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La notte più importante per il mondo del cinema è arrivata senza delusioni per "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino, che si aggiudica il premio come miglior film straniero. Ma se un occhio è puntato ai premi e al talento, l’altro è rivolto agli abiti da sogno delle attrici. Vediamo insieme i loro look e proviamo a stilare una classifica in fatto di stile, per capire chi si meriterebbe l’Oscar per l’eleganza.

Nel 2013 è rimasto indelebile il vaporoso abito Dior di Jennifer Lawrence, che si è aggiudicata il premio di miglior attrice in "Il lato positivo", sbaragliando Jessica Chastain, Naomi Watts, Emmanuelle Riva e Quvenzhane Wallis. Senza dubbio, la Lawrence avrebbe vinto anche se ci fosse stato un Oscar per la bellezza: il suo aspetto era quello di una giovane sposa emozionata.

Ma veniamo al presente: la notte del 2 marzo 2014, a vincere il titolo di miglior attrice non protagonista è stata Lupita Nyong’o per la sua interpretazione in "12 anni schiavo". Celebra la sua vittoria con uno svolazzante abito by Prada: da favola. Jennifer Lawrence, altra candidata per la statuetta, non stupisce come l’anno scorso: rimane fedele a Dior, ma sceglie un abito stretto rosso, che ci fa un po’ rimpiangere la nuvola bianca che la circondava un anno fa. Elegante e semplice, Julia Roberts opta per il nero, come nella notte degli Oscar del suo anno più fortunato: il 2001.

Si sono contese, invece, la statuetta di miglior attrice Amy Adams, Sandra Bullock, Judi Dench, Melyl Streep e Cate Blanchett. È quest’ultima, come da pronostico, che si aggiudica il titolo per il ruolo da protagonista in "Blue Jasmine". Indubbiamente è una stagione d’oro per Cate, che, testimonial della fragranza "Sì", non può che scegliere un luccicante abito firmato Giorgio Armani. Portato da una persona qualunque sarebbe potuto sembrare un po’ pacchiano. Ma la Blanchett non è una persona qualunque: per merito del suo charme innato, l’attrice australiana era semplicemente impeccabile. Degne di nota anche le due donne in blu: Amy Adams, in Gucci Couture, e (soprattutto) Sandra Bullock, che ha scelto un abito di Alexander McQueen.

Tra le non candidate, vogliamo far vincere Kate Hudson, che sembrava appena uscita dall’Olimpo degli dei, precisamente un Olimpo firmato Versace. Seguono Angelina Jolie e Emma Watson. La prima, che piaccia o meno, non è passata inosservata (e come potrebbe?) con il suo abito Elie Saab Couture. Ma anche la giovane Emma, in Vera Wang,  ha mostrato un’eleganza invidiabile. In attesa che concorra agli Oscar come attrice, per il momento ci accontentiamo di metterla nella lista delle vincitrici di stile.

Indira Fassioni

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Il massaggio Kalari è un particolare tipo di massaggio eseguito esclusivamente con i piedi.

E’ una tecnica Indiana, ayurvedica.

Il massaggio Kalari ha origini antichissime, nasce in Kerala per i guerrieri che si preparavano ad affrontare una battaglia o che terminavano una battaglia, il Kalari payat.

Kalari significa letteralmente "addestramento per il campo di battaglia" e rappresenta quindi, il luogo dove si pratica l'arte marziale: deriva dal sanscrito khaloorika che sta anche per esercitazioni militari.

Il massaggiatore usa le mani per tenersi ad una fune attaccata al soffitto mentre con i piedi esegue il massaggio. Si tiene alla corda per rimanere in equilibrio e per dosare la forza e la pressione dei suoi piedi sul corpo della persona che riceve il massaggio.

Il piede è lo strumento dell’operatore e sta alla sua abilità e sensibilità, a seconda delle necessità di chi ricevere il massaggio, decidere quale parte del piede impiegare, la pianta, il dorso, le dita, il collo, il tallone.

Il massaggio può essere leggero o delicato, lento o veloce, pesante e profondo e la combinazione di tutte queste qualità drena, rulla, picchietta, friziona, accarezza  tenendo chi riceve il massaggio a terra. L'effetto principale è una distensione del corpo molto particolare.

Questo massaggio, che a tratti sembrerebbe una danza o un numero di un trapezzista del circo, a voler essere allegorici, risulta essere molto efficace, rilassa muscoli e tendini, allenta le rigidità articolari, riattiva la circolazione arteriosa e venosa, ha effetto drenante e più in generale ha effetto rilassante ed energetico.

