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Un nuovo spettacolo sarà in scena dal 21 Marzo al 30 Marzo al Teatro Libero di Milano.

L’Elogio della follia da Erasmo da Rotterdam, Shakespeare, Pirandello e altri autori vi aspetta!

 

Uno spettacolo sorprendete, una rappresentazione ricca di citazioni, un appuntamento da segnare in agenda è L’elogio della follia con la regia di Claudia Negrin e Michele Bottini, nel cast presenta talentuosi attori come Anna Di Maio, Claudio Gherardi, Marisa Miritello, Gabriele Amietta, Chiara Salvucci. I costumi e le scene sono curate da Paola Arcuria e le luci da Alessandro Tinelli. La produzione dello spettacolo è Skenè Company Milano.

 

L’Elogio della follia fu redatto, compilato e completato originariamente nel giro di una settimana, mentre l’autore soggiornava con Tommaso Moro nella residenza di quest’ultimo a Bucklersbury. L’opera fu scritta per divertimento. Erasmo scrisse così una vasta parodia del mondo a lui contemporaneo. La Follia, parlando in prima persona davanti a una marea d’individui, annuncia di voler fare l’elogia a se stessa poichè nessuno la prende in considerazione. Giove, per evitare che la vita degli uomini fosse triste, mise sul mondo una dose maggiore di follia piuttosto che di ragione e, su suo suggerimento, all’uomo fu affiancata la donna, animale folle e irragionevole, ma anche divertente e amabile, che con la propria follia avrebbe fatto divertire l’uomo.

Erasmo da Rotterdam scrive: “tutta la vita umana non è se non una commedia, in cui ognuno recita con una maschera diversa, e continua nella parte, finché il gran direttore di scena gli fa lasciare il palcoscenico”.

Ma se la Follia si trovasse di fronte i folli personaggi usciti dalle pagine teatrali di Pirandello, Shakespeare e altri autori cosa potrebbe accadere?

La verità dei folli senza maschera di un mondo che esiste solo nell’illusione, in contrasto con la celebrazione sfacciata della follia stessa. Incontri caratterizzati alle risate e alla dolcezza in situazioni del tutto paradossali: è quello che si vedrà sul palcoscenico del Teatro Libero.

 

La compagnia Skenè Company produttrice dello spettacolo è una compagnia teatrale attiva nel capoluogo lombardo dal 2006. La direzione artistica della Compagnia è assunta da Claudia Negrin e Michele Bottini, affiancati da un nucleo stabile di artisti, tecnici ed organizzatori, e da prestigiosi collaboratori su specifici progetti. La compagnia porta in scena lo spettacolo al Teatro milanese.

 

Dal 21 al 30 Marzo 2014 uno spettacolo folle dedicato a tutti gli appassionati di teatro e non solo, vi attende al Teatro Libero! Non mancate!

 

 

 

Teatro Libero 

Via Savona 10

 

BIGLIETTERIA

PREZZI BIGLIETTI

Intero: €  19,00

Under 26: € 15,00

Over 60: € 11,00

Allievi Teatri Possibili con carta TP CARD: € 6,00 (prima rappresentazione € 3,00)

 

ORARIO SPETTACOLI

dal lunedì al sabato ore 21.00

domenica ore 16.00

 

ORARI BIGLIETTERIA da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00

Nei giorni di spettacolo: da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 21.30 sabato dalle 19.00 alle 21.30

domenica dalle 14.00 alle 16.30

 

INFO E PRENOTAZIONI 02 832312602 8323126 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ACQUISTI ONLINE

www.teatrolibero.it

 

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Una grande mostra fotografica inaugurerà sabato 12 aprile alle 18 al Museo di Fotografia Contemporanea: Storie dal Sud dell’Italia, dalle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea.

 

La mostra curata da Arianna Bianchi e Roberta Valtorta è organizzata in occasione dei 10 anni di attività del Museo di Fotografia Contemporanea. Il museo espone le opere della sua collezione intraprendendo un viaggio nel Sud dell’Italia e nella storia della fotografia italiana.

 

La mostra comprende 120 fotografie di Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna organizzate in 15 nuclei tematici. Gli autori rappresentati sono Letizia Battaglia, Antonio Biasiucci, Carmelo Bongiorno, Mario Cattaneo, Mario Cresci, Luciano D’Alessandro, Mimmo Jodice, Uliano Lucas, Lello Mazzacane, Carmelo Nicosia, Federico Patellani, Tino Petrelli, Francesco Radino, Marialba Russo, Ferdinando Scianna.

 

Le immagini presenti ripercorrono un arco storico di cinquant’anni, dal secondo dopoguerra ai primi anni Novanta, e toccano questioni profondamente legate all’identità economica e culturale delle aree meridionali.

