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Damon Albarn, il principe del Brit Pop, colui che ha allietato gli anni Novanta con l'epica diatriba con Noel Gallagher, ma che è stato soprattutto il cuore e la mente dei Blur (laddove la mano era Graham Coxon) e l'anima ispiratrice del progetto Gorillaz, arriva in Italia a luglio.
Si, avete letto bene, Demon Albarn, Italia, luglio. No, non state sognando, si tratta di una splendida realtà.
Il poliedrico artista britannico arriva nel Belpaese per presentare la sua ultima fatica discografica, "Everyday Robots", la cui uscita è prevista ad aprile. 30 milioni di dischi venduti dopo, Damon Albarn si lancia in una nuova avventura musicale e professionale, forte del credito ottenuto grazie ai Blur, con cui ha pubblicato 7 album e ai Gorillaz, la band virtuale più famosa del mondo, con cui ha invece sfornato due dischi multiplatino.
Ma eccoci alla notizia nella notizia: da buon inglese amante del Grand Tour, Albarn ha scelto due location magiche in cui affascinare il pubblico italiano: il Vittoriale e il Parco della Musica di Roma.
Come tutti sanno, il Vittoriale è un luogo caro a chiunque ami la poesia, la passione e il bien vivre incarnato dal Vate D'Annunzio.
Bene, siffatta location sarà resa ancora più sognante dalle voce di Damon Albarn e dalla musica che sgorgherà dalla sua chitarra.
Per un'estate da non dimenticare.
Damon Albarn in Italia
14 luglio-Vittoriale (Gardone Riviera, BS)
15 luglio: Cavea Auditorium Parco della Musica (Roma)
Biglietti in vendita nelle seguenti giorni:
Venerdi 14 febbraio (data del 14 luglio)
Venerdi 21 febbraio (data del 15 luglio)
Circuito Ticketone
Per maggiori informazioni: www.ticketone.it
Parlare della morte è sempre un fatto triste ma quando a lasciarci è Shirley Temple allora il ricordo si impone e ci sembra che la bella bambina che conquistò Hollywood e il mondo del cinema internazionale negli anni Trenta del secolo scorso sia ancora con noi e soprattutto che non sia mai cresciuta. Questo è stato un po’ il destino di Shirley in vita e lo sarà malgrado tutto anche nel tempo a venire, anche per le nuove generazioni che continueranno a guardare i suoi film e che la immagineranno sempre piccola e graziosa. La Temple non è riuscita a “crescere” sul grande schermo e non lo ha fatto neppure nell’immaginario collettivo perché dopo di lei davvero nessuna mai è riuscita a imporsi come enfant prodige né negli Studios di oltreoceano né nel cinema europeo o orientale. Shirley aveva imparato a ballare a tre anni, cantare a quattro e recitare perfettamente a cinque, in un’epoca in cui le sue coetanee nelle altre parti del mondo erano quasi tutte analfabete e le sue coetanee statunitensi appena sapevano leggere e scrivere.
Il cinema, quello vero delle grandi produzioni e dei grandi attori, era cosa per adulti.
Per questo quando la Temple arriva sul grande schermo con i suoi vestiti corti di cotonina colorata, i suoi riccioli biondissimi, le sue adorabili fossette e il suo sorriso da birichina erano già tutti innamorati di lei, gli spettatori, i suoi colleghi adulti e già famosi e naturalmente i registi e i produttori. A Shirley sarebbe bastato questo. Incantare tutti con il suo candore, con la sua bellezza infantile e con la sua capacità di dire a tempo le battute del copione.
La Temple però era una bambina prodigio e nelle sue pellicole dimostra che sa anche ballare e cantare come una vera professionista, sa reggere la scena quanto e come i divi dell’epoca e che a volte sa anche surclassarli.
I suoi film sono un successo dopo l’altro, i suoi fan sono in delirio e i produttori di Hollywood se la contendono. Lei, bella, innocente e dotata si comporta come una vera professionista e non delude mai nessuno diventando non solo l’attrice bambina ma un fenomeno di costume e di imitazione studiato anche dal punto di vista sociale.
