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Debutto in grande stile dell’esilarante commedia Gli Scoppiati, dal 15 al 24 Novembre 2013 al Teatro Delfino di Milano.

Irriverente, divertente e dissacrante Gli Scoppiati è la versione rivisitata e ampliata di La Troppia, già rappresentata a Roma e Milano con grande successo e definita così dalla critica: ’Ha l’ironica malìa delle commedie alla Woody Allen e il fascino ambiguo dei film di Blake Edwards.’

Questa commedia ‘pansessuale’ è stata scritta a quattro mani da Monica Pariante e Giovanna Biraghi, sceneggiatrici e dialoghiste per cinema e tv, con la regia della stessa Pariante, e vede in scena la Compagnia Attori Doppiatori C.A.D., interamente composta da attori che prestano le “voci” a star straniere di cinema e Tv.

Equivoci, inganni, dialoghi serrati danno alla piéce un ritmo frenetico che sa di cinema e si rende fruibile anche agli spettatori meno abituati al teatro.

La storia ruota intorno a una coppia il cui «tranquillo» ménage viene sconvolto da truffatrici lesbiche, finti gay, falsari e biscazzieri collusi con la mafia. Interpreti di questa scatenata commedia i doppiatori, ovvero coloro che danno la voce ad attori e attrici stranieri del grande schermo, a personaggi di cartoni animati e videogiochi,  amatissimi dal pubblico.

La regia è firmata da Monica Pariante, che è anche tra gli interpreti, ed è nota non solo per aver dato voce ad attrici come Bette Middler, Marcia Gay Harden, Queen Latifath, Josiane Balasko e innumerevoli altre, ma anche per aver diretto l’edizione italiana di oltre 60 film per il cinema, tra i più recenti La Religiosa di Gillaume Nicloux, Pollo alle Prugne di Marjane Satrapi, Detachment-il distacco con Adrien Brody, Monsieur Lazhar, Nomination all’Oscar come Miglior Film Straniero, Elles, con Juliette Binoche, e ancora Qualcosa nell’aria, A Lady in Paris, Due Giorni a New York, con Chris Rock (da Natale al Cinema),  The Canyons e Un tocco di peccato (da novembre al cinema). Con C.A.D. la Pariante ha vinto l’edizione 2011 dell’IF-TV, Festival sui nuovi Format televisivi per la categoria Miglior Fiction, con “Fuori Sinc”, il primo telefilm in Europa ambientato nel mondo del doppiaggio e attualmente in fase di produzione.

A completare il tutto una ‘colonna sonora’ di canzoni famosissime del pop-rock internazionale tra cui spicca un Tango originale composto da Fausto Cogliati, direttore artistico dell’ultimo album di Fedez nonché produttore artistico e autore di tutti i successi degli Articolo 31 e di J Ax.

Dal 15 al 24 Novembre 2013

Gli Scoppiati (La Troppia)

Regia di Monica Pariante

Una commedia di Giovanna Biraghi e Monica Pariante

con Cinzia Massironi, Lorenzo Scattorin, Monica Pariante, Luca Bottale, Stefania Colangelo,

Maddalena Vadacca, Elisabetta Spinelli, Guido Rutta, Alessandro Zurla, Vicky Colombo, Natalia Cogliati

ORARIO

Merc – giov – ven – sab ore 21,00; domenica ore 15,30; *lunedì e martedì riposo

COSTO

Biglietto singolo € 18,00

Teatro Delfino - via Dalmazia 11, Milano

Per info, acquisto biglietti e abbonamenti www.teatrodelfino.it Tel: 333 5730340

 

 

C.A.D. COMPAGNIA ATTORI DOPPIATORI

C.A.D. nasce dall’associazione di affermati professionisti del doppiaggio e ha al suo attivo la realizzazione delle Edizioni Italiane di numerosi film per il circuito Cinema. Tra i più recenti: Pollo alle Prugne di Marjane Satrapi, Detachment-il distacco con Adrien Brody, Monsieur Lazhar, Nomination all’Oscar come Miglior Film Straniero, Elles, con Juliette Binoche. C.A.D. ha inoltre prodotto il telefilm Fuori Sinc ambientato nel mondo del doppiaggio, la cui serie è attualmente in fase di realizzazione e che ha vinto l’IF-TV edizione 2011, Festival sui nuovi Format televisivi per la categoria Miglior Fiction.

Nell’ambito della produzione teatrale C.A.D. allestisce testi inediti di nuovi autori, volgendo la sua ricerca verso un linguaggio al passo con i tempi e la rappresentazione di tematiche attuali e di interesse sociale.