La vita rurale, una di queste questioni, è descritta nel rapporto con la terra e con gli animali. Altri temi sono: la tradizione religiosa, la antica ritualità del culto dei morti, il Carnevale, l’emarginazione sociale e il degrado urbano, il lavoro in miniera, il problema della disoccupazione e le lotte per combatterla, le figure dei bambini, vere icone del Sud, i sapienti oggetti della cultura popolare, il tema della mafia, doloroso e offensivo per queste genti, il paesaggio del mare e quello della campagna, richiami alla bellezza di terre straordinarie e a lungo sfortunate.

La mostra si presenta intensa e ricca di spunti non solo sul piano informativo ma anche su quello emotivo, composta di immagini di forte impatto sociale e alto valore estetico, che restituisce un problematico spaccato dell’ambiente sociale ed etno-antropologico di una parte importante dell’Italia.

Un gruppo di fotografie in bianco e nero si contrappone a immagini a colori scelte dal fondo Grazia Neri che illustrano l’immaginario turistico del Meridione: spiagge, barche, piatti di cibi tipici, frutti, fiori, artigianato, costumi tradizionali, luoghi di vacanza, natura rigogliosa, le meravigliose cartoline quasi pop che ci fanno amare il Sud.

 

Il tema è stato pensato anche in relazione alla città di Cinisello Balsamo che da più di 10 anni ospita il Museo di Fotografia Contemporanea. Infatti come è noto, la città dell’hinterland milanese, fortemente investita dal grande processo di industrializzazione durante il “boom” economico, è una città di immigrazione: a sua popolazione, che contava soli 15 mila abitanti nei primi anni Cinquanta, arriva a più di 80 mila negli anni Settanta per l’arrivo massiccio di immigrati che, provenienti soprattutto dalle regioni meridionali, diventano i lavoratori delle grandi fabbriche del nord Milano, dunque gli attori fondamentali dell’economia di questa vasta area, e dell’economia italiana stessa.

 

La mostra non è solo composta da fotografia, ad accompagnarle una serie di video-interviste ai cittadini di Cinisello Balsamo, che ricordano ed esprimono pensieri, saperi raccontando le loro radici, i loro sogni e la loro attuale vita nel territorio totalmente diverso da quello in cui sono nati.

 

Un viaggio nei territori caldi del Sud Italia, un viaggio nella memoria di chi ha dovuto lasciare quelle terre, un viaggio attraverso fotografie di grandi artisti: è la mostra che vi aspetta dal 12 Aprile al 12 Ottobre al Museo della Fotografia Contemporanea.

 

 

Museo di Fotografia Contemporanea

Villa Ghirlanda, via Frova 10 ,  Cinisello Balsamo – Milano

T +39 02 6605661+39 02 6605661

www.mufoco.org

Orari: mercoledì-venerdì 15-19; sabato e domenica 11-19

Ingresso libero

 

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Dal 9 al 13 Aprile 2014 un grande e imperdibile appuntamento vi aspetta al Teatro Manzoni di Milano.

 

Una delle principali compagnie di danza europee, il Victor Ullate Ballet - Comunidad de Madrid, la compagnia fondata dal talentuoso e affermato coreografo Victor Ullate, torna, dopo una lunga assenza, a Milano. Victor Ullate con la sua danza energica ha rivisitato la tradizione spagnola, mescolandola a classico e moderno e ha saputo conquistarsi il pubblico ed entusiasmare le folle ma anche la critica.

 

Quattro sono le coreografie che il Victor Ullate Ballet porterà sul palcoscenico del Teatro Manzoni.

“Jaleos”, con musiche di Luis Delgado, uno dei classici lavori di Victor Ullate, è ancora in grado di stupire dopo diciassette anni dal suo debutto. Il balletto si caratterizza per il suo stile neoclassico. I ballerini, assecondando il virtuosismo sonoro, mostrano con estrema semplicità la complessità dei movimenti, singoli o di gruppo.

“Y” è un affascinante pax de deux maschile su musiche di Mahler. Il direttore artistico della compagnia Eduardo Lao, ha voluto dare una forma all’umanità e al destino rappresentando il loro rapporto indissolubile fino all’eternità con un brano dove il virtuosismo e la perfezione estetica sono le caratteristiche principali.

Après Toi (Omaggio a Béjart)” è un appassionato omaggio al caro amico e maestro Maurice Béjart, con musiche di Ludwig Van Beethoven.

La musica mi porta sempre a luoghi immaginari, mi ricorda gli eventi e le situazioni passate. Ma ci sono alcuni brani che fanno anche parte dell’immagine che abbiamo di determinate persone. Per me, la settima sinfonia di Beethoven è inerente alla memoria di Maurice Béjart e sempre lo assocerò a lui.” è quello che afferma Victor Ullate.

La nuova creazione è il “Bolero”, personalissima rilettura del capolavoro di Ravel. Il “Bolero” ha debuttato lo scorso Luglio all’Opera di Vichy in Francia. Questo spettacolo è tratto dalla famosa opera Bolero. La musica ha un progressivo aumento dell'intensità ritmica che dà l'opportunità di creare un ballo molto sensuale che termina in un’estasi musicale.