Le dedicano una stella sulla fame road e le costruiscono un Oscar per le interpretazioni infantili apposta per lei. Shirley Temple è la bambina più famosa del mondo.
I bambini però crescono. E con l’infanzia e la fanciullezza se ne vanno anche il fascino e l’incanto di Shirley che si ritrova negli anni Quaranta ad essere una adolescente come tante, senza più l’attrazione dei suoi riccioli biondi, delle sue fossette e dei suoi vestiti da bambina adorabile.
La riccioli d’oro del cinema internazionale è scomparsa per sempre.
La nuova Temple è quasi anonima, poco attraente dal punto di vista della recitazione, normale come può esserlo qualsiasi altra adolescente dell’epoca a Hollywood.
La favola è finita e l’ex bambina prodigio colleziona un flop cinematografico dopo l’altro.
Alla fine degli anni Quaranta la Temple si ritira definitivamente dalle scene e si dedica alla famiglia e successivamente alla politica e al sociale, diventando ambasciatrice USA.
Ora la riccioli d’oro di tante belle pellicole in bianco e nero ci ha lasciato definitivamente.
Shirley però no. La bambina bella e bravissima resterà così per sempre.
E tutti potranno continuare ad ammirarla nei suoi tip tap scatenati, nei suoi duetti canori e nelle sue interpretazioni più fortunate. Potere e magia del cinematografo. E non è poco.
Ho avuto il piacere di poter assistere alla prima di questo spettacolo, con Filippo Nigro, Fabrizia Sacchi, Giulio Forges Davanzati e Dajana Roncione, sotto la regia di Fabrizio Arcuri su un testo di Neil LaBute, tenutosi al Teatro Ciro Menotti.
È una commedia, ma che il sapore completo di commedia proprio non ha.
Si nasconde, tra le pieghe delle risate un retrogusto amaro e contemplativo, una spinta verso la riflessione che non lascia superstiti tra gli spettatori, tutti feriti, immobili tra il sorriso e la lacrima, confusi.
Una commedia degli equivoci che si snoda tra la grande questione che, nell’età contemporanea, ha preso sempre più piede: qual è il prezzo della bellezza? E quello della bruttezza? Possiamo noi sfuggire a questo meccanismo fatto di recriminazioni per qualcosa di così poco importante?
Con una recitazione intensa, semplice ma nel contempo profonda e delle battute che hanno scosso dal riso tutti gli spettatori, gli attori rispondono e non rispondono, lasciando spazio alla cogitazione.
La grande eleganza e forza nei movimenti degli attori poi, mi ha lasciato piacevolmente sorpresa: salti, abbracci, spinte, urla, tutto in una perfetta armonia.
Vorrei aprire una parentesi sul personaggio interpretato da Filippo Nigro, il protagonista: un uomo come tanti ma come nessuno, ammantato della propria singolarità, timido, impegnato nel lavoro, fiero per la sua grande passione per la lettura, con l’unico difetto di non essere molto capace di comunicare pienamente quel che sente e prova, lasciandosi sfuggire parole che avrebbe potuto risparmiare.
È proprio da una parola che poi si scatenerà la catastrofe, il susseguirsi di equivoci: questa commedia ci pone dinnanzi anche al grande dilemma della comunicazione chiedendoci, senza troppe metafore o riserve, se siamo ancora capaci di parlare senza scatenare una guerra, senza lasciare sul nostro cammino dolore o incomprensione. Quali sono le forme del dialogo: le parole dei libri, le spinte emotive o la calma? Dove finisce la civiltà e inizia la rabbia?
Grandi anche le scenografie: minimali senza essere banali e soprattutto, molto azzeccate, capaci di far calare pienamente lo spettatore in uno spazio di modernità sospesa, una parentesi temporale sì tratta dal reale, ma con molti connotati dell’irrealtà.
