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Milano, dal 22 al 24 novembre, si prepara ad accoglie Love Design®, l’appuntamento biennale con il design alla Fabbrica del Vapore.

Un evento che unisce DESIGN e SOLIDARIETA’ organizzato dal Comitato Lombardia AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) in collaborazione con ADI (Associazione per il Disegno Industriale). Love Design® trasforma gli oggetti di design generosamente donati dalle aziende in risorse da destinare alla ricerca contro il cancro. Un momento di incontro e di sinergia tra il mondo della creatività e del design e il mondo della ricerca.

Firme conosciute in tutto il mondo offrono così una ricca selezione di oggetti: da Alessi a Rimadesio, da Bticino a Cassina, da Nespresso a Foscarini a tanti altri apprezzati marchi del design.

In scena prodotti per la casa e gioielli design, pezzi di architettura dell’illuminazione e poltrone che portano la firma di grandi designer internazionali. Il design al servizio della medicina e della ricerca contro il cancro. La manifestazione è aperta al pubblico e permette di scegliere tra tantissimi oggetti di design originali e curiosi da regalare o da regalarsi. L’eccellenza del design al servizio della solidarietà.

 

http://www.lovedesign.airc.it/

L'idea di fondo è mescolare le carte dell'arte performativa. Padrini nobili sono gli Afterhours, band di lungo corso che ha sublimato il rock italiano in anni di carriera irruenta, mai avvezza a logiche di intorpidimento da successo commerciale. «Hai paura del buio?» dal titolo di un loro fortunato lavoro di quasi quindici anni fa, è infatti il festival itinerante che, dopo i due round di Torino e Roma, approda mercoledì a Milano, all’Alcatraz, dalle 19 in poi.

 

Un mix di concerti, installazioni, performances, danza, poesia, videoarte e teatro che nei due precedenti appuntamenti ha richiamato un pubblico di oltre dodicimila persone. Mescolanza di arti e mestieri.

 

Si incontrerà la musica; la letteratura (Paolo Giordano); la danza e tanto altro. La band capitanata da Manuel Agnelli si esibirà in due  set completamente diversi tra loro, previsti rispettivamente dalle 19.00 alle 19.30, e dalle 22.00 alle 23.30, durante le quali gli Afterhours si avvarranno della collaborazione di ospiti speciali come Piero Pelú, Giuliano Sangiorgi (Negramaro), Pierpaolo Capovilla e Giulio Ragno Favero (Il Teatro Degli Orrori).

 

 

<strong>All'organizzazione umanitaria Soleterre sarà devoluto l’intero ricavato della serata (biglietto 20euro) che andrà a sostenere il Programma Internazionale di Oncologia Pediatrica di Soleterre - attivo in Ucraina, Marocco, Costa d’Avorio, India e Italia - che garantisce accesso alle cure e sostegno a più di 8.000 bambini malati e alle loro famiglie.

 

Secondo quanto dichiarato più volte da Manuel Agnelli frontman degli Afterhours e curatore della rassegna è quella di promuovere la cosiddetta cultura “bassa”: "questo festival ha un valore politico perché si accompagna a tutta una serie di iniziative che stiamo facendo perché le istituzioni si accorgano che fare cultura non è interessarsi soltanto a Pompei e alle Università: al Ministero non esistono commissioni che si occupino di teatro o musica". Per la scaletta dell'evento seguite l'hastag su Facebook: https://www.facebook.com/hashtag/hpdb2013

 

Oggi vi presentiamo l’opera di un giovane e promettentissimo scrittore che, con la sua prima pubblicazione, promette di stupire e regalare emozioni a tutti coloro che vorranno avventurarsi nel suo racconto.

Carlo Zambotti (classe 1977) , nato a Cavalese ma cresciuto a Milano dove ha studiato filosofia, si affaccia al mondo dell’editoria nel 2000, lavorando come grafico per la rivista Caffelatte e trovando spazio, sempre come grafico e giornalista musicale, in alcuni magazine indipendenti. Grazie a queste esperienze prende la decisione di inseguire il suo sogno, prima che finisca per rimanere uno delle tante speranze intrappolate ogni giorno nei cassetti. Si isola per un periodo per riflettere su se stesso e sul suo personale senso della vita, tutto ciò lo porterà alla pubblicazione del suo lavoro d’esordio.