L’olio che viene impiegato, caldo, viene scelto a seconda della costituzione energetica del ricevente.

“massaggio con i piedi, anche ….

massaggio con le mani, anche….

massaggio con i gomiti, gli avambracci, le ginocchia, anche….

massaggio con il cuore, mentre …”

Carnevale è alle porte e state cercando il modo migliore per festeggiarlo? Ecco a voi il party più esclusivo di Milano, pronto a intrattenervi nella notte più mascherata dell’anno!

Per l’occasione apre i battenti The Room, il nuovo ed esclusivo club di Milano situato nel cuore di Porta Romana, con un party inusuale in collaborazione con il collettivo Modalità Demodè. Non un ennesimo locale, ma una nuova concezione di spazio creativo, sapientemente curato dall’architetto, scenografo e designer Maurizio Lai. Immerso in atmosfere newyorkesi, con una superficie di 350 mq e caratterizzato da uno stile post industriale, The Room propone una serata d’esordio davvero speciale, il Carnival party con un dress code inedito: WearArt. Sarà necessario, quindi, diventare un artista o meglio ancora un'opera d'arte per essere ammessi all'inaugurazione. Dalle ore 20, solo su prenotazione, sarà possibile gustare la cena in pieno stile StreetFood, reinterpretato in chiave elegante e raffinata. Ristorante, Lounge Bar e Club: la triplice anima di The Room, che si presenta come  hub di giovani talenti del fashion, del design e della musica, grazie ad un’attenta selezione di eventi culturali e artistici, nonché di Dj di fama internazionale. Durante la notte in consolle si alterneranno: -Famous in Front Stanislav e Michaela sono i due volti del progetto F.I.F, in arrivo direttamente dalla Bulgaria con il loro sound House e Deep. La loro musica è un viaggio emozionale con armonie suggestive . L'underground Bulgaro arriva a Milano. -Luca Zato Una lunga storia di passione per la musica caratterizza la personalità eclettica di Luca Zato. Attento alle contaminazioni, ordinato ricercatore, Luca predilige suoni sintetici, nu disco, techno, deep house ricalcando la tendenza dei nuovi movimenti europei. -Lost and Found Asso Spades e Phunktek System sono le due facce della medaglia del progetto Deep House Lost and Found. Da un lato Asso, dj che ha domato i palchi di mezza Europa prima di catapultarsi a New York a dare un morso alla grande mela, col suo sound "Deep Groove"; dall'altra Phunktek, anche lui un giramondo, tra Londra, Miami, New York e Ibiza, ha sposato la causa di Lost and Found e ne accresce l'importanza con le sue produzioni Deep House, Deep Techno e Nu Disco.

L'esperienza di questo carnevale sarà ancora di più emozionante e sorprendente con il progetto LiberiDi e la loro speciale performance live di Physical Theatre. Il soffitto di The Room diventerà un cielo in cui gli artisti si libreranno in volo come rondini, tra acrobazie e danza sospesa. The Room propone un vero e proprio percorso sensoriale dal Brunch Domenicale, in collaborazione con Milano Music Consulting che presenterà ogni settimana un artista della propria “scuderia”, fino al Lounge Bar, regno del dopocena con la proposta di cocktails internazionali, passando per il Club, irriverente e provocatorio come lo Studio 54 della New York  che fu.

La nuova meta della notte meneghina si chiama The Room: finalmente, uno spazio creativo dove gusto, arte e talento si incontrano per dare vita ad un nuovo modo di vivere la città

Info e Prenotazioni: 3343951406 / 0258319839

Sabato 8 Marzo Inaugurazione The Room + Carnival Party StreetFood, Gallery, Club

Via Giulio Romano, 8 - Milano Ore 20 - Cena streetfood solo su prenotazione Ore 22 - Royale Ouverture In collaborazione con Modalità Demodè Prima consumazione obbligatoria: 15€

Grande appuntamento all’insegna del divertimento e della risata al Teatro Manzoni.

 

Dal 24 al 26 Marzo 2014 si terrà il terzo appuntamento della rassegna Ridere alla grande: Raul Cremona in Prestigi. Uno spettacolo di Raul Cremona in scena con Gianluca Beretta e con musiche originali suonate dal vivo da Omar Stellacci.

