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Paesaggi e volti senza tempo immersi in una dimensione fantastica, cangiante e spirituale. E' quello che Daniela Cavallo, classe 1982 (e tra le artiste che meglio rappresentano la sua generazione), mostra attraverso la fotografia e l'elaborazione digitale delle immagini.

 

Come è andata questa prima parte dell'anno? 

E' cominciato con un momento di grande riflessione sia sull'arte che sulla mia ricerca personale. Penso che ogni artista debba rispondere a svariate domande sul sistema dell'arte che sta cambiando. Deve aprirsi, ampliare la propria visione per poter rispondere a esigenze che non sono solo più quelle del critico e della galleria. Siamo contaminati da vari linguaggi (cinema, pubblicità, ecc.) e il tempo è più veloce: è tutto più labile. Io ho cominciato nelle gallerie e le avrò sempre come punto di riferimento, ma mi sono disinibita rispetto al concetto di contenitore d'arte. Esistono dei circuiti liberi e indipendenti (come Art Kitchen o Sponge) dove è facile trovare una ricerca più autentica. Bisogna guardare al futuro con sguardo lungimirante verso nuovi orizzonti che non si conoscono o si conoscono poco. Soprattutto ora che c'è una grandissima crisi nell'arte e con i problemi che ci sono in Italia nel trovare fondi, realizzare e costruire. Manca un sostegno statale verso i giovani artisti, motivo per cui è naturale pensare a un trasferimento all'estero. Basterebbero iniziative semplici: un albo degli artisti, proposte di spazi e una maggiore regolamentazione.

 

E di positivo cosa vedi nel nostro Paese? 

Sicuramente i rapporti e il confronto con gli altri artisti. C'è una bella competizione a livello di idee. Faccio due esempi che mi riguardano: Mirko Canesi e Barbara Giorgis.

 

La tua ricerca da cosa parte? 

Innanzitutto uso un filtro importante: il benessere. Lavoro solo per seguire la mia ricerca. Mi rendo conto che sia un lusso, ma è quello che mi porta più gioia. Sono libera. Parto da motivi interiori, che vengono da uno squilibrio emotivo. Mi baso molto su una letteratura di tipo new age/scientifica. Sto cercando di capire di più sulla fisica quantistica, perché mi sono resa conto che si tratta di filosofia vera e propria.

 

Un esempio?

Krishnananda & Amana, Fabio Marchesi. Quest'ultimo è un ricercatore che si occupa di benessere e scrive libri che mi colpiscono molto. E' grazie a lui se ho scoperto la teoria dell'entanglement.

 

Me la puoi spiegare?

Se due particelle gemelle vengono separate (anche di molto) in una vedremo succedere esattamente le cose che succedono all'altra (per esempio, se una viene stimolata, anche nell'altra si vedranno delle reazioni, se una muore, anche l'altra morirà). Credo che questo fenomeno accada persino nelle relazioni umane più strette. Anche se una amore finisce, un'anima in comune rimane sempre. In un lavoro aggiungo alle mie emozioni, le mie relazioni con il prossimo.

 

A cosa stai lavorando ora?

Ho due progetti in corso. Il primo è una serie di ritratti di donne dedicato ad un femminile positivo che accoglie. L'altro, invece, raccoglie i biglietti con i desideri che mi hanno affidato i visitatori della mia ultima mostra, Mystic World, presso la Galleria Il Milione di Milano. Li metterò dentro delle bottiglie e il solstizio d'estate, il 21 giugno, li lascerò andare nel naviglio. Ho pensato che Milano fosse la città giusta perché è viva, meravigliosa e risponde agli stimoli.

 

L'acqua fa sempre parte del tuo lavoro, perché? 

Prima di tutto siamo fatti dal 80% di acqua. Poi mi affascinano gli esperimenti del dottor Masaru Emoto, che ha sottoposto contenitori d'acqua a parole diverse: a seconda che fossero positive o negative l'acqua reagiva differentemente. Immaginati cosa può succedere a esseri composti per la maggior parte da questo elemento. Poi, è un simbolo per sua natura femminile e a me piace molto anche fotograficamente parlando. E' meravigliosa e si presta alle proiezioni di tutti. Chi non ha mai fatto un sogno dove era presente anche l'acqua?

