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Il cinema italiano e anche quello internazionale sono a un bivio vero e proprio: devono decidere se continuare con lavori scritti e pensati per il teatro e per la letteratura o dare vita a nuove pellicole con sceneggiature originali, prove più fresche e giovani di scrittori attuali e contemporanei. Purtroppo è più facile e anche più comodo, lavorare su testi e scritture già esistenti e magari adattarle alla società e alla vita attuale, ma bisogna essere capaci di fare anche questo, altrimenti, come succede esattamente per il film di Placido, si rischia una melodrammaticità che non sa essere moderna e che non sa neppure essere evocativa di cento anni: tutto resta a metà, sospeso tra il 1919 e il 2015 senza manifestarsi in nessuna completezza.
"La Scelta" avrebbe dovuto essere nei piani del regista e degli sceneggiatori, la versione moderna della novella di Pirandello dello scorso secolo che trattava il difficilissimo e inaccettabile (per l’epoca) tema della donna che mette al mondo il figlio di uno stupro e cerca contemporaneamente di farlo accettare al suo legittimo consorte. Era il 1919 e si comprende bene a cosa andava incontro Pirandello scardinando tabù sulla famiglia, la condizione femminile, il ruolo di padre e uomo nella società del tempo e tutte le implicazioni sociali e religiose che una condizione simile riversava su una famiglia e su un matrimonio. Cosa fa Michele Placido? Lascia intatte queste implicazioni del testo originale e trasporta il tutto nel nostro tempo, presentando una coppia in crisi che non riesce ad avere un figlio proprio e che alla fine deve accettare una creatura nata da uno stupro subito dalla donna e continuare a vivere insieme come se nulla fosse, perché i tempi sono cambiati e i drammi legati a questa condizione possono essere superabili. "La Scelta" però, proprio per questo tentativo di mettere di nuovo nel cinema italiano il ruolo della donna da una parte e quello dell’uomo dall'altra, non regge. Non regge come pellicola e non regge come esperimento sociale. Il fatto è che i maschi restano tali anche dopo la rivoluzione femminile, la modernità dei ruoli appaiati, la possibilità di scelta delle donne moderne e la sensibilità che la nuova società prova ad avere su determinati temi, come questo, appunto, e le donne a loro volta, restano sempre femmine, con tutto il loro mondo fragile e personalissimo dove uno stupro è sempre un dolore, una tragedia e un fatto privato che sconvolge e dilania, anche quando da un atto così crudele ed estremo può nascere e crescere una nuova vita nel ventre delle stesse. Non c’è bisogno di un film per capire cosa succede a famiglie e a coppie che subiscono una tale tragedia, perché anche a distanza di cento anni, alcune cose non cambiano. Una violenza resta sempre tale e il figlio di un altro mette sempre in crisi ogni uomo di qualunque tempo ed età. Placido ci prova a costruire anche un po’ di azione e di pathos nella pellicola, ma rimane un film già visto, un racconto troppo antico, una prova di scarsa originalità completa. Raoul Bova lascia il tempo che trova nel ruolo del padre surrogato e del marito degli anni duemila e Ambra Angiolini ce la mette tutta, ma i ruoli drammatici proprio non le si addicono.
Pazienza Placido… sarà per la prossima.
Antonia del Sambro
[gallery type="rectangular" size="full" ids="41487,41486,41484,41483,41480,41481,41482,41485"]Dal 22 aprile 2015 #FoodPeople: la mostra per chi ha fame di innovazione al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano.
Una grande mostra dedicata ai cambiamenti che hanno segnato il nostro modo di mangiare e alla complessità del sistema alimentare.
Protagoniste sono le persone: ciascuno di noi nella sua relazione con il cibo, i professionisti della produzione agroalimentare, ricercatori ed esperti del settore, ragazzi e adulti coinvolti nella progettazione dell’esposizione.
Condivisione, cambiamento, relazione e tecnologia sono le chiavi di lettura attraverso cui il Museo legge il tema di Expo 2015.
Mercoledì 22 aprile 2015 Inaugurazione ore 18.00 – Auditorium
Introduce e modera
Fiorenzo Galli Direttore generale Museo Nazionale Scienza e Tecnologia
Intervengono
Massimo Montanari Professore di Storia dell’Arte Medioevale e di Storia dell’Alimentazione Università di Bologna
Chiara Tonelli Professore di Chimica Università degli Studi di Milano
Salutano
Gianni Fava Assessore all’Agricoltura, Regione Lombardia
Jozias Van Aartsen Sindaco di L’Aia
Ada Lucia De Cesaris Vice sindaco di Milano
Segue visita alla nuova esposizione e alla Deutch Innovation Zone progettata dal Museon di L’Aia
Milano, via san Vittore 21 www.museoscienza.org
Il Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano e i direttori artistici Sergio Fantoni e Fioravante Cozzaglio sono lieti di invitarvi martedì 28 aprile ad assistere allo spettacolo WAITING TO GO – Le parole non si arrestano.