Cremona nasce come prestigiatore e molto giovane si accosta al mondo night. Più avanti si inoltra nel mondo del cabaret e dopo aver maturato una buona esperienza nei locali storici di Milano si cinema con la comicità e la parodia, inventando personaggi come il dissacrante Mago Oronzo, il timodo e tenero Manipolini, Silvano Il Mago di Milano emulo catastrofico del vero Mago Silvan, fino ad arrivare alle maschere più recenti, dal giovane attore Jacopo al noto maschilista impenitente Omen.

Utilizzando in chiave comica l’arte della magia, Raul Cremona cerca di rappresentare le frustrazioni e le velleità del prestigiatore medio, creando personaggi buffi e dissacranti. Numerose sono le sue partecipazioni a trasmissioni radiofoniche e televisive.

 

Il prestigiatore, famoso per le sue interpretazioni a Zelig e Mai dire gol, ritorna in scena per raccontarci del suo primo incontro con la magia e il palcoscenico, portandoci per mano in un mondo fantastico ricco di giochi, macchiette, boutades, canzoni e stralunati personaggi con il suo cilindro pieno di magie e incanti, storie di imbroglioni e imbonitori nati da quel teatro povero di cui è figlio eccellente.

Lo spettacolo si presenta come un percorso autobiografico della storia di Raul Cremona: la sua personale collezione di tutto ciò che apparteneva ai maghi di un tempo, tentativo magico di ricostruire il passato.

 

Su Tribuna Novarese la rappresentazione viene descritta: “La costante dei suoi personaggi, pasticcioni e stralunati, sta nella capacità di vivere l’illusionismo e lo spettacolo senza prendersi troppo sul serio, incantando il pubblico con il trucco da sempre più riuscito all’attore milanese: la risata.”

“Pronipote, nipote e figlio d'arte, elegante, scanzonato, divertente e divertito, il tuttofare Raul rinnova i fasti di un divertimento schietto ed umano, popolare ma non volgare, che accontenta tutti.”: è come viene descritto lo spettacolo su Giornale di Brescia.

 

Per chi desidera ridere, divertirsi e riflette con ironia non può perdersi lo spettacolo Prestigi  al Teatro Manzoni dal 24 Marzo!

 

 

Teatro Manzoni 

Via Manzoni 42 - Milano

www.teatromanzoni.it

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Dal 24 al 26 marzo 2014 ore 20.45

Biglietto: posto unico € 25,00

Il quartiere più hipster di Milano, la zona più dinamica della città si sta per animare e ospitare un’invasione teatrale.

Dal 4 al 9 Marzo il Teatro Verdi ospiterà le giovani e talentuose compagnie Odemà e Eco di Fondo che presenteranno ogni sera due spettacoli (uno alle 19.30 e uno alle 21.00): Sogni di Eco di Fondo, in debutto nazionale, Binario Mare, un altro debutto nazionale e Mea Culpa di Odemà.

Binario Mare è un racconto tra realtà, mito e fantasia per chi pensa che non sia mai troppo tardi per partire, viaggiare, realizzare un sogno. Non solo racconti ma anche canzoni spalancano le acque di quella necessità recondita e nascosta di ognuno di noi, di voler sapere cosa c’è dietro l’angolo dell’ignoto: “… fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. I testi e le canzoni sono di Enrico Ballardini, lo spettacolo è diretto e interpretato da Enrico Ballardini e Giulia d’Imperio.

Sogni da Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, altro debutto nazionale, ha come regia Giacomo Ferraù. Sul palcoscenico un cast davvero talentuoso formato da con Andrea Pinna, Valentina Scuderi, Giulia Viana. Lo spettacolo prova a leggere l’Opera in questo modo: e se invece si fosse veramente svegli, vivi soltanto quando si è innamorati? Se fosse vero invece che il resto della nostra vita la passiamo come immersi in un livello onirico inconscio di routine e quotidianità?

Il terzo spettacolo Mea Culpa è un progetto drammaturgico di Enrico Ballardini diretto e interpretato da Enrico Ballardini, Giulia D’Imperio, Davide Gorla. Nato dalle riflessioni sorte dalla lettura dell’opera di Josè Saramago.