 

IL TEATRO DELFINO

Inserito all’interno della parrocchia San Nicolao della Flue, il teatro è inaugurato nel 1972 come unica sala pubblica della zona e diventando, per diverso tempo, l’unico punto d’incontro e di raduno di molte persone che assistevano a spettacoli e proiezioni cinematografiche. La sala diventa in seguito per anni “sala prove” per orchestre famose e importanti compagnie teatrali, diminuendo drasticamente l’attività teatrale e musicale. Nel 2012 viene siglato un accordo tra la proprietà del teatro e la compagnia “Il Mecenate” per una consulenza per l’organizzazione della programmazione teatrale e musicale nonché per rilanciare la struttura. Sotto la direzione artistica di Federico M. Zanandrea viene anche riaperta al pubblico la "Sala Capitolare", sala inserita all'interno della Cascina Monluè, costruita nel 1627. Nel Dicembre 2012 il teatro e il suo direttore ricevono dalle mani del sindaco Giuliano Pisapia la civica benemerenza, meglio conosciuta come Ambrogino d'oro. Al termine della prima stagione viene registrata una media presenze di 89 persone a sera, 67 le persone che hanno lavorato al progetto. Nel Settembre 2013 viene ristrutturata, grazie alla collaborazione della famiglia Guadagno e della società Italcine, la sala principale che sarà nuovamente inaugurata nell’Ottobre 2013 con lo spettacolo "Gaber Jannacci: la musica delle parole". Il teatro, tramite la società di Federico M. Zanandrea e Vittorio Apicella "Il Mecenate" costituita nel 2001, si occupa anche di produzioni. Solo nel 2013 sono state fatte ben 4 produzioni "Otello" regia Federico M. Zanandrea, "Signor G. prima e dopo" regia Luca Sandri, "Kvetch" regia di Eleonora Cremascoli e infine "Frankenstein" regia Federico M. Zanandrea spettacolo che prevede l'utilizzo di 40 persone al giorno tra tecnici e attori.

 

 

 

 

 

Dopo due anni, Roberto Valerio torna al Teatro Elfo Puccini di Milano con un testo di Carlo Goldoni: L’Impresario delle Smirne. Dal 12 al 24 novembre 2013 sarà possibile gustarsi una nuova interpretazione dell’attore e regista romano.

Roberto Valerio si è conquistato il pubblico dell’Elfo già nel 2008, con il pasoliniano Vantone e del 2011 aveva ottenuto un bel successo con Un marito ideale di Oscar Wilde. Quest’anno ha deciso di interpretare Goldoni, in un testo che riunisce in parte i cast dei due precedenti spettacoli.

 

Composta nel 1759, L’impresario delle Smirne è una grottesca e divertente commedia che presenta un impietoso ritratto dell’ambiente degli artisti di teatro, ambiente che Goldoni conosce a fondo: può a ragione “parlarne per fondamento”, come egli stesso dichiara nella prefazione dell’opera.

La vicenda, ruota attorno ad un gruppo di attori, uomini e donne, tutti pettegoli, invadenti, boriosi e intriganti che, disperati e affamati, vivono per un breve attimo l’illusione della ricchezza nella speranza di riuscire a partire per una favolosa tournée in Oriente con Ali, ricco mercante delle Smirne intenzionato a formare una compagnia d’Opera, e tornare carichi d’oro e di celebrità.

Facili prede di mediatori intriganti, di impresari furbi e rapaci, i poveri artisti scoprono a loro spese che le regole del Teatro sono eterne e che la loro vicenda scritta 250 anni fa ha un sapore grottesco di attualità. Distratti dalle loro piccole beghe e rivalità, occupati a farsi la guerra per far carriera, invidiosi di una posizione nella gerarchia di palcoscenico, di un costume più o meno sfarzoso, di un privilegio in più e soprattutto di avere una paga l’uno più alta dell’altro, non si accorgono di essere delle piccole sciocche marionette i cui fili vengono manovrati da chi il potere veramente ce l’ha, per la sua posizione o per il suo denaro.

L’impresario delle Smirne è un grande affresco, una cantata corale affidata all’insieme della compagnia che lo rappresenta: ogni personaggio, dal Turco al servitore, si rivela incisivo, necessario in un ‘divertissement d’ensemble’ che restituisce il clima lezioso e libertino dell’epoca; ma che allo stesso tempo offre l’occasione per porsi alcune domande di sconcertante attualità: che importanza ha l’Arte e in modo specifico l’Arte teatrale nella società contemporanea? E che ruolo riveste all’interno di suddetta Arte, l’attore? In quale modo è possibile riuscire a realizzare spettacoli di grande valore artistico senza adeguate risorse finanziarie?                                                                                         Roberto Valerio

 

In un piccolo albergo, trasformato in un polveroso palcoscenico di periferia, vivono nel loro mondo immaginario attori pettegoli, presuntuosi, invadenti disperati. Come Alberto Sordi e Monica Vitti in Polveredi stelle fantasticano un futuro di gloria. Il Turco, impresario imbroglione-sporcaccione, stonando Caravan petrol di Carosone vola su un’altalena, come uno sceicco bianco felliniano. Lo spettacolo gioca sulla grande fisicità degli attori: fra gli altri Valentina Sperlì, Antonino Iuorio, Nicola Rignanese, lo stesso Roberto Valerio, e Massimo Grigò.  