Lo spettacolo è frutto di un progetto nato all’interno della Casa di Reclusione di Bollate grazie al gemellaggio del Laboratorio di Poesia con l’Associazione Arte In Tasca. Ispirato all’opera di Samuel Beckett Aspettando Godot, protagonisti in scena sono 14 detenuti, donne e uomini, accompagnati da un ensemble dell’Orchestra a plettro i Mandolinisti Bustesi.
L’attesa è il tema centrale della commedia di Beckett ed è anche parte imprescindibile della vita quotidiana di ogni detenuto. Non è un caso che nel 1957, Aspettando Godot venne rappresentato nel carcere di San Quentin a San Francisco con l’inaspettato risultato da parte dei detenuti che, a dispetto della difficoltà dell’opera, compresero tutti quale fosse il messaggio.
In WAITING TO GO, gli attori reciteranno anche delle loro poesie che bene si sono adattate al testo di Beckett.
Il progetto vede in alternanza il lavoro di gruppo e il lavoro individuale, attraverso l’esplorazione di diverse forme artistiche ha l’obiettivo di lanciare un messaggio: Godot non arriverà ma nonostante ciò è necessario affrontare la vita. I detenuti che hanno partecipato al progetto e hanno deciso di intraprendere questo cammino tra poesia e teatro sono la dimostrazione che è possibile dare una svolta alla propria esistenza e cambiare le cose. Un messaggio universale che vale anche al di fuori del carcere. Persino tra le mura grigie di una prigione può fiorire un fiore bellissimo.
Teatro Carcano di Milano
martedì 28 aprile 2015 ore 20,30
WAITING TO GO – Le parole non si arrestano
Regia e drammaturgia Riccardo Mallus
Elaborazione testi poetici Maddalena Capalbi, Anna Maria Carpi, Paolo Barbieri
Costumi Donatella De Clemente - Coordinamento artistico Monica Fantoni
Prezzo
Posto unico numerato € 5
Per informazioni e prenotazioni
Telefono: +39 02 55181377 /+39 02 55181362
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito Web: http://www.teatrocarcano.com/
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Collettivo Cinetico nasce nel 2007 a Ferrara come ambiente di sperimentazione performativa tra coreografia, teatro e arte visiva. La direzione artistica e la regia sono a cura di Francesca Pennini, la quale porta avanti questo progetto dove spesso il rapporto di ruoli e relazioni viene continuamente riformulato creando, di fatto, una compagnia che nella sua stessa struttura è cinetica e in movimento.
Cinetico 4.4 è un dispositivo ludico che permette di elaborare in gruppo le informazioni teoriche e pratiche per la creazione di una performance sul palcoscenico.
Il gioco si divide in tre fasi. La prima fase è simile ad un brainstorming: i quattro partecipanti discutono e negoziano le scelte registiche gestendo strategicamente le priorità personali e le decisioni altrui.
La seconda fase consiste nella preparazione pratica della performance e la terza nell’esibizione agli spettatori determinati durante il gioco. Cinetico 4.4 propone un’indagine e una messa in discussione dei ruoli autore, attore e spettatore.
Ogni sessione è una nuova partita, con nuove strategie da adottare, nuovi spettatori da definire, nuove performance.
Insomma, un'ottima occasione per mettersi alla prova e divertirsi sul famoso palco del Teatro Franco Parenti. Non fatevi sfuggire l'occasione di provare questa vivace realtà artistica e magari di riscoprire il vostro lato da performer.
Teatro Franco Parenti Sala Foyer Basso
Per il mese di Aprile sono previste le seguenti sessioni: Giovedì 23 Venerdì 24 Lunedì 27 Martedì 28 dalle h 9.00 alle h 13.00
Prezzi per partecipare 1 sessione 45€; 2 sessioni 75€ (anche giorni non consecutivi)
Info e prenotazioni
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Telefono: +39 02 59995232
Sito Web Teatro Franco Parenti: http://www.teatrofrancoparenti.it/
Sito Web Collettivo Cinetico: http://www.collettivocinetico.it/home.html
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Domenica 26 aprile 2015 la grande inaugurazione della nuova Darsena e di Piazza XXIV Maggio! Un evento da non perdere!
Ad annunciare il grande evento un maxi cubo led di 8 metri luminoso con il numero 26 che si specchia nelle acque della Darsena. The Cube fa parte di un imperdibile live show organizzato dalla città per celebrare la riapertura della zona.
Per l'inaugurazione ufficiale è previsto l'attracco di uno dei due barconi storici, un tempo utilizzati per il trasporto merci lungo i navigli milanesi. L'imbarcazione ospiterà incredibili spettacoli gratuiti e imperdibili esposizioni culturali. Saranno disponibili 3 piattaforme galleggianti da 120 metri per la realizzazione di temporary lounge che coloreranno le acque della Darsena per tutta la durata di Expo.