Gli spettacoli sono proposti all’interno del più ampio e articolato progetto R–esistir, atti per una cultura comunitaria, una residenza teatrale o laboratorio permanente nel quartiere Isola con l’obiettivo di risvegliare, nel singolo cittadino e nella comunità, la necessità di chiedere al proprio quartiere “una cultura condivisa” e sperimentabile. Il progetto R-existir nasce dalla fusione di due parole esistere e resistere, per dare l’idea di un elisir di sopravvivenza per il teatro. Dopo il prologo di Novembre, in cui le realtà promotrici e i cittadini di quartiere si sono incontrati e confrontati ora prende forma il Teatro Verdi, il primo atto di questo progetto pluriennale di residenza per innalzare l’attivismo culturale e la partecipazione del quartiere Isola. Il primo passo è l’attivazione di alcune Social Street di quartiere, facendo leva sulle compagnie teatrali coinvolte.

Le due compagnie metteranno a disposizione le proprie competenze per facilitare l’attivazione delle Social Street animando gli incontri e promuovendo il Teatro Verdi come luogo aperto e disponibile al quartiere. Il gruppo di FB “R-existir / social street isola” è stato attivato per l’occasione.

Non perderti questa novità di Milano, questa invasione teatrale in Isola! Scopri anche le iniziative per “Il lilla che avanza” su www.teatrodelburatto.it.

 

 

Il Programma FUORI PROGRAMMA: in occasione dell’inaugurazione della METRO LINEA 5 e della fermata Isola sabato 1 marzo 19.00 concerto C.A.(I.)N.I. – Odemà:  nella tensostruttura di piazza Gae Aulenti

martedì 4 marzo 19.30 -  Odemà, Binario Mare  | debutto nazionale 21.00  - Eco di fondo, Sogni | debutto nazionale mercoledì 5 marzo 19.30 - Eco di fondo, Sogni 21.00 - Odemà, Binario Mare

giovedì 6 marzo 19.30  - Odemà, Mea Culpa 21.00  - Eco di fondo, Sogni

venerdì 7 marzo 19.30 - Eco di fondo, Sogni 21.00 - Odemà, Mea Culpa

sabato 8 marzo 19.30 - Odemà, Mea Culpa 21.00 - Eco di fondo, Sogni

domenica 9 marzo 16.00 - Eco di fondo, Sogni 17.30 - Odemà, Mea Culpa

 

Teatro Verdi

Via Pastrengo 16, Milano – Tel. 02 688003802 6880038 

Biglietti:   intero 20€ - convenzionati 14€ ridotto over 65/under 25 10€ cumulativo (2 spettacoli) 28€ mercoledì posto unico 10€ 

500 biglietti a 5€ per Social Street Isola

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 

02 2700247602 27002476 - www.teatrodelburatto.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Prenotazioni : orario da lunedì a venerdì 10.00/13.00 -14.00/18.00

La Biglietteria presso il Teatro Verdi  è aperta solo nei giorni di spettacolo

 

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Le parole chiave sono, Croco Style, elementi in squame e coccodrillo, Folk rose, un appeal metropolitanocon con ricami e stampe, queen of cashmere, nel segno della treccia. La nuova femminilità ridisegna i canoni: tratti scolpiti convivono con linee fluide, i tessuti scivolano sul corpo, le gonne arrivano sotto il ginocchio. Il capo passpartout è la body blanket, simile al poncho e alla mantella, si differenzia per il suo potere avvolgente e per la capacità di mantenere costante la temperatura corporea sia in climi caldi che freddi, che trionfa dal giorno alla sera declinata in maglia, panno stampato e cashmere double. Laura Biagiotti la definisce " versione glamour della coperta di Linus da indossare con e senza cintura, indispensabile compagna di avventure di viaggio". Regna il contrasto tra bianco e nero, i toni folk del bordeaux, amaranto, arancio e verdone, lurex, in oro, argento e rame, e i toni neutri dal bianco al marrone.

Per la prima volta in Italia l’opera del più famoso autore contemporaneo australiano Andrew Bovell! Dal 4 al 14 Marzo vi attende al Teatro Libero di Milano Speaking in tongues.

 

Dalla traduzione di Giovanni Mannarà e dalla regia di Michael Rodgers nasce uno spettacolo innovativo e unico con produzione Merenda. In scena attori talentuosi come Laura Anzani, Nicola Caruso, Margherita Remotti e Giacomo Rabbi.

La rappresentazione narra di due coppie che si accingono a tradire i rispettivi partner, in due stanze diverse d’hotel. La situazione è così simile che a volte entrambe le coppie pronunciano le stesse frasi.