 

Pensi di utilizzare anche altri strumenti, come la pittura e la scultura? 

L'elaborazione fotografica digitale e le azioni relazionali sono i miei linguaggi. La prima mi piace perché ha un tempo veloce (al momento dello scatto) e uno più lungo (elaborazione). Mentre le azioni relazionali sono fondamentali.

 

Dall'ispirazione come arrivi alla realizzazione?

Sono molto empirica. Non mi do dei limiti mentali forti, accolgo tutto. Parto da una temperatura emotiva, seleziono fino a che non trovo il nucleo e lavoro su quello: intuizioni visive, idee. Poi rimangono solo le cose più interessanti. Grande importanza ha anche il dialogo e il feedback delle persone che mi stanno attorno e di cui ho grande stima.

 

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E’ facile pensare a Moncler limitandosi all’idea di un piumino, che diciamocelo, non è proprio uno uno degli stilemi della chiccheria! Ma se guardiamo poco oltre è facile scoprire come la Maison rappresenti in realtà una piccola avanguardia in termini di stile e materiali. La collezione Moncler Gamme Bleu P/E 2013 uomo lascia spazio all’interpretazione e soprattutto ad uno stile, che, come il clima si rivela di fatto versatile. E’ più difficile per un maschietto risultare elegante senza però perdere quel pizzico di sport soul che è insita nel DNA. Tutto questo porta spesso a conseguenze “estreme”, sia da un lato, che dall’altro. E così si finisce per sembrare fighetti se ci si lucida troppo o privi di gusto se ci si trascura! Un filo sottile! Proprio su questo filo si pone la Gamme Bleu che rende omaggio al mondo della vela con una collezione che unisce l’anima sportwear di Moncler all’haute couture hand mate.

 

Quello che salta agli occhi di questa collezione è senza dubbio una nuova idea di principe, o di principi, che non sono affatto azzurri, ma tecnici. Tecnici come i tessuti impermeabili frutto dell’expertise Moncler. Dimentichiamo il cavallo, quest’estate il principe arriverà in barca a vela, con mantella di nylon impermeabile come il cappello marinière. Capi davvero lontani dalla banale idea di un piumino! Ne risulta un uomo fresco, disinvolto che sa essere sportivo e chic nello stesso momento, un uomo senza patria, non riconducibile, nuovo. Compaiono colli alla marinara e calzoncini corti con calzini sotto il ginocchio, abbinati genialmente a capi classici sartoriali, come trench, cardigan, polo e completi “bon ton sport” a quadretti Vichy. Tutti attraversati dai codici tipici dell’abbigliamento nautico come le cuciture nastrate e i dettagli ispirati allo spinnaker. La gamma cromatica della collezione va dal total white look al “black tie”, entrambi mescolati al rosso e al blu in un gioco di esuberanti contrasti che si accentuano nei look in bianco e nero con un tocco di “giallo cerata”.

 

Strano pensare come l’eleganza possa nascere dal concetto di sport, apparentemente filosofie distanti, si nutrono in realtà di una complementarità affascinante. Quello proposto è un uomo simpatico, soprattutto ironico, che si diverte e sa giocare restando pur sempre elegante. E’ questo il concetto biologico di Moncler, azienda fondata nel 1952 da René Ramillon, artigiano di attrezzature da montagna francese. Il nome Moncler è l'acronimo della località Francese Monestier de Clermont, nei pressi di Grenoble, dove l'azienda è stata fondata. Oggi Moncler propone interpretazioni inedite del concetto di piumino, e va ben oltre! Come un autentico luxury brand, ha esteso i suoi  confini. Oggi il nome Moncler è il brand core di una serie di marchi che differenziano l’offerta merceologica della Maison. Alla quale si affiancano altre linee come la Gamme Rouge,linea femminile fondata nel 2006 e inizialmente disegnata da Alessandra Facchinetti. Attualmente la linea è passata alla direzione artistica di Gianbattista Valli. Gamme Rouge propone giochi di volumi e proporzioni, impreziositi da ricami e manifatture davvero sofisticate.