 Roberto Incerti, la Repubblica

 

Teatro Elfo Puccini - Sala Fassbinder dal 12 - 24 novembre

L’impresario delle Smirne

di Carlo Goldoni

adattamento e regia Roberto Valerio

con Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Antonino Iuorio, Nicola Rignanese

e con Massimo Grigò, Federica Bern, Alessandro Federico, Chiara Degani, Peter Weyel

produzione Associazione Teatrale Pistoiese/Valzer srl

 

Teatro Elfo Puccini Corso Buenos Aires 33

ORARI

Da martedì a sabato ore 21,00; domenica ore 16,30

COSTO

Intero € 30,50; ridotti € 27 e € 16; martedì € 20

 

 

 

Dal 12 al 24 Novembre 2013 al Teatro Franco Parenti di Milano arriva Giorni felici, di Samuel Beckett, un’occasione unica per vedere Nicoletta Braschi diretta, ancora una volta, da Andrea Renzi.

Già nel 2011, con Tradimenti, Nicoletta Braschi e Andrea Renzi avevano lavorato insieme. Ora, dopo aver inaugurato la stagione del Teatro Stabile di Torino, Giorni felici giunge finalmente a Milano.

Pubblicato per la prima volta nel 1961 a New York, Giorni felici è seguito dalla prima mondiale al Cherry Lane Theatre il 17 settembre 1961, diretto da Alan Schneider e interpretato da Ruth White. L’accoglienza tiepida della critica non ferma le successive edizioni al Royal Court di Londra (1962), e la prima italiana al Teatro Gobetti di Torino, per la stagione del Teatro Stabile, il 2 aprile 1965. Qui la regia è affidata da Roger Blin e nei panni di Winnie si cala Laura Adani.

“Dalle sponde inquiete di questo terzo millennio, dopo la felice esperienza di Tradimenti di Harold Pinter – scrive Renzi – torniamo a confrontarci con uno dei maggior testi contemporanei, che appartiene di diritto al canone del teatro e dell’arte del secolo breve. Il deserto di Winnie e di Willie cosa ci dice del nostro tempo di cambiamento? Le buone maniere, le vecchie abitudini, le citazioni dei classici, la borsa di Winnie con lo spazzolino e il rossetto e il cappellino sono un mondo riconoscibile? Le loro parole sono ancora umane?

In questo lavoro visione e scrittura sono tutt’uno e nella corrispondenza tra Beckett e Alan Schneider, il suo regista di riferimento statunitense, scopriamo come l’uomo di libro, il romanziere, poeta, saggista cinquantenne Beckett è fino in fondo uomo di scena attento ai dettagli dei materiali scenografici, alle luci,  e intensamente coinvolto nella misteriosa arte dell’attore, la relazione fondante del suo teatro, che si offre come partitura per gli interpreti e sfugge alla relazione fondante del suo teatro, che si offre come partitura per gli interpreti e sfugge alla riscrittura della regia.

Nel teatro di Beckett ci si muove nel rispetto del dettato dell’autore e nei margini definiti e di questa strada stretta, si è indotti a riscoprire lo spazio di libertà dell’interpretazione e a sintonizzare i nostri strumenti su una lunghezza d’onda interna all’opera. Beckett è ancora il regista di Giorni felici e noi, stretti nel terreno come Winnie, facciamo ricorso a tutte le nostre risorse, a tutte le benedizioni travestite, per intrattenerci a lungo e ancora con la relazione vitale che più amiamo: il teatro”.

 

Note di Regia

È con emozione e timore che ci si accosta a Giorni felici, uno dei maggiori testi contemporanei che appartiene di diritto al canone del teatro del secolo breve. In questa piece visione e scrittura sono tutt’uno e nella corrispondenza tra Beckett e Alan Schneider, il suo regista di riferimento statunitense, scopriamo come l’uomo di libro, il romanziere, poeta saggista è fino in fondo uomo di scena attento ai dettagli dei materiali scenografici, alle luci, e intensamente coinvolto nella misteriosa arte dell’attore  in un teatro che si offre come precisissima partitura per gli interpreti e sfugge alle riscritture delle regie “creative”. Abbiamo dedicato una prima fase dello studio dello spartito senza ipotesi interpretative.

Muoversi nel rispetto del dettato dell’autore e, nei margini definiti di questa strada stretta, sintonizzare i nostri strumenti di lavoro su una lunghezza d’onda tutta interna all’opera ci è sembrato un approccio naturale. Ci siamo interrogati sui preziosi documenti costituiti dai quaderni di lavoro del Beckett regista e sulle testimonianze dei suoi attori di riferimento, Jack Mac Gowran, David Warrilow e più in particolare Billie Whitelaw che da lui è stata diretta proprio in questo lavoro nel 1979 (una versione con piccole ma significative varianti).