Il titolo vale più di mille parole: “ Servirà qualcuno che ci legga alla fine”. In questo strano periodo, in cui sembra che chiunque sia in grado di scrivere un libro, in cui chi non ha pubblicato qualcosa rappresenta quasi l’eccezione alla regola, è sempre confortante sapere che c’è ancora qualcuno che lo sa fare davvero, alla vecchia maniera, scrivendo bene.

E' una bellissima collezione quella che ci presenta l'autore, grazie anche al sostegno di una piccola, ma lungimirante casa editrice, Gorilla Sapiens. Non una semplice raccolta di brevi novelle dal ritmo incalzante, ma un universo mutevole e vario, popolato da personaggi eccentrici e meravigliosamente descritti, che si perdono quasi nel metafisico.

Avventure che delicatamente sconfinano nel fantastico, storie dalla natura malinconica che mai scadono nel melodramma, narrazioni colorate da ironia autentica e spietata, ragionamenti logici ferrei e schizofrenie, gioco intellettuale colto, riferimenti letterari alti, cognizione della bellezza, caos organizzato. Tutto questo è la scrittura di Carlo Zambotti.

Voce del narratore che si adatta allo spirito del racconto, gusto della prosa breve e curata, ricchezza di espressioni e possibilità narrative. Arricchito inoltre dalle illustrazioni di artisti di grande talento, questo libro rappresenta un varco attraverso il quale accedere a un universo sempre nuovo e in piena espansione.

Non dite che non vi avevamo avvertiti!

Indira Fassioni

 

29 ottobre, Mediolanum Forum di Assago (MI).

Per tutti gli amanti della Rock Band canadese che ha spazzato via ogni record, una data da salvare assolutamente sul calendario.

I Nickelback tornano in Italia per un’unica data a quasi 10 anni di distanza dal loro ultimo concerto, portando il loro The Hits Tour on stage a Milano, dopo l’enorme successo dell’ album “Here and Now”.

Nati in Canada nel 1995, i Nickelback arrivano al successo negli Stati Uniti con il loro primo album THE STATE i a marzo del 2000. La band è composta dal cantante e chitarrista Chad Kroeger , autore di tutti i testi, dal chitarrista e seconda voce Ryan Peake, dal bassista Mike Kroeger e dal batterista Ryan Vikedal. THE STATE ottiene un buon successo piazzando tre singoli nelle classifiche e dopo un tour di 200 date i Nickelback entrano in studio con il produttore Rick Pharashar (Pearl Jam, Temple Of The Dog) e in sole cinque settimane registra il secondo album SILVER SIDE UP, mixato da Randy Staub (Metallica, U2) e pubblicato alla fine del 2001, trainato dal singolo “How you remind me”. Nel 2003 e nel 2005 escono rispettivamente THE LONG ROAD e ALL THE RIGHT REASONS, che però falliscono nell’obiettivo di portare al gruppo l’attenzione del disco che li ha preceduti. Nel dicembre si rifanno del 2006 i Nickelback vincono tre Billboard Music Awards.

Con i loro 50 milioni di dischi venduti in tutto il mondo rimangono uno dei gruppi canadesi di maggior successo della storia, aggiudicandosi il secondo posto nella classifica degli artisti stranierI che hanno venduto più dischi negli USA del 21 secolo.

Un concerto che i fans aspettavano da tanto tempo, una scarica di energia pronta ad invadere Milano, trascinata dalla voce potente di Chad, recentemente convolato a nozze con un’altra canadese famosa, l’ex skater-girl Avril Lavigne. La scaletta comprenderà i grandi singoli 'How You Remind Me', 'Photograph', 'Burn It To The Ground' e 'Rockstar', oltre ai brani più recenti, 'When We Stand Together', 'Bottoms Up', 'Lullaby' e 'Trying Not To Love You', per uno spettacolo da non perdere che coprirà una decade di strepitosi successi. Famosi in tutto il mondo per le loro incredibili hit e la loro forza sul palco, i Nickelback offriranno uno spettacolo degno di nota, e la lunga attesa dei fan italiani sarà decisamente appagata.

INFO BIGLIETTI

http://www.ticketone.it/nickelback-biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages/tickets&fun=artist&action=tickets&kuid=461984

 

 

Una settimana in cui Brera si trasforma in una mostra d’arte contemporanea diffusa, dove gli stand sono le gallerie d’arte, le showroom, i palazzi storici e le fondazioni che diventano spazi espositivi inconsueti con oltre 400 artisti. Così oltre alle istituzioni storiche, dall’Accademia alla Pinacoteca, la zona si anima con molte iniziative dedicate alla scena contemporanea.