 

Per quanto riguarda la linea maschile Gamme Bleu, è stata fondata nel 2009 e affidata alla direzione di Thom Browne. Designer americano di grande successo che disegna parallelamente un’altra linea che porta il label Browne. Dal primo fashion show la linea è stata sempre presentata a Milano durante la settimana della moda maschile. Le locations  e le ideazioni delle sfilate hanno sempre posto un accento sull’ironia e sul concetto di sport, come un campo da tennis o una piscina coperta oppure una pista da sci artificiale. Thom Browne era trall’altro un nuotatore, questo amplifica e chiarifica ancora di più quanto nella storia di questa azienda possa essere implicita l’idea dello sport. Le favole si aggiornano e le corone vengono rimpiazzate da un sorriso. Esiste un tempo per sognare e un altro per giocare. Ma la bellezza è per sempre.

 

Il week end del 1° Giugno la scuola di Yoga [hohm] street yoga festeggia il suo primo compleanno. I suoi maestri propongono 5 lezioni GRATUITE per festeggiare.

 

Per l’occasione si avrà l’occasione di praticare assieme lezioni aperte a soci e amici.

 

h 11.00 QUIET PRACTICE

h 13.00 STREET VINYASA

h 15.00 HOHMOGENIC

h 17.00 QUIET PRACTICE

h 19.00 STREET VINYASA Vieni a provare, porta i tuoi amici, le porte di [hohm] saranno aperte dalle 10.30 alle 19.00.

Un’occasione unica per provare senza impegno la pratica dello Yoga proposta dalla scuola.

Vi invito a conoscere  uno dei maestri della scuola, Marco Migliavacca, leggendo la sua intervista esclusiva per Nerospinto:

http://www.nerospinto.it/new/2013/oggi-chiacchiero-con-marco-migliavacca-maestro-di-yoga-vinyasa/

[hohm] street yoga

via S.Calocero, 3 - Milano (MM2 S.Ambrogio)

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. http://hohmstreetyoga.com/ tel. 3381748044

 

Namasté, Vittorio Pascale

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano Fondatore della pagina Fb: Yogamando Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Como, che nel 2014 diventa Città della Luce, dedica un Festival al tema della luce e alla ricerca scientifica in merito, in vista di EXPO 2015 che vedrà la città coinvolte in prima linea in eventi e manifestazioni.

 

Il Festival della Luce vuole essere un evento che porta il nome di Como nel mondo quale città della scienza

Dal 30 maggio all'1 giugno, avrà luogo a scopo di presentazione “Aspettando il Festival della Luce”, una manifestazione che si animerà con performance, mostre, spettacoli e dimostrazioni per promuovere la diffusione della cultura scientifica.

 

Qui il programma dei tre giorni:

 

30 maggio 2013

Ore 20.45, presso Palazzo Terragni, Como, “Luce della Scienza e della Ragione”.

Interverranno Giulio Giorello, Università degli Studi di Milano; Paolo Di Trapani, Università degli Studi dell’Insubria; Armando Massarenti, Il Sole 24 Ore.

 

31 maggio 2013

Ore 13.30, presso l’Auditorium Scacchi in Camera di Commercio, Como“L’efficienza energetica al servizio

dell’illuminazione pubblica". Convegno organizzato da Sviluppo Impresa.

Ore 18.00, presso Palazzo Terragni, Como

“Creatività, Genio e Innovazione”. Il Volto e la Luce dell’Occidente nell’Arte. Interverrà Flavio Caroli. Ore 21.00, presso Palazzo Terragni, Como.

Il Lampo di Genio: Processi mentali dell’atto creativo di Edoardo Boncinelli, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Parole che scintillano di Annamaria Testa, Università Bocconi di Milano e Giovani Innovatori, il racconto di nuove e promettenti start-up.

Moderatori della serata: Giorgio Carcano, Presidente ComoNExT, Alessandro Cecchi Paone.

 

1 giugno 2013

Ore 10.00-18.00, “Luce in Mostra”, presso Villa del Grumello, Como.

Ore 18.00, presso Villa del Grumello, Como.

“Esperienze di Luce”. Luce e colore nella natura: fenomeni ed esperienze con Paolo Di Trapani, Light in light, ComoNExT.

Ore 19.00, presso Villa del Grumello, “Suonare la Luce” , Concerto per Arpa Laser con Maurizio Carelli, musicista e inventore.