Un sentimento che riemerge dal passato e un marito che non risponde al telefono, una donna che scompare, lasciando l’auto in panne su una strada deserta e un vicino di casa che è il primo sospettato: questi sono alcuni elementi della storia.

Mentre procede la polifonia, magistralmente composta da Andrew Bovell, e mano a mano che si accumulano gli indizi, queste storie apparentemente diverse si incrociano tra loro in una catena di coincidenze che conducono ad un finale totalmente inaspettato.

 

Il regista Rodgers, famoso per il suo ruolo di Rodolfo nell’acclamato “Sguardo dal ponte” di Arthur Miller, afferma: “Sfortunatamente viviamo nell'era del "non ne ho mai abbastanza". In un momento storico in cui non c'è nulla di stabile e in cui corriamo per ottenere sempre di più, i livelli d'ansia hanno raggiunto un punto di non ritorno. Tutto questo mi viene in mente mentre cammino per Milano e mi sento turbato da un mondo che si muove a questa velocità: sms, Facebook, Instagram, WhatsApp, Twitter, e-mail, telefoni, traffico caotico... eppure, da artista, cerco di coglierne il lato positivo. Quanto meno, mi domando il perché, mi chiedo quale sia il senso. Perché guardiamo costantemente il telefono per vedere se qualcuno ci ha mandato un messaggio? Perché vedo per strada persone con la faccia incollata al cellulare? Perché ci affrettiamo a pubblicare foto delle nostre ultime vacanze, del week end, del nostro ultimo amore, foto dei nostri nuovi cani o gatti, del cielo, di una nuvola, di un filo d'erba...? Ci deve pur essere qualcosa di buono in questo, no? Quando ho letto Speaking in Tongues per la prima volta ho avuto l'inquietante sensazione che raccontasse qualcosa di cui non mi ero reso conto, perché sono troppo naive o inconsapevole. Uno stato d'animo che permea questo testo dall'inizio alla fine. Un'onda di qualcosa che ho disperatamente cercato di non sentire perché non volevo vedere l'abisso che avevo dentro. Isolamento. Persone che non sono in grado di conformarsi alla velocità di un mondo in cambiamento e che quindi cominciano a sgretolarsi. Persone che si sono smarrite nella corsa per arrivare prime. Persone che hanno perso la capacità di comunicare con i più intimi. Persone che strisciano nel buio, faticando a dare un senso al tutto. In poche parole, ho visto me stesso. Mentre camminavo per tornare a casa, ha squillato il telefono e ho notato che avevo cinque messaggi su WhatsApp. Così ho inserito il mio codice e ho guardato insaziabile le foto del mio bimbo appena nato, che mia moglie mi aveva mandato. Allora ho capito perché facciamo tutto questo. Ci fa sentire parte di qualcosa, ci fa sentire uniti gli uni agli altri. Tutte le volte in cui abbiamo la sensazione di parlare una lingua sconosciuta, questo ammorbidisce il dolore causato dalla solitudine, dall'isolamento. Questi momenti critici fanno si che ne valga la pena.”

 

The New York Times definisce il testo di Bovell, per il quale ha vinto un Awgie, intelligente e provocatorio mentre The Observer scrive “Bovell esplora l’amore, il matrimonio, l’estraneità, l’intimità, la fiducia, il tradimento, l’ossessione, l’autopunizione ed il distacco con una generosa intelligenza emotiva.

Il trailer dello spettacolo è visibile su http://www.merenda.tv/theatre/speaking-in-tongues/.

Uno spettacolo unico, un testo per la prima volta in scena in Italia, un regista d’eccezione famoso in tutto il mondo: questi sono gli ingredienti per un appuntamento da segnare in agenda!

 

 

 

Teatro Libero

Via Savona 10 - Milano

 

BIGLIETTERIA

PREZZI BIGLIETTI

Intero: €  19,00

Under 26: € 15,00

Over 60: € 11,00

Allievi Teatri Possibili con carta TP CARD: € 6,00 (prima rappresentazione € 3,00)

 

ORARIO SPETTACOLI

dal lunedì al sabato ore 21.00

domenica ore 16.00

 

ORARI BIGLIETTERIA da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00

Nei giorni di spettacolo: da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 21.30 sabato dalle 19.00 alle 21.30

domenica dalle 14.00 alle 16.30

 

INFO E PRENOTAZIONI 02 832312602 8323126 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ACQUISTI ONLINE

www.teatrolibero.it

 

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Venerdì grande prima di Sik Sik - L’artefice magico di Eduardo De Filippo al Teatro Menotti.