 

Il Victor Ullate Ballet è oggi una delle compagnia più interessanti a livello nazionale, innovativa ma allo stesso tempo legata alle tradizione, riesce sempre a sorprendere i suoi spettatori, fin dal 1988 anno di nascita.

 

Il progetto di Ullate, per molti anni discepolo di Bèjart, è di fare da ponte tra il pubblico tradizionale della danza spagnola e quello del balletto contemporaneo, unendo gusti ed esigenze diversi. La compagnia ha consolidato il proprio prestigio sia in ambito nazionale che internazionale grazie all’impegno continuativo della Compagnia nel perfezionamento e potenziamento della tecnica classica, necessaria per rendere uniforme il livello dei suoi diversi danzatori e al contempo per permettere una diversificazione di stili e generi, dal repertorio classico fino al caratteristico stile neoclassico, stile proprio della Compagnia. Questi fattori, oltre all’esclusività del repertorio, sono quelli che hanno definito e caratterizzato la personalità della Compagnia e che ne hanno decretato il successo.

 

Un appuntamento unico per assistere a uno spettacolo in cui la qualità artistica si sposa con l’originalità interpretativa. Un appuntamento che Nerospinto consiglia di non perdere!

 

 

 

AL TEATRO MANZONI

Via Manzoni 42 - Milano

DAL 9 AL 13 APRILE 2014

ORARI: da mercoledì a  sabato ore 20.45 -  domenica ore 11.00

BIGLIETTO:  poltronissima € 30,00  -  poltrona € 20,00

Info 02 763690102 7636901- www.teatromanzoni.it

 

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Un'ultima ora che sa già di evento: i Rolling Stones, la band più famosa della storia, i paladini del rock, tornano in Italia in estate per un'unica e imperdibile data, il 22 giugno al Circo Massimo.

La notizia girava già dal 22 febbraio e , tra smentite e cambiamenti repentini, è stata confermata solo nelle ultime ore.

La data italiana si inserisce nel tour europeo della band "14 On Fire", che ha già scatenato numerose polemiche per il prezzo, non esattamente popolare, dei biglietti.

Ma si sa, al cuor non si comanda, soprattutto quando si parla di musica. La location e soprattutto la band, varranno il prezzo del biglietto, soprattutto se si considera che Mick Jagger e soci non sono proprio dei giovincelli e che, prima o poi, dovranno appendere l'asta del microfono al chiodo.

Innumerevoli figli, cadute dall'albero, bottiglie scolate e fiumi di droga dopo, la compagine britannica è pronta a ruggire nuovamente, finchè morte non ci separi.

Per maggiori informazioni sui biglietti, consultare il circuito ticketone www.ticketone.it

L’appartamento di via Jan

Prosegue il viaggio di Nerospinto tra le antiche dimore milanesi, veri e propri scrigni di tesori dell'arte e della cultura del passato, meraviglia ed orgoglio per il capoluogo lombardo. Per questa seconda tappa parliamo della casa museo che si trova in via Jan, nelle vicinanze di Corso Buenos Aires e quindi facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. La visita è gratuita e guidata, assolutamente consigliabile. La Casa museo è allestita al secondo piano del Palazzo dei Boschi Di Stefano, palazzo da loro stessi abitato, e usato come sede della imponente e prestigiosa collezione di artisti del 900 italiano.

L’appartamento dei coniugi Boschi Di Stefano è collocato all’interno di una palazzina progettata tra il 1929 e il 1931 da Piero Portaluppi, uno degli architetti più attivi a Milano tra gli anni venti e gli anni trenta. La mano dell’architetto è riscontrabile nei dettagli decorativi degli interni, dai mosaici dei pavimenti, agli infissi, ma soprattutto nel doppio bow-window della sala. Gli arredi originali di Casa Boschi, oggi in buona parte perduti, non godevano di particolare attenzione da parte dei proprietari e, ad eccezione di alcuni elementi, non erano opera di Portaluppi.

Senza seguire l’originale destinazione degli spazi, per l’apertura della casa museo gli ambienti sono stati allestiti con arredi coevi all’appartamento tra cui spiccano la ex stanza degli ospiti (oggi dedicata al Novecento italiano), arredata con uno studio Déco progettato negli anni trenta da Ernesto Basile e la stanza dedicata a Sironi allestita con una sala da pranzo progettata dallo stesso artista per la triennale di Milano del 1936. Resta nella sala centrale il pianoforte a coda Bechstein grazie al quale venivano organizzati piccoli concerti.

La Casa-Museo

La Casa Museo Boschi Di Stefano nasce dalla generosità di Antonio Boschi e Marieda Di Stefano che nel 1973 donarono la loro collezione di arte contemporanea con la clausola che il Comune di Milano aprisse un museo nell’appartamento di famiglia nella palazzina di via Jan 15. La collezione spazia dal futurismo agli anni cinquanta con opere di Soffici, Boccioni, Sironi, Severini e Dottori, del “Novecento italiano”, di Mario Sironi, cui è dedicata una stanza monografica, di Morandi, De Pisis, “Corrente” e del chiarismo lombardo. Nella sala centrale, opere di de Chirico, Campigli, Savinio e Paresce ricostruiscono l’apporto italiano alla Parigi degli anni trenta mentre una stanza è interamente dedicata a Lucio Fontana. Nell’ultima sala gli acquisti più recenti, tra cui una serie di Achrome di Piero Manzoni.