 

Da oggi, 23 ottobre al 27 si susseguiranno presentazioni di libri e cataloghi, inaugurazioni, con artisti e visite agli atelier, un fitto calendario che culminerà sabato 26 ottobre con la ”Notte bianca dell’arte” (ore 20-24).

 

Filo conduttore di questa prima edizione sono gli anni ’60 con la mostra digitale “Il mito degli anni Sessanta. Il respiro innovativo delle gallerie d’arte”, a cura di Claudio Cerritelli, un focus “virtuale” sull’arte che vede l’adesione di gallerie attive in quell’epoca, o specializzate negli artisti del periodo, come la Fondazione Giorgio Marconi, le gallerie Milano, Lorenzelli, Cortina e A arte Studio Invernizzi.

 

Alle Gallerie d’Italia, (Piazza della Scala 6) da visitare l’esposizione in corso “1963 e dintorni”, a cura di Francesco Tedeschi, che mette a fuoco un anno particolarmente denso di eventi. Mentre la Fondazione d’Ars (Umanitaria, via San Barnaba 48) presenta al pubblico la sua ricca collezione di opere degli stessi anni.

 

Tra gli eventi imperdibili la grande mostra ”Fault Lines” di Allora&Calzadilla, allestita dalla Fondazione Trussardi a Palazzo Cusani (fino al 24 novembre, ing. gratuito, dalle 10 alle 20). La prima personale in un'istituzione pubblica del duo che invade le sale barocche della dimora di Via Brera con opere sperimentali che combinano elementi e linguaggi diversi: cultura, fotografia, performance, musica, suoni e video. Per Jennifer e Guillermo (questi i loro nomi di battesimo), ritenuti tra gli autori contemporanei più impegnati, l'Arte è un pretesto per indagare concetti come l'identità nazionale e la democrazia.

 

Per luoghi e orari consultare il programma su brerart.com.

 

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La The Don Gallery di Milano ospita, dall’8 al 10 novembre, un temporary show “HENNESSY 4 STREET ART powered by THE DON GALLERY” dove sarà presentata un’opera inedita ispirata al famoso Cognac Hennessy realizzata dai quattro artisti italiani Bo130, Microbo, 2501 e Giacomo Spazio. Il rinomato Cognac, famoso in tutto il mondo per la sua qualità e raffinatezza, viene interpretato dai differenti linguaggi e codici di quattro affermati artisti. “Ci siamo ispirati alle innumerevoli sfumature di sapore che si provano in un sorso di Hennessy. Abbiamo puntato a rappresentare concetti come mescolanza, diversità e armonia.” Nasce così un'opera d'arte singolare!

L’eccellenza di Hennessy si esprime attraverso l'abilità centenaria dei custodi del marchio di saper creare un mix perfetto di sapori. Da qui, il trait d'union di Hennessy con gli artisti contempoeanei che maggiormente rappresentano la sua identità. Hennessy, sin dal lontano 1975, è stato uno di primi brand premium a legarsi al movimento della street art, intuendone il valore e la creatività e scegliendola come forma d’arte elettiva per la trasmissione del proprio savoir faire. I primi artisti che hanno messo a disposizione il loro talento per Hennessy sono stati Kesh e Burrows. Nel 2011 è stata la volta di Kaws e nel 2013 di Futura. Collaborazioni internazionali con affermati artisti contemporanei. In Italia, Hennesy diventa mecenate culturale attraverso il Temporary Show “HENNESSY 4 STREET ART powered by THE DON GALLERY”.

Hennesy mostra così i propri valori di creatività, innovazione ed apertura al mondo e a ogni forma d’arte.

 

Per informazioni: www.thedongallery.com.

In questi lunghi pomeriggi mi ritrovo sempre più spesso a collassare sul divano senza preoccuparmi particolarmente delle scadenze, dei doveri e degli impegni presi. Verso le tre migro dalla scrivania al divano, una birra in mano e una sigaretta nell'altra. Allungo le gambe e con i piedi su una sedia mi dedico all'ozio, che mi piacerebbe fosse otium letterario, ma a conti fatti mi limito a procrastinare.