Quindi, in conclusione, uno spettacolo da vedere assolutamente, sia per svagarsi per sentire una voce sul grande dilemma: siamo capaci di mettere la bellezza in secondo piano?
Bravissimi tutti, dagli attori, alla regia, musiche ed effetti speciali, per uno spettacolo davvero umano.
Avete applaudito la scorsa stagione Marco Pagani sul palcoscenico del Verdi? Avete amato l’attore nei panni di un contrabbassista impegnato in uno straripante monologo? Allora non dovete perdervi il grande e atteso ritorno di Il Contrabbasso.
Lo spettacolo diretto da Gianluca Massiotta, vede Marco Pagani darà corpo e voce alle diverse sfumature di un poliedrico musicista. Lo spettacolo sarà dal 19 Febbraio al 2 Marzo al Teatro Verdi. Sul palco un ritratto ironico e dissacrante di un certo tipo di figura maschile contemporanea, sospesa tra arroganza e fragilità.
Viene descritto il mondo dei musicisti di professione, nelle sue diverse sfaccettature sia positive che negative che caratterizzano questo mondo.
Il testo che si presenta complesso e ricco si pone l’obiettivo di indagare l’animo umano disegnando un personaggio in bilico tra lo spettro della solitudine e il riscatto di una passione rigeneratrice. La dimensione della professione di musicista in orchestra, che all’apparenza sembra dorata, si svela invece anche nei suoi aspetti più conflittuali.
L’opera si presenta come una potente e impietosa metafora della nostra intera società.
Un omaggio quello di Massiotta e Pagani al grande attore polacco Jerzy Stuhr (pupillo di Wajda, Zanussi e soprattutto Kieślowski) che esattamente 29 anni fa e proprio al Teatro Verdi di Milano donò una magistrale interpretazione di questo bellissimo testo.
Il progetto mette in dialogo due linguaggi, quello del teatro e quello della musica; è anche l’incontro di due artisti che condividono la stessa formazione artistica: Pagani, attore e doppiatore e interprete di film e spettacoli teatrali, e Gianluca Massiotta che, dopo il fortunato debutto ne La stanza dei fiori di china con Angela Finocchiaro, ha continuato sulla strada della regia, sempre più orientata alla collaborazione con orchestre e musicisti classici anche contemporanei.
Il regista descrive lo stato d’animo del protagonista: “Deluso dalla propria carriera in orchestra (non è che “terzo leggio” nella fila dei contrabbassi) eppure fermamente convinto dell’assoluta centralità del proprio ruolo, il nostro protagonista è un depresso, non privo però di una sua rozza fierezza fatta di sensibilità e di un discreto talento.”
A volte esistono le seconde occasioni, non perdetevi il grande ritorno di Il Contrabbasso!
in collaborazione con Otto&Marvuglia IL CONTRABBASSO
di Patrick Suskind con Marco Pagani Scene e regia Gianluca Massiotta Disegno luci Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia Traduzione di Umberto Gandini Si ringrazia per la collaborazione Paola Ascenso
Spettacolo inserito in INVITO A TEATRO
Teatro Verdi (Via Pastrengo 16, Milano – Tel. 02 6880038
02 6880038)
Biglietti: intero 20€ - convenzionati 14€ -ridotto over 65/under 25 10€ mercoledì posto unico 10€
Vendita on-line: www.vivaticket.it (con diritto di prevendita)
Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 16.30
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
02 27002476
02 27002476 - www.teatrodelburatto.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prenotazioni : orario da lunedì a venerdì 10.00/13.00 -14.00/18.00
La Biglietteria presso il Teatro Verdi è aperta solo nei giorni di spettacolo.
Atmosfere mistiche e fiabesche vi aspettano alla mostra Sculture Possibili, The Sky Above The Blood Below di Giovanni Rizzoli.
Per la sua seconda personale alla FL Gallery di Federico Luger l’artista mette in scena l’eventuale scomparsa del male dalla terra. Ispirazioni spirituali e religiose si fondano con le istanze laiche, etiche e civili.