Storia:

Tra la fine degli anni venti e la fine degli anni sessanta, arco di tempo nel quale si forma la collezione di Marieda Di Stefano e Antonio Boschi, Milano è la città italiana più indirizzata verso l’arte contemporanea. Sulla scorta della tradizione che ha visto nel 1909 nascere a Milano il movimento futurista, nella città viene fondato nel 1922 il Novecento Italiano. Nel 1933 viene firmato da Sironi, Campigli, Funi e Carrà il Manifesto della Pittura Murale, mentre nel 1947 Lucio Fontana vi pubblica il Manifesto dello Spazialismo.

Marieda Di Stefano (1901-1968) proveniva da una famiglia di costruttori originaria delle Marche. Dal padre Marieda ereditò il gusto per l’arte e il collezionismo che dopo il matrimonio iniziò a condividere con il marito. Allieva dello scultore Luigi Amigoni, Marieda lavorò per tutta la vita come ceramista esponendo in varie gallerie e fondando al piano terra di via Jan una scuola di ceramica tuttora gestita dalla figlia di Amigoni. Antonio Boschi (1896-1988) laureato in ingegneria al Politecnico, lavorò alla Pirelli nel campo della produzione e lavorazione della gomma, elaborando importanti brevetti che gli valsero nel 1963 la Medaglia d’Oro al Lavoro e al Progresso Economico della Camera di Commercio.

Nonostante la distanza dal lusso e le iniziali modeste condizioni economiche i coniugi Boschi da subito si dedicarono ai primi acquisti in campo artistico. Per comprare una serie di opere di de Chirico, Sironi e Funi arrivarono persino a vendersi l’automobile. Il vero collezionismo spesso sconfina nelle frequentazioni private e infatti i Boschi si circondarono del contesto culturale della loro epoca, il salotto della casa di via Jan era infatti sede di piccoli concerti e di serate di scambio intellettuale frequentate da artisti.

La Collezione

La collezione, che spazia da opere futuriste dei primi anni dieci alle opere informali della fine degli anni cinquanta, è stata suddivisa negli spazi per movimenti e correnti. L’ingresso di casa Boschi è dedicato alla figura dei due collezionisti ed è l’unica stanza che conserva gli arredi originari tra cui una grande ceramica di Marieda. Alle pareti una serie di ritratti dei coniugi tra cui quelli realizzati da Remo Brindisi, Il corridoio ospita le opere futuriste ereditate da Marieda dalla collezione del padre tra cui un Boccioni giovanile, due Severini e un Soffici.

La stanza successiva, che originariamente era la stanza degli ospiti, è allestita con una selezione di opere di artisti del Novecento italiano divise per generi. Da qui si accede ad una ricca stanza monografica dedicata a Mario Sironi con opere dagli anni venti agli anni quaranta tra cui la “Venere dei Porti” (1919), capolavoro metafisico. Nella sala da pranzo sono allestite una serie di opere di artisti vicini alla rivista “Corrente” (Sassu, Guttuso, Birolli) e due pareti monografiche, una dedicata a Morandi ed una a De Pisis. La sala centrale presentala Scuola di Parigi, ovvero gli artisti italiani che tra gli anni venti e trenta lì soggiornarono, tra cui Campigli, de Chirico, Savinio e Paresce. Lo studio dell'ingegner Boschi ospita una serie di opere di Fontana, artista che i Boschi frequentavano abitualmente.

Lo studio di Marieda è oggi dedicato al Picassismo degli anni quaranta e al Nuclearismo con una serie di opere di Baj, Dova e Dangelo e Crippa. L’ultima stanza, originariamente la stanza da letto dei coniugi, ospita le opere appartenenti al clima Informale degli anni Cinquanta con dipinti di Vedova, Turcato, Chighine e una coeva parete di “Achrome” di Piero Manzoni.

Eventi

Le “serate musicali” offerte dai coniugi Boschi nella loro casa sono rimaste nella memoria. Così è nata l’idea di riproporre quel “clima” ai giorni nostri con alcuni concerti: da un lato con lo scopo di far vivere la casa, come se fosse ancora abitata dai due collezionisti; dall’altro suggerire maggiori relazioni e corrispondenze fra musica e arti figurative nel periodo in cui la collezione si è formata, attraverso musiche da camera del Novecento di diversa provenienza e generi.

Curiosità

Durante la visita sono presenti i volontari del Touring Club, accoglienti e  preparati ad introdurvi alla storia della casa e della collezione, fornendo accurate spiegazioni.