 

Alle 21 inizierà l’atteso spettacolo che vede come protagonista un comico e stralunato Benedetto Casillo. La regia di Pierpaolo Sepe fa rivivere il testo di Sik Sik, un testo andato in scena per l’ultima volta nel 1979. Una produzione della Fondazione Salerno Contemporanea, del Teatro Stabile d’Innovazione Campania dei Festival e Napoli vede a fianco di Casillo attori talentuosi come Roberto Del Gaudio, Marco Manchisi e Aida Talliente.

Lo spettacolo narra la storia divertente di un illusionista di terz’ordine alle prese con un’esibizione in cui tutto va storto. Sik Sik è un atto unico scritto da Eduardo nel 1929, e poi riadattato con ulteriori contenuti nel 1979 per la sua ultima apparizione in scena al Teatro San Ferdinando di Napoli. La regia di Pierpaolo Sepe miscela toni popolari e inquietudini esistenziali e mette in scena l’ultima versione dello spettacolo.

Il regista afferma “Sik Sik è il capostipite dei personaggi di Eduardo. Un testo breve quanto impegnativo che ne ha consacrato la poetica drammaturgica. Io cercherò di raccontare un tempo diverso da quello del ’29. Le miserie che vive oggi Napoli sono ben differenti. Quello che più mi colpisce della nostra contemporaneità è la coesistenza di tante culture, così diverse e così incapaci di comunicare fra loro.”

La rappresentazione, definita emozionante, divertente e commovente da La Repubblica, celebra il trentennale della morte di Eduardo De Filippo, il suo autore.

“L’allestimento di Sepe, rispettoso e filologicamente legato al testo, è un piccolo gioiello di richiami storici d’epoca, di profonde analisi e riferimenti ad un mondo dell’avanspettacolo, della rivista, scalcinato e malinconico, dove l’arte dell’arrangio entra in campo anche sul palcoscenico, e dove ci può sovvenire anche un sotteso raffronto con un universo Rom quasi alla Kusturica. Un cast comunque ben assortito dove Benedetto Casillo restituisce una grande interpretazione di Sik Sik, strappando continue risate e sempre con una cifra di grande rigore scenico. Di consolidata bravura, professionalità ed esperienza del palcoscenico, Casillo trova la sua personale e malinconica poesia e come sempre ci ha abituati, non manca il ritmo e l’ironia.” Sono le parole di Delia Morea nel descrivere lo spettacolo su Teatro.org.

La commedia sarà in scena dal 28 Febbraio al 9 Marzo al Teatro Menotti.

Per tutti gli appassionati di teatro, per chi vuole divertirsi e sorprendersi c’è un appuntamento imperdibile!

Non lasciatevi scappare questo spettacolo di Marzo al Teatro Menotti

 

 

 

TEATRO MENOTTI 

Via Ciro Menotti 11 – Milano

Orari spettacolo: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – mercoledì ore 19.30 – domenica ore 17.00 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00

 

BIGLIETTERIA

Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 – Milano tel. 02 3659254402 36592544Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.tieffeteatro.it

 

PREZZI

Intero: 25,00 €*

Ridotto >65 anni: 12,50 €* (residenti a Milano)

Ridotto <25 anni: 15,00 € * (residenti a Milano)

Ridotto <14 anni: 12,50 €

*prevendita 1,50 euro

 

ABBONAMENTO PRIME: 11 prime a 100 € con posto fisso

ABBONAMENTO POMERIGGIO: 6 spettacoli a 60 euro, vale sulle repliche di mercoledì e domenica

 

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Giorgio Armani chiude la settimana della moda a Milano con una collezione autunno-inverno 2014-2015 giocata su tre colori: grigio, nero e verde lime. Protagonista della passerella è stato soprattutto il grigio, complementare a se stesso e a volte ingannevole, perché a seconda della luce può essere percepito come un colore diverso. "Il grigio non è definito", dice Armani. "È chiaro e scuro, e ha tante sfumature che che si sposano benissimo fra di loro. Tutti i grigi sono belli, e sono belli anche messi insieme". Meno discreto è il lime, usato con parsimonia per sottolineare i dettagli. Spesso lo utilizza in tono grigiato: ancora una volta, grey wins.