Giorni felici ha rappresentato per Beckett, dopo anni di volontario esilio linguistico, un ritorno alla lingua madre, e ci è stato utile confrontare il testo inglese con la versione francese per meglio aderire alla versione italiana di Fruttero. Non si tratta di un atteggiamento filologico o di fedeltà all’autore, ma della semplice necessità di una comprensione profonda. Abbiamo incontrato il Maestro Jurij Alschitz per un confronto aperto che ci ha schiuso nuove tecniche e metodi. Solo in una seconda fase di lavoro abbiamo cercato di personalizzare il margine di libertà che ci lasciava la partitura. Non è in contraddizione con quanto scritto sopra: un sorriso che cade, tanto per fare un esempio, ha infinite declinazioni. Quando Beckett, in risposta a Schneider che gli chiede suggerimenti riguardo il tono di una battuta del primo atto, risponde che il tono è la questione, ci invita alla misura della sottigliezza e all’avventura della nuance. Abbiamo cercato di non dimenticare mai che si tratta di un testo a due che richiede la tessitura di una relazione continua tra Winnie e Willie.

Il controcampo dalla parte di Willie sarebbe davvero una riscrittura, un altro giorno felice con una sua autonomia che Beckett ci lascia solo intravedere, ma i suoi riflessi sulla protagonista cono determinanti tanto che l’iniziativa nel memorabile finale passa tutta  a Willie. Sono numerosi all’interno del testo i riferimenti al mondo del teatro: “strana sensazione che qualcuno mi stia guardando” dice la protagonista, interrogandosi anche sul parasole che ritorna sempre nella stessa posizione, il campanello interpretabile anche come segnale del chi è di scena, l’operetta come memoria condivisa della coppia Winnie e Willie, i vuoti di memoria e i trucchi. Abbiamo messo in evidenza questa linea.

I segni della scena che abbiamo scelto, una collinetta e un paravento, si dichiarano in tutta la loro artificialità e i costumi e le luci, in filigrana, rimandano al mondo dello spettacolo: spalline con pailletes e cilindro e scarpe bicolore, una ribalta, un seguipersona. Il resto è il tenace corpo a corpo tra Nicoletta Braschi e Winnie. Una sfida sull’asse della fragilità e della resistenza, dei pieni  e dei vuoti, della verbosità e del silenzio, del candore e della dolorosa consapevolezza, della regola e della libertà, della dipendenza e della solitudine, del riso e del pianto, dell’urlo e del canto, della grazia e del caso. Noi, stretti nel terreno come lei, facciamo ricorso a tutte le nostre risorse, a tutte le benedizioni travestite, per intrattenerci a lungo e ancora con la relazione vitale che più amiamo: il teatro.

 

12 – 24 Novembre 2013

Sala AcomeA

 

Produzione Teatri Uniti in collaborazione con la Fondazione del Teatro Stabile di Torino.

 

GIORNI FELICI

di Samuel Beckett

traduzione Carlo Fruttero (Giulio Einaudi Editore)

con Nicoletta Braschi

e Roberto De Francesco

regia Andrea Renzi

luci Pasquale Mari

scene e costumi Lino Fiorito

suono Daghi Rondanini

aiuto regia Costanza Boccardi

Melampo/Fondazione del Teatro Stabile di Torino

Si ringrazia Teatri Uniti

PREZZO

INTERO €32; OVER60/UNDER25 €16; CONVENZIONI 22,50€

ORARI

Mart – giov – ven – sab h.20.30; merc h. 19.45; dom h.15.45; *lunedì riposo

BIGLIETTERIA

0259995206 – www.teatrofrancoparenti.it

Tournèe 2013

Torino – Teatro Gobetti dal 22 ottobre al 2 nov. Prima Nazionale

Milano – Teatro Franco Parenti dal 12 al 24 novembre

Cesena – Teatro Bonci dal 3 al 4 dicembre

Napoli – Sala Assoli dal 6 al 15 dicembre

Caserta – Teatro Civico 14 dal 20 al 22 dicembre

Indira Fassioni

 

 

Dal 10 al 15 novembre presso lo Spazio Oberdan non perdetevi AGENDA BRASIL, la rassegna cinematografica multiculturale che mette in contatto il pubblico milanese e il Brasile. La Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con l’associazione Vagaluna e il Consolato Generale del Brasile a Milano presentano una rassegna straordinaria che, tra fotografia, musica, cinema e letteratura, esalta la cultura del più grande Paese sudamericano.

 

Per la proiezione cinematografica sono stati selezionati dodici film della produzione brasiliana contemporanea e saranno presenti tre registi che proporranno in anteprima i loro film al pubblico italiano. Dopo i fasti, ormai antichi e oggi per palati cinefili, del “Cinema Novo” e qualche dolcezza che rassicurava lo spettatore e il lettore italiano di Jorge Amado, non molto è filtrato in Italia del cinema brasiliano. Eppure la “retomada” del cinema brasiliano è una stagione che ha messo più di qualche radice, in termini di produzione, di spettatori e anche di qualità.

I film in rassegna sono tutti preziosi, ma fra essi va segnalato in particolare l’anteprima O som ao redor (K. Mendonça Filho, 2012), il titolo scelto per rappresentare il Brasile agli Oscar 2014 nella categoria “miglior film straniero”, che racconta  la storia di una milizia in una strada di classe media nella Zona Sud di Recife che cambia la vita dei residenti locali.