L'unico aspetto positivo di quest'attività è il poter ascoltare buona musica da un ottimo impianto con la cassa dei bassi più grande dello schermo del mio computer. E' in uno di questi pomeriggio che ho scoperto i Gentleman's Dub Club. Guardando il cielo grigio fuori dalla finestra cercavo giustificazioni per il mio pessimo comportamento e i GDC si spandevano nell'appartamento col loro sound prettamente inglese e un poco mi è sembrato di essere a Londra, in periferia, o a Edimburgo, in un appartamento per studenti accanto al Royal Mile, vista sul castello e malinconia a catinelle.

 

Oggi però sacrificherò il mio ozio per parlarvi proprio del gruppo che mi ha tanto contagiato nell'ultimo periodo. Non sono reggae, non sono dub, non sono ska, sono tutto questo e molto di più. I Gentleman's Dub Club: un club di gentiluomini dediti a nient'altro che la musica, la loro musica.

 

Sono in nove i protagonisti di questo viaggio, nove ragazzi di Leeds che hanno conquistato il pubblico di mezzo mondo con il loro sound variegato e profondamente radicato nella più pura tradizione Dub inglese.

Il 12 ottobre hanno suonato a Milano, al Leoncavallo, e il 18 è uscito il loro primo album, preceduto solo da 2 Ep. Ne abbiamo approfittato e, grazie agli amici di Low Fi Promotion, organizzatori dell'evento, ci siamo procurati un'intervista che vi proponiamo senza censure! W: Com'è possibile gestire un gruppo di 9 membri? Non è difficile prendere delle decisioni e trovare il sound giusto che vada bene a tutti? GDC: Si, può essere difficile, sebbene condividiamo tutti una passione per la dub e la musica reggae, per questo tiriamo avanti da sette anni. Sappiamo cosa va bene per i GDB e cosa no. In passato abbiamo sperimentato diversi modi per scrivere e registrare la nostra musica, ma alla fine ci limitiamo a suonare qualsiasi cosa funzioni al meglio Live e che faccia uscire di testa il pubblico!

 

W:  Come descrivereste il vostro sound?

GDC: Ci ispiriamo alla dub, alla dubby-dubstep, roots, levers e allo ska. Non vogliamo limitarci a un genere, semplicemente suoniamo la musica che ci favenire voglia di ballare!

 

W: Chi sono gli artisti che vi hanno influenzato di più?

GDC: Tutti, da King Tubby a Mala, dai Iration Steppas a J DIlla, dai Madness ai Beach Boys, dai Channel One  a Capleton. E tutto quello che ci sta in mezzo. SIamo in 9 e abbiamo background musicali molto diversi, le nostre influenze sono tantissime.

 

W: Quali sono i punti forti della vostra carriera? GDC: Abbiamo rilasciato 2 EP negli ultimi anni, ma ad ottobre abbiamo rilasciato "FourtyFour", il nostro album di debutto e siamo molto eccitati per questo. Sono sette anni che lo prepariamo e adesso abbiamo aspettato fin troppo...! Questo è un importante passo per la band. Siamo stati abbastanza fortunati da poter suonare in alcuni locali e festival impressionanti negli anni. I più famosi sono l'Outlook Festival in Croazia (n.d.r. Il più grande festival di Bass music d'Europa), il Glastonbury Festival e il Bestival.

 

W: Cosa c'è dietro al nuovo album? GDC: In passato non abbiamo rilasciato molto materiale e la ragione è che volevamo intrappolare l'energia di un Live anche nelle produzioni. Tuttavia la soluzione è arrivata dal nostro bassista Toby Davi, che ha prodotto le registrazioni ed è responsabile della gestione di ricreare l'energia dei live nel disco. Questo è stato un grosso passo avanti per noi nella produzione dell'album, ma volevamo anche mostrare gli altri lati della band, infatti in "44" abbiamo inserito dub, ska, lovers e digi-dub.

 

W: Ho sentito la preview dell'album su ITunes e sembra avere molte più influenze electro delle altre produzioni, ho sentito bene? GDC:Certo. Negli ultimi anni la band è stato più che influenzata dall'EDM di tutti i tipi e abbiamo assorbito le influenze riportandole nei nostri show live e nelle produzioni. E' qualcosa che penso esploreremo ancora di più in futuro.

 

W: Perchè si chiama "44"?

GDC:Ottima domanda! Abbiamo cominciato a suonare a Leeds e ci riunivamo nel seminterrato di Niall e Toby, che è al 44 di Otley Road... Abbiamo voluto lasciare una traccia di come abbiamo cominciato e delle idee originali dietro il progetto, così "44" sembrò un ottimo titolo.