 

Casa Museo Boschi Di Stefano via Jan, 15 - Milano www.comune.milano.it www.fondazioneboschidistefano.it

Orari Aperta da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00 Chiuso: tutti i lunedì, 1/1, 1/5, 25/12

Biglietti Gratuito Prenotazione obbligatoria per i gruppi

 

Uno scambio di mail, quattro chiacchiere ed ecco un mondo che mi si apre dinanzi agli occhi. L'eroina di questo universo scintillante è Veronika Vesper, performer, cantante, musicista, modella inglese, giunta da un pianeta lontano.

È lei la protagonista di questo incontro, nel quale si parla di moda, musica ma anche di felicità, malattia e di un lungo e tortuoso viaggio, chiamato vita.

 

N-Ciao Veronika, Presentati ai lettori di Nerospinto!

V-Mi chiamo Veronika Vesper e sono una strana creatura creativa giunta dallo spazio. Canto, scrivo canzoni, suono il flauto, amo esibirmi, anche come modella e adoro tutto ciò che ha a che fare con la moda. Credo nell’importanza di seguire i propri sogni, vivere la propria vita senza paura, essere autentici ed avere in mano le redini del proprio destino.

 

N-Dalla tua biografia: “Una bellissima creatura giunta da un altro pianeta. Quale pianeta?Hai una missione qui sulla terra?

V- A dire il vero, anche tu sei una creatura molto particolare :)  Si, la mia missione è ispirare le persone o meglio, incoraggiarle a credere in loro stesse, ad usare il loro potere e a “sguinzagliare” il loro genio. Mi piacerebbe vedere un mondo pieno di gente felice che vive in accordo con il proprio essere. Mi trovo qui anche per divertire e per rendere questo nostro mondo più bello. Che casualità :)

 

N-Hai definito la tua musica “pop spaziale”. In cosa si differenzia dal pop tradizionale, quello che di solito ascoltiamo in radio o su MTV?

V- Ha un sapore più “spaziale” :) Penso che la mia musica abbia sia un qualcosa che appartiene ad un’altra dimensione, sia una qualità cinematografica, e che sia dunque in grado di avvolgere completamente l’ascoltatore, trasportandolo altrove.

 

N-Le tue influenze musicali sono molto eterogenee, giusto per citarne alcune:David Bowie e Nirvana, ma anche Depeche Mode e Bjork. Cosa hai preso da ciascun artista e come hai usato questi “prestiti” nella tua musica?

V- Bjork è la mia più grande fonte di ispirazione. Onestà, il non aver paura di sperimentale musicalmente e la combinazione di suoni sinfonici e musica elettronica; I Depeche Mode mi trasmettono una certa eleganza dark, unita a splendide armonie; I Nirvana per me sono il sentimento, la passione, la sensuale trascuratezza con cui Kurt canta, è qualcosa difficile da descrivere; David Bowie: stile impavido e coraggioso.

 

N-Parliamo della tua immagine: ti descrivi come un incrocio tra Lara Croft e la protagonista del film “Il Quinto Elemento”. Come sei arrivata a creare questo look? Quale messaggio vuoi trasmettere al tuo pubblico?

V-Non si tratta di una scelta pianificata. Sono appassionata di sci-fi e super eroi. Mi piace indossare cose che mi facciano sentire imbattibile. Il mio messaggio è: sii te stesso, non avere paura e fregatene di ciò che la gente dice di te.

 

N-Passiamo allo stile: nella tua bio leggo tre parole chiave, “punk”, “cyber” e “alternativo”. Potresti definirle? In più ti chiedo se sia davvero possibile essere alternativi in questo mondo, dove praticamente tutti si adattano ad un’idea comune di moda e dove l’individualità è quasi una rarità.

V-Penso che sia possibile essere alternativi e con questo intendo dire che è possibile essere creativi e cercare nuovi modi per esprimere sé stessi attraverso la moda. Se non lo facessimo, smetteremmo di sperimentare e di crescere artisticamente. Dal punk ho preso alcuni elementi che adoro, come le teste rasate, le catene, le spille da balia, i vestiti strappati … e l’attitudine all’indifferenza. Il cyber è ciò che mi contraddistingue, tanto argento, vestiti olografici,zeppe, rasta (penso dunque di rientrare in questa categoria), tutine,stampe futuristiche e forme.

 

N-Eccoci al mondo della moda. Nomina almeno tre stilisti che ami.

V- Alexander McQueen, Iris Van Herpen, Hussein Chalayan, Gareth Pugh… tutti super creativi e innovativi.

 

N-Musica contemporanea: cita almeno tre cantanti/band/progetti che ti affascinano e perché.

V- Lana Del Rey: mi piace la complessità della sua musica e il modo in cui si esprime attraverso l’immagine; Grimes: diverso,creativo, bello… in un certo modo mi ricorda Bjork; Angel Haze:una rapper fantastica, è autentica ed è un vero talento.

 

N- Come descriveresti il tuo mondo di icona fashion e cantante?

V- Intenso, eccitante, bello e veloce.

 

N- Il concept del tuo album è “dall’oscurità alla luce”. Penso che esso nasconda anche un messaggio di speranza?