 

Per maggiori informazioni: www.festivaldellaluce.it

 

Lora Lamm, la grafica pubblicitaria “delle donnine”, artista, pittrice del secondo dopoguerra milanese è  in mostra negli spazi del m.a.x. Museo di Chiasso con un’esposizione dal titolo “Grafica a Milano 1953-1963”. La raccolta di opere in mostra si inserisce nel filone della grafica contemporanea e propone un focus sull’attività giovanile della celebre creativa nella città di Milano fra gli anni ’50 e ’60. Lora Lamm opera una trasformazione nel campo del graphic design: i suoi lavori hanno forte capacità comunicativa, sono ricchi di colore e dai tratti leggiadri, e le semplici forme disegnate risultano immediate e al contempo vitali e giocose. L'esposizione raccoglie una sessantina di manifesti e un centinaio fra bozzetti, biglietti di invito, carte da pacco, packagin: tutti lavori che Lora Lamm realizzò su commissione de La Rinascente, Pirelli,  La Centrale del Latte di Milano, Elisabeth Arden. Una sala dell’esposizione è inoltre dedicata al periodo tra gli anni '50 e '60 in cui avvenne un sodalizio collaborativo tra Lora Lamm e Max Huber, portando alla scoperta dei lavori di entrambi. Lora Lamm, con la sua grafica lineare, pulita e spensierata ha rivoluzionato l’immagine e la comunicazione nell’Italia del dopoguerra proponendo campagne pubblicitarie di impatto immediato e forte carica emozionale. La mostra è aperta fino al 21 luglio 2013.

Per informazioni: www.maxmuseo.ch

 

Dal 28 maggio al 16 giugno il Teatro Tieffe di Milano porta in scena All'ombra dell'ultimo sole - Parole e musica per Fabrizio De André, un racconto musicale basato sulle canzoni, le storie e i personaggi narrati dal cantautore genovese.

Un musical anomalo, sulla nostra storia recente, su quegli anni 70 caratterizzati da profonde trasformazioni e contraddizioni, ma già mitici per generazioni successive.

 

Protagonisti dello spettacolo sono dei giovani che stanno vivendo un momento di grandi speranze e gravi conseguenze: è il 1975 e  decidono di aprire un bar in un magazzino dietro Via del Campo, dove fare musica e parlare di rivoluzione.

Il locale diviene così un luogo di ritrovo, ma le cose non vanno nel verso giusto e, anche se il sogno sembra essere vicino, la strada per il cambiamento è ancora lunga.

 

All'ombra dell'ultimo sole è un musical sul mondo di Faber, la cui musica non solo segna il ritmo dello spettacolo, ma dà anche nome ai personaggi del racconto (da Bocca di Rosa a Nancy, da Michè a Pasquale Cafiero) e permea le atmosfere dei carruggi di una Genova immaginaria illuminata dalle luci del bar "La cattiva strada" fino ai fuochi della rivolta nel carcere scandita dal ritmo della "canzone del maggio".

 

 

Informazioni su orari e costi:

 

martedì, giovedì, venerdì e sabato: ore 21

mercoledì: ore 19.30

domenica: ore 17

 

Prezzo biglietti:

Intero: 24€*

Ridotto convenzioni: 18€*

Ridotto under/over: 12€ *

*(1,5€ prevendita)

 

 

Tieffe Teatro Menotti

via Ciro Menotti, 11

Milano

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Cosa significa essere fashion designer negli anni della recessione e del lavoro flessibile, in un Paese che ormai da tempo svende la propria creatività con l’arguzia di una sciocca ereditiera che mette le proprie opere d’arte su ebay?

Significa rimboccarsi le maniche, significa credere profondamente e costantemente nel proprio talento – quando hai la fortuna di averne, secondo me hai il dovere morale di alimentarlo e farlo crescere, altrimenti è uno spreco (anche questa è sostenibilità!)– ma soprattutto significa abituarsi a sviluppare il pensiero creativo ben al di là delle proprie capacità artistiche: come in moltissimi altri ambiti, vince chi, oltre a saper disegnare una bella collezione di abiti e capospalla, è in grado di proiettarsi nel futuro e di modellare la propria passione a favore del mercato del lavoro.