La mostra iniziata il 5 Febbraio 2014 sarà aperta fino al 31 marzo.
L’artista veneziano si è laureato in storia dell’arte medievale ed è stato protagonista alla Biennale di Venezia del 1999 curata da Harald Szeemann. Negli spazi di via Circo a Milano l'artista racconta una “terra senza il male”, dove l’umanità e la divinità si incontrano nuovamente dopo una lunga separazione nella speranza di ricomporsi, come due parti dello stesso simbolo ormai distrutto.
Il percorso dell’artista veneziano, più spirituale che fisico, è reso concreto con una seria di sculture che portano in luce la condizione umana. Alcune delle sue opere sono Oltre (2013) e Ipotesi di ascensione (2002-2013): la prima, una sfera di marmo nero del Belgio di 45 cm di diametro con un’unica incisione in aramaico del nome di Gesù, posizionata in modo tale che l’iscrizione risulti nascosta allo sguardo; la seconda, una figura in bronzo appesa, con le mani alzate al cielo, colta nel tentativo di vincere la gravità della condizione umana che la tiene ancorata a terra. Accanto alle sculture sarà esposto un piccolo libro di Milton, Paradise Lost, che affronta proprio il dramma umano tra la scelta della conoscenza e l’affidamento alla grazia divina.
Lasciatevi affascinare delle atmosfere spirituali, mistiche e fiabesche e non perdetevi le opere di Giovanni Rizzoli.
Giovanni Rizzoli Possible Sculptures, The Sky Above The Blood Below
5 febbraio – 31 marzo 2014
New Space Federico Luger GALLERY Via Circo 1, Milano
Info: +39 0267391341
+39 0267391341
www.flgallery.com
Orari: da martedì a sabato dalle 16:00 alle 19 :00.
Chiuso domenica e lunedì.
Nerospinto segnala a tutti gli appassionati di arte contemporanea e a tutti i collezionisti la fiera più importante d’arte contemporanea: Affordable Art Fair Milano.
La fiera internazionale per l’arte contemporanea al di sotto del 5.000 euro sarà a Milano agli Superstudio Più dal 6 al 9 Marzo 2014. Art Always Fits c’è sempre posto per l’arte: il titolo accattivante esprime le tante novità di questa quarta edizione.
La fiera è ricca di eventi serali: la serata inaugurale in cui si potranno vedere in anteprima tutte le opere d’arte esposte dalle 85 gallerie provenienti da tutto il mondo, con Dj set a cura di Reset Radio e Wine Tasting offerto dall’Azienda Bisol.
Seguirà un’altra serata dalle atmosfere anni trenta giovedì 6 Marzo: “A Swing Night”, un evento omaggio a Villa Necchi Campiglio, bene tutelato dal FAI, con performance dei Marvellini, musica de I Figli di Pulcinella, spettacoli con gli attori di Convivio d’Arte, presentazione del Bloom Award by WASTEINER, sponsor beverage della serata.
Non finiscono qua le sorprese della quarta edizione della fiera. Il tema green è importante quest’anno: il relax e il programma di attività sono ispirati al verde, perchè l’esperienza in fiera aiuti a dimenticare lo stress della frenetica vita quotidiana. Dalla Garden Floor Lounge con un’esposizione di opere d’arte ispirate alla Green Art; dallo Sculpture Garden all’esterno di Super-studio Più a Green Interactive Art a cura di hiWHIM.COM, un percorso di installazioni ad ispirazione verde, fuori dai canoni convenzionali dell’arte e ad alto impatto emozionale!
La selezione di giovani artisti tra i 18 e i 35 anni su tutto il territorio nazione per individuare i giovani talenti e i nuovi protagonisti dell’arte contemporanea si amplia e si rinnova nella formula grazie al supporto di un nuovo importante partner che aggiunge una selezione di opere che meglio esprimono lo spirito del brand, come gli accostamenti degli opposti che generano il sorriso come effetto collaterale, la divertente ironia, ambientazione paradossali e l’effetto sorpresa.