V- Questo è proprio il punto focale del mio album. Ho deciso di raccontare la mia storia attraverso la musica, sperando di ispirare la gente attraverso di essa. Ho voluto sottolineare il fatto che è possibile superare anche le situazioni più difficili e rinascere come uno splendido fiore, come un bocciolo di loto che nasce dal fango.

 

N- Le tue canzoni parlando degli anni bui della tua adolescenza. Pensi che la musica sia un modo per elaborare il passato e per superare un’adolescenza difficile? Parli anche di una malattia mortale. Ti senti una donna più forte? Hai un messaggio che vorresti portare alle donne che stanno vivendo la situazione che tu hai affrontato in passato?

V- La musica può davvero essere terapeutica. Inoltre, più è connessa con le emozioni autentiche dell’artista, più la gente sarà in grado di relazionarsi ad essa. Penso che le difficoltà che incontriamo durante la vita, ci rendano più forti. Se le prendi dal lato giusto, possono insegnarti qualcosa e farti crescere. Si, mi sento più forte e apprezzo di più la mia vita e il tempo che ho a disposizione. Se ho un messaggio da condividere?  Credete in voi stessi e non abbiate paura di vivere e seguire i vostri sogni, date voce alle vostre idee e lottate per esse. Non vi fate carico dei problemi degli altri.

 

N- Scoperte spirituali: ne sono molto affascinata. Penso che gli uomini necessitano di qualcosa o di qualcuno a cui fare riferimento, durante i momenti di difficoltà. Che tipo ci consapevolezza spirituale hai raggiunto?

V-  Ho capito che la mente è tutto, che noi costruiamo le realtà e il sogno attorno a noi stessi e che essi sono connessi all’intero universo. Mi piacerebbe imparare a vivere maggiormente  il momento. È un viaggio lungo una vita intera... o anche di più :)

 

N-La felicità: questa è una grande parola. Mi piacerebbe che mi parlassi della tua idea di felicità. Esiste o si tratta di qualcosa che noi inventiamo per vivere meglio ed affrontare le difficoltà quotidiane?

V- Stiamo andando sul filosofico :) Certamente, la felicità esiste, e ne hai una prova anche dalle reazioni chimiche del nostro corpo. La mia idea di felicità è cioccolato puro  e tanto sesso :)

 

N-Hai in programma una visita a Milano? Cosa sai a proposito di Milano e dell’Italia in generale?

V-È per caso un invito? J Complimenti agli Italiani per aver inventato il pianoforte, il violino e la musica classica. Per aver dato i natali all’Opera! Mio Dio, che musica avremmo senza gli Italiani? Anche le due più grandi popstars hanno sangue italiano. In più, l’essere stati dei pionieri nel mondo della moda e, per finire, il buonissimo gelato e gli uomini passionali. Sono stata a Milano solo una volta, avevo appena preso la patente e devo dire che è stato PAZZESCO :)

 

N-Se ti dico “Nerospinto”, cosa ti viene in mente?

V-Creativo, stimolante, oscuro

Grazie per avermi intervistata, è stato un onore.

 

Per maggiori informazioni:

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Testo originale e traduzione a cura di Letizia Carriero

 

I Prodigy, la compagine post-punk-electro britannica più famosa al mondo, torna in Italia per due attese date estive: il 21 giugno a Roma e il 10 luglio a Lucca.

Si tratta di due appuntamenti imperdibili per godere della potenza live della formazione inglese, capitanata dal funambolico Keith Flint, che con i suoi ritmi indiavolati infiamma le orecchie di mezzo mondo da più di 10 anni.

Nel 1997, il terzo album della band, "The fat of the land", irruppe nelle case di milioni di giovani, complice il sapiente mix tra testi a metà tra l'onirico e lo sfacciato, musica martellante e video musicali censurati e, per questo, ricercatissimi.

Il disco fece il botto di critica e vendite, entrando nel Guinness dei Primati per l'album inglese venduto con maggiore velocità e vincendo anche un Grammy.

Liam Howlett, Keith Flint e Maxim Reality si avvalsero di collaborazioni eccellenti, come Crispian Mills (Kula Shaker), Saffron (Republica), Tom Morello (Rage Against The Machine) e i Beastie Boys.

Due album dopo (e con uno in arrivo), i Prodigy sono pronti ad infiammare le platee italiane, con due concerti che si preannunciano infuocati !

 

Queste le date nel dettaglio:

The Prodigy live in Italia

 

21 giugno

Roma-Ippodromo delle Capannelle

Rock in Roma (ft. Die Antwoord)

 

10 luglio

Lucca- Piazza Napoleone

Lucca Summer Festival

 

I biglietti sono in vendita sul circuito Ticketone

www.ticketone.it

 

La Villa 

Inizia con questo articolo il viaggio di Nerospinto tra le abitazioni più affascinanti e preziose di Milano, che sono delle vere e proprie "Case-Museo" e che fanno parte del patrimonio culturale ed artistico della città, luoghi d'elezione da tenere d'occhio e da visitare nel capoluogo lombardo.