In programma anche: Colegas, premiatissimo road movie i cui protagonisti sono tre ragazzi con la Sindrome di Down; Vinicius de Moraes, un tributo a uno dei più importanti musicisti e scrittori brasiliani nel centenario della sua nascita; Gonzaga de pai pra filho, storia di due dei più amati protagonisti della musica popolare brasiliana; 5xFavela – agora por nós mesmos, risultato di un laboratorio di cinema tenuto da registi affermati presso alcune favelas di Rio de Janeiro. E quando si parla di Brasile, non può mancare il calcio: il pluripremiato Heleno mostra l’ascesa e la decaduta del calciatore che era ritenuto il principe di Rio de Janeiro degli anni 40.

 

Una performance musicale dal vivo accompagnerà un altro film della rassegna, Limite, opera unica di Mario Peixoto del 1931. Altri classici sono Il Dio Nero e il Diavolo Biondo di Glauber Rocha e Non portano lo smoking di Leon Hirszman.

 

Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Anche la fotografia racconterà l’amore dei brasiliani per il calcio, in vista dei mondiali del 2014 che il Brasile ospiterà. Con la mostraFutebol da Gente” allestita nel foyer di Spazio Oberdan, il fotoreporter Evandro Teixeira è sceso in campo per ritrarre il gioco del pallone nella sua forma più coinvolgente: il calcio di strada.

 

Non mancheranno appuntamenti dedicati ai bambini: il programma di Agenda Brasil si mescola a quello della rassegna Piccolo Grande Cinema, organizzato da Fondazione Cineteca Italiana,  che dedica la sua giornata inaugurale al Brasile con la proiezione del film in anteprima nazionale Tainá una leggenda amazzonica, per poi proseguire con una lezione di samba per bambini e racconti della tradizione brasiliana.

 

 

Calendario e schede film

 

SPECIALE AGENDA BRASIL PER PICCOLO GRANDE CINEMA

SPAZIO OBERDAN - INGRESSO LIBERO

 

Domenica 10 novembre

h 11 e h 12 Tutti a lezione di samba!

Il ballerino Antonio Julio Filho introdurrà al ritmo del samba due gruppi di bambini. Un’occasione unica per avvicinarsi a questa danza originaria del Brasile e per conoscere il proprio corpo con leggerezza e naturalità.

Partecipazione gratuita con prenotazione telefonando al 346 9582555 da lunedì 28 ottobre.

 

h 15.00 Brasile: una terra da raccontare – storie, miti e leggende dell’Amazzonia. Claudia Souza dell’Istituto Callis, associazione culturale che si propone di divulgare la letteratura, gli autori e gli illustratori brasiliani per ragazzi, racconterà ai bambini storie popolari di autori brasiliani

 

h 15.30 Tainá, una leggenda amazzonica (Rosane Svartman, 2011, 80’) Anteprima italiana

La piccola orfanella indigena Tainá sogna di diventare una grande guerriera e di scoprire la sua vera origine. Con i suoi amici, Laurinha e Gobi, vedremo Tainá alle prese con una grave minaccia per la Natura. Versione originale con lettura dal vivo.

 

h 17.00 Futebol da gente. Inaugurazione, con merenda, della mostra fotografica realizzata dal fotoreporter brasiliano Evandro Teixeira. La mostra rimane fino al 17 novembre ed è dedicata allo sport nazionale del Brasile, ripreso nella sua forma più spontanea e coinvolgente: il calcio di strada. Le foto saranno in vendita e parte del ricavato verrà destinato ai progetti dell’Associazione “Amazonia Onlus”

 

h 17.30 Concerto del trio Karomanu, Kal dos Santos (voce e percussioni), Rossella Cazzaniga (basso e cori) e Manuel Consigli (chitarra e cori) che eseguirà un concerto accompagnato dal Coro di Voci Bianche Trillino Selvaggio, diretto da Giorgio Ubaldi.

Prima del concerto Giampiero Remondini presenterà l’Associazione Bimbì l’accento è sui bambini.

 

SPAZIO OBERDAN

INGRESSO € 7/ ridotto € 5,50 serali e festivi - € 5,50 / ridotto € 3,50 pomeridiani infrasettimanali

 

Martedì 12 novembre

h 21.00 O som ao redor (K. Mendonça Filho, 2012, 131’) v.o. sott. it. Anteprima italiana

La presenza di una milizia in una strada della lasse media nella Zona Sud di Recife cambia la vita dei Residenti locali. Una riflessione sulla storia recente del Brasile, sulla violenza e sul caos.

Il film brasiliano scelto per concorrere agli Oscar 2014 per il miglior film straniero.

 

Mercoledì 13 novembre

h 17.00 Heleno (J. Henrique Fonseca, 2012, 96’) v.o. sott. it.

h 19.00 Vinicius (M. Faria Jr., 2005, 110’) v.o. sott. it.

h 21.00 Colegas (M. Galvão, 2012, 99’) v.o. sott. it.