Durante i 6 mesi dell’Esposizione Universale, The Cube sarà un touch point unico nel suo genere. Un palinsesto attivo tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 24:00 che diffonderà la trasmissione di video di Expo 2015, contenuti editoriali forniti da Navigli Lombardi, informazioni per cittadini e turisti.
Fino al 28 giugno 2015 sarà possibile ammirare la mostra a cura di Agnès de Gouvion Saint Cyr: “Brassaï. Pour l’amour de Paris”, a Milano presso il Palazzo Morando, Costume Moda Immagine.
La mostra di Brassaï racconta, attraverso fotografie originali, l'amore che ha legato uno dei protagonisti della storia della fotografia con la città che è stata la capitale culturale e artistica del Novecento, dando vita a immagini memorabili, capaci ancora oggi di catapultarci agli "anni folli" di Montparnasse.
Gyula Halász, conosciuto con lo pseudonimo di Brassaï, dal nome, Braşov, del paese della ragione della Transilvania in cui nasce nel 1899, si trasferisce a soli tre anni a Parigi, dove il padre è professore di letteratura all'Università della Sorbona.
Intraprende dapprima la carriera artistica studiando all'Accademia di Belle Arti di Budapest e poi a quella di Berlino, dove si reca nel 1920, dopo aver combattuto tra le fila dell'esercito austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1924 si trasferisce definitivamente a Parigi, dove l'incontro con il fotografo ungherese André Kertész lo convince a lasciare la professione di giornalista per dedicarsi alla fotografia.
Nascono allora le sue bellissime immagini della Parigi notturna, nelle quali coglie gli aspetti più insoliti della città, ancor più affascinante con le strade deserte, mentre nelle fotografie dei bistrot si agita la fremente vita del quartiere di Montparnasse, centro artistico e mondano della capitale, dove risiedono pittori e scrittori come Picasso, Dalì, Breton e Miller.
L'uscita del suo primo libro nel 1933, Paris de nuit, ne decreta subito il successo tanto che Miller conia per lui il soprannome di "occhio di Parigi". Le sue fotografie sanno cogliere con semplicità e franchezza la vita di tutti, dai bambini agli innamorati, dai nottambuli alle prostitute, dalla gente comune ai celebri artisti.
A corredo della rassegna milanese sono previsti seminari a Palazzo Morando e una retrospettiva cinematografica, proposta dall’Institut français Milano presso la propria sala cinema nella sede di Corso Magenta 63, con proiezioni a ingresso libero il 21 aprile 2015, alle ore 20:00.
Pour l’amour de Paris Fino al 28 giugno 2015 Palazzo Morando Via Sant'Andrea, 6
Orari
dal Martedì alla Domenica dalle 9.00 alle 13.00 - dalle ore 14.00 alle 17.30
Contatti
Tel. 02 884 48135 Fax 02 884 65736
Info
Visite guidate al Museo di Milano: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. 02 884 65735 / 64532
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Sabato 2 e domenica 3 maggio Fondazione Cineteca Italiana presenta allo Spazio Oberdan di Milano GRANDE CINEMA IN GRANDE FORMATO, due imperdibili appuntamenti con due grandi opere: il capolavoro 2001: Odissea nello spazio del maestro Stanley Kubrick e l'ultima grandiosa fatica di Christopher Nolan, Interstellar.
Le opere sono proposte nella versione in pellicola 70mm, due intramontabili storie che sono rimaste nel cuore del pubblico, nelle quali i registi hanno proposto un genere cinematografico molto richiesto e amato da tutti, grandi e piccini, soprattutto negli ultimi tempi. Pellicole altamente introspettive che, oltre a trasportare lo spettatore in un lungo viaggio nello spazio in galassie sconosciute a bordo di imponenti navicelle spaziali, analizza in maniera approfondita la mente e le emozioni umane, altro immenso mistero rimasto ancora sconosciuto a tutti.
Due film visionari di eccezionale empatia e coinvolgimento, esaltati da un uso magistrale della colonna sonora, con una densità dell'immagine e potenza del suono assolutamente garantite dal formato in 70mm, formato in cui le pellicole sono appunto presentate.
SCHEDA DEI FILM E CALENDARIO:
Interstellar - sabato 2 maggio ore 15.30 e ore 21.00
R.: Christopher Nolan. Sc.: C. Nolan, Jonathan Nolan. Int.: Matthew McConaughey, Anna Hathaway, Jessica Chastain, Bill Irwin, Michael Caine, John Lithgow. UK/USA, 2014, col., 168’.
