacolo in collaborazione con il Comune di Sansepolcro e con Fondazione Toscana Spettacolo. Una riscrittura del testo di Anton Cechov, dove ad essere amplificata è il senso di claustrofobia insito nell’opera. Tutto ruota intorno ad una piscina gonfiabile, reminiscenza di fanciullesche vacanze da cortile, a simboleggiare un lago. Un luogo che tutti descrivono come incantevole, ma che appare più come uno scantinato industriale, un rifugio antiatomico, una prigione (una Gabbia, appunto), dove i detenuti/personaggi trascorrono la loro personale ora d’aria, la loro vacanza, girando in tondo, a vuoto, nell’impossibilità mentale e fisica di evadere.
Tutta la programmazione proseguirà poi nei weekend di maggio, per lasciare poi spazio al festival estivo che si terrà dal 18 al 26 luglio 2014.
Ven 2 – Dom. 4 maggio: Il Centro della Visione con lo Sceneggiatore Stefano rulli
Ven 16 maggio Silvia Gribaudi “What age are you acting?”
Sab 17 maggio Iaia Forte “L’isola di Arturo”
Si ricorda che sono ancora aperte le iscrizioni per l’incontro, CENTRO DELLA VISIONE, dal 2 al 4 maggio, un’accademia dello Spettatore diretto e coordinato dal Prof. Piergiorgio Giacché, con lo sceneggiatore e regista cinematografico Stefano Rulli, autore di alcuni dei maggiori successi cinematografici italiani.
Rulli presenterà il film “Un silenzio particolare”, la storia di Matteo, ma anche dei suoi genitori, lo stesso Rulli e la moglie Clara Sereni.
I partecipanti al modulo indagheranno il delicato confine tra creazione artistica e autobiografica, affrontando il problema della distanza necessaria (o meno) a creare un’opera.
Un appuntamento da non perdere
Biglietti d’ingresso a soli 6 euro.
Tutte le info su www.kilowattfestival.it
Prenotazione biglietti: Michele Rossi Fleghi comunicazioneilowattfestival.it 339.4074895
Accrediti operatori teatrali: Gianluca Cheli gianluca.cheliilowattfestival.it 392.8140940
Accrediti stampa: Caterina Meniconi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 345.3261032
L’autore di Rosemary’s Baby Ira Levin, porta in scena, grazie all’adattamento di Ennio Coltorti, al Teatro Manzoni di Milano Trappola Mortale interpretato da Corrado Tedeschi, Ettore Bassi e Miriam Mesturino.
Dall’8 al 25 Maggio sarà in scena un classico del giallo teatrale che si presenta come un perfetto gioco a incastri tra umorismo, suspence e forte tensione narrativa in una nuova edizione rimodernizzata da Luigi Lunari nella quale computer e tecnologia sostituiscono le vecchie macchine da scrivere, in modo da rendere ancora più avvincente un testo considerato un intramontabile del teatro del giallo. "Due terzi thriller, un terzo commedia", così lo descrive la critica per il perfetto incastro tra i momenti di forte suspence a quelli molto spiritosi, a tratti anche comici.
Questo avvincente testo teatrale che usa il pretesto del tono noir per descrivere l’avidità dell’uomo senza scrupoli alla continua ricerca del potere, della realizzazione personale e dei propri insaziabili istinti.
Sydney Bruhl è un commediografo ormai finito, incapace di dare tensione e drammaticità ai testi che porta in scena. La prima del suo ultimo spettacolo, un giallo, è un incredibile fiasco. Forse solo un nuovo inatteso successo potrebbe salvare la sua reputazione di scrittore e l'occasione d'oro gli viene offerta dal giovane Clifford Anderson che ha appena terminato di scrivere un giallo veramente avvincente: Trappola mortale. Emerge, con forza ed evidenza, il fatto che dentro ogni trappola se ne nasconde un’altra, come dentro ogni uomo non esiste una sola anima, ma una confraternita in lotta tra di loro.
Lo spettacolo è stato rappresentato per cinque anni consecutivi con un totale di 1793 repliche dopo la prima,avvenuta il 26 febbraio 1978 al Music Box Theatre di Broadway, guadagnandosi così il titolo di giallo rappresentato più a lungo a Broadway. Nel 1982 Sydney Lumet ne dirige il film con protagonisti Michael Caine e Christopher Reeve.
Ricordiamo anche una straordinaria edizione italiana, di 25 anni fa, tradotta da Luigi Lunari e sempre con la regia di Ennio Coltorti che vinse il biglietto d’oro, di cui era protagonista Paolo Ferrari.
Ti consigliamo di non perderti un giallo scritto per uccidere!
Per ulteriori informazioni : http://www.teatromanzoni.it/manzoni/
Biglietto:
poltronissima € 32,00
poltrona: feriali € 20,00
sabato e domenica € 22,00
Orari:
feriali ore 20,45
domenica ore 15,30
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