 

Uno splendido ed incoraggiante esempio ce lo danno Gabrielle Sarah Drew e Chiara Bongiorno, due designer intraprendenti che dopo anni di gavetta – una fase imprescindibile che giova a tutti – nel ruolo di assistenti di linea e art director di diversi e prestigiosi brand (Etro, Krizia, Elio Fiorucci ed altri) hanno scelto di incrociare le proprie strade per dare vita a Tela, uno studio di consulenza in cui “passione e creatività sono come la trama e l’ordito di un intreccio compatto per solide ed ispirate collaborazioni, dove professionalità e spirito d’innovazione sono alla base di ogni progetto”.

 

Probabilmente molti si staranno chiedendo come tutto ciò abbia un'attuazione concreta, quindi cerco di essere più chiara: in pratica disegnano, progettano e realizzano “conto terzi” delle linee di moda, mettendo la propria creatività a servizio delle aziende committenti, dando libero sfogo all’entusiasmo, alla curiosità, alla fame di novità.

 

Miei cari giovani aspiranti stilisti, questo è il futuro: non incagliatevi nel sogno anni 80 di diventare Giorgio Armani.

 

...e a proposito di curiosità e fermento: non perdetevi il mercatino che le ragazze organizzano venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno presso il loro studio milanese in via Cesare Correnti, 12.

 

Sabato 25 maggio 2013 alle ore 21 allo Spazio Teatro Idra ci sarà il terzo appuntamento con il Premio per le arti in memoria di Lidia Petroni.

L' iniziativa che promuove il lavoro di ricerca degli artisti lombardi dando loro un'occasione di di visibilità e confronto al fine di supportare i giovani emergenti nella produzione e nella circuitazione di nuove opere.

In gara i tre studi delle compagnie Coop.AttivaMente - Residenza Teatrale Torre Rotonda di Como, Chronos3 di Milano e Compagnia Officina di Brescia.

Durante la serata una giuria di esperti, insieme agli organizzatori di Residenza Idra e al pubblico presente in sala, esprimerà un giudizio con un voto sugli spettacoli visti.

E' possibile anche vedere le compagnie in gara tramite il canale youtube e il profilo facebook di Teatro Inverso.

La Coop. AttivaMente andrà in scena con lo spettacolo Lost in limbo, con Stefano Dragone e Alessia Melfi e la regia di Jacopo Boschini. Una Stanza all’ultimo piano di un elegante e moderno palazzo, in una zona appena fuori dal centro città, ma che ancora non è periferia. La Stanza è scarsamente arredata. Al centro della parete di fondo, proprio di fronte all’ingresso, una porta si apre su altri ambienti. Davanti a questa porta, tracciata per terra, una linea bianca. Nella Stanza ci lavora una giovane psicologa. Il suo compito è di assistere i tossicodipendenti, senza mai oltrepassare la linea bianca per terra, che giungono lì per iniettarsi, legalmente, la droga. Poi un giorno nella Stanza entra un uomo... Lost in limbo indaga gli abissi della mente umana. La protagonista, infatti, viene attratta in un mondo oscuro, fatto di segreti, inganni, mezze verità. Un mondo che corrompe e che divora, dentro al quale, una volta che ci si è entrati, difficilmente se ne può uscire.

I Chronos3 presentano Funziona meglio l'odio di Emanuele Aldrovandi, con Isabella Picchioni e Marcello Mocchi e con la regia di Vittorio Borsari. Si può fare del male a fin di bene? Funziona meglio l’odio, testo di Emanuele Aldrovandi, segnalato al Premio Hystrio 2012, mette in scena le storie di Batman e Lucy: lui, un ragazzo di trent’anni a cui uno stupratore ha ucciso la fidanzata, intraprende una personale crociata con l’obiettivo di far calare radicalmente le violenze sulle donne. Lei è una venticinquenne che non ha denunciato uno stupro e aspetta l’occasione per vendicarsi. Entrambi hanno un piano, ed entrambi i piani prevedono la violenza. L’urgenza di affrontare un tema purtroppo così attuale come la violenza sulle donne nasce dall’intento civile di far parlare, in modo inaspettato e inusuale, di un problema troppo spesso giudicato “naturale” e quindi non-risolvibile. Questo attraverso un testo che parte da una tematica contingente per affrontare, con un linguaggio in cui il dramma si mescola all’ironia, la domanda atavica che è alla base della contraddittorietà di molte leggi su cui è fondata la nostra società: è possibile fare del male a fin di bene?