World emerging artists con Eberhard & Co è iniziativa presentata in occasione del quindicesimo anniversario della fiera e per la prima volta nella storia di Affordable Art Fair. Con la collaborazione della maison di orologeria Eberhard & Co. e di 4 curatori internazionali, verrà proposta una selezione internazionale dei migliori giovani artisti presentati nello spazio Young Talents nelle città del network negli ultimi anni.
Tutti i giorni, alle 17, vi aspetta in fiera un ospite d’eccezione per un approfondimento sul mondo dell’arte e sul collezionismo.
Anche per i bambini c’è qualcosa di speciale: tante nuove attività da scoprire da soli, o con i propri genitori, dallo Yoga di Aipy (Associazione Italiana Pedagogia Yoga) e i PopforKids, workshop direttamente con gli artisti!
Novità assoluta è la struttura del ristorante con menù alla carta, tea time all’italiana delle 16 e happy hour Warsteiner delle 18!
Ad Affordable Art Fair il meglio dell’arte contemporanea: un evento che non solo punta a creare nuovi collezionisti, ma anche a valorizzare l’arte emergente. Con il tetto massimo del prezzo delle opere fissato a 5000 €, è facile trovare tra gli stand delle gallerie che partecipano ad Affordable Art Fair tanti artisti emergenti, spesso alle prime fasi di una promettente carriera, oltre ad opere di artisti più famosi.
Il meglio dell’arte contemporanea vi aspetta al consueto appuntamento milanese di Affordable Art Fair!
AFFORDABLE ART FAIR MILANO
6-9 MARZO 2014 Superstudio Più (Via Tortona, 27 – Milano – 20144 – Italia)
OPENING -INAUGURAZIONE (solo su invito): Mercoledì 5 marzo h.18.00 – 22.00
APERTURA AL PUBBLICO
Giovedì 6 marzo h.12.00 – 18.00 Giovedì 6 marzo h.18.00 -22.00 A SWING NIGHT (solo su invito)
Venerdì 7 marzo h.12.00 - 20.30 Sabato 8 marzo h.11.00 - 20.30 Domenica 9 marzo h.11.00 - 19.30
Biglietti: Adulto 13.00 € all’ingresso / 11.00 € in prevendita
Ridotto 10.00€ all’ingresso
Ragazzi sotto i 16 anni gratuito
affordableartfair.com/milano facebook.com/AAFMilano
Volete immergervi in un mondo al di fuori dell’ordinario caratterizzato da miniature, smalti ed esaltazioni geometriche? Non lasciatevi scappare la mostra Occidente per Principianti dell’artista Stefano Picarazzi.
Dal 13 Febbraio presso gli spazi del Tongs di Via Vigevano 19 a Milano la mostra Occidente per Principianti dell’artista eclettico Picarazzi sorprenderà il pubblico milanese. Il visitatore viene accompagnato in un percorso originale alla ricerca di nuovi punti di vista e chiavi di lettura non convenzionali.
I lavori esposti hanno forti richiami alla pop art e all’astrattismo e si articolano in tre diverse serie di opere: Occidente per Principianti, composto da otto tele in cui l’artista esprime la sua creatività in miniatura ed esasperazioni geometriche. A seguire My beautiful dark twisted gangbang fantasy, quattordici collage e acrilici su carta, in cui emergono icone del quotidiano decontestualizzate e reinterpretate. E per ultimo Eroi Marginali, tre tele dai colori brillanti in cui Picarazzi alterna smalti, acrilici e foglia d’oro su tela.
"Le opere che espongo, traggono ispirazione da tutto ciò che mi circonda - afferma Stefano Picarazzi - dai viaggi e dalle esperienze che hanno caratterizzato i miei anni di formazione. In alcune tele si possono rivedere chiaramente le influenze derivanti da importanti eventi di cronaca, che hanno segnato l'inizio del XXI secolo".