Stallone, Aninha e Márcio sono grandi amici e vivono insieme in un istituto per persone con sindrome di Down. Un giorno decidono di scappare dando inizio a un’avventura piena di momenti divertenti e indimenticabili.

Il regista Marcelo Galvão sarà presente in sala per un incontro con il pubblico

 

Giovedì 14 novembre

h 17.00 Uma longa viagem (Lúcia Murat, 2011, 97’) v.o. sott. it

h 19.00 Limite (Mario Peixoto, 1931, 120’) muto, v.o. sott. it.

Una piccola imbarcazione si perde in mare con a bordo tre naufraghi. Dai loro racconti emergono tutta la disperazione e la poesia di un’umanità alla deriva.

Accompagnamento dal vivo al pianoforte di Antonio Zambrini

h 21.00 5x Favela, agora por nós mesmos(C. Amaral, C. Barcelos, L. Bezerra, L. Vidigal, M. Carneiro, R. Felha, W. Novais, 2010, 96’) v.o. sott. it.

Il film raccoglie giovani registi residenti nelle favelas di Rio de Janeiro, qualificati in workshop di formazione audiovisiva tenuti da grandi nomi del cinema brasiliano. Cinque storie che trattano di diversi aspetti della vita nelle loro comunità.

Il regista Cadu Barcellos sarà presente in sala per un incontro con il pubblico.

 

Venerdì 15 novembre

h 17.00 Colegas (M. Galvão, 2012, 99’) v.o. sott. it.

h 19.00 A busca (L. Moura, Brasile 2011, 96’) v.o. sott. it.

h 21.00 Gonzaga, de pai para filho(B. Silveira, 2011, 120’) v.o. sott. it.

Basato sulle conversazioni avvenute tra padre e figlio, è la storia del cantante e fisarmonicista Luiz Gonzaga, e di suo figlio, Gonzaguinha. Nonostante le differenze, hanno un punto in comune: la loro musica, che appassiona il Brasile ancora oggi.

 

 

INFO

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www.cinetecamilano.it

T 02 87242114

 

 

Cineteca Milano @cinetecamilano

 

 

UFFICIO STAMPA

Cristiana Ferrari Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 0287242114 – M 3337357510

Indira Fassioni

 

Nato da un progetto di Fondazione Cineteca Italiana e MIC – Museo Interattivo del Cinema, dal 9 al 24 novembre viene riproposto per la sesta edizione il Festival Piccolo Grande Cinema.

L'edizione 2013 presenta incredibili novità rispetto alle precedenti: grandi anteprime di film per ragazzi, la notte al MIC, la collaborazione con Bookcity Milano e la gratuità della gran parte degli eventi in programma presso Spazio Oberdan.

 

Piccolo Grande Cinema, che si svolgerà presso le tre sale gestite dalla Cineteca (Spazio Oberdan, MIC – Museo Interattivo del Cinema e Area Metropolis 2.0), è il primo Festival a Milano e in Lombardia dedicato al cinema per l'infanzia e per i ragazzi.

 

La manifestazione propone anteprime nazionali, eventi, ospiti e incontri, una sezione a Concorso e laboratori per le scuole.

I suoi contenuti vengono maturati e realizzati in una struttura permanente, quella della Cineteca e del MIC, che per tutto l'anno è impegnata in un costante lavoro di promozione del cinema presso le famiglie, le scuole e i ragazzi, di cui questo evento rappresenta il momento di massima sperimentazione ed eccellenza.

 

Come ogni anno il Festival si compone del programma Family (per le famiglie, ragazzi e appassionati di cinema), che si svolgerà nei tre fine settimana compresi tra il 9 e il 24 novembre; e un programma per le scuole, attivo dall'11 al 21 novembre, arricchito da due laboratori creativi.

 

 

Di seguito le informazioni inerenti le modalità d'ingresso alle differenti strutture:

Spazio Oberdan: Ingresso gratuito

MIC – Museo Interattivo del Cinema: Biglietto intero 5 €, ridotto 3 €

Area Metropolis 2.0: Ingresso unico 3,50  €

 

 

Per ulteriori approfondimenti e notizie sull'evento Piccolo Grande Cinema:

 

Web: http://pgc.cinetecamilano.it/2013/

Tel.: 02 87242114

Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Indirizzi:

Spazio Oberdan: Viale Vittorio Veneto 2, Milano (MM1 - Porta Venezia)

MIC – Museo Interattivo del Cinema: Viale Fulvio Testi 121, Milano (MM5 - Bicocca)

Area Metropolis 2.0: Via Oslavia 8, Paderno Dugnano (MI)

 

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A 18 anni dalla creazione di Caudalie, Mathilde Thomas apre la prima boutique italiana, in via fiori chiari a Milano in Brera.