La prima tappa di questo percorso tra i tesori della Milano storico-artistica è Villa Necchi Campiglio, considerata patrimonio del territorio dal Fai (Fondo Ambiente italiano), e che si trova in via Mozart al numero 14, proprio nel cuore di Milano, un posto incantevole nascosto tra le vie che si snodano tra San Babila e Palestro.

LaVilla è stata costruita tra il 1932 e il 1935 dall’architetto milanese Piero Portaluppi, è giunta a noi perfettamente  conservata, sia nell’ampio giardino esterno - corredato da tennis e piscina -, sia nella ricca infilata di sale interne. Architettura, arti decorative, arredi e collezioni restituiscono, nel loro armonioso insieme, l’elevato standard di vita dei proprietari, esponenti dell’alta borghesia industriale lombarda. Nello stesso tempo il fervore delle quotidiane attività domestiche è adeguatamente testimoniato dalla sequenza delle sale di servizio, office, cucine e bagni, ancora dotati degli impianti tecnici originari. Lo stile dell'architettura e degli interni è quello dei primi anni trenta, influenzato in parte dal nascente  razionalismo, che all’esterno della villa è evocato dal rigoroso disegno di linee e superfici, mentre all’interno si intreccia briosamente a elementi déco. Una brillante fantasia creativa e il gusto degli anni venti sono infatti componenti costanti nell’opera di Portaluppi,

Con il secondo dopoguerra, i Necchi Campiglio mostrano però un orientamento di gusto diverso e ricolmano gli interni della loro dimora con mobili e oggetti d’arte antichi, per lo più del XVII e XVIII secolo, rimuovendo integralmente gli arredi dell’epoca originaria. Il processo di “antichizzazionesottolinea un preciso interesse dei proprietari per una veste sfarzosa della loro casa, i Necchi Campiglio mostrano scarsa attenzione per le vicende artistiche novecentesche, preferendo acquisire arredi e dipinti presso il tradizionale mercato antiquario

Due importanti donazioni contribuiscono all’arricchimento del patrimonio artistico della Villa: la preziosa raccolta di arti decorative del XVIII secolo di Alighiero ed Emilietta de’ Micheli, allestita in una sala del primo piano e lo straordinario gruppo di dipinti e sculture degli anni ‘20/’40 di Claudia Gian Ferrari, collocato nelle stanze del piano terra. All’interno della Villa è inoltre possibile vedere due quadri importanti, un Canaletto della prima metà del Settecento ed “Oreste ed Elettra” di De Chirico, del 1923.

La Storia:

Il periodo di maggior vitalità imprenditoriale e sociale dei Necchi Campiglio copre l’intervallo dagli anni venti alla fine degli anni sessanta del Novecento. Nonostante la crisi economica del ‘29 e le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale, la storia di Milano di questo arco di tempo è immancabilmente segnata da grande energia e operosità. I Necchi Campiglio (le sorelle Gigina e Nedda Necchi e Angelo Campiglio, marito di Gigina) sono stati i tipici esponenti di quell’alta borghesia imprenditoriale che ha avuto un ruolo determinante nella Lombardia novecentesca: dirigenti e industriali che hanno fatto grande Milano con le loro imprese economiche ma che dimostravano anche sensibilità e interesse nei confronti dell’assistenza civica. Una borghesia che amava la mondanità, si intrecciava alle antiche casate lombarde, partecipava a balli e battute di caccia, frequentava la Scala e i circoli privati.

Gli eventi:

La Villa Necchi Campiglio ospita tutti gli anni verso febbraio la manifestazione AgruMi, mostra-mercato che rende omaggio ai frutti protagonisti delle tavole invernali. Una giornata caratterizzata da profumi avvolgenti e colori intensi, che presenta agli ospiti l'intero universo di aromi e sapori degli agrumi: piante, frutti, marmellate, mieli, mostarde, profumi, cosmetici e raffinati decori.

Per informazioni sulla manifestazione:

www.fondoambiente.it

Curiosità:

Prima o dopo la visita di Villa Necchi Campiglio è possibile rilassarsi a bordo piscina e sorseggiare un buon bicchiere di vino preso direttamente dalla Caffetteria, che è anche perfetta per pranzetti che non si dimenticano facilmente.

 

Villa Necchi Campiglio via Mozart, 14 - Milano Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.fondoambiente.it

 

Orari Da mer a dom: 10.00-18.00 Ultimo ingresso: 17.15 Giorni festivi: consultare  www.fondoambiente.it

Biglietti - Adulti € 9,00 - Aderenti FAI e Soci National Trust Gratuito - Bambini (4-14 anni) € 4,00 - Scolaresche € 3,00 - Scolaresche aderenti FAI € 1,50

I gruppi sono ammessi previa prenotazione. La visita si svolge con una guida in gruppi di massimo 15 persone. Durata della visita: 50 minuti. In caso di manifestazioni il prezzo può variare.