"Nelle mie opere c'è un deliberato rifiuto a trovare un nesso logico tra oggetti ed eventi - conclude Picarazzi - Ogni cosa può essere (e viene) separata o unita dal suo contesto. In questo modo l'osservatore è spinto a valutare la realtà secondo nuovi punti di vista o inusuali chiavi di lettura".
Stefano Picarazzi oltre a essere un’artista è anche un direttore creativo e art director presso un’agenzia di pubblicità e comunicazione. Vive in un luogo molto particolare: su una canoa di pino lungo una sponda del Ticino. Le sue opere sono influenzate da Turgenev, Celine, Ballard e Burroughs con i quali ha instaurato un rapporto di scambio e condivisione. L’artista ha espresso un desiderio: vorrebbe che questa mostra venisse ricordata con una frase di J. R. Wilcock "Allora la mia mente ebbe quello che sarà stato l'unico lampo di genio della mia infanzia; capii che, qualunque cosa facessi, la potevo paragonare a un gioco".
Immergetevi nel mondo delle miniature e geometrie, smalti e acrilici e lasciatevi sorprendere.
Occidente per Principianti
di Stefano Picarazzi
c/o Tongs - Via Vigevano, 19 - Milano
Inaugurazione mostra: giovedì 13 febbraio 2014 - ore 19.00
Apertura mostra al pubblico: dal giovedì 13 febbraio a domenica 13 aprile
Orari apertura mostra: martedì - domenica, dalle 18.00 alle 02.00
Dopo la riuscitissima mostra dedicata a Robert Doisneau, lo Spazio Oberdan torna a parlarci di fotografia, riconfermandosi come luogo ideale per accogliere e apprezzare la sesta arte. E' la volta di di Izis Bidermanas, il 'poeta della fotografia', presentato dal 12 febbraio al 6 aprile 2014.
Nato in Lituania nel 1911, a Marijampole, negli anni Trenta fugge dalla Russia zarista per raggiunge la meta più ambita da tutti gli artisti: la Parigi reduce dalla Belle Epoque, nonché dimora dei sogni dei più grandi poeti e pittori del tempo.
Portandosi dietro l'esperienza dell'esilio e degli orrori della guerra riesce a mantenere la sua passione per la fotografia, immortalando, con magnifici ritratti, scrittori, poeti, artisti e figure emblematiche della vita culturale della città. "Paradiso terrestre" è il titolo del suo primo libro pubblicato, con la collaborazione della scrittrice acclamata Colette, che raccontava i luoghi che amava frequentare prima di rimanere paralizzata, e che lui ricostruiva in immagini, trasformando la parola in arte visiva.
Testimone del lavoro di Marc Chagall ci lascia un meraviglioso repertorio fotografico che coglie quel breve attimo d'ispirazione che travolge l'artista durante la creazione dei dipinti. Successivamente questo archivio fotografico si concretizza in "Le Monde de Chagall", volume interamente dedicato all'amico pittore.
Artista ormai affermato e stimato per i suoi duplici interessi di soggetti fotografici, la sua attenzione rimane soprattutto per la città di Parigi, che cerca di raccontare in immagini che la rendono eterna e fuori dal tempo. Il 'sogno' di Parigi, i quartieri popolari, i vicoli, i mercatini, le fieri e lo scorrere della Senna sono i soggetti più fotografati.
Tre opere si succedono a questa forte passione: "Paris des rêves", "Grand Bal du printemps" e l'ultima, nel 1977, "Paris del poètes".
Lo spazio Oberdan accoglie 140 scatti, in una mostra curata dal figlio Manuel Bidermanas e Armelle Canitrot; come nella mostra dedicata a Doisneau, una parte della mostra è dedicata alla video-arte, con il film "Scorci di vita".
Artista umanista, Izis Bidermanas regala fotografie dotate di una grande poesia e intuizione, senza però tralasciare l'importanza della tecnica fotografica, riflessa in un utilizzo sapiente delle luci, per conferire atmosfere oniriche e sospese ad ogni suo scatto.