 
La boutique porta i codici estetici emblematici della Spa Vinothérapie "Les Sources de Caudalie" e dello Château Smith Haut Lafitte per ricreare l’universo personale di Mathilde Thomas. Legno di rovere, piante di vite, decori interni, marmo bianco di Carrara e pietra creano un ambiente accogliente ed elegante.
Illustrazioni e quadri decorano l'ambiente insieme a schermi che trasmettono i  paesaggi sulla tenuta di proprietà Château Smith Haut Lafitte e conducono in passeggiate tra i vitigni. Delicate illustrazioni decorano discretamente i muri.
 
L'ambiente é caldo e rilassante, per accogliere al meglio i clienti che scoprono in loco trattamenti, prodotti e novità del mondo Caudalie.
 
Al centro della boutique il  Bar Beauté Barrique   invita a scoprire i prodotti, da soli o accompagnati dal Vinoterapeuta che, volendo, offre consigli personalizzati su appuntamento.
Rito inconfondibile é infine, la degustazione delle tisane Caudalie.
 
Caudalie vi aspetta a Milano, per un momento di puro relax.
 

Dopo 50 anni ritorna nelle sale un film che ha fatto la storia del cinema italiano: Il Gattopardo di Luchino Visconti.

La Sicilia, la sua storia, il suo popolo e  i suoi paesaggi, questo è l'essenza del capolavoro tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e che potrete rigustare il 10 novembre al Cinema Anteo,ma con qualcosa in più, che non avete mai visto.

Si tratta dei 12 minuti censurati dalla prima versione del capolavoro di Visconti, reinseriti nel restauro cinematografico eseguito dalla Cineteca di Bologna per il progetto "Il cinema ritrovato" .  Finalmente potrete vedere quelle scene che non arrivarono nemmeno a Cannes, dove il registra si presentò con la versione accorciata a 185 minuti.

Che cosa contengono di così sconvolgente quei dodici minuti da meritare la censura?

Il restauro mostra come ad essere censurate furono scene di conflitto di classe e rivolte contadine estranee al romanzo di Tomasi di Lampedusa, ma vicine alla fede marxista di Visconti.

 

 

Informazioni

10 novembre ore 10.00

Anteo spazioCinema

Via Milazzo 9, Milano

www.spaziocinema.info

 

Il 7 novembre apre il Nuovo Grande Museo del Duomo di Milano, uno spazio collocato nel perimetro di Palazzo Reale, curato e organizzato dall'architetto Guido Canali, che ha riportato a vista le antiche volte medievali e ordinato in ventisette sale tredici percorsi tematici.

Lo spazio copre la bellezza di 2000 mq di superficie e ospita materiali che contano 626 anni di storia del Duomo.

 

La raccolta, quindi, è molto vasta e varia, sono presenti dipinti, sculture, vetrate, arazzi, e il prezioso Tesoro, fino ad oggi conservato nella Cattedrale milanese, che rimane tutt'ora uno dei più importanti di tutta Europa, proprio perché scampato agli espropri napoleonici; custodisce arredi, avori e capolavori inestimabili di oreficeria.

 

Il museo riapre grazie alla volontà della Fabbrica del Duomo, che in questi ultimi anni, come tutti avremo potuto notare, nonostante la crisi, ha continuato a investire nella conservazione e valorizzazione della cattedrale. Un lungo restauro e manutenzione per il Duomo, il nuovo museo e l'archivio, di fronte l'abside, che conserva la documentazione sulla costruzione del Duomo, che conta più di 5.000.000 visitatori annui.

 

L'inaugurazione del museo è accompagnata da un convegno internazionale "Le Colonne d'Europa" che si terrà il 5 novembre, dalle 9.30 alle 18.30 nella sala delle Colonne del Museo del Duomo (ingresso libero) e dalla proiezione in Duomo del racconto in video-mapping, dal titolo "History that made History", sullo sviluppo del Cristianesimo: dalla morte di Gesù all'Editto di Milano.

 

Il Corriere della Sera, in occasione dell'inaugurazione, dedica al museo una guida che raccoglie un ricco archivio fotografico e diversi contributi tra cui testimonianze di vari autori; sarà in vendita il 4 novembre in allegato al giornale al costo di 12,90 €, più il prezzo del quotidiano.

 

 

Il museo è aperto da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Il Lunedì è chiuso.

 

Per ulteriori informazioni potete visitare direttamente il sito del Duomo di Milano

www.duomomilano.it

oppure telefonare ai numeri

02.860358

02.72022656

 

Il costo d'ingresso è di 6/4 €

"...appena usciti dal sonno, per quei pochi secondi, siamo creature primitive"

Rosso è un cortometraggio indipendente di Andrea Bauce, un regista di 24 anni di Milano.

La sua avventura da regista è nata dalla costanza, dedizione e passione che ha sempre nutrito per il cinema: dopo 3 anni vissuti a Londra, dove ha fatto i primi conti con il mondo della regia e ha sviluppato un'impronta 'british' importante, è tornato in Italia carico di idee e progetti, ad esempio con il documentario "Alla Ricerca dei Tesori d'Italia" (

), che volge uno sguardo verso gli scultori italiani, oppure con un recentissimo format d'intrattenimento che verrà  mandato in onda da questo Novembre su Sky: I cuochi pasticcioni.