 

W: Qual'è la storia della canzone e del video dietro il singolo dell'album, Riot? GDC: ovviamente, la canzone Riot stata influenzata da quello che è successo a Londra 2 anni fa. Tutti nella band vivono a Londra e sono stati coinvolti in quello che è successo. La traccia (e il video) non sono una dichiarazione politica, ma solo una riflessione su quello che è successo.

 

W: Quanto è influenzata la vostra musica dalla politica e dalla lotta sociale?

GDC: Non scriviamo niente di apertamente politico, tantomeno le nostre lyrics. Sentiamo che il fatto stesso di suonare musica sia abbastanza un atto politico e una protesta.

 

W: Se foste le ultime persone sulla terra, cosa fareste? GDC: Ci faremmo una birra e una Jam! E proveremmo a trovare qualche ragazza...

 

Buon ozio con i Gentleman's Dub Club!

 

 

Forma era il punto di riferimento della fotografia a Milano. Un centro espositivo importante, di respiro internazionale, in cui trovavano spazio anche gli uffici e lo spazio formativo, per corsi e workshop. Dal 2005 sono state più di 80 le mostre allestite: Richard Avedon, Henri Cartier-Bresson, Robert Mapplethorpe, Robert Doisneau, tanto per citarne alcune.
Purtroppo, notizia di qualche giorno fa, lo spazio Forma traslocherà altrove, in via Piranesi 10. Nell'area dei Frigoriferi Milanesi non ci sarà uno spazio espositivo, ma troveranno spazio l'archivio, gli uffici amministrativi e una libreria.
In pratica Forma non potrà più contare su uno spazio permanente. Cosa significa? In pratica che non tutte le mostre saranno allestite in città. Dei 6 progetti in cantiere per il 2014, solo uno ha una casa milanese, si tratta di un focus su Sebastiao Salgado ospitato a Palazzo Reale in occasione di Bookcity, mentre gli altri verranno allestiti a Roma, Verona e Venezia.
Una perdita importante per la cultura a Milano. Roberto Koch, padre di Forma e già fondatore dell'agenzia fotografica Contrasto, ha voluto esprimere in primis il suo disappunto verso Atm, proprietaria dell'edificio in cui lo spazio è nato e cresciuto. Un mancato accordo sulla modalità di utilizzo dell'edificio di piazza Lucrezio Caio. Dito puntato anche sulla giunta Pisapia, colpevoli a parere di Koch di non avere riconosciuto «il giusto valore strategico al progetto Forma»:
<blockquote>Sappiamo bene che le casse del Comune non sono in condizione di poter spendere, ma quello che abbiamo sempre chiesto era essenzialmente un riconoscimento pubblico della importanza del progetto e una diversa modalità di utilizzazione del palazzo (in comodato e non in affitto come è sempre stato) di proprietà dell’ATM e quindi del Comune, su cui abbiamo realizzato una grande rivalutazione patrimoniale, dandogli una nuova vita e un nuovo senso.
</blockquote>
Non si è fatta mancare la replica stizzita di Palazzo Marino: «le scelte di un soggetto privato, che ha peraltro sempre rivendicato orgogliosamente la propria autonomia progettuale e gestionale, non possono in alcun modo essere imputate a supposti mancati interventi da parte del Comune». Si è interessato (almeno verbalmente) anche il Ministro alla Cultura Massimo Bray che in un tweet ha espresso solidarietà al progetto Forma: «Sono molto colpito dalla chiusura della sede storica della Fondazione Forma e cercherò di capire cosa sia possibile fare».
Rimpalli, accuse e illazioni che in un paese normale non ci sarebbero neanche. La cultura è importante, fonte di ricchezza materiale e non. Compito delle istituzioni è supportare le iniziative strategiche, anche private. Nello specifico è vero che ATM è di proprietà comunale e il Comune avrebbe potuto intercedere. Nel frattempo giacciono ancora nel cassetto i progetti dell'Ex Ansaldo, l'OCA che fu, anch'esso progetto di belle speranze naufragato nel limbo della burocrazia. Stare a vedere.

Giovedì 24 ottobre alle ore 19.30 i NOMADIdiPAROLE portano in scena "IL TASTO G" , il nuovo capolavro di Rossella Calabrò, tornata nelle librerie dopo “Le cinquanta sbavature di Gigio” e “Le cinquanta smagliature di Gina”, successi editoriali che intingono il calamaio nelle variegate sfumature del mondo femminile. 