Affiancato a grandi maestri come Brassai, Cartier-Bresson, Doisneau e Ronis durante la mostra al MoMa 'Five French Photographers', Izis rimane comunque un artista di nicchia, non conosciuto al grande pubblico; un grande gioiello nascosto che finalmente viene riscoperto grazie anche alla cura e alla qualità di cui è sempre stato simbolo lo Spazio Oberdan.
La mostra sarà visibile dal 12 febbraio al 6 aprile 2014
presso lo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto, 2.
Costo del biglietto: intero 8€; ridotto 6.50€; scuole 3.50€
Per ulteriori informazioni: 02 77.40.63.02
02 77.40.63.02
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.provincia.milano.it
Il giorno tanto atteso dagli innamorati è giunto: anche quest’anno, migliaia di coppie si preparano a festeggiare San Valentino in un tripudio di cuori, cioccolatini e cenette a lume di candela.
Noi di Nerospinto, vi proponiamo una selection di canzoni d’amore, ma non le solite “sole, cuore,amore”, bensì delle ballads o dei brani rock con un’inconfondibile vena romantica, perché si sa, anche i duri hanno il cuore tenero.
There is a light that never goes out-The Smiths “E se un bus a due piani dovesse investirci, morire accanto a te sarebbe il modo migliore di morire”.
Closedown-The Cure “Se solo potessi riempire il mio cuore di amore”.
God only knows-The Beach Boys “Se mai dovessi lasciarmi, la mia vita continuerebbe ma il mondo non avrebbe più significato per me, Dio solo sa cosa sarei senza di te”.
Last Kiss-Pearl Jam “Dove sarà la mia piccola? Dio l’ha portata via da me. E’ andata in Paradiso, per questo devo essere buono, cosi potrò rivederla quando lascerò questo mondo”.
The Love Song-Marilyn Manson “Ho una cotta per una bella pistola, dovrei dirle come mi sento? Nella mia testa ronzano delle canzoni d’amore che ci stanno uccidendo”.
Wuthering Heights-Kate Bush “Torno da te mio amato e cudele Heathcliff, il mio unico sogno, il mio solo padrone”.
Fade into you-Mazzy Star “Guardo verso di te e non vedo nulla, ti guardo per scoprire ciò che è vero”.
Head over feet-Alanis Morissette “Non sorprenderti se ti amo per quello che sei, non posso farne a meno, è tutta colpa tua”.
500 miles- The Proclaimers “Camminerei per 500 miglia e poi per altre 500, solo per essere quell’uomo che ha camminato per 1000 miglia per poi cadere in ginocchio davanti alla tua porta”.
Madness-Muse “Mi sono finalmente reso conto di avere bisogno del tuo amore, vienimi in sogno, vieni e salvami”.
E' di questa mattina la notizia della morte di Roberto Antoni in arte Freak Antoni, storico leader e voce degli Skiantos. L'artista bolognese avrebbe compiuto sessant'anni ad aprile, ci lascia prematuramente, consumato dalla malattia che lo ha perseguitato negli ultimi anni. Freak ci lascia il ricordo di una vita di eccessi, droga, provocazione e musica. Gli Skiantos sono stati forse il primo gruppo Punk italiano, per molti demenziali, ma questa definizione non rende onore a un progetto che ha influenzato intere generazioni. Avanguardisti, dallo spirito dada, promotori di una controcultura divertente, che fa riflettere e cantare.
"35 anni di grandi insuccessi" così Freak commentava la carriera musicale del gruppo, stanco di combattere contro un paese impreparato a certe rivelazioni (forse non lo sarà mai), ma consapevole che non bisogna pretendere niente da "un paese che ha la forma di una scarpa".
Al contrario dei detrattori noi capiamo quanto sia stato importante il ruolo degli Skiantos sulla musica e la società italiana, d'altro canto loro erano quelli che in tempi non sospetti cantavano "brucia le banche, bruciane tante".
Addio Freak, a noi piace ricordarti con questa canzone:
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