 

Ma, tornando al suo ultimo progetto, al suo ultimo 'sogno': Rosso desidera raccontare quei pochi secondi, appena usciti dal sonno, quando "non siamo i "noi stessi" che conosciamo, ma esseri più in sintonia con la natura. Un attimo eterno che ci collega con un Mondo Primitivo."

Svelato il tema: quell'attimo eterno, quello che viviamo ogni mattina, molto spesso senza rendercene conto, molto spesso sottovalutandolo.

 

Un cortometraggio promettente e interessante. Andrea ha già iniziato le riprese e sta dedicando anima e corpo alla sua realizzazione, ma la strada è lunga da percorrere e ci sono ancora molte cose da fare. C'è la necessità di una piccola raccolta fondi, e anche Andrea ha deciso di farla attraverso il crowdfounding, un metodo collaborativo e intelligente che utilizza il denaro messo in comune per sostenere un progetto.

È un'ottima occasione per sentirsi parte di qualcosa, per contribuire alla nascita di un progetto artistico che ha tutte le carte in regola per avere un grande successo.

 

Il cortometraggio arriva a sfiorare tutti quanti noi, è avvincente e intrigante e può nascere anche grazie alla nostra generosità.

Rosso non ha bisogno di una somma insormontabile, con un piccolo sforzo si può arrivare a raggiungere il budget che serve a realizzarlo:  soli 300 €, che avranno l'obiettivo di ricoprire soprattutto le spese di post produzione e le attrezzature.

 

Coincidenza del caso: alcune riprese son state girate nelle suite del bellissimo Enterprise Hotel di Milano, location scelta da noi di Nerospinto per la realizzazione della festa di chiusura del festival della psicologia: insomma, lo stile si riconosce anche da queste cose!

 

 

 

Si può già pre-ordinare il DVD o con soli 5 Euro, puoi supportare il progetto e se lo desideri, potrai inserire all'interno dei crediti del film il tuo nome.

 

Questo è il link di riferimento per poter contribuire: http://www.produzionidalbasso.com/pdb_3008.html

 

Per ulteriori informazioni:

Pagine Facebook di ROSSO: www.facebook.com/rossomattina1

Andrea Bauce: https://www.facebook.com/andrea.bauce.1

Web Site: www.andrea-bauce.com

 

 

Martedì 5 novembre alle ore 18.30 alla Galleria Gomiero di Milano ci sarà l’inaugurazione della mostra dedicata all'ultima produzione fotografica del quarantaquattrenne fotografo brasiliano Renato Pasmanik.

 

Visibile fino al 17 novembre, la prima personale italiana del fotografo,espressamente realizzata in collaborazione con la Galerie Jef di Parigi, porterà il titolo Un Regard Silencieux: una selezione di stampe digitali su carta Hahnemühle  costituiscono il corpus principale di questa serie dedicata alla fotografia di paesaggio, nella quale emerge la sensibilità di Pasmanik nel cogliere alcune delle più affascinanti trame terrestri.

 

Sin dal 1998, Pasmanik ha lavorato per arrivare a costruire immagini di forte impatto poetico, dove si mischiano sogno e realtà, aspirazione e fantasia. Il lavoro di Pasmanik si muove agile al di sotto della nozione del tempo e le sue fotografie sono una testimonianza disarmante dell'immensità della natura che ci sovrasta.

 

Per la prima volta a Milano, Renato Pasmanik ha girato il mondo, fotografando alcuni dei luoghi più affascinanti e impervi della terra: dall'Antartico al Lençois Maranhenses, una regione remota e desertica del Brasile, al Pantanal, una delle zone più umide della terra, fino al continente africano, al quale si è dedicato recentemente.

 

Con l’animo del del viaggiatore istancabile, dell'uomo curioso che affronta, da anni, le difficoltà del territorio solo per ritagliare e catturare scenari mirabili e perdersi in compagnia del suo occhio digitale, il fotografo chiama l'osservatore a una contemplazione costruttiva, piuttosto che meravigliata, come se gli occhi di coloro che guardano le sue fotografie stessero cercando una sorta di purezza originaria, di indagare,  oltre che la sostanza, il "senso" di cui è fatta la nostra terra.

 

Tra gli impegni espositivi recenti dell'artista si segnalano la mostra personale allo spazio 12 Drouot di Parigi dello scorso febbraio, e sempre con la galleria JEF, la partecipazione a Fotofever (Bruxelles, 4/6 ottobre 2013).

 

 

Un Regard Silencieux

Fotografie di Renato Pasmanik

 

Inaugurazione:

05 Novembre 2013, ore 18.30

 

durata della mostra:

06.11 / 17.11. 2013

 

orari:

da lunedì a venerdì: 15.30-19.30

in altri orari su appuntamento

 

sede:

Galleria Gomiero

via Rosolino Pilo, 11

20129 Milano

 

Per informazioni:

Galleria Gomiero

tel. 02.20520250

cell. 345.2803426

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