In un futuro non precisato, un drastico cambiamento climatico ha colpito duramente la popolazione e l'agricoltura del mondo. Un gruppo di scienziati che utilizzando un "whormhole" (buco nero in cui la gravità è ridotta), riescono a superare i limiti fisici e temporali dello spazio ed esplorare così nuove dimensioni dove la gente può vivere meglio e al sicuro. Il granturco è l'unica coltivazione ancora in grado di crescere, il loro obiettivo diventerà quindi quello di trovare nuovi luoghi adatti a coltivarlo per il bene dell'umanità.
2001: Odissea nello spazio - domenica 3 maggio ore 18.45
R.: S. Kubrick. Sc.: A.C. Clarke, S. Kubrick,. Int.: Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter, Margaret Tyzack. UK/USA, 1968, col., 140’.
Un’autentica opera d’arte visiva e filosofica, un viaggio fantascientifico nell'ignoto che condurrà lo spettatore nei luoghi più profondi e sacri dell'animo umano.
MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI:
Biglietto d’ingresso intero € 10,00
Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari € 8,00
Cinetessera annuale € 6,00 valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all'Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.
INFO:
Spazio Oberdan - viale Vittorio Veneto 2, angolo Piazza Oberdan - Milano
tel. 02.87242114
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Le Trottoir è un locale notturno punto di riferimento della notte milanese e del mondo degli artisti. Nella nuova sede in piazza XXIV Maggio, Le Trottoir si pone come luce guida per creativi e tutti coloro che hanno dei talenti da mostrare.
Aperto dal 2002 all'interno di un palazzo che era casa daziale dell'epoca spagnola, affonda le sue radici nel locale aperto in Brera più di vent'anni fa da Max Mannarelli e da Michelle Vasseur.
Il locale è unico nel suo genere a Milano ed è senza dubbio il simbolo di un certo modo di intendere la vita e la notte. La cultura qui si forma e si crea, in modo naturale, senza noiosi monologhi o antichi retaggi. Le Trottoir può ricordare i caffè letterari di fine ottocento, di Londra o Parigi, e non stupirebbe se ad un tavolo si intravedesse la figura di Oscar Wilde. Anzi, a dire il vero sono vari gli artisti che qui trovano casa, uno su tutti Andrea Pinketts.
Come racconta il titolare Milian, figlio di Max e Michelle: "La nostra missione è l’eclettismo. Da sempre ci impegniamo per dare visibilità in un contesto di allegria e divertimento a tanti artisti, scrittori, musicisti, registi, fotografi. E’ un luogo di vera interazione dove la gente si incontra e si parla, che è ben diverso dal mettersi in mostra o dal semplice apparire. Lo scambio di idee e il libero pensiero sono un indispensabile sfogo per chi ha cose da dire o da ascoltare".
Oltre ai concerti, con live tutte le sere con gruppi emergenti del panorama nazionale ed internazionale, è stata arricchita l’offerta dell’aperitivo e del brunch del sabato della domenica, veri e propri punti must non solo per chi vive in zona, e che puntano sulla genuinità dei prodotti e sulla qualità dei drink.
Sempre aperto, dalle 11.00 alle 3.00
Le Trottoir Alla Darsena
Piazza XXIV Maggio, 1 20123 Milano T +39 02 8378166 F - Mobile +39 333 2882039 www.letrottoir.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
A due passi dalla Stazione di Porta Genova si trova That’s Bakery , un posto dove si respira un po’ di New York e un po’ di Londra, sentendosi a casa.
Da That’s Bakery si può mangiare quello che si vuole quando si vuole. Dolce o salato, dalle otto del mattino a mezzanotte. Il sabato e la domenica è previsto un favoloso brunch, magari connettendosi gratuitamente ad internet tramite WI-FI.
Da That’s Bakery la qualità è sempre garantita. Le materie prime sono infatti frutto di un’accurata selezione e di un costante ed attento controllo. A colazione consigliamo le cupcakes, saporiti e colorati, con la consapevolezza però di diventarne subito dipendenti. Anche i pancake meritano di essere scelti: con sciroppo d’acero, marmellata di lamponi e yogurt greco, vengono serviti caldi e morbidi.
Il locale è particolare e accattivante. Tra l’english style ed il country chic, si respira un’atmosfera informale ed elegante, calda ed estremamente accogliente. Difficile non subirne il fascino.
I colori dominanti sono il bianco e il cappuccino. I muri, a grosse righe verticali, sottolineano il particolare carattere di questa bakery, scandendo un tempo che pare rallentare non appena si varca la soglia di un posto assolutamente unico.
Al piano inferiore due salette con soffitti a volta vengono messe a disposizione anche per eventi privati per un totale di circa 35/40 posti.
Sempre aperto dalle 8.00 alle 24.00
That’s Bakery
Via Vigevano 41 Tel +39 02 8394890 Fax +39 02 8394890 www.thatsbakery.com
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