La Compagnia Officina si esibirà nello spettacolo Peter…Echi dall'isola che non c'è, con Irene Tiriani, Antonio Panice e Elisabetta Bettera e con la regia di Fabio Boverio. Il progetto prende il via da una serie di improvvisazioni e di lavori sul testo di Barry, che hanno portato gli attori a trovare propri percorsi, parole e immagini per raccontare, non solo la storia del bambino che non voleva crescere, ma anche un percorso all'interno della loro isola che non c'è. Partendo quindi dal gioco, dall'allusione e dalla metafora si è cercato di giungere a una proposta che si discosta ora di molte leghe dal testo originale, che non racconta più neppure una storia, ma si limita a spaccati di un mondo tanto fantastico da sembrare reale e tanto reale da farci credere a un orizzonte di fantasia. Del resto Peter Pan è forse questo: un volo a capofitto tra foglie e sirene, tra pirati e indiani, tra realtà e sogno, dove i piani si frantumano in specchi, che sì riflettono vicendevolmente, e dove tutti inseguono tutti e nessuno sa più perché stia correndo. "I bimbi sperduti inseguono Peter Pan, i pirati inseguono i bimbi sperduti,  gli indiani inseguono i pirati e le sirene stanno ferme", questo dice il testo, e questa giravolta di corse e di inseguimenti è lo stesso percorso che noi cerchiamo di fare in questo lavoro col pubblico, tutti intenti a inseguire un senso che segnerà il traguardo della corsa. Ma intanto, stiamo ancora correndo. Tutti sì perdono nell'Isola che non c'è, e noi con loro.

Biglietto intero: 2 euro (valido per l'intera serata) Tessera Associativa Obbligatoria: 2 euro - 5 euro - 10 euro

Sabato 25 maggio 2013 Ore 21.00 Spazio Teatro Idra Vicolo delle Vidazze 15, Brescia

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 0303701163 3392968449

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Sabato 25 maggio alle ore 19.00 Ohibò presenta Vernissage & Aperitivo, durante il quale verranno presentate le tavole grafiche 'Corvo rosso' illustrate da Danai Athanasoula.

Dalle 22.30 partirà Basement, l'Opening act la sindrome della morte improvvisa:

BASEMENT #1 Il Cielo sotto Milano non è tutta pastelli e acquerelli. Tutto ciò che è più cupo da oggi avrà uno spazio nuovo, tutto suo. Nasce BASEMENT, e per la prima volta l'Associazione Culturale Ohibò scenderà nel sottosuolo insieme ai judA e i NiCE. Chissà chi riuscirà a risalire...

La sindrome della morte improvvisa è schizofrenia grezza, aggressiva e malinconica, cinica e commovente, costruita su sè stessa intorno al perno del proprio istinto. Il coraggio di testi in italiano che sfiorano a un tempo lo scabroso e l'infinito. E' il tragico messo in musica con un ghigno beffardo e una lacrima nascosta. Il gruppo ha appena presentato il primo EP al Bloom di Mezzago; dalla Brianza a Milano il passo è breve.

L'appuntamento è al Circolo Ohibò in via Brembo angolo via Benaco

Evento: https://www.facebook.com/events/363907043708924/?fref=ts Evento: https://www.facebook.com/events/631283200234653/?context=create

Info: http://www.associazioneohibo.it/

Giovedì 23 maggio alle ore 22.00 torna con il suo quarto appuntamento la mega mensile indoor all' Oibhò, rigorosamente su mini bici, con l'evento Mini bici mega gara vol.4 - Virus television vs camere d'aria e inerzia.

Con questa serata il giovedì diventa il nuovo venerdì, la rivoluzione che scombussola i piani di tutta la settimana e che fa allungare il week end.

In consolle: Ariele Frizzante (Mr Banana) con balcan punk, rock'n'roll, youtube heroes, trash, indie Hopeless (Tiger Grrl) con visual apocalittici, excursus osè, improvvisazioni comiche e social networking.

L'appuntamento è al Circolo Arci Oibhò in via Benaco 1 all'angolo con via Brembo.

Birra media chiara a 3 euro Ingresso con tessera Arci

Evento: https://www.facebook.com/events/526231874080997/?notif_t=plan_user_invited

Info: http://www.associazioneohibo.it

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