Il grigio richiama serietà e concretezza, forse rigore. Nel consueto incontro con la stampa post-sfilata, Re Giorgio coglie l’occasione per volgere uno sguardo all’Italia e alla crisi. "Il mio stile serve per fuggire dalla moda. Io non inseguo la fantasia e la creatività facili: il mio sentiero è più silenzioso e difficile. Cerco da sempre di innovare il classico e questo lavoro è durissimo, sottile, fatto di sfumature. In questo show ho introdotto il verde lime, colore che spesso si usa nei concerti rock dal vivo per dare un'idea di modernità, di stranezza. Ma è solo la punta dell'iceberg: trovo che oggi si debba tornare a essere seri e a presentare anche in sfilata capi che le persone indossino davvero e non solo sogni deliranti che poi vengono indossati soltanto dagli addetti ai lavori".

In tempi grigi da troppo tempo per l’economia italiana, lo stilista fa un appello finale a Matteo Renzi e al nuovo governo. La moda in Italia ha un’importanza vitale e chi governa non deve dimenticarselo: "Noi stilisti abbiamo bisogno di una mano e con le istituzioni possiamo far davvero molto".

Nel copione oramai collaudato della serie televisiva più inquietante degli ultimi anni c’è sempre qualcosa che colpisce lo spettatore più di altro. Il cordone ombelicale che unisce da tempo i due protagonisti Ryan e Joe. Sempre più antagonisti e sempre più legati da un filo invisibile che a volte viene tirato da una parte e a volte dall’altra.

La nuova stagione di The following avendo un pubblico affezionato e abituato ai mutamenti di scena e ai salti di trama si può permettere di rendere il rapporto tra i due personaggi principali ancora più intimo e indissolubile, tanto che l’ex agente Hardy non ci crede neppure per un attimo che Carroll può essere morto; perché lui lo “sente”, gli arrivano i moti dell’anima del killer e anche tutti i suoi pensieri. E a lui non resta che continuare a tenere in allerta tutti i sensi e cercare di trovarlo. Nella nuova stagione della serie, tanti e molti sono i nuovi coprotagonisti.

A partire dalla strana famiglia dei gemelli assassini e psicotici e della loro splendida e pericolosissima madre. Poi c’è la nuova pupilla di Hardy. L’adolescente innamorata e adorante del serial killer quanto lo era nella prima stagione la fedelissima Emma. Anche lei uccide la madre naturale per seguire il suo Messia, per farsi guidare da lui e per servirlo in ogni piano e azione da lui comandati. A differenza di Emma, però, la giovane età di Mandy la spinge a vedere in Carroll anche una sorta di padre putativo, un uomo che può diventare la sua nuova famiglia.

Il senso di famiglia e di appartenenza allora diventa una sorta di lit motiv per incentrare tutte le nuove puntate di The Following 2. Madre e figli che si uniscono alla lotta e ai disegni personali di Joe Carroll e che non agiscono più in modo indipendente e isolato ma che si appoggiano, paradossalmente, agli affetti più cari per agire all’unisono e all’unisono distruggere e uccidere.

La piccola Mandy che incontra Emma e che con Carroll pensa che il senso di famiglia e di unità possa venire finalmente realizzato, agendo come agiscono i suoi predecessori, che sono anche mentori ma soprattutto la sua nuova unità familiare. La bella e preparata ex agente dell’FBI che passata nelle file dei seguaci di Joe usa la sua famiglia per carpire informazioni utili alla setta, procurare documenti falsi al killer e muovere i meccanismi di difesa a favore del gruppo utilizzando i suoi due bambini.

In tutto questo, come nelle vite parallele dei personaggi più particolari Ryan Hardy ancora una volta è solo. Lui che non riesce a formarsi una famiglia e che armato delle migliori intenzioni per combattere il male viene sopraffatto e vinto dallo stesso.

Niente familiari o congiunti per l’uomo che sembra destinato a nuocere chiunque lo avvicini o gli voglia bene. L’insondabilità del destino è anche in questo.

Hardy e Carroll. Il primo costretto dalla vita e dagli eventi a lottare e muoversi quasi sempre da solo, l’altro che della vita e del destino se ne infischia da sempre perché ha il potere di accentrare intorno alla sua figura, gente, passioni, ammirazione e assoluta fedeltà

I tempi, però, stanno per cambiare e la più fragile e sfortunata delle vittime di Carroll finirà con il decidere la sorte di entrambi i protagonisti. Bisogna solo aspettare.

 

 

 

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