 

The Room Milano presenta

L'Age D'Or

Giovedì 13 Marzo

@The Room

Via giulio romano 8

After dinner – 21.30

 

Free Entry

 

Burlesque Act: Lisa Dalla Via

Dj Set: Veronal & WestBanhof (La Nuit Electroswing)

Visual: Veronal

PhotoSet: James C. L. Baker & Tiziana Orru

 

 

The Room, la location appena aperta in via Giulio Romano 8, presenta un nuovo appuntamento settimanale con l’arte, la musica e la mondanità. Ogni giovedì nella splendida location di Porta Romana si rivivrà l’animo dei primi anni del secolo scorso.

L’atmosfera si riempirà di vibrazioni swing, jazz e blues, il tutto si mescolerà con una buona dose di contemporaneità in quello che viene chiamato ElectroSwing, una selezione di ritmi intramontabili con quel qualcosa in più che rende tutto più luminoso.

 

Ospite d’onore della serata sarà Lisa Della Vita che renderà la serata sorprendente e spettacolare con i suoi spettacoli di Burlesque. Lisa ha unito nei suoi act la passione per il teatro, infatti lei nasce come attrice da palcoscenico, con la sensualità raffinata degli anni 40/50, proponendo spettacoli che raccontano delle vere e proprie narrazioni, con un linguaggio particolare sensualità ironica e dissacrante che caratterizza il Burlesque. Lisa Della Via rilegge in chiave ironica le favole moderne, come il Burlesque delle origini, nella forma del Vaudeville, si faceva beffa dei vizi delle classi più agiate. Un esempio, l’artista svela il “lato oscuro” delle principesse delle favole o scrive un finale a sorpresa per una sposina abbandonata sull’altare.

 

I ragazzi di Veronal, capeggiati dal leggendario Gianluca, scalderanno i grammofoni. Gianluca famoso nella scena musicale milanese grazie ai suoi innumerevoli progetti di musica dal vivo nel quale si è distinto come chitarrista, affiancando anche personalità come Marky Ramone, sarà un altro ospite d’onore della serata. Veronal, nel suo ultimo progetto di inediti, unisce la passione per i live all’interesse per l’immaginario del noir, hard boiler. Questo gruppo Electroswing è la fusione della freschezza con la dancefloor, del fascino del grammofono in un cantautorato tutto italiano.

 

I partner speciali dell’evento sono le ragazze New Girls, il collettivo tutto al femminile (o quasi) che interpreta e racconta i nuovi trend attraverso il loro blog (/newgirls.it) e i loro eventi. Il mondo che le circonda viene narrato attraverso il filtro della propria creatività e personalità.

 

Una serata unica a Milano, un giovedì, quello del 13, che diventerà un appuntamento fisso. Nerospinto vi segnala quest’occasione d’immergersi in un’epoca diversa, in un’atmosfera swing, jazz e blues!

 

 

Door Selection: Mr. Salmo Salaar

La selezione all'ingresso garantirà l'ingesso solo agli ospiti in sintonia con l'evento

The Room è anche spazio eventi tramite Spazio Giulio Romano 8

Aperto dalle 20 alle 2.00

 

FB/spaziogiulioromano8

FB/theroomilano

 

Info e Prenotazioni: 3343951406/ 0258319839

Ufficio Stampa:Rosaspinto

Indira Fassioni

3338864490

 

I Figli di Madre Ignota sono un gruppo milanese che propone da diverso tempo un mix di musiche balcaniche. L'ultimo disco di questa band 'spaghetti balkan' è datato 2010, dal titolo 'Combat Disco Casbah'; se vi piacciono artisti come Vinicio Capossela, Fred Buscaglione, Gogol Bordello, Mano Negra e Gorian Bregovic allora il loro nuovo lavoro fa per voi.

Oggi 11 Marzo 2014 esce 'Bellydancer' per Godzillamarket (Iori's Eye, Selton e Ministri) che verrà presentato il 13 Marzo all'Arci Biko di Milano. Le successive date del tour, confermate fino a questo momento, sono:

21/03 Treviso - Homerock Bar 22/03 Biel/Bienne - Coupole 04/04 Bologna - Liberaduno 2.0 05/04 Mariano Comense (CO) - Il Circolo 11/04 Torino - Lapsus (Godzillamarket Party) 17/05 Zagabria

La loro musica ha aperto le porte dell'estero, i Figli di Madre Ignota hanno suonato al grandissimo festival dello Sziget a Budapest così come all'olandese Lowlands, quindi cercate di non perdervi la serata milanese. Le danze di  'Bellydancer' si aprono con il loro primo singolo, che vede per la prima volta alla voce una donna (Francesca Sottocasa), ascoltate per credere:

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Buon ascolto.

Sito Internet: www.fdmi.it Facebook: https://www.facebook.com/figlidimadreignota SoundCloud: http://soundcloud.com/figli-di-madre-ignota YouTube: http://www.youtube.com/user/figlidimadreignota

 

Andrea Facchinetti

 

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Partner

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it