Cornice dell’evento la Drogheria Plinio, punto di riferimento per gli amanti del buon cibo e del buon vino, ambiente elegante e raffinato nel cuore di Porta Venezia.

“Il tasto G” ci porta nel mondo delle protagoniste del racconto, su e giù in un ascensore dal nome altisonante: GianBattista Stigler. Esso diventa un confessionale discreto di ogni loro emozione, sì, perché le donne sono sempre in sovrappeso di sentimenti, pensieri e domande che spesso non trovano risposte. Un testo ironico e smaliziato che cela metafore di vita nella danza del sali-scendi condominiale.

Oggi i libri non solo si leggono, ma si vivono. Questo accade a Milano, quella da bere, nei locali della capitale meneghina, dove i NOMADIdiPAROLE portano in giro la cultura nella sua forma più semplice e immediata: la (rap)presentazione.

Un format originale e itinerante che mixa la recitazione con la presentazione di libri e autori. Riduzioni drammaturgiche di romanzi in versione 2.0 che hanno lo scopo di avvicinare il pubblico alla lettura e dare spazio a giovani autori e nuove produzioni letterarie, proponendo un’alternativa originale di intrattenimento e un’occasione unica per scoprire i locali della città. Una formula che rende fruibile ciò che prima sembrava distante, invitando il pubblico a vivere un libro prima ancora di leggerlo.

In scena sul palco gli attori Grock Simone Gerace e Claudia Marsitano, mentre, a fine spettacolo, Christian Mascheroni e Alice Cimini chiacchiereranno con l’autrice.

Indira Fassioni

INFO:

Ingresso libero / aperitivo 8 euro

Facebook https://www.facebook.com/NOMADIdiPAROLE?ref=hl

Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Siete tutti pronti per fare un tuffo nei favolosi anni ’60?

Tirate fuori le vostre minigonne, i pantaloni a zampa che avete ancora negli armadi ( dai, lo sappiamo che li avete conservati! ) e immergetevi nella brillantina perché tutto ciò che è sixties torna di moda, almeno per una sera al mese qui a Milano!

A partire da questo Venerdì la Sacrestia Farmacia Alcolica, uno dei club più conosciuti della città meneghina, ospiterà MILANO TOWN SOULDIERS  ( The Soul All nighter ) serata Northen Soul, un progetto di Lambrate Town Souldier nato in collaborazione con l'associazione culturale Algo mas e Soul O'Session.

Una volta al mese  Fred Bully e Fabio Conti propongono una selezione musicale d’eccezione, rigorosamente su vinile originale, totalmente orientata a tutte le sfaccettature della musica Soul; dal suono Northern Soul dei dischi 60's più rari al Modern, dal Soul Crossover dei 70's e 80's alle ultime produzioni delle etichette indipendenti contemporanee. Ogni serata è arricchita dalla presenza di ospiti della scena Soul italiana ed internazionale.

Alle selezioni:

||| NICK RECORDKICKS (Boogaloo Club / Milano Funk & Soul Allnighter)

||| FRED BULLY (Lambrate Town Souldiers)

||| FABIO CONTI (Lambrate Town Souldiers)

I punti di forza di questa serata saranno:

-ORIGINAL 7" VINYL ONLY -FREE ENTRY -Stile e Attitudine … e la voglia di divertirsi di tutti voi, pronti a rivivere un’epoca passata che ha sicuramente molto ancora da dirci!

Ci si vede alla Sacrestia a partire da questo Venerdì!

Vi aspettiamo in pista!

KEEP THE FAITH!!

Per informazioni

Sacrestia Farmacia Alcolica | Club, Ristorante, Pub |

 Via Conchetta, 20

Milano

sacrestia.com | twitter.com/SacrestiaMilano

 https://www.facebook.com/SacrestiaMilano

MILANO TOWN SOULDIERS è un evento creato in collaborazione con:

- Ass. Cult. ALGO MAS: https://www.facebook.com/algomas

- When Music Attacks: https://www.facebook.com/WhenMusicAttacks

- Soul o'Session: https://www.facebook.com/pages/Soul-OSession-Italian-Northern-Soul-Dance-Society/120871894594382

- Lambrate Town Souldiers (crew page): https://www.facebook.com/pages/Lambrate-Town-Souldiers-Soul-Crew-Lambrate-since-2012/281673251909